“Trent'anni fa, il 15 gennaio del 1993, finiva in manette Totò Riina. Viveva in una villetta "protetta" in centro a Palermo.
Da quel giorno iniziava la latitanza di Matteo Messina Denaro, arrestato oggi in una clinica del capoluogo siciliano.
L'ultimo boss di una generazione mafiosa che ha le mani sporche del sangue di servitori dello Stato e di vittime innocenti, tra cui il piccolo Giuseppe Di Matteo.
Questo arresto, giunto grazie al lavoro prezioso del Ros e della Procura di Palermo, non può che essere dedicato a loro e ai siciliani onesti e laboriosi”. Lo dichiara la deputata del Pd, Giovanna Iacono.
“L’arresto di Matteo Messina Denaro è una vittoria dello Stato e della giustizia. Un abbraccio alle famiglie delle vittime. E un forte grazie alle Forze dell'Ordine, alla Magistratura, a quanti hanno reso possibile questo risultato. È una pagina storica per la lotta alla Mafia”.
Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Piero De Luca, su Twitter.
"Con la cattura del boss Matteo Messina Denaro, latitante da decenni, viene scritta oggi una pagina fondamentale nella lotta alla mafia. Un giorno davvero importante per la giustizia di cui occorre essere grati agli inquirenti, alle forze dell'ordine e a tutti coloro che hanno consentito questo risultato ".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
Il deputato Pd Mauro Berruto in una missiva all’ambasciatore dell’Iran in Italia chiede patrocinio politico della condannata a morte Fahimeh Karimi e annuncia che coinvolgerà istituzioni sportive italiane ed internazionali
“Egregio Ambasciatore, Le scrivo in riferimento alla situazione di Fahimeh Karimi, allenatrice di pallavolo, madre di tre figli e condannata a morte. Arrestata durante una manifestazione è attualmente detenuta presso il carcere di Khorin, a Pakdasht. La pena inflitta è umanamente, moralmente e giuridicamente inaccettabile e non c’è evidenza di regolare processo a suo carico. Il Direttore del quotidiano italiano La Stampa, lo scorso 8 gennaio, ha consegnato presso la sede della sua Ambasciata a Roma, un dossier con oltre 300.000 firme di cittadine e cittadini italiani che chiedono giustizia per Fahimeh Karimi e per tutte le donne e i giovani incarcerati e condannati. C’è, fra quelle trecentomila, anche la mia firma.
Con questa lettera, tuttavia, in qualità di deputato della Repubblica italiana, intendo assumere il patrocinio politico di Fahimeh Karimi”. Lo scrive il deputato e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico, Mauro Berruto, in una lettera indirizzata all’ambasciatore dell’Iran in Italia, Mohammad Reza Saburi. Berruto ha una storia personale molto importante che lo lega al mondo dello sport, ed in particolare alla pallavolo, essendo stato il CT della nazionale maschile italiana di pallavolo.
“La invito - prosegue Berruto - a darmi con urgenza informazioni sulle sue attuali condizioni, sul suo stato di salute, sull’iter giudiziario che la riguarda, chiedo che le sia assicurato un contatto costante con la sua famiglia e garanzie sul fatto che possa scegliere un avvocato di sua fiducia. Contatterò istituzioni sportive nazionali e internazionali, atleti, tecnici, dirigenti per chiedere a tutta la comunità pallavolistica e sportiva mondiale di sostenere queste stesse mie richieste che La invito a trasmettere alle autorità del suo Paese, oltre che a sollecitare l’osservanza dei principi sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani sottoscritta, anche dall’Iran, nel 1948”, conclude il deputato dem.
Una delegazione di parlamentari del Partito democratico oggi, giovedì 12 gennaio, nell’ambito di una visita in Sardegna si recherà nel carcere di Sassari in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per costatare concretamente le condizioni di Alfredo Cospito, lì detenuto.
La visita è prevista alle 11 circa e faranno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai e il senatore Walter Verini.
ROMA, MORASSUT: APPROVATO ODG PER STOP A PEDAGGIO TRATTO URBANO A24 E A25
“Durante le votazioni del Decreto Aiuti quater, è stato approvato un ordine del giorno a mia firma che prevede la cancellazione del pedaggio nel tratto urbano della A24 e della A25, un obolo ingiusto che colpisce i cittadini della periferia orientale di Roma. Ora il governo si adoperi per mettere fine a questa ingiustizia a danno dei pendolari che da anni chiedono di non essere penalizzati rispetto a tutti gli altri cittadini della Capitale”. Così in una nota deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
Una delegazione di parlamentari del Partito democratico domani, giovedì 12 gennaio, nell’ambito di una visita in Sardegna si recherà nel carcere di Sassari in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per costatare concretamente le condizioni di Alfredo Cospito, lì detenuto.
La visita è prevista alle 11 circa e faranno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai, la vice presidente del Senato Anna Rossomando e il senatore Walter Verini.
“La notizia della riapertura delle indagini sul caso Orlandi da parte della giustizia Vaticana è molto positiva e si muove nella direzione della ricerca della verità, una verità che i parenti e tutti gli italiani aspettano da troppo tempo. In Parlamento stiamo lavorando alla costituzione di una Commissione di Inchiesta che potrà affiancare il lavoro degli inquirenti, nelle prossime settimane accelereremo in tal senso”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, primo firmatario della proposta di una Commissione di Inchiesta Parlamentare sui casi Orlandi, Gregori e Cesaroni.
Dichiarazione di Andrea De Maria, ufficio di Presidenza gruppo Pd alla Camera
"Oggi, come ogni anno, ho partecipato al Pilastro alla Cerimonia per ricordare i tre carabinieri caduti per difendere giustizia e legalità e, con loro, tutte le vittime della Uno Bianca. Nel loro ricordo è chiaro il dovere di chi ha responsabilità istituzionali: garantire certezza della pena per gli assassini e, grazie alla digitalizzazione, verificare eventuali ulteriori approfondimenti delle indagini. Obiettivi per cui, nella mia responsabilità istituzionale, mi sono battuto in questi anni, anche a fronte di troppi benefici di cui hanno goduto i fratelli Savi nella loro detenzione. Obiettivi per cui sento la responsabilità di continuare ad impegnarmi con la massima determinazione". Così Andrea De Maria, della Presidenza del Gruppo PD della Camera
Giustizia: Gianassi (Pd) con odg Costa su prescrizione nessun ritorno alla riforma Orlando ma delega al governo per cancellare la Cartabia
“Non si prospetta affatto un ritorno alla riforma Orlando ma una delega in bianco al governo in materia di prescrizione che non possiamo accettare. Impossibile per noi fidarsi di un governo e di una maggioranza di cui siamo convintamente all’opposizione e che sui temi della giustizia dimostra di assumere scelte sbagliate e contraddittorie come sta avvenendo in queste ore in aula alla camera dove, dopo avere detto attraverso le parole del ministro Nordio di volere meno carcere e meno intercettazioni, fanno muro per approvare un decreto che prevede più carcere e più intercettazioni.
Parliamoci chiaro, l’attacco è alla riforma Cartabia che è già intervenuta e doverosamente per superare la pessima norma Bonafede che il Pd ha sempre contrastato e che invece fu approvata con il voto della Lega. Davvero, prima ancora le norme Cartabia abbiano dispiegato i loro effetti il Governo vuole cancellarle? Eppure i primi effetti sono positivi e vanno nella direzione auspicata della riduzione dei tempi dei processi.
Per fare cosa poi? L’ennesima modifica della prescrizione in pochi anni? Per rischiare di compromettere le risorse del PNRR connesse al complesso delle riforme in materia di giustizia?”.
Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia alla Camera Federico Gianassi.
“L’odg Costa non ci riporta alla riforma Orlando sulla prescrizione ma rischia di farci tornare a quelle volute da Arcore a firma Cirielli. Dispiace IV e Azione prendano un’iniziativa che è un salto nell’ignoto e che per un risultato così ambiguo abbandonino l’opposizione a un decreto sbagliato e pericoloso”. Lo dichiara il deputato democratico Alessandro Zan.
“La presidente Meloni ignora che la Bonafede non esiste già più. Grazie alla riforma Cartabia e all'improcedibilità, non solo si è già corretta la Bonafede, ma nel primo semestre del 2022, e ancora prima che la riforma entri pienamente in vigore, si è ridotta la durata dei giudizi di appello e di cassazione del 15% circa. La verità è che la destra vuole smantellare un altro tassello fondamentale della riforma Cartabia con una controriforma che metterà a rischio i fondi del PNRR perché allungherà i processi e diminuirà l'efficienza della giustizia penale.>. Lo dichiara la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani.
“La destra al governo sta cercando in modo talora ambiguo, talora esplicito di cambiare le basi morali della Repubblica. Il cosiddetto decreto ‘giustizia’, il prossimo decreto ‘sicurezza bis’, le dichiarazioni di La Russa sulle celebrazioni prima della Liberazione e oggi del MSI, cercano di creare un clima di fatto contrario allo spirito della Costituzione. Non c’è ancora la forza di un’azione frontale, piuttosto una condotta ambigua, di atti, parziali smentite, azioni ambigue. Ma l’obbiettivo è chiaro. Contro questa condotta deve sollevarsi l’opinione pubblica democratica che è ancora forte e maggioritaria nel Paese. Sono in gioco libertà individuali e collettive fondamentali, come emerge dal decreto giustizia. È in gioco la libertà dei giovani, la loro autonomia e creatività. E in gioco persino la salute degli italiani difronte alle misure ‘no vax’. Nonostante tutto questa resistenza della società civile si risveglierà. La società italiana non è assimilabile al confuso oscurantismo di questa destra. Sta a noi Democratici raccogliere e rappresentare questi sentimenti ora distratti e sopiti. E le nostre primarie devono servire soprattutto a questo”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Il Decreto giustizia in esame alla Camera è il manifesto ideologico della destra. Inventa un'emergenza inesistente sui rave in Italia -creando gravi pericoli di restrizioni arbitrarie delle libertà di manifestazione - e inserisce surrettiziamente norme per reintegrare anticipatamente in servizio medici e sanitari No Vax e sospendere le sanzioni per chi non ha rispettato gli obblighi vaccinali. Una cambiale elettorale ai negazionisti sanitari, uno schiaffo a chi, invece, ha rispettato le regole contribuendo in modo decisivo alla lotta contro il covid”. Così Piero De Luca, vicecapogruppo Pd alla Camera.
"#DecretoRave Perché ci opponiamo ad una macedonia con frutti avariati. Ergastolo: cancellati i reati contro PA dall'elenco degli ostativi. MAFIA: i non collaboranti hanno trattamento migliore rispetto ai collaboratori di giustizia. Rinviata riforma #Cartabia necessaria per Pnrr". Lo scrive su Twitter il deputato dem Stefano Vaccari.