"Il Partito democratico esprime profonda preoccupazione per il destino dei lavoratori della DEMA Spa. Siamo di fronte ad una vicenda che si trascina da troppo tempo e i cui esiti sono davvero incerti. Per questi motivi oggi, presso le Commissioni congiunte Lavoro e Attività Produttive della Camera, è stata incardinata la risoluzione presentata dal gruppo del PD che impegna il governo ad individuare una soluzione che coinvolga tutti gli attori istituzionali, attivando un tavolo di crisi specifico al fine di salvaguardare il sito produttivo e i livelli occupazionali. Il governo ha quasi duecento tavoli di crisi aperti in tutto il Paese e purtroppo dopo mesi non lascia intravedere alcuna prospettiva di politica industriale, in particolare per il Mezzogiorno.
Oggi la DEMA rischia di chiudere anche perché molte competenze vanno via. Una chiusura rappresenterebbe l'ennesimo schiaffo ad un territorio che ha già un numero di crisi aziendali rilevanti. Per questo abbiamo richiesto che vengano anche audite le forze sindacali e il management del Gruppo. Occorre dare certezze e stabilità ai lavoratori e occorre farlo nel più breve tempo possibile. Serve un’iniziativa straordinaria per difendere e rinnovare il tessuto produttivo, anche facendo leva sui fondi europei che il governo sembra non essere in grado di usare e che rischiano di rappresentare l’ennesima occasione sprecata a discapito di territori e generazioni fragili".
Così i deputati Pd della commissione Lavoro Marco Sarracino, Mauro Laus, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Emiliano Fossi.
Dopo aver presentato un’interpellanza urgente rinnoviamo con la mozione che presentiamo oggi il nostro impegno per chiedere al Governo di presentare il capitolo dedicato al RepowerEu all’interno del PNRR entro la scadenza del 30 aprile e condividere con il Parlamento tutti i progetti e gli interventi che intende sostenere per utilizzare al meglio i 2,76 miliardi di sovvenzioni per l’Italia che possiamo attivare per rilanciare infrastrutture rinnovabili, energia sostenibile e comunità energetiche, contrastare la povertà energetica e riqualificare la forza lavoro per acquisire competenze verdi. La scelta di saltare questo appuntamento e rimandare tutto all’ultimo treno del 31 agosto invece di seguire le indicazioni europee preoccupa fortemente perché rischia di aumentare le possibilità di perdere questa occasione fondamentale per sostenere le famiglie e le imprese e non lasciarle sole nel fronteggiare il caro energia di oggi e di domani.”
Così il deputato Pd Andrea Casu nel presentare in discussione generale la mozione Pd sul RepowerEu.
Pd presenta interpellanza al governo
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
"Desta forte preoccupazione la notizia di un rinvio dell'ingresso di Lufthansa nella compagnia aerea italiana Ita Airways, soprattutto tenuto conto che il fattore tempo è decisivo per Ita, che quest’anno potrà contare sull’ultima iniezione di 250 mln di risorse pubbliche (nell’ambito degli 1,35 mld autorizzati dalla commissione Ue) e dovrà attendere il closing dell’operazione per avere la disponibilità delle risorse della compagnia tedesca". Così Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, che annuncia una interpellanza urgente al governo. Per l'esponente Pd “in gioco c’è anche l’attuazione dell’ambizioso piano di sviluppo che prevede l’acquisto di 39 nuovi velivoli e 1.200 assunzioni entro l’anno. Ho presentato una interpellanza urgente al governo soprattutto per conoscere quale sia il Piano industriale per ITA, condiviso con Lufthansa, anche in relazione alla valorizzazione del vettore e degli aeroporti strategici con riferimento alle destinazioni ed al numero di tratte effettuate. Abbiamo inoltre chiesto - precisa Barbagallo- di conoscere quali garanzie siano state individuate per il mantenimento dei livelli occupazionali e la positiva risoluzione delle controversie dei lavoratori ex Alitalia, oggi in cassa integrazione che chiedono di essere assunti in Ita. "
Il referendum per l'allungamento della pista dell'aeroporto dell'isola d'Elba è stato purtroppo un flop annunciato. Le evidenti criticità organizzative e il coinvolgimento dei cittadini di un solo comune, nonostante l'importanza della infrastruttura per l'intera isola, rendono inutile questa consultazione. È ora fondamentale che le istituzioni e la politica inaugurino una riflessione seria e concertata sul futuro dell'aeroporto che non può in alcun modo chiudere o ridimensionare il suo ruolo per elbani o turisti. Anche il governo si occupi della vicenda, visto che a ottobre scadrà la continuità territoriale aerea da e per l’Elba e ancora non si è affrontato il tema del suo rifinanziamento”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, sul referendum svolto a Campo nell'Elba e che ha visto l'affluenza del 36% degli aventi diritto senza raggiungere il quorum.
“Il riferimento che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua intervista uscita sul Corriere della Sera il 21 aprile scorso, ha fatto alla ‘cultura italica’ non può essere in alcun modo interpretato come una rinuncia ai valori universali che stanno alla base della nostra concezione della vita. L'ibridazione italica è parte essenziale della nostra storia, analogamente, l'italicità si esprime nella sua più forte e probabilmente visibile dimensione nell'essenza e nella conseguenza del più grande fenomeno sociale della storia d'Italia: la diaspora italiana nel mondo. Grazie al suo influsso, oggi si sentono legati al nostro Paese non solo i figli e i nipoti di quella epopea migratoria, ma anche tutti coloro che, in Italia e all'estero, vedono il nostro Paese con ammirazione e speranza. L'italian sounding, tirato in ballo a sproposito da qualche politico poco informato sulla reale penetrazione della creatività e dell’ingegno italico nel mondo, è altra cosa e andrebbe trattato con un minimo di conoscenza della nostra grande business community all'estero. Emigrazione e immigrazione, come anche il recente Def presentato dal governo ci ricorda e come gli ultimi rapporti ISTAT ci ripetono ormai da anni, possono e anzi devono essere il volano di una nuova crescita e quindi dello sviluppo del Paese. Così il deputato dem Fabio Porta, eletto nella circoscrizione Estero dell’America meridionale, in una lettera al Corriere della Sera pubblicata ieri, in replica alle critiche rivolte al capo dello Stato, per l'uso dell'aggettivo “italico”, da parte del quotidiano La Verità in un articolo pubblicato il 22 aprile scorso.
“Ryanair che abbandona Comiso e l'immobilismo del ministero delle Infrastrutture e della Regione Siciliana che non convocano neanche la conferenza di servizi per le tratte per la continuità territoriale nonostante le nostre molteplici interrogazioni. Il caro voli è sempre dietro l’angolo, la Sicilia è sempre più ghettizzata e la situazione di stallo in cui versa l’aeroporto di Comiso è l’esatta fotografia del disinteresse del governo nazionale e regionale che preferiscono gli spot e la propaganda ad azioni concrete in favore della nostra Isola e dei siciliani”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, a margine del sit-in di protesta promosso dalla federazione provinciale del Pd di Ragusa e dal deputato regionale dem, Nello Dipasquale, all’aeroporto di Comiso “Pio La Torre” per difendere il diritto dei siciliani del Sud-Est ad avere maggiori opportunità di mobilità.
“Anche oggi come già ieri a Paternò - aggiunge Barbagallo - scendiamo nelle strade al fianco dei cittadini per contestare la scelta unilaterale della compagnia irlandese di abbandonare lo scalo di Comiso e contro il governo che non fa nulla di concreto per far fronte all’isolamento dei siciliani”.
"Gli annunci di Nordio non finiscono mai, nemmeno dopo la figuraccia internazionale del caso Uss.
Ancora una volta vengono lanciate a casaccio separazione delle carriere, abolizione di reati, intercettazioni da rivedere, senza che, dopo mesi di proclami, ci sia uno straccio di testo. Ma soprattutto non c’è nulla di quello di cui ci sarebbe davvero bisogno e cioè attuare le "riforme Cartabia" che riguardano per l’appunto l’efficienza della giustizia e la ragionevole durata dei processi: il ministro doveva approvarne i decreti attuativi, nemmeno quello ha fatto. Ci dica poi dove è finito l’unico testo, quello sui crimini internazionali, approvato in Cdm ormai da oltre un mese e di cui si sono perse le tracce. Oppure, a proposito di certezza della pena, si preoccupi di spiegare agli italiani come pagare le sanzioni pecuniarie visto che non è stato licenziato il relativo decreto attuativo.
Ed anche sull'abuso di ufficio, dopo centinaia di interviste, non è nota la posizione del governo e della sua maggioranza. Quello che è certo, è che i sindaci chiedono una revisione complessiva del sistema delle responsabilità e su questo noi abbiamo presentato tre proposte di legge chiare che però giacciono a prendere polvere nei cassetti del Parlamento mentre si preferisce strumentalizzare le sacrosante esigenze degli amministratori. Insomma il solito minestrone pieno di contraddizioni, di ambiguità e di velleità".
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd e i capigruppo in Commissione Giustizia di Camera e Senato Federico Gianassi e Alfredo Bazoli
Tweet di Silvio Lai, deputato Pd
#governo si affidano agli spot nel giorno simbolo dei diritti per i lavoratori e poi le scelte fin qui fatte vanno in direzione opposta: meno sostegni, più precariato, qualche spicciolo che però non risolve il problema della perdita del potere d'acquisto dei salari. Serve altro!
Lo scrive su Twitter Silvio Lai, deputato del PD della Commissione Bilancio
Dichiarazione Emiliano Fossi, deputato Pd
"Ci vuole tutta la spregiudicatezza di Giorgia Meloni per approvare un decreto lavoro il 1 maggio con norme che ripristinano il precariato e riducono di un terzo le risorse per i cittadini indigenti" : è quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario regionale della Toscana.
"In questi giorni il governo ha fatto annunci strepitosi promettendo sgravi per i figli e garantendo sostegni all'occupazione femminile. Ci ritroviamo però oggi con un provvedimento che non sostiene i salari, favorisce i contratti non stabili penalizzando soprattutto i giovani e, stando a quanto è emerso fino ora , dimentica ancora una volta 'opzione' donna", conclude Emiliano Fossi.
Dichiarazione di Simona Bonafe’ , vicepresidente deputati Pd
"Meno risorse per la povertà, poche decine di euro per i redditi medio-bassi e ritorno al precariato: se queste sono le ricette della destra per promuovere lavoro e salari eviterei di convocare un consiglio dei ministri il primo maggio": è quanto dichiara Simona Bonafé, vicepresidente dei Deputati Pd, sui contenuti del Decreto Lavoro che dovrebbe essere approvato dal governo. "Dopo le mirabolanti promesse di tagli fiscali per i figli a carico il governo Meloni, non riuscendo a trovare le coperture, ripiega su misure spot che ridurranno però le risorse per le famiglie indigenti e promuoveranno i contratti a termine. Le continue false promesse della maggioranza sono state ormai smascherate": conclude Simona Bonafè.
La capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati a Skytg24 Agenda
“Siamo molto preoccupati per il Pnrr e lo diremo a Fitto che finalmente sarà in Parlamento mercoledì. Assistiamo da parte della destra a una narrazione che cerca di costruire un alibi per l’incapacità di trovare soluzioni e rispondere ai problemi sollevati da più parti. La confusione sulla rinuncia ai fondi e la non chiarezza sulla revisione dei progetti rischia di paralizzare le risorse che servono per centrare gli obiettivi, primi tra tutti la riduzione delle diseguaglianze, la rivoluzione digitale ed ecologica, le iniziative per far ripartire il paese. Il Pnrr è il banco di prova del fallimento delle promesse politiche della destra: è un problema per la vita delle persone”.
A proposito del cdm convocato per il 1 maggio sui temi del lavoro Chiara Braga ha replicato che “del lavoro bisognerebbe occuparsi ogni giorno. Invece a partire dalla legge di bilancio e poi dal Def questo governo non dà alcuna risposta: poco sul cuneo fiscale, sulla protezione del lavoro più povero e sulla precarietà, anzi c’è il rischio concreto di un allargamento delle maglie. Poco o nulla per favorire la natalità mentre si fanno condoni; nulla di fronte al grido di allarme lanciato da tutte le regioni sui tagli alla sanità. Dicevano di essere pronti e invece non lo sono nè su Pnrr né sulle altre riforme. Fanno finta di non vedere che la precarietà del lavoro si traduce in precarietà di vita”.
Dichiarazione dì Rachele Scarpa, deputata Pd
Fitto ha appena annunciato che gli interventi del Bosco dello Sport di Venezia e dello stadio Franchi di Firenze non potranno essere rendicontati a valore delle risorse Pnrr.
Sarà grave se Venezia perderà 93 milioni di euro del PNRR: dopo questa autentica “doccia gelata” la Giunta dismetta subito il suo atteggiamento di chiusura che ci ha portato a questa grave situazione e si apra immediatamente al confronto con tutte le forze politiche per il bene della città. Il Pd comunale ha formulato proposte molto serie per non far perdere alla città di Venezia una cifra enorme e che era stata allocata su un progetto che, anche a detta del Governo, è sbagliato. I soldi del PNRR sono stati investiti per combattere le ingiustizie sociali e per mettere tutto il Paese al pari dopo la pandemia: usiamoli quindi per la rigenerazione urbana, per le politiche di transizione ecologica e in favore dell’ambiente, per un piano di politiche abitative pubbliche, per i giovani e per dare loro opportunità future. Se Brugnaro persevererà su idee scorrette a rimetterne sarà la città, ci sia quindi l’umiltà di lavorare a scelte più assennate.
Sono profondamente preoccupata per la situazione in Sudan. Gli appelli alla tregua sono falliti e la popolazione civile è in grave pericolo. Gli operatori umanitari sono impossibilitati a raggiungere le strutture dove dovrebbero prestare servizio e le forniture mediche rischiano di esaurirsi nell’arco di tre settimane. La comunità internazionale deve agire con più incisività per prevenire il peggio. Come deputata della Commissione Esteri, e come ex funzionaria di agenzie dell’Onu impegnate nei conflitti, farò tutto il possibile per sollecitare il Governo ad adoperarsi in favore di una efficace soluzione. Non lasciamo soli i sudanesi. #SOSudan
Lo scrive su Facebook Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico
L’informativa del Ministro Nordio sulla fuga del cittadino russo Artem Uss invece di fare chiarezza ha gettato altro fumo su una vicenda sconcertante che mina gravemente la credibilità internazionale del nostro paese. Non abbiamo alcuna intenzione di accettare una ricostruzione piena di lacune. Per questo, poiché lo stesso Nordio ha fatto riferimento a indagini in capo al
Viminale, chiediamo al Ministro Piantedosi di riferire in Aula come sia stato possibile che un cittadino sottoposto a misure cautelari sia potuto sottrarsi così facilmente ai controlli. Insomma il governo campione mondiale dello scaricabarile questa volta dovrà rispondere di un operato imbarazzante quanto pericoloso e prendersi la responsabilità di quanto accaduto.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, e Debora Serracchiani, deputata e Responsabile Giustizia del Pd.