“Sul tema del contributo della scienza nella gestione della fauna selvatica vi è la necessità di andare sotto il pelo dell’acqua, poiché restando in superficie si alimentano soltanto le opposte tifoserie. Per costruire un rapporto proficuo tra territorio, agricoltura e fauna selvatica, occorre far tesoro dell’esperienza e soprattutto, avere un approccio integrato e serio partendo dall’analisi dei dati per avere un supporto scientifico sulle scelte da compiere. Ecco perché riteniamo centrale il contributo di Ispra. Scienza e ricerca devono avere ruolo autonomo fondamentale nel trovare quel punto di equilibrio tra interesse generale e presenza invasiva di alcune specie che mettono a rischio e alterano gli equilibri del territorio; essendo pronti anche a interventi drastici a tutela della biodiversità. Da questo punto di vista, resta determinante il contributo della legge 157, ovviamente con le opportune e serie modifiche da far scaturire da una relazione del Ministero al fine di condurre un’analisi seria dei dati e della realtà, dopo 33 anni di applicazione, con i contributi di istituzioni, amministrazioni e portatori d’interesse. Un percorso da intersecare con un Piano nazionale dell’agricoltura che ponga al centro delle risposte da dare anche la gestione della fauna selvatica. L’importanza dell’evento di oggi sta proprio nell’aver rimesso al centro la scienza come faro guida per qualsiasi opzione di intervento politico e normativo sul tema”.
Così in una nota congiunta i deputati democratici Stefano Vaccari, capogruppo della commissione Agricoltura, Marco Simiani, capogruppo della commissione Ambiente, e Antonella Forattini, che oggi alla Camera hanno promosso il convegno ‘Il contributo (decisivo) della scienza nella gestione della fauna selvatica’ al quale hanno partecipato esperti, amministratori ed associazioni del settore.
"Di fronte a questa continua mattanza di donne, il governo non può limitarsi a interventi di repressione. Serve un'azione incisiva di prevenzione, che passi necessariamente dall’educazione all’affettività e al rispetto tra i generi. Eppure, le proposte di legge su questo tema, depositate da tempo in Parlamento, sono bloccate nelle commissioni Cultura di Camera e Senato per volontà della maggioranza. Cosa aspettano il ministro dell’Istruzione Valditara e la ministra per le Pari Opportunità Roccella a dare il via libera a un provvedimento che può incidere concretamente nel contrasto a questa piaga sociale?". Lo dichiarano le deputate dem della Commissione Femminicidio Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio, che aggiungono: "auspichiamo che quando si aprirà in Parlamento la discussione sul ddl femminicidio del governo, sia avviato in parallelo l’esame delle nostre
proposte di legge sull’educazione all’affettività e alla parità: senza l’intervento educativo nelle scuole si rischia di agire solo sugli effetti, senza contrastare le cause. La prevenzione non si fa con lo spettro della pena, che non è mai un deterrente: è necessario insegnare ai giovani il rispetto delle differenze, il superamento della cultura del possesso e dare strumenti per gestire le relazioni senza violenza” concludono le democratiche.
“Ancora due giovani uccise. Di fronte alla mattanza delle donne, anche delle più giovani, urge uno scatto di risposta da parte del Paese nell’azione di prevenzione, di cui deve farsi carico il governo per primo, ma sul piano dell’educazione ai rapporti alla relazione di genere più che sul piano penale, che non ha una funzione di deterrenza. Cosa aspetta la maggioranza di centro destra del Parlamento che ha bloccato nelle commissioni cultura sia della Camera che del Senato le proposte di legge sull’educazione all’affettività e alla parità nelle scuole italiane? Ci sono proposte quasi solo dell’opposizione, sia alla camera che al Senato che sono tenute ferme, proprio perché manca l’iniziativa del governo e il suo via libera. Dove sono i ministri alle pari opportunità Roccella e quello all’istruzione Valditara di fronte all’evidenza così urgente di azione educativa e formativa per imparare una relazione di genere tra maschi e femmine, rispettosa delle differenze e capace di superare il problema del possesso, l’incapacità di gestire la fine di un rapporto e garantire la libertà delle donne?
Chiediamo con forza alla maggioranza parlamentare che si condivida trasversalmente di portare avanti la norma sull’educazione scolastica all’affettività e all’affettività che è la prima forma vera di prevenzione” lo dicono le Deputate dem della Commissione Femminicidio Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio.
“La presenza dei Pfas sui dispositivi utilizzati dai Vigili del Fuoco è un caso nazionale e come tale deve essere trattato. La decisione del Viminale di condurre una analisi medico - statistica soltanto in Emilia Romagna è utile ma deve essere estesa a tutto il territorio nazionale al fine di ottenere una indagine dettagliata relativa al rischio dei Pfas e non limitata esclusivamente ad alcune realtà territoriali”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio depositanto una interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi. L’atto è stato sottoscritto anche dai deputati Dem Ilenia Malavasi, Matteo Mauri, Maria Stefania Marino, Antonella Forattini, Simona Bonafè, Emiliano Fossi, Merola, Andrea De Maria, Federico Fornaro, Rosanna Filippin, Nadia Romeo, Gian Antonio Girelli, Augusto Curti, Sara Ferrari e Eleonora Evi.
“Occorre dare pieno seguito agli impegni assunti dal governo con la mozione sui Pfas, approvata nei giorni scorsi dalla Camera, e relativi all’avvio immediato di un programma nazionale di biomonitoraggio per valutare l'esposizione della popolazione ai Pfas e gli effetti sulla salute, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili tra cui i lavoratori esposti. La recente tragedia di Arezzo, dove sono purtroppo deceduti tre vigili del fuoco a causa di un glioblastoma, ha bisogno di risposte certe e rapide”: conclude Marco Simiani.
“Come può chiamarsi 'spettacolo' una vomitata di insulti, bodyshaming e atti sessuali simulati su un cartonato che raffigura una donna? Con un monologo di tre ore dal titolo 'Gurulandia', Fabrizio Corona pochi giorni fa al Teatro Nazionale di Milano e al Teatro Alfieri di Torino ha dato il peggio di sé, dimostrando, ancora una volta quale sia la sua insulsa e disgustosa opinione che ha nei confronti delle donne”. Così si legge nell'interrogazione fatta dalle deputate PD, a prima firma Eleonora Evi, al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, con cui si chiede al governo se e come intenda intervenire per contrastare la diffusione di messaggi intrisi di violenza e bodyshaming.
“Tra gli insulti a diverse figure pubbliche – spiegano le parlamentari PD - Corona ha preso di mira soprattutto Selvaggia Lucarelli, rivolgendole offese sull’aspetto fisico e mimando atti sessuali su di un cartonato raffigurante la giornalista”.
Per le deputate PD “non si tratta solo di un fatto grave e disgustoso nei confronti di una singola donna a cui va tutta la nostra solidarietà. Qui c’è in ballo molto di più, ha a che fare con quello che accade a tutte le donne, ha a che fare con quello che consideriamo 'normale' che accada alle donne, Non è satira, non è comicità, non è spettacolo, non è intrattenimento. È solo ed esclusivamente cultura dello stupro, è solo violenza verbale, è becera volgarità, è, ancora una volta, la tossicità del patriarcato”, concludono le deputate dem. L'interrogazione è stata firmata da Evi, Ascani, Braga, Prestipino, Gribaudo, Ghio, Serracchiani, Ferrari, De Biase, Forattini, Iacono, Madia, Manzi, Malavasi, Marino e Roggiani.
“Sul payback sanitario è il momento delle decisioni, ritardarle ulteriormente avrà quale conseguenza la tenuta economica di tante imprese del settore ma anche compromettere, in mancanza di risorse previste dalla legge, l’entità dei servizi ai cittadini di tante Regioni e la qualità delle forniture al servizio sanitario nazionale. Per questo il Pd, dopo aver già depositato interrogazioni e proposte di legge sul tema, ha ritenuto di presentare alla Camera una mozione parlamentare che ho firmato insieme ai colleghi Furfaro, Braga, Peluffo, Malavasi, De Maria, Girelli, Ciani, Stumpo, Ferrari, Forattini e Ghio, per impegnare il governo ‘ad istituire immediatamente un tavolo nazionale con il coinvolgimento delle regioni, dei ministeri della Salute e delle Imprese e del made in Italy, delle rappresentanze delle imprese del settore per individuare soluzioni condivise, sia per il pregresso che per il futuro, che consentano di salvaguardare le imprese, i bilanci delle regioni e la qualità delle forniture al Servizio sanitario nazionale’.
Anche la conferenza delle regioni ha più volte sollecitato il governo ad affrontare il tema e alcune regioni, come ad esempio l’Emilia-Romagna, hanno istituito tavoli tecnici con le imprese. La questione payback ha determinato oltre 2000 ricorsi ai Tribunali amministrativi e la Corte Costituzionale con una sua sentenza ha evidenziato la criticità della norma. L’Italia è il secondo Paese dell’Ue per numero di occupati nel settore con 11.607 addetti e 4.641 aziende, di cui quasi il 94 per cento Pmi e il 6,5 per cento grandi imprese, a cui si aggiungono circa 300 tra startup e Pmi innovative”
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Il payback sui dispositivi medici - aggiunge - nasce come strumento di governo della spesa introdotto nella normativa italiana nel 2015 pensato per far fronte all’emergenza finanziaria dell’epoca. Ora però è indispensabile superare per il futuro l’attuale meccanismo, individuando altri strumenti idonei a monitorare la spesa per tali investimenti e trovando soluzioni per il triennio 2015/2018. Per questo è il momento di trovare soluzioni condivise come a parole tutti i partiti vogliono fare ma la soluzione non si trova mai”.
Domani la Camera discuterà un’interpellanza urgente rivolta al Ministro degli Esteri Tajani per chiedere quali iniziative intenda assumere affinché Paesi alleati, come Francia e Stati Uniti, forniscano tutte le informazioni utili a fare piena luce sulla strage di Ustica.
A oltre quarant’anni dai fatti, il diritto alla giustizia per le 81 vittime innocenti e i loro familiari resta ancora negato. La recente richiesta di archiviazione dell’inchiesta da parte della Procura di Roma, motivata dall’impossibilità di ottenere risposte da Paesi amici dell’Italia, conferma la necessità di un impegno chiaro e determinato per arrivare alla verità e difendere la dignità nazionale.
L’interpellanza a Tajani è firmata dai deputati e dalle deputate del Pd: De Maria, Schlein, Braga, Merola, Fornaro, Manzi, Berruto, Stefanazzi, Vaccari, Toni Ricciardi, Gianassi, Ascani, Roggiani, Malavasi, De Luca, Girelli, Lai, Simiani, Orfini, Filippin, Tabacci, Porta, Graziano, Forattini, Romeo, Andrea Rossi, Gribaudo, Carè, Bakkali, Fassino, Ghio, Serracchiani, Gnassi, Cuperlo.
“La legge istituisce presso Crea il registro dei crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore agroforestale nazionale; però ad oggi e a distanza di due anni non risulta ancora emanato da parte del Governo alcun provvedimento in tale senso per la definizione delle Linee guida recanti modalità di certificazione dei crediti e di gestione del registro.
Rispondendo ad un’interrogazione dello scorso maggio, il Ministro dell’Agricoltura aveva fatto sapere che il gruppo di lavoro istituito presso il Masaf ha separato gli assorbimenti forestali da quelli agricoli, prevedendo due percorsi distinti e complementari.
Lo scorso dicembre 2024 è entrato in vigore il regolamento europeo (UE) 2024/3012, direttamente applicabile negli stati membri, con l’obiettivo di agevolare e incoraggiare la realizzazione, da parte di gestori o gruppi di gestori, di assorbimenti permanenti del carbonio, della carboniocoltura e dello stoccaggio del carbonio.
Secondo quanto stabilito dal regolamento, per ottenere la certificazione, le attività di assorbimento del carbonio dovranno soddisfare quattro criteri generali, ma vediamo che i ministeri competenti non si sono espressi e queste linee guida non sono ancora state definite.
Pertanto chiediamo al Governo come intende procedere e se intendano prevedere la possibilità che i crediti generati da progetti forestali realizzati nel territorio nazionale e impiegabili su base volontaria per compensare le emissioni in atmosfera possano essere utilizzati per remunerare gli enti territoriali e loro forme associative per la produzione di servizi ecosistemici e ambientali”. Lo dichiarano i deputati del Pd Simiani, Vaccari, Braga, Curti, Evi, Ferrari, Forattini, Marino, Romeo, Andrea Rossi che hanno presentato una interrogazione al ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura.
“Il ministro Salvini dovrebbe fornirci chiarezza e rassicurazione circa l’autenticità del suo impegno per la nuova assegnazione della gestione dell'autostrada A22, Modena-Brennero, un collegamento fondamentale per il trasporto di persone e merci tra il nostro Paese e il centro Europa. Ma con la risposta affidata oggi in Aula al sottosegretario agli Esteri Silli, scarica pilatescamente responsabilità alla società 'Autostrada del Brennero' per i ritardi con cui ha fornito la documentazione di concessione e omette di dire che è necessario attendere la sentenza della Corte di giustizia europea prima avere il parere dei servizi”. Così la deputata trentina Sara Ferrari, Segretaria del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula in un'interpellanza urgente, firmata anche dai colleghi Forattini, Vaccari, Malavasi, Rossi, Casu.
“L'86% della proprietà dell'autostrada- continua la parlamentare dem - è stata finora sempre in mano agli enti pubblici del territorio, per gestire un’arteria che ha impatti importanti, ambientali ma anche finanziari e progettare investimenti fondamentali in nuove infrastrutture e ammodernamento tecnologico, attesi da tempo. Il bando di nuova concessione è partito solo il 3 gennaio 2025 e, prima ancora della scadenza, posticipata alla fine del mese di marzo, della presentazione delle domande di partecipazione, è già gravato da due ricorsi che mettono a rischio il progetto di partenariato pubblico-privato che il Ministro ha sempre detto di sostenere nelle sue manifestazioni pubbliche, in occasione delle varie campagne elettorali. Nei fatti invece, sembra “lasciare per strada“ i suoi stessi governatori del Veneto, della Lombardia, della Provincia di Trento e l’alleato dell’Alto Adige. Ci auguriamo, per la salvaguardia dell’interesse dei quasi 3 milioni e mezzo di cittadini dei territori interessati e delle rispettive casse pubbliche, che il ministro adempia invece con serietà anche nell’interlocuzione europea, agli impegni che ha assunto", conclude la deputata Ferrari.
“Il governo Meloni sta accettando senza reagire la politica industriale di ENI, che sta dismettendo la chimica di base nel nostro Paese. Questo mette in seria difficoltà non solo gli stabilimenti di Brindisi e Priolo, che chiuderanno a breve, ma anche quelli ancora attivi, per i quali non esiste alcuna garanzia sul futuro”. Così la deputata dem Antonella Forattini, intervenuta sui canali social dei deputati Pd.
“La mancanza di un vero piano industriale da parte del governo è evidente: dall’automotive al tessile, fino alla chimica di base, l’esecutivo continua a ignorare le crisi e a tagliare investimenti. Lo dimostra la Legge di Bilancio 2024, che ha ridotto drasticamente i fondi per il prossimo triennio, passando da 5,2 miliardi a soli 1,2 miliardi. Così non si sostiene la crescita del Paese, ma si rischia di affossarne la produttività e di compromettere interi settori strategici”, ha aggiunto l’esponente Pd.
“La chimica di base – ha concluso Forattini - è fondamentale per molte filiere industriali e il governo deve fornire risposte concrete. Non possiamo accettare che ENI venga trattata come una semplice finanziaria del governo, mentre intere comunità rischiano il collasso economico. Il Partito Democratico continuerà a battersi per ottenere garanzie occupazionali e un serio piano industriale per il futuro del Paese”.
Il deputato democratico Mauro Laus ha depositato oggi un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture in merito alla decisione di Trenitalia e SNCF di escludere Bardonecchia dalle fermate dei treni ad alta velocità Frecciarossa e TGV sulla linea Torino-Milano-Parigi, a partire dal 31 marzo 2025. Una decisione che per il deputato democratico “rischia di creare un grave danno al territorio. Il nuovo assetto prevede peraltro fermate a Oulx in Piemonte e a Modane e Saint Jean de Maurienne in Francia, penalizzando le valli olimpiche piemontesi a vantaggio di destinazioni sciistiche d’Oltralpe”.
“Bardonecchia - ricorda Laus - è una delle principali mete turistiche invernali ed estive del Paese, con circa un terzo dei visitatori che raggiungono la località in treno. Negli ultimi anni, il comprensorio ha investito significativamente nel modello di trasporto sostenibile “sci + treno”, guadagnandosi un posto tra le prime dieci località europee per questa tipologia di mobilità. La soppressione della fermata ferroviaria non solo danneggia il turismo locale, ma crea anche disagi dal punto di vista della sicurezza, costringendo la polizia di frontiera a spostarsi su Oulx”.
L’interrogazione chiede quindi al ministro Salvini di chiarire le motivazioni dietro questa scelta scellerata e di adottare misure urgenti per garantire il mantenimento della fermata di Bardonecchia”.
L’interrogazione è stata sottoscritta dai democratici: Alberto Pandolfo, Antonella Forattini, Claudio Stefanazzi, Marco Simiani, Federico Fornaro, Mauro Berruto, Stefania Marino, Marco Lacarra, Maria Cecilia Guerra, Arturo Scotto.
“Dopo un anno di immobilismo, il governo si decide finalmente a ripartire le risorse del Reddito di Libertà, un sostegno fondamentale per le donne vittime di violenza. Un ritardo gravissimo, che ha lasciato senza aiuti migliaia di donne che avevano presentato domanda, ben 3.000 richieste rimaste inevase. Questo mentre la ministra Roccella, invece di intervenire con tempestività, ha di fatto bloccato i fondi già disponibili.” Lo dichiarano in una nota i Parlamentari del Partito Democratico della Commissione Femminicidio Ferrari, Ghio, Forattini, D’Elia, Valente e Sensi, sottolineando come l’incremento del Reddito di Libertà da 400 a 500 euro sia stato possibile in particolare grazie ai 40 milioni di euro stanziati dalle opposizioni nel 2023 e che Roccella mette in campo solo oggi.
“Ancora una volta, il governo arriva tardi e solo dopo le nostre continue denunce. È inaccettabile che strumenti così essenziali per il contrasto alla violenza di genere vengano ignorati e bloccati per mesi, lasciando le donne senza misure di sostegno economico per sé e i propri figli. La lotta alla violenza non può essere relegata a interventi tardivi e insufficienti: servono risorse certe, distribuite con regolarità e senza ostacoli burocratici.”
I parlamentari del PD annunciano che continueranno a vigilare affinché i fondi vengano erogati con continuità e chiedono al governo un cambio di passo per garantire alle donne vittime di violenza un reale sostegno nel loro percorso di autonomia e sicurezza.
“Noi chiediamo chiarimenti e impegni al ministro Salvini. Il Mit ha prodotto un bando pasticciato nei tempi e nei modi, certamente non all’altezza di un impegno come quello da 9 miliardi e 200 milioni di euro al momento previsto dal partenariato pubblico - privato sulla concessione di Autostrada del Brennero per i prossimi 50 anni. La nostra preoccupazione riguarda il fatto che al momento quel tratto autostradale è nella sua maggioranza di proprietà degli enti pubblici dei territori che attraversa e siamo davvero preoccupati che possa non essere più cosi.
Si teme fortemente che un’arteria autostradale così importante per l’Italia e di collegamento con l’Europa possa non essere più gestita e controllata dagli enti locali dei territori attraversati, con tutto ciò che ne consegue in termini di entrate pubbliche e investimenti infrastrutturali”. Lo ha detto la deputata del PD Sara Ferrari in conferenza stampa alla Camera, presentando insieme ai colleghi Antonella Forattini, Ilenia Malavasi, Stefano Vaccari, l’interpellanza urgente al ministro Salvini sul bando che riguarda la concessione autostradale del tratto della A22 Modena Brennero.
Oggi ore 13 conferenza stampa Pd presso la sala stampa di Montecitorio
“Chiediamo al ministro dei trasporti Matteo Salvini che faccia immediatamente chiarezza sul pasticcio che è stato fatto nei tempi e nei modi, riguardo al bando del Mit per l’assegnazione della tratta autostradale A22 Modena - Brennero, gravato di ricorsi depositati e annunciati prima ancora della scadenza delle candidature, che è stata prorogata di necessità. Vorremmo sapere con urgenza come intenda procedere il Ministro sulla questione, in considerazione delle incongruenze e dei rischi connessi all’assegnazione della gestione di tale tratta, che oggi è in mano ad una società pubblica, per l’86% degli enti locali della zona, e fare chiarezza e dare certezza, in tempi brevi, a tutti i soggetti coinvolti”. Lo scrivono in una nota i deputati del partito democratico Sara Ferrari, Rosanna Filippin, Antonella Forattini, Ilenia Malavasi, Nadia Romeo, Andrea Rossi, Stefano Vaccari, firmatari di una interpellanza urgente al ministro dei trasporti che verrà presentata oggi alle ore 13 in conferenza stampa a Montecitorio.
Per accrediti inviare una mail a pd.ufficiostampa@camera.it
Domani ore 13 conferenza stampa Pd presso la sala stampa di Montecitorio
“Chiediamo al ministro dei trasporti Matteo Salvini che faccia immediatamente chiarezza sul pasticcio che è stato fatto nei tempi e nei modi, riguardo al bando del Mit per l’assegnazione della tratta autostradale A22 Modena - Brennero, gravato di ricorsi depositati e annunciati prima ancora della scadenza delle candidature, che è stata prorogata di necessità. Vorremmo sapere con urgenza come intenda procedere il Ministro sulla questione, in considerazione delle incongruenze e dei rischi connessi all’assegnazione della gestione di tale tratta, che oggi è in mano ad una società pubblica, per l’86% degli enti locali della zona, e fare chiarezza e dare certezza, in tempi brevi, a tutti i soggetti coinvolti”. Lo scrivono in una nota i deputati del partito democratico Sara Ferrari, Rosanna Filippin, Antonella Forattini, Ilenia Malavasi, Nadia Romeo, Andrea Rossi, Stefano Vaccari, firmatari di una interpellanza urgente al ministro dei trasporti che verrà presentata domani alle ore 13 in conferenza stampa a Montecitorio.
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