Con la riforma Cartabia e le risorse del Pnrr è stato reso operativo l’ufficio del processo. Personale qualificato che assiste i magistrati nella velocizzazione del processo, con risultati positivi messi in evidenza proprio dai dati diffusi dal Ministero della Giustizia nei giorni scorsi: meno 12% la durata del processo civile e meno 10% per il processo penale nel 2022 rispetto al 2019. Purtroppo arrivano segnali preoccupanti dal Governo circa la volontà di proseguire questa esperienza, con il rischio di lasciare a casa migliaia di persone formate e preparate e di riportare indietro le lancette dell’orologio sull’obiettivo della ragionevole durata dei processi. Si tratterebbe di una decisione ingiusta ed inspiegabile, destinata a creare nuovi disagi ai cittadini e per questo contrasteremo ogni tentativo di impedire che questa importante esperienza possa continuare.
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd e Federico Gianassi, capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera
Bene la convocazione per il 16 maggio prossimo da parte del governo del tavolo su ex Whirlpool con le parti sociali dopo l’assegnazione da parte della Zes Campania a Tea Tek del sito di via Argine. È stata ascoltata la richiesta dei sindacati e del gruppo parlamentare del Pd. Si apra subito il confronto sul piano industriale e si diano certezze sui tempi delle assunzioni, garanzie sugli ammortizzatori sociali e coinvolgimento pieno degli attori istituzionali. Ora che si avvicina finalmente una soluzione alla vertenza di 317 lavoratori bisogna fare più che mai squadra.
Così il deputato Pd-Idp Arturo Scotto.
Dichiarazione di Valentina Ghio, deputata Pd, nel corso del Question Time alla Camera
“Il partito democratico è fermamente convinto che le riforme e più in generale le regole di un sistema democratico non si possano fare a colpi di maggioranza, per altro con modalità non condivise, quasi di straforo, su una legge elettorale, come quella della elezione dei sindaci, che funziona benissimo dal 1993.” Così Valentina Ghio, deputata Pd, nel corso del question time di oggi alla Camera replicando al ministro per le riforme Maria Elisabetta Casellati, sul proposito della maggioranza di eliminare il ballottaggio nelle elezioni per i comuni con più di 15.000 abitanti.
“Un sistema elettorale –aveva in precedenza evidenziato la collega del gruppo Simona Bonafè - improntato a principi autenticamente democratici”. “Se il percorso che il governo intende portare avanti è questo- ha aggiunto Ghio- , prevedendo quindi la riduzione concreta della partecipazione democratica nella scelta del proprio sindaco in un tempo di astensionismo crescente, noi del Pd faremo una battaglia di opposizione durissima in aula e fuori, insieme agli amministratori locali che non condividono questa involuzione normativa. La risposta del ministro Casellati – ha concluso Ghio- lascia ampi margini interpretativi. Non è emersa in modo chiaro ed inequivocabile dalle parole del ministro l’opinione del governo in merito all’esclusione della modifica di una legge elettorale che ha mostrato concretamente il suo funzionamento, dando solidi risultati in termini di democrazia e funzionalità”.
"A seguito dell'audizione del ministro Urso quel che è emerso forte e chiaro è che il centrodestra vuole occupare la Rai. Peccato però che la Rai non sia soggetta a spoil system ed ha un cda nel pieno delle sue funzioni. Auspichiamo quindi che si faccia rapidamente il piano industriale e si firmi il contratto di servizio in modo da mettere la Rai nelle condizioni di programmare e svolgere al meglio le proprie attività". Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, il quale aggiunge: "Il Governo renda noto come intenda garantire le risorse per il servizio pubblico radiotelevisivo attraverso l'abbonamento, poiché al momento sembra avere poche idee e confuse".
“Il piano del Governo per far fronte alla siccità è deludente. Mentre tantissimi territori sono a secco, l’Esecutivo continua ad affrontare la situazione con un approccio emergenziale invece che strategico. Il Governo non ha capito la gravità della situazione: lo dimostra il fatto che non è stato ancora nominato il Commissario straordinario, per colpa di dissidi nella maggioranza”. Lo dichiara la deputata del Pd Antonella Forattini dopo il voto alla Camera del Decreto del Governo.
“Non c’è una programmazione di lungo periodo, solo interventi estemporanei, una pezza sul buco.
Nella nostra mozione – inspiegabilmente bocciata, nonostante la maggioranza abbia preso e fatti suoi diversi elementi pur di mettere le sue bandierine – proponevamo invece misure concrete e di prospettiva, tra cui: una cabina di regia insieme a Regioni e autorità di bacino, nuove infrastrutture di raccolta idrica e delle acque piovane, manutenzione della rete di distribuzione per ridurre gli sprechi, semplificazione delle procedure per le aziende che realizzano invasi, promozione delle tecniche di irrigazione innovative che permettono di risparmiare acqua, nuovi impianti di dissalazione, incentivi e sconti fiscali per l’adozione di sistemi per il risparmio idrico così come avviene per l’efficientamento energetico”.
“Un ciclo di seminari per rispondere al vuoto del governo”. La deputata Pd, Marianna Madia, spiega così l’iniziativa che coordina insieme alla collega Lia Quartapelle. Le due esponenti dem lanciano un percorso di elaborazione di idee per aggiungere proposte concrete all’offerta del Partito Democratico. “Al prossimo test elettorale vinciamo non solo con il confronto tra leadership, non solo stando in piazza, non solo rispondendo con un governo ombra alle non proposte del governo. Dobbiamo provare a guidare l’agenda politica con proposte concrete che rispondano al dramma del ceto medio, di tutte quelle famiglie che sulla carta sembrano stare bene ma nella realtà fanno una grandissima fatica e vivono nella paura di scivolare verso ulteriore impoverimento”, argomenta Madia. I primi tre seminari di maggio, a iscrizione libera, inizieranno dai temi della sanità, dell’immigrazione e dei salari, con la partecipazione tra gli altri di Alessio d’Amato, Giorgio Gori, Maurizio Ferrara e Valeria Zurla.
“Questo governo non ha nessuna idea di futuro: noi lavoreremo perché sia il Partito Democratico a proporne una. Vogliamo contribuire alla fase di rinnovamento del nostro partito nella parte più importante, quella dei contenuti, per colmare l’enorme vuoto lasciato dalla politica del governo”. Così Quartapelle lancia, insieme a Marianna Madia, un ciclo di Seminari sul Futuro, che discuteranno proposte concrete dall’opposizione. I primi tre seminari, a iscrizione libera, copriranno i temi della sostenibilità dell’SSN con Alessio d’Amato (il 4 maggio), l’immigrazione e l’integrazione con Giorgio Gori e Nicoletta Pirozzi (15 maggio), e la mancata crescita dei salari con Maurizio Ferrera e Tommaso Nannicini e Valeria Zurla (19 maggio). “Mentre Fratelli d’Italia ha tenuto inchiodata l’Italia per un mese su un dibattito storiografico e identitario sull’antifascismo, i problemi degli italiani sono dimenticati: nessuna proposta sui salari, silenzioso smantellamento dell’SSN, solo bandierine e propaganda sull’immigrazione. Dato che le soluzioni non arrivano da loro, saremo noi a proporle e incalzarli”, conclude Quartapelle.
"Questo Def 2023 è debole e deludente e d'altronde siete delusi anche voi stessi della maggioranza. Non si può nascondere la vostra piena responsabilità delle previsioni, degli indirizzi presenti, delle scelte da voi effettuate all’interno del documento.
Nel documento non ci sono direzioni di marcia; il taglio del cuneo previsto per 3-4 miliardi è totalmente insufficiente.
Le toppe non bastano, serve una strategia: un taglio del cuneo più grande e strutturale, una legge sul salario minimo, il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti. Per il fondo sanitario nel Def non è previsto un euro in più, mentre per arrivare al 7 per cento del PIL servirebbero 15 miliardi. Il sistema è in fase involutiva e rischia di crollare, con il commissariamento di molte regioni e, di conseguenza, il taglio dei servizi e l’aumento delle tasse locali. E la contrazione economica rischia di accelerare la sua involuzione organizzativa con la fuga di tanti medici dal sistema sanitario pubblico fragile e rigido. Su tutto questo il governo non sta dando risposte nel DEF.
Per noi la priorità è tagliare le tasse sul lavoro sui redditi medi e bassi. Il resto viene dopo. Non è accettabile dare priorità a misure inique e regressive come la “flat tax”, sacrificando a questo obiettivo ideologico la tutela dei redditi della larga maggioranza dei contribuenti.
Ci sarebbe la possibilità di fare molto meglio, accelerando il Pnrr , ma anche qui le scelte sono andate in direzione ostinata e contraria all’interesse del Paese". Lo ha detto il deputato del Pd, Silvio Lai, intervenendo in Aula sul Def 2023.
La siccità non è un evento dell’ultimo minuto ma una realtà che viene da lontano e con cui dovremo fare i conti per lungo tempo, per questo non si può parlare di emergenza, occorre una strategia di medio lungo periodo che non c’è nel decreto del governo. Del resto mentre si parla di emergenza manca ancora il commissario per i litigi nella maggioranza. La sensazione che avvertiamo è la stessa provata ascoltando il ministro Fitto a proposito del Pnrr: ci proviamo ma non ne siamo del tutto convinti. Inoltre di fronte alla drammaticità della situazione non solo manca una strategia ma è mancato da parte del governo, e questo ci ha lasciato davvero sconcertati, la volontà di ricercare un’unità del parlamento dicendo no agli impegni presenti nella nostra mozione che invece vengono accolti quando presenti nella mozione della maggioranza oppure quando ci viene spiegato che si tratta di impegni già contenuti nel decreto attualmente in discussione al Senato. E’ sconcertante che il governo ancora una volta miri alla divisione, a piantare bandierine su questioni su cui la politica non dovrebbe dividersi, il governo si sta prendendo una responsabilità enorme.
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nella dichiarazione di voto sulla mozione siccità
"Le continue aggressioni ai medici ed agli infermieri impegnati nel loro lavoro rappresentano un fatto gravissimo che rischia di mettere a rischio, oltre l'incolumità del personale, anche la tenuta stessa del sistema sanitario nazionale": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, sul ferimento di una dottoressa e due infermiere del punto di primo soccorso di Follonica, in provincia di Grosseto.
"Alle donne aggredite va tutta la mia solidarietà, è però innegabile che occorrono provvedimenti urgenti per garantire la sicurezza negli ospedali. Su questa tematica presenterò una interrogazione a Montecitorio" : conclude Marco Simiani.
"Dopo oltre 4 anni di mobilitazione si chiude positivamente la vicenda dei 312 lavoratori della ex Whirlpool di Napoli. L’annuncio del Commissario Zes Campania dell’acquisizione da parte della Tea Tek, azienda leader nel fotovoltaico, e’ una notizia molto importante. Siamo davanti a un risultato che è frutto della sinergia istituzionale di questi anni e soprattutto dell’ostinazione di sindacati e lavoratori. Si apre una pagina nuova per la reindustrializzazione del mezzogiorno a partire dalla qualità del lavoro e dalla tenuta occupazionale. Ora il Governo convochi un tavolo con le parti sociali per stabilire i tempi e garantire nella fase di passaggio la CIG per i lavoratori che saranno assunti". Lo scrivono in una nota la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, il deputato e membro della segreteria nazionale Marco Sarracino e il deputato Arturo Scotto.
"L'informativa del Ministro Fitto in Aula alla Camera non fa che aumentare le nostre preoccupazioni. Vengono infatti elusi i grandi interrogativi e le grandi incertezze legate al futuro del PNRR. Avremmo voluto ascoltare finalmente parole di verità sui progetti che il governo ritiene non realizzabili, quelli che intende ricalibrare, quelli su cui è in atto in confronto con l'UE, ma purtroppo anche di queste cose non si hanno notizie. La nostra è la preoccupazione di chi ha la consapevolezza che stiamo sprecando una occasione storica, soprattutto per i territori più fragili. Territori che hanno nel PNRR l'unica opportunità di colmare ritardi storici sulle infrastrutture, sul welfare, sui servizi, sull'istruzione. Il Governo non si rende conto che il combinato disposto tra rimodulazione del PNRR e autonomia differenziata rischia di pregiudicare irrimediabilmente il destino del sud, cristallizzando in maniera permanente gli attuali divari". Così in una nota il deputato e responsabile Sud e coesione territoriale della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
Un grande programma di sviluppo che aveva come obiettivo ridurre le disuguaglianze è a rischio perché non solo non erano pronti, ma una volta al governo hanno trattato il Pnrr come la lista delle spese senza individuare priorità e senza cogliere opportunità. E ora che chiediamo conto non sanno dire quali progetti saranno realizzati, quali e come verranno cambiati. Oggi scopriamo che sono a rischio anche gli asili nido, la struttura portante di un welfare più vicino alle famiglie e soprattutto più necessaria a favorire l’occupazione femminile.
L’Europa chiede conto, e il Governo balbetta e tratta ad ore questioni fondamentali come energia, salute, divario di genere. Non solo la relazione del ministro Fitto in Aula non chiarisce nulla, ma se possibile fa perdere ancora più credibilità al paese. Proprio alla vigilia di appuntamenti fondamentali come la revisione del patto di stabilità, l’Italia appare incerta e incapace di sfruttare al massimo l’appartenenza al progetto europeo.
Lo dichiara Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.
“Le parole del ministro Fitto di oggi confermano che il governo sta navigando a vista, portando il nostro Paese alla deriva. Non vi chiediamo di essere i primi della classe come ha detto la presidente del Consiglio, Meloni. Non vi avremmo mai assegnato una simile responsabilità. Ma neppure potete far diventare l’Italia l’ultima della classe. Anche perché è evidente che inviare in Europa le eventuali modifiche per ultimi, vuol dire ritardare la loro verifica da parte di Commissione e Consiglio, e vuol dire rischiare di far perdere all’Italia l’intero anno in corso per avviare i nuovi interventi proposti. È possibile che non si sappia ancora quali modifiche intenda apportare il governo, e quali progetti del REPowerEU stia elaborando? Il Paese intero, le comunità, gli amministratori locali, le associazioni di categoria, le imprese, hanno il diritto di sapere. Ad ogni modo, ciò che non è tollerabile è l'idea paventata da esponenti di maggioranza di rinunciare a parte dei fondi europei, abbandonando ad esempio investimenti decisivi per case di comunità, asili nido o lotta ai cambiamenti climatici. Al ministro Fitto ribadiamo l’invito a farsi aiutare e a non tornare indietro però rispetto all'impianto complessivo del Piano. L’Italia non può permettersi di fallire questa occasione. Sarebbe un danno di portata storica inimmaginabile. Noi abbiamo a cuore il futuro del Paese”.
Se, come è ormai del tutto evidente, il governo e la sua maggioranza considerano il Piano nazionale di ripresa e resilienza non una eccezionale opportunità di crescita e modernizzazione del Paese ma un fastidioso problema, non genera sorpresa il tentativo in corso dal giorno dell’insediamento di modificare e cancellare le riforme della giustizia, che è tra le condizionalità del Pnrr, riguardo ad efficienza della giustizia e ragionevole durata dei processi. Scelta incomprensibile e autolesionista tanto più che le riforme Cartabia, come proprio i dati del Ministero della Giustizia testimoniano definendoli “coerenti con gli impegni assunti con la Commissione ue”, sta dando risultati positivi sulla durata dei processi diminuita dell’11,8% nel settore civile e dell’10% in quello penale rispetto al 2019. Insomma, sono riforme che funzionano, si tratta di un settore che il ministro Fitto nemmeno ha ritenuto di citare nella sua informativa alla Camera, allora proprio non si spiega il motivo per cui la destra metta a rischio il raggiungimento degli obiettivi necessari ad ottenere le risorse del Pnrr. A meno che non si vogliano piantare le solite inaccettabili bandierine.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd