“Il governo sceglie di tagliare il turn-over, di umiliare gli idonei dei concorsi pubblici, sia a quelli in attesa sia quelli che già lavorano, considerandoli come testualmente detto dal Ministro Zangrillo in commissione come fossero bocciati, con un unico obiettivo: accrescere il numero di figure di diretta dipendenza politica e di diretta nomina all'interno dei ministeri e delle pubbliche amministrazioni. Se vuole continuare a moltiplicare le nomine dei fedelissimi e umiliare le persone veramente idonee, il PD continuerà a votare contro i suoi provvedimenti”. Così il deputato Andrea Casu, segretario d'Aula PD, intervenendo in Aula di Montecitorio nella discussione sul decreto PA.
“Rifiutando gli emendamenti del PD – continua l'esponente dem - questo governo continua a discriminare le persone che sono entrate nella PA attraverso lo scorrimento delle graduatorie: oggi ci sono lavoratrici e lavoratori che hanno superato lo stesso concorso, fanno lo stesso lavoro ma che non guadagnano lo stesso salario. Una tremenda ingiustizia etica e politica che non viene sanata perché il Governo Meloni divide le persone tra lavoratori pubblici di serie A e serie B”, conclude Casu.
“Papa Francesco ha rappresentato un momento di cambiamento nella Chiesa. Ha saputo guidare la Chiesa in modo autorevole, ma ancor di più ha saputo parlare alla contemporaneità. Su Ambiente e rapporto tra uomo e ambiente ha avuto parole forti ed indicative; 'Laudato si', lettera enciclica di una straordinaria serietà scientifica e di una incredibile profondità etica, rappresenta il più importante richiamo sul tema lanciato in questi anni; sul rapporto fra gli uomini con la 'Fratelli tutti' ha detto parole chiare sul concetto di fraternità, che suona come dura condanna ad ogni forma di ingiustizia, da quelle che generano guerre a quelle che provocano fratture e inaccettabili diseguaglianze nella società”. Così in una nota il deputato dem Gian Antonio Girelli e vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
"I suoi richiami in difesa dello ‘scarto' - ha aggiunto l’esponente Pd - la sua volontà di una Chiesa aperta al confronto interreligioso, ma anche al confronto con la modernità, suonano come un monito per la politica tutta, riguarda le differenze sociali, riguarda le politiche dell’accoglienza, riguarda i diritti civili, riguarda la necessità di sentirsi davvero 'tutti sulla stessa barca'”.
"Non potrò mai dimenticare - ha concluso Girelli - durante il Covid, l’immagine di Papa Francesco pregare in una piazza San Pietro vuota, così come ieri, in modo del tutto inatteso, in una piazza San Pietro piena di pellegrini ha voluto lasciare il suo ultimo saluto. Oggi il mondo, in un momento di grande difficoltà, ha perso una delle sue voci più autorevoli, un riferimento che non deve essere dimenticato, ma che deve continuare ad essere un riferimento non solo per chi ha fede”.
"Papa Francesco è stato un faro di speranza e giustizia, un pontefice che ha incarnato l’umiltà e la vicinanza agli ultimi. Il suo impegno per la pace, la difesa dei più deboli e la lotta contro ogni forma di ingiustizia, il suo impegno per i più poveri e deboli, rimarranno per sempre nel cuore di milioni di persone". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"In un mondo lacerato da conflitti e disuguaglianze, la sua voce ha rappresentato un richiamo costante alla solidarietà, al dialogo e alla fratellanza. Il suo coraggio nel denunciare le ingiustizie e nel promuovere una Chiesa più aperta e inclusiva ha lasciato un segno indelebile nella storia. Oggi, più che mai, sentiamo il dovere di raccogliere il suo testimone e di continuare a lavorare per un mondo più giusto e umano, seguendo l'esempio che ci ha lasciato", conclude Marco Simiani.
"Papa Francesco è stato un faro di speranza e giustizia, un pontefice che ha incarnato l’umiltà e la vicinanza agli ultimi. Il suo impegno per la pace, la difesa dei più deboli e la lotta contro ogni forma di ingiustizia, il suo impegno per i più poveri e deboli, rimarranno per sempre nel cuore di milioni di persone". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"In un mondo lacerato da conflitti e disuguaglianze, la sua voce ha rappresentato un richiamo costante alla solidarietà, al dialogo e alla fratellanza. Il suo coraggio nel denunciare le ingiustizie e nel promuovere una Chiesa più aperta e inclusiva ha lasciato un segno indelebile nella storia. Oggi, più che mai, sentiamo il dovere di raccogliere il suo testimone e di continuare a lavorare per un mondo più giusto e umano, seguendo l'esempio che ci ha lasciato", conclude Marco Simiani.
"È venuto a mancare il Santo Padre Francesco. La sua scomparsa provoca un immenso dolore e una profonda commozione in tutti noi. Sua Santità ha dedicato l'intera vita ai più fragili, ai più deboli, ai più bisognosi. È stato uno straordinario esempio di solidarietà e umanità. È stata una guida spirituale e morale instancabile per il mondo intero. Ha promosso e difeso con determinazione ogni giorno il rispetto di valori di Pace, rispetto, fratellanza, uguaglianza e giustizia sociale, di cui ha fatto la sua missione di vita. Il suo Pontificato lascia un segno indelebile nella storia della Chiesa e nei nostri cuori. Che le sue idee continuino a guidarci e la sua anima continui a proteggere tutti noi. Riposi in pace”.
Lo scrive sui social il deputato Pd Piero De Luca.
“Se il sistema carcerario, come molti dicono, rappresenta uno degli indici di civiltà di una nazione possiamo dire che l’Italia è attualmente un paese del terzo mondo. La situazione in molti istituti di pena è esplosiva e la casa circondariale di Livorno ‘Le Sughere’ non fa purtroppo eccezione. Sulle condizioni della struttura ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro Nordio”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani, sull’atto depositato a Montecitorio e sottoscritto dai colleghi della Commissione Giustizia Federico Gianassi e Debora Serracchiani.
“Il carcere presenta da anni gravi criticità dal punto di vista logistico, organizzative, strutturali e di servizio; come più volte denunciato da numerose autorità ed enti, tra cui i Garanti dei detenuti della Toscana e di Livorno. I detenuti presenti sono quasi 260 su una capienza di 179 posti attualmente disponibili mentre la carenza di personale di Polizia Penitenziaria è di 50 unità rispetto a livelli previsti. Nelle celle ci sono muffa e perdite di acqua, molti spazi comuni sono inagibili e le attività ricreative e lavorative sono ridotte al minimo. Nonostante il 28 per cento dei detenuti abbia problemi di droga e vi siano 55 reclusi con gravi problemi psichiatrici non esiste nel carcere apposite sezioni per i tossicodipendenti e per l’infermità psichica. In questo caos sono ancora inagibili alcuni locali recentemente ristrutturati ma ancora inutilizzabili a causa del contenzioso tra la ditta appaltatrice e la ditta che ha realizzato i lavori. E’ necessario che il Ministero della Giustizia intervenga rapidamente”: conclude Marco Simiani.
“Oggi è stato incardinato in Commissione Giustizia il decreto legge sicurezza. Annichilendo il lavoro parlamentare, il Governo ha scelto di approvare un nuovo decreto che copia e incolla i contenuti del ddl sicurezza, ritirando quest’ultimo dalla discussione del Senato. Un fatto gravissimo, una lesione della democrazia, anche perché le modifiche contenute nel decreto sicurezza non raccolgono appieno le preoccupazioni su alcuni temi specifici, come quello riguardante le detenute madri”. Lo ha dichiarato la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
“Cambia purtroppo ben poco. Infatti è reso facoltativo il rinvio della pena per le detenute madri, ma si specifica che nel caso di detenute incinte o con figli con età inferiore ad un anno si potrà scontare la pena in un Icam e nel caso di figli da uno a tre anni la detenzione è prevista in un Icam oppure, se le ragioni di sicurezza lo richiedono, in un carcere. Una modifica – ha proseguito la deputata Pd - che rischia di peggiorare le cose, perché in Italia sono presenti pochi istituti a custodia attenuata, con il rischio di sottrarre le detenute ai legami di territorialità. Un Icam è un carcere, i bambini saranno costretti a crescere reclusi. Si sta perpetrando una grave violazione di diritti fondamentali – ha sottolineato Di Biase - come il supremo interesse del bambino”.
“Ma c’è di peggio, perché il decreto prevede anche che in casi di violazione della sicurezza o dell’ordine da parte delle madri, espressioni vaghe e prive di specificità quelle contenute nel decreto, è previsto il loro trasferimento in carcere e la sottrazione del minore. Un vero e proprio ribaltamento della civiltà giuridica e dei diritti” ha concluso la deputata Di Biase.
Nulla sul contratto e insulti per i vincitori di concorso
“Le dichiarazioni del ministro Zangrillo ieri sera, rilasciate durante la seduta notturna nelle commissioni riunite per il terzo decreto Pa, sono state sconcertanti. Nessuna risposta credibile sul contratto del pubblico impiego dove i lavoratori perdono due terzi del loro potere d’acquisto. Allo stesso tempo abbiamo ascoltato dichiarazioni insultanti verso le migliaia di idonei vincitori di concorso liquidati in maniera sprezzante come ‘bocciati’. Infine non emerge alcuna autocritica su un decreto che è diventato un omnibus nel quale sono state infilate tantissime misure micro corporative, operazioni discutibili sulla cybersecurity e su organismi di nuovo conio presso il Mef e mancate stabilizzazioni ad esempio per i precari della giustizia. La prova indiscutibile della sua palese non idoneità a svolgere la funzione che è stato chiamato a ricoprire”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la vicepresidente del Gruppo Pd, Simona Bonafè.
“Le osservazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla cosiddetta “legge Morandi” pongono una questione reale e importante, che condividiamo e che va affrontata con responsabilità. È necessario intervenire con un provvedimento correttivo per superare un’anomalia normativa che rischia di creare disparità di trattamento tra le vittime di tragedie analoghe. La legge, approvata all’unanimità in sede legislativa, ha rappresentato un passaggio fondamentale per riconoscere dignità e giustizia alle vittime e ai familiari del crollo del Ponte Morandi e di tragedie legate all'incuria. Riteniamo ora giusto e doveroso ampliare questo principio, evitando ogni forma di discriminazione Siamo pronti a collaborare con tutte le forze politiche che hanno condiviso questo percorso, per arrivare in tempi brevi a una norma più equa, chiara e rispettosa dei principi costituzionali.
Accogliamo con profondo rispetto la sollecitudine del Presidente Mattarella nel richiamare l’attenzione sui diritti dei minori e delle famiglie coinvolte. È nostro compito, ora, dare rapidamente seguito concreto a queste indicazioni, nel segno della giustizia e della memoria” così i democratici Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino.
“La proposta di legge del Pd si pone come obiettivo l’abbassamento del costo dei farmaci veterinari per gli animali da compagnia. Oggi i farmaci veterinari sono un vero e proprio salasso per i padroni di un animale da compagnia. Un italiano su tre, anche per esigenze specifiche e non solo per piacere, possiede un animale da affezione”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, prima firmataria della proposta di legge che verrà presentata mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 11:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati.
Interverranno:
Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale
Gianluca Felicetti, presidente Lav
Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile nazionale Welfare Pd
Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia Pd
Per info e accrediti scrivere a pd.ufficiostampa@camera.it
“Leggo sulle agenzie di stampa raffiche di dichiarazioni di parlamentari di Fratelli d’Italia che spiegano che la Ministra Calderone ha già chiarito tutto in Parlamento e che la procura ha già archiviato la denuncia sulla laurea. La giustizia farà il suo corso e non spetta a me esprimermi. Per quello che mi riguarda invece la Ministra Calderone non ha chiarito un bel niente nel question time di tre settimane fa. Ha solo fatto la vittima parlando di dossieraggio. Dalle inchieste giornalistiche emerge invece un percorso universitario quanto meno approssimativo - con esami sostenuti nei giorni festivi e tasse universitarie non pagate del tutto - e con una commistione singolare tra l’ordine dei consulenti e l’università Link con il marito nel Consiglio di amministrazione. La Calderone deve spiegare agli studenti universitari se lo ritiene normale, soprattutto a quel mezzo milione di ragazze e ragazzi che hanno lasciato il nostro paese in questi dieci anni perché non avevano santi in paradiso”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La proposta di legge del Pd si pone come obiettivo l’abbassamento del costo dei farmaci veterinari per gli animali da compagnia. Oggi i farmaci veterinari sono un vero e proprio salasso per i padroni di un animale da compagnia. Un italiano su tre, anche per esigenze specifiche e non solo per piacere, possiede un animale da affezione”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, prima firmataria della proposta di legge che verrà presentata mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 11:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati.
Interverranno:
Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale
Gianluca Felicetti, presidente Lav
Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile nazionale Welfare Pd
Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia Pd

Da Meloni, Nordio e Del Mastro, gestione carceraria priva di scrupoli
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd
“Non è come un suicidio in carcere ma far morire lontano dalla Sardegna un malato terminale come Mesina è una inutile crudeltà. Garantire a tutte le persone un fine vita dignitoso vicino ai propri familiari è un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a chi, come Graziano Mesina, aveva un debito da pagare con la giustizia.” Così Silvio Lai, parlamentare sardo del PD.
“Per un sardo scontare una pena lontano dall’isola è un ulteriore condanna. Capisco perfettamente che si debba avere un’attenzione particolare a porre distanza dal proprio territorio in caso di alta pericolosità e di possibili contatti la organizzazione di appartenenza , però nel caso di Mesina penso che ormai da diverso tempo ci fossero le condizioni per potergli garantire di scontare la pena nella sua terra e garantirgli di morire vicino ai propri cari, considerate le gravi condizioni di salute note. È stato concesso in tempi recenti a boss malavitosi, poteva essere concesso per tempo, anche un mese fa quando ripetutamente richiesto, a Graziano Mesina.
Che chi ha problemi di salute terminali non abbia la possibilità di concludere la propria esistenza nella maniera più dignitosa possibile, pur salvaguardando eventuali problemi di sicurezza, penso che chiarisca quale livello di civiltà un Paese intenda rappresentare. Spero che da questo punto di vista questa vicenda sia utile, insegni qualcosa e possa evitare che in futuro accada anche ad altri di dover morire senza poter stare accanto alle persone più vicine, a meno che questo non sia un modo per rappresentare una inutile crudeltà, voluta da un Governo Meloni, Nordio, Del Mastro, che voglia rappresentare altro dalla civiltà giuridica italiana ed europea".
I gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato hanno incontrato oggi, presso la sala Berlinguer di Montecitorio, il presidente Cesare Parodi e una delegazione della giunta dell’ANM. Nel corso dell’incontro, i deputati e i senatori delle Commissioni Giustizia e della Commissione Antimafia hanno espresso forti preoccupazioni per le scelte politiche del Governo che, passo dopo passo, stanno minando l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.
All’incontro erano presenti la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, i capigruppo e i componenti delle Commissioni Giustizia di Montecitorio e Palazzo Madama, Federico Gianassi, Alfredo Bazoli, Michela Di Biase, Marco Lacarra, il capogruppo in Commissione Affari Costituzionali del Senato, Andrea Giorgis, e il capogruppo in Commissione Antimafia, Walter Verini.
Durante la riunione, i parlamentari democratici hanno ascoltato con attenzione le posizioni espresse dai rappresentanti della magistratura, ribadendo le proprie forti preoccupazioni per l’azione del Governo che, provvedimento dopo provvedimento, sta indebolendo la giurisdizione e intaccando l’autonomia della magistratura. Si tratta di un attacco sistematico agli organi di controllo e di garanzia, di fronte al quale il Partito Democratico ha riaffermato il proprio impegno a contrastare con determinazione, in tutte le sedi parlamentari, le scelte dell’esecutivo.
Nel corso del confronto sono stati affrontati anche i principali problemi del sistema giudiziario, con particolare riferimento alla carenza di organico e di personale amministrativo, all’emergenza delle carceri italiane, ai tempi eccessivi dei processi e ai disservizi, come ad esempio il malfunzionamento dell’app per il processo penale telematico. Tutti temi che le riforme del Governo non solo non affrontano, ma rischiano di aggravare ulteriormente.
Riforma inaccettabile, colpisce la tutela dei cittadini.
“Quella portata avanti dal governo Meloni non è una riforma della Corte dei Conti, ma un attacco diretto alla sua funzione di controllo. È coerente con il disegno di indebolimento degli organi indipendenti di garanzia che questo esecutivo porta avanti sin dall’inizio della legislatura. Prima la magistratura, poi la magistratura onoraria con la separazione delle carriere, e oggi la magistratura contabile”. Così il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, commenta l’approvazione del testo sulla riorganizzazione della Corte dei Conti, passato al Senato.
“La Corte dei Conti – sottolinea l’esponente dem - ha il compito di indagare sugli illeciti commessi dai funzionari pubblici che arrecano danni economici ai cittadini. Se l’intento fosse stato realmente quello di migliorarne l’efficienza, avremmo contribuito con spirito costruttivo. Ma l’obiettivo è un altro: svuotare l’organo di controllo, ridurre le sanzioni, accentrare i poteri e indebolire i meccanismi di tutela per i cittadini”.
“Questa riforma – conclude Gianassi - incide pesantemente sull’autonomia e l’indipendenza della Corte. Con l’introduzione di vincoli gerarchici sulle indagini, si contraddicono principi fondamentali della nostra Costituzione. Prevedere che si risponda solo per il 30 per cento del danno arrecato alla pubblica amministrazione significa che il restante 70 per cento sarà a carico dei cittadini. È inaccettabile. Il Partito Democratico si oppone con forza a questo disegno. I cittadini hanno diritto a istituzioni che vigilano e garantiscono l’uso corretto delle risorse pubbliche”.