Serracchiani e Gianassi: Nordio risponda a interrogazione parlamentare, senza correzioni infrazione comunitaria
“Un’altra tegola si abbatte sul Governo e sul Ministero della Giustizia: la nuova direttiva anticorruzione europea, nonostante le rassicurazioni del Ministro, ripristina nuovamente l’abuso d’ufficio. La direttiva, all’art. 11, disciplina “l’esercizio illecito di funzioni pubbliche”, obbligando gli Stati membri a prevedere come ipotesi di reato quella dei funzionari che violano intenzionalmente la legge nell’esercizio delle loro funzioni, per l’appunto l’abuso di potere. Chiediamo quindi al Ministro Nordio cosa intenda fare, visto che con la sua iniziativa normativa, il reato é stato abolito, contravvenendo cosi alla direttiva che era già in discussione. Circostanza che avevamo più volte segnalato, anche per evitare una potenziale infrazione. Ennesima decisione arrogante e non condivisa che si rivela un boomerang per un Governo che sta in Europa solo a parole” così in una nota la responsabile giustizia e il capogruppo in commissione giustizia alla Camera, Debora
Serracchiani e Federico Gianassi che annunciano di aver depositato insieme a tutti gli altri componenti dem una interrogazione al governo per chiedere spiegazioni.
“Ancora una doccia fredda per il governo. Dopo la netta bocciatura popolare al referendum sulla giustizia, arriva oggi il Report dell’Ocse che taglia ancora le stime di crescita del Paese. È la conferma di quanto stiamo denunciando da tempo come PD, ossia l'assenza totale di una strategia di sviluppo da parte del Governo. Siamo ormai al terzo anno di calo della produzione industriale e il dato vero è che senza il PNRR, mai votato dalla destra, l’Italia sarebbe in recessione. Le politiche economiche dell’esecutivo sono purtroppo assolutamente inefficaci e stanno rallentando il Paese. Invece di occuparsi di temi politici interni, come la legge elettorale, dopo il segnale arrivato pochi giorni fa dalle urne, Meloni dovrebbe iniziare ad ascoltare e ad occuparsi dei problemi reali degli italiani, con cui ha perso completamento contatto”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari Europei alla Camera che definisce ‘fallimentare la ricetta economica di Meloni’.
“Il Governo Meloni e il ministro Salvini continuano a dimostrare tutta la loro incapacità di affrontare seriamente il tema della casa: dall’inizio della legislatura hanno prima azzerato il Fondo nazionale per il sostegno all’affitto e poi ripreso in modo del tutto marginale, lasciando senza risposte migliaia di famiglie. A questo si aggiunge il mancato finanziamento del fondo per la morosità incolpevole: una scelta grave che scarica sui cittadini più fragili il peso della crisi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aumentano gli affitti, crescono gli sfratti e si allarga il disagio sociale, mentre il Governo resta fermo e privo di qualsiasi visione”, dichiara la vicepresidente del gruppo PD alla Camera Valentina Ghio che presenta un’interrogazione alla Camera, firmata dai colleghi Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, in cui chiede al Governo se intende ripristinare le risorse originariamente previste per il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con particolare riferimento ai 13 milioni di euro destinati al Comune di Genova;.
“A Genova il Governo ha tagliato circa 13 milioni di euro già destinati alla ristrutturazione di circa 600 alloggi popolari oggi inutilizzabili, mentre a livello nazionale si parla di circa 970 milioni di euro fermi.
Dalle notizie emerse e dalle segnalazioni dei sindacati degli inquilini risulta che risorse fondamentali per il recupero degli alloggi pubblici siano state bloccate o riallocate, il Governo chiarisca dove sono state riallocate e se è vero che il sostegno alla casa sia stato dirottato in spese legate alla guerra.
Nel frattempo, solo nel Comune di Genova oltre 2.000 alloggi pubblici restano vuoti perché non vengono riqualificati, a fronte di migliaia di domande da parte di famiglie in difficoltà. Una situazione inaccettabile che il Governo ancora una volta scarica sui comuni”, prosegue.
“Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare chiarezza su quanto sta accadendo. Chiediamo il ripristino immediato dei fondi, a partire dai 13 milioni destinati a Genova, tempi certi per lo sblocco degli interventi e un piano straordinario per rimettere a disposizione gli alloggi oggi inutilizzabili”, aggiunge.
“Serve un cambio di rotta radicale: rifinanziare i fondi per l’affitto, sostenere chi è in difficoltà, rilanciare l’edilizia residenziale pubblica e costruire un vero Piano Casa nazionale con risorse adeguate”, conclude Ghio.
Oggi, giovedì 26 marzo, alle ore 14.30 si terrà presso la Sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa del Partito democratico sul futuro della filiera tessile, abbigliamento e moda con la vicepresidente del gruppo, Simona Bonafe', l'ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali del partito, Andrea Orlando e il deputato e segretario regionale del Pd della Toscana, Emiliano Fossi. Nel corso della conferenza stampa sarà illustrato il programma dell'evento organizzato dal Pd a Firenze per il prossimo sabato 28 marzo, presso la Fortezza da Basso, nell'ambito degli incontri di filiera promossi dal Forum Industria del partito, sulla moda, sulle criticità e sulle proposte per un settore in crisi verso il quale non ci sono state risposte da parte del Governo.
"Il Venezuela è un Paese al quale siamo legati anche grazie alla presenza di una grande collettività di origine italiana; un Paese che pare sia sparito dai radar dell'informazione e della politica da quando gli USA hanno sequestrato il dittatore Nicolas Maduro per sostituirlo con la Vice Delcy Rodrigues, secondo la vecchia logica del cambiare tutto per non cambiare nulla". Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Pd Fabio Porta, intervenendo a fine seduta, rivolgendo un appello alla politica italiana affinché non faccia nuovamente calare il sipario sull'emergenza politica e umanitaria in atto da anni in Venezuela.
"Il governo italiano - ha aggiunto l'esponente dem - dopo essersi complimentato con Donald Trump, che invece di ottenere la liberazione dei detenuti politici ha ottenuto la piena agibilità sui giacimenti di petrolio, pare abbia smesso di occuparsi di Venezuela e della situazione dei detenuti con cittadinanza italiana, una quarantina circa, metà dei quali in carcere per motivi politici".
"Cosa sta facendo il governo per la liberazione dei nostri concittadini detenuti - ha concluso Porta - come l'imprenditore, avellinese di origine, Daniel Echenagucia, ancora nel duro carcere di Rodeo 1 nonostante sia già stato emesso il suo ordine di rilascio e i fratelli Carmelo e Daniel De Grazie, anche loro detenuti a Caracas e da dieci giorni in attesa degli arresti domiciliari già concessi da un ordinanza del Tribunale che il Direttore del carcere si rifiuta di applicare?".
“Daniela Santanchè deve dimettersi da tempo. Troppe le ragioni che giustificano il suo passo indietro. Non ultime le novità emerse ancora una volta dall’inchiesta di Report da cui oggi leggiamo ulteriori gravi fatti che non possono lasciare indifferenti la maggioranza di governo. Restiamo colpiti dal fatto che la Presidente del Consiglio non riesca ad ottenerne le dimissioni. Una vicenda davvero penosa”.
Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani.
“Siamo sbigottiti dal fatto che il ministro Nordio non ritenga necessario dare una minima spiegazione su quanto accaduto in questi ultimi mesi nel ministero della Giustizia. Nordio deve assumersi una responsabilità politica enorme rispetto al referendum, per una riforma che lui stesso definiva blindata, impedendo al Parlamento di poter fare alcunché. Il ministro Nordio ci ha preso in giro dicendo che le spiegazioni della riforma le avrebbe scritte nel suo libro, senza mostrare un briciolo di dignità nel dire che la 'corsa' per l'approvazione della riforma della giustizia era obbligatoria per permettere la successiva riforma sul premierato”. Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani in replica al ministro Nordio durante il Question time alla Camera.
“Una riforma – continua la parlamentare dem - sbagliata nel metodo, nella forma e soprattutto nella sostanza. Ma è stato lo stesso Nordio che ha aiutato la vittoria del No spiegando quali fossero i veri obiettivi della riforma, etichettando i magistrati come para-mafiosi, oppure, quando riferendosi alla segretaria Schlein, si diceva sorpreso della posizione contraria affermando 'oggi serve a noi e domani può servire a voi'.”
“Nordio ha citato più volte Churchill e oggi lo vogliamo aiutare proprio ricordando le parole dello statista inglese: 'Non arrendersi mai, mai in niente. Grande o piccolo, importante o trascurabile. Non arrendersi mai se non davanti all'onore e al buon senso'. Oggi ci sono tante ragioni che riguardano il suo onore e del suo Governo e di buon senso che suggeriscono che il ministro Nordio faccia un passo indietro”, conclude Serracchiani.
“Il parere favorevole della commissione Ambiente al DL 19/2026 è un atto di cinismo istituzionale. In un colpo solo si avvelenano i campi, si blindano bonifiche opache, si zittiscono i Sindaci e si affossa l'economia circolare. Non è semplificazione, è Far West normativo”.
Così la deputata e i deputati democratici, Francesca Viggiano, Marco Simiani e Augusto Curti, commentando il via libera della commissione Ambiente a un pacchetto di norme che “rappresenta il più grave arretramento ambientale degli ultimi decenni: dietro la maschera dell'efficienza per il Pnrr, si nasconde un'operazione di smantellamento dei presidi di sicurezza che tutelano i cittadini e il territorio. Il decreto compie un artificio giuridico pericoloso: le soglie di contaminazione per i terreni agricoli non dipenderanno più dall'uso reale del suolo, ma da un timbro sulla carta urbanistica”.
Secondo i deputati democratici “ci troviamo davanti a una follia che ignora sentenze del Consiglio di Stato e del Tar. Un terreno coltivato, se non formalmente registrato come agricolo, potrà contenere veleni oltre i limiti di sicurezza: stanno mettendo a rischio la filiera alimentare italiana”.
Con la modifica all'Art. 242 del Codice dell'Ambiente, i permessi per le bonifiche diventano “assegni in bianco”. Una volta ottenuti, restano validi per anni senza monitoraggi automatici o obblighi di revisione, nonostante i veleni nel sottosuolo si muovano e cambino.
Viggiano, Simiani e Curti sostengono che “la maggioranza ha scelto il silenzio-assenso sulla sicurezza dei siti inquinati. Così si cristallizzano autorizzazioni che diventano inadeguate nel tempo. Il comma 3 è il colpo di grazia alla prevenzione sanitaria locale. Esentare le industrie con autorizzazione ambientale dalla classificazione di ‘insalubri’ significa togliere ai Sindaci il potere di imporre distanze minime o misure di tutela per la popolazione. L’Aia certifica la tecnologia, non la salute delle persone. Confondere i due piani è un errore tecnico grossolano o, peggio, un favore consapevole alle grandi lobby industriali. Il sindaco - concludono - massima autorità sanitaria locale, viene ridotto a uno spettatore muto mentre le fabbriche operano a ridosso delle case”.
"Ofer Winter, ex generale di brigata dell'esercito israeliano, secondo i report dell'Onu e di Amnesty International, responsabile della morte di civili palestinesi durante diverse operazioni militari, è atteso in Italia dal 31 marzo al 9 aprile per i festeggiamenti legati alla Pasqua ebraica. In quell'occasione dovrebbe perfino tenere una lezione dal titolo "La verità sgorgherà dalla terra".
Winter è un aperto sostenitore del genocidio a Gaza e della pulizia etnica dei palestinesi, un criminale di guerra e non possiamo accettare che venga in Italia in vacanza. Contro il suo arrivo in Italia, non una parola è stata pronunciata finora dal governo che, del resto, ha permesso che diversi militari dell'Idf venissero a passare le proprie ferie ristoratrici in Italia, nei mesi scorsi.
È una vergogna contro cui diverse associazioni tra cui Assopace Palestina, BDS Italia e Global Movement to Gaza hanno raccolto migliaia di firme. La Fondazione "Hind Rajab" ha anche presentato un esposto alla Procura di Roma.
Il nostro Paese non può essere il buen retiro di criminali di guerra e promotori del genocidio.
Ho presentato una interrogazione ai ministri Tajani, Nordio e Piantedosi per chiedere se ritengano tollerabile la presenza di Winter in Italia, se non intendano avviare procedure di collaborazione con la Corte Penale Internazionale e se non intendano negare, come già hanno fatto altri paesi, l'ingresso sul territorio italiano a chiunque abbia preso parte al genocidio che si sta ancora compiendo a Gaza.
Insieme a me hanno firmato l'interrogazione le colleghe Ouidad Bakkali, Sara Ferrari e Valentina Ghio e i colleghi Mauro Berruto, Fabio Porta e Arturo Scotto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Oggi in question time in commissione Lavoro alla Camera abbiamo chiesto al governo per quale motivo continuano a invitare ai tavoli ministeriali organizzazioni datoriali e sindacali che firmano i contratti pirata. Una denuncia che è arrivata direttamente da Confindustria, Confcommercio e Confesercenti. La viceministra Bellucci non ha risposto praticamente nulla. Non ha nemmeno stigmatizzato l’episodio. E’ un fatto molto grave, anche perché si è aggirato il quesito posto dal Pd che si riferiva a una vicenda specifica. Crediamo sia necessario un chiarimento urgente. Il governo deve dire esplicitamente che non asseconda chi fa dumping salariale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Di fronte all’ennesimo incidente mortale accaduto sull’Aurelia nei pressi di Capalbio rimaniamo sgomenti. Da anni ripetiamo ormai che la Tirrenica è indispensabile per la sicurezza e la scorrevolezza della viabilità locale e nazionale. Il governo nonostante le promesse fatte ha tagliato tutti i fondi stanziati dai precedenti esecutivi ed ha respinto ogni tentativo in Parlamento di mettere risorse adeguate e velocizzare l’iter per il passaggio di competenze tra Anas e Sat. Tutti gli appelli lanciati dal Pd agli esponenti politici della maggioranza sulla necessità di fare fronte comune per risolvere la questione sono caduti nel vuoto. Bisogna prendere oggi definitivamente atto che questa destra non vuole la Tirrenica e che soltanto con un altro governo si potrà rifinanziare l’infrastruttura. Servono però interventi rapidi e risolutivi per salvare la vita agli automobilisti, a partire, se necessario della chiusura dei tratti più pericolosi e di un presidio permanente delle Forze dell’Ordine lungo l’intero percorso”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani sull’incidente avvenuto oggi, mercoledì 25 marzo.
“Le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami sono gravi, strumentali e profondamente offensive, non solo nei confronti delle opposizioni ma delle stesse istituzioni democratiche. Tentare di insinuare un legame tra l’esercizio di una prerogativa parlamentare, quale è la visita in carcere, e presunte contiguità con ambienti criminali è un atto irresponsabile che dovrebbe suscitare imbarazzo in chiunque abbia a cuore lo Stato di diritto. Le visite ai detenuti, anche a quelli sottoposti a regimi duri come il 41-bis, non sono un favore personale né tantomeno un segnale di vicinanza ideologica. Sono uno strumento di garanzia previsto dalla legge, volto a verificare il rispetto delle condizioni detentive e dei diritti fondamentali. Chi oggi prova a trasformare questo dovere istituzionale in un’accusa infamante dimostra di non conoscere, o di voler deliberatamente calpestare, i principi basilari della nostra democrazia.
È particolarmente paradossale che lezioni arrivino da chi usa il Parlamento come un’arena per la propaganda più becera, piegando temi delicati come la lotta alla mafia a un uso politico cinico e divisivo. La memoria di figure come Pio La Torre e Peppino Impastato meritano rispetto, non di essere evocate a sproposito per coprire la mancanza di argomenti. Per questo respingiamo con fermezza ogni tentativo di delegittimazione. Continueremo a esercitare le nostre funzioni con serietà e trasparenza, mentre chiediamo al governo e alla sua maggioranza di tornare a un confronto politico fondato sui fatti, non sulle insinuazioni. Perché la vera debolezza non è nel controllo democratico, ma in chi ha paura della verità e del ruolo delle istituzioni.”
Lo dichiara il deputato del Pd Silvio Lai.
Domani, giovedì 26 marzo, alle ore 14.30 si terrà presso la Sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa del Partito democratico sul futuro della filiera tessile, abbigliamento e moda con la vicepresidente del gruppo, Simona Bonafe', l'ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali del partito, Andrea Orlando e il deputato e segretario regionale del Pd della Toscana, Emiliano Fossi. Nel corso della conferenza stampa sarà illustrato il programma dell'evento organizzato dal Pd a Firenze per il prossimo sabato 28 marzo, presso la Fortezza da Basso, nell'ambito degli incontri di filiera promossi dal Forum Industria del partito, sulla moda, sulle criticità e sulle proposte per un settore in crisi verso il quale non ci sono state risposte da parte del Governo.
La scorsa settimana diversi quotidiani hanno riportato la notizia di un drone partito dalla base di Sigonella e utilizzato dagli Stati Uniti d'America per attività propedeutiche all'attacco dell'isola di Kharg del 13 e del 14 marzo scorso. Chiediamo quindi un’informativa urgente del ministro Crosetto perché queste operazioni non sono in linea con quanto riferito di recente proprio dal governo in quest'Aula e, per essere chiari, non sono state certamente attività relative ad operazioni di supporto ad attività della NATO. Ma si tratta di ben precise operazioni di protezione della flotta americana che in questo momento è impegnata nel Golfo Persico in una guerra criminale. Sono attività di acquisizione di dati strumentali come fotografie e individuazione di obiettivi sensibili militari per mirate operazioni belliche: radaristica avanzata e individuazione specifica degli obiettivi da colpire. La base di Sigonella in Sicilia e nessuna base italiana può essere utilizzata come attività di supporto alla guerra di Trump e di Netanyahu. Se il governo sapeva, ha mentito in quest'Aula e se non sapeva francamente vuol dire che non conta nulla. Crosetto venga a riferire al Parlamento come stanno veramente le cose perché il Paese ha diritto a riconoscere la verità.
Lo ha dichiarato in Aula il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Pd, Anthony Barbagallo per chiedere un informativa urgente del ministro Crosetto.
“L’ennesimo rinvio dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Liberty Magona di Piombino è una preoccupante fumata grigia che si aggiunge a una lunga serie di incertezze su una situazione ormai non più tollerabile per lavoratori e territorio. I continui slittamenti del tavolo ministeriale, già registrati nei giorni scorsi, stanno alimentando un clima di forte preoccupazione e instabilità, mentre la scadenza degli strumenti di gestione della crisi si avvicina senza soluzioni concrete Più il tempo passa, più la vertenza si complica e aumenta il rischio per centinaia di famiglie coinvolte. Da mesi chiediamo atti concreti e tempi certi per il futuro di Magona, un sito fondamentale per Piombino e per oltre 500 lavoratori, ma continuiamo ad assistere solo a rinvii e indecisioni. Serve un cambio di passo immediato che ad oggi Meloni ed Urso non sono in grado di assicurare”. Lo dichiara in una nota congiunta il deputato Dem Marco Simiani, Alessandro Franchi consigliere regionale Pd della Toscana, Simone De Rosas Segretario Pd Val di Cornia Elba Piombino e di Fabio Cento Segretario Pd Uc Piombino, sul nuovo rinvio dell’incontro al Ministero che era in programma ieri.