“Apprendiamo da La Stampa che Peter Thiel sarà a Roma dal 15 al 18 marzo per una serie di incontri riservati. In un momento così delicato dal punto di vista internazionale e nel pieno del dibattito pubblico nel nostro Paese, alla vigilia del referendum, il Governo non può far finta che questa vicenda non lo riguardi”.
Lo ha dichiarato Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato del Partito Democratico, intervenendo oggi in Aula per chiedere una informativa urgente del Governo sulla questione.
“Parliamo di una figura che è stata definita il ‘re della sorveglianza di massa’ e che non ha mai nascosto la volontà di ampliare la propria influenza anche nei Paesi europei. Dopo tappe in Giappone e Francia, la sua presenza a Roma per quattro giorni non può essere considerata una vacanza o un semplice viaggio d’affari e richiede un chiarimento immediato da parte del Governo”.
Casu ha ricordato di aver presentato, insieme al collega Giuseppe Provenzano, un’interrogazione parlamentare rivolta alla Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti — Affari Esteri, Difesa, Imprese e Made in Italy e Trasporti — per chiedere piena trasparenza.
“La nostra è una domanda semplice: il Governo è a conoscenza della presenza di Peter Thiel a Roma in queste date? Sono previsti incontri con la Presidente del Consiglio o con membri del Governo?”.
“Chiediamo inoltre di sapere se amministrazioni pubbliche italiane, società partecipate dello Stato o enti pubblici abbiano già in essere rapporti contrattuali, collaborazioni o sperimentazioni con società riconducibili a Thiel, tra cui in particolare Palantir Technologies”.
“È una richiesta di trasparenza che non può essere negata al Parlamento. L’assenza di risposte da parte del Governo sarebbe di per sé una risposta, e sarebbe una risposta molto grave per la direzione che sta prendendo il nostro Paese”.
"Questa mattina ero al Tecnopolo per partecipare al presidio convocato dalla CGIL sulla grave e unilaterale decisione del governo di spostare da Bologna l'agenzia ItaliaMeteo. Un provvedimento che non si comprende se non nella pervicace volontà di attaccare la nostra città e l'Emilia-Romagna oltre che gettare 24 lavoratori nell'incertezza più totale riguardo al loro futuro. Non c'è nessuna motivazione tecnica per questo trasferimento e il governo non ha dato alcuna spiegazione. La lettera inviata dal presidente De Pascale per chiedere chiarimenti è rimasta ancora senza risposta. Il governo risponda, questo è un silenzio arrogante". Così il deputato Pd ed ex Sindaco di Bologna, Virginio Merola.
“La capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi ha dichiarato pubblicamente 'votate sì e togliamoci di mezzo la magistratura che sono un plotone d'esecuzione'. Frasi gravissime che disintegrano le parole della presidente del Consiglio Meloni che, sui social, aveva provato senza successo a dire che la riforma costituzionale non è punitiva nei confronti dei magistrati. Come può essere accettato tutto questo e come il governo può fare spallucce e girarsi dall'altra parte? La cifra politica di questo Governo è nascondersi. Ora lo fa anche con la capo di gabinetto Bartolozzi?”. Lo dichiara in Aula di Montecitorio il capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi chiedendo un'informativa urgente del ministro Nordio.
“La capo di gabinetto non può rimanere anche un solo secondo in quel ruolo e se il ministro Nordio non prende provvedimenti significa che tollera quelle affermazioni. Il silenzio e l'imbarazzo del governo dimostrano che il vero intendimento della riforma è quello di punire la magistratura, perché l'esecutivo è allergico agli organi autonomi e indipendenti. Ma non funziona così nelle democrazie perché non esistono poteri illimitati, nemmeno quelli del Governo”, conclude Gianassi.
“È grave e incomprensibile che oggi il governo abbia disertato le Commissioni Esteri e Difesa della Camera, dove avevamo chiesto chiarimenti sulla vicenda della dismissione e della possibile cessione gratuita della portaerei Garibaldi all’Indonesia”. Lo dichiarano i capigruppo del Pd nelle Commissioni Esteri e Difesa della Camera, Enzo Amendola e Stefano Graziano.
“Il Parlamento – sottolineano – aveva chiesto al governo di riferire prima del voto per chiarire tutti i passaggi di un’operazione che presenta diversi aspetti ancora poco chiari, sia sotto il profilo politico che amministrativo”.
“È incomprensibile e irrituale – proseguono Amendola e Graziano – che l’esecutivo abbia deciso di non presentarsi in Commissione per fornire le necessarie delucidazioni su una decisione così rilevante, che riguarda la dismissione di un’importante unità della Marina militare e la sua eventuale cessione a un Paese terzo”.
“I dubbi riguardano anche i possibili risvolti diretti e indiretti dell’operazione alla luce delle notizie stampa che chiamano in causa direttamente il ministro Crosetto”, concludono i due esponenti democratici.
"L’ennesima inchiesta che scuote la Sicilia, con l’indagine che coinvolge Salvatore Iacolino, pezzi delle istituzioni e vertici della pubblica amministrazione conferma un quadro ormai insostenibile. La Regione siciliana continua a essere attraversata da scandali, opacità e sospetti inquietanti. Quando la magistratura indaga per mafia e corruzione figure legate ai vertici della gestione pubblica, non siamo di fronte a un episodio isolato. Siamo di fronte al fallimento politico e morale di una classe dirigente che avrebbe dovuto garantire trasparenza, legalità e rigore nella gestione della cosa pubblica". Lo afferma la deputata siciliana del Pd Giovanna Iacono.
"La sanità - aggiunge la deputata dem - uno dei settori più delicati e vitali, continua invece a essere terreno di nomine discutibili, reti di potere e dinamiche che troppo spesso sfuggono al controllo democratico. Le siciliane e i siciliani assistono da anni a un susseguirsi di scandali, mentre i servizi pubblici peggiorano e la fiducia nelle istituzioni crolla. Il presidente della Regione, Renato Schifani, non può continuare a fare finta di nulla. Non può limitarsi a dichiarazioni di circostanza mentre la credibilità della Regione affonda".
"Serve - conclude Iacono - un atto immediato di responsabilità politica. Schifani metta fine all’agonia politica e morale del suo governo, prenda atto del fallimento di questa stagione politica e restituisca alle siciliane e ai siciliani la parola. La Sicilia non può essere ostaggio di un sistema di potere che continua a produrre scandali e ombre. La Sicilia merita istituzioni credibili, trasparenti e libere da qualsiasi condizionamento".
“Pd, M5S e Avs hanno depositato un parere alternativo unitario sul recepimento della direttiva europea sulla parità retributiva tra donne e uomini”.
Così in una nota congiunta i capigruppo di Pd, M5S e Avs in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, Dario Carotenuto e Franco Mari.
“Il giudizio sul decreto legislativo del governo è molto critico. Nei fatti - spiegano - il provvedimento smentisce il cuore dell’iniziativa europea sia sul terreno della trasparenza dei livelli retributivi complessivi sia rispetto a quanti lavoratori saranno interessati a questa innovazione: restano fuori rider, partite Iva, intermittenti. Un altro rischio evidente è che il decreto apra la strada ai contratti pirata, come peraltro è stato segnalato da datori di lavoro e sindacati durante il ciclo di audizioni svoltosi in commissione. Chiediamo quindi che il governo accetti le nostre osservazioni e che si apra davvero una discussione sull’effettiva applicazione di una direttiva decisiva in un Paese dove la diseguaglianza di genere resta ancora scandalosamente alta, nelle retribuzioni come nella qualità del lavoro”, concludono Scotto, Carotenuto e Mari.
“Bisogna agire subito sulla sterilizzazione delle accise ed evitare che sia proprio lo Stato a incamerare un extragettito a spese dei contribuenti, che ne pagano le conseguenze. Anzi, esortiamo il governo ad applicare lo stesso meccanismo di sterilizzazione per calmierare i costi in bolletta dell’energia e del gas”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo pd in commissione attività produttive della Camera.
“Il Pd ha presentato un pacchetto di emendamenti al DL bollette che vanno proprio in questa direzione. Il governo non può essere indifferente a delle misure proposte dal PD che mirano ad aiutare i cittadini, le famiglie e le imprese”, conclude Pandolfo.
“Secondo quanto riportato oggi dalla stampa regionale sarda, durante un incontro pubblico organizzato nel tribunale di Oristano per illustrare ai cittadini il funzionamento dell’attività giudiziaria, due agenti della Digos avrebbero chiesto alla cancelleria l’elenco dei partecipanti”.
Lo dichiarano Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, e Silvio Lai, deputato dem eletto in Sardegna.
“Se quanto riportato fosse confermato - aggiungono - si tratterebbe di un fatto molto grave. Non stiamo parlando di una riunione riservata, ma di un’iniziativa pubblica aperta ai cittadini. Chiedere i nomi dei presenti in un contesto del genere non può che produrre un effetto intimidatorio del tutto incompatibile con la partecipazione civica e con il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per questo abbiamo depositato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia per sapere chi abbia disposto tale iniziativa, su quale base normativa e con quali finalità. Un episodio del genere, se confermato, è ancora più grave perché avviene nel pieno di una campagna referendaria che riguarda la riforma della Costituzione con la modifica di sette articoli sull’ordine giudiziario. In una democrazia matura i cittadini devono poter partecipare liberamente al dibattito pubblico, senza il timore di essere identificati o schedati. Il governo - concludono - chiarisca immediatamente: nei tribunali italiani si promuove la partecipazione dei cittadini o si raccolgono i nomi di chi partecipa?”.
“In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In 13 secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate tutte: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura… sono plotoni di esecuzione”. Ecco il vero obiettivo del governo: non le parole di Meloni, non i discorsi lunghi e retorici, ma quello che Bartolozzi ha detto chiaro e tondo. Si vuole mettere a tacere la magistratura, ridurla al silenzio, far sparire un presidio fondamentale di democrazia e giustizia.
Il Partito Democratico lo denuncia con forza: nessun governo può “togliere di mezzo” la magistratura senza minare lo Stato di diritto. I cittadini devono sapere cosa c’è davvero dietro il sì che oggi viene raccontato come necessario”. Così Simona Bonafè, Capogruppo PD Commissione Affari Costituzionali della Camera.
"Accendete un faro sui minorenni detenuti nelle carceri russe di cui nessuno parla". E' questo l'appello che oggi Aleksandra "Sasha" Skochilenko mi ha rivolto oggi in un incontro. Aleksandra Skochilenko è una giovane artista russa, arrestata poco dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia perché, insieme ad altri attivisti, aveva sostituito delle targhette nei supermercati con bigliettini che riportavano frasi come “Basta guerra! Nei primi tre giorni, sono stati uccisi 4.300 soldati russi. Perché la TV non ne parla?”.
Per questo, è stata condannata a sette anni di reclusione. E' stata liberata dopo due anni e mezzo di detenzione nell'ambito di uno scambio di prigionieri, grazie anche alla campagna che sua madre ha coraggiosamente portato in tutta Europa, Italia inclusa.
Oggi Aleksandra, che è stata riconosciuta tra i Giusti da Gariwo, vive in Germania e sta continuando la sua battaglia contro la guerra in Ucraina, contro il regime russo e perché si parli dei detenuti politici in Russia. Tra loro, diversi minorenni, come Arsenij Turbin, arrestato a 15 anni per avere detto no alla guerra. Adesso ha 17 anni e le sue condizioni di detenzione sono inaccettabili. Purtroppo, spesso le famiglie di queste ragazze e questi ragazzi non denunciano per timore di ritorsioni sui loro figli. Sta all'opinione pubblica, a noi, ai governi europei, alla comunità internazionale tenere alta l'attenzione su questi detenuti perché è grazie alla pressione mondiale che possono essere liberati.
Insieme a lei c'era anche Boris Belenkin, tra i fondatori di Memorial, l'associazione che custodisce la memoria delle persecuzioni avvenute sotto il regime sovietico, chiusa dal governo russo e dichiarata illegale. Tra le attività di Memorial, c'è l'affissione delle targhe "Ultimo indirizzo" in corrispondenza delle ultime abitazioni note dei perseguitati dal regime sovietico prima e russo oggi. Tra loro, anche la giornalista Anna Politkovskaja la cui targa, però, è stata divelta per ben 24 volte a riprova di come si voglia cancellare il suo nome dalla memoria e dalla storia". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il governo Meloni è molto bravo con le parole, gli slogan, ma sarebbe anche arrivato il momento di passare ai fatti. Il prezzo della benzina è alle stelle e grava pesantemente sulle famiglie. Così come l’energia. Servirebbero politiche strutturali per ridurre il costo dei carburanti, dell’energia e delle accise. Non bastano task force. I cittadini hanno bisogno di risposte concrete”. Lo dichiara il deputato del Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio della Camera.
“Il problema delle liste di attesa è un’emergenza nazionale ed è uno dei principali fattori di disuguaglianza nell’accesso alle cure”. Lo ha detto il deputato Pd Andrea Casu intervenendo in Aula alla Camera sulle mozioni per la riduzione delle liste di attesa nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo Casu “il decreto del Governo sulle liste di attesa è stato presentato come una riforma risolutiva, ma se guardiamo alla realtà dei fatti dobbiamo dire con grande chiarezza che quel provvedimento, ad oggi, non ha prodotto i risultati annunciati: siamo davanti a uno dei più grandi fallimenti del governo. Del resto – ha aggiunto Casu - le liste di attesa non si riducono per decreto: si riducono se ci sono più medici, più infermieri, più tecnici sanitari e più strutture in grado di erogare prestazioni. Tutti aspetti su cui il governo non sta facendo nulla”. Per il parlamentare dem il nodo resta quello delle risorse: “La questione del finanziamento della sanità pubblica non è un tema tecnico, è una scelta politica. Senza investimenti strutturali - ha avvertito Casu - sarà molto difficile affrontare davvero i problemi del sistema sanitario. Secondo le principali analisi nazionali – ha sottolineato Casu - oltre il 50 per cento delle prestazioni specialistiche non viene erogato nei tempi previsti dalle classi di priorità del sistema sanitario. In molte realtà territoriali le attese per esami diagnostici fondamentali superano i tre o quattro mesi e per alcune visite specialistiche si arriva anche oltre i sei mesi. Dietro questi numeri ci sono persone reali. E quando una persona rinuncia a una visita medica perché deve aspettare troppo tempo o perché non può permettersi una prestazione privata – ha concluso Casu – non è solo un problema sanitario, è una ferita nel principio di uguaglianza su cui si fonda la nostra Repubblica, è un vero e proprio tradimento ai principi costituzionali”.
"È grave e inaccettabile che il Governo utilizzi un decreto urgente sulle emergenze climatiche per sancire lo spostamento della Agenzia Meteo dal Tecnopolo di Bologna. Una scelta sbagliata a cui sono nettamente contrario, che non solo danneggia il territorio ma che porta l' agenzia fuori da un contesto di grande valore come il Tecnopolo di Bologna. Auspico che il Governo torni sui suoi passi e riapra un confronto con la Regione Emilia-Romagna. Come PD presenteremo un emendamento soppressivo dell' articolo 18 del decreto che contiene questa previsione". Così Andrea De Maria deputato PD.
«Il riordino del gioco pubblico su rete fisica rappresenta un passaggio decisivo per il futuro dell’intero comparto e deve essere affrontato con criteri di trasparenza, equilibrio e tutela dell’interesse pubblico».
Lo dichiarano i deputati del Pd, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e Virginio Merola, capogruppo della commissione Finanze, che hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze.
«Dopo la riforma del gioco online attuata – proseguono Vaccari e Merola – il governo è chiamato ora a dare attuazione alla seconda fase del riordino prevista dalla legge delega fiscale. Si tratta di una scelta che inciderà profondamente sull’assetto industriale della rete del gioco fisico e sulla distribuzione delle risorse fiscali generate dal settore».
I parlamentari dem sottolineano come il confronto istituzionale sia entrato in una fase particolarmente delicata: «Secondo le anticipazioni emerse nelle ultime settimane, il governo starebbe lavorando per chiudere entro marzo il confronto in Conferenza Unificata, passaggio necessario per procedere con il decreto legislativo. Al centro della discussione ci sono temi cruciali come il ruolo delle Regioni e degli enti locali, le distanze dai luoghi sensibili e la destinazione del gettito fiscale».
Vaccari e Merola evidenziano inoltre un altro nodo centrale della riforma: «Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche l’introduzione di una soglia massima del 34 per cento dei diritti detenibili da un singolo gruppo di concessionari, con riferimento ai nulla osta di esercizio delle slot. Si tratta di un parametro che rischia di determinare in modo significativo la concentrazione del mercato e quindi gli equilibri dell’intera filiera».
«Proprio per questo – aggiungono i deputati del Pd – abbiamo chiesto al governo di chiarire quali saranno i criteri quantitativi utilizzati per individuare i nuovi concessionari del gioco fisico e come verranno distribuiti i nulla osta di messa in esercizio tra gli operatori».
«È fondamentale sapere quanti nulla osta sono oggi nella disponibilità di ciascun concessionario, quanti apparecchi Awp fanno capo a ciascuno di essi e quale sia la ripartizione tra gestione diretta e indiretta. Solo con dati chiari e criteri trasparenti sarà possibile costruire un riordino equilibrato del settore, capace di garantire legalità, concorrenza e sostenibilità per le tante imprese che operano nella filiera».
“Mentre il prezzo del petrolio torna a salire per le tensioni internazionali dovute all’attacco all’Iran, il nostro Paese continua a non avere un’azione stabilizzatrice che garantisca la sicurezza di cittadini e imprese rispetto al caro carburanti in atto. La tensione geopolitica aumenta, e l’Italia non contrasta i rincari dei carburanti. Per le famiglie italiane i costi sono ormai insostenibili e il governo è immobile. Non si riducono i prezzi alla pompa, non è aumentata la concorrenza e non è si interviene sulle dinamiche che determinano la formazione dei prezzi. Anche sulle accise mobili continua la propaganda del governo. La verità è che la presidente del Consiglio Meloni è inerte mentre servirebbero strumenti automatici e trasparenti per calmierare i prezzi”.
Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo.