“Sono trascorsi sei mesi da quando la Commissione tecnico scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi di AIFA avevano espresso il loro parere favorevole in merito alla gratuità della contraccezione ormonale femminile senza limiti di età. Il Consiglio di amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), riunitosi martedì 31 ottobre, ha deciso che la contraccezione ormonale femminile potrà essere gratuita solamente al di sotto dei 26 anni di età e potrà essere dispensata solo nei consultori o comunque in strutture pubbliche, riducendo così al minimo la platea delle persone potenzialmente beneficiarie, oltre 3 milioni di donne, considerando la popolazione femminile italiana nella fascia di età tra i 15 e i 25 anni, su un totale di quasi 19 milioni di donne tra i 15 e i 65 anni, come riportato dai dati Istat. Questo orientamento dovrà essere ora ratificato in una delibera del CdA, che pare abbia già trovato l'accordo della commissione Salute delle Regioni. A questa limitazione di età si aggiunge la decisione di escludere le farmacie dalla possibilità di distribuire la pillola, affidando questo compito ai soli ospedali o consultori, limitando in modo significativo la fruizione”.
Così la deputata dem Ilenia Malavasi, prima firmataria di un’interrogazione presentata al ministro della Salute e sottoscritta anche da Sara Ferrari, Chiara Braga, Anna Ascani, Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Simona Bonafè, Michela Di Biase, Antonella Forattini, Marco Furfaro, Valentina Ghio, Gian Antonio Girelli, Chiara Gribaudo, Maria Ceciia Guerra, Giovanna Iacono, Irene Manzi, Maria Stefania Marino, Lia Quartapelle, Silvia Roggiani, Rachele Scarpa, Debora Serracchiani e Nicola Stupo.
“Con questa interrogazione – conclude Malavasi – chiediamo al ministro se non ritenga indispensabile sostenere, per quanto di competenza, la decisione del Comitato prezzi e rimborso dell'Agenzia italiana del farmaco, anche individuando le risorse al fine di consentire la gratuità della pillola anticoncezionale per tutte le donne e se non ritenga altresì opportuno intervenire, per quanto di competenza, per consentire che la pillola contraccettiva gratuita possa essere distribuita anche nelle farmacie, in ragione sia della loro capillarità di presenza sul territorio, sia riconoscendo il ruolo che anche durante la gestione pandemica hanno sempre più assunto come luoghi di prevenzione, di servizi e di educazione sanitaria”.
ichiarazione di Antonella Forattini deputata Pd
“Dal turpiloquio di Marco Cerreto si comprende come le scelte “strategiche” del Ministro Lollobrigida creino grande nervosismo prima di tutto nelle fila di FdI. Presentare un disegno di legge per istituire un premio di “Maestro della cucina italiana” oggi, con le enormi difficoltà contro cui combattono imprese e lavoratori, è effettivamente molto imbarazzante e sfacciatamente populista”, lo dichiara in una nota la deputata del Partito Democratico Antonella Forattini, che aggiunge: “ma un po’ di onestà intellettuale da Cerreto la esigiamo, come pure esigiamo il rispetto verso ruoli politici istituzionali non in linea con il suo pensiero. La democrazia è confronto, non è insulto. Ci elenchi Cerreto i provvedimenti che porteranno un vero sostegno economico al settore agricolo, a partire da quelli approvati fino ad arrivare alla manovra di bilancio. Una manovra - continua la deputata - che non contiene una visione di lungo termine ma solo provvedimenti spot, privi di serietà e di adesione ai veri problemi dell’agricoltura italiana, come questi disegni di legge di distrazione di massa. Non sviliremo il dibattito ai livelli rappresentati dal capogruppo FdI in Commissione Agricoltura ma incalzeremo la
maggioranza e il governo nel merito e allo sfinimento, per impedire danni irreparabili al settore primario e al Paese”, conclude l’onorevole Forattini.
Dichiarazione di Antonella Forattini, deputata Pd
“Il TAR del Lazio conferma tutta la miopia che c’era nella scelta del Ministero della Salute di inserire il cannabidiolo (CBD) tra le sostanze stupefacenti. Viene così ripristinata la verità: il cbd non può rientrare nella tabella degli stupefacenti e tantomeno tra le droghe leggere. A questo punto l’auspicio è che il governo colga la palla al balzo per una regolamentazione seria che tuteli i pazienti e non li esponga all’assunzione di sostanze che nulla hanno a che vedere con il CBD e addirittura ad esborsi onerosissimi per procurarsela”. Lo dichiara in una nota la deputata del Partito Democratico Antonella Forattini.
È un fatto positivo che maggioranza e opposizioni abbiano votato in Commissione Agricoltura una risoluzione unitaria per sostenere la necessità di interventi immediati e strutturali necessari per fronteggiare l’emergenza granchio blu. Insieme ai colleghi del Pd Vaccari, Forattini e Marino abbiamo lavorato per giungere ad un testo comune partendo da alcune proposte che, raccogliendo le osservazioni degli operatori e delle Regioni, hanno reso il dispositivo più incisivo: dal monitoraggio dei danni finalizzato al riconosciuto da parte del Ministero dello stato di calamità con adeguati ristori al sostegno delle imprese di pesca e acquacoltura, comprese cooperative e consorzi, alla convocazione urgente di un tavolo tecnico per la definizione e l’adozione immediata di misure e provvedimenti efficaci, concertati e condivisi; dalla disposizione di misure, sostenute da adeguate risorse, per la tutela della biodiversità mediante il prelievo della massima quantità possibile di ‘granchio blu’ con la partecipazione diretta dei pescatori; dalla disposizione per consentire all'acquacoltore di pescare e vendere i granchi blu sia come "strumento di difesa" della sua produzione acquicola, sia come strumento di tutela della biodiversità messa a rischio dalla voracità del granchio blu, nonché come strumento di integrazione del reddito alla necessità di supportare e promuovere il consumo alimentare di questo prodotto e incentivare il consumo mediante la nascita di una filiera di trasformazione del prodotto, anche attraverso start-up. Ora dovrà essere il Governo a recepire queste indicazioni unitarie del Parlamento e far sì che le misure messe in atto siano davvero repentine. Vigileremo perché ciò avvenga e non rimanga invece lettera morta come già successo in altre occasioni.
Così il deputato del Pd Andrea Rossi.
“Il governo oggi ha mortificato il lavoro del Parlamento stravolgendo il testo base del progetto di legge sull’imprenditoria giovanile che, dopo gli esami degli emendamenti, era stata votato all’unanimità in commissione. Stralciati 10 articoli su 18 e gli altri 8 articoli sono stati modificati anche in modo sostanziale, snaturando di fatto l’impostazione iniziale del provvedimento. Soppresse quelle parti che prevedevano significativi investimenti e risorse per la promozione e il consolidamento dell’imprenditoria giovanile con il taglio netto da 100 a 15 milioni per gli stanziamenti. Siamo alla farsa. Da una parte il governo e il ministro Lollobrigida si sperticano, tutti i giorni, in roboanti dichiarazioni sulla centralità del comparto agricolo e sulla necessità di favorire le nuove generazione e poi di fronte a provvedimenti che vanno in tale direzione arriva il Mef con Giorgetti e la sottosegretaria Albano che impediscono che ciò si realizzi perché non ci sono le coperture finanziare per poterlo fare”.
Lo dichiarano con una nota le deputate e i deputati Pd della commissione Agricoltura della Camera, Stefano Vaccari, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi.
“Dal governo delle chiacchiere - aggiungono - non ci si poteva aspettare altro tanto che comprendiamo lo stupore dei deputati di centrodestra che appresa la notizia del taglio hanno cercato di manifestare invano il loro disagio e imbarazzo. Un precedente pericoloso che mette in discussione la centralità del Parlamento rispetto ai poteri dell’Esecutivo. Una situazione intollerabile - concludono - con i parlamentari di centrodestra costretti a fare i passacarte di Palazzo Chigi”.
Oggi più che ieri c’è l’esigenza di tutelare la redditività delle imprese agricole spesso condizionate nella fase della produzione da processi biologici e da fattori meteorologici. Per questo come Gruppo Pd, insieme ai colleghi Stefania Marino, relatrice del progetto di legge, Antonella Forattini e Andrea Rossi, siamo intervenuti con una serie di proposte emendative alla Camera, approvate dalla Commissione Agricoltura, al decreto legislativo 198/2021, che consentono ora di mantenere in equilibrio la fissazione dei prezzi e il rapporto tra fornitori e grande distribuzione, con una più puntuale definizione dei costi di produzione. Mai più dunque prodotti acquistati sotto costo dalla grande distribuzione rispetto ai costi effettivi di produzione.
Al tempo stesso con gli emendamenti Pd si è stabilito che la definizione di parametri di sostenibilità ambientale sociale ed economica di un prodotto non può prescindere dal rispetto dei diritti dei lavoratori a cominciare dalla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Spetterà infine al Ministero dell’Agricoltura promuovere campagne divulgative e programmi di comunicazione istituzionale volti a favorire una corretta informazione del consumatore sulla composizione e formazione dei prezzi dei prodotti agroalimentari ivi compresi i prodotti freschi.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
La Nadef oscura il comparto agricolo. Nessun intervento, nessun obiettivo, nessuna risorsa. In commissione Agricoltura insieme ai colleghi del Gruppo Pd Forattini, Marino e Rossi abbiamo votato contro il parere di maggioranza, con il palese imbarazzo degli estensori che hanno fatto fatica a segnalare riferimenti legati all'agricoltura. Eppure bisognava avere gli occhi chiusi per non vedere cosa è successo negli ultimi mesi ed anche orecchie poco attente visto che dal mondo agricolo sono arrivati segnali di allarme ben precisi che richiedevano attenzione. Abbiamo ricordato alla maggioranza di centrodestra e al governo i quasi 10 eventi estremi al giorno che hanno tagliato le produzioni agricole con una flessione del Pil del settore agricolo dell’1,4% a livello congiunturale e dell’1,3% a livello tendenziale nel secondo trimestre dell’anno. Abbiamo ricordato le conseguenze dei cambiamenti climatici che sconvolgono le campagne dove si registra un taglio del 10% della produzione di grano, mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno ma in difficoltà sono anche i frutteti con la perdita del 60% del raccolto di pere e ciliegie. Abbiamo ricordato che per il 2023 i danni strutturali dovuti a siccità e precipitazioni abbondanti supereranno i 6 miliardi dello scorso anno. Abbiamo ricordato la Contrazione del commercio internazionale e la difficoltà di reperimento di manodopera. Si sono girati irresponsabilmente dall'altra parte anche quando abbiamo segnalato la necessità di fare fronte al rialzo del tasso di interesse con un sostegno agli investimenti che gli imprenditori agricoli hanno fatto, di dare sostegno alle filiere produttive, di prevedere il credito imposta per investimenti in beni strumentali innovativi, di difendere gli agricoltori, il loro lavoro e la qualità del prodotto italiano dando nuovo impulso ai controlli sull’etichettatura e la tracciabilità. Hanno rifiutato qualsiasi proposta. Con la manovra finanziaria torneremo a dare battaglia.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD della Commissione Agricoltura e dell'Ufficio di Presidenza della Camera.
“Gli aggiornamenti diffusi oggi dall'Istat fotografo un Paese in panne: l'indice dei prezzi al consumo aumenta del 5,3% in un anno, il fatturato totale dell'industria si riduce dell’1,6%, l'indice di fiducia delle imprese perde quasi tre punti. La popolazione residente, secondo le previsioni, scenderà a 58,1 milioni nel 2030, e senza politiche demografiche incisive, scivolerà a 45,8 nel 2080. Anche la sanità pubblica continuerà a perdere pezzi: è di oggi la notizia che nella nota di aggiornamento alla manovra economica, il governo Meloni prevede un taglio delle risorse destinate al servizio sanitario nazionale dal 6,6% a 6,1% del rapporto spesa/Pil. Il dato di 4 milioni di italiani che hanno già rinunciato a farsi curare per costi troppo elevati o liste d'attesa troppo lunghe, è dunque destinato a crescere. Così come è destinato a crescere il numero di medici, infermieri, operatori sanitari in fuga dalla sanità pubblica per le prospettive di impoverimento del settore e di incremento dei carichi di lavoro. La sanità privata ringrazia. Il diritto alla salute diventa sempre più un privilegio. Ma anche in questo caso, il Governo Meloni agisce in contrasto alla Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”. Lo dichiara la deputata PD Antonella Forattini.
"Il governo ha dato parere contrario ad un ordine del giorno, che quindi la maggioranza ha bocciato, presentato dalla collega Antonella Forattini che chiedeva l'impiego di risorse nella formazione contro la violenza sulle donne con particolare riferimento al personale chiamato a farsi carico delle donne e dei minori che denunciano situazioni di violenza. Parliamo quindi di assistenti sociali, forze dell'ordine, magistrate e magistrati e di qualsiasi altra figura professionale coinvolta in questo percorso. Il governo vuole "valutare l'opportunità di investire nella formazione" ha detto il vice ministro alla Giustizia Sisto. Valutare l'opportunità? Cosa c'è da valutare? Come potrebbe essere inopportuno investire in formazione su un tema così pressante, con una donna uccisa ogni 3 giorni? E come pensano di farlo senza un euro? Questo governo non ha alcuna intenzione di lavorare sulla prevenzione: pensa di risolvere problemi culturali e strutturali solo con la repressione. Una ricetta fallimentare e pericolosa". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani a margine del voto in aula di questo pomeriggio.
“Sulla commercializzazione del grano duro è in atto una speculazione a livello internazionale con quotazioni al ribasso che rischiano di pregiudicare l'attività di produzione svolta dalle aziende agricole italiane. Il nostro Paese è il primo produttore di grano duro in Europa con circa 4 milioni di tonnellate all'anno che provengono da 200mila aziende agricole che investono su 1,2 milioni di ettari. Il prezzo del grano duro fino ha chiuso l'annata su un valore medio di 340 euro alla tonnellata, più basso di quasi il 40% rispetto ad un anno fa. Contemporaneamente, sono saliti i costi di carburanti e mezzi tecnici per gli agricoltori e c'è l'inattesa esportazione di grano dalla Turchia a prezzi ‘da saldo’, prezzi dietro cui si nasconderebbe un comportamento sleale teso a destabilizzare il mercato italiano, anche per ragioni legate al conflitto russo-ucraino e all'embargo. L'mport di grano duro dai mercati internazionali non può che mortificare la produzione nazionale che ha standard qualitativi certificati, di salubrità e tracciabilita, con costi di produzione molto più alti rispetto agli altri. Servono più attenzione e più trasparenza per i produttori ed i consumatori italiani, maggiori controlli sull'etichettatura per sostenere e promuovere la pasta prodotta con grano italiano”. Lo dichiara in una nota il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“Per questo - conclude Vaccari - il Gruppo Pd ha presentato una interrogazione parlamentare ai ministri dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dell'Economia e delle Finanze, a mia prima firma e sottoscritta dai deputati Pagano, Curti, Rossi, Marino, Forattini e Lacarra, per chiedere di avviare l'istituzione della Commissione Unica Nazionale del grano duro e il Registro Telematico dei Cereali; di istituire il registro telematico dei cereali; di potenziare i contratti di filiera tra agricoltori e industria e per promuovere la pasta con grano italiano e implementare un sistema di tracciabilità basato su tecnologie blockchain. Al contempo, per sostenere la necessità di richiedere urgentemente un'indagine anti dumping alla Commissione europea per verificare se i prezzi e i volumi di grano duro importati dalla Turchia siano in contrasto con le regole dell'unione doganale e se gli sbarchi di grano nel periodo luglio-agosto in Puglia siano stati assoggettati alle previste prescrizioni sui dazi”.
"Sulla Peste Suina dal governo grande ritardo e troppi annunci spot. Per questo il gruppo pd della Commissione Agricoltura ha presentato una interrogazione a prima firma di Antonella Forattini insieme al capogruppo Stefano Vaccari e ai deputati Stefania Marino ed Andrea Rossi per chiedere al Ministro Lollobrigida che venga al più presto attuato il piano di cattura e contenimento della specie cinghiale e che venga altresì previsto un piano di indennizzi da corrispondere a tutti gli allevatori che inevitabilmente saranno danneggiati dall’epidemia, utilizzando al contempo la sospensione dei mutui e dei pagamenti per tutte le aziende colpite, così come per quelle situate nelle zone di contenimento.
D’altronde la diffusione della peste suina anche in alcuni allevamenti di suini in Lombardia è sempre più evidente e qualora si allargasse l’areale della presenza negli allevamenti di maiali la situazione diventerebbe davvero drammatica, tanto che le stesse organizzazioni professionali agricole all’unisono hanno chiesto, ricevendo solo timide risposte, l’impiego straordinario dell’esercito a supporto dell’attività di riduzione del cinghiale nel nostro Paese.
Il rischio da scongiurare è che a seguito delle procedure da rispettare, in osservanza anche delle direttive comunitarie, si possa arrivare a bloccare la produzione e la commercializzazione delle carni di maiale con miliardarie perdite economiche per una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo.
Al ministro Lollobrigida il gruppo Pd chiede dunque di battere un colpo e di farlo con assoluta celerità a cominciare dai tempi di attuazione del piano di contenimento e dal coinvolgimento fattivo delle Regioni". Così una nota dei deputati Pd della commissione Agricoltura di Montecitorio che hanno presentato una interrogazione al ministro Lollobrigida.
Dopo la bocciatura di uguali proposte del Pd
“Esprimiamo soddisfazione perché finalmente il Consiglio dei Ministri si è reso conto dell’urgenza di intervenire con l’educazione alle pari opportunità nelle scuole e la formazione degli operatori che hanno a che fare con le donne vittime di violenza. Meglio tardi che mai, visto che il centrodestra in Parlamento, pur tributando applausi di omaggio alle vittime, ha bocciato quest’estate in aula per ben due volte e senza discussione le nostre uguali proposte. Ci auguriamo adesso che i progetti educativi vengano però finanziati dal Ministero, non solo raccomandati, e che le scuole sul territorio possano davvero lavorare in questa direzione senza subire boicottaggi, come è stato fino ad oggi da parte di governatori del centrodestra che hanno chiuso o impedito le esperienze formative sulle pari opportunità e il contrasto agli stereotipi di genere, lisciando il pelo a chi agita il timore del diffondersi di una fantomatica e inesistente “ideologia gender”. Lo dichiarano le deputate del Pd Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio, componenti della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.
“La delega fiscale imposta dalla maggioranza è ingiusta e irrealistica. L’ultimo atto prima della pausa estiva dei lavori parlamentari è un’occasione persa per il Paese. Serviva una riforma vera, che costruisse un sistema più equo, meno macchinoso, che permettesse di continuare un lavoro di lotta all’evasione, di redistribuzione della ricchezza. Nulla di tutto questo, ma non mancano ennesimi favori agli evasori. C’è la previsione di un altro condono, l’assist per chi decide di non pagare le tasse. Soprattutto, c’è la costruzione di un sistema iniquo che non rispetta quel principio di progressività previsto dalla Costituzione e che, se realizzasse davvero le mirabolanti promesse di riduzioni fiscali che contiene, farebbe collassare il sistema Paese. La conseguenza sarà chiara: meno risorse per cultura, istruzione, sanità, welfare. Insomma, tagli e condoni, come nella migliore delle tradizioni della destra al governo”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Antonella Forattini.
“In vista dell’annunciata riforma dei porti del ministro Salvini il Partito Democratico ha depositato in commissione Trasporti alla Camera una dettagliata risoluzione, che con 22 punti offre un preciso indirizzo di marcia per un intervento che rilanci il nostro sistema portuale. Le direttrici che riteniamo prioritarie sono: il mantenimento delle autorità di sistema portuali come soggetti pubblici, dicendo No a qualsiasi privatizzazione o depotenziamento della ruolo pubblico nella governance; l’attenzione particolare al lavoro per tutelarne prerogative e sicurezza, promuovendo e sostenendo processi di upgrade formativo e di miglioramento della qualità del lavoro marittimo e portuale; il rafforzamento della governance a livello centrale a garanzia della valorizzazione del ruolo strategico nazionale, evitando l’introduzione di forme di federalismo differenziato che accentuerebbero differenziazioni e precarietà; la promozione dell’intermodalità e di incentivi all’utilizzo del movimento ferroviario; l’importanza di accompagnare il sistema portuale verso la transizione ecologica, anche attraverso modifiche normative per favorire cold ironing e le comunità energetiche e attuando la norma di legge sull'autoproduzione in modo da evitare concorrenza sleale a danno delle imprese portuali”.
Lo dichiarano le deputate e i deputati Pd della commissione Trasporti: Ghio, Barbagallo, Bakkali, Casu e Morassut. La risoluzione è stata sottoscritta anche da Braga, De Micheli, Orlando, Serracchiani, Simiani, Forattini, Pagano.
“Il governo - aggiungono - si mostra ancora una volta diviso, con Salvini e Rixi e la Lega che a parole scongiurano la privatizzazione e Musumeci e FdI che, con il piano presentato in un blitz d’agosto, avanzano invece con atti concreti verso l’esatto contrario, sconfinando nelle prerogative del Mit, che però presente al Comitato interministeriale per le politiche del mare ha approvato il piano. Il Partito Democratico con questa risoluzione accende i riflettori per la piena realizzazione di un sistema portuale pubblico, aperto, competitivo e regolato, come asset strategico per l’economia italiana, mettendo al centro la tutela del lavoro. Parliamo di un anello importante della filiera logistica moderna: con oltre 200 miliardi di euro derivanti dall’import e dall’export che passano attraverso i porti italiani e che rappresentano il 25% del valore del trasporto marittimo mondiale, in un Mediterraneo tornato strategico”.
“La destra fugge davanti ai problemi reali delle persone. Rinviare di due mesi la discussione sul salario minimo è una vergogna. In Italia 3,5 milioni di persone lavorano ma non riescono comunque ad arrivare a fine mese. Il lavoro povero è un dramma e richiede risposte subito. Quelle risposte ci sono già e sono la proposta unitaria formulata da tutte le opposizioni. Per la loro ottusità stiamo perdendo tempo prezioso”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Antonella Forattini.