"Nel decreto Milleproroghe è stato approvato un ordine del giorno del Partito Democratico che impegna il governo a garantire la stabilità del personale e la salvaguardia delle professionalità nella gara per la concessione di A22. Il ministro Salvini ha gestito male il bando: in ritardo, con ricorsi e senza la clausola sociale per quasi 1000 dipendenti. Il governo si è limitato ad accogliere il nostro impegno come semplice raccomandazione, evitando di assumersi qualsiasi responsabilità, nonostante ormai siano chiari gli errori messi in campo dal ministro Salvini sulla gestione di questa concessione autostradale. Per questo presenteremo un’interrogazione per chiedere chiarimenti". Così le deputate Pd Paola De Micheli, Sara Ferrari e Antonella Forattini e il deputato dem Stefano Vaccari.
l governo ha accolto un ordine del giorno al decreto Milleproroghe, a firma delle deputate del Partito Democratico Antonella Forattini e Sara Ferrari, relativo all’uso dei veicoli aziendali come benefit per i lavoratori dipendenti. Un passo importante, ma che deve essere seguito da un intervento concreto per colmare il vuoto normativo creatosi con la modifica del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) approvata in legge di bilancio.
“La modifica introdotta dalla maggioranza - dichiarano Forattini e Ferrari - ha generato un pericoloso squilibrio che, senza una soluzione tempestiva, penalizzerà migliaia di lavoratori dipendenti. Già al Senato il nostro collega Daniele Manca aveva tentato di risolvere la questione, ma il suo emendamento non è stato approvato. Ora, con l’approvazione del nostro ordine del giorno, il governo si impegna finalmente a introdurre una clausola di salvaguardia per tutelare i contratti stipulati prima del 1° gennaio 2025, in modo da evitare disparità di trattamento ingiustificate.”
“Un mancato intervento - evidenziano le esponenti dem - porterebbe infatti a situazioni paradossali: un lavoratore che ricevesse un’auto aziendale elettrica a febbraio 2025 pagherebbe circa 800 euro di imponibile IRPEF annuo, mentre un suo collega, con lo stesso veicolo assegnato a novembre 2024, dovrebbe versare ben 11.000 euro. Una disparità ingiustificabile che colpirebbe proprio le aziende più virtuose, quelle che hanno scelto di investire nella transizione ecologica fornendo veicoli elettrici ai propri dipendenti”.
“La salvaguardia dei contratti precedenti al 1° gennaio 2025 - concludono Forattini e Ferrari - è una necessità per evitare di gravare ulteriormente sui lavoratori, sulle imprese e su un settore già in difficoltà come quello dell’automotive, come evidenziato anche dall’associazione ANIASA. Ci auguriamo che il governo intervenga al più presto con il primo provvedimento utile. Continueremo a seguire la questione fino a quando non sarà trovata una soluzione adeguata.”
“La destra vorrebbe ridurre al silenzio quanti manifestano critiche all’azione del governo. Ora dileggiano un gruppo di giovani di Ultima Generazione che, senza produrre alcun danno vandalico, lanciano un giusto allarme sul prezzo del cibo che penalizza i consumatori e i produttori agricoli. Per farlo scomodano persino i presidenti Fontana e La Russa e con i deputati di Fratelli d’Italia lanciano strali contro il Pd e i suoi rappresentanti. Semmai i deputati Mattia e Sbardella, anziché avventurarsi in dichiarazioni provocatorie, si impegnino a fermare i propri rappresentanti che si augurano di vedere impalata la segretaria del Pd, Elly Schlein. Se c’è da ricercare violenza e viltà è in quella direzione che va cercata”.
Così la deputata democratica della commissione Agricoltura, Antonella Forattini.
“La legge 157 del 1992, accanto alla legge194 sui parchi, ha rappresentato e rappresenta un punto di equilibrio a suo tempo trovato tra l'esercizio della caccia, la gestione della fauna selvatica come proprietà indisponibile dello Stato e la tutela della biodiversità. È evidente che ad oltre trenta anni dalla sua promulgazione occorrerebbe valutare il suo iter applicativo. Farlo è possibile visto che la stessa norma prevede che il ministero dell'Agricoltura, di concerto con le Regioni, presenti in Parlamento una relazione sullo stato di applicazione della legge. Lo abbiamo chiesto più volte dall’inizio della legislatura al ministro Lollobrigida, ma fa orecchie da mercante. Solo dopo la relazione e un’analisi seria e non ideologica sarà possibile intraprendere azioni di modifica nel rispetto delle indicazioni della scienza e delle direttive comunitarie, nonché della modifica operata in Costituzione all’art. 9. Le scorciatoie che spesso tenta la destra hanno un sapore propagandistico, che solleva il conflitto tra le parti e che fa male alla stessa attività venatoria. Ultras venatori e abolizionisti, in realtà, si elidono a vicenda e non portano molto lontano”.
Lo dichiarano i deputati democratici della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari (capogruppo e segretario di Presidenza della Camera), Antonella Forattini, Maria Stefania Marino e Andrea Rossi.
“La tutela della biodiversità animale assume un decisivo rilievo nella fase di riproduzione della fauna selvatica che di fatto inizia in primavera, da marzo, con la fase del corteggiamento e si conclude nel periodo giugno/luglio con la salvaguardia dei piccoli nati. Come spesso ha indicato Ispra, anche in pareri ufficiali, andrebbe evitata qualsiasi azione di disturbo nei confronti della fauna. Dal calendario delle attività dell'Enci, ente nazionale della cinofilia italiana, che per conto dello Stato ha il compito della tenuta dei libri genealogici delle razze canine, si evince, di contro che si svolgono in diverse regioni, prove di lavoro su selvaggina naturale e prove per cani da seguita, spesso in territori protetti quali sono le zone di ripopolamento e cattura impegnando migliaia di ettari di territorio agrosilvopastorale.
Eppure le leggi nazionali e le direttive comunitarie sanciscono, a tal proposito, espliciti divieti. Per questo insieme al collega Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente e ai colleghi del PD in Commissione Agricoltura Forattini, Marino, Romeo e Rossi, è stata presentata una interrogazione ai ministri Lollobrigida e Pichetto Fratin, che per competenza vigilano sull'Enci e hanno deleghe alla tutela della biodiversità, se di fronte ad una palese violazione delle norme intendano intervenire tempestivamente con iniziative volte a vietare le manifestazioni programmate dall'Enci nel periodo del corteggiamento e della riproduzione della fauna selvatica e se di fronte a questa grave violazione non si intenda procedere celermente alla nomina di un commissario ad acta a garanzia della corretta funzionalità dell'Enci”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Donald Trump Junior ha violato le norme italiane ed europee partecipando ad una battuta di caccia nella laguna di Venezia lo scorso dicembre? Aveva tutti i titoli autorizzatori per poter esercitare la caccia in Italia? La battuta di caccia è avvenuta nel rispetto di tempi, orari e specie cacciabili oppure, come si evince da video ed immagini, sono state abbattute specie protette, come ad esempio un esemplare di casarca (la Tadorna ferruginea Pallas)?”.
Sono le premesse di un’interrogazione parlamentare a prima firma dell’on. Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, sottoscritta anche dai deputati dem, Forattini, De Maria, Manzi, Simiani, Ferrari, Rossi, Fornaro, Roggiani, Ghio, Graziano.
L’attività venatoria in Italia è regolata dalla legge 157/92 e dalle leggi regionali applicative ed è una concessione che lo Stato rilascia ai singoli cittadini che posseggono determinati requisiti (porto d’armi, tesserino venatorio, polizza assicurativa, tasse di concessione). Nel caso di utilizzo di armi di proprietà, nel rispetto delle norme italiane, occorre anche l’autorizzazione delle autorità predisposte all’introduzione, al traporto e all’utilizzo delle suddette armi ai fini della pratica venatoria. Su tutto questo dovrà riferire al Parlamento il ministro Piantedosi, perché non sarebbe tollerabile che vi siano cittadini privilegiati rispetto ad altri ed anche per contestare ai diretti interessati le eventuali infrazioni commesse, anche di carattere pe
“Se le notizie di stampa che riportano la denuncia delle attiviste di Extinction Rebel di essere state costrette a spogliarsi integralmente davanti alle poliziotte e a fare squat, fossero confermate, saremmo in presenza di una situazione inaccettabile di abuso di potere e violenza di Stato. Un trattamento degradante, che certamente non si addice ad un’istituzione pubblica, chiamata a tutelare e non certo ad umiliare le persone. Nella denuncia risulta anche che questo trattamento è toccato soltanto alle ragazze, trai i 23 attivisti fermati dalle forze dell’ordine durante la manifestazione indetta da Ultima Generazione, Extinction Rebellion e Palestina Libera, il 13 gennaio a Brescia. La questura di Brescia dichiara che il rispetto dei diritti umani è sempre stato mantenuto. Nel pieno rispetto del difficile lavoro delle forze dell'ordine, riteniamo necessario, come chiesto anche in aula alla Camera, che il ministro Piantedosi chiarisca quanto emerso. Chiederemo che anche la commissione d’inchiesta sui femminicidi e la violenza si attivi per appurare quanto accaduto”. Lo dicono le deputate dem in commissione bicamerale contro i femminili di e la violenza sulle donne, Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio.
“Le motivazioni della Corte di assise di Modena, che ha ridotto la pena per l’autore di un duplice femminicidio, sono inaccettabili. Definire “umanamente comprensibili” i motivi che lo hanno spinto a uccidere la moglie e la figlia di lei è un chiaro segnale di quanto il patriarcato continui a permeare il nostro sistema giudiziario. Minimizzare la gravità del crimine spostando l'attenzione sulle “dinamiche familiari nefaste” è una giustificazione pericolosa che rischia di normalizzare la violenza. Non esistono motivi “umanamente comprensibili” per un duplice omicidio, ma solo la perpetuazione di un sistema che legittima il controllo maschile sulle donne.
Questa decisione è un insulto alle vittime, alle loro famiglie e rappresenta un grave passo indietro nella lotta contro la violenza di genere. In attesa di leggere la sentenza nella sua interezza, è evidente che essa conferma quanto già contestato all’Italia dalle sentenze europee: la mancanza di un’adeguata formazione per gli operatori che trattano le vittime di violenza.
È fondamentale che la formazione prevista dalla legge sul Codice Rosso, in particolare con le modifiche introdotte lo scorso anno, venga resa effettiva e diffusa al più presto, per evitare che continuino a esserci sentenze simili” così la capogruppo democratica nella commissione femminicidio e violenza contro le donne, Sara Ferrari insieme alle deputate dem Valentina Ghio e Antonella Forattini.
“Gravissima la decisione del governo, dichiarata oggi in aula alla Camera in risposta ad un question time, di utilizzare i 500.000 € ottenuti in legge di bilancio dalle opposizioni su proposta dell’onorevole Magi, per “corsi per i docenti sull’infertilità“, anziché per l’educazione “all’affettività e alla sessualità” nelle scuole, come approvato dal Parlamento. È sconcertante che una piccola conquista delle opposizioni nella direzione dell’educazione scolastica volta alla prevenzione della violenza di genere e per promuovere la cultura del rispetto tra le nuove generazioni, venga stravolta nei suoi obiettivi per organizzare invece formazione rivolta agli insegnanti riguardo alla prevenzione dell'infertilità. Quest’operazione politica manipolatrice, volta a soddisfare la “fissazione sessuofobica di certa destra”, non solo indegna per il metodo, ma irresponsabile nei confronti della lotta ai femminicidi e alla violenza contro le donne e contemporaneamente incapace di rispondere alla domanda pressante dei giovani e dei docenti di avere informazione ed educazione sul fenomeno della violenza. Basta frequentare davvero una qualsiasi scuola e lo si può verificare”. Così le deputate del PD Sara Ferrari, Antonella Forattini e Valentina Ghio della Commissione bicamerale femminicidio e violenza.
Da servizio Report gravi ombre su doping e pedigree
"Fare immediata chiarezza sull'Enci, l'Ente della cinofilia italiana al quale lo Stato ha affidato la tenuta dei libri genealogici delle razze canine. Il ministero dell'Agricoltura è chiamato a vigilare sull'attività dell'Ente ma, nonostante le denunce che in più occasioni sono state presentate da soci Enci sulle criticità emerse inerenti il libro genealogico, e portate all'attenzione del Ministero, non è stata presa alcuna decisione. Si tratterebbe di ben 400 pedigree falsi ai quali, ora, vanno aggiunte le clamorose rivelazioni avvenute attraverso l'inchiesta della trasmissione Report dal titolo 'Cani Bancomat' su come vengono spesi i soldi dell'Enci e sulle inadeguate operazioni di controllo degli allevamenti".
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di presidenza della Camera.
"Secondo la ricostruzione del programma di inchiesta - aggiunge - sarebbero emerse ombre di doping, pedigree sospettati di essere falsi, cani ibridati potenzialmente pericolosi. Nel servizio è emerso che all’interno dell’Enci vigerebbe un sistema complessivo di distrazione degli scopi istituzionali per il conseguimento di utilità personali e particolari che nulla hanno a che fare con la cinofilia. L’enci avrebbe inoltre stipulato un contratto del valore di diverse centinaia di migliaia di euro, per scopi di pubblicità istituzionale non ben definita riferibile alla trasmissione sulle reti Mediaset condotta dall’onorevole Michela Brambilla. Per questo insieme ai parlamentari Pd della Commissione Agricoltura della Camera, Forattini, Marino, Romeo e Rossi ho presentato una specifica interrogazione al Ministro Lollobrigida stante l’onere della vigilanza sull’Enci che spetta al suo Dicastero, per sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali siano le sue valutazioni in merito; se il Rapporto sull'inquinamento del Libro genealogico dell'Enci sia stato preso in esame dal Ministero e, se sì, quali conclusioni sono state tratte e quali azioni saranno intraprese a tutela del patrimonio zootecnico Italiano e della stragrande maggioranza di allevatori e cinofili; Se il ministro non valuti opportuno prendere in considerazione l’ipotesi del commissariamento dell’Enci vista la gravità delle inadempienze rilevate nelle funzioni proprie di controllo dell’ente. Venga dunque il ministro a riferire in Parlamento - conclude - e lo faccia con grande urgenza vista la gravità dei fatti contestati".
Niente per giovani agricoltori, risarcimento peste suina e bonus verde
“Nella Finanziaria il bilancio per l’agricoltura italiana vede più ombre che luci. Pochi spiccioli che non hanno consentito di affrontare le grandi criticità del comparto e tanto meno dare una prospettiva concreta agli agricoltori italiani impegnati a promuovere la transizione ecologica”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, che insieme al capogruppo della commissione Bilancio, Ubaldo Pagano e ai colleghi Forattini, Marino, Romeo e Rossi, avevano presentato un pacchetto di emendamenti sulla base delle richieste avanzate dalle organizzazioni professionali agricole.
“Peraltro - aggiunge - con Legge di bilancio ritorna la tassazione Irpef sui terreni agricoli che era stata sospesa negli ultimi anni e nessuno si aspettava che fosse reintrodotta in un momento di difficoltà per gli agricoltori italiani. E se da un lato il governo torna sui suoi passi accettando le proposte del Pd di dare continuità alla Zes agricola e sul rifinanziamento al fondo per la pesca e acquacoltura, dall’altra parte all’appello mancano, in primis, il sostegno ai giovani agricoltori, il risarcimento dei danni indiretti a causa della peste suina e il bonus verde che avrebbe consentito non solo di sostenere il settore della florovivaista ma anche di rendere più belle e resilienti le nostre città ai mutamenti climatici. Dopo questa manovra - conclude - il governo sarà costretto, anche in virtù degli annunciati dazi del presidente Trump, a tornare in Parlamento con nuove misure che consentano agli agricoltori italiani di non essere schiacciati nel vortice dei nuovi equilibri internazionali”.
“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione unanime dell’emendamento per il rifinanziamento del Reddito di Libertà con l'incremento di un milione di euro. Si tratta di un segnale verso il sostegno concreto alle donne vittime di violenza, nonostante la nostra proposta, come indicava l'emendamento a firma Ghio, Ferrari e Forattini, fosse di stanziare dieci milioni di euro per poter ampliare la platea delle donne aventi diritto. Questa misura rappresenta uno strumento cruciale: l’indipendenza economica è la chiave per permettere alle donne di affrancarsi dalla violenza e ricostruire la propria vita.
Ci auguriamo che questo incremento porti anche alla velocizzazione delle modalita' di distribuzione e di accesso alle risorse del Reddito di Libertà, che comportano gravi ritardi di assegnazione. Lo dimostra il fatto che le risorse stanziate lo scorso anno non sono state ancora interamente assegnate.
Rendere più efficace e accessibile questa misura significa dare un segnale concreto a chi lotta ogni giorno per la propria libertà e sicurezza”. Così in una nota le deputate Pd componenti della Commissione Femminicidio, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Antonella Forattini.
“Dalla stampa si apprende che il Consiglio dei Ministri avrebbe approvato il 'Decreto milleproroghe' dove avrebbe previsto l’annullamento delle sanzioni che erano state inflitte contro coloro che non avevano rispettato l’obbligo vaccinale contro il Covid-19. Una decisione molto grave e scientificamente pericolosa perché significherebbe teorizzare che i vaccini non sono utili e sono addirittura dannosi. Il vaccino contro il Covid si è confermato essere il farmaco più sicuro esistente sulla Terra con effetti collaterali rarissimi e lievi”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd al ministro della Salute Orazio Schillaci.
“È un’offesa a chi ha vissuto e sofferto in prima linea quei momenti, è un'offesa per i morti di Covid! È l’ennesima ricerca di consenso dei soliti furbi. È tempo di una reazione indignata verso chi confuta la scienza e favorisce la disonestà”. L'interrogazione è stata presentata dalla capogruppo Pd Chiara Braga, Gian Antonio Girelli, Marco Furfaro, Paolo Ciani, Ilenia Malavasi, Nico Stumpo, Antonella Forattini, Sara Ferrari e Valentina Ghio
“Nella Repubblica Democratica del Congo, una malattia che l’OMS definisce 'non diagnosticata' ma simile all'influenza sta causando un numero imprecisato di vittime. È una malattia che colpisce l'apparato respiratorio e il patogeno colpisce soprattutto i più piccoli, bambini sotto i cinque anni di età. I sintomi della malattia sono simili all’influenza: febbre alta, mal di testa severo, tosse. Alla luce di questo allarme sanitario è necessario che il governo presti la massima attenzione così come è assolutamente indispensabile ed urgente l’emanazione del nuovo Piano pandemico 2024-2028 che, annunciato ad inizio anno, è ancora inspiegabilmente fermo”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati democratici al ministro della Salute Schillaci con cui si chiede di adottare misure di tutela sanitaria alla frontiera da coloro che provengono dalle zone colpite da questa influenza al fine di tutelare la salute pubblica nel nostro territorio. L'interrogazione è stata presentata dagli onorevoli Gian Antonio Girelli, Marco Furfaro, Paolo Ciani, Ilenia Malavasi, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio e Nadia Romeo.
Pdl a salvaguardia bambini e fragili da gravi infezioni
“La produzione di formaggi con l’utilizzo di latte crudo è certamente un patrimonio della tradizione casearia del nostro Paese, ma il suo consumo nei bambini e nelle persone fragili può essere veicolo di alcune gravi infezioni che negli ultimi anni si sono dimostrati anche letali. Per questo c'è bisogno di fornire tutte le indicazioni sulle caratteristiche dei prodotti non pastorizzati attraverso etichette facilmente leggibili”.Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Furfaro, rispettivamente capigruppo Pd in commissione Agricoltura ed Affari sociali della Camera che insieme ai colleghi Forattini, Marino, Romeo, Rossi, Ciani, Girelli, Malavasi, Stumpo, Lai, hanno depositato una specifica proposta di legge per fissare disposizioni più puntuali e rigorose sull’etichettatura di alimenti e prodotti contenenti latte crudo.
“La crescente richiesta di alimenti naturali - aggiungono - ha orientato le scelte di consumo verso alimenti ritenuti in possesso di migliori proprietà nutrizionali e organolettiche, come il latte crudo, ma l’assenza del trattamento termico può comportare la possibilità, anche se rara e occasionale, di trasmettere all’uomo microrganismi nocivi presenti nell’alimento. Questi batteri patogeni possono causare infezioni con sintomi lievi ma anche evolvere in forme molto gravi. Tra il 2022 e il 2023 in Italia si sono registrati 73 casi, di cui 70 a livello pediatrico. Anche in Europa si stanno moltiplicando casi simili. La legislazione italiana in termini di etichettatura si limita a dare indicazioni generiche senza però specificare i rischi legati al consumo. Per questo con la nostra proposta prevediamo che l’etichettatura dovrà essere inamovibile, indelebile e facilmente leggibile evidenziando i rischi per la salute per bambini, anziani e immunodepressi così come dovranno essere più chiare le informazioni ai consumatori da esporre nei punti vendita. La proposta affida ad un decreto ministeriale la definizione delle modalità per l’esposizione dei prodotti in commercio. Ci auguriamo - concludono - che questa proposta venga assegnata quanto prima alle commissioni competenti e approvata in tempi ragionevoli”.