“Sul contrasto alla peste suina troppe parole sono state spese da parte del governo e di contro i limiti operativi sono stati fin troppo evidenti. La malattia si sta diffondendo in fretta e ha già iniziato ad interessare territori particolarmente vocati alla trasformazione e all'allevamento delle carni suine. Occorre un deciso cambio di passo per impedire alla peste suina di fare danni irreparabili ad un settore importante per l’agroalimentare italiano ed avviare il suo eradicamento in tempi ragionevolmente brevi. Si rischia il blocco totale di un comparto primario, anche e soprattutto dal punto di vista dell'export, che fattura 20 miliardi di euro e occupa 40mila addetti considerando la produzione primaria e la trasformazione con un patrimonio di 43 eccellenze Dop e Igp riconosciute a livello internazionale. A questo volume economico occorre aggiungere il cospicuo settore dell'indotto. Di fronte ad una situazione così complessa le aziende italiane di trasformazione della carne suina, come denuncia Assica, hanno dovuto rinunciare a 20 milioni di euro al mese per mancate esportazioni in Paesi terzi che hanno chiuso i loro mercati a salumi e carni suine al primo caso di positività nei cinghiali, oltre mezzo miliardo totale di mercato estero, divenuto facile appannaggio di concorrenti stranieri e dell’Italian Sounding. Le recinzioni di contenimento sono state poche ed installate in ritardo mentre sul contenimento dei cinghiali si è praticamente all'anno zero, nonostante la disponibilità manifestata in ogni dove dalle Regioni e dal mondo venatorio. Per l'impiego dell'esercito siamo ancora agli annunci. Serve un piano strategico piu’ puntuale e concreto che deve scaturire dal pieno coinvolgimento di regioni, operatori, imprese, unita’ sanitarie, mondo venatorio ed esercito. Ora che ha allargato il suo staff, gia faraonico, potendo contare su altri due milioni di euro assegnati dal governo, il ministro Lollobrigida dovrebbe attivare tutte le procedure di urgenza per una operazione di contrasto alla peste suina non piu’ rinviabile che peraltro abbiamo chiesto invano con puntuali interrogazioni parlamentari e richieste in Commissione a cui ci e’ stato risposto in modo evasivo e notarile”.
Lo dichiarano Stefano Vaccari, capogruppo, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, deputati Pd della Commissione Agricoltura.
Secondo il primo rapporto sui lavoratori immigrati nell’agroalimentare italiano presentato nei giorni scorsi al Cnel, il lavoro migrante rappresenta il 50% della manodopera attiva del made in Italy agroalimentare. Eppure i flussi regolari restano gravemente sottodimensionati, con 151.000 quote nel 2024 su 690.000 istanze. E mentre le aziende faticano a reclutare manodopera attraverso i canali ufficiali, vi sono 519mila stranieri presenti irregolarmente in Italia, spesso in balia di mediatori e datori di lavoro che speculano sulla loro invisibilità forzata. Un fenomeno che va fermato con una regolamentazione dei flussi aderente alle esigenze del comparto e con il potenziamento delle attività ispettive. Purtroppo, anche su un tema così importante c’è stato il totale disimpegno della maggioranza, che ha approvato l’ordine del giorno ma senza l’impegno a reperire le risorse per attuarlo”.
Così Antonella Forattini, deputata Pd in commissione Agricoltura, intervenuta in Aula per illustrare l’ordine del giorno che, nell’ambito del Pnrr, impegna il governo a contrastare il fenomeno del caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori migranti in agricoltura.
"L'attuale produzione di foie gras in Europa avviene ancora con pratiche incompatibili con l'esigenza di tutela del benessere animale. Viene impiegata la barbara tecnica dell'intubamento nel gozzo delle oche e delle anatre con la somministrazione forzata di mangime al fine di produrre la steatosi epatica nell'animale tale far raggiungere il peso minimo del fegato, molte volte superiore alla normalità , stabilito da un regolamento comunitario per poter poi attestare la trasformazione in foie gras. Una modalità inconcepibile, peraltro già vietata in Italia ma legale in alcuni Paesi europei, che deve essere ricondotta immediatamente all'interno di uno schema produttivo diverso, come già avviene, in via naturale e non coercitiva, per altre specie animali allevate ai fini alimentari. Per questo raccogliendo la sollecitazione di alcune associazioni animaliste abbiamo depositato come gruppo Pd della Commissione Agricoltura della Camera una interrogazione al ministro Lollobrigida perché a nome del governo sostenga, come già fatto dal precedente governo, presso la Commissione Europa la modifica dei regolamenti in atto con l'adozione di metodologie alternative e non violente e abrogando la norma dei pesi minimi del fegato per produrre foie gras. Con i parlamentari Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, attiveremo le iniziative necessarie per sollecitare il Governo italiano". Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD della Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.
“Sulla proposta di Legge Bruzzone di riforma della caccia abbiamo presentato emendamenti abrogativi dell’intero articolato, ed uno di questi è stato già discusso e bocciato. Quella legge non ci piace ed in questo modo abbiamo segnalato la nostra contrarietà. Abbiamo altresì presentato emendamenti di merito perché una forza politica non può rinunciare ad esprimere le proprie valutazioni. Emendamenti che peraltro sono in sintonia con le indicazioni dell’Ispra. La scienza non può essere utilizzata ai propri fini e quando conviene. Per noi l’Ispra è un riferimento certo che continueremo a mantenere fermo”.
Lo dichiarano i deputati del Pd della Commissione Agricoltura, Andrea Rossi, Antonella Forattini e Stefania Marino.
“I cacciatori - aggiungono - facendo funzionare gli strumenti che hanno a disposizione, a cominciare dalla buona gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia, sono protagonisti, insieme ad agricoltori e ambientalisti della conservazione ambientale. Per questo è necessaria la piena applicazione della legge 157 e contestualmente, attraverso la sua verifica, con la relazione che il governo deve presentare in Parlamento, capire se, come crediamo, abbia bisogno di aggiornamenti. Questa è linea che come gruppo Pd in commissione Agricoltura, in sintonia con la presidenza del Gruppo, abbiamo sempre tenuto, insieme al capogruppo Stefano Vaccari, anche di fronte agli spot propagandistici della destra e che deriva da un impegno elettorale preso con i cittadini, codificato in un programma che tutti hanno potuto leggere. Non abbiamo pregiudizi sulla caccia e tantomeno sviluppiamo la nostra attività parlamentare solo per ostacolare la maggioranza di centrodestra. Sui singoli provvedimenti presentiamo le nostre proposte. Tutto questo - concludono - lo diciamo all’Enpa che oggi rivolge il solito attacco personale al capogruppo Vaccari diffondendo notizie false. All’Enpa diciamo che nel prossimo comunicato deve aggiungere anche i nostri nomi perché siamo totalmente d’accordo con le posizioni espresse dal nostro capogruppo”.
“La proposta di Fratelli d’Italia che limita alle sole donne sfregiate le agevolazioni per l’inserimento lavorativo è incomprensibile e offensivo perché compromette radicalmente le ragioni di un intervento legislativo volto a garantire l’autonomia alle donne vittime di violenza” così i deputati democratici della commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio, Cecilia d’Elia, Valeria Valente, Filippo Sensi. “Questa proposta confligge con qualsiasi dato di realtà: tutte le donne per uscire da una storia di violenza ed essere indipendenti hanno bisogno, per sè e per i propri figli, di lavorare. Limitare alle sfregiate è sbagliato e crea categorie inaccettabili. Le forme di violenza sono tante e le più subdole e pericolose sono proprio quelle che non si vedono. A Fdi chiediamo di fare marcia indietro e ritornare allo spirito iniziale delle proposte presentate dalle opposizioni, dividere il Parlamento su queste tematiche depotenzia l’azione per la prevenzione e il contrasto alla violenza che, finora, ha visto i gruppi parlamentari collaborare costruttivamente e trasversalmente nella commissione femminicidio proprio sull’autonomia delle donne. Questa proposta mina profondamente quella unità d’intenti”.
Colgono criticità sottovalutate dal governo
“Su peste suina, sicurezza alimentare, ricerca scientifica, pesticidi e prezzo del grano accolti gli ordini del giorno del Pd in Aula alla Camera nel contesto dell’approvazione della proposta di legge sui prezzi dei prodotti alimentari e sulla delega al Governo per la disciplina delle filiere di qualità. Si tratta di ordini del giorno che colgono quelle criticità sulle quali fino ad ora c’è stata sottovalutazione da parte del governo nonostante le ripetute rivendicazioni degli agricoltori che vivono sulla propria pelle la mancata soluzione dei problemi. In particolare, non si tratta solo di affrontare concretamente il tema della peste suina ma anche di accompagnare le misure, come abbiamo richiesto, con campagne divulgative e programmi di comunicazione istituzionale sulla diffusione del virus e sulle conseguenze che si hanno sugli allevamenti e sui prezzi della carne. Campagne che dovrebbero riguardare anche le speculazioni in corso sul prezzo del grano e la presenza di residui di pesticidi vietati in Italia nei prodotti alimentari provenienti dall’estero e che al tempo stesso rappresentano una forma di concorrenza sleale. Con i nostri ordini del giorno abbiamo chiesto al governo di valorizzare le attività degli Osservatori regionali per la sicurezza alimentare e di sostenere la ricerca scientifica per progettare ed implementare sistemi colturali resilienti ai futuri cambiamenti ambientali”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd della Commissione agricoltura della Camera che, insieme ai colleghi Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, ha presentato gli ordini del giorno.
“Le risposte del governo a questa che possiamo ormai definire pandemia di peste suina non ci soddisfano. Occorre fare presto e meglio, perché fino ad oggi si è prodotta tanta carta, tanti piani, ma i risultati restano esigui o scarsi. Mentre la diffusione del fenomeno rischia di raggiungere anche il distretto di Langhirano e tutti gli operatori sanno bene cosa potrebbe significare per il comparto. Parliamo di un valore della produzione da un miliardo di euro. Serve maggiore impegno, una gestione efficace delle risorse, invece ci troviamo di fronte addirittura alla mancanza dell’atto formale di proroga del commissario straordinario, ai ritardi nell’implementazione della filiera degli abbattimenti, ad Asl locali non in grado di effettuare i controlli necessari. I dati ci dicono che la strategia fin qui adottata non è stata utile ad arginare la diffusione della peste suina, nonostante le sollecitazioni e le proposte giunte dalle Regioni, a cominciare dall’Emilia Romagna, e dalle associazioni venatorie. Gli interventi previsti dal piano straordinario vanno sburocratizzati e occorre mettere i territori nelle condizioni di agire. Non c’è più tempo da perdere”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, replicando in Aula a Patrizio La Pietra dopo la risposta del sottosegretario all’interpellanza sottoscritta anche dai deputati democratici, Antonella Forattini, Maria Marino e Andrea Rossi.
“L’esclusione dal Dl Superbonus delle regioni colpite da terremoti come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, è una discriminazione vergognosa. Una decisione incomprensibile che ignora le richieste di sindaci e amministratori locali, di ogni colore politico, e che colpisce in particolare quelle famiglie che stanno completando la ricostruzione delle proprie case, e che vengono abbandonati, con un incomprensibile cambio in corsa delle regole in corsa. Perché vengono esclusi solo i Comuni del cratere dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto? Non si comprendono le ragioni che hanno portato il Governo a riservare alla Regione Emilia Romagna un trattamento diverso dalle altre regioni come Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Un mistero che intendiamo svelare con l'interrogazione rivolta al ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, che abbiamo presentato”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, primo firmatario dell’interrogazione, insieme alla presidente dei deputati democratici, Chiara Braga, e ai colleghi Guerra, De Maria, Rossi Andrea, Malavasi, De Micheli, Gnassi, Bakkali, Merola, Forattini, Roggiani, Girani, Peluffo, Cuperlo, Guerini, Mauri, Quartapelle.
“Avevamo chiesto come gruppo Pd una serie di audizioni sulle nuove misure che interverranno sulla Pac a seguito delle decisioni assunte in sede europea. Dopo aver ascoltato il ministro Lollobrigida oggi in commissione Agricoltura ci aspettavamo dal direttore di Agea, Fabio Vitale, maggiori dettagli su come si stava preparando l’Agenzia al nuovo contesto. Si è persa invece un’occasione, poiché la maggior parte dell’intervento ascoltato ha riguardato il lavoro svolto dal nuovo direttore sulla riorganizzazione dell’Agenzia in polemica con il precedente direttore”.
Così il capogruppo Pd in commissione agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, a conclusione dell’audizione del direttore Agea.
“Sulla Pac - ha sottolineato Vaccari presente all’audizione insieme ai colleghi Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi - abbiamo ascoltato davvero poco e questo è grave visto che alle modifiche sulla Pac si è arrivati dopo settimane di proteste da parte degli agricoltori italiani ed europei. Molto labile anche l’informativa sul sistema antifrode e sulle verifiche che, a fronte dei fatti di cronaca, avrebbero già dovute essere fatte. Verifiche a tappeto per scongiurare che le risorse vadano in direzioni sbagliate rispetto alla moltitudine di imprese agricole che operano in assoluta trasparenza e nel rispetto delle regole. Il Parlamento avrebbe dovuto essere messo nelle condizioni di capire se nella ripartizione territoriale dei primi fondi erogati ci siano stati degli squilibri regionali anche tra le diverse categorie di imprenditori agricoli. Nulla inoltre sulle criticità riscontrate con i soggetti pagatori che pure il ministro Lollobrigida aveva evidenziato parlando di farraginosità del sistema. Il direttore di Agea a fronte delle nostre richieste, non avendo a disposizione i dati, ci ha garantito che ulteriore documentazione sarà inviata in Parlamento. Aspettiamo fiduciosi, anche perché non possiamo permetterci come Paese di non essere pronti con le nuove norme di flessibilità introdotte nella Pac. I nostri imprenditori agricoli - ha concluso Vaccari - devono avere l’opportunità di essere competitivi sul mercato globale senza dover pagare il prezzo di un ritardo procedurale della pubblica amministrazione”.
Un lungo corteo per le vie di Roma, insieme le bandiere di Libera e le bandiere della pace, per un impegno civile contro la mafia. Vi ha partecipato una folta delegazione dei deputati del Partito democratico guidati dalla Segretaria Elly Schlein e dalla capogruppo Chiara Braga. Con loro in piazza al Circo Massimo, Laura Boldrini, Andrea Casu, Paolo Ciani, Augusto Curti, Michela Di Biase, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio, Antonio Girelli, Chiara Gribaudo, Stefania Marino, Andrea Rossi, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani, Stefano Vaccari, Nicola Zingaretti.
Un’occasione per fare memoria, ricordando tutte le vittime innocenti di mafia, per chiedere che la scuola, l’università, i giovani si facciano promotori di una cultura della legalità, che è cultura di libertà e garanzia di democrazia.
“Basta polemiche e ipocrisie nei confronti dell’Europa, considerato che le risorse per l’agricoltura arrivano da lì, attraverso la Pac. I Piani strategici della Pac sono nazionali e gli Stati membri hanno margini di modifica, prima della Commissione Europea, soprattutto per quanto riguarda semplificazione e sburocratizzazione. Sull’assegnazione dei fondi Pac occorre fare con urgenza chiarezza e agire in favore della trasparenza. In gioco ci sono la reputazione del Paese e gli interessi degli agricoltori. Vanno contrastati le frodi e gli illeciti comunitari per cui chiediamo ancora di avere contezza di quante istruttorie Agea abbia avviato dal 2022 a oggi. Come chiediamo conto dei sussidi ricevuti dalle aziende attraverso Agea, dal momento che l’agenzia non sta fornendo i dati richiesti”.
Nella Commissione congiunta Camera e Senato che si è svolta oggi, Antonella Forattini, deputata Pd della Commissione Agricoltura, si è rivolta al ministro Lollobrigida invocando correttezza, concretezza e trasparenza.
“Sulla pesca - ha argomentato la deputata dem - si devono aumentare le quote di tonno rosso per i pescatori dell’Adriatico a sostegno dei piccoli artigiani della pesca, particolarmente in difficoltà. Sulla Psa, servono tempi certi per gli indennizzi e accordi in Europa per definire la zona di restrizione dei focolai da cinghiali diversa da quelli domestici. In campo energetico, per evitare l’utilizzo dei terreni agricoli per l’installazione dei parchi agrisolari, è necessario individuare aree idonee. Le proposte che il gruppo Pd ha formulato in questi mesi - ha evidenziato Forattini - erano finalizzate a sostenere il reddito degli agricoltori e il ricambio generazionale: un miope errore, da parte dell’esecutivo, averle cassate”.
"Vengo da una provincia, quella di Mantova, che domenica è stata colpita da una violenta tromba d'aria, è necessario lavorare non sull'emergenza ma sulla prevenzione". Così la deputata PD Antonella Forattini, intervenuta oggi alla Camera in replica alla risposta del Ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, interrogato sullo stanziamento dei fondi necessari per gli interventi in favore dei cittadini danneggiati dal maltempo abbattutosi sulla Lombardia nel luglio 2023. L'interrogazione, a firma dei deputati Forattini e Girelli, era stata presentata nell'agosto scorso, ma la risposta è arrivata soltanto oggi. "È in corso di coordinamento, da parte degli uffici del Ministero dell'Interno, l'individuazione dei criteri da applicare per il riparto delle risorse economiche" ha annunciato Musumeci. Nel riprendere la parola, Forattini ha denunciato l'insufficienza delle risorse stanziate ad oggi dal Governo, pari a 9,43 milioni di euro, rispetto a un ammontare di danni pari a 1,65 miliardi di euro, confermati dall'Assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile Romano La Russa. "Le devastazioni causate dai cambiamenti climatici sono ormai all'ordine del giorno" ha dichiarato Forattini "a mio avviso è necessario operare affinché i territori siano pronti ad affrontare, e non solo a subire, le conseguenze degli eventi estremi. Dobbiamo considerare i cambiamenti climatici come un assunto e non fatti eccezionali ed è per questo che si deve lavorare sulla prevenzione, dal momento che l'emergenza sembra essere, purtroppo, la nuova normalità".
Serracchiani e Forattini visitano casa circondariale di Mantova, struttura ben tenuta ma servono investimenti e più agenti
“Nella carcere Mantova la direttrice sta portando avanti un lavoro prezioso in sinergia con gli operatori e la polizia penitenziaria” così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani e la deputata democratica eletta in Lombardia, Antonella Forattini, al termine della visita nella Casa circondariale di Mantova. “La struttura è in buone condizioni rispetto a tante altre realtà del nostro sistema carcerario con spazi importanti e ben tenuti per la socialità. Tuttavia – sottolineano le democratiche – anche a Mantova c’è un serio problema di sovraffollamento - 145 detenuti sono tanti in uno spazio relativamente piccolo - e un sottodimensionamento dell’organico della polizia penitenziaria - che ha meno di 60 agenti quando dovrebbe averne 80. Segnaleremo questi aspetti al ministro Nordio perché intervenga rapidamente con interventi strutturali per superare i problemi dovuti all’anzianità dell’edificio, a partire dal rifacimento dei bagni nelle celle. Al governo – concludono - chiediamo di affrontare con urgenza l’emergenza del nostro sistema carcerario, con più fondi e più uomini e ripensando alcune scelte in materia di giustizia che stanno aumentando esponenzialmente le presenze in carcere”.
Deputati dem chiedono spiegazioni su bando che esclude agriturismo da fondi valorizzazione enogastronomica
“Per quale folle ragione il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha escluso gli agriturismi dai fondi Masaf per la promozione dell’enogastronomia?” Così i deputati democratici della commissione Agricoltura della Camera, Andrea Rossi, Antonella Forattini, Stefano Vaccari e Maria Marino chiedono spiegazione sui criteri di partecipazione al bando per la destinazione di 76 milioni di euro a favore della filiera del food per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano. “Siamo davanti a una forte discriminazione, una vera e propria disparità di trattamento da parte del Ministero dell’agricoltura che non ha alcuna motivazione oggettiva. O forse Lollobrigida pensa che gli agriturismi non siano parte integrante del patrimonio enogastronomico italiano? Noi la pensiamo all’opposto: gli agriturismi sono tra gli attori che maggiormente promuovono i sapori e i saperi locali, specialmente nelle aree rurali ed interne, svolgendo quindi anche un’importante funzione sul fronte dell’attrattività turistica, anche verso l’estero. Chiediamo al ministro Lollobrigida spiegare quali sono i criteri del bando”.
Interrogazione su istruttorie avviate da Agea
“Nel mirino della Guardia di Finanza e’ finito il sistema di finanziamento pubblico relativo alla Politica Agricola comune. A fronte di accurate indagini svolte in Abruzzo e con diramazioni in altre regioni italiane, la Guardia di Finanza ha avuto la ‘percezione indebita di ingenti contributi e il danneggiamento del territorio e delle imprese agricole oneste’. D’altronde già la Corte dei Conti Europa fin dal 2022 aveva segnalato che la Pac comprende alcuni regimi di spesa particolarmente esposti ai rischi di frode connessi all’occultazione, da parte dei beneficiari, di violazioni delle condizioni di ammissibilità, alla complessità delle misure finanziate e alle forme illegali di ‘accaparramento dei terreni’. Le superfici agricole maggiormente esposte all’attività fraudolenta sono i terreni demaniali o i terreni privati con assetto proprietario poco chiaro che vengono acquisiti, in modo legale o con altri mezzi, al solo scopo di ricevere pagamenti diretti, senza svolgervi alcuna attività agricolo pastorale. Una pratica già usate dalle consorterie malavitose come denunciato negli anni scorsi dall’allora Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. Nel nostro Paese il quadro di gestione e controllo dei finanziamenti connessi all’attuazione della Pac risulta fortemente decentrato e complesso e l’Agea svolge il ruolo di organismo pagatore procedendo alla liquidazione, sulla base dei criteri definiti dalla Commissione Ue, dei finanziamenti comunitari previsti dalla Pac e dal Piano di Sviluppo Rurale, effettuando al contempo controlli per verificare la corrispondenza delle azioni eseguite rispetto a quanto previsto dalla normativa europea. Per questo insieme ai colleghi del Pd della Commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, e dei colleghi capigruppo di commissione Anthony Barbagallo, Ubaldo Pagano, Marco Simiani, di fronte ad un fenomeno poco conosciuto che potrebbe risultare deflagrante per il comparto agricolo abbiamo chiesto, con una specifica interrogazione, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, quali iniziative intende adottare per contrastare le frodi e gli illeciti comunitari sui fondi Pac 2023-2027 e quante istruttorie sono state avviate da Agea dal 1 dicembre 2022 ad oggi per l’accertamento di crediti irregolari a valere sui fondi comunitari”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.