30/12/2025 - 17:52

«Esprimo rammarico e profonda delusione per una manovra di bilancio che, ancora una volta, non offre risposte adeguate agli italiani residenti all’estero». Lo dichiara l’on. Nicola Carè, a margine del dibattito parlamentare. «Nel testo della manovra – osserva Carè – sono presenti soltanto stanziamenti limitati e marginali a favore di organismi e strutture che operano per le nostre comunità nel mondo. Misure certamente utili, ma del tutto insufficienti e prive di una visione strategica capace di affrontare i nodi reali che da anni attendono risposte». «Mancano interventi strutturali su cittadinanza, pensioni, sicurezza sociale, servizi consolari e diritti, così come manca una reale valorizzazione del contributo economico, culturale e sociale che milioni di italiani all’estero continuano a garantire al Paese. Ancora una volta, gli italiani nel mondo non trovano spazio nell’idea di Italia che emerge dalla legge di bilancio».«È una mancanza che dispiace – prosegue il deputato – perché alimenta una distanza tra lo Stato e una parte fondamentale della sua comunità nazionale. Gli italiani all’estero non possono essere considerati una voce residuale o un costo da contenere».«Da parte mia – conclude Carè – non verrà mai meno l’impegno parlamentare per colmare questa lacuna, per difendere i diritti delle nostre comunità, rafforzare lingua, cultura e servizi, e costruire finalmente politiche pubbliche all’altezza del ruolo che gli italiani nel mondo svolgono per l’Italia. È una battaglia di giustizia e di dignità che continuerò a portare avanti con determinazione».

30/12/2025 - 16:38

Passo in avanti l’approvazione del nostro atto, monitoreremo gli sviluppi

"Tutti i dodicimila precari della Giustizia assunti con il Pnrr devono essere stabilizzati. Non è soltanto una questione di tutela del lavoro. Siamo di fronte a un problema di efficienza della Giustizia e di garanzia dei diritti dei cittadini. Senza questo personale molto qualificato, il rischio concreto è un rallentamento significativo dell’attività dei tribunali, con ricadute pesanti sui tempi della giustizia e sulla fiducia nelle istituzioni. Per questo motivo l'approvazione del nostro atto alla Legge di Bilancio sulla stabilizzazione dei precari rappresenta un segnale politico significativo, che va nella direzione di non disperdere competenze fondamentali per il funzionamento del sistema giudiziario": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia Federico Gianassi, promotore dell’atto approvato questa notte dall'Aula di Montecitorio.

"Non neghiamo che la strada sia lunga e difficile, ma consideriamo questo passaggio un primo segnale positivo da monitorare già nelle prossime settimane. L’obiettivo resta infatti quello di dare prospettive certe a migliaia di lavoratrici e lavoratori e garantire continuità a un servizio essenziale per cittadini, imprese e operatori della giustizia": conclude.

 

30/12/2025 - 14:35

“Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'unica misura del decreto carceri del 2024, che ricordo essere stato l’anno record dei suicidi, adottata dal Governo che incideva sull'ordinamento penitenziario: la riforma del procedimento per la concessione della liberazione anticipata che precludeva ai detenuti di chiedere ogni semestre la valutazione della loro condotta. La norma è stata dichiarata incostituzionale. Non solo. E’ stata dichiarata parzialmente incostituzionale anche una disposizione del decreto Caivano del 2023 con la quale era stata esclusa la messa alla prova dei minori  per alcuni reati nei casi di minore gravità. Due norme penali fortemente volute dal ministro Nordio. Altri due fallimenti in materia penale del Governo Meloni. E sia chiaro: non è colpa dei giudici ma di chi pensa di poter fare a meno dei principi  fissati dalla nostra Costituzione.” così una nota della responsabile Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.

 

30/12/2025 - 12:05

"Questa notte, durante l' esame della Legge di Bilancio alla Camera, il Governo ha accolto, come raccomandazione, un ODG, a mia firma, che chiede l' incremento delle risorse stanziate al Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l' umanità causate dalle forze del Terzo Reich in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Come noto il fondo fu istituito dal Governo Draghi, come un atto di giustizia storica e morale, verso quelle vittime ed i loro eredi. L' incremento del Fondo si rende indispensabile per risarcire effettivamente chi ne ha diritto, penso, a titolo di esempio, ai familiari delle vittime dell' eccidio di Marzabotto, il comune di cui sono stato Sindaco. Ora mi aspetto che il Governo corrisponda al più presto, con le opportune iniziative agli impegni dell' Ordine del Giorno". Così Andrea De Maria, deputato PD

29/12/2025 - 16:30

“Cercava grazia il Presidente Marsilio al cospetto dei Fratelli romani, e invece dal Governo Meloni ha trovato giustizia: la legge Salva-Abruzzo rappresenta il commissariamento graduato della Sanità regionale ridotta a una fetta di groviera, piena di buchi da cui continuano a fuoriuscire risorse. E questa volta da Roma non ci saranno ulteriori trasfusioni salvifiche: finite le sacche, finiti i trasferimenti a una regione divenuta ‘canaglia’ agli occhi del Paese. ‘L’unica Regione in piano di rientro (sanitario) in cui si registra una inversione di tendenza in senso peggiorativo dei risultati d’esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro’ si leggeva nel verbale della riunione congiunta del Tavolo Tecnico al MEF per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza-LEA che il 10 luglio scorso ha bocciato la gestione Marsilio” così il deputato democratico Luciano D’Alfonso

 

28/12/2025 - 19:00

“Il presidente La Russa insiste e per quello che dice e per come lo dice, si dimostra assolutamente inadeguato a ricoprire il ruolo di presidente del Senato e seconda carica dello Stato. Msi è la forma ‘normalizzata’ di una storia indegna e celebrarne la ricorrenza della sua fondazione ha un significato preciso: dare un senso ad una nostalgia che appartiene solo a quelli con il braccio destro teso e la mano aperta, che un senso in democrazia non l’ha mai avuto. E diciamo al presidente La Russa di lasciare stare il Pci e i suoi esponenti che dialogarono in una democrazia parlamentare contro la quale l’Msi si oppose, perché figli di chi gridava e continua a gridare ‘Presente’ ai raduni nostalgici. Noi staremo sempre dall’altra parte della storia, quella che ha sacrificato migliaia di combattenti alleati, partigiani e partigiane come i Fratelli Cervi di cui ricorre oggi l’82esimo anniversario dalla morte, giustiziati dai repubblichini fascisti. Lo dovrebbe fare anche La Russa ma non ha il coraggio di farlo perché reciderebbe le sue radici, anziché onorare chi ha sacrificato la vita per restituire al nostro popolo libertà, democrazia e dignità, quella libertà di dire le parole intollerabili che ha pronunciato da quando è presidente del Senato”.

Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato democratico, Stefano Vaccari.

 

28/12/2025 - 17:00

“Quindici cittadini hanno lanciato una raccolta firme on line di cui tutti dobbiamo tener conto, soprattutto il Governo”.

Lo sottolinea Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del partito democratico, ricordando che, “come ha detto la segretaria Elly Schlein, la riforma Nordio non aiuterà i cittadini ad avere una giustizia più efficiente ed equa, ma è il tentativo della destra di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge. Qualsiasi ulteriore forzatura e accelerazione del Governo - conclude Serracchiani - rischierebbe di bypassare il diritto dei cittadini a esprimersi e di forzare strumenti istituzionali per obiettivi politici”.

 

28/12/2025 - 15:00

“Questo Governo si dimostra forte con i poveri e debole con chi ha di più. Rinnega tutti i capisaldi che la destra proclamava quando era all’opposizione: aumenta le tasse, innalza l’età pensionabile, disinveste sulla sanità pubblica. Altro che difesa dei ceti medi e popolari. La chiusura della procedura di infrazione europea viene usata come foglia di fico per una grande farsa politica, che rinvia i problemi reali del Paese e prepara il terreno a nuove spese elettorali tra un anno, nel mezzo della campagna elettorale. Nel frattempo, l’Italia perde competitività, le disuguaglianze crescono e il sistema produttivo viene lasciato solo. Meloni costringe il Paese a una rappresentazione ingannevole, evitando di affrontare le vere emergenze: lavoro, sanità, industria e giustizia sociale. Così non si governa, si galleggia. E il conto lo stanno già pagando cittadini e imprese”.

Così in una nota Silvia Roggiani, dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera.

 

23/12/2025 - 18:35

“Tra caro prezzi e aumento della pressione fiscale, il governo Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani. L’Esecutivo è interessato solo al proprio consenso, ma continua a mentire sui risultati: la pressione fiscale è aumentata, non ci sono riforme e non esiste una strategia per sostenere famiglie, lavoratori e imprese. La aspettiamo in Parlamento per rispondere alle domande dei cittadini e spiegare le proprie scelte. Quella presentata dal governo è la legge di bilancio più debole dal 2014: poche risorse, frammentate in interventi temporanei e disorganici, senza una strategia di medio-lungo periodo. La quarta manovra segna il fallimento definitivo del governo Meloni: salari bassi, servizi pubblici indeboliti, povertà crescente e industria in crisi. Non c’è crescita, non c’è giustizia sociale, non c’è futuro. Questa legge di bilancio non è solo sbagliata: è la prova che la destra non è in grado di governare il Paese”. Così Virginio Merola, capogruppo Pd nella commissione Finanze della Camera dei deputati.

 

22/12/2025 - 13:35

“Suscitano allarme le voci secondo cui il Governo potrebbe anticipare la data del referendum, incidendo direttamente sul diritto dei cittadini a informarsi e a formarsi un’opinione consapevole. Va ricordato che la riforma sulla separazione delle carriere è stata approvata dal Parlamento a maggioranza nella stessa versione predisposta dall’Esecutivo, senza margini di modifica o approfondimento, una procedura che rende particolarmente delicata ogni ulteriore compressione dei tempi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo per blindare decisioni già prese che riducono il confronto a una semplice formalità.” dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

22/12/2025 - 13:15

“Sarebbe molto grave se oggi, in Consiglio dei ministri, il Governo tentasse un nuovo colpo di mano anticipando la data del referendum e incidendo direttamente sull’esercizio democratico. La separazione delle carriere è stata approvata in Parlamento a maggioranza nella stessa versione uscita da Palazzo Chigi, senza possibilità di modifica o confronto: una forzatura già di per sé inaccettabile. Se ai cittadini non venisse nemmeno garantito il tempo necessario per informarsi e farsi un’opinione consapevole, saremmo di fronte a una gravissima compressione degli spazi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo in cui si blindano decisioni già prese”, dichiara la deputata democratica e responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

22/12/2025 - 11:32

"Il governo israeliano ha approvato altre 19 colonie in Cisgiordania. Colonie che, per il diritto internazionale, rimangono illegali, come ha stabilito la Corte internazionale di giustizia. Israele è in mano ai ministri estremisti che portano avanti il processo di annessione della Cisgiordania sia tramite l'esercito, sia tramite l'azione violenta dei coloni che godono di una totale impunità. Un regime del terrore messo in atto dal governo Netanyahu che opprime i palestinesi che vivono da sempre in Cisgiordania a cui vengono sottratte con la forza le case, le terre, le greggi e ogni bene. Gli obiettivi sono chiari: costringere i palestinesi ad andarsene, appropriarsi delle loro terre e impedire la nascita dello Stato di Palestina.Tutto questo accade nel silenzio assoluto della comunità internazionale, complice dei crimini commessi dal governo Netanyahu non solo in Cisgiordania, ma anche a Gaza. L'avvio del piano Trump, cosiddetto di pace, ha fatto sì che si spegnesse l'attenzione del mondo sulla Striscia. Ma a Gaza i palestinesi continuano a morire uccisi dall'Idf, dalla fame e dagli stenti. Gli aiuti rimangono fuori dai valichi per volere delle autorità israeliane che non ne consentono l’accesso, mentre le persone tentano disperatamente di sopravvivere in tende distrutte che non reggono la pioggia e non proteggono dal freddo.La pace a Gaza non c'è e in Cisgiordania regna la violenza. Ma il mondo si gira dall’altra parte rivelando tutta l'ipocrisia di chi dice "due popoli e due stati", ma non fa nulla perché questo accada". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

18/12/2025 - 18:26

“Dopo l’attivismo che abbiamo visto in questi giorni, il Governo arriva persino a presentare un emendamento sulla data del referendum, che il ministro Ciriani è stato costretto prima a smentire e poi a ritirare. Si tratta di un emendamento gravissimo, che rappresenta un atto di arroganza istituzionale e un tentativo evidente di aggirare le regole. È un fatto che desta grande preoccupazione: stiamo assistendo a una forzatura delle procedure democratiche. L’attivismo del Governo anche su questo delicato passaggio è il segnale evidente della difficoltà della presidente del Consiglio Meloni, preoccupata dal fatto che il ‘No’ continui a crescere nei sondaggi. Ci auguriamo che il Governo ora si fermi e che non forzi ancora una volta la legge”. Così la responsabile Giustizia del PD, la deputata Debora Serracchiani.

 

18/12/2025 - 16:59

“Di fronte all’aumento delle morti, degli infortuni e delle malattie professionali, la sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a un esercizio retorico. Servono atti politici chiari e scelte strutturali”. Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Valentina Ghio e Ouidad Bakkali, presentando l’atto di indirizzo sul decreto sicurezza in discussione alla Camera. “Il lavoro portuale è oggettivamente un lavoro usurante – affermano Ghio e Bakkali – per le condizioni in cui si svolge: turni notturni, lavoro in quota, esposizione a condizioni climatiche estreme, ritmi pressanti e rischi elevati. Continuare a negarne il riconoscimento previdenziale significa voltare le spalle a migliaia di lavoratori e lavoratrici”. Con l’atto di indirizzo, le deputate impegnano il Governo a riconoscere le prestazioni portuali come attività usuranti e a sbloccare immediatamente il fondo per l’anticipo del pensionamento, per il quale da anni vengono accantonate risorse senza alcuna attuazione concreta. “È una scelta di giustizia sociale – spiegano – e una condizione indispensabile per garantire sicurezza, salute e ricambio generazionale nei porti. È paradossale – proseguono – che mentre il Governo annuncia per lunedì 22 dicembre l’approvazione in Consiglio dei ministri di una riforma dei porti, attesa da oltre due anni tra stop and go, annunci e retromarce, continui a ignorare il tema centrale del lavoro. Questa legislatura sta perdendo l’occasione di aprire una vera riforma partendo dalle persone, da chi ogni giorno tiene in piedi i porti con il proprio lavoro, la propria fatica e, troppo spesso, mettendo a rischio la propria vita. Senza il riconoscimento della gravosità del lavoro portuale, senza tutele previdenziali e senza investimenti seri sulla sicurezza – concludono Ghio e Bakkali – ogni riforma resterà un’operazione di facciata. Il Partito Democratico non si accontenterà di annunci: continueremo a incalzare il Governo perché metta al centro il lavoro, la sicurezza e la dignità delle persone”.

 

18/12/2025 - 16:30

“Non si tratta della separazione delle carriere dei magistrati, perché quella esiste già ed è operativa dal 2020 con la riforma Cartabia. Qui l’obiettivo vero è un altro: smantellare la Carta costituzionale e ledere l’indipendenza e l’autonomia della magistratura”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del Pd.

“La riforma proposta dalla maggioranza – spiega l’esponente dem - ha un disegno politico preciso: Si vuole colpire l’equilibrio tra i poteri dello Stato e indebolire una magistratura che deve porre limiti alla politica. In sostanza, si vuole una politica che scelga i giudici e dica alla magistratura cosa può e cosa non può fare. Il Partito Democratico è già al lavoro sul territorio, stiamo organizzando incontri e momenti di formazione, Regione per Regione, per spiegare nel merito e nel significato politico questa riforma. Sta nascendo in questi giorni un grande comitato per il No, perché qui è in gioco la Costituzione e la nostra idea di democrazia”.

“Una vittoria del No – conclude Serracchiani - vuol dire salvaguardare la democrazia liberale, la separazione dei poteri e la Carta costituzionale così come l’hanno voluta i costituenti. Vuol dire difendere una magistratura autonoma, fondamentale per garantire il rispetto delle regole. Se si fosse trattato davvero di discutere la separazione delle carriere, avremmo partecipato volentieri al confronto, portando anche nostre proposte, ad esempio sull’Alta Corte disciplinare. Ma questa riforma interviene in un contesto completamente diverso, qui si colpiscono i poteri previsti dalla Costituzione. È l’idea che aveva Giorgio Almirante della magistratura, ovvero interpretare la legge secondo la volontà di chi ha vinto le elezioni. È una visione pericolosa, che va contrastata”.

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