16/04/2025 - 09:15

“La proposta di legge del Pd si pone come obiettivo l’abbassamento del costo dei farmaci veterinari per gli animali da compagnia. Oggi i farmaci veterinari sono un vero e proprio salasso per i padroni di un animale da compagnia. Un italiano su tre, anche per esigenze specifiche e non solo per piacere, possiede un animale da affezione”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, prima firmataria della proposta di legge che verrà presentata mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 11:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati.

Interverranno:

Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale

Gianluca Felicetti, presidente Lav

Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile nazionale Welfare Pd

Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia Pd

Per info e accrediti scrivere a pd.ufficiostampa@camera.it

 

 

14/04/2025 - 18:40

“Leggo sulle agenzie di stampa raffiche di dichiarazioni di parlamentari di Fratelli d’Italia che spiegano che la Ministra Calderone ha già chiarito tutto in Parlamento e che la procura ha già archiviato la denuncia sulla laurea. La giustizia farà il suo corso e non spetta a me esprimermi. Per quello che mi riguarda invece la Ministra Calderone non ha chiarito un bel niente nel question time di tre settimane fa. Ha solo fatto la vittima parlando di dossieraggio. Dalle inchieste giornalistiche emerge invece un percorso universitario quanto meno approssimativo - con esami sostenuti nei giorni festivi e tasse universitarie non pagate del tutto - e con una commistione singolare tra l’ordine dei consulenti e l’università Link con il marito nel Consiglio di amministrazione. La Calderone deve spiegare agli studenti universitari se lo ritiene normale, soprattutto a quel mezzo milione di ragazze e ragazzi che hanno lasciato il nostro paese in questi dieci anni perché non avevano santi in paradiso”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

 

14/04/2025 - 10:22

“La proposta di legge del Pd si pone come obiettivo l’abbassamento del costo dei farmaci veterinari per gli animali da compagnia. Oggi i farmaci veterinari sono un vero e proprio salasso per i padroni di un animale da compagnia. Un italiano su tre, anche per esigenze specifiche e non solo per piacere, possiede un animale da affezione”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, prima firmataria della proposta di legge che verrà presentata mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 11:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati.

Interverranno:

Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale

Gianluca Felicetti, presidente Lav

Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile nazionale Welfare Pd

Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia Pd

 

12/04/2025 - 17:25

Da Meloni, Nordio e Del Mastro, gestione carceraria priva di scrupoli

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd

“Non è come un suicidio in carcere ma far morire lontano dalla Sardegna un malato terminale come Mesina è una inutile crudeltà. Garantire a tutte le persone un fine vita dignitoso vicino ai propri familiari è un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a chi, come Graziano Mesina, aveva un debito da pagare con la giustizia.” Così Silvio Lai, parlamentare sardo del PD.
“Per un sardo scontare una pena lontano dall’isola è un ulteriore condanna. Capisco perfettamente che si debba avere un’attenzione particolare a porre distanza dal proprio territorio in caso di alta pericolosità e di possibili contatti la organizzazione di appartenenza , però nel caso di Mesina penso che ormai da diverso tempo ci fossero le condizioni per potergli garantire di scontare la pena nella sua terra e garantirgli di morire vicino ai propri cari, considerate le gravi condizioni di salute note. È stato concesso in tempi recenti a boss malavitosi, poteva essere concesso per tempo, anche un mese fa quando ripetutamente richiesto, a Graziano Mesina.
Che chi ha problemi di salute terminali non abbia la possibilità di concludere la propria esistenza nella maniera più dignitosa possibile, pur salvaguardando eventuali problemi di sicurezza, penso che chiarisca quale livello di civiltà un Paese intenda rappresentare. Spero che da questo punto di vista questa vicenda sia utile, insegni qualcosa e possa evitare che in futuro accada anche ad altri di dover morire senza poter stare accanto alle persone più vicine, a meno che questo non sia un modo per rappresentare una inutile crudeltà, voluta da un Governo Meloni, Nordio, Del Mastro, che voglia rappresentare altro dalla civiltà giuridica italiana ed europea".

10/04/2025 - 20:14

I gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato hanno incontrato oggi, presso la sala Berlinguer di Montecitorio, il presidente Cesare Parodi e una delegazione della giunta dell’ANM. Nel corso dell’incontro, i deputati e i senatori delle Commissioni Giustizia e della Commissione Antimafia hanno espresso forti preoccupazioni per le scelte politiche del Governo che, passo dopo passo, stanno minando l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.

All’incontro erano presenti la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, i capigruppo e i componenti delle Commissioni Giustizia di Montecitorio e Palazzo Madama, Federico Gianassi, Alfredo Bazoli, Michela Di Biase, Marco Lacarra, il capogruppo in Commissione Affari Costituzionali del Senato, Andrea Giorgis, e il capogruppo in Commissione Antimafia, Walter Verini.

Durante la riunione, i parlamentari democratici hanno ascoltato con attenzione le posizioni espresse dai rappresentanti della magistratura, ribadendo le proprie forti preoccupazioni per l’azione del Governo che, provvedimento dopo provvedimento, sta indebolendo la giurisdizione e intaccando l’autonomia della magistratura. Si tratta di un attacco sistematico agli organi di controllo e di garanzia, di fronte al quale il Partito Democratico ha riaffermato il proprio impegno a contrastare con determinazione, in tutte le sedi parlamentari, le scelte dell’esecutivo.

Nel corso del confronto sono stati affrontati anche i principali problemi del sistema giudiziario, con particolare riferimento alla carenza di organico e di personale amministrativo, all’emergenza delle carceri italiane, ai tempi eccessivi dei processi e ai disservizi, come ad esempio il malfunzionamento dell’app per il processo penale telematico. Tutti temi che le riforme del Governo non solo non affrontano, ma rischiano di aggravare ulteriormente.

 

10/04/2025 - 12:18

Riforma inaccettabile, colpisce la tutela dei cittadini.

“Quella portata avanti dal governo Meloni non è una riforma della Corte dei Conti, ma un attacco diretto alla sua funzione di controllo. È coerente con il disegno di indebolimento degli organi indipendenti di garanzia che questo esecutivo porta avanti sin dall’inizio della legislatura. Prima la magistratura, poi la magistratura onoraria con la separazione delle carriere, e oggi la magistratura contabile”. Così il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, commenta l’approvazione del testo sulla riorganizzazione della Corte dei Conti, passato al Senato.

“La Corte dei Conti – sottolinea l’esponente dem - ha il compito di indagare sugli illeciti commessi dai funzionari pubblici che arrecano danni economici ai cittadini. Se l’intento fosse stato realmente quello di migliorarne l’efficienza, avremmo contribuito con spirito costruttivo. Ma l’obiettivo è un altro: svuotare l’organo di controllo, ridurre le sanzioni, accentrare i poteri e indebolire i meccanismi di tutela per i cittadini”.

“Questa riforma – conclude Gianassi - incide pesantemente sull’autonomia e l’indipendenza della Corte. Con l’introduzione di vincoli gerarchici sulle indagini, si contraddicono principi fondamentali della nostra Costituzione. Prevedere che si risponda solo per il 30 per cento del danno arrecato alla pubblica amministrazione significa che il restante 70 per cento sarà a carico dei cittadini. È inaccettabile. Il Partito Democratico si oppone con forza a questo disegno. I cittadini hanno diritto a istituzioni che vigilano e garantiscono l’uso corretto delle risorse pubbliche”.

 

09/04/2025 - 19:36

“Il Partito Democratico voterà contro la proposta di legge sulla Corte dei Conti, perché demolisce ogni possibilità di azione dei cittadini di fronte agli sprechi di risorse pubbliche. Non condividiamo la separazione delle carriere anche nella magistratura contabile, la gerarchizzazione del pubblico ministero e le norme che violano i principi costituzionali riguardanti l’inamovibilità del giudice e l’indipendenza del pubblico ministero. L’ipotesi poi di veder addirittura cancellate anche le sue articolazioni regionali rischia di compromettere l’efficacia di tutto il sistema. Ci troviamo di fronte a una Pdl che prevede l’impunità di fatto per il governo, con l’assoggettamento degli apparati dello Stato, lo svuotamento dei poteri e delle funzioni degli organi giudiziari e di controllo”.

Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, motiva le ragioni del voto contrario del Gruppo alla Pdl Corte dei Conti.

“Viene il sospetto - aggiunge - che sia stata scritta proprio per proteggere l’attuale esecutivo dall’uso disinvolto dei fondi pubblici come, ad esempio, nel caso dello scandaloso protocollo Albania sui centri per migranti. Tutti i nostri emendamenti che miravano a contrastare alcune delle peggiori disposizioni introdotte, tra cui la definizione della colpa grave, l’estensione delle cause di non punibilità, la ‘pietra tombale’ del parere preventivo sugli atti successivi, la riduzione del controllo concomitante, la delega in bianco al governo per riorganizzare la Corte, sono state bocciate. Ci troviamo dinnanzi - conclude - a una riforma sbagliata e che viola gli stessi principi costituzionali”.

 

09/04/2025 - 17:20

“Un anno fa la strage alla centrale idroelettrica ENEL di Bargi, sul lago di Suviana, in cui morirono Vincenzo Franchina, Pavel Petronel Tanase, Mario Pisani, Adriano Scandellari, Paolo Casiraghi, Alessandro D’Andrea e Vincenzo Garzillo. Sette lavoratori, sette vite spezzate, sette uomini che non sono più tornati a casa dopo essere andati a lavorare. Un anno dopo siamo qui, sono qui, perché non può esserci solo il cordoglio il giorno dopo ma le istituzioni hanno il dovere in primis della memoria e poi quello di onorarla, provando a star vicino a chi ancora soffre senza risposte, e per evitare il più possibile che accada di nuovo: con norme adeguate, investendo sulla sicurezza, sulla formazione, sulla tutela della vita di chi lavora prima di ogni profitto” così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.

“Come Commissione d’inchiesta sulle condizioni del lavoro in Italia abbiamo aperto un’inchiesta su questa strage, mentre quella della Procura al momento pare non avere indagati né cause ancora certe. Il tema è complesso ma serve agire per dare giustizia il più celermente possibile.
Oggi, alla commemorazione, c’erano tanti amministratori locali e la Commissione parlamentare d’inchiesta che presiedo. Sta anche alla politica portare quel cambiamento forte e necessario, in termini di normative e rivoluzione culturale, per evitare tragedie come queste. E serve la giustizia che, alle vittime di Suviana e ai loro parenti, non è stata ancora data” ha detto Gribaudo.

 

09/04/2025 - 14:50

Venerdì 11 aprile 2025 alle ore 17 a Bologna a Palazzo d’Accursio, nella Sala Farnese del Comune di Bologna, sarà presentato il libro di Marco De Paolis, “Caccia ai nazisti”, editore Rizzoli, con prefazione di Liliana Segre.
Con i saluti istituzionali del sindaco, Matteo Lepore, interverranno l’onorevole Andrea De Maria, già Sindaco di Marzabotto, la professoressa Eloisa Betti dell’Università di Padova, Valentina Cuppi, Sindaca di Marzabotto e Valter Cardi, Presidente del Comitato Regionale Onoranze Caduti di Marzabotto. Concluderà poi, l’autore, Marco De Paolis.
Nel libro, nel cui sottotitolo è spiegato sinteticamente l’oggetto del suo contenuto (Marzabotto, Sant’Anna e le stragi naziste in Italia: la storia del procuratore che ha portato i nazisti alla sbarra), l’autore ripercorre i lunghi e intensi sedici anni di lavoro giudiziario da procuratore, in tre diverse procure militari – La Spezia, Verona e Roma – interamente dedicato al tentativo di dare una risposta alle migliaia di famiglie italiane le cui vite furono sconvolte dalla violenza nazifascista abbattutasi sull’Italia e sui nostri militari all’estero dopo l’8 settembre 1943.
Sedici anni dedicati interamente al tentativo di ricercare, giudicare e punire centinaia di criminali di guerra tedeschi ed austriaci, responsabili delle più gravi e sanguinose stragi che hanno riguardato il nostro Paese e i nostri cittadini.
Il racconto, intenso e appassionato, di un magistrato che con i suoi pochi collaboratori ha condotto centinaia di indagini in Italia e all’estero alla ricerca dei nazisti responsabili della morte di quasi centomila italiani. Indagini condotte tra il 2002 e il 2018 quando molti pensavano e affermavano che ormai era impossibile procedere perché tutti i responsabili erano morti. Ed invece, quella lunga, ostinata, difficile corsa contro il tempo produsse in dieci anni diciassette processi e 57 condanne all’ergastolo.
Dal rinvenimento nel 1994 del cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli occultati sulle stragi nazifasciste, il Procuratore Marco De Paolis diede inizio nel 2002 alla grande stagione processuale, conclusasi nel 2013, dei processi ai criminali di guerra tedeschi. Ciò ha permesso – sebbene a oltre 50 anni di distanza – di fare giustizia, anche se tardivamente, su alcune delle principali stragi perpetrate dai nazifascisti in Italia dopo l’armistizio.

09/04/2025 - 11:44

Alla vigilia del 34° anniversario della strage del Moby Prince, i deputati del Partito Democratico Simona Bonafè, Marco Simiani, Matteo Mauri e Andrea Casu hanno presentato una proposta di legge per l’istituzione, a Livorno, di un museo dedicato alle vittime della tragedia e alla promozione della sicurezza navale. L’iniziativa nasce su impulso della Federazione provinciale e comunale del Partito Democratico di Livorno, dei Giovani Democratici, del gruppo consiliare Pd e del Sindaco Luca Salvetti.

"Il lavoro approfondito svolto dalle commissioni parlamentari d’inchiesta succedutesi nel corso delle ultime legislature hanno permesso di fare importanti passi in avanti sulle dinamiche della tragedia, sulle responsabilità e sull'autenticità dei fatti. Serve ora un sforzo collettivo per arrivare alla piena verità. Crediamo – dichiarano i promotori – che la realizzazione di uno spazio pubblico possa rappresentare un segno concreto di vicinanza alle famiglie delle vittime e un luogo di memoria collettiva."

"Un museo del Moby Prince – concludono – non sarebbe soltanto un doveroso omaggio alle 140 vittime, ma anche uno strumento di sensibilizzazione, ricerca e formazione in materia di sicurezza navale e trasporto marittimo. Un presidio culturale e civile che possa contribuire al percorso di verità e giustizia che ancora oggi, dopo 34 anni, deve essere pienamente compiuto".

 

08/04/2025 - 20:19

"E' di oggi la notizia della richiesta di archiviazione avanzata dai Pm di Milano nei confronti di due giovani accusati di uno stupro di gruppo. Per i due, però, è stato chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di Revenge porn. Si tratta di richieste, al momento, vedremo cosa deciderà il giudice.
Per entrambe le decisioni il tema fondamentale è il consenso della ragazza. Ed è proprio su questo che emerge una enorme confusione che rischia di danneggiare le vittime di stupro.
Secondo la Procura "non vi è in atti la prova che gli indagati, pur consapevoli dell'assunzione di alcuni drink alcolici da parte della ragazza, abbiano percepito, in modalità esplicita o implicita, la mancanza di una valida volontà" della ragazza "nel compiere gli atti sessuali". La stessa Procura, però, riconosce l'assenza di consenso della ragazza per la diffusione dei video relativi ai fatti. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per Revenge porn.
Il consenso non può valere a corrente alternata. Questo è solo l'ennesimo caso che rileva l'urgenza di una legge che chiarisca che senza esplicito consenso è stupro. In queste settimane è in discussione in commissione Giustizia della Camera una proposta di legge sul consenso a mia prima firma che introduce una definizione chiara e inequivocabile di "consenso". Mi auguro che si raggiunga un ampio sostegno da parte di tutte le forze politiche per arrivare presto ad approvarla in aula". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per le donne i diritti e le pari opportunità.

08/04/2025 - 17:57

“Per Meloni chi vince le elezioni si prende tutto, compresi i soldi degli italiani”

Anche in questo caso, come in tutte le occasioni in cui il governo Meloni ha voluto incidere sul sistema della giustizia, il mirino non è puntato verso l’efficientamento, la buona amministrazione, l’efficacia dell’azione pubblica in tutte le sue forme. Ma, al contrario, verso l’assoggettamento degli apparati dello Stato, lo svuotamento dei poteri e delle funzioni degli organi giudiziari e di controllo. È questa la logica che pervade anche il provvedimento che abbiamo all’esame: addomesticare il controllore.

La parola “responsabilità” viene completamente cancellata dal vocabolario dell’amministrazione della cosa pubblica. E la norma che forse incarna più di tutte questa scandalosa volontà è quella sulla prescrizione. Insomma, questo provvedimento serve a voi, più che al Paese. Fare della Corte dei Conti un organo quasi esclusivamente dedito a funzioni consultive, peraltro sovrapponendosi con le funzioni di altri importanti pezzi dello Stato come il Consiglio di Stato o l’ANAC, vuol dire rinunciare ad esercitare un controllo effettivo sulla condotta di chi, per conto dello Stato e di tutte le sue articolazioni, gestisce le risorse pubbliche. La norma che prevede la sostanziale impunità per il governo è l’emblema di questa intenzione ed inaugura una nuova era dell’amministrazione della cosa pubblica nel nostro Paese: il tempo dell’irresponsabilità e dell’uso disinvolto dei fondi pubblici, come insegna il caso del centro per migranti in Albania. È questa l’Italia di Meloni, Salvini e compagnia cantante: chi vince le elezioni si prende tutto, compresi i soldi degli italiani.

Così Marco Lacarra, deputato del Pd in Commissione Giustizia, intervenendo in Aula.

08/04/2025 - 17:20

Questo provvedimento viola la Carta costituzionale e si ascrive alla politica di attacco della destra e del governo nei confronti della magistratura, resa ancora più evidente dalle incredibili parole pronunciate dal sottosegretario Mantovano che ancora una volta ha preso di mira l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati. Sono molti i motivi di merito che ci inducono ad esprimere la nostra totale contrarietà e ci preme evidenziare che ben 10 norme presentano profili di incostituzionalità. Il primo è costituito da una legge delega al governo che contiene principi e criteri troppo generici e che prevede la promiscuità tra sezioni giurisdizionali consultive e di controllo, due funzioni distinte che devono essere separate. Viene poi stabilito che l’interrogazione delle sezioni riunite della Corte si impone al pubblico ministero, che però è una parte autonoma e indipendente. Inoltre, si stabilisce un principio di subordinazione gerarchica dei pubblici ministeri rispetto al procuratore generale e viene sottratta la programmazione del controllo concomitante agli uffici competenti. Viene introdotto un regime di pubblicità incompatibile con l'articolo 100 della Costituzione e viene ridimensionato il principio della colpa grave, con una definizione difforme da quella prevista oggi nel Codice degli Appalti. Ancora, viene stabilito un quantum risarcitorio troppo modesto e si applica in modo esteso il silenzio-assenso che non dovrebbe essere consentito nell'esercizio di funzioni magistratuali. Infine, segnaliamo la violazione del regolamento europeo sulla tutela delle banche dati, laddove nella legge è consentito al procuratore generale accedere in tempo reale alle banche dati sulle indagini territoriali.

Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi, intervenendo in Aula.

 

08/04/2025 - 17:12

“Difficile da accettare il giudizio che 75 coltellate efferate, fino alla certezza della morte, non siano crudeltà. Nel rispetto che si deve sempre alle sentenze, vogliamo esprimere però una grande preoccupazione per il messaggio terribile che questo giudizio dei magistrati può generare nell’opinione pubblica. Lavoriamo molto per promuovere una nuova cultura del rispetto degli uomini nei confronti delle donne, per contrastare la misoginia, l’odio in rete che dilaga, i comportamenti sessisti, il patriarcato che normalizza quotidiane discriminazioni, ma temo che questo giudizio faccia un grave danno nella percezione collettiva della violenza, negando che 75 coltellate siano crudeltà. Siamo sempre più convinte della necessità della formazione obbligatoria specifica di chi è chiamato a occuparsi di violenza contro le donne. Lo abbiamo voluto nella legge del 2023 e sono state ormai pubblicate le linee guida anche per gli operatori della giustizia. A volte il diritto, anzi la sua interpretazione rischia di essere contraria al buon senso e al senso di umanità”. Così una nota delle componenti democratiche della commissione Femminicidio, Cecilia D’Elia, vicepresidente della commissione, Sara Ferrari capogruppo, le deputate Antonella Forattini e Valentina Ghio, la senatrice Valeria Valente e il senatore Filippo Sensi.

08/04/2025 - 15:16

"Chiediamo una informativa urgente del ministro degli Esteri Tajani sulla violazione della tregua a Gaza e sui crimini di guerra che da allora sono stati commessi sotto gli occhi di tutto il mondo. Queste ultime settimane stanno cancellando decenni di diritto internazionale e ci vorranno decenni per ricostruirne la credibilità. Ogni giorno uomini e donne saltano in aria, vengono bruciati vivi, sepolti sotto le macerie delle bombe. L'assedio di Gaza è la negazione della sopravvivenza di una intera popolazione. L'estrema destra israeliana rivendica un disegno di pulizia etnica. Vuole l'annientamento dell'intera popolazione a Gaza e l'annessione della Cisgiordania. La deliberata esecuzione di 15 operatori sanitari a Rafah, sepolti sotto la sabbia, accanto alle ambulanze distrutte, è un attacco alla pace e alla civiltà. La responsabilità di tutto questo orrore ha un nome e un cognome, Benjamin Netanyahu. Ma c'è una ulteriore responsabilità politica e morale: quella di lasciare che un criminale come Netanyahu venga accolto in territorio europeo come ha fatto il vostro amico Victor Orban, garantendo l'impunità e negando la giustizia internazionale assicurata dalla corte penale internazionale che anche il Governo italiano vuole delegittimare. E ieri in quello stesso studio ovale che ha umiliato il leader del popolo ucraino, Gaza è diventata solo uno straordinario valore immobiliare da possedere e un criminale di guerra è stato accolto con tutti gli onori. Ma l'onore dell'Europa si sta perdendo con i silenzi, con l'inerzia, con la doppia morale. Il silenzio del nostro governo macchia anche l'onore dell'Italia.
Non si può restare in silenzio. Si possono proporre sanzioni contro il governo Netanyahu, si può riconoscere lo stato di Palestina, si può mettere al bando in Europa ogni invio di armi in Israele e chiedere la sospensione dell'accordo Ue-Israele per manifesta violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Quando i nostri figli ci chiederanno cosa abbiamo fatto per mettere fine a questi crimini ciascuno di noi sarà chiamato a rispondere e noi non vogliamo trovarci dalla parte di quelli che avrebbero potuto fare anche solo qualcosa e non l'hanno fatta". Lo ha detto in apertura dei lavori d'Aula, Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito democratico.

Pagine