10/07/2024 - 17:32

“L’assegno unico universale è uno strumento indispensabile per tantissimi genitori  ma ci sono delle zone d’ombra che vanno sanate il prima possibile. Sono moltissimi i centri antiviolenza, CAF e i patronati che segnalano difficoltà enormi ad accedere all’assegno unico universale da parte delle donne vittime di violenza che, nella fase di allontanamento dal coniuge o convivente violento (pur mantenendo formalmente la medesima residenza), trovando rifugio e ospitalità nei centri antiviolenza e nelle case famiglia, in condizioni di segretezza e a tutela della propria incolumità e di quella dei bambini. Queste donne non riescono ad ottenere una ripartizione parziale o totale dell’assegno unico universale perché la loro istanza risulta già inserita e quindi evasa da INPS all’altro genitore. Sono situazioni difficili e complicate in cui troppo spesso però il genitore autore della violenza continua a percepire, a volte anche integralmente, l’assegno unico universale, anche in presenza di ordinanze cautelari di divieto di avvicinamento alla donna, vittima di violenza, che si occupa dei figli. La burocrazia, l’interpretazione disomogenea delle norme e la mancanza di dialogo tra pubbliche amministrazioni non solo stanno negando tutela e protezione alle vittime di violenza di genere ma stanno di fatto negando un diritto sacrosanto. Per questi motivi ho presentato un’interrogazione alla ministra del lavoro Calderone affinchè il governo intervenga immediatamente per sanare questa ingiustizia perché non è possibile che donne vittime di violenza di genere, che alloggiano presso case rifugio e centri antiviolenza, non riescano ad accedere ad un dispositivo essenziale per combattere il ricatto psicologico e accelerare quindi il pieno percorso di recupero di autonomia”. Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.

10/07/2024 - 15:07

Il ddl sulla sicurezza urbana è un concentrato di tanti nuovi reati, tante nuove aggravanti e innalzamento delle pene. È una ricetta fallimentare che la destra ripete ogni volta e come sempre non produrrà niente di buono in termini di sicurezza e comprimerà i diritti dei cittadini. Una spirale perversa che strumentalizza il codice penale per piegarlo a slogan e demagogia come per le aggravanti connesse alle manifestazioni contro le grandi opere o alle porte del carcere che si aprono per i neonati.  Siamo molto preoccupati perché il sistema penale italiano è sotto scacco per le sfide e i veti incrociati dentro ai partiti della maggioranza. È davvero sorprendente che un partito che si definisce garantista e liberale come Fi possa accettare questa deriva e che Fdi, partito di maggioranza relativa, subisca così tanto la pressione della Lega.

Lo ha detto il deputato Pd Federico Gianassi, capogruppo in commissione Giustizia, intervistato da Radio Radicale.

10/07/2024 - 14:09

"Per la destra la vera bad company nell'affare Ita - Lufthansa sono soltanto i diritti dei lavoratori. Sono infatti partite le procedure di licenziamento per gli oltre 2200 addetti rimasti fuori dal passaggio da Alitalia, in cassa integrazione a zero ore fino al 31 ottobre, e per i quali non è prevista alcuna proroga di ammortizzatore sociale. In questo quadro sconfortante il governo non ė intervenuto ma con un precedente decreto ha addirittura compromesso qualsiasi modalità di continuità occupazionale": ė quanto dichiara il deputato Pd in Commissione Lavoro Emiliano Fossi sulla interrogazione svolta oggi a Montecitorio.

"Su Ita si compie l'ennesima giravolta di Giorgia Meloni, che in campagna elettorale nel 2022, intimò al Mario Draghi di stoppare la vendita di Ita a Lufthansa, in nome del patriottismo. Adesso per i lavoratori che hanno creduto alle sue menzogne arriva il danno del licenziamento oltre alla beffa. Il Pd lavorerà in Parlamento per evitare questa ingiustizia": conclude Emiliano Fossi.

10/07/2024 - 11:26

“Cancellate dal codice penale l'abuso di potere del pubblico funzionario che, violando deliberatamente la legge, discrimina un cittadino o ne avvantaggia ingiustamente un altro in quanto amico o parente. Stiamo parando di atti spregevoli, che allontanano le persone dalla PA. Il governo, abolendo l'abuso d'ufficio, premia l'impunità per comportamenti gravi”. Lo dichiara il deputato dem Federico Gianassi, Capogruppo in Commissione Giustizia, annunciando il voto contrario del Pd al Ddl di modifica del codice penale.

“Il governo – continua Gianassi - ha portato avanti questo provvedimento ispirato dall’ideologia perché qui non ci troviamo davanti ad una riforma ma ad un atto bandiera. Non ci sono risorse, investimenti sulla Giustizia e tutto è stato condito da grande arroganza perché il governo non ha voluto neanche aprire una riflessione con le opposizioni sulle tante criticità che avevamo evidenziato”.

“Nel merito – ha concluso Gianassi - questo provvedimento è sbagliato perché viene rimossa la riforma del 2020 che aveva efficacemente tipizzato e ridimensionato il reato. Per il clamoroso vuoto normativo che si crea, il ministro Nordio ha già fatto un’incredibile prima e parziale retromarcia perché in Cdm con urgenza ha introdotto l'abuso d'ufficio-bis, chiamato peculato per distrazione. Siamo davanti ad un atto incompatibile con i principi europei e incoerente con l'esigenza di tutela dei cittadini. Per colpa di questo furore ideologico verranno cancellate sentenze di condanna già emesse e saltano processi per fatti gravi come truccare i concorsi che nelle aule di tribunale vengono oggi considerati reato di abuso di ufficio”.

09/07/2024 - 22:04

“Approvato un ordine del giorno del Pd a prima firma Debora Serracchiani che chiede di superare la differenza di trattamento della norma della legge Severino nella parte in cui sospende i sindaci condannati in primo grado  e con sentenza non definitiva, al contrario di quanto avviene per altre cariche pubbliche. L’ordine del giorno, in coerenza con le proposte avanzate dal PD, esclude che cambi di normativa possano valere per tutti i reati di allarme sociale. L’ordine del giorno approvato dalla camera esclude infatti il superamento della sospensione per tutti i delitti di allarme sociale, non solo dunque per i reati di mafia e criminalità organizzata come invece era stato proposto con una riformulazione del governo che avrebbe prodotto effetti troppi riduttivi. Con questo ordine del giorno la maggioranza è andata in fibrillazione con un parere rivisto dal Governo con evidenti tensioni tra i partiti della maggioranza, che non sono sfociate in voti contrari anche per evitare spaccature plateali”. Lo rende noto il capo gruppo nella commissione Giustizia della camera, Federico Gianassi, che aggiunge: “non abbiamo accettato la riformulazione del governo perché era troppo riduttiva, mentre la nostra formula, che esclude cambiamenti di normativa per tutti i reati di grave allarme sociale, e’ ben più ampia dei soli reati di mafia e di criminalità organizzata e comprende anche reati associativi e corruttivi.”

09/07/2024 - 18:00

La sentenza di ieri nel processo Bellini per la strage del 2 agosto rappresenta un altro momento importante di verità e giustizia, su una strage fascista che è stata parte della strategia della tensione. Grazie ai familiari delle vittime per il loro determinare impegno.

Lo ha scritto su X Andrea De Maria, deputato Pd.

09/07/2024 - 13:27

Proprio mentre discutiamo in aula il DDL Nordio, un provvedimento chiamato dalla maggioranza “riforma della giustizia”, anche se si tratta di un intervento residuale e a costo zero, il dramma del sovraffollamento carcerario preme con la sua urgenza anche nella nostra città, Treviso.

 

Oggi l’Istituto Penitenziario per minori di Treviso finisce nel mirino della stampa nazionale per l’estrema situazione di sovraffollamento: a giorni i ragazzi detenuti saranno 26, in una struttura che è attrezzata per 12 persone.

 

Sono stata qualche mese fa, insieme al segretario regionale del PD Andrea Martella, in ispezione dentro al minorile di Treviso, e abbiamo potuto constatare con i nostri occhi la situazione denunciata: i detenuti dormono in 4 o 5 in celle con 2 o 3 posti letto, usano servizi sporchi, nella completa assenza di privacy, facendo la doccia nella turca in cui fanno i bisogni, soffrono il caldo in cella, in una situazione per cui il sovraffollamento compromette anche la qualità delle attività educative e ricreative e rende molto più difficile il lavoro della direzione e del personale penitenziario, che, nello sforzo quotidiano che va loro riconosciuto, denunciano un grande tema di carenza di organico.

 

Il problema non risiede evidentemente nel caso isolato dell’istituto minorile trevigiano: è palese come la situazione sia un effetto del decreto Caivano.

 

il VII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile e gli Istituti penali per minorenni ci dice che, all’inizio del 2024 erano circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiane: da oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra, e che gli ingressi negli IPM, Istituti penali minorili, sono in netto aumento; se sono stati 835 nel 2021, ne abbiamo avuti 1.143 nel 2023, la cifra più alta almeno negli ultimi quindici anni; inoltre i ragazzi in IPM in misura cautelare erano 340 nel gennaio 2024, mentre erano 243 un anno prima.

 

Gli istituti minorili diventano così, grazie al Governo, una vera e propria bomba sociale, che fa male innanzitutto ai ragazzi e al fine rieducativo che a maggior ragione negli istituti minorili dovrebbe essere la prima priorità.

La strategia securitaria della destra al Governo sta fallendo davanti ai nostri occhi.

05/07/2024 - 13:54

Di fronte all’ennesimo brutale femminicidio, Manuela Pietrangeli e’ infatti già la quarantacinquesima donna uccisa in Italia quest’anno, falciata a fucilate da un uomo che aveva lasciato e già pregiudicato per violenza, le parlamentari del PD, Cecilia D'Elia, capogruppo in commissione istruzione del Senato, vicepresidente della commissione bicamerale femminicidio e violenza, la capogruppo nella stessa commissione Sara Ferrari e la capogruppo in commissione istruzione della Camera Irene Manzi, chiedono alla maggioranza di condividere la necessità  di far partire finalmente i lavori sull’educazione alla parità e all’affettività, perché il confronto sulle proposte di legge, depositate da tempo, viene frenato dalla destra al governo. “Dobbiamo ingranare la marcia sulla prevenzione-dicono le dem- attraverso la cultura del rispetto delle differenze, che non possono diventare disuguaglianze o discriminazioni e la lotta agli stereotipi. Il governo deve garantire la massima diffusione della formazione delle operatrici e degli operatori, anche della giustizia - che grazie al PD è stata inserita nella legge sulle misure cautelari approvata lo scorso novembre - e alla quale, insieme alle altre opposizioni abbiamo scelto di destinare tutte le risorse a disposizione degli emendamenti in Aula sul bilancio 2024”.

04/07/2024 - 14:04

Inaccettabile proseguire i lavori dell’aula su abuso di ufficio

“Apprendiamo dalla stampa che il Cdm di ieri ha inserito nel DL Carceri, con decretazione d'urgenza, una nuova fattispecie penale: il peculato per distrazione. Di fatto il governo interviene per restringere la portata dell'abrogazione dell'abuso d'ufficio che stiamo discutendo in queste ore e siamo prossimi a votare in Aula e lo fa con un provvedimento d’urgenza”. Lo dichiara il deputato dem Federico Gianassi, Capogruppo Pd in Commissione Giustizia, intervenendo a Montecitorio sull'ordine dei lavori nella discussione del decreto carceri.

“A un anno dall'approvazione del disegno di legge sull'abuso di ufficio – continua Gianassi - il Pd continua a dire che l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio lascia sacche di impunità nel nostro Paese perché rende penalmente irrilevante l'abuso di potere del pubblico funzionario per procurare un vantaggio a sé o a altri o per discriminare un cittadino. Nonostante le critiche al provvedimento anche da parte di esponenti della maggioranza, Nordio aveva dato rassicurazioni dicendo che il nostro ordinamento non avrebbe subito ripercussioni. Invece Nordio è corso ai ripari con una norma penale urgente dentro un decreto che tocca altri temi a poche ore dal voto definitivo della Camera sull’abuso di ufficio. Quale motivi hanno indotto Nordio a questo intervento urgente? Perché non ha avuto il coraggio di presentarsi alla Camera e presentare un emendamento al testo in corso di esame? Guarda caso la parte che tornerebbe a vivere della norma penale sarebbe proprio quella relativa alle responsabilità degli amministratori comunali. Altro che tutela per i sindaci, qui siamo davanti ad un cortocircuito inaccettabile. Procedere oggi con i lavori del Parlamento in assenza di quanto approvato dal Cdm è una forzatura inaccettabile.”

04/07/2024 - 13:52

Testo all’esame della Camera si sovrappone a quello varato ieri dal Cdm

“Il gruppo del partito democratico ha chiesto l’interruzione dell’esame del ddl Nordio alla Camera e l’urgente informativa del ministro della giustizia alla luce della sovrapposizione delle norme all’esame della Camera con una di quelle presenti nel provvedimento varato ieri dal Cdm. Non possiamo non tenerne conto, siamo una democrazia parlamentare, non possiamo lavorare in modo schizofrenico e nella confusione”. Così una nota del gruppo parlamentare del Pd alla Camera a seguito dell’intervento della capogruppo Chiara Braga a cui si sono associate le altre forze di opposizione.

03/07/2024 - 18:05

“Ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni che hanno un unico comun denominatore: l’ingiustizia che subiscono tantissime persone che dopo aver affrontato e superato un concorso, aspettano per mesi o addirittura anni di potersi mettere al servizio della Pubblica Amministrazione per offrire servizi più efficienti per tutte le cittadine e i cittadini. Per questo, anche alla luce delle esigenze del turn over e del milione di persone che andrà in pensione entro il 2033, in ogni occasione utile torniamo a porre in Parlamento al Governo il tema cruciale della proroga e dello scorrimento delle graduatorie. Oggi durante l'esame del Decreto Coesione alla Camera, abbiamo presentato un Ordine del Giorno, accolto dal Governo come raccomandazione, per sollecitare ancora una volta gli interventi indispensabili per rafforzare e rinnovare la PA. Come Partito Democratico, continueremo a impegnarci ogni giorno per dotare nei tempi più rapidi possibili la Pubblica Amministrazione di tutte le nuove energie di cui abbiamo bisogno”. Così il deputato democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd alla Camera, Andrea Casu.

03/07/2024 - 11:38

"Sono passati 10 anni dall'assassinio del fotoreporter Andy Rocchelli e dell'attivista Andrej Nikolaevič Mironov, uccisi da soldati ucraini mentre documentavano le sofferenze della popolazione civile del Donbass a causa degli scontri tra separatisti filorussi e l’esercito di Kiev. Quaranta minuti di spari, da tre armi diverse: non un incidente.
Su questa drammatica vicenda è arrivata, nel 2021, la verità giudiziaria, ma non la giustizia. Oggi in Comitato diritti umani della Camera abbiamo ascoltato Rino Rocchelli ed Elisa Signori, i genitori di Andy, insieme a Giuseppe Giulietti, coordinatore di Articolo21 che hanno spiegato molto bene come perfino la Cassazione riconosca che contro Andy e Andrej si sia consumato un crimine di guerra operato dell’esercito e della Guardia nazionale ucraini. Era anche stato condannato, in primo grado, uno dei militari che hanno partecipato all'assassinio di Rocchelli e  Mironov, poi assolto per un vizio di forma.
Sappiamo ufficialmente, dunque, cosa è successo, ma non c'è stata giustizia. E non c'è stata la necessaria collaborazione da parte del governo ucraino, nè la determinazione ad ottenerla da parte delle autorità italiane. Su questa vicenda presenteremo un'interrogazione al governo e scriverò una lettera al ministro degli Esteri Antonio Tajani perché incontri i genitori di Andy Rocchelli". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

02/07/2024 - 21:03

Gianassi e Mauri: Delmastro non ha voluto spiegare, lo faccia Nordio

“Perché i prefetti potranno ridimensionare la portata delle misure interdittive anti-mafia?” Lo chiedono il capogruppo democratico nella commissione Giustizia di Montecitorio, Federico Gianassi, e il responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri, a seguito del voto in commissione alla Camera della riformulazione di un emendamento proposto dal gruppo parlamentare di Forza Italia a firma Calderone e Patriarca con parere favorevole del Governo. “Visto che il sottosegretario Del Mastro non ha risposto alle nostre domande, chiediamo al ministro Nordio di spiegare le ragioni per cui governo e maggioranza hanno voluto in tutti i modi modificare il codice antimafia con un emendamento più volte riformulato e inserito nel disegno di legge in materia di sicurezza urbana. Leggiamo che i prefetti potranno escludere nell’interdittiva anti-mafia alcuni divieti, valutazione oggi rimessa ai giudici. Sono noti gli effetti di questa norma? Quali sono le ragioni di questo intervento? A noi sembra un pericoloso arretramento.”

01/07/2024 - 16:27

“Gli ultimi annunci del ministro Nordio confermano che non cambierà niente, restiamo alle chiacchiere e pure col garantismo siamo a zero: il sovraffollamento nelle carceri potrà aumentare, continuerà nel disinteresse la sciagura dei suicidi di detenuti e poliziotti penitenziari. Restano pie illusioni gli auspici che Stati esteri si prendano i reclusi nelle nostre carceri. E anche la ‘rivoluzione’ di Nordio sull'ordinanza di custodia cautelare emessa da un organo collegiale è rimandata di due anni, se va bene. E’ previsto dallo stesso Nordio che questa novità avrà un impatto tale sull'organizzazione dei Tribunali, specie quelli piccoli, soprattutto per le incompatibilità dei tre giudici rispetto alle successive fasi del processo, da richiedere l’assunzione di 250 nuovi magistrati, del tutto insufficienti. E così l'entrata in vigore è differita di due anni”. Lo afferma la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani, in merito alle dichiarazioni odierne del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul decreto “svuota carceri”.

01/07/2024 - 15:12

“C'è un'ingiustizia terribile nel mondo del lavoro, di cui ancora troppo poco si parla e che andrebbe affrontata seriamente perché riguarda la società tutta e i suoi squilibri. Le molestie. I risultati del rapporto Istat uscito oggi parlano chiaro, sono circa 2 milioni e 322mila le persone tra i 15 e i 70 anni che hanno subito una forma di molestia sul lavoro nel corso della vita. Tra queste l'81,6% sono donne. Le molestie avvengono anche fuori dal lavoro ma quanto diventano più insopportabili e difficilmente denunciabili quando da esse dipende un salario e un posto di lavoro di cui probabilmente non si può fare a meno? Il ricatto del lavoro precario e senza diritti si nutre di tutto questo, la precarietà ha spianato la Strada a questi soprusi, non a caso le vittime maggiori sono giovani, sia donne che uomini.ma giovani, perché hanno i contratti peggiori e la più alta precarietà. Combattere per una società diversa, destrutturare stereotipi che spesso rendono i corpi oggetti, eliminare la precarietà e tutti i suoi infausti effetti sono parte di una battaglia Comune che va da Satnam Singh a qualunque donna che subisce molestie. Più lo diciamo, più facile sarà combattere insieme contro questo lavoro che umilia invece di nobilitare”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

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