“Abbiamo oggi avviato l’esame della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Le proposte di legge avanzate sono del Partito Democratico a mia firma e del Movimento Cinque Stelle a firma dell’On. Silvestri. Finalmente dopo anni si apre lo spazio per un ruolo inquirente del Parlamento su una vicenda che ha segnato la vita delle famiglie delle ragazze ma anche la storia d’Italia degli ultimi quarant’anni. Mi auguro che in questo quadro e in questo contesto si possa ampliare l’oggetto dei lavori anche al controverso caso dell’uccisione di Simonetta Cesaroni, vicenda non riducibile solo a un grave e terribile femminicidio ma che, in base a recenti nuovi documenti, si colloca nello sfondo delle ombre della fine della Prima Repubblica”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“L’istituzione di una commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio, per volontà politica di tutto il parlamento è un passo importante, è un segnale di unità su un tema che tutto il parlamento deve tenere al centro della propria agenda politica in un percorso che deve continuare a vederci lavorare uniti. Certamente è un fatto importante ma anche un fatto amaro nel pensare che ancora oggi nel 2023 sia necessario continuare a indagare questo fenomeno. Abbiamo bisogno di un impegno diverso, quotidiano, di una sensibilizzazione costante, di uno sguardo nuovo per affrontare insieme un fenomeno drammaticamente diffuso in Italia come nel mondo”. Lo ha detto la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari Sociali, intervenendo in Aula in dichiarazione di voto sulla proposta di istituzione di una commissione bicamerale d’inchiesta sul fenomeno della violenza di genere e il femminicidio.
“E’ una questione – ha proseguito Malavasi - che riguarda tutti, uomini e donne, e solo con questa consapevolezza potremmo cambiare sguardi e approccio per rendere giustizia alle tante donne vittime di violenza. Sì, perché nel 2023 viviamo ancora in una società intrisa di stereotipi, di pregiudizi, in cui metà degli italiani e delle italiane pensa che se una donna subisce violenza forse se l'è anche un po' cercata con un atteggiamento insopportabile ed inaccettabile che tende a sminuire la gravità dei fatti e a giustificarli. Non c'è dubbio che questa sia una grande questione culturale che riguarda lo ripeto tutti noi, uomini e donne, donne che subiscono violenza spesso con pochi strumenti a disposizione, ma uomini che si arrogano il diritto di abusare di una donna senza averne ricevuto il consenso e di dominarne e possederne la vita spacciandolo per amore. Diciamolo con forza, nessuna forma di violenza è amore”.
“Uccisa da un ex davanti al ristorante dove avevano cenato. In vista a molte persone, le ha puntato la pistola al cuore e poi ha sparato. Ci chiediamo come mai quest’uomo potesse girare armato con un permesso “sportivo”. Di fronte all’ennesimo femminicidio, ci interroghiamo anche sul troppo facile possesso di armi da fuoco. Chiediamo il rispetto urgente degli impegni presi con l’ultima unanime mozione parlamentare del novembre scorso, con la quale si invita a rendere effettiva l’applicazione delle misure previste dalle norme sul possesso di armi da fuoco e l’istituzione della banca dati dei possessori, prevista dalla direttiva europea, recepita ancora nel 2017, che prevede che alla detenzione “legittima” di un’arma corrisponda una tempestiva ed efficace comunicazione ai familiari e ai conviventi maggiorenni, anche diversi dai familiari, oltre a compiere un monitoraggio costante ed attuale della persistenza della non pericolosità di chi detiene un’arma. Come possiamo accettare che dalla pratica sportiva si possa semplicemente passare a uccidere chi rivendica soltanto la propria libertà?”. Lo dichiara Sara Ferrari, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
Dichiarazione di Marco Simiani, deputato Pd
"La violenza contro le donne è un crimine contro l'umanità. Si tratta di un reato che si verifica sempre più spesso all'interno delle famiglie e che coinvolge bambini e minori. La sensibilizzazione verso modelli di società che garantiscano pari opportunità nasce dalle scuole ma sono le istituzioni che devono garantire la protezione delle vittime. Per questo motivo vanno stanziate nuove risorse per i centri antiviolenza ed inasprite le pene, anche preventive, per i colpevoli": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd.
“Impotenti, stordite, interdette. È così che certamente si sono sentite e continuano a sentirsi moltissime donne. Ad alcune, va anche peggio. Tra loro, una parte è sopravvissuta, un’altra non è più con noi. Tra le vittime ci sono donne, cisgender, transessuali, lesbiche, eterosessuali, nere, bianche, asiatiche, ispaniche. Alcune di loro, come Saman Abbas, sono state uccise a causa dell’estremismo religioso. Altre, come Vanessa Scialfa, per l’ossessione del partner. Altre ancora perché si concedevano, o perché non lo facevano. Era stato detto loro che non potevano ribellarsi, che erano la parte debole che erano ininfluenti. Purtroppo avevano ragione. Erano così perché non gli era consentito di essere altro”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata dem Stefania Marino, intervenendo durante la discussione generale sulle mozioni per l’eliminazione della violenza contro le donne.
“Durante l’anno corrente – ha concluso Marino - in Italia, sono state 95 le donne vittime di omicidio volontario. Se vogliamo migliorare i nostri piani di intervento dobbiamo ascoltare le vittime lì fuori. Il Pnrr rappresenta una grande occasione per intervenire sulle disuguaglianze e sul gender gap. Per la legislatura in corso proponiamo l’istituzione di una Commissione di inchiesta sul femminicidio, stavolta bicamerale, proprio per evidenziare l’importanza e la trasversalità dell’azione che ha svolto, e che ancora deve svolgere, il Parlamento. Rivolgo un particolare invito a tutti gli uomini, a non dimenticare da dove proveniamo. A non dimenticare le nostre madri, le nostre sorelle, le nostre figlie. Voltarsi dall’altra parte, ci farebbe diventare complici”.
"Ancora donne vittime di femminicidio. Ogni giorno. Tutti i giorni. Per sradicare questa barbarie occorre fare di più, agire sull’educazione, la prevenzione, il contrasto. Rafforzare i percorsi già individuati, adottare nuovi strumenti, tutelare chi denuncia, proteggere i figli. Molto importanti i risultati della Commissione sul femminicidio istituita nella passata legislatura in Senato e guidata dalla senatrice Valeria Valente per indagare sulle cause di questa tragedia e indicare vie e mezzi per combatterla: una strada che può essere ripresa, in questa legislatura, dando vita ad una Commissione Bicamerale. Chiederemo a tutti i gruppi parlamentari di sostenere questa proposta nella convinzione che occorra compiere ogni sforzo per porre fine a una violenza che uccide una donna ogni 3 giorni".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera