Per la terza volta, la maggioranza ha disertato la Giunta per le autorizzazioni a procedere, che avrebbe dovuto votare il presidente. Si tratta di un altro grave strappo istituzionale che determina un grave stallo istituzionale. Chiederemo al presidente Fontana di intervenire di fronte a questo atteggiamento della maggioranza che non rispetta le regole e le prerogative delle opposizioni” così la deputata democratica, Antonella Forattini, commenta ai microfoni di Radio Radicale la nuova fumata nera in Giunta delle autorizzazioni alla Camera, convocata per l'elezione del presidente.
Il gruppo del Partito Democratico chiederà oggi in Aula alla Camera che la ministra Roccella chiarisca le modalità con cui il governo ha assegnato i fondi destinati, nella scorsa legge di bilancio su iniziativa delle opposizioni, al contrasto della violenza contro le donne. “Cinque femminicidi nell’ultima settimana, oltre 90 nel 2024 – sottolineano le deputate dem Sara Ferrari e Antonella Forattini, che oggi interloquiranno con la ministra delle Pari Opportunità – dovrebbero spingere tutte le forze politiche ad agire rapidamente. Per questo abbiamo richiesto di conoscere l’esatto riparto e assegnazione dei 40 milioni di euro che il Parlamento ha destinato lo scorso anno al reddito di libertà, alla formazione, alle forze dell’ordine, alla rete dei centri antiviolenza e alla creazione di nuove case rifugio.” L’interrogazione è firmata dalle deputate e dai deputati dem Ferrari, Forattini, Ghio, Braga, Schlein, Bonafé, Boldirini, Di Biase, Quartapelle, Marino, Malavasi, Iacono, Gribaudo, Manzi, Serracchiani, Prestipino, Roggiani, Evi, Guerra, Bakkali, Scarpa, Madia, Romeo, Ciani, Ricciardi, Casu, Fornaro, De Luca, Morassut, De Maria, Furfaro, Gianassi, Girelli, Stumpo e Lacarra.
Lollobrigida e Giorgetti sblocchino irresponsabile stallo
“Passata la festa, gabbato lo Santo. È ormai una prerogativa di questo governo. Ne è purtroppo palese testimonianza quanto avvenuto anche con il decreto Sud approvato nel 2023 che prevedeva, per l'anno 2024, contributi sotto forma di credito d’imposta, per 40 milioni, alle imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore della pesca e dell'acquacoltura, per l'acquisizione, entro il 15 novembre di quest’anno, di beni strumentali, da macchinari ed impianti fino all’acquisto di immobili e terreni, destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise. Le modalità di accesso al beneficio, così come i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito e i relativi controlli, avrebbero dovuto essere definiti con decreto del ministro dell’Agricoltura, di concerto con il ministro dell’Economia. A distanza di oltre un anno dall’approvazione della norma primaria del successivo decreto non si conosce traccia ed è ormai prossima la scadenza del 15 novembre. Per questo motivo le imprese non hanno potuto procedere all’acquisizione dei beni strumentali per poter avanzare la richiesta di rimborso. Peraltro chi l’ha fatto con la speranza di poter contare sul credito d’imposta dovrà prendere atto che non sarà possibile. Cosa ha impedito al Masaf e al Mef di pubblicare il decreto attuativo e come pensano i ministri Lollobrigida e Giorgetti di sbloccare lo stallo che irresponsabilmente hanno determinato?”.
Lo chiede il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari, che ha presentato un’interrogazione parlamentare sottoscritta anche dai deputati dem, Graziano, Ricciardi, Ferrari, Manzi, Fornaro, Scotto, Amendola, De Luca, De Maria, Simiani, Gianassi, Pagano, Peluffo, Roggiani e dai componenti della commissione Agricoltura, Forattini, Marino, Romeo e Rossi.
“In ogni caso - aggiunge - come gruppo Pd presenteremo alla manovra di bilancio uno specifico emendamento per chiedere la proroga della misura anche per il 2025 e la conseguente attuazione ora dimenticata nei cassetti governativi”.
“Per la legge che vieta la carne coltivata, punto d'orgoglio del Ministro Lollobrigida, piovono sonore bocciature europee. "Esaurita la fase della propaganda e delle astuzie procedurali per ritardare il giudizio nel merito, la Commissione UE, nell'ambito della procedura Tris di tutela del mercato europeo, ha bollato come 'ingiustificata' la proposta di legge dell'Ungheria, del tutto speculare a quella italiana, che vieta la produzione e commercializzazione di carne prodotta in laboratorio" spiega la deputata Pd Antonella Forattini, membro della Commissione Agricoltura della Camera. "Come riportato da fonti stampa, un altro mito inseguito dal Ministro Lollobrigida, quello del divieto del meat sounding, è stato invece smontato dalla Corte di Giustizia Europea che ha bocciato un analogo provvedimento adottato in Francia, per vizio procedurale e illegittimità nel merito. La legge che vieta la carne coltivata è inutile, dannosa, e condanna il nostro paese a una condizione di arretratezza rispetto ai progressi che, inevitabilmente, altre nazioni compiranno. Lollobrigida preferisce lavorare sull'apparenza piuttosto che sulla sostanza: l'inerzia del Ministro è testimoniata dal fatto che da troppo tempo non arrivano provvedimenti in Commissione Agricoltura, nonostante le numerose e gravi emergenze in corso" conclude Forattini.
“Convocare subito un tavolo di crisi che coinvolga l'azienda Bystronic Automation Technology e i sindacati al fine di trovare soluzioni volte a salvaguardare i livelli occupazionali”. Lo chiedono i deputati del Partito Democratico Roggiani, Scotto, Braga, Cuperlo, Evi, Forattini, Girelli, Guerini, Mauri, Peluffo, Quartapelle, in una interrogazione rivolta al Ministro dell'Industria e del Made in Italy sulla recente chiusura dei due stabilimenti dell’azienda a San Giuliano Milanese e a Fizzonasco, che ha comportato il licenziamento di 150 lavoratori.
"Bystronic Automation Technology - proseguono i deputati firmatari dell'interrogazione - ha avviato senza preavviso una procedura di cessazione delle attività nei propri stabilimenti italiani, motivando la chiusura con una presunta riorganizzazione a livello mondiale nonostante non si tratti di un'azienda in crisi. Lo testimonia il dato recente sull’aumento delle assunzioni e sull'assenza di ammortizzatori sociali”.
I deputati PD chiedono chiarimenti al Ministro sulle “iniziative che si intendono intraprendere per affrontare questa preoccupante situazione che ha gravi ripercussioni sulle famiglie dei lavoratori coinvolti”
Interrogazione deputate dem: nell’ultimo mese potevano essere evitati 3 femminicidi
“Tre donne uccise in meno di un mese: è quanto accaduto a causa del mancato o cattivo funzionamento del braccialetto elettronico anti stalking”. Le deputate PD della Commissione Femminicidio Forattini, Ferrari e Ghio hanno presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia Nordio, dell’Interno Piantedosi e della Famiglia Roccella allo scopo di “rimuovere le numerose criticità segnalate intorno a uno strumento che dovrebbe rappresentare una tutela per le vittime di violenza, ma che non sempre assolve a questa fondamentale funzione. “I femminicidi di questi giorni sono soltanto degli episodi tragicamente esemplificativi di molteplici segnalazioni di cattivo funzionamento” spiega Forattinj, “a tale problematica si aggiungono le recenti segnalazioni circa il numero esiguo dei dispositivi, a fronte di un notevole incremento delle notizie di reato e delle misure cautelari”. Le criticità sotto la lente riguardano i ritardi nell’adempimento della fornitura da parte della società Fastweb, incaricata dal Ministero dell’Interno, e i numerosi casi di “falso allarme” e di disservizio degli apparecchi. “Una somma di criticità” osserva Forattini “che i Ministeri coinvolti vorrebbero affrontare e risolvere attraverso l’istituzione di un Tavolo interministeriale, di cui non si conosce tuttavia l’effettiva operatività”. Nell’interrogazione a risposta scritta, Forattini, insieme alle colleghe Ghio e Ferrari, chiede ai Ministri “quali iniziative immediate intendano adottare, anche sul piano contrattuale, al fine di garantire il numero necessario di braccialetti elettronici a disposizione delle forze dell'ordine per il contrasto alla violenza domestica, di genere e contro le donne”.
“Apprezziamo il cambio di passo, ma la strada per sconfiggere la peste suina africana è ancora lunga e complessa”.
Lo dichiarano Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera, e i deputati dem, Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo e Andrea Rossi, dopo l’audizione del Commissario Straordinario alla Psa, Giovanni Filippini.
“Gli obiettivi posti dal Commissario con le ordinanze già emanate - aggiungono - sono condivisibili e richiedono però, al contempo, massima sollecitudine nell’attuazione delle misure adottate anche per circoscrivere le aree di crisi, non consentire la diffusione del virus ed evitare così il forzato stop degli allevamenti e delle aziende della trasformazione e commercializzazione delle carni suine che sta creando problemi all’industria del settore anche nel settore dell’export dei salumi italiani. Per questo il prius è la riduzione drastica della popolazione dei cinghiali con la collaborazione fattiva delle squadre dei cacciatori che meglio di altri conoscono territorio e comportamento dei suini e che possono operare anche in deroga ai divieti per svolgere il compito di contenimento. Il piede sull’acceleratore - proseguono - deve essere impresso anche sui ristori e sugli indennizzi in favore aziende colpite dall’ingresso del virus. Non si tratta solo delle risorse legate ai danni diretti, ma anche a quelli indiretti che ancora il governo continua irresponsabilmente ad ignorare. Ci riferiamo al fermo produttivo, al deprezzamento dei capi, al blocco delle attività connesse, come gli impianti di biogas. Necessari, poi, strumenti di supporto alle imprese, moratoria mutui, cassa integrazione, esoneri contributivi e sostegni agli investimenti per aumentare la biosicurezza in azienda. Su questi aspetti il Commissario e’ stato chiaro sull’assenza delle risorse necessarie e saremo i primi ad incalzare il Governo sulla legge di Bilancio a trovare le risorse necessarie. Seguiremo passo dopo passo l’evolversi di questa grave criticità - concludono - e chiederemo al Commissario di fornirci , con report aggiornati, dati e numeri sugli obiettivi raggiunti”.
Oggi a Palermo le Deputate del PD Laura Boldrini, Sara Ferrari e Antonella Forattini hanno partecipato alla manifestazione davanti all’Assemblea Regionale Siciliana, per sostenere le colleghe Giovanna Iacono e Stefania Marino insieme al gruppo regionale del PD, nella battaglia volta a garantire la presenza femminile nelle Giunte comunali almeno al 40%, come previsto dalla legge italiana. La destra siciliana ha presentato invece la proposta di ridurla al 20%. Un’iniziativa irricevibile, che porterebbe la Sicilia indietro nel tempo e farebbe danno all’intera comunità, riducendo il contributo di esperienze, competenze, capacità, che le donne possono portare nei luoghi decisionali, per un vantaggio collettivo. Alla protesta erano presenti numerosi amministratori e amministratrici, di opposizione ma anche di maggioranza, associazioni, sindacati. Una delegazione è stata ricevuta dal Presidente dell’Assemblea regionale, che ha ipotizzato un effetto positivo della mobilitazione rispetto alla decisione finale. “C’è da sperarlo - dicono le deputate dem- per il bene della comunità siciliana, perché possa contare sulla forza della differenza, per essere più giusta e competitiva”.
Approvato Odg su impianti desanilizzazione e bacini accumulo
Carenza d’acqua e siccità sono gravi problematiche che colpiscono gran parte del Paese e che in Sicilia diventano drammatiche. Lo ha riconosciuto anche il governo che ha accolto un Odg al Dl Omnibus dei componenti PD della commissione Agricoltura, Vaccari, Forattini, Marino, Romeo e Rossi, e del deputato siciliano Barbagallo, che impegna l’esecutivo a valutare la necessità di finanziare un piano di realizzazione di impianti di desalinizzazione su tutto il territorio nazionale e di realizzare una rete di bacini di accumulo per l'irrigazione in agricoltura, con procedure di gara trasparenti, per affrontare la crisi idrica siciliana.
"Le elevate temperature di giugno e luglio, molto superiori agli scorsi anni - ha sottolineato il capogruppo dem in commissione, Stefano Vaccari - sono costate all'agricoltura 6 miliardi di danni, il 10% della produzione agroalimentare nazionale. Le nostre campagne sono allo stremo, con cali produttivi del 45% per mais e foraggi, del 20% per latte, del 30% per frumento duro, del 30% per riso, a cui si aggiunge il 15% della frutta e il 20% di cozze e vongole uccise dall’assenza di ricambio idrico nel Delta del Po. Preoccupa anche la vendemmia: si prevede un calo del 10% delle uve, mentre negli uliveti il caldo rischia di far crollare le rese produttive. La siccità è diventata la calamità più rilevante per l'agricoltura italiana. Occorre un cambio di passo nella lotta ai mutamenti climatici - conclude Stefano Vaccari - affrontando concretamente le emergenze con i necessari ristori, ma attivando al contempo piani di intervento infrastrutturali decisivi per tutelare la risorsa idrica".
Il gruppo del partito democratico della Camera ha presentato una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per gli Affari Regionali e l'autonomia e al Ministro dell' Economia per sapere se sono veritiere le notizie riportate dalla stampa riguardo la volontà della commissione presieduta dal professor Cassese di determinare che i fabbisogni standard per finanziare i livelli essenziali delle prestazioni, verranno calcolati in base alle caratteristiche dei diversi territori, clima, costo della vita e agli aspetti sociodemografici della popolazione residente. In tal caso vi sarebbero effetti mortificanti per i territori più deboli del Paese, non solo del Mezzogiorno e delle aree interne, riproducendo la logica secessionista che dove c’è maggiore ricchezza ci siano anche migliori servizi. Alla luce di queste considerazioni il Pd ha chiesto che il professor Cassese sia ascoltato urgentemente alla Camera, prima della riunione del Clep prevista per il 25 settembre in cui dovrebbe essere approvato un fondamentale documento propedeutico alla determinazione dei fabbisogni e quindi dei diritti in ottica autonomia differenziata.
L’interrogazione promossa dal responsabile mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino, e dalla capogruppo dem La camera, Chiara Braga, è formata dalle deputate e deputati Berruto, Carè, Ciani, Cuperlo, Curti, Di Biase, Ferrari, Forattini, Furfaro, Ghio, Girelli, Gnassi, Graziano, Gribaudo, Guerini, Iacono, Lacarra, Laus, Madia, Mauri, Pagano, Porta
Prestipino, Quartapelle, Roggiani, Romeo, Rossi, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stumpo, Tabacci.
Deputati Pd incontrano imprese e organizzazioni agricole
“Per evitare il crollo del settore zootecnico colpito dalle gravi emergenze epidemiche occorre agire con grande tempestività”. Questo il messaggio consegnato dalle organizzazioni agricole, della cooperazione e delle imprese della macellazione e trasformazione della carne suina, ai deputati Pd della commissione Agricoltura che, viste le enormi criticità e l’assoluta inadeguatezza degli interventi del governo, hanno organizzato una serie di incontri.
“Peste suina, lingua blu e brucellosi non vanno evocate, ma richiedono una strategia di immediato contrasto. Come dimostra il caso peste suina, visto l’avvicendamento necessario ma tardivo del commissario, a riprova dell’inefficacia della precedente conduzione”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, che insieme agli altri deputati dem, Forattini, Marino, Romeo e Rossi, ha partecipato agli incontri.
“Occorre raccogliere - ha aggiunto - la grave preoccupazione del comparto agricolo e zootecnico per l’evoluzione delle emergenze e acquisirne le proposte maturate sul campo e dettate da equilibrio e buon senso. Si tratta di intervenire per mettere in biosicurezza gli allevamenti con un maggiore coordinamento tra ministeri e regioni, sostenere sul piano fiscale e degli indennizzi gli allevamenti e le aziende di macellazione e trasformazione sia per i capi abbattuti sia per gli investimenti infrastrutturali di ripristino e adeguamento degli impianti produttivi, anche utilizzando lo strumento del credito d'imposta. Occorre rafforzare la ricerca per ottenere al più presto vaccini adeguati e attivare un fondo che oltre ai ristori per i danni subiti consenta alle aziende di riconquistare le posizioni di mercato, anche attraverso una rinegoziazione delle scadenze bancarie. Su questo è necessario aprire una trattativa con l’Ue per ottenere il cofinanziamento delle misure da adottare, come avvenuto per l'aviaria. Servono norme più chiare sulla movimentazione degli animali ammalati e abbattuti con una governance più adeguata tra Stato, Regioni, Comuni e Sistema sanitario. Infine, per quanto riguarda la Psa, condividiamo la richiesta di drastica riduzione della popolazione di cinghiali, principali veicoli di trasmissione del virus della peste suina. Su questo fronte troppo poco è stato fatto e non può bastare l’aumento di un mese di caccia per raggiungere gli obiettivi. Si deve fare di più e con tutti i mezzi a disposizione, a cominciare dalla piena operatività delle squadre di cacciatori e dei team creati ad hoc. Incalzeremo il governo - ha concluso - con tutti gli strumenti parlamentari a disposizione, affinché esca dal torpore e assuma queste emergenze come prioritarie”.
Depositata alla Camera dei deputati la proposta di legge per introdurre il diritto alla disconnessione. Avanzata su iniziativa della realtà giovanile ‘L’asSociata’ (https://www.instagram.com/associata_roma?igsh=eDFvM3N0YXpqZmlq) la Pdl è stata presentata dal Capogruppo Pd in Commissione Lavoro Scotto con le firme della Vicepresidente Pd della Camera Ascani, della Capogruppo Pd alla Camera Braga, della Vicepresidente Pd Gribaudo e dei deputati Fossi, Laus, Sarracino, Guerra, Casu, Di Biase, Evi, Fassino, Ferrari, Forattini, Furfaro, Girelli, Madia, Manzi, Marino, Ricciardi, Roggiani, Scarpa, Serracchiani.
“La Pdl ‘Lavoro, poi stacco’ - frutto del lavoro e della collaborazione con ‘l’asSociata’ - intende promuovere una nuova cultura del lavoro che rispetti il tempo dentro e al di fuori dell’ufficio, tutelando i lavoratori e aumentando la produttività delle imprese, migliorando così la vita delle persone. Serve una nuova scommessa sulla qualità del lavoro. Dopo la pandemia questa domanda si è fatta ancora più stringente. E questa risposta la deve dare la politica”, ha dichiarato il primo firmatario Arturo Scotto.
“Reperibilità h24 e bassa retribuzione costringono tutte le generazioni di lavoratori alla precarietà - ha precisato la portavoce di asSociata - “il 28 settembre all’Arena Mancini a Roma, tutti insieme lanceremo la battaglia per approvare il diritto alla disconnessione“.
Qui il testo della proposta di legge: https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.1961.19PDL00...
Governo approssimativo, Subito interventi immediati negli allevamenti e informazione diffusa
“Le risposte inadeguate del Commissario, dimissionario nel pieno dell’emergenza, l’approssimazione del Governo e i ritardi di Regione Lombardia hanno portato al disastro. Ora sono necessari interventi urgenti negli allevamenti e un’informazione diffusa”. Così la deputata Pd Antonella Forattini, componente della Commissione Agricoltura, sull’aggravarsi dell’epidemia da peste suina africana. “Oggi il problema sono i focolai negli allevamenti di suini domestici diffusisi in pochissimo tempo, tredici nel pavese e da oggi altri tre nel lodigiano, a dimostrazione che il sistema è complesso ed è stato un errore concentrarsi quasi esclusivamente sul prelievo di cinghiali. Dobbiamo evitare che la PSA si diffonda ulteriormente e per questo dobbiamo mettere in atto tutte le misure che possano colmare due anni di ritardi nella gestione di questa emergenza. Gli investimenti in biosicurezza sono importanti per la prevenzione della PSA, ma occorre anche mettere in atto una strategia di formazione e informazione rivolta ad allevatori, veterinari e a quanti ruotano attorno all’allevamento. *Servono interventi
mirati di informazione e di supporto ai sindaci e campagne di sensibilizzazione ai cittadin*i”. “È innegabile” continua Forattini “che molti contagi siano avvenuti in maniera indiretta, sulle gambe delle persone che entrano ed escono dagli allevamenti senza le dovute precauzioni. L’auspicio è che il nuovo commissario, Giovanni Filippini, affronti con efficacia e tempestività l’emergenza e imponga alle regioni che non lo hanno fatto l’istituzione dei Gruppi Operativi Territoriali perché il controllo del territorio è fondamentale”.
L’Unione Europea boccia la gestione dell’epidemia.
L’Unione Europea boccia il Governo per la gestione della peste suina. Nel report elaborato dopo una missione in Lombardia ed Emilia-Romagna, gli esperti dell'Ue Veterinary Emergency Team della Commissione Ue evidenziano che "la strategia di controllo" della malattia "nel Nord Italia dev'essere migliorata". “Sono gli stessi rilievi che da tempo, inascoltati, muoviamo al Governo” denuncia Antonella Forattini, deputata Pd e membro della Commissione Agricoltura alla Camera “i piani straordinari di gestione della fauna selvatica sono ancora sulla carta, l'esercito solo evocato. La designazione del nuovo Commissario nella figura di Giovanni Filippini, figura competente, è positiva ma in Lombardia serve un intervento urgente e condiviso tra i vari attori in campo, con la regia della Regione”.
Nella relazione Ue si evidenzia infatti la necessità di un piano "comune" e "coordinato" per l'intera area, oltre a un "urgente piano B esteso per il controllo e l'eradicazione della malattia", dal momento che "l'epidemia sembra avanzare più velocemente delle misure" e "c'è da temere che si diffonda verso est e sud verso la Toscana".
Iniziativa promossa da Serracchaini e sottoscritta da Di Biase, Gianassi, Ferrari, Forattini, Ghio, Lacarra, Malavasi, Manzi, Marino
Il gruppo del Partito democratico della Camera ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere alla Ministra dell’Università, AnnaMaria Bernini, quali iniziative intende assumere in merito all’impiego nei corsi di studio dell'ultima edizione del Manuale di diritto privato, edito dalla Esi e curato dal Prof. Francesco Gazzoni che presenta ‘tesi sessiste e un evidente pregiudizio di fondo verso i magistrati’.
L’interrogazione - promossa dalla responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e sottoscritta dalle deputate e dai deputati del gruppo del Pd della Camera, Di Biase, Gianassi, Ferrari, Forattini, Ghio, Lacarra, Malavasi,
Manzi, Marino - sottolinea come si tratti di ‘tesi che lasciano esterrefatti in quanto contenute all’interno di un manuale rivolto agli studenti di diritto e quindi con un obiettivo chiaramente formativo’.