Giunti solo un decimo dei fondi, emendamenti in tre provvedimenti ad esame Camere
“Servono subito almeno 500 milioni di euro per rimettere in sicurezza e risarcire i danni causati dalle alluvioni del 2023 in Toscana. Con questo obiettivo è stato presentato un apposito emendamento sia al Decreto Ristori alla Camera che alla Legge di Bilancio al Senato, mentre una proposta similare verrà depositata al Decreto che ha prorogato lo stato di emergenza nelle zone colpite. La destra non ha più scuse per mantenere gli impegni presi da ormai due anni fa, dal momento che oggi del miliardo di euro necessario è arrivato poco più di un decimo”.
Così il segretario Dem della Toscana e deputato Pd, Emiliano Fossi.
“Nel 2023 - aggiunge - le province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Massa-Carrara, Livorno e Pisa, hanno subito danni enormi a infrastrutture, abitazioni, attività produttive e terreni agricoli. Le comunità locali hanno risposto con una straordinaria solidarietà, ma il governo deve garantire continuità negli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza. Lo Stato di emergenza per le alluvioni in Toscana è stato prorogato ma rischia di essere inutile se non vengono stanziati i fondi necessari. I nostri emendamenti sono chiari: ci sono tre provvedimenti attualmente in discussione in Parlamento che possono attivare le risorse. La maggioranza - conclude - non può respingere per sempre le richieste di famiglie e imprese in difficoltà”.
“Una delle più grandi urgenze e disgrazie di questo Paese è la ormai quasi totale nudità delle città e dei territori di fronte alle potenti incursioni (non c’è altro termine) del capitale finanziario e immobiliare che decide, di fatto senza pagare pegno e senza confronto democratico, dove collocarsi, cosa fare, come farlo. Senza una legge urbanistica nazionale leggera ma forte come le reti da pesca e senza ordinamenti evoluti delle grandi città e delle province, avremo solo problemi sempre più gravi nelle aree urbane e in quelle cosiddette interne”. Lo ha dichiarato il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, intervenuto a Firenze nel corso del convegno indetto annualmente dell’Inu, Urbanpromo, sul governo del territorio e delle città.
“In Italia - ha spiegato Morassut - non c’è un quadro di riferimento unitario per la tutela del suolo, la sua messa in sicurezza, una fiscalità urbana degna di un paese europeo e civile, un arco di regole minime per la partecipazione popolare ai processi di trasformazione urbana, una politica abitativa seria. Nn Tutto avviene come un vorticoso moto trainato dalle incursioni di chi può decidere o imporre quasi tutto. Fare delle leggine hamburger sulla rigenerazione dove c’è di tutto e dove sono d’accordo tutti non ha alcun senso ed è un qualcosa di profondamente inquietante”.
“Su queste cose - ha continuato il deputato dem - ci vuole un confronto ed uno scontro tra visioni e prospettive diverse. Nel Pd per esempio sì sonnecchia, si svicola, si sottovaluta, si ammicca e non ci si rende conto che è dal governo dei territori, dalla forma delle città e dalle regole che le possono salvare o meno che dipende la stessa economia nazionale. Perché se non governi la ‘terra’ non fai niente. Solo chiacchiere”.
“L’idea che sembra avanzare dal governo di un piano casa di un miliardo e mezzo su un tempo di quattro anni come si intende svilupparsi? Su quali aree, su quali localizzazioni? Il problema dell’erp e dell’ers in Italia non sono i soldi, ma le aree. Se si intende agire per via espropriativa - ha concluso Morassut - bisogna sapere che questa è una strada che porterebbe un grande regalo alla rendita che, in base alle norme europee, incasserebbe soldi stando semplicemente ferma, perché i prezzi di esproprio da almeno venti anni non sono che prezzi di mercato. Bisognerebbe mettere in gioco del patrimonio pubblico ma questo vorrebbe dire dare all’Agenzia del Demanio e a tutte le agenzie territoriali un indirizzo generale che destini parte non trascurabile del patrimonio dismesso e disoonibile alle politiche per la casa e non solo a valorizzazioni di cassa. Sono cose da chiarire. Mettere soldi sulla casa senza affrontare questi nodi non vuol dire nulla. Anzi può essere controproducente”.
Dopo dieci anni di assenza dai palasport, Mauro Berruto, deputato, responsabile sport del Partito Democratico ed ex CT della Nazionale italiana di pallavolo maschile con cui vinse il bronzo olimpico a Londra 2012, tornerà ad allenare. A fine novembre sarà infatti in Palestina, su invito del Comitato Olimpico Palestinese e della Federazione Palestinese di Pallavolo, per una missione di diplomazia sportiva durante la quale guiderà per alcuni giorni la Nazionale Palestinese maschile, terrà corsi di formazione per allenatori locali e promuoverà progetti di sviluppo e accesso alla pratica sportiva per i e le giovani palestinesi. Con lui una delegazione del Partito Democratico composta da Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Sara Ferrari, Valentina Ghio e da Andrea Orlando. “È un’emozione immensa e un grande onore: allenare la nazionale palestinese, oggi, è un atto di fiducia nello sport come respiro di libertà e linguaggio di pace. Proverò a restituire il dono che lo sport, in tanti anni di carriera, mi ha regalato: la tenacia e la responsabilità verso il futuro”, ha dichiarato Berruto.
"Il Governo deve dire una parola definitiva contro il tentativo di Enac di trasformare l'aeroporto di Bresso, alle porte di Milano, in un hub per i voli commerciali, con il conseguente aumento esponenziale dei voli". Lo dichiarano i deputati PD Anthony Barbagallo e Matteo Mauri. "Il piccolo aeroporto di Bresso è all'interno di un grande parco urbano che si trova in un’area tra le più densamente popolate d’Europa. Un parco voluto fortemente dalle comunità locali e difeso in tutti questi decenni dalla volontà determinata degli abitanti e delle amministrazioni locali. Tra l'altro gli aerei che decollano da lì volano a bassa quota su tutte le case circostanti e addirittura sopra a un complesso scolastico situato nel comune di Cinisello Balsamo." "Già solo questi fatti, uniti all'aumento dell'inquinamento acustico e ambientale che porterebbe con sè un aumento dei voli, dovrebbero essere più che sufficienti per capire che sia un'assurdità un progetto del genere." "Ma a questo bisogna aggiungere che c'è un Protocollo d'Intesa che dal 2007 vieta l'aumento dei voli e l'uso del piccolo scalo per finalità commerciali.
Il Protocollo era stato firmato a suo tempo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero dei Trasporti, da ENAC e da tutte le Istituzioni locali, compresa Regione Lombardia." "I cittadini, che si sono subito attivati per scongiurare il pericolo costituendo il “Comitato difesa del Parco Nord – NO Aeroporto commerciale”, pretendono che quel Protocollo venga rispettato. Tutto il Partito Democratico è al loro fianco e supporta questa battaglia a difesa della qualità della vita, della salute e della sicurezza delle comunità che vivono nella zona." "Come Partito e come Parlamentari del PD chiediamo con forza al Governo di prendere posizione, di far rispettare le regole e di impedire questa assurdità." "Per questa ragione - conclude la Segretaria Regionale On. Silvia Roggiani - abbiamo depositato come Parlamentari PD un'interrogazione in Commissione Trasporti alla Camera a cui vogliamo che il Ministro dei Trasporti Salvini risponda in tempi brevi e dando le rassicurazioni necessarie."
“La decisione di Tim di cedere Telecontact Center Spa a Dna Srl, società con un capitale sociale di soli 10mila euro, suscita fortissime preoccupazioni per il futuro dei quasi 1600 lavoratori coinvolti, molti dei quali impiegati nel Mezzogiorno. Si tratta di un’operazione che appare come una vera e propria esternalizzazione, senza un chiaro piano industriale e con il rischio concreto di perdita di posti di lavoro e di progressiva delocalizzazione dei servizi”. E’ quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino depositando una interrogazione, sottoscritta da altri 22 colleghi Dem.
“Con questo atto chiedo ai Ministri Urso e Calderone di vigilare attentamente sulla transazione, di convocare un tavolo di confronto con Tim, i sindacati e le istituzioni territoriali e di chiarire se siano previsti fondi pubblici a sostegno dell’operazione, garantendone trasparenza e corretto utilizzo. Il governo- prosegue Marino- deve assicurare la piena tutela occupazionale e contrattuale dei lavoratori, evitando che operazioni di questo tipo diventino strumenti di precarizzazione o di riduzione dei costi a scapito della qualità del lavoro e della coesione sociale”, conclude la deputata del Pd.
“I nuovi dati diffusi dal Sole 24 Ore, elaborati sulla base delle statistiche del Viminale, confermano purtroppo l’aumento della criminalità nel nostro Paese. Nel 2024 i delitti sono cresciuti ancora rispetto all’anno precedente, che a loro volta erano aumentati rispetto al 2022. C'è stato un incremento dei reati predatori e violenti, in particolare furti, rapine, lesioni e violenze sessuali. È la prova evidente che le politiche securitarie del governo non solo non hanno migliorato la situazione, ma hanno contribuito ad aggravarla”.
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, che aggiunge: “Mentre il governo continua a moltiplicare i reati e ad aumentare le pene, la realtà ci dice che i cittadini non sono più sicuri. È il segno di un fallimento strutturale: la propaganda non basta a garantire tranquillità alle persone”.
“Questo governo – prosegue l’esponente dem – finge di avere la sicurezza come priorità, ma è nei fatti il governo dell’insicurezza. Invece di investire su prevenzione, coesione sociale e sostegno alle Forze dell’Ordine, continua a cercare capri espiatori e a scaricare le responsabilità sugli enti locali, con un atteggiamento inaccettabile anche dal punto di vista istituzionale”.
“Occorre - conclude Mauri - cambiare rotta: servono risorse vere per chi lavora sul territorio e politiche che rafforzino la tenuta sociale. Solo così si può costruire un Paese davvero più sicuro e giusto. Al contrario il governo non aiuta i Comuni sulle politiche sociali e non mette nemmeno un euro nella Legge di Bilancio per le Forze dell'Ordine. Mentre sarebbero necessario risorse per aumentare gli organici, le retribuzioni e per la previdenza dedicata".
"Anche sui problemi della pesca in Toscana, e in particolare nella provincia di Grosseto, la destra locale è in stato confusionale. Come Partito Democratico non abbiamo fatto nessuna polemica, ma abbiamo chiesto soltanto attenzione verso i pescatori locali, proprio in seguito alle loro sollecitazioni, ponendo l’attenzione su problematiche reali e specifiche, come i mancati ristori del 2023 del Fermo Pesca, i troppi giorni concessi alle barche provenienti da altre regioni e le oggettive difficoltà logistiche per il rifornimento.
Ancora una volta, come per la Tirrenica, i parlamentari della maggioranza non rispondono nel merito, ma disquisiscono su aspetti burocratici e cavilli tecnici che sembrano servire soltanto a lavarsi la coscienza per le cose non fatte. Noi chiediamo soltanto un impegno comune per salvaguardare il territorio e vorremmo che lo fosse anche per loro". Così il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“I dati della Ragioneria generale dello Stato, riportati oggi sulla stampa, fotografano una situazione impietosa: il Ministero della Cultura è tra i peggiori dicasteri italiani per capacità di utilizzo dei Fondi di Coesione 2021–2027.
Un risultato che conferma l’assoluta incapacità gestionale del ministro Giuli, che in un anno di mandato non è riuscito ad avviare una programmazione efficace né a spendere le risorse già assegnate: la Cultura rimane ferma, paralizzata da una gestione incerta e priva di visione.
Un ministero che dovrebbe essere motore di investimenti per tutto il Paese è invece bloccato, perché ogni iniziativa viene frenata o rinviata, in un clima di sospetto e di controllo interno che ha completamente immobilizzato l’amministrazione.
La situazione è aggravata dall’ennesima sforbiciata prevista nella manovra di bilancio: non solo il Ministero della Cultura dispone di fondi Fsc ridotti per sua irrilevanza politica (appena 170 milioni di euro contro 1,7 miliardi gestiti dal ministro Franceschini), ma non riesce nemmeno a utilizzare quelli disponibili che infatti gli vengono sottratti.
Un doppio fallimento che pesa sulle imprese culturali, sui lavoratori del settore e sulle comunità locali che attendono investimenti ormai da troppo tempo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Mic é guidato da un ministro commissariato di fatto, incapace di incidere sulle politiche culturali e territoriali.
L’Italia della cultura non può essere ostaggio dell’inerzia e dell’improvvisazione.
Serve un cambio di passo immediato: il patrimonio culturale del Paese merita una guida capace di programmare, investire e costruire futuro — non di restare immobile davanti alle proprie responsabilità”. Così la capogruppo democratica in commissione cultura della Camera, Irene Manzi.
Oggi giovedì 30 ottobre alle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa congiunta delle forze di opposizione sui temi dell’università, dal disegno di legge governativo 1518, che abolisce l’abilitazione scientifica nazionale e imprime una torsione localistica al reclutamento universitario, fino alle riforme in itinere dell’ANVUR, del CUN e della governance degli atenei, che rappresentano una minaccia molto seria per l’autonomia dell’università.
Interverranno Alfredo D’Attorre per il PD, Antonio Caso per il M5S, Elisabetta Piccolotti per AVS e Davide Faraone per IV.
“Non ci sono leggi intoccabili soprattutto se dopo 33 anni di applicazione, come nel caso della normativa statale sulla caccia, vi sono elementi conoscitivi che suggeriscono al legislatore miglioramenti per superare criticità e per rafforzare l’impianto della legge stessa. Semmai l’errore, che stanno facendo governo e destre, di voler imporre le modifiche con un colpo di mano. Eppure una strada c’era. Presentare in Parlamento, come da inizio legislatura chiediamo, la relazione sullo stato di applicazione della legge 157 e conseguentemente sulla base dei rilievi avviare approfondimenti e percorsi parlamentari”.
Così i deputati Pd, Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera, Antonella Forattini, capogruppo in commissione Agricoltura, Maria Stefania Marino e Andrea Rossi.
“Alla destra però - aggiungono - interessa solo la propaganda tanto che al Senato si è arenata in commissione e si trova in difficoltà di fronte agli emendamenti presentati dal Pd finalizzati a dare più concretezza alla gestione del territorio e alla tutela della biodiversità, nel contesto della salvaguardia dell’impianto pubblico della legge, per rafforzare ruoli e funzioni degli Ambiti territoriali di caccia in sinergia con la legge sulle aree protette che vedano protagonisti gli enti pubblici, i diversi portatori di interesse e le imprese agricole sia in prevenzione del danno alle colture da una presenza eccessiva di fauna selvatica e sia in termini di presidio del territorio. Se l’Italia è il Paese con il più alto tasso di biodiversità in Europa - concludono - lo si deve al contributo congiunto di agricoltori, ambientalisti e anche del mondo venatorio, che in sinergia con le istituzioni locali svolge attività di controllo della fauna e di presidio del territorio, contribuendo, insieme a tutti gli attori coinvolti, alla tutela degli ecosistemi e alla sicurezza delle comunità.
“La manovra del governo Meloni non incide né sulla vita delle persone né sulla crescita del Paese. È una legge di bilancio che non risponde ai bisogni reali di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Gli aumenti promessi con il taglio dell’Irpef, tra 138 e 440 euro l’anno, sono irrisori rispetto ai 25 miliardi sottratti con il fiscal drag. Anche sulle pensioni, dopo tanta propaganda, l’aumento di 3,7 euro al mese per le minime si commenta da solo”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Sul fronte del pubblico impiego – prosegue l’esponente dem – il governo ha stanziato appena 50 milioni per il rinnovo dei contratti negli enti locali, una cifra del tutto insufficiente a riconoscere il valore del lavoro pubblico. Allo stesso tempo, ha operato tagli pesanti al trasporto pubblico locale, colpendo direttamente le grandi città e i cittadini che ogni giorno si spostano per lavorare o studiare”.
“Parliamo – conclude Roggiani – di 50 milioni tagliati alla metro C di Roma, 15 milioni in meno per la metro 4 di Milano e altri 15 milioni per i collegamenti tra Napoli e Afragola. Il governo che si proclama vicino alle città in realtà le penalizza, tagliando risorse strategiche per la mobilità sostenibile e per la transizione ecologica. Il Partito Democratico darà battaglia in Parlamento per cambiare questa manovra sbagliata, ingiusta e miope”.
Domani giovedì 30 ottobre alle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa congiunta delle forze di opposizione sui temi dell’università, dal disegno di legge governativo 1518, che abolisce l’abilitazione scientifica nazionale e imprime una torsione localistica al reclutamento universitario, fino alle riforme in itinere dell’ANVUR, del CUN e della governance degli atenei, che rappresentano una minaccia molto seria per l’autonomia dell’università.
Interverranno Alfredo D’Attorre per il PD, Antonio Caso per il M5S, Elisabetta Piccolotti per AVS e Davide Faraone per IV.
“La situazione dei pescatori toscani è ormai drammatica: dopo il fermo di ottobre, ora si prospetta l’ennesimo stop anche per novembre, senza che siano ancora arrivati i ristori del 2023. Una condizione insostenibile per centinaia di famiglie che vivono di pesca e per un comparto che rappresenta un pezzo fondamentale dell’economia e dell’identità della nostra costa”. E’ quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Il Ministro Lollobrigida non può continuare a ignorare un grido d’allarme che arriva da tutta la filiera: dai porti di Castiglione della Pescaia fino all’Argentario, la pesca è ferma, i costi aumentano, i rifornimenti sono difficoltosi e le barche di altre regioni sottraggono quote di attività ai pescatori locali. È una situazione che richiede un intervento immediato. Occorre prima di tutto sbloccare i risarcimenti fermi da due anni e prevedere nuove misure di sostegno per chi non può lavorare. Inoltre, è necessario rivedere la gestione delle giornate di pesca e dei contingentamenti, che stanno penalizzando soprattutto i piccoli pescatori, senza garantire un reale beneficio ambientale. La tutela del mare non può trasformarsi in una condanna economica per chi ci lavora ogni giorno. Sto valutando se presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere un tavolo di crisi nazionale sulla pesca toscana. Non possiamo lasciare soli i nostri pescatori, che rappresentano una parte viva della nostra comunità e della nostra tradizione marittima”, conclude il parlamentare Dem.
“Nella legge di bilancio 2026 il governo di Giorgia Meloni annuncia un rafforzamento della lotta alla criminalità nel settore dei giochi e delle scommesse. Bene figuriamoci, ma come sempre belle parole, e pessima coerenza: da un lato annunciano la lotta all’illegalità, dall’altro riconoscono alle Regioni una quota delle entrate del gioco d’azzardo senza alcun vincolo. È una scelta che svuota di senso ogni proclamato impegno contro la ludopatia e a tutela delle persone e delle famiglie. Non si possono finanziare la sanità pubblica o gli equilibri di bilancio degli enti locali con i proventi della dipendenza da gioco. È un paradosso etico e istituzionale vergognoso. Inoltre la Conferenza Stato-Regioni ha appena aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza per migliorare la prevenzione e l’accesso alle cure, e il Governo, invece di sostenerla, concretamente, ne mina la coesione aprendo alla logica del profitto sul disagio sociale.
È urgente ricostituire l’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo patologico, invece di annacquare l’esperienza di 8 anni di progetti di prevenzione dentro ad un generico fondo sulle dipendenze, serve aumentare i fondi per la prevenzione e vietare definitivamente la pubblicità di giochi e scommesse nello sport e nelle piattaforme di streaming.
La legalità non si costruisce con gli annunci ma con la coerenza e la concretezza. Se davvero vogliamo un settore dei giochi trasparente e regolato, per tutelare le imprese sane, lo Stato non può e non deve speculare sulla fragilità dei cittadini”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato del Partito Democratico e Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare sul gioco d’azzardo.
"Dopo un lungo iter giudiziario, l'uomo di Latina che nel 2017 aveva pubblicato l'immagine di un bambino con la divisa fascista dei balilla mentre urinava su una foto che ritraeva il mio volto, è stato definitivamente condannato a risarcirmi e a pagare le spese legali.
Quell'orrendo fotomontaggio fu pubblicato su Facebook in occasione dell'invito che l'allora sindaco Coletta mi fece per partecipare alla cerimonia in cui il parco di Latina, già intitolato ad Arnaldo Mussolini, sarebbe stato dedicato ai giudici Falcone e Borsellino.
La notizia scatenò la violenza di militanti neofascisti locali e non solo, sia sui social sia in presenza, con tanto di tentativi di interrompere l'evento, urla con slogan fascisti, braccia tese.
Nel clima turbolento che precedette quell'inaugurazione, fioccarono anche commenti diffamatori, sessisti e violenti sui social, compreso quello che riportava l'immagine per cui l'autore è stato condannato, ormai, in via definitiva.
Ancora una volta la giustizia ci ricorda che non dobbiamo farci intimidire da chi ricorre ai discorsi d'odio e che dobbiamo sempre denunciare perché comportamenti come questo non possono passare sotto silenzio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.