“Non resta niente nella striscia di Gaza, in un lembo di terra sette volte più piccolo della città di Roma, dove vivono più di 2 milioni di persone; un assedio di carattere medievale, dove la fame e le malattie sono usate come un’arma per una guerra atroce, ingiustificabile e senza obiettivi se non uno, l’annessione di tutta Gaza e la deportazione di un intero popolo, un disegno criminale che viene portato avanti con la complicità di larghi strati della comunità internazionale che hanno certificato tutta la loro impotenza e tutta la loro ambiguità.
Abbiamo visto con i nostri occhi le migliaia di camion spiaggiati a pochi chilometri dal valico, aiuti bloccati da 70 giorni, non entra uno spillo, persino i palloni di calcio sono considerati dall’esercito israeliano, superflui e pericolosi e non possono entrare.
La domanda è quanto per noi conta una vita umana, quanto conta per questo governo, quanto è grande l’abisso di civiltà che siamo disposti a tollerare? Oggi il ministro della difesa italiano intima a Netanyahu di fermarsi, peccato che non ci spieghi come.
Siamo stanchi di interviste che sono utili solo per lavarsi la coscienza. Serve una pressione politica che il governo italiano ha scelto razionalmente di non esercitare; al contrario si sottrae alla dichiarazione di 17 paesi europei per sospendere il trattato di cooperazione e addirittura sceglie di acquistare tecnologie di cybersecurity da un governo sotto accusa dalla corte di giustizia internazionale e dalla corte penale internazionale.
Avete il dovere di rispondere alle opposizioni che unite chiedono una svolta: riconoscete lo stato di Palestina, date una risposta ad un popolo a cui è stata conculcata ogni prospettiva di esistenza. Se non vogliamo che la formula “due popoli due Stati” sia solo astratta retorica questo è il passo da fare subito senza esitazioni.
Continuate a ripetere come un mantra “food for Gaza” ma non spiegate perché quella formula non ha funzionato.
Avete tradito una storia di dialogo, di mediazione che per decenni l’Italia ha sempre svolto. Avete scelto invece un altro campo, quello della guerra, fuori dalla costituzione repubblicana e ci avete portato anche fuori dal diritto internazionale. Ci avete fatto precipitare nella spirale dell’odio e della morte ma noi non ve lo consentiremo”. Lo ha detto in Aula intervenendo sulle mozioni su Gaza Arturo Scotto, deputato Pd, che ha partecipato alla missione delle opposizioni a Gaza.
“L'Italia deve essere all'altezza del proprio ruolo e il governo Meloni non può continuare a voltarsi dall'altra parte di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza o non votare la revisione degli accordi con Israele proposta dall'UE altrimenti diventa complice. Non permettiamo, come ci ha detto il responsabile del Centro palestinese dei diritti umani, che la Palestina diventi la tomba del diritto internazionale”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo sulla mozione per il rispetto del diritto internazionale affinché due popoli possano vivere in pace e autodeterminazione e perché il governo italiano intervenga a scongiurare lo sfollamento forzato da Gaza, la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas e la protezione della popolazione civile.
“Dopo la netta condanna dell'attacco di Hamas del 7 ottobre – sottolinea l'esponente del Pd - dal governo italiano non sono seguite condanne altrettanto nette nei confronti dei crimini di guerra del governo Netanyahu. A Gaza ogni giorno si muore, non c'è cibo né ambulanze per soccorrere i malati. Gli aiuti vengono bloccati dal governo israeliano perché ritenuti 'pericolosi' anche se sono semplici generatori di corrente, filtri per depurare l'acqua infetta e sedie a rotelle per gli amputati”. “Non è possibile continuare a negare il massacro della popolazione di Gaza o la deportazione dalla propria terra. Servono azioni concrete per fermare il massacro e la deportazione di un popolo”, conclude Ghio.
"Giorgia Meloni venga domani in aula e prenda parola sull'abisso umanitario che sta vivendo il popolo palestinese a Gaza. La maggioranza voti la mozione di Pd, Avs e M5S con le misure necessarie per fermare Netanyahu. Siamo appena tornati dalla missione al valico di Rafah, al confine con Gaza. Una delegazione organizzata da Aoi, Arci e Assopace Palestina, a cui hanno partecipato parlamentari di Pd, M5S e Avs, europarlamentari dei tre gruppi, con la presenza di docenti di diritto internazionale e giornalisti. Valico che è rimasto sigillato, nonostante la nostra richiesta ufficiale di entrare: il governo di Israele non vuole testimoni che possano constatare i crimini che sta commettendo. Ci siamo spinti fino alle porte di Gaza per denunciare la complicità dei leader europei e delle istituzioni comunitarie che con il loro silenzio e la loro inerzia consentono a Benjamin Netanyahu di sterminare il popolo palestinese". Lo ha dichiarato intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Abbiamo incontrato uomini donne e bambini di Gaza. Ci hanno parlato di amputazioni di arti eseguite senza anestesia, di giornate trascorse in preda ai morsi della fame. Ci hanno descritto la felicità di trovare cibo per animali da dare ai propri figli. Ci hanno raccontato il dolore provato di fronte a bambine e bambini che si spengono ora dopo ora - ha proseguito Boldrini - . Ci hanno descritto cosa significa vivere con il costante rumore delle bombe che si avvicinano sempre di più, delle fughe nel cuore della notte senza sapere dove andare, dell’angoscia, della disperazione".
"Questa immane sofferenza si deve alle scelte scellerate di Benjamin Netanyahu che continua a bombardare con l’intento esplicito di uccidere i palestinesi della Striscia e di usare la fame come arma di guerra. Difronte a un tale abisso umano, tutte e tutti noi, maggioranza e opposizione, dovremmo compattamente reagire e condannare questi crimini abominevoli - ha sottolineato la deputata dem -. Invece la maggioranza si ostina a non condannare quanto accade anteponendo l'alleanza politica con Netanyahu al senso di umanità. La presidente del Consiglio, da madre e cristiana, non ha mai espresso una sola parola di cordoglio per i 17mila bambini “uccisi per hobby” come ha affermato oggi il leader dei democratici israeliani Yair Golan".
"Ieri sono entrati a Gaza appena 9 camion di aiuti di prima necessità. Prima del 7 ottobre ne entravano 500 al giorno e che con l’attuale gravissima situazione, ne servirebbero migliaia ogni singolo giorno - ha concluso -. Sia chiaro quindi che non c’è niente di umanitario in questa decisione. Netanyahu ha dichiarato che, semplicemente, con una carestia i suoi alleati non lo sosterrebbero più nell’azione militare.
Difronte a questo delirio del male, l’inerzia del mondo e dell’Ue diventa colpevole complicità".
"Nell’ ultimo giorno della carovana "Gaza oltre il confine" abbiamo anche incontrato al Cairo il personale dell'Onu che opera a Gaza. Da parte loro c'è grande preoccupazione per la militarizzazione degli aiuti umanitari che vuole Israele. Questo avrà ricadute negative perché i beneficiari saranno identificati anche con tecniche biometriche e dovranno fare lunghi tragitti per ottenere gli aiuti la cui distribuzione sarebbe prevista solo in due o tre punti nella Striscia. Uno scenario che non ha niente di umanitario e ha l’obbiettivo di controllare i destinatari degli aiuti senza nessuna valutazione sulla loro vulnerabilità. Un precedente pericolosissimo per le conseguenze che potrebbe avere anche altrove.
La comunità internazionale deve pretendere che siano le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite e non l'esercito a distribuire gli aiuti. E deve aprire immediatamente una conferenza internazionale sul futuro dello Stato di Palestina". Lo dichiara dal Cairo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nell'ultimo giorno della nostra missione "Gaza oltre il confine" abbiamo incontrato al Cairo i rappresentanti della Lega Araba che hanno espresso molto apprezzamento per la nostra iniziativa a Rafah e chiesto che si rafforzi il rapporto storico tra Italia e il mondo arabo. "La Nakba accadde nel 1948, quello che sta accadendo oggi è un altro capitolo della stessa storia - ci hanno detto -: Israele vuole cacciare tutti i palestinesi dalla Striscia e per ucciderli usa anche l'intelligenza artificiale". Hanno sottolineato come le radici del conflitto siano antiche così come l’occupazione di Gaza da parte del governo israeliano è di lunga data. Netanyahu, dicono, vuole cambiare la geografia di tutta la regione, mentre la Lega araba sostiene il piano egiziano per Gaza che è alternativo a quello di Trump. "Senza l’auto determinazione del popolo palestinese - hanno sottolineato - non ci sarà una soluzione giusta. I rapporti con Israele si normalizzeranno solo dopo la nascita dello Stato di Palestina". Per questo chiedono che si apra una conferenza internazionale con tutti i leader per lavorare alla soluzione a due stati.
"Il piano arabo- dicono - può funzionare, ma dentro la Striscia ci devono essere condizioni di vita dignitose che non spingano le persone ad abbandonarla". Lo dichiara dal Cairo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
L'Europa non sia complice e si attivi perché cessi ogni operazione di attacco a partire da quella di terra avviata oggi.
La deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem, insieme a una delegazione di deputati del Partito Democratico composta da Laura Boldrini, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Nico Stumpo e l’europarlamentare Cecilia Strada, ha visitato il valico di Rafah e i principali centri logistici della Mezzaluna Rossa, nell’ambito della missione ‘Gaza oltre il confine’, promossa da AOI, ARCI e Assopace Palestina, denunciando la drammatica situazione umanitaria a Gaza. “A un anno dalla nostra prima visita, qui regna ancora la devastazione. Da marzo non entra più alcun aiuto: la fame è usata come arma di guerra da Netanyahu, il quale, grazie all’inazione e al silenzio dei leader europei, è consentito di fare qualsiasi cosa. Le loro omissioni, la mancanza di condanna e la presa di distanza da questo sterminio li rendono complici”, dichiara Ghio, chiedendo il cessate il fuoco e l’ingresso immediato degli aiuti. “Con la delegazione dem – aggiunge l’esponente Pd – abbiamo constatato lo stallo di camion carichi di cibo e medicine, fermi da oltre settanta giorni sotto temperature estreme, perché c’è un governo che in modo criminale continua a impedire l’accesso ai soccorsi. È urgente attivare un canale umanitario permanente e applicare le misure indicate dalla giustizia internazionale. Basta bombe, basta usare la fame come arma di guerra”. Ghio ha anche duramente condannato l’inizio dell’operazione militare israeliana di terra nel nord della Striscia di Gaza, definendola “l’ennesimo atto di brutalità che colpisce indiscriminatamente la popolazione civile. Mentre il mondo assiste in silenzio - ha concluso Ghio - famiglie intere sono costrette a fuggire sotto le bombe e ora colpite dagli attacchi, in un’escalation che calpesta ogni principio del diritto internazionale umanitario. È intollerabile”.
"L'immobilismo dei leader europei è complice dello sterminio del popolo palestinese. Oggi la carovana "Gaza oltre il confine" è arrivata al valico di Rafah, che però è rimasto sigillato: nessuno entra e nessuno esce. Non solo non hanno fatto passare noi, ma non entra un chicco di grano né un litro d'acqua, né un farmaco". Lo dichiara da Rafah Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Mentre eravamo sul versante egiziano del valico, abbiamo sentito, per tutto il tempo, il boato delle bombe che continuavano a cadere sulla Striscia sapendo che questo significava altri morti, altra distruzione - racconta Boldrini -. Siamo venuti qui per rompere il silenzio sul massacro del popolo palestinese pianificato da Netanyahu e dal suo governo. Un silenzio che è anche dei vertici dell'Ue e di quasi tutti i capi di stato e di governo".
"Ma il silenzio è complicità. Tutti devono prendere le distanze, condannare l’operato del governo israeliano e fare tutto il possibile per impedirgli di continuare questo sterminio - conclude la deputata dem -. Bisogna sospendere l'accordo di Associazione tra Ue e Israele, fermare il commercio di armi con Tel-Aviv, mettere le sanzioni a Netanyahu e al suo governo, chiedere il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e riconoscere lo Stato di Palestina. L'opinione pubblica chiede a gran voce di fermare Netanyahu e non può restare inascoltata".
“Durante la nostra missione verso il valico di Rafah, abbiamo effettuato una doppia visita nei principali centri logistici di stoccaggio del materiale umanitario destinato alla popolazione di Gaza, gestiti dalla Mezzaluna Rossa”. Lo dicono in un video pubblicato sui social dei deputatiol Pd, i deputati dem Arturo Scotto e Nico Stumpo, al seguito della carovana verso il valico di Rafah.
Nel primo centro, Arturo Scotto ha potuto constatare di persona una situazione drammatica: “Qui ci sono camion fermi da mesi, carichi di beni di prima necessità, cibo, medicinali, tende, destinati alla popolazione civile, ma bloccati. Da due mesi non entra nulla attraverso il valico di Rafah. Le merci rischiano di deperire sotto un caldo di oltre 40 gradi. È urgente un intervento della comunità internazionale per sbloccare questi aiuti: la fame non può essere utilizzata come arma di guerra”.
Nel secondo centro di oltre 30.000 mq, Nico Stumpo ha evidenziato un ulteriore scenario di inaccettabile stallo: “Abbiamo attraversato file interminabili di TIR carichi di aiuti umanitari che non raggiungono Gaza. All’interno c’è materiale fondamentale per alleviare le sofferenze della popolazione civile. Ma tutto resta bloccato a causa di un governo criminale che impedisce l’accesso degli aiuti, continua a colpire e a uccidere. Durante la nostra visita abbiamo udito le esplosioni di bombe che cadevano su civili.”
“Chiediamo con forza - concludono Scotto e Stumpo - che si attivi immediatamente un canale umanitario permanente: non si può utilizzare la fame come arma di guerra”.
Dichiarazione di Rachele Scarpa , deputata Pd
“Alle mie spalle c’è il valico di Rafah. Noi eravamo già qui un anno fa. Questa era una bomba (si sente un boato). Oggi si sentono ancora le esplosioni. Un anno fa avevamo potuto vedere qualche camion, due o tre, di aiuti entrare da questo cancello. Oggi, da Mezzaluna Rossa, ci è stato confermato che da marzo non entra più nulla, né qui né dal valico di Kerem Shalom. La popolazione palestinese è stremata”. Lo dice in un video pubblicato sui social dei deputati Pd, la deputata dem Rachele Scarpa, parlando dal valico di Rafah mentre in lontananza si sentono i bombardamenti.
“La fame – conclude Scarpa – non viene solo utilizzata come un’arma di guerra, ma è parte di una strategia complessiva che punta all’annientamento del senso di comunità, della popolazione palestinese e, in ultima istanza, al suo allontanamento permanente dalla Striscia di Gaza. Siamo qui oggi per chiedere il cessate il fuoco, l’ingresso immediato degli aiuti umanitari e la fine di questo massacro”.
“Siamo a El Arish, questo è il mare che tocca anche Gaza, a pochi chilometri da qui c'è la Striscia. Qui dentro si sta consumando l'ennesimo massacro nel silenzio della comunità internazionale, mentre l'esercito israeliano ha ordinato l'ennesimo sgombero. Il rischio è che si consumino altri crimini di guerra altri crimini contro l'umanità. Oggi abbiamo chiesto al governo Meloni di attivarsi per lo sblocco immediato degli aiuti. Si muore di fame e i bambini vengono amputati senza anestesia. Gli aiuti devono entrare ora”.
Cosi' in una video sui social in cui si vede il mare che lambisce la Striscia di Gaza, le deputate e i deputati democratici Laura Boldrini, Valentina Ghio, Rachele Scarpa, Arturo Scotto e Nico Stumpo e l'eurodeputata Pd Cecilia Strada, al seguito della carovana verso il valico di Rafah.
“Siamo arrivati nella città di El Arish, a pochissimi chilometri da Gaza, dopo un viaggio lunghissimo di nove ore da Il Cairo attraverso il Sinai. Abbiamo ancora veramente nel cuore le parole dei profughi gazawi di ieri che ci hanno detto che gli ospedali di Gaza stanno diventando fosse comuni che seppelliscono il diritto internazionale. Nonostante questo, oggi da Netanyahu ancora parole di morte: annunciata l’intensificazione dei bombardamenti. E dai cieli di Gaza sono caduti volantini che invitano i gazawi a lasciare le loro case”. Così la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd, al seguito di una missione in viaggio verso il valico di Gaza composta da una delegazione di rappresentanti della rete di ong Aoi, Arci, Assopace Palestina, 11 parlamentari dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, 3 eurodeputati, 13 giornaliste e giornalisti, accademici ed esperte di diritto internazionale.
“Abbiamo mandato un appello a Meloni e a Tajani perché intervengano ora con i loro omologhi israeliani per il cessate il fuoco e lo sblocco degli aiuti umanitari. La nostra delegazione è qui, domani saremo a Rafah pronti ad accompagnare lo sblocco degli aiuti umanitari affinché non muoia più nemmeno un palestinese”.
Dichiarazione di Laura Boldrini, deputata Pd da Rafah
"Sono scappato nove volte, con la mia famiglia, sotto i bombardamenti, correndo senza poter prendere niente con me". E' solo una delle drammatiche testimonianze che abbiamo ascoltato da alcuni di coloro che sono riusciti a lasciare Gaza e che abbiamo incontrato al Cairo, in Egitto. Pochi fortunati perché in salvo, che vivono col senso di colpa di essere al sicuro, di poter bere e fare un pasto mentre nella Striscia si continua a morire ogni giorno. Ci hanno raccontato cosa significa subire operazioni senza anestesia, soffrire la fame e non trovare nulla da mangiare, nutrirsi col cibo per animali trovati per strada o con erbe selvatiche nella speranza di sopravvivere. Sotto le bombe. Mentre le nostre bacheche social sono piene di immagini scintillanti e video divertenti, le loro sono una lunga sequenza di condoglianze, di annunci di morti, di ultime volontà di chi sa che presto sarà il suo turno.
E hanno rivolto un atto di accusa pesantissimo verso l'Ue e la comunità internazionale che lasciano che tutto questo accada senza fare nulla. Nulla per fermare lo sterminio del popolo palestinese.
"Senza argini - hanno detto - Netanyahu farà anche peggio di così".
Una responsabilità che pesa su tutti noi. Per questo siamo venuti qui, parte di una delle più grandi delegazioni che si sia mai spinta al valico di Rafah, con l’intento di entrare a Gaza. E oggi, con il peso di queste voci ci muoviamo verso Al-Arish: una strada molto lunga e piana di check-point. Da lì raggiungeremo Rafah e tenteremo di entrare a Gaza.
Per dare voce a questa tragedia umanitaria. Perché nessuno possa dire: "io non sapevo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, dalla Carovana solidale per Rafah "Gaza oltre il confine" a cui partecipa insieme alle colleghe Rachele Scarpa e Valentina Ghio e ai colleghi Arturo Scotto e Nico Stumpo, all'eurodeputata Cecilia Strada, a parlamentari di Avs e del M5S, giornalisti, operatori umanitari e giuristi di diritto internazionale.
“Oggi, primo giorno della nostra missione a Il Cairo da dove domani partiremo verso il valico di Rafah, per poi tentare di entrare a Gaza. Abbiamo ascoltato le drammatiche testimonianze di giornalisti palestinesi e rappresentanti delle ong internazionali e locali che operano nella Striscia: i gazawi sfollati sopravvissuti alle privazioni e alle operazioni militari israeliane in corso, sono allo stremo. I continui bombardamenti e il blocco totale degli aiuti umanitari, imposto dal governo Netanyahu a inizio marzo, rappresentano alcune delle eclatanti violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che condanniamo con determinazione. Chiediamo alla comunità internazionale e in particolare all’Unione europea e al governo italiano di intervenire con fermezza per fermare lo sterminio”.
Lo dichiarano i parlamentari dell’Intergruppo per la pace tra Palestina e Israele che partecipano alla missione organizzata dall’Associazione delle Ong Italiane (AOI), Arci e Assopace Palestina. La delegazione è composta da 60 partecipanti, tra deputati e deputate, europarlamentari, docenti universitari, rappresentanti delle organizzazioni della cooperazione internazionale e giornalisti.
“Siamo appena arrivati al Cairo, assieme ai colleghi e le colleghe del Partito Democratico, insieme a noi anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
Ci sono anche professori e professoresse universitarie, associazioni, ONG, giornalisti e giornaliste.
Oggi saremo qui per parlare con l’Agenzia delle Nazioni Unite, con gli esperti della politica regionale e parleremo anche con le ONG palestinesi.
Domani partiremo di buon’ora e attraverseremo il Sinai per arrivare ad Al Arish dove trascorreremo la notte e poi da lì andremo alla volta di Rafah con l’intento di entrare a Gaza”. Lo ha detto in una video intervista la deputata del PD Laura Boldrini che con una delegazione di parlamentari ed associazioni è immissione alla volta di Gaza.