"Chiediamo una informativa urgente del ministro degli Esteri Tajani sulla violazione della tregua a Gaza e sui crimini di guerra che da allora sono stati commessi sotto gli occhi di tutto il mondo. Queste ultime settimane stanno cancellando decenni di diritto internazionale e ci vorranno decenni per ricostruirne la credibilità. Ogni giorno uomini e donne saltano in aria, vengono bruciati vivi, sepolti sotto le macerie delle bombe. L'assedio di Gaza è la negazione della sopravvivenza di una intera popolazione. L'estrema destra israeliana rivendica un disegno di pulizia etnica. Vuole l'annientamento dell'intera popolazione a Gaza e l'annessione della Cisgiordania. La deliberata esecuzione di 15 operatori sanitari a Rafah, sepolti sotto la sabbia, accanto alle ambulanze distrutte, è un attacco alla pace e alla civiltà. La responsabilità di tutto questo orrore ha un nome e un cognome, Benjamin Netanyahu. Ma c'è una ulteriore responsabilità politica e morale: quella di lasciare che un criminale come Netanyahu venga accolto in territorio europeo come ha fatto il vostro amico Victor Orban, garantendo l'impunità e negando la giustizia internazionale assicurata dalla corte penale internazionale che anche il Governo italiano vuole delegittimare. E ieri in quello stesso studio ovale che ha umiliato il leader del popolo ucraino, Gaza è diventata solo uno straordinario valore immobiliare da possedere e un criminale di guerra è stato accolto con tutti gli onori. Ma l'onore dell'Europa si sta perdendo con i silenzi, con l'inerzia, con la doppia morale. Il silenzio del nostro governo macchia anche l'onore dell'Italia.
Non si può restare in silenzio. Si possono proporre sanzioni contro il governo Netanyahu, si può riconoscere lo stato di Palestina, si può mettere al bando in Europa ogni invio di armi in Israele e chiedere la sospensione dell'accordo Ue-Israele per manifesta violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Quando i nostri figli ci chiederanno cosa abbiamo fatto per mettere fine a questi crimini ciascuno di noi sarà chiamato a rispondere e noi non vogliamo trovarci dalla parte di quelli che avrebbero potuto fare anche solo qualcosa e non l'hanno fatta". Lo ha detto in apertura dei lavori d'Aula, Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito democratico.
Congelare adeguamento automatico età pensionabile
“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge che congela definitivamente l’adeguamento automatico dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita. Per il Pd i 67 anni per la pensione di vecchiaia sono un limite invalicabile. Il Governo dovrà confrontarsi finalmente con un testo e smetterla con le promesse fatte in questi due anni e mezzo o fantomatici decreti che introducono misure parziali. Dovevano abolire la Fornero e invece hanno smontato tutti gli istituti della flessibilità in uscita, da opzione donna all’ape sociale. Adesso non sanno come evitare anche l’ingiustizia che colpirà quasi 50mila lavoratori dal 2027 che rischiano di fare la fine degli esodati, senza pensione e senza stipendio. Chiediamo la calendarizzazione immediata della nostra proposta”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Il Partito Democratico conferma netta contrarietà al provvedimento sulla Corte dei Conti in discussione alla Camera che ha finalità demolitoria del ruolo a garanzia dei cittadini dinanzi a sprechi pubblici. “Per questo – sottolineano la responsabile giustizia del Pd e i capigruppo in commissione Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio, Debora Serracchiani, Simona Bonafè e Federico Gianassi – abbiamo presentato una questione pregiudiziale di costituzionalità e una cinquantina di emendamenti che mirano a contrastare diverse disposizioni, tra cui la definizione della colpa grave, l’estensione delle cause di non punibilità, la "pietra tombale" del parere preventivo sugli atti successivi, la riduzione del controllo concomitante, la delega in bianco al governo per riorganizzare la Corte”.
“Inoltre – proseguono i democratici - ci opponiamo alla separazione delle carriere anche nella magistratura contabile, alla gerarchizzazione del pubblico ministero e alle norme che violano i principi costituzionali riguardanti l’inamovibilità del giudice e l’indipendenza del pubblico ministero. La possibile cancellazione delle articolazioni regionali della Corte dei Conti è un altro punto che non possiamo accettare, poiché rischia di compromettere l’efficacia del sistema.”
“Tra gli aspetti più gravi – aggiungono Serracchiani, Bonafè e Gianassi - segnaliamo anche la norma che prevede l’impunità per il governo: una norma sbagliata, fatta per proteggere l’attuale esecutivo dall’uso disinvolto dei fondi pubblici come nel caso dello scandaloso protocollo Albania e altri dossier? Per evitare questa assurda e ingiustificabile conseguenza – concludono i democratici – occorre stralciare quella norma. Non c’entra nulla la battaglia che da anni fanno i sindaci per superare la cosiddetta ‘paura della firma’ e chiedere di separare a livello normativo in modo chiaro e netto le funzioni politiche da quelle tecniche, scelta che chiarirebbe il campo delle responsabilità e non lascerebbe sacche di impunità . Per questo abbiamo presentato un emendamento che ridisegna ruoli e competenze degli amministratori locali ma se sarà respinto allora sarà chiaro che l’obiettivo, come tutta questa riforma dimostra, non era modernizzare la corte e chiarire il quadro delle responsabilità ma creare uno scudo per il governo sui tanti dossier critici.”
Nel pieno delle giornate in cui si mobilitano le piazze in tutta Italia per chiedere azioni e politiche serie sul tema della violenza maschile sulle donne, dopo che due ragazze sono state ammazzate da due giovani italiani, il ministro Nordio imputa a certe “etnie” più di altre il fenomeno esplicitando un razzismo che non dovrebbe trovare mai spazio, certamente non dal ministero che dovrebbe incarnare il principio della Giustizia uguale per tutti. Caro ministro, ma di quali etnie parla? Quali numeri avvallano queste sue tesi violente? Dove sono le politiche di prevenzione? Dopo il femminicidio Cecchettin questo governo aveva promesso azioni, ma abbiamo visto solo la solita proposta panpenalista che prevede l’ergastolo, peccato quando ci hanno già ammazzate. Sull’educazione siamo invece nelle mani di Valditara che vede schwa ovunque, della Roccella che vede gender ovunque e non abbiamo ancora capito cosa stia facendo nel suo dicastero se non pontificare su cosa sia il patriarcato, su cosa debbano fare le donne con il proprio corpo, su cosa sia femminile e cosa no. Sveglia! Servono risorse e politiche serie, altrimenti le donne continueranno ad essere uccise da uomini non in base alla loro etnia ma per la loro convinzione, trasversale a culture, classi sociali, provenienze, di poter possedere le donne, i loro corpi e le loro vite.
Così la deputata del Pd democratica Ouidad Bakkali.
“Diamo un giudizio molto favorevole dell’audizione di oggi dei rappresentanti del Comune di Livorno, che hanno ribadito la necessità di fare piena luce sulla tragedia del Moby Prince. Raggiungere la verità storica è fondamentale per sanare una ferita ancora aperta nella città e nel Paese. Nel nostro intervento, abbiamo evidenziato l’importanza di aver definitivamente chiarito alcuni aspetti cruciali che, anche nell’ultimo anno di lavoro, sono riemersi. È ormai accertato che la notte dell'incidente non c'era nebbia in rada e che l'equipaggio si è comportato in ogni frangente con grande professionalità. È stato confermato inoltre che la Agip Abruzzo si trovava in un’area di divieto di ancoraggio e che i soccorsi arrivarono con un grave ritardo. Ora serve un programma di lavoro chiaro, basato su un punto essenziale: la rotta del Moby Prince fu deviata dalla presenza di un terzo natante, come stabilito dalle due commissioni d’inchiesta precedenti. Su questa base, è necessario agire senza ulteriori esitazioni, a partire da una collaborazione concreta con ENI. L’impegno per la verità e la giustizia non si ferma. È il momento di dare risposte definitive alle famiglie delle vittime e alla città di Livorno”. Così i componenti democratici nella commissione Moby Prince, Simona Bonafè, Andrea Casu e Matteo Mauri.
“Dopo il clamoroso fallimento dei mesi scorsi, che ha costretto il ministero della Giustizia a rinviare più volte l’allargamento del processo penale telematico, apprendiamo dai media che si registra oggi l’ennesimo flop: i problemi che secondo Nordio sarebbero stati risolti entro il primo aprile, continuano infatti a creare criticità nei tribunali di tutta Italia. Il sistema giudiziario nazionale, nonostante le risorse stanziate dal Pnrr, è palesemente al collasso. In questo quadro desolante, che dovrebbe costringere l'esecutivo ad intervenire con rapidità, registriamo soltanto le parole di un governo che rivendica falsi risultati quando siamo in presenza di azioni che hanno prodotto esclusivamente ritardi, disservizi e fallimenti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.
“‘Vuoi un’avventura o semplicemente rilassarti o toglierti qualche sfizio? Allora tutti a Dakhla, perché c’è di più in Marocco’. Sembrerebbero le frasi di un’innocente operazione di marketing turistico, ma in realtà è una blasfema e ingannevole pubblicità della Ryanair che ignora la storia di quei territori occupati illegalmente dal 1976. Infatti bastava aprire Wikipedia e scoprire che Dakhla è una città situata nel territorio del Sahara Occidentale, illegittimamente occupato dal Regno del Marocco e che ha costretto un popolo, i Saharawi rappresentati dal Fronte Polisario, che quelle terre legittimamente abitavano, ad un esilio forzato dopo una guerra durata dal 1976 al 1991. Con una prova di forza militare, che ha provocato feriti e morti, e ora una vita di difficoltà nel deserto algerino, il popolo Saharawi è stato cacciato e vive in una sorta di confino senza che le autorità occidentali abbiamo avuto la forza, anche a fronte di importanti sentenze della Corte di Giustizia europea e tante risoluzioni dell’Assemblea generale dell’Onu, di rispristinare diritto, giustizia e legalità consentendo lo svolgimento di un referendum per l’auto determinazione come è successo per tutte le ex colonie, ultima delle quali Timor Est”.
Il deputato PD, Stefano Vaccari presidente dell'Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi.
“A Ryanair - aggiunge - tutto ciò non interessa evidentemente perché ciò che conta è solo il business, magari anche sovvenzionato dal Regno del Marocco, perché ci vuole una grande ipocrisia nel vendere pacchetti turistici, incuranti di tutto ciò e di quanto è successo, in nome e per conto di uno Stato occupante. Servirebbe che la compagnia aerea facesse mea culpa e tornasse indietro, ma in caso contrario proporrò di boicottare questa sciagurata iniziativa a tutti i colleghi dell’intergruppo parlamentare e della Rete italiana di solidarietà, e solleciterò il Governo italiano a chiedere il rispetto del diritto internazionale e a cercare soluzioni ad uno dei misfatti più eclatanti avvenuti nel Nord Africa”.
“Di fronte al collasso della giustizia il sottosegretario Delmastro da un lato attribuisce responsabilità ai precedenti governi, come se il sottosegretario facesse parte ancora dell'opposizione e non fossero già passati di due anni e mezzo da quando hanno assunto l’incarico, e dall’altro, comunque sminuisce la gravità della situazione perché il governo sarebbe al lavoro. Ma la realtà è ben diversa ed è sotto tu occhi di tutti: basta andare a vedere le aule e gli uffici per rendersene conto. Come a Torino dove le prime udienze sono fissate nel 2030”. Così il deputato dem Federico Gianassi, capogruppo PD in Commissione Giustizia, intervenendo in Aula nell'interrogazione al sottosegretario Delmastro sui giudici di pace.
“Gli uffici dei giudici di pace – continua il parlamentare PD - sono in evidente carenza di organico che non consente l'assorbimento delle funzioni della giustizia: oltre a pensare di riallargare gli uffici nel territorio occorre far funzionare quelli esistenti. Mancano giudici e personale amministrativo, spesso precario; i giudici entrati in servizio dopo il 2017 non hanno ancora tutele; se si mette mano alla geografia giudiziaria occorre prima di tutto allora liberare dai costi quei Comuni che si sono fatti carico negli anni di tenere aperti gli uffici. Il governo ha la colpa, da un lato, di sottovalutare i mali che affliggono la giustizia e, dall’altro, di avere intrapreso una strada che aggrava quei problemi”, conclude Gianassi.
“Il sovraffollamento non si risolve con containter e propaganda”
“Delmastro scarica le responsabilità ma ignora la realtà. Il sovraffollamento non si risolve con container e propaganda. Le parole del sottosegretario confermano, ancora una volta, l’approccio ideologico e superficiale del governo Meloni di fronte ad una situazione carceraria drammatica, che di certo non si può affrontare a colpi di moduli prefabbricati. Dire che “tutto è a norma” è inesatto, perché siamo davanti ad una violazione dei principi costituzionali sulle condizioni di detenzione, si continua a produrre disumanità, abbandono e recidiva”. Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
“Tre metri quadrati per ogni detenuto è una misura inadeguata al rispetto della dignità – evidenzia la deputata Pd -. Inoltre i blocchi che ospiteranno 24 detenuti prevedono appena 30 metri quadrati per la socialità e gli spazi comuni. Aggiungo che non si può parlare di soluzioni strutturali quando si insiste con strutture temporanee, precarie e spesso inadeguate a garantire diritti, percorsi rieducativi, salute mentale e sicurezza vera per chi è detenuto e per chi lavora negli istituti penitenziari”.
“Se davvero il sottosegretario Delmastro è ‘felice’ delle critiche, gliene rivolgiamo una con forza – conclude Di Biase -: smettano di pensare alle carceri come contenitori, e comincino a considerare chi vi è recluso come persone. Perché anche la giustizia si misura dalla dignità con cui si trattano i detenuti”.
"Come ho avuto modo di ribadire in numerose occasioni i rider sono oggi il simbolo del lavoro precario, sottopagato, con turni estenuanti, pochi diritti e pericoli continui. Il loro numero è in crescita (di parla di circa 100mila nel nostro paese) ma le tutele diminuiscono; cifre precise sono comunque difficili da ottenere, dato che molti di questi lavoratori sono autonomi e non tutti si registrano alla gestione separata Inps. Circa due anni fa decisi di iniziare la mia campagna come segretario Dem della Toscana portando un fiore dove Sebastian Galassi, rider fiorentino di 26 anni, aveva perso la vita nell’ottobre del 2022 mentre stava lavorando. Oggi porto idealmente nello stesso luogo proposte concrete per migliorare la vita di queste persone": è quanto dichiara il deputato Pd e segretario regionale della Toscana Emiliano Fossi sulla sua proposta di legge assegnata alle Commissioni Giustizia e Lavoro di Montecitorio.
"La proposta di legge ha alcuni obiettivi espliciti: contrastare il caporalato digitale, tutelare i dati sensibili dei lavoratori e introdurre nuovi obblighi a carico del committente che utilizzi le piattaforme online. Nello specifico il committente dovrà monitorare e valutare periodicamente l’impatto sulle condizioni di lavoro delle decisioni prese dai sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati nonché valutare i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Vengono inoltre contrastati i fenomeni di sfruttamento e somministrazione fraudolenta di lavoro. Questo testo, che chiederò di calendarizzare prima possibile, è comunque un punto di partenza aperto alle proposte migliorative di tutti: forze politiche, sindacati, enti locali ed associazioni": conclude Emiliano Fossi.
“Figuriamoci se non ci aspettavamo la ciambella assolutoria di Salvini di fronte alla sentenza del Tribunale francese per Marine Le Pen condannata, insieme ad altri europarlamentari del suo schieramento, per appropriazione indebita di soldi pubblici. Salvini deve aver giudicato 2,9 milioni di euro poca cosa visto che la Lega Nord, il suo partito prima del maquillage nominale, ne aveva fatti sparire 49 di milioni contrattando poi la restituzione pluriennale con lo Stato. Salvini pensa che gli interessi di parte vengano prima delle regole e che la giustizia non possa intralciare tali interessi. Un modo bizzarro di intendere la democrazia e un problema in più per il governo Meloni, dopo quello sui dazi e la politica estera. E la Meloni cosa dice?”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato democratico, Stefano Vaccari.
" Vergognosa immobilità governo"
Già a gennaio scorso avevamo raccolto la denuncia della Cgil che annunciava che il ricalcolo sull’età pensionabile avrebbe prodotto migliaia di esodati. E abbiamo chiesto con forza una norma per evitare che circa cinquantamila persone uscite dal ciclo produttivo si trovino senza stipendio e senza pensione. E’ una vergogna che il Governo non sia ancora corso ai ripari nonostante gli annunci. Si faccia subito un decreto per evitare questa ingiustizia. Hanno preso i voti dicendo che abolivano la legge Fornero. L’hanno invece peggiorata.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“ Le recenti modifiche alla legge sulla cittadinanza italiana, approvate dal Consiglio dei Ministri il 28 marzo 2025, sono inaccettabili e ridicole. La motivazione ufficiale, secondo cui si intende "tutelare" il processo di acquisizione della cittadinanza italiana, è un pretesto che nasconde un attacco ai diritti fondamentali di chi emigra e delle loro discendenze.Diventare cittadino italiano non è solo una formalità: è un riconoscimento di identità, cultura e appartenenza. Queste modifiche stravolgono e negano diritti acquisiti, minando la dignità di milioni di cittadini italiani all'estero e delle loro famiglie.
È inaccettabile che si giochi con le vite delle persone, imponendo restrizioni e complicazioni che non hanno alcuna giustificazione ragionevole. I tempi e le modalità di questa operazione legislativa sono inadeguati e mostrano una totale disconnessione dalle reali esigenze di chi ha scelto di portare il nome e i valori italiani nel mondo.
Ci batteremo con tutte le nostre forze per difendere i diritti dei cittadini italiani all’estero. Non permetteremo che la nostra identità venga svenduta per mere logiche politiche. È tempo di unirci e far sentire la nostra voce contro questa ingiustizia.” Così Nicola Carè deputato del Pd eletto all’estero.
“È necessaria più giustizia per i lavoratori agricoli, per questo oggi ho depositato con il collega Marco Lacarra una proposta di legge con lo scopo di porre fine alla storica disparità tra l’indennità di disoccupazione agricola (oggi ferma al 40%) e quella degli altri lavoratori (fissata al 75%)”. Così si legge sul profilo social del deputato dem Mauro Laus.
“Con questa proposta – prosegue il parlamentare PD - vogliamo portare l’indennità agricola al 75% entro il 2027, con un aumento graduale già dal 2025. È una questione di giustizia, di dignità e di rispetto per chi lavora nei campi, alimenta il Made in Italy e rappresenta una parte fondamentale del nostro sistema produttivo”. “Quella del PD è una proposta, che sostiene oltre 590 mila lavoratori agricoli stagionali e riconosce il valore di un settore che vale oltre 70 miliardi per l’economia italiana. Ora tocca al Parlamento fare la sua parte”, conclude Laus.
Doveva trasmettere gli atti non valutarli, ministro, e le chiedo chi le ha detto di stare fermo e di riportarlo in Libia con un volo di Stato. E' stata Giorgia Meloni? Perché non ce lo dite? Lei ha gravi responsabilità, oggettive e politiche, perché ha mentito al Paese. Vi siete limitati ad attaccare la Cpi, nata proprio qui a Roma. Il vostro modello Caivano, securitario e punitivo, vale solo per i poveri cristi". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nell'aula della Camera per la dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni (a eccezione di Azione) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il caso Almasri