È misura di riequilibrio della rappresentanza
“La doppia preferenza di genere è una misura di riequilibrio della rappresentanza che non impone un obbligo, ma crea negli elettori un’abitudine a saper riconoscere anche all’interno delle candidature femminili le possibili rappresentanti di interessi collettivi. La doppia preferenza di genere è lo strumento di legge più equo, perché non rappresenta una quota riservata a qualcuno, ma rispecchia esattamente la cittadinanza, fatta per metà di uomini e per metà di donne e cerca di riprodurla nei luoghi decisionali. Perché questa ‘giustizia elettorale’ non deve valere in Friuli Venezia Giulia?”.
Lo affermano le deputate dem, Sara Ferrari e Ilenia Malavasi.
"La COP27 si chiude con molte ombre - quasi nulla su mitigazione ed emissioni - ma con il risultato storico di un accordo su risarcimento Paesi vulnerabili per perdite e danni causati da crisi climatica. Un segno di giustizia climatica che porta nel negoziato la firma dell’UE".
Lo ha scritto su Twitter la deputata dem Chiara Braga, responsabile Transizione Ecologica della Segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Il salario minimo e una giusta retribuzione sono priorità da affrontare con rapidità ed efficacia perché riguardano un tema centrale di giustizia sociale e di sviluppo. Per questo oggi in commissione Lavoro alla Camera come Gruppo del Partito democratico abbiamo sostenuto la necessità di mettere subito in calendario le proposte di legge che hanno queste norme in oggetto. Sono certo che dall’esame in commissione risulterà chiaro che si tratta di un obiettivo sul quale tutte le forze parlamentare si impegneranno e il cui conseguimento sarà il frutto di un lavoro comune”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera Mauro Laus.
I gruppi del Pd-Italia democratica progressista delle 14 commissioni permanenti hanno ciascuno eletto la capogruppo o il capogruppo. Questi gli eletti.
Affari costituzionali: Simona Bonafé; Giustizia: Federico Gianassi; Esteri: Enzo Amendola; Difesa: Stefano Graziano; Bilancio: Ubaldo Pagano; Finanze: Virginio Merola; Cultura: Irene Manzi; Ambiente: Marco Simiani; Trasporti: Andrea Casu; Attività produttive: Vinicio Peluffo; Lavoro: Mauro Laus; Affari sociali: Marco Furfaro; Agricoltura: Stefano Vaccari; Politiche Ue: Piero De Luca.
Sono stati eletti vice presidenti nella commissione Affari costituzionali Matteo Mauri; nella commissione Esteri Lia Quartapelle; nella commissione Difesa Piero Fassino; nella commissione Trasporti Roberto Morassut; nella commissione Attività produttive Paola De Micheli; nella commissione Lavoro Chiara Gribaudo; nella commissione Politiche Ue Marianna Madia.
Sono stati eletti segretari: nella commissione Giustizia Alessandro Zan; nella commissione Bilancio Claudio Mancini; nella commissione Cultura Mauro Berruto; nella commissione Affari sociali Paolo Ciani; nella commissione Agricoltura Andrea Rossi.
"In Italia continuano a essere preoccupanti i dati sui morti sul posto di lavoro. Tre al giorno, una enormità. Anche oggi è deceduto un operaio nell'area portuale di Ortona, colpito dal gancio di una gru. Tragedie che tutti i giorni chiedono più attenzione all'opinione pubblica e alla politica" lo afferma Chiara Gribaudo (PD), dopo aver presentato alla Camera la richiesta per una commissione d'inchiesta sul tema. "Il mio appello va alle forze di maggioranza, ma anche all'opposizione. Chiediamo che la proposta venga calendarizzata subito. È la vera emergenza ormai endemica in questo Paese. Non aspettiamo ancora: lo dobbiamo anche agli affetti delle vittime che chiedono giustizia. Non esiste dignità del lavoro senza sicurezza".
“Dal primo consiglio dei ministri ci saremmo aspettati un’attenzione sulle misure che riguardano bollette e inflazione e magari sul tema degli stipendi molto bassi, che rischiano di non far arrivare alla fine del mese tante famiglie. Ce lo aspettavamo perché in campagna elettorale, proprio su queste emergenze, Meloni aveva attaccato il governo Draghi accusandolo di essere inconcludente. Invece, il consiglio dei ministri ha affrontato tutto tranne i temi che interessano gli italiani. Abbiamo capito che la priorità sono i rave party. Mi sono inoltre molto stupita per il fatto che, mentre Meloni si ritiene molto fiera e orgogliosa di questa normativa, il ministro della Giustizia si dice convinto che la norma dovrà essere sottoposta al vaglio del Parlamento, evidentemente si è convinto anche lui che si sono sbagliati”.
Così la vice capogruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè, intervista da Radio Immagina.
“Noi - aggiunge - siamo favorevoli a misure di contrasto ai rave illegali, ma occorre capire come lo si fa. Intanto bisogna dire che se il caso del rave di Modena è stato affrontato in modo ordinato è stato grazie alla normativa già vigente e non per l’introduzione di un nuovo reato. La norma introdotta va ritirata perché è ambigua, non distingue infatti tra un rave e una festa di compleanno in un parco, ed è sproporzionata nell’entità della pena: viene punita più l’organizzazione di un rave party che una rapina a mano armata o l’adescamento di un minorenne. Oggi - conclude - purtroppo la presidente del Consiglio italiana si presenta a Bruxelles, al vertice con le istituzioni europee, dopo aver approvato una norma liberticida”.
“Il primo CdM è disastroso. Nessun provvedimento contro inflazione e caro bollette per famiglie e imprese. Misure no vax ideologiche e pericolose sul Covid. Stop alla Riforma Cartabia, che non migliora la giustizia ma rischia solo di far saltare le risorse del Pnrr. Peggio di così…”.
Lo scrive sul suo profilo Twitter Piero De Luca, Vice capogruppo del Pd.
“La riforma della giustizia penale deve entrare in vigore nei tempi previsti. Nessun rinvio è possibile, se vogliamo salvaguardare le risorse del Pnrr. Il ministro Nordio sgombri immediatamente il campo dalla possibilità che si concretizzi questa sciagurata ipotesi. Quei fondi, ottenuti con un grande impegno, servono a modernizzare e rendere più efficace il nostro sistema e non possiamo permetterci di disattendere gli impegni presi in Europa. Dopo le uscite sull’innalzamento del limite per il contante e i passi indietro sul contrasto al Covid, sarebbe questo un pessimo segnale per l’affidabilità del nostro Paese offerto dal governo della destra”. Lo dichiara la vice capogruppo democratica alla Camera Simona Bonafè.
“Il rischio di perdere i miliardi di euro di fondi del Pnrr, come avevamo più volte detto in campagna elettorale, si presenta purtroppo concretamente appena insediatosi il nuovo Governo di destra. Il rinvio dell’entrata in vigore della riforma della giustizia penale sarebbe un grave errore e un serio danno per il nostro Paese, in quanto significherebbe disattendere il cronoprogramma di riforme previsto e mettere in discussione l'effettiva attuazione del Pnrr. Il Ministro Nordio dovrebbe assicurare al di là di ogni dubbio che il suo Governo non intenda prendere questa pericolosa strada. Dopo gli annunci sul contante e le sconvolgenti misure Covid ipotizzate, di impronta no vax, un altro pessimo segnale potrebbe segnare l’avvio dell’esecutivo Meloni”.
Così il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera Piero De Luca
«Come promesso in campagna elettorale il governo Meloni ha iniziato la demolizione del PNRR iniziando dalla giustizia. La decisione del ministro Nordio è gravissima e compromette una delle riforme cardine per l’avanzamento del Piano e per la credibilità del nostro Paese in Europa. Questo governo inizia con le demolizioni e non con la costruzione. Una scelta cieca ed autolesionista che sarà pagata dagli italiani. È finirà per indebolire lo stesso governo». Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
"Il rinvio in blocco dell'entrata in vigore della riforma della giustizia penale rischia di buttare a mare due anni di lavoro e di mettere a rischio i fondi PNRR. Ci auguriamo che non sia questa la strada che vuole intraprendere il ministro Nordio. Sarebbe un inizio all'insegna dello scontro frontale con Bruxelles".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
"La violenza contro gli studenti che manifestano pacificamente è sempre inaccettabile e ingiustificabile. Solidarietà alle ragazze e ai ragazzi colpiti oggi all'Università La Sapienza. In tutte le sedi politiche e istituzionali chiederemo che venga fatta piena luce e giustizia". Lo scrive su Twitter il deputato del PD Andrea Casu.
"Desta sorpresa, incredulità e preoccupazione la decisione della Procura di Roma di archiviare il caso di Marco Paciolla, il cooperante italiano trovato morto in Colombia nel luglio del 2020. Unisco la mia voce a quella dei genitori di Mario che presenteranno appello a questa richiesta di archiviazione e continueranno a cercare verità e giustizia sulla morte del loro figlio. Anche in Parlamento non mancheremo di seguire con la dovuta attenzione gli sviluppi di una vicenda che richiede un ulteriore serio approfondimento da parte della giustizia italiana e delle organizzazioni internazionali con le quali Marco Pacciolla collaborava attivamente al momento della sua scomparsa". Lo dichiara in una nota il deputato dem Fabio Porta.
“Si è spenta Rita Calore, madre di Stefano Cucchi e donna libera e coraggiosa che non ha mai smesso di battersi per ottenere verità e giustizia. A sua figlia, Ilaria Cucchi, e a tutti i suoi cari vanno la vicinanza e l'abbraccio di tutte e tutti noi”.
Così il deputato dem e responsabile Comunicazione del Pd, Marco Furfaro, su Twitter.