16/10/2024 - 14:57

Il deputato democratico Andrea Rossi è intervenuto oggi alla Camera per chiedere un'informativa urgente alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, riguardo alle recenti notizie legate al caso Bibbiano e all'indagine "Angeli e Demoni", con particolare attenzione alle conseguenze sulle politiche di affido familiare in Italia. "È fondamentale fare chiarezza," dichiara Rossi. "Il sistema di affido familiare, cruciale per la protezione dei minori in difficoltà, ha subito un duro colpo a seguito della distorta narrazione mediatica e politica legata ai fatti di Bibbiano. Rossi ha citato il caso del Comune di Reggio Emilia come esempio emblematico: "I costi dell'affidamento in comunità sono passati da 2,2 a 4,1 milioni di euro, mentre gli affidi familiari sono diminuiti, con un evidente peggioramento della qualità dei servizi offerti. Il sistema di welfare emiliano-romagnolo, un tempo un modello virtuoso, è stato gravemente compromesso da anni di strumentalizzazioni politiche e accuse infondate."
Il deputato PD ha inoltre espresso forte preoccupazione per i dati allarmanti: "Dal 2019 il ricorso all'affido familiare si è quasi dimezzato, mentre i reati contro i minori sono aumentati del 34% negli ultimi dieci anni. Distruggere la fiducia in questo sistema significa mettere a rischio la sicurezza dei più deboli, coloro che le istituzioni dovrebbero proteggere."
Infine, Rossi ha manifestato piena solidarietà ad Andrea Carletti, ex sindaco di Bibbiano, recentemente assolto: "Carletti ha servito la sua comunità con onore e merita che la sua innocenza venga riconosciuta, dopo anni di sofferenza e accuse ingiuste. La vicenda di Bibbiano è stata una grave strumentalizzazione politica con conseguenze devastanti per la comunità e per il sistema di affido. Oggi chiediamo che si faccia piena luce su come le politiche di affido siano cambiate in questi anni e sulle loro ricadute, non solo sociali, ma anche economiche, per gli enti locali."

16/10/2024 - 13:16

“Siamo molto preoccupati per una manovra che, al di là dei soliti annunci roboanti, prevede tagli di spesa, aumento di tasse e sacrifici per famiglie e imprese. I tagli ai ministeri indicati nel Dpb consegnato a Bruxelles dovrebbero valere nel 2025 circa 2,5 miliardi di euro. Questo significa tagli lineari di spesa a partire da cultura, istruzione e università che già nelle scorso leggi di bilancio sono state oggetto di mancati investimenti e tagli. Se sommiamo questi tagli al sacrificio richiesto agli enti locali, già tartassati pesantemente dall'ultima manovra, temiamo che non saranno più garantiti importanti servizi ai cittadini.

Ribadiamo con forza che togliere ulteriori fondi a questi comparti, già sottofinanziati, sarebbe un grave errore. A scuola, università e cultura mancano risorse e sono comparti che non possono sopportare ulteriori tagli.

L’Italia è indietro rispetto alla spesa per l’istruzione in rapporto al PIL, e occorrono investimenti per colmare questo divario, non tagli. Non è condivisibile una legge di bilancio che incide negativamente, ancora una volta, sui comparti del sapere, della conoscenza e della cultura, definiti sempre strategici nelle dichiarazioni ma marginalizzati nelle scelte di spesa”. Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura di Montecitorio.

16/10/2024 - 12:37

“Nella manovra finanziaria del governo,  basata su tagli per gli enti locali e ministeri, che pagheranno i cittadini in termini di servizi e di diritti e su nuovo importante debito per lo Stato, emerge il silenzio tombale sull’agricoltura.  Non un cenno da parte del ministro Giorgetti sul settore primario dell’economia italiana, paradossale dopo le fanfare al G7 Agricoltura a Siracusa. Una scelta che confermerebbe, come sottolineano tutti i giorni diversi opinionisti, la difficoltà del ministro Lollobrigida nella compagine di governo.
Eppure con la manovra si sarebbe dovuto affrontare con misure adeguate la valorizzazione del comparto alimentare al quale si chiede di guidare la transizione ecologica, con interventi strutturali uscendo dalla logica delle continue emergenze. Le risorse mancano e a pagarne il prezzo saranno coloro che consentono alle nostre comunità di poter contare su produzioni sane e di qualità. Con i nostri emendamenti accenderemo i riflettori sulle criticità sulle quali occorre intervenire”.

Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

16/10/2024 - 12:24

“Ci troviamo di fronte a una manovra al buio, non solo perché è stata approvata di notte, evitando ieri un confronto parlamentare, ma anche perché non chiarisce le coperture. La coperta, purtroppo è molto corta”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee della Camera, intervenendo a Restart su Rai3.
“Ma, soprattutto -ha aggiunto il parlamentare Dem- è una manovra che fa calare un sipario molto preoccupante sulle condizioni di vita delle famiglie e delle imprese. Si può riassumere in tre parole: tasse, tagli e sacrifici. Perché, al netto della conferma del taglio al cuneo fiscale che non porterà nessun aumento nelle buste paga, confermando semplicemente l’intervento già prodotto negli anni scorsi a partire dal governo Draghi, si aumentano le tasse, perché la rimodulazione delle detrazioni fiscali aumenterà inevitabilmente il carico sulle famiglie. Aumentano -ha sottolineato De Luca- le tasse sul diesel e quelle sulla casa, sembrerebbe per quelle ristrutturate col Superbonus, ma non si escludono anche altri interventi. E indirettamente inciderà sui costi per le famiglie legato a tagli lineari di spesa drammatici.  Questo governo - ha proseguito De Luca- ha preannunciato infatti tagli lineari alla Sanità, alla Scuola, agli enti locali che garantiranno minori servizi pubblici essenziali alle famiglie, minori servizi sanitari, scolastici, assistenza alle famiglie, agli anziani e che comporteranno un inevitabile aggravio di costi per le famiglie. Se a questo aggiungiamo i tagli previsti in alcuni comparti strategici dalle infrastrutture alla cultura, dalla ricerca all'ambiente si renderà ancora più lenta la crescita già asfittica del Paese nei prossimi anni. Si preannuncia, conclude il capogruppo del Pd in commissione politiche europee- un futuro di sacrifici che penalizzerà non solo il ceto medio, ma soprattutto le famiglie e le imprese. SI tratta peraltro del frutto della trattativa al ribasso sul Patto di Stabilità che impone vincoli stringenti e dei ritardi sul PNRR che determinano minore crescita e minore spazio di intervento in questa manovra”.

16/10/2024 - 11:43

"Avevano promesso, anche durante le audizioni del PSB, che non avrebbero più tagliato i fondi a chi, sul territorio, deve dare risposte ai cittadini. Ci avevano garantito che comuni ed enti locali non sarebbero stati toccati. E invece, questa mattina ci svegliamo con una manovra che, ancora una volta, colpisce duramente gli enti locali, che saranno costretti a contribuire con 1,6 miliardi di euro in due anni. È inaccettabile che siano sempre i territori a pagare il prezzo delle scelte sbagliate di questo governo. Costringere regioni, province e comuni a tagliare servizi essenziali e diritti per le comunità è gravissimo. La destra dimostra ancora una volta di voler fare 'cassa' sui cittadini, mentre sceglie di continuare con condoni e privilegi per i soliti noti”.

Lo ha dichiarato Silvia Roggiani, deputata alla Commissione Bilancio e Segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia.

14/10/2024 - 15:38

"I punti di approdo devono essere ricompresi tra la concessioni balneari e quindi messe a gara a partire dal 2027, anticipare i tempi sarebbe illogico e controproducente. Su questo tema ho presentato un emendamento insieme alla collega Simona Bonafè ma vi sono proposte similari sottoscritte da deputati della Lega e Fi: auspico quindi che questa modifica venga approvata": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani sul Decreto Infrazioni, attualmente in discussione a Montecitorio.

"Forzare la mano, senza peraltro coinvolgere le comunità locali, rischia di aprire le porte ad iniziative non concertate che potrebbero compromettere la sostenibilità ambientale e stravolgere l'equilibrio sociale ed economico di interi territori. Mi riferisco in particolare a quanto sta accadendo a Talamone, nel Comune di Orbetello in Provincia di Grosseto, dove il bando per il nuovo porto turistico rischia di consegnare le concessioni a grandi gruppi a scapito di associazioni, residenti e villeggianti, senza peraltro avere garanzie certe sulle ricadute locali": conclude Marco Simiani.

11/10/2024 - 11:27

“Sulle tasse la premier non dice la verità ed è stata smentita dal Ministro Giorgetti e dal piano strutturale di bilancio da lui presentato in Parlamento. Nei prossimi sette anni sono previsti sacrifici, tasse e tagli alla spesa: questa è la drammatica realtà. Verranno introdotte nuove tasse che sono state ampiamente annunciate dal diesel alla casa, proseguendo nel solco di quanto fatto con le precedenti leggi di bilancio che hanno alzato l’iva sulle bollette fino a quella sui prodotti per la prima infanzia e le donne. Ci saranno tagli che si aggiungono a quelli già fatti alla spesa sanitaria o nella scuola, e che colpiranno ulteriormente gli enti locali i quali rischiano di non riuscire più a garantire i servizi primari ai cittadini. Il governo è costretto a smentire le tante promesse e la propaganda fatta negli anni passati. C’è una distanza siderale tra gli annunci e la realtà. Siamo estremamente preoccupati perché si preannunciano sacrifici enormi per le famiglie e le imprese”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politche UE, a RaiNews 24

10/10/2024 - 11:35

“Meloni e Salvini sono direttamente responsabili della paralisi del Tpl nelle città italiane: senza maggiori  risorse al fondo nazionale, richiesto non solo dal Pd e dalle opposizioni ma da Regioni, Comuni, sindacati e imprese, i servizi sono a rischio per i maggiori costi dei fattori della produzione, dal carburante alla manutenzione e per la carenza di autisti dovuta ai bassi salari, con conseguenze devastanti soprattutto nelle aree interne e nelle periferie già più penalizzate. Serve dare una risposta immediata al rinnovo del Contratto collettivo nazionale che riconosca il giusto salario per far fronte alla diminuzione del potere di acquisto delle retribuzioni”. Lo scrivono in una mozione i deputati Pd Casu, Barbagallo, Pagano, Bakkali, Ghio, Guerra, Lai, Mancini, Morassut e Roggiani.
“Lo scorso 27 settembre - continuano i parlamentari- rispondendo a una nostra specifica interpellanza in Aula il Governo ha ancora una volta scelto di non impegnarsi direttamente per garantire subito le risorse necessarie a salvare il trasporto pubblico locale. Ha però aperto perlomeno alla possibilità di una mediazione del Mit tra le parti interessate al rinnovo del contratto nazionale non più rinviabile. A distanza di oltre 10 giorni da quella risposta abbiamo deciso di convertire la nostra interpellanza in mozione per chiedere che questo tavolo ministeriale per la risoluzione della vertenza venga convocato al più presto”. “Anche nelle audizioni sul Piano Strutturale di Bilancio enti locali e regioni hanno evidenziato la mancanza di fondi adeguati per i trasporti ci aspettiamo dunque che nella scrittura della legge di Bilancio il Governo apra gli occhi e si renda conto che senza un immediato intervento si sta assumendo la responsabilità politica di bloccare il paese”, concludono i deputati Pd.

09/10/2024 - 15:58

In Commissione Ambiente richiesto di spostare la scelta dopo le elezioni regionali"

“Il governo attenda la fine della campagna elettorale e l’elezione del presidente della Regione Liguria prima di procedere con la nomina del nuovo presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre”, lo ha chiesto la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera nella Commissione Ambiente insieme al capogruppo Marco Simiani.

“Si tratta di individuare la personalità che per esperienza e competenze possa tutelare al meglio uno dei luoghi più belli e fragili del mondo e della Liguria, di valorizzare le grandi opportunità che racchiude e preservarne il valore in accordo con le comunità locali e le istituzioni regionali. Fare un blitz con una nomina a scatola chiusa a meno di venti giorni dalle elezioni significa agire con una logica spartitoria, basata sulla massima: ‘dividiamoci il potere finché si può’ e non considera la necessaria condivisione e partecipazione territoriale che un ruolo così importante richiederebbe. L’ennesima prova che al centrodestra non interessa il bene del territorio ma solo le poltrone e i posti di potere. Il Presidente della Commissione Ambiente, dopo il mio intervento ha rivolto al relatore di maggioranza l'invito a valutare la richiesta, vediamo se la destra avra' l'equilibrio necessario per spostare di venti giorni la scelta o se privilegera' l'occupazione di posti e la settimana prossima porra' in votazione la nomina.

Nel mio intervento ho chiesto il ripristino delle risorse sottratte ai parchi nazionali, sui quali ha imposto un taglio 200mila euro dal fondo a loro destinato. Un taglio che colpirà anche il Parco delle Cinque terre e la Liguria ”, conclude Ghio.

 

09/10/2024 - 15:26

Roma, 9 settembre 2024 - “E’ l’ennesima forzatura inaccettabile quella che porta avanti il centrodestra in Sicilia sulla rappresentanza delle donne siciliane nelle giunte. Perchè rispetto alla normativa nazionale, In Sicilia utilizzando strumentalmente la prerogativa dello Statuto, che prevede l’autonomia per l’ordinamento degli Enti locali, il Centrodestra vuole abbattere del 50% la rappresentanza di genere. Di fatto vogliono dimezzare ancora la presenza delle donne in giunta, dal 40 per cento (come nel resto d’Italia) al 20. Il PD ha proposto diversi emendamenti per recepire la quota nazionale e spero che all’Ars nessuno chieda il voto segreto ma che su un argomento del genere si proceda con voto palese. In ogni caso, il testo arriverà in aula il 15 di ottobre e per quella data il PD Sicilia ha organizzato una grande mobilitazione nelle piazze e nelle aule parlamentare denunciando questa grave situazione”. Così il segretario regionale del PD Sicilia e deputato Anthony Barbagallo, intervenendo oggi in conferenza stampa alla Camera, convocata per accendere i riflettori nazionali sul caso della discriminazione delle donne in politica in Sicilia. I numeri d’altronde parlano chiaro.

Eccone alcuni:

- 6 sindaci donne nei primi 50 comuni della Sicilia;
- 8 donne sindaco elette su 128 comuni al voto all’ultima tornata elettorale;
- 19 sindaci donne su 391 comuni siciliani;
- Nessuna donna sindaco nei comuni delle 3 province di Enna, Caltanissetta e Siracusa

Barbagallo nel corso delle sue 3 legislature all’Ars è stato primo firmatario del testo sul ddl sulla doppia preferenza di genere da applicare in Sicilia, testo tuttavia mai calendarizzato per la discussione a Sala d’Ercole.
Alla conferenza stampa erano presenti anche Roberta Mori, portavoce della conferenza nazionale delle Democratica, la capogruppo del PD alla Camera, Chiara Braga, le deputate Giovanna Iacono e Stefania Marino, la senatrice Annamaria Furlan.
“In questo momento in Sicilia la situazione è  - prosegue- ulteriormente grave per altri due aspetti: la mancanza della doppia preferenza di genere per le elezioni dell’assemblea regionale siciliana per cui abbiamo, già chiesto fin dalla scorsa legislatura il commissariamento dell’Ars e della Regione. Stessa cosa, ed è il colmo, avverrà il 15 dicembre per le elezioni provinciali dopo 10 anni di commissariamento: anche in questo caso non è prevista la doppia preferenza regionale per i consigli provinciali e metropolitani. Queste sono forzature inaccettabili in palese violazione delle norme costituzionali”.

09/10/2024 - 13:17

Vi aspettiamo il 15 ottobre davanti all'Ars per dire stop al ddl che fa arretrare la Sicilia sulla parità di genere

 "Siamo qui per manifestare il nostro disappunto su quanto sta avvenendo all'interno dell'Assemblea regionale siciliana, ma anche per fare una contestazione al ddl che reca norme in materia di enti locali, che quota al 20 per cento la presenza di genere nelle giunte comunali. Si tratta di una previsione che farà tornare indietro la Sicilia anni luce rispetto alle altre regioni, che attestano la presenza di genere al 40 per cento, così come previsto dalla norma, e che accentuerà le contraddizioni e le discriminazioni che già esistono nella nostra terra. Portare avanti questo ddl significa accentuare una discriminazione già presente in Sicilia nei confronti delle donne e della presenza delle donne nelle Istituzioni e in altri ambiti sociali, civili e politici, che è già abbastanza rilevante e marcata. In Sicilia esiste anche un altro vulnus, che è l'istituto della doppia presenza di genere nelle competizioni elettorali regionali. Noi abbiamo condotto anni e anni di battaglie per la presenza delle donne nei consigli comunali e regionali siciliani. Non vogliamo far diventare la Sicilia fanalino di coda e campionessa di arretratezza culturale e legislativa e normativa e questo per noi rappresenta l'ennesimo impedimento al raggiungimento della “democrazia paritaria”. Per questo stiamo facendo la nostra parte, attraverso gli emendamenti del nostro gruppo parlamentare in assemblea regionale, con l’appello già sottoscritto da migliaia di donne, uomini, associazioni e reti di associazioni, e con la mobilitazione, che continuerà il 15 di ottobre alle ore 12 con un presidio davanti all'Ars proprio perché in quella data è stata calendarizzata ed è all'ordine del giorno la discussione di questa norma. Chiediamo a tutte e a tutti di abbracciare questa battaglia di democrazia e di civiltà". Lo ha detto la deputata del Pd, Giovanna Iacono, durante la conferenza stampa del Pd sulla parità di genere in Sicilia.

09/10/2024 - 12:44

“Oggi denunciamo un’ingiustizia che si sta consumando sempre a danno di noi donne. In Sicilia si studia come aumentare le discriminazioni sotto ogni profilo: politico, sociale ed economico. L’Assemblea regionale (Ars) sta per discutere il ddl  n,105 dove, all’art. 2, si riduce l’obbligo di alternanza di genere al 20 per cento nelle giunte dei comuni al di sopra dei tre mila abitanti. Già con l’Autonomia differenziata il Paese è stato abbondantemente scisso in due, ora questa ulteriore legge discriminatoria acuisce ancora di più le disuguaglianze e accentua la distanza dei comuni siciliani sul campo della rappresentanza di genere dal resto del Paese. Noi diciamo ‘no’ con un emendamento già presentato all'Ars”. Così la deputata siciliana del Pd, Stefania Marino, durante una conferenza stampa presso la Sala Berlinguer del gruppo dem alla Camera, insieme alla presidente del Gruppo Pd a Montecitorio Chiara Braga, i deputati siciliani Anthony Barbagallo e Giovanna Iacono, le senatrici Anna Maria Furlan, Vincenza Rando, il senatore Antonio Nicita e Roberta Mori, portavoce delle democratiche.

"Chiediamo a tutte e tutti – ha concluso Marino - uno scatto d’orgoglio e una legislazione nel rispetto dell’uguaglianza e della democrazia paritaria per gli enti locali e un’accelerazione anche per il processo di aggiornamento del sistema elettorale regionale con la previsione della doppia preferenza di genere. Dobbiamo fare sentire la nostra voce. Questa è una battaglia che riguarda tutte e tutti noi e il futuro delle prossime generazioni. Chiediamo che ci sia da parte di tutte le istituzioni, le organizzazioni e la società civile, anche a livello trasversale, un coinvolgimento per difendere la presenza di genere nelle giunte comunali siciliane. Ci vediamo il 15 ottobre davanti l’Ars per manifestare contro questa legge ingiusta e discriminatoria".

08/10/2024 - 19:49

“Dal ministro dell’economia nessuna risposta agli appelli delle parti sociali”

“Giorgetti ammette che la crescita del Pil dell’1% nel 2024 non ci sarà. Si sgonfia così tutta la propaganda della destra. Dopo mesi di slogan e promesse, il governo stesso ammette che l’obiettivo che si era dato è irraggiungibile. È molto grave che dal ministro dell’economia non sia arrivata nessuna risposta sulle sollecitazioni e sugli appelli di sindacati, Confindustria e  enti locali, che hanno denunciato il pericolo di austerità selettiva per i prossimi anni. Il governo non sta mettendo in campo le necessarie misure per stimolare la crescita e garantire una vera transizione ecologica, mentre decide di portare avanti politiche che colpiranno i soliti noti: lavoratori, pensionati e servizi pubblici, mentre chi evade continuerà a beneficiare dei soliti condoni”.

Così Silvia Roggiani, Deputata Pd in Commissione bilancio.

08/10/2024 - 19:09

"Fra pochi giorni l'Assemblea regionale siciliana discuterà un disegno di legge che abbassa al 20 per cento la rappresentanza femminile negli enti locali dell'Isola.
Abbassa, appunto. Perché la legge nazionale prevede una quota minima del 40 per cento. Un provvedimento inaccettabile che rimanda le donne indietro di 40 anni in un'Italia già molto indietro rispetto al resto d'Europa.
La Regione Sicilia, guidata dalla stessa maggioranza del governo nazionale pensa di potere relegare all'irrilevanza politica metà della popolazione siciliana: un precedente pericolosissimo portato avanti dalla stessa maggioranza che governa l'Italia. Nel Paese della prima donna presidente del Consiglio, le donne rischiano non solo di non fare passi avanti nel percorso verso la parità, ma perfino di farne indietro. Un paradosso di cui Meloni stessa è espressione e contro cui anche le donne di Fdi dovrebbero ribellarsi.
Le donne siciliane non meritano questo e hanno lanciato una petizione per fermare questa legge retrograda: io ho firmato, chiedo anche a voi di farlo https://forms.gle/i24hUFN4WimsWkjd6". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell’Intergruppo della Camera per le donne i diritti e le pari opportunità.

07/10/2024 - 18:29

“Il Piano strutturale di bilancio conferma le nostre preoccupazioni anche sui profili del finanziamento della sanità pubblica. Oggi questi timori sono stati condivisi da tutti gli auditi, a partire da Regioni ed enti locali, fino al Presidente del Cnel che ha dovuto ammettere la necessità di uno sforzo maggiore da parte del governo per colmare la grave carenza di organico nel comparto. Il SSN è ampiamente sottofinanziato rispetto agli altri Paesi Ue e Ocse e le previsioni contenute nel documento di Giorgetti preannunciano una ulteriore riduzione della spesa sanitaria. Al contrario, il governo dovrebbe smetterla di mistificare la realtà e cominciare a dare un contributo concreto alla sanità pubblica. Il rischio, altrimenti, è andare incontro a un collasso del sistema che si tradurrebbe immediatamente nell’incapacità di raggiungere chi non può permettersi l’assistenza sanitaria privata e, di conseguenza, nella rinuncia alle cure di milioni di cittadini”.

Così Ubaldo Pagano, Capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, commenta le audizioni in corso nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine.

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