23/01/2026 - 18:00

Anche alla Camera dei deputati il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare per fare luce e contestare con forza la decisione di Meta di ‘censurare e penalizzare la diffusione di un video del professor Alessandro Barbero sul dibattito pubblico relativo al referendum sulla giustizia’.

L’iniziativa è stata promossa dalla presidente dei deputati, Chiara Braga e dalla responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, con un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle imprese e del made in Italy, per chiarire una ‘vicenda che solleva gravi interrogativi sul rispetto del pluralismo informativo e della libertà di espressione’.

Nell’interrogazione si chiede testualmente:

“se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti e se ritenga compatibile con il corretto svolgimento del dibattito democratico e referendario l’equiparazione di analisi e interpretazioni politiche a contenuti di disinformazione oggettiva da parte di piattaforme private;
quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per garantire trasparenza, criteri non discrezionali e il rispetto del pluralismo informativo nelle attività di moderazione e fact-checking operate dalle piattaforme digitali, in particolare in occasione di consultazioni referendarie e passaggi democratici rilevanti”.
“Debora Serracchiani sottolinea inoltre che, a seguito di questa interrogazione, il Partito Democratico scriverà una lettera anche alla AGCom e alla Commissione europea per fare luce e chiarire una vicenda che consideriamo di enorme gravità, che compromette la libertà di opinione nel nostro Paese”.

 

 

23/01/2026 - 12:27

“47 anni fa Guido Rossa, operaio, sindacalista e comunista, veniva ucciso a Genova dalle Brigate Rosse per aver scelto di non voltarsi dall’altra parte, per aver difeso la democrazia, i diritti dei lavoratori e la legalità. Il suo rigore morale, il coraggio e il profondo senso di giustizia restano indelebili nella nostra memoria collettiva. Guido Rossa ha dimostrato che la lotta per i diritti e il bene comune non può mai essere separata dal rifiuto della violenza e del terrorismo”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari liguri del PD Valentina Ghio, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino e Lorenzo Basso presenti nella sede di Acciaierie d’Italia di Genova per la commemorazione dell’uccisione di Guido Rossa.
“La sua storia non sia solo memoria, ma sostanza e azione del presente. Guido Rossa difendeva il lavoro e la dignità del lavoro, proprio da questo stabilimento ex-Ilva che ora attende di capire quali investimenti e quale ruolo pubblico il Governo intende mettere in campo per sostenere la siderurgia italiana e l’occupazione di migliaia di lavoratori. Oggi è un giorno di ricordo, ma anche di responsabilità e impegno”, concludono i parlamentari dem.

 

23/01/2026 - 12:02

"In questi giorni sono stati avviati lavori strutturali e riorganizzativi presso la Casa circondariale di Nuoro – Badu ’e Carros. Durante una visita parlamentare è stato riscontrato lo svuotamento di intere sezioni, il trasferimento di gran parte dei detenuti e l’avvio di interventi in reparti di alta sicurezza recentemente ristrutturati, circostanza che, per modalità e tempistica, non appare riconducibile a semplice manutenzione ordinaria. È urgente chiarire se gli interventi siano collegati a una riorganizzazione finalizzata all’accoglienza di detenuti sottoposti al regime speciale 41-bis, anche alla luce delle dichiarazioni rese in Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre 2025 sulla razionalizzazione del circuito. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia, chiedendo dettagli su opere e sezioni interessate, costi, risorse impiegate, ditte incaricate e modalità di affidamento. Chiediamo inoltre che il Ministro riferisca tempestivamente alle Camere, assicurando piena trasparenza sugli interventi nelle carceri sarde connessi al circuito 41-bis". Così in una nota i deputati Silvio Lai (PD) e Francesca Ghirra (Avs).

 

22/01/2026 - 16:16

“Il Partito Democratico sostiene la pdl per valorizzare e riconoscere le attività educative e ricreative non formali, non solo come scelta di equità e di pari opportunità, ma anche come investimento fondamentale per favorire il benessere dei ragazzi e delle ragazze in una fase segnata da forte fragilità sociale ed economica”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, esprimendo il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento.

“L’inizio del 2026 – ha ricordato l’esponente dem - è stato segnato da fatti drammatici che hanno coinvolto studenti e studentesse, imponendo una riflessione sulla sfida educativa del nostro Paese, caratterizzato da quasi 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, di cui oltre un milione di minorenni. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, con il rischio che l’uguaglianza formale dei diritti si trasformi in una disuguaglianza sostanziale e che la povertà venga trasmessa di generazione in generazione, diventando una condizione di non ritorno. Servono spazi di ascolto, luoghi di aggregazione, occasioni di crescita, relazioni sane e fiducia in un Paese dove povertà educativa, disagio giovanile e dispersione scolastica sono tra le più alte in Europa. Questa legge riconosce il protagonismo del terzo settore, degli oratori, degli enti di promozione sportiva e culturale, capaci di costruire reti territoriali e patti educativi di comunità in percorsi di coprogettazione virtuosi come solo una comunità educante può fare".

“Il Fondo istituito prevede – ha concluso Malavasi - risorse non sufficienti e la delega può essere un’opportunità o un’occasione persa. Chiediamo al governo di dare seguito rapidamente al mandato parlamentare, con risorse e strumenti stabili, perché per il Partito Democratico l’educazione resta il principale strumento di giustizia, coesione sociale e crescita del Paese”.

 

22/01/2026 - 12:07

Dopo la denuncia alla magistratura per i manifesti del Comitato civico GiustodireNO, dopo aver minacciato di denunciare la sottoscritta che ha osato esercitare le proprie prerogative costituzionali chiedendo spiegazioni in aula su una inchiesta di Report, apprendiamo da alcuni quotidiani che il ministro  avrebbe  deciso di segnalare i suddetti manifesti all’AGCOM, Autorità garante per le Comunicazioni, evocando, cosi sembra sia scritto in una risposta che il ministro ha dato sul tema a FDI, “possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Siamo certi che con la medesima sollecitudine denuncerà, a titolo di esempio, le improvvide affermazioni pubbliche della premier che ha avuto modo di di dire che bisogna votare la riforma costituzionale “perché non ci sia più una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”. Si tratta di una dichiarazione falsa e tendenziosa che meriterebbe l’attenzione del Ministro che ha avuto modo di dire più volte che la riforma non migliora l’efficienza della giustizia. Ci stupisce, inoltre, che proprio questo Governo che ha aperto un conflitto con la magistratura, pensi di vincere il referendum utilizzando la via giudiziaria e rivolgendosi proprio a quella giudici che quotidianamente denigra. Eterogenesi dei fini o denuncia facile. Fate voi.

 

21/01/2026 - 17:26

“Il ministro Nordio risponda nel merito invece di intimidire chi esercita legittimamente il proprio ruolo di parlamentare. Gli attacchi rivolti alla deputata Debora Serracchiani sono inaccettabili e fuori luogo.

Serracchiani è intervenuta in Aula nel pieno delle proprie prerogative per chiedere conto al ministro della Giustizia di quanto denunciato da un’inchiesta giornalistica di Report. Di fronte a questioni così gravi e delicate, che riguardano l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della giurisdizione, il ministro dovrebbe fornire risposte chiare e puntuali, non attaccare i deputati che svolgono il loro dovere di controllo democratico.

Il Parlamento non può essere intimidito. Il ministro della Giustizia è chiamato a rispondere nel merito delle questioni sollevate, nel rispetto delle istituzioni e della Costituzione” Così Federico Gianassi, capogruppo PD in Commissione Giustizia della Camera.

 

21/01/2026 - 16:50

“Il voto favorevole al rinvio dell’accordo Ue-Mercosur, in attesa di un parere della Corte di Giustizia, rappresenta una scelta miope che rischia di bloccare il percorso di approvazione del trattato e di incrinare la credibilità dell’Unione europea in una fase geopolitica estremamente delicata”.

Così le deputate e i deputati democratici della commissione Agricoltura, Forattini, Rossi, Marino, Romeo e Vaccari.

“L’Europa - aggiungono - si trova di fronte a un passaggio storico complesso, segnato dal ritorno della competizione tra grandi blocchi, dal rafforzarsi di politiche protezionistiche e da un clima internazionale sempre più instabile. In questo contesto, rinviare decisioni strategiche significa scegliere l’indebolimento invece della responsabilità. Il rinvio dell’accordo Ue-Mercosur è ancora più incomprensibile se si guarda allo scenario transatlantico. Di fronte alla prospettiva di un ritorno di politiche protezionistiche negli Stati Uniti con Donald Trump, l’Unione europea dovrebbe presentarsi compatta, credibile e capace di decisione. Al contrario, rischia di arrivare divisa e impreparata, proprio quando avrebbe bisogno di rafforzare la propria autonomia strategica. L’accordo Ue-Mercosur non è solo un trattato commerciale: è una scelta geopolitica che può rafforzare il ruolo globale dell’Europa, costruendo il più grande spazio di libero scambio al mondo e difendendo un sistema multilaterale fondato su regole, diritto e cooperazione, in alternativa alla logica dei dazi e delle chiusure unilaterali. Come Pd continueremo a lavorare perché l’accordo diventi pienamente operativo, accompagnandolo con le necessarie garanzie per i settori più esposti e con politiche europee in grado di sostenere imprese, lavoratori e filiere produttive. Ritardare questo percorso - concludono - significa rendere l’Europa più fragile, meno autorevole e meno capace di incidere in uno scenario internazionale sempre più competitivo e incerto”.

 

 

21/01/2026 - 16:47

Minacciare un deputato nell’esercizio delle sue funzioni è grave e inaudito. Le parole di Nordio nei confronti di Debora Serracchiani che semplicemente chiedeva lumi su un’inchiesta giornalistica che racconta di magistrati italiani spiati, sono inaccettabili. Il ministro si preoccupasse di smentire una vicenda da dittatura sudamericana e impari a rispettare il Parlamento.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

21/01/2026 - 16:20

“Il voto del Parlamento europeo per chiedere il parere della Corte di Giustizia sull’accordo Ue-Mercosur è un errore, perché indebolisce da un punto di vista politico l’intera Europa.

Al riguardo, è particolarmente grave la posizione espressa dai parlamentari europei della Lega, poiché dimostra quello che è sotto gli occhi di tutti. Il governo Meloni, che aveva dato il via libera in Consiglio alla ratifica, è totalmente spaccato, debole sul piano internazionale e poco credibile in Europa”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue di Montecitorio.

 

21/01/2026 - 14:40

“Dopo aver ascoltato il ministro Nordio mi verrebbe da dire parafrasando un suo collega di governo che la 'giustizia vale fino ad un certo punto'. Il ministro parla di un mondo quello della giustizia che apparentemente non conosce, non frequenta e non capisce. Le tante interrogazioni, proposte di legge e audizioni avanzate dal PD in questi tre anni, raccontano un mondo della giustizia completamente diverso da quello narrato da Nordio che continua solo a dire di no a tutte le proposte e risoluzioni che gli vengono presentate e porta avanti il triste record di una riforma che non verrà intaccata neanche da un piccolo emendamento. Non è una 'petulante litania' ricordare che la Costituzione appartiene a tutti gli italiani, e che va rispettata e trattata con cura”. Lo dichiara la deputata e responsabile giustizia del PD, Debora Serracchiani.
“Se va tutto bene come sostiene Nordio ed è stato rispettato il Pnrr  - sottolinea la parlamentare dem - perché fare un decreto urgente per spostare i magistrati da una parte all'altra del Paese? Perché i giudici di pace fissano le udienze al 2032? Perché nel processo di digitalizzazione, le richieste di archiviazioni si stanno facendo a mano? Per non parlare poi del precariato presso il ministero della Giustizia e le gravissime carenze di personale amministrativo”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento evita i suicidi. Sulla sicurezza il fallimento è totale e lo ammette anche la premier Meloni che le chiede un cambio di passo. Ma Nordio continua con l'aumento dei reati e delle pene omettendo anche una sola parola su prevenzione, formazione e informazione, elementi fondamentali per rendere più sicure le città”, conclude Serracchiani

 

21/01/2026 - 14:24

"Il voto con il quale oggi, a stretta maggioranza, il Parlamento europeo ha chiesto il rinvio alla Corte di Giustizia europea dell'accordo Ue-Mercosur, oltre ad estendere in maniera illogica e palesemente pretestuosa l'avvio del più grande spazio commerciale al mondo, costituisce un inaspettato e immeritato favore alle politiche sovraniste e neoimperialiste di Donald Trump.  Invece di abbracciare un continente al quale ci uniscono vincoli sociali e culturali prima ancora che commerciali l'Ue rischia cosi di minare la sua credibilità internazionale anche in relazione a nuovi accordi di scambio e cooperazione". Così il deputato Pd Fabio Porta eletto nella circoscrizione Estero (America Meridionale).

21/01/2026 - 13:47
“Capisco il tentativo del ministro Nordio di parlare del referendum di 'domani' per non parlare dello stato in cui versa la giustizia oggi. Ma inviterei il ministro a rimanere fedele nell'illustrazione annuale dell'amministrazione della giustizia. Ogni volta che Nordio viene in Aula fa l'iconografia dell'immagine della bilancia della giustizia, ma quando parla di carceri e detenzione non cita mai l'articolo 27 della Costituzione che ci dice come dovrebbe essere la funzione della pena all'interno del nostro Paese, ovvero tutto ciò che oggi non si verifica all'interno delle carceri italiane”. Lo dichiara in Aula la deputata PD, Michela Di Biase.
“Il mondo che questo governo descrive – sottolinea la parlamentare dem - e il Piano Carceri che Nordio più volte cita, non corrisponde alla realtà che si vive: il sovraffollamento ha infatti raggiunto vette inimmaginabili con punte pari al 200%. Invece di risposte concrete per far fronte a questa emergenza, continuiamo ad assistere ad una furia panpenalistica del governo che ha introdotto 50 nuove fattispecie di reati e 400 anni di pena in più per le aggravanti”. “Questo è un governo sordo agli appelli dei garanti dei detenuti e all'accorato appello del Presidente del Senato. Incurante anche della questione delle carceri minorili, ora al collasso, nonostante gli sbandierati e propagandistici decreti Caivano e Sicurezza. Solo promesse, mai mantenute”, conclude Di Biase.

 

21/01/2026 - 12:45

Se notizie confermate, Nordio si dimetta

“Apprendiamo con sgomento da indiscrezioni di stampa che tutti i pc dei magistrati italiani sarebbero sottoposti a controlli da remoto che violano la segretezza delle indagini, la riservatezza delle inchieste e degli stessi atti processuali. Una questione di sicurezza nazionale e una evidente lesione dell’indipendenza e autonomia della magistratura.
Un fatto gravissimo che se confermato smaschererebbe ancora una volta il governo e sarebbe la conferma che il Governo Meloni vuole controllare la magistratura.
Tanto più grave se corrisponde al vero che il caso sollevato da una importante procura sarebbe stato messo a tacere nel 2024, secondo fonti ministeriali citate, dai dirigenti del ministero su richiesta della presidenza del Consiglio. Una violazione di fondamentali principi costituzionali e di sicurezza nazionale di cui il ministro Nordio e palazzo Chigi dovranno rispondere con immediatezza.
Questa volta come minimo ci aspettiamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Aula a spiegare se quanto rivelato da Report corrisponde al vero e in caso affermativo che il Ministro Nordio si dimetta immediatamente”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

21/01/2026 - 11:56

“Mentre la giustizia è al collasso, il ministro Nordio ci spiega che invece tutto funziona meravigliosamente, evidentemente vive in un mondo fantastico che però non esiste e i dati parlano chiaro: il suo ministero è peggiore per l'adempimento del Pnrr, il giudice di Pace fissa le prime udienze al 2032, la digitalizzazione è in tilt e la carenza di personale è ormai strutturale. Le carceri stanno esplodendo e si assiste al fallimento della giustizia penale, con tante nuove fattispecie di reato che non hanno inciso per nulla sulla questione sicurezza nel Paese che mostra lacune clamorose”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Federico Gianassi.
“Il ministro – sottolinea il parlamentare -  ha già dichiarato che la riforma della giustizia non serve a migliorare il sistema giudiziario e allora perché continua ad accanirsi? Il sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha usato parole talvolta peggiori di quelle che usa l'opposizione nel criticare la riforma. Questa è una riforma pericolosa perché è mossa da intendimenti punitivi verso la magistratura, lo provano le parole della premier e dei membri del governo”. “In democrazia non esistono poteri illimitati per chi vince le elezioni, ma l'obbligo di rispettare la legge, la cui verifica compete ad un corpo di magistrati autonomi e indipendenti.”, conclude Gianassi.

 

20/01/2026 - 12:47

“È importante questo codice perché costituisce uno strumento utile per conoscere e mettere in fila i diritti e i doveri degli under 18. Serve ai giovani per acquisire consapevolezza, ma serve anche a tutti coloro che si occupano di minori. Uno strumento di conoscenza e consapevolezza, un’opera di formazione e informazione che tocca argomenti che riguardano la prevenzione e non solo la repressione nei casi di disagio giovanile”. Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nel suo intervento alla Camera per presentare il volume “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”.

“Proprio per la tutela dei minori, abbiamo presentato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato: è necessario, ancora di più oggi alla luce dei tragici fatti di cronaca di questi giorni che hanno coinvolto ragazzi di 16 anni, vietare la vendita online e fisica di armi da taglio e coltelli ai minori in Italia, introducendo sanzioni severe (reclusione fino a 3 anni, multa fino a 10.000 euro) per i venditori che non verificano l'età. Ma le sanzioni non bastano. È fondamentale la prevenzione: rafforzare i controlli, cercare di prevenire la violenza tra i minori, nelle scuole, nelle famiglie e allo stesso tempo formare e sensibilizzare i commercianti, responsabilizzarli perché dalla vendita di un coltello ad un minore può dipendere la vita di un altro suo coetaneo. Il Pd ha messo in campo una serie di proposte per la sicurezza e la prevenzione della violenza, cercando di arginare anche la disinformazione online e in generale l’utilizzo delle armi. Questo Codice ci aiuta ad avere uno strumento in più da mettere nella nostra cassetta degli attrezzi per affrontare la complessità della minore età, dei suoi diritti e doveri”, ha concluso Serracchiani.

 

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