07/04/2026 - 19:07

“Non esistono i contratti equivalenti. Esistono i contratti comparativamente più rappresentativi. A questi vanno agganciate le retribuzioni minime, altrimenti saremo davanti all’ennesima truffa del Governo, che fa entrare dalla finestra i contratti pirata. Siamo stufi degli annunci del Sottosegretario Durigon che continua a parlare di una delega sulle retribuzioni di cui non c’è traccia, di cui nemmeno le parti sociali sono state informate. La strada è molto semplice: il salario minimo che tornerà in Parlamento a Maggio. Dopo che la destra ci ha fatto perdere quasi quattro anni senza combinare nulla per contrastare il lavoro povero, ora sono davanti alla prova della verità. Non possono più scappare“.

Così Arturo Scotto, capolista Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

07/04/2026 - 19:05

“Chiediamo un’informativa urgente al governo, in particolare ai ministri Salvini e Urso, sulla grave situazione legata alla carenza di carburanti negli aeroporti italiani. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sono già diversi gli scali coinvolti: Milano Linate, Treviso, Bologna, Venezia, Brindisi e Reggio Calabria. Il contesto internazionale, con l’aumento del costo del cherosene, sta già producendo effetti sulle compagnie aeree, che stanno trasferendo i rincari sui passeggeri, tra aumenti dei prezzi e nuovi costi aggiuntivi”. Lo ha detto in Aula alla Camera Anthony Barbagallo, deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti.

“Ma il dato più preoccupante – ha aggiunto l’esponente dem – è che, secondo le prime stime, le scorte potrebbero esaurirsi nel giro di cinque settimane. Una prospettiva allarmante, soprattutto perché coincide con l’avvio della stagione turistica, quando aumentano voli e presenze. Il rischio è una congiuntura molto grave: aumento dei costi, esaurimento delle scorte e crescita della domanda. Una situazione che potrebbe bloccare la vita ordinaria del Paese, con danni evidenti non solo per il turismo, ma anche per famiglie, imprese e sistema produttivo”.

“Per questo – ha concluso Barbagallo - chiediamo al governo quali contromisure intenda adottare e se abbia già avviato un confronto con aeroporti e compagnie aeree. È necessario sapere se siano stati coinvolti i rappresentanti del settore e quali iniziative si intendano mettere in campo. Di fronte a una situazione così delicata serve un intervento immediato e, se necessario, un provvedimento d’urgenza condiviso con il Parlamento”.

 

07/04/2026 - 18:25

Difenda la Costituzione e dica no alle basi militari

 

"Il governo sta navigando a vista e si sta dimostrando inadeguato a difendere la credibilità politica internazionale del Paese e la tenuta economica di famiglie ed imprese. L'esecutivo continua ad avere un atteggiamento di totale subalternità nei confronti di Trump e di ambiguità rispetto ad un conflitto pericoloso ed illegale. Bisogna interloquire a schiena dritta, come stanno facendo i premier di Spagna, Francia e Austria, che hanno negato l’utilizzo dello spazio aereo ai velivoli destinati a combattere in Iran. La Premier Meloni ha impiegato dodici giorni prima di venire in Parlamento. Per settimane ha detto che non condivideva e non condannava questo attacco; solo qualche giorno fa ha affermato di non essere d’accordo. La premier italiana dovrebbe condannare e prendere le distanze con forza da un’azione illegale che rischia di incendiare il mondo e portarci nel baratro. Abbiamo chiesto che si dicano parole nette da questo punto di vista. E vorrei essere molto chiaro rispetto alle parole di Meloni e Crosetto: non accettiamo lezioni dalla destra come opposizioni. Noi stiamo dimostrando responsabilità, chiedendo al governo di difendere il diritto internazionale e la Costituzione del Paese. La destra quando era all’opposizione non ha mostrato la stessa responsabilità: strizzavano l’occhio ai No Vax, ai No Mask e ai No Green Pass. Ora noi chiediamo parole chiare: l’Italia non deve entrare in una guerra illegale contraria al diritto internazionale e pericolosa per la sicurezza globale. Sul fronte economico, il governo peraltro sembra limitarsi a tentativi di restyling politico e distrazioni mediatiche, senza ottenere risultati concreti. Famiglie e imprese continuano a pagare aumenti di bollette, carburanti e carrello della spesa, peraltro non solo a causa della guerra, ma anche per l’incapacità del governo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Servono azioni urgenti e una strategia chiara con misure strutturali. Non basta un viaggio come tentativo di restyling politico e come azione di distrazione mediatica. Finora, le iniziative adottate sono state insufficienti e sbagliate". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a Tagadà su La7

 

07/04/2026 - 17:51

“L’hanno rifatto. Ancora una volta la destra ruba risorse al Sud per dirottarli altrove. Dopo i 150 milioni tolti l’anno scorso, ora altri 163 milioni vengono dirottati dalla ferrovia adriatica alla diga di Genova. È l’ennesimo colpo assestato al Mezzogiorno, che stavolta taglia direttamente le gambe a un’infrastruttura vitale per il nostro sviluppo. Esattamente come avvenuto più e più volte negli ultimi quattro anni, la destra di Meloni e Salvini non si fa specie di usare il Mezzogiorno come bancomat per coprire l’ultimo buco finanziario. Mai abbiamo avuto un Governo più antimeridionalista di questo. E mentre Palazzo Chigi continua a saccheggiare il Sud, i parlamentari meridionali del centrodestra preferiscono voltarsi dall’altra parte”.

Così Marco Lacarra, deputato pugliese del Partito Democratico.

 

07/04/2026 - 17:47

“Il ministro Crosetto ha perso un’occasione per spiegare le scelte del governo. Sempre più paesi stanno negando l’uso delle basi agli USA.  Quindi: il diniego emerso il 31/3 è una presa di distanza o Meloni resterà con il cerino in mano, ultima irriducibile a sostenere Trump?” Così sui social la vice presidente della commissione Esteri della camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.

04/04/2026 - 12:39

Non possiamo aspettarci molto dal viaggio della Meloni che vuole soprattutto allontanarsi dai problemi del paese. La situazione è preoccupante e ieri lo ha spiegato bene il ministro Giorgetti. Dopo una timida e tardiva presa di distanza, Meloni non dice fino in fondo la verità e cioè che la guerra Illegale scatenata da Trump e Nethaniau ha provocando problemi enormi anche ai cittadini italiani e la risposta è stata ben diversa da quella di altri paesi che hanno fatto scelte impegnative e straordinarie come la Spagna. Il governo, senza strategia, è intervenuto una prima volta per una necessità elettorale, poi con misure tampone che entrano in contraddizione con altre scelte come i tagli al Pnrr e a Transizione 5.0. In tutto questo ISTAT e Bankitalia segnalano una pressione fiscale senza precedenti e il mancato rientro dalla procedura d’infrazione che ci porterà anche quest’anno a una manovra di bilancio senza respiro. Servirebbe che il governo si occupasse davvero di questi problemi per fronteggiare una crisi che rischia di essere peggiore di quella del COVID e ricadere interamente su famiglie e imprese. E servirebbe un’alleanza europea che invece il nostro governo ha sempre contrastato stando dalla parte di chi minaccia l’Europa, da Trump a Orban.

Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

03/04/2026 - 18:36

GIULI NON HA FORZA PER DIFENDERE FONDI E AUTONOMIA

“Le misure economiche previste nel decreto accise del marzo scorso colpiscono ancora una volta un settore già fragile come quello dello spettacolo dal vivo, incidendo direttamente sulla sostenibilità di festival, programmazioni e attività diffuse sul territorio, e stanno provocando forte preoccupazione tra istituzioni, artisti e operatori”. Lo dichiarano Irene Manzi e Matteo Orfini, componenti Pd della commissione cultura della Camera.

“Il Governo continua a usare la cultura come leva per coprire altri interventi economici, sottraendo risorse a un comparto che invece avrebbe bisogno di stabilità e investimenti. Si interviene in modo disorganico, senza visione, mettendo a rischio la continuità delle attività e l’accesso stesso alla cultura”.

“È un vero e proprio scippo. Di cui Giuli è complice anche perché, incapace di difendere fondi e autonomia, sta assecondando, quando viene avvertito, una gestione da sanguisuga: si drenano risorse e si sottraggono spazi politicizzando le istituzioni”.

“In occasione della discussione della legge di bilancio, a settembre, avevamo già denunciato questa deriva. Oggi assistiamo alla sua piena conferma. Serve un cambio di rotta immediato: basta politiche che sottraggono risorse e indeboliscono il settore. La cultura non può essere utilizzata come bancomat, ma va sostenuta con serietà e visione”. Così i deputati Pd in commissione cultura alla Camera.

 

03/04/2026 - 18:26

“Esprimiamo piena e convinta condivisione alla lettera che 58 associazioni animaliste, ambientaliste e scientifiche hanno indirizzato alla Presidente del Consiglio Meloni, chiedendole di fermare il ddl Caccia che rischia di cancellare decenni di tutele per la fauna selvatica e per la sicurezza dei cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Secondo i sondaggi Ipsos ­– sottolineano le parlamentari dem – l’85% degli italiani è contrario a qualsiasi ampliamento dei diritti dei cacciatori: questi numeri non si ignorano, si ascoltano. Chiediamo alla Presidente Meloni di prenderne nota invece di cedere alle lobby che mercanteggiamo sulla vita degli animali e sul patrimonio naturale che appartiene a tutti”. “I cittadini – aggiungono le deputate - chiedono di disarmare la società incivile che spara per farsi giustizia da sola, che traffica illecitamente con armi e munizioni, che organizza safari a Sarajevo, che chiude un occhio davanti al bracconaggio”.
“Il ddl Caccia è un provvedimento che introduce più fucili, meno controlli, meno aree protette, più specie cacciabili, e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite. Denunciamo con forza anche l’ennesimo attacco all’autonomia scientifica dell’ISPRA, che il governo continua a svuotare di competenze per sostituire la scienza con le convenienze elettorali e clientelari”, concludono Evi e Prestipino.

03/04/2026 - 17:26

Meloni prova a mettere 5000 km tra lei e sottosegretari in affari con persone vicine alla camorra, ministri accusati di truffare lo stato, altri che mettono in imbarazzo le istituzioni. Scappa da Roma non con un piano di pace, ma per provare a salvare se stessa da 15 milioni di No e da un paese in allarme per i costi della spesa e dei carburanti. Invece di sostenere l’Europa e insistere per una soluzione di pace, parte con l’illusione di cercare risposte alla crisi energica, non curante della forza e della tradizione diplomatica in Medio Oriente che l’Italia ha rappresentato per decenni e che avrebbe potuto esercitare in tutti questi mesi, favorendo il dialogo senza l’ostinato rifiuto di condannare le sciagurate scelte dell’amico Trump e di Netanyahu.
Il capolinea di un governo isolato in Europa e malvisto in casa è sempre più vicino.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

03/04/2026 - 16:33

"Evitare la chiusura del sito logistico ex Logimer di Piancastagnaio (marchio Acqua & Sapone), in provincia di Siena, che porterebbe al licenziamento di oltre 50 lavoratori e gravi conseguenze sull’intero territorio": è quanto chiede un’interrogazione parlamentare dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani e Silvio Franceschelli, depositata alla Camera dei deputati e al Senato.

"Siamo di fronte a una scelta industriale grave e incomprensibile, che colpisce un territorio fragile come quello della provincia di Siena e penalizza lavoratrici e lavoratori altamente qualificati nel settore logistico. Ancora una volta si scaricano sui territori più deboli decisioni prese senza confronto e senza responsabilità sociale. La Regione Toscana si sta già attivando, ma il Governo non può restare fermo: serve subito un tavolo nazionale di crisi e strumenti concreti per tutelare l’occupazione e garantire una prospettiva al sito produttivo. Di fronte a un’azienda che non è in crisi ma riorganizza per convenienza, è inaccettabile l’assenza di una politica industriale capace di difendere lavoro e aree interne": concludono.

 

03/04/2026 - 15:43

“Vorrei esprimere la mia più sentita solidarietà alla collega Nadia Romeo per le gravi intimidazioni subite. Organizzazioni di matrice fascista e violenta non dovrebbero avere campo libero in un paese civile e democratico. Il governo prenda una posizione netta ed inequivocabile contro CasaPound. È necessario che le autorità competenti intervengano subito per individuare i responsabili del vile gesto contro Nadia Romeo”. Così in una nota Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione di difesa della camera.

03/04/2026 - 14:30

“Il ministro Piantedosi, invece di pensare alla sua vita sentimentale, dovrebbe farci sapere in che modo il ministero intenda garantire tempestivamente il rilascio delle Carte d’Identità Elettroniche. Attualmente il sistema è del tutto impreparato: quali misure vuole adottare il Governo?”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per avere informazioni sul rilascio delle Carte d’Identità Elettroniche, che saranno obbligatorie dal 3 agosto 2026.

“Ci faccia sapere se esistono piani di potenziamento, perché i Comuni hanno già dichiarato di non riuscire a sopperire, se lasciati soli, al rilascio di un così ingente numero di richieste - prosegue la deputata dem - Occorre un monitoraggio istituzionale per verificare l’effettiva capacità delle amministrazioni territoriali di far fronte all’aumento di richieste”.

“Mi sembra chiaro, ma è sempre bene ribadirlo, che la priorità per il ministro dovrebbero essere i 5 milioni di cittadini e cittadine che altrimenti non avranno un documento valido dopo il 3 agosto e non le imbarazzanti storie di cuore a cui purtroppo stiamo assistendo” conclude Gribaudo.

 

03/04/2026 - 14:15

“Sul Pnrr si sta consumando il più grande fallimento del governo Meloni. Questo piano è stato reso possibile grazie al lavoro del Pd e dei governi di centrosinistra, con oltre 200 miliardi ottenuti in Europa per rilanciare il Paese su infrastrutture, digitale, transizione energetica, sanità e scuola, coesione sociale e territoriale. Oggi consente all’Italia di reggere economicamente ed evitare una recessione drammatica, ma la destra sta sprecando questa occasione storica”. Lo dichiara il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei.

“I dati sull’attuazione disponibili - sottolinea l’esponente dem - sono preoccupanti: siamo a pochi mesi dalla scadenza e la spesa effettiva è ferma a poco meno del 55%. Restano decine di miliardi da investire e rischiano di saltare interventi strategici su ambiente, territorio, scuola, sanità e servizi. Il governo ha perso più tempo a modificare il Piano che ad attuarlo. Le responsabilità dei ritardi sono chiare e riguardano l’esecutivo e i ministri che si sono succeduti. Particolarmente grave la situazione nelle azioni legate al sociale e alla Sanità: l’allarme della Fondazione Gimbe parla di un vero rischio fallimento, con divari territoriali in aumento tra Nord e Sud. Significa perdere l’occasione di ridurre disuguaglianze storiche e rafforzare servizi essenziali come le cure sanitarie”.

“La Sanità - conclude De Luca - è il settore in cui questo governo sta disinvestendo per fare cassa, riducendo le risorse in rapporto al Pil e non mettendo a terra quelle già disponibili nel Pnrr. Il risultato è un Paese sempre più diviso, con cittadini di serie A e di serie B a seconda del territorio in cui vivono, anche a causa dell'incapacità di attuare a pieno il Pnrr. È una responsabilità politica gravissima del governo che sta compromettendo un’opportunità unica per il futuro dell’Italia e per garantire diritti fondamentali a tutti”.

 

03/04/2026 - 14:06

“Quello che il governo sta facendo sui fondi del welfare del Pnrr è inaccettabile. Il definanziamento di progetti già avviati rappresenta una rottura unilaterale del patto di fiducia con i Comuni e un colpo durissimo alla rete dei servizi sociali che sostiene quotidianamente persone con disabilità, anziani non autosufficienti, famiglie in condizione di fragilità. Parliamo di risorse europee già assegnate e in molti casi già utilizzate per interventi in fase avanzata: dall’autonomia abitativa per le persone con disabilità, ai servizi domiciliari, fino agli alloggi temporanei per chi non ha una casa. In Lombardia questi progetti sono leve cruciali di inclusione sociale e innovazione territoriale, fondamentali per garantire pari opportunità in un contesto demografico ed economico complesso. Tagliare quasi un miliardo di euro a livello nazionale significa bloccare cantieri sociali già aperti, lasciare i Comuni da soli a coprire spese rendicontate e mettere a rischio la credibilità del nostro Paese nella gestione dei fondi europei. Ed è vergognoso anche il metodo della destra: nessun confronto, nessuna comunicazione preventiva, solo lettere che annunciano decisioni prese altrove e calate dall’alto. Il governo, mentre cerca di distogliere l’attenzione dai propri scandali, dimostra ancora una volta di non essere in grado di gestire il Pnrr, trasformando uno strumento pensato per modernizzare l’Italia in un bancomat per coprire le proprie incapacità. A pagare sono i territori, i Comuni e soprattutto le persone più fragili. La scelta del governo colpisce in modo diretto anche la Lombardia, la regione a maggiore capacità produttiva del Paese, che non può permettersi rallentamenti o passi indietro su progetti che rappresentano un investimento strategico”.

Lo dichiarano i parlamentari del Partito Democratico eletti in Lombardia, Braga, Cuperlo, Evi, Forattini, Girelli, Guerini, Mauri, Peluffo, Quartapelle, Roggiani, Alfieri, Bazoli, Malpezzi, Mirabelli, Misiani, Tajani.

 

03/04/2026 - 13:54

“Il governo italiano, ora, si appella all'Europa, il che fa un po’ ridere. Dopo che per mesi è stato appeso alla coda di Trump, lo vediamo in realtà mettersi sulla coda dell'Europa. Ma in realtà il problema è molto più serio di quello che si immagina: c'è un tema di recessione, c'è un tema di stagflazione, c’è una produzione industriale che diminuisce, e il caro vita che aumenta sempre di più e davanti a tutto ciò c'è un pannicello caldo che stamattina ha provato a mettere il ministro Giorgetti. Ma il vero punto politico è questo: il governo ha fallito sulle riforme, autonomia differenziata, premierato, tasse.

Probabilmente la presidente Meloni vorrebbe andare al voto oggi, poi ovviamente non lo sappiamo quello che ha in testa. Ma sicuramente ci sono due possibilità: quella di votare adesso o scegliere di continuare a mettere le bandierine senza produrre nessun risultato per i cittadini italiani e arrivare al settembre del 2027. Noi siamo pronti in qualsiasi momento”. Lo ha detto il deputato Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione difesa e vigilanza Rai, ospite dell’Aria Che Tira su La7.

 

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