“È andata così. Pazienza”. Sembra questo l’atteggiamento del Governo di fronte ai milioni di euro del Pnrr che l’Italia butterà nella spazzatura per colpa dei ritardi negati finora. Per mesi si è continuato a negare anche l’evidenza e chi lanciava l’allarme veniva tacciato di essere una Cassandra di sventura. Ora i nodi vengono al pettine e Fitto è costretto ad ammettere che molti progetti non si faranno e che i relativi soldi che dovevano arrivare dall’Ue saranno persi. Una resa, insomma. Nonostante qualche membro del Governo cerchi ancora di minimizzare sostenendo che il nuovo Codice Appalti sarà la panacea di tutti i mali. Non è così: le procedure di semplificazione sui progetti del Pnrr c’erano già. Se mai, serviva implementare il personale.
Il fatto è gravissimo perché priva l’Italia di risorse fondamentali per la ripresa. Risorse europee che non è possibile recuperare altrove. La previsione di crescita del Paese per i prossimi anni sarà rivista al ribasso. Chiederemo al ministro Fitto di venire in Aula a spiegare dove risiedono le responsabilità di questi incredibili ritardi e di un enorme spreco di opportunità. La possibilità di correggere il tiro, almeno in parte, c’è ancora. Si può andare a trattare con l’Europa per ottenere di sostituire i progetti incagliati con altri che siano in stadio più avanzato. Si può cercare di utilizzare i fondi per sostenere i Comuni che ne hanno bisogno per affrontare i forti rincari di energia e materie prime. Certo, però, servono volontà e soprattutto rapidità. Due cose che finora sono mancate completamente a questo Governo”.
Lo dichiara la deputata del Pd Antonella Forattini.
“La legge a sostegno del florovivaismo italiano che nelle prossime ora sarà votata dalla commissione Agricoltura della Camera e la prossima settimana dall’Aula di Montecitorio è una necessità per offrire all’intero comparto, che vive un momento di crisi ma che comunque rappresenta una eccellenza, gli strumenti adeguati sotto il profilo biologico, tecnico, commerciale ed organizzativo. Per questo, come gruppo Pd, ci sentiamo impegnati nell’approvazione della legge, migliorando alcuni aspetti del testo in discussione che peraltro risulta identico a quello già votato nella scorsa legislatura e che si è poi fermato al Senato per l’interruzione anticipata della legislatura.
A tal riguardo abbiamo depositato una serie di emendamenti, a firma Vaccari, Rossi, Forattini e Marino, per rafforzare la proposta di legge anche quale conseguenza delle interlocuzioni e delle audizioni con le organizzazioni professionali agricole e delle associazioni del commercio e dell’artigianato.
Auspichiamo convergenza di tutte le forze politiche sugli emendamenti e sul voto finale anche per rispondere positivamente ad un settore che vale complessivamente oltre 2,5 miliardi ed impiega 100.000 addetti in 27.000 aziende dove l’esportazione rappresenta un quarto della produzione annua.
Con la legge, che interviene nelle diverse articolazioni del settore, si individuano soluzioni congiunturali e strutturali per superare le criticità, in particolare sul fronte dei fiori recisi e sugli interventi di riforestazione urbana, e per dare pieno coinvolgimento dei diversi portatori di interesse nelle diverse istanze di confronto istituzionale dove i problemi debbono essere affrontati e risolti”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura di Montecitorio.
Sulla flavescenza dorata, malattia epidemica che distrugge i vigneti e che è in rapida espansione, occorrono strategie appropriate che prevedono interventi di monitoraggio, di gestione e di eventuali estirpazioni delle viti colpite. Come gruppo PD della commissione Agricoltura della Camera abbiamo sollevato più volte la questione fino a far approvare uno specifico emendamento alla legge di bilancio, che ha istituito un fondo a disposizione per le aziende agricole coinvolte. Risorse limitate che andrebbero ulteriormente incrementate. Dal ministero dell'Agricoltura però la questione non viene affrontata con la solerzia che l'urgenza richiederebbe. Per questo come gruppo PD abbiamo presentato una interrogazione a firma dei deputati Vaccari, Forattini, Marino, Rossi per incalzare il Ministero ad adottare iniziative concrete, per sollecitare la predisposizione dell'elenco delle aree colpite ed interessate ai trattamenti fitosanitari e per sapere se, d'intesa con le Regioni, è stato concordato il riparto delle risorse a disposizione.
Così i deputati Pd della Commissione Agricoltura della Camera.
“Ringrazio il Sottosegretario Barachini per la risposta in Aula alla mia interrogazione. Ho sollecitato, però, un maggiore impegno”. Lo dichiara la deputata del Pd, Antonella Forattini, che ha presentato una interrogazione al Governo sul caso della vertenza delle redazioni del Gruppo Gedi, discussa oggi in Parlamento, a cui ha risposto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alberto Barachini.
“Quelle date - commenta Forattini - non sono garanzie concrete ma generiche rassicurazioni. Nel mio intervento ho fatto presente come l’informazione locale sia un patrimonio collettivo insostituibile, ancor più prezioso nel caso di testate storiche come la Gazzetta di Mantova, primo giornale d’Italia, e dei quotidiani Gedi di Veneto e Friuli Venezia Giulia messi in vendita dall’attuale proprietà. Sappiamo già dalle precedenti operazioni di smembramento e vendita di pezzi del gruppo da parte della proprietà di Gedi, che il mantenimento della qualità dell’informazione e degli organici non sono negli interessi di chi vende. Le precedenti operazioni concluse dalla stessa proprietà hanno portato un forte impoverimento dei giornali interessati e nette riduzioni degli organici. Sappiamo, quindi, già cosa accadrà anche per i quotidiani messi in vendita ora se non ci sarà l’attenzione del Governo”.
“Il Sottosegretario – conclude Forattini – ha riferito degli incontri effettuati con i rappresentanti delle redazioni e della proprietà testimoniando così che il Governo è ben a conoscenza della situazione. Manca, però, un impegno operativo a tutela di queste realtà e dei loro lavoratori sulle quali Barachini si è limitato a riferire di aver ricevuto generiche rassicurazioni dalla proprietà. E’ necessario fare di più”.
Presentata alla Camera mozione, prima firmataria la capogruppo Debora Serracchiani
“La siccità rappresenta una delle sfide più pressanti del nostro tempo e richiede politiche pubbliche efficaci di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici, per la gestione delle perdite di acqua e per gli investimenti nelle infrastrutture idriche.” E’ quanto si legge nella mozione, a prima firma Debora Serracchiani, presentata alla Camera dal gruppo del Pd sul tema della siccità. “Per farvi fronte – si legge ancora nel testo- sono necessari nuovi investimenti nelle reti idriche e la realizzazione di ulteriori infrastrutture, quali la costruzione di nuovi bacini e serbatori per raccogliere la poca acqua che cade, convogliare le acque per le abitazioni civili ed edifici pubblici, la riparazione e l’ampliamento delle reti idriche esistenti, la realizzazione dei sistemi di irrigazione innovativi e la promozione e il sostegno dell’agricoltura di precisione”. Nella mozione - sottoscritta anche dai deputati Marco Simiani, Stefano Vaccari, Chiara Braga, Augusto Curti, Christian Di Sanzo, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, si suggeriscono al governo tutta una seria di interventi per far fronte “ai danni provocati dalla siccità ai quali si sono aggiunti quelli arrecati dal prolungarsi di temperature eccezionali”. Per il Pd diventa così “improcrastinabile istituire una apposita cabina di regia, coinvolgendo la Protezione civile, per un rapido monitoraggio dei bacini idrografici”, così come diventa altrettanto urgente “evitare sprechi sia dal punto di vista della dispersione della rete sia in relazione all’uso della risorsa idrica, anche attraverso investimenti diretti a promuovere, con specifico riguardo al settore agricolo, l’impiego di moderne e più avanzate tecnologie come l’irrigazione di precisione.” Il Pd vuole altresì impegnare il governo ad “adottare tutte le iniziative di competenza per potenziare e rendere più efficienti gli enti preposti alla prevenzione del rischio idrogeologico, aumentarne la capacità tecnica progettuale e favorire una capacità di spesa superiore all’attuale media annua, a partire dal ruolo fondamentale dei Consorzi di bonifica e di irrigazione”. “La mancanza di acqua – si evidenzia infine nella mozione- influisce direttamente anche sulla produzione di energia da fonti rinnovabili: molte centrali sono ferme, altre hanno limitato la produzione alla potenza totale.” Per il Pd “Il tempo è scaduto, servono interventi urgenti, quali la realizzazione di nuovi invasi al servizio delle imprese agricole, semplificando le procedure, modificando anche le normative necessarie per il riuso delle acque reflue depurate”.
Dichiarazione di Stefano Vaccari, capogruppo Pd Commissione Agricoltura
"Le sementi non sono solo merce, ma hanno un valore intrinseco alla stregua del cibo”. Lo ha affermato Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera concludendo, questa mattina, un incontro con Assosementi, le organizzazioni professionali agricole e le aziende del settore durante il quale è stato presentato il progetto “Road to quality. Dal seme alla Tavola”.
“Il seme è il nucleo fondamentale della vita anche in agricoltura, frutto del lavoro di donne e uomini che hanno saputo conservarlo e tutelarlo nel corso dei decenni, anche a fronte di profonde trasformazioni". "Oggi c'è pure il grave problema delle contraffazioni che crea zone d'ombra su un comparto di straordinaria importanza: economico, occupazionale e sociale con ripercussioni importanti anche sul gettito fiscale. C’è pertanto la necessità di dare più forza alla etichettatura dei prodotti commestibili. In Parlamento -ha concluso Vaccari- ci attiveremo per valorizzare la tutela delle sementi presentando di nuovo il disegno di legge già approvato alla Camera nella scorsa legislatura su etichettatura, tracciabilità e divieto di vendita sottocosto e tutela della filiera etica di produzione".
Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte anche la vicepresidente del gruppo Pd Simona Bonafè e le parlamentari Antonella Forattini e Stefania Marino, è stato unanimemente ribadito che è “dalle sementi che bisogna partire per tutelare l'origine, la qualità e la trasparenza degli alimenti che ogni giorno vengono consumati. E spesso si sottovaluta questo aspetto".
Con il progetto "Road to quality" ci si pone infatti l'obiettivo di certificare l'origine, la sicurezza, l'utilizzo delle migliori pratiche agronomiche e di lavorazione durante l'intero ciclo produttivo orticolo.
"Il Governo agisca immediatamente in sede UE per contrastare l’iniziativa della Commissione europea relativa alle avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici a tutela dell’intera filiera vitivinicola italiana". È quanto chiede Stefano Vaccari, capogruppo del PD in Commissione Agricoltura della Camera insieme ai deputati Forattini, Marino e Rossi con una interrogazione al ministro delle Politiche Agricole e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida.
"La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori per tutte le bevande alcoliche, vini compresi, è una scelta azzardata e sproporzionata che non tiene conto della specificità del prodotto vino rispetto ad altre bevande, con il rischio di creare confusione verso il consumatore sul rapporto tra alcol, vino e salute".
"La scelta della Commissione - sostengono i parlamentari Dem - rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio una filiera che in Italia dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro, un fatturato di 12 miliardi di euro ed un valore di esportazioni pari a 7 miliardi di euro ed è la principale voce dell’export agroalimentare".
“Un governo allo sbando, in preda alla schizofrenia per cui, da una parte, si fanno approvare (con imposizione della fiducia) norme lassiste sul Covid e, dall’altra, ci si accorge che i casi stanno salendo pericolosamente e c’è bisogno di rimettere quelle stesse misure di sicurezza”.
Lo afferma la deputata del Pd, Antonella Forattini.
“Oggi alla Camera - aggiunge - abbiamo votato No al cosiddetto Decreto Rave, su cui il governo aveva posto la fiducia e che in realtà contiene un’accozzaglia di provvedimenti diversissimi tra loro. Tra questi, il reintegro anticipato di medici, infermieri e personale sanitario no-vax. Un favore al mondo degli anti-scienza dopo che in campagna elettorale si è strizzato loro l’occhio. Un favore estremamente pericoloso, vista la crescita vertiginosa di casi, e purtroppo dei morti, e un andamento della pandemia che per stessa ammissione del ministro della Salute Schillaci ‘è imprevedibile’. Mentre in Parlamento si impone di approvare queste norme assurde, tra cui anche l’annullamento del tampone di controllo dopo cinque giorni di isolamento, il ministero della Salute emette una circolare che alza l’allerta degli ospedali, chiedendo di tenere pronte terapie intensive e personale di supporto e dispone la mascherina obbligatoria negli istituti di cura. Misure che rischiano di essere almeno in parte depotenziate da quelle in senso contrario contenute nel Decreto Rave. Un atteggiamento schizofrenico e pericoloso - conclude - che metterà, ancora una volta, a rischio soprattutto i più fragili”.
“Quest’estate l’agricoltura italiana è stata messa a dura prova da una siccità che non dobbiamo considerare un fenomeno da archiviare. Servono soluzioni sulla gestione del suolo e una vera e propria politica nazionale sull’acqua. Passi avanti sono stati fatti, ma non sono ancora sufficienti. Un’opportunità viene dal Pnrr che mette a disposizione 880 milioni con l’obiettivo di aumentare del 40% le fonti di irrigazione dotate di contatore. Dei 2 miliardi da investire in infrastrutture idriche, solo 350 milioni sono destinati a 20 grandi bacini. Troppo pochi, e comunque non c’è ancora nessun progetto. È necessario mettere a terra tutti i sistemi che permettono di non disperdere acqua, come l’irrigazione goccia a goccia, investire sulla digitalizzazione e sulla relativa formazione. Cruciale, poi, è puntare sulle coltivazioni che ottimizzano l’utilizzo di acqua selezionando le colture e promuovendo incentivi per l’adozione di pratiche agricole più sostenibili. Obiettivi ambiziosi che crediamo possano essere raggiunti, mettendo in campo tutti gli attori e migliorando il monitoraggio. Per questo condividiamo la necessità di istituire una cabina di regia nazionale presso Palazzo Chigi, che coinvolga i ministeri interessati, le Regioni, la Protezione civile, le autorità di distretto, i consorzi di bonifica, le associazioni di impresa, i gestori idrici ed energetici. Anche noi vogliamo la sovranità alimentare, ma per raggiungerla serve una nuova politica agricola lungimirante”.
Lo ha detto la deputata del Pd Antonella Forattini nel suo intervento oggi in Commissione Agricoltura della Camera.
“Una legge per promuovere il settore castanicolo, capace di valorizzare un prodotto tradizionale del territorio italiano, incentivare le imprese del settore che si occupano di raccolta e trasformazione e garantire la corretta manutenzione del patrimonio boschivo”: questi in sintesi i contenuti del provvedimento presentato a Montecitorio dal Partito Democratico a prima firma dei deputati Marco Simiani e Stefano Vaccari, rispettivamente capigruppo in commissione Ambiente ed Agricoltura. Hanno sottoscritto la proposta di legge anche i deputati del Pd: Antonella Forattini, Stefania Marino, Andrea Rossi, Andrea Casu, Marco Sarracino, Stefano Graziano, Mauro Berruto, Piero De Luca, Federico Gianassi, Emiliano Fossi, Simona Bonafè.
“Il testo che depositiamo - spiegano Simiani e Vaccari - trae spunto dalla proposta approvata nella scorsa legislatura dalla commissione Agricoltura della Camera, si tratta di una sintesi elaborata da tutte le forze politiche dopo una lunga ed approfondita discussione con le associazioni di categoria. Il settore castanicolo rappresenta una opportunità per l’economia territoriale di zone spesso marginali, un volano per sostenere la multifunzionalità agricola ed un presidio fondamentale per contrastare il dissesto idrologico e garantire quindi la tutela del patrimonio ambientale. Nonostante queste peculiarità si tratta di un comparto fragile che negli anni scorsi ha subito gravi danni a causa di parassiti come il cinipide, mentre oggi è in difficoltà per il costo della castagna riconosciuto ai produttori, troppo basso per essere economicamente sostenibile nonostante venga poi venduto al dettaglio a prezzi elevati. Con questa proposta di legge - concludono - potremmo assicurare nuove risorse ed opportunità di sviluppo alle imprese del settore e garantire quindi una programmazione efficace delle attività”.
“Uno ad uno crollano gli altarini del governo Meloni. Le affermazioni fatte da Gemmato ce le aspetteremmo dai no vax, non da un sottosegretario alla Salute. Gemmato che afferma che non ci sono prove che senza i vaccini gli effetti della pandemia sarebbero stati peggiori, dimostra ignoranza scientifica e stupidità politica, oltre che mancanza di rispetto per le tante vittime del Covid. In questo governo dall’autorevolezza pari a zero, ogni giorno c’è una mina vagante che parla a caso e mette in imbarazzo una presidente del Consiglio che, evidentemente, non ha il controllo dei suoi collaboratori”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Antonella Forattini.