Il richiamo del presidente della Repubblica su alcuni aspetti del decreto milleproroghe, in particolare sulla questione della proroga su balneari, conferma una volta di più la confusione e l’inadeguatezza di governo e maggioranza. Non sono bastati, infatti, le nostre iniziative in Parlamento, gli avvisi arrivati dall’Ue, i timori degli esercenti interessati a far cambiare strada all’esecutivo. Hanno insistito ad andare avanti con una norma in palese contrasto con le raccomandazioni e, cosa forse ancora più grave, non hanno proceduto ad avviare politiche per mettere in sicurezza operatori ed enti locali dando seguito a quanto previsto dalla legge sulla concorrenza. Ora si scusino e tornino in Parlamento abbandonando la consueta arroganza e aprendo un vero confronto con l’opposizione. Il Pd non si è mai sottratto al lavoro per individuare una corretta soluzione.
È quanto si legge in una nota del Gruppo dei deputati PD.
“La decisione del capo dello Stato di promulgare il testo del Decreto Milleproroghe esprimendo riserve e perplessità sul tema dei balneari conferma, purtroppo o per fortuna, che avevamo ragione. Il richiamo di Mattarella dimostra come il governo non abbia né voluto, né potuto, per le divisioni interne, affrontare il tema dell’avvio del percorso delle evidenze pubbliche per l’assegnazione delle concessioni balneari. Bastava leggere la sentenza del Consiglio di Stato per capire che mandare la palla in tribuna e fare proroghe era ed è insostenibile. Hanno fatto promesse a vanvera, ma al governo non te la cavi se decidi di non decidere perché non puoi mantenere. Hanno lasciato nel caos e senza alcuna certezza un grande patrimonio paesaggistico, turistico ed economico del Paese, con circa 8mila km di coste e spiagge, 27mila imprese e centinaia di migliaia di lavoratori. Ora il governo anziché prendersela con l’ennesimo nemico della patria, dei carburanti, dei bonus) faccia subito due cose: 1) assegni la delega sulla materia a un ministro, perché non si sa neanche chi è quello incaricato; 2) faccia l’unica cosa seria che c’è da fare e cioè convocare immediatamente regioni, comuni e imprese per individuare i criteri per l’assegnazione delle concessioni con un approccio serio e concreto che guardi alle specificità territoriali”.
Così il deputato dem della commissione Attività produttive, Andrea Gnassi.
I deputati dem Fabio Porta, eletto in Sud America, e Lia Quartapelle Procopio, hanno presentato un’interrogazione in commissione Esteri rivolta ai ministri della Giustizia, degli Affari esteri e dell’Interno, sul caso della mancata estradizione di un cittadino in possesso di doppia cittadinanza, italiana e argentina, Carlos Luis Malatto, accusato di gravi reati commessi negli anni 1976 e 1977, quando era ufficiale dell’esercito argentino.
“Si tratta - affermano i due parlamentari del Pd - di questioni legate alla terribile vicenda dei desaparecidos, con la sparizione forzata di oppositori dell’allora regime argentino. Un fenomeno che è stato riconosciuto come crimine contro l'umanità dall'articolo 7 dello Statuto di Roma del 17 luglio 1998 per la costituzione del Tribunale penale internazionale e dalla risoluzione delle Nazioni Unite numero 47/133 del 18 dicembre 1992. Ormai il tribunale di San Juan, nel 2019, ha emesso un terzo mandato di cattura internazionale contro questo ex ufficiale argentino per 5 distinti casi di omicidio - ricordano i due deputati - e pertanto abbiamo chiesto al Governo quali iniziative “intenda intraprendere al fine di dare ottemperanza alle richieste di detenzione più volte formulate dall'Autorità giudiziaria argentina. Auspichiamo che ci sia una pronta e sollecita azione del governo affinché sia fatta giustizia”.
"Tutti i comuni a rischio di dissesto idrogeografico dovranno avere un piano di protezione civile, se non interverrà l'ente locale subentrerà il potere sostitutivo del governo. Si tratta di una proposta sostenuta da tempo dal Partito Democratico che è stata finalmente concretizzata": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sulla norma approvata nel 'Decreto Ricostruzione' attualmente in discussione al Senato.
"Avevamo provato ad inserire questo principio nel Decreto Ischia senza però riuscirci. Siamo soddisfatti che questo orientamento sia stato votato dal Senato. Oltre mille comuni ancora senza un protocollo di protezione civile potranno da oggi dotarsi di piani di evacuazione e primo intervento indispensabile per tutelare i cittadini, salvare vite e contenere i danni": conclude Marco Simiani.
Interrogazione del deputato dei Democratici al Ministro delle Imprese ed al Ministro del Lavoro:
“Il Governo chiarisca cosa intende fare per tutelare i posti di lavoro”
“Il Governo deve dire qualcosa di concreto sulla situazione dello stabilimento Whirlpool di Siena. Cosa ne sarà del rilancio del sito produttivo di Siena della Whirlpool e dell’occupazione?”.
A chiederlo è il deputato toscano del Pd Emiliano Fossi, che ha presentato insieme al collega Marco Simiani un’interrogazione al Ministro delle Imprese ed al Ministro del Lavoro chiedendo quali azioni intendono intraprendere i due dicasteri per il rilancio del sito produttivo senese e per la tutela dei posti di lavoro. La multinazionale statunitense Whirlpool ha recentemente annunciato il passaggio degli stabilimenti europei in Italia ad una società al 75% di proprietà dell’azienda turca Arcelik. L’accordo è stato sottoscritto nelle scorse settimane, ma potrà essere formalizzato solamente nel 2024 dopo tutti i controlli e le verifiche del caso anche in materia di antitrust. La nuova azienda di elettrodomestici, nata dalla joint venture tra i turchi di Arcelik e gli statunitensi di Whirlpool, si chiamerà Beko Europe.
“Secondo quanto apprendiamo dalla stampa - dice Fossi - per l’anno 2023 rimarrà valido l’attuale piano industriale annunciato dal gruppo statunitense Whirlpool, con la conferma dei livelli occupazionali (300 lavoratori), la produzione di 400 mila pezzi in un anno e investimenti nel sito produttivo per 1,5 milioni di euro in dodici mesi. I sindacati hanno espresso dubbi circa le prospettive future del sito di Siena, anche perché il gruppo Arcelik ha già stabilimenti in Polonia e Romania dove vengono prodotti frigoriferi e va, quindi, contrastato ogni tentativo di delocalizzazione”.
“A Siena vengono prodotti congelatori a pozzetto, si tratta dell’ultima fabbrica di grandi elettrodomestici attualmente presente in Toscana, dopo la chiusura nel 2008 della Electrolux di Scandicci. Lo stabilimento di Siena vive da anni una situazione di grave precarietà: si è passati dai 600 operai del 2008 agli attuali 300. Cosa intende fare il Governo italiano per tutelare questi 300 posti di lavoro?”.
Ecco le prime conseguenze del tragico decreto sulle Ong voluto dal Governo e sponsorizzato soprattutto dalla Lega.
La nave Geo Barents costretta a 20 giorni di blocco e multata. Per il Governo la sua colpa inaccettabile è quella di salvare le vite in mare. Prima costringono le navi, con centinaia di naufraghi a bordo, a inutili giorni di navigazione in più mandandole in porti lontani. E poi si inventano regole assurde per poterle bloccare nei porti italiani. Quanti morti costerà questo blocco? E quante altre morti evitabili ci saranno a causa della propaganda di di destra?
E Salvini ha pure il coraggio di commentare con entusiasmo il blocco dicendo che "ci sono organizzazioni che salvano vite e altre che lucrano sugli esseri umani, traghettandoli tra Africa ed Europa". Ecco, bravo, avete appena fermato una di quelle che salvano donne, bambini e uomini disperati in mezzo al mare. Complimenti.
Così il deputato del PD Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari istituzionali della Camera, su Facebook.
Mentre nel mondo si moltiplicano segnali di allarme per la crisi climatica l’Italia decide di rinunciare all’”Inviato speciale per il Cambiamento climatico”. L’Ambasciatore Alessandro Modiano, nominato lo scorso anno dal Governo Draghi per favorire la diplomazia climatica, ormai componente fondamentale della politica estera dell’Italia e dell’Unione Europea, e curare le relazioni tra i Ministeri competenti, ha deciso di dimettersi al mancato rinnovo dell’incarico.
Per questo, insieme alla collega Elly Schlein abbiamo deciso di presentare un’interrogazione al Governo per capire che intenzioni ha riguardo a un ruolo così strategico e delicato. Non vorremmo che i conservatori più ecologisti del mondo abbiano scambiato una vicenda epocale per l’ennesimo affare di poltrone.
Così Chiara Braga, Deputata e responsabile Transizione ecologica del Pd.
Con l’ordine del giorno presentato oggi alla Camera insieme a Irene Manzi, abbiamo impegnato formalmente il governo al ripristino della piena operatività del superbonus 110% nelle aree del cratere sismico. Le misure dello sconto in fattura e della cessione del credito sono infatti vitali per migliaia di cittadini che, purtroppo, non possono sostenere l’accollo delle spese eccedenti il contributo di ricostruzione. Riattivare questo strumento significa garantire un futuro per le moltissime famiglie coinvolte e, allo stesso tempo, fornire un segnale chiaro che le istituzioni sono ancora al fianco delle comunità colpite.
Così Augusto Curti, deputato del Pd in commissione Ambiente.
Dichiarazione di Valentina Ghio, deputata Pd
Un’altra occasione sprecata. Ancora una volta abbiamo sperato che un decreto portasse miglioramenti per la vita dei cittadini e sostenesse i bisogni delle famiglie e delle imprese. Invece nessun passo avanti sostanziale è stato fatto, solo qualche debole rinvio.” Così la deputata del Pd Valentina Ghio sul voto finale al decreto milleproroghe. “Il giudizio su questo provvedimento –ha proseguito Ghio intervenendo in aula per conto del suo gruppo- è molto deludente: nessun segnale che accompagni una strategia di sviluppo economico ed industriale del nostro Paese, nessun provvedimento che dimostri l’obiettivo di farsi carico dei bisogni sociali e delle povertà crescenti che vengono puntualmente ignorati, nessun segnale di avvio di riforme attese e vincolanti per non rischiare di mancare le opportunità del Pnrr. Anzi – ha sottolineato la parlamentare Dem- si è anche evitato di correggere un errore clamoroso dato dalle modifiche su Opzione donna inserite nella legge di bilancio. E scegliendo di non decidere, vengono lasciate 30.000 donne intrappolate in requisiti molto più restrittivi, bloccando la quasi totalità della platea delle lavoratrici che, con la misura attiva fino al 2022, potevano uscire dal mondo del lavoro.” Per Ghio ci sono poi “altri temi che rendono evidente la ritrosia di questo Governo ad occuparsi delle dinamiche sociali, quelli che incidono nella carne viva delle persone e che vengono ignorate, mentre si concentrano azioni e possibilità su interessi particolari. Penso al mancato ripristino del Fondo affitti e del fondo morosità incolpevole, che incide fortemente e spesso drammaticamente nella vita delle famiglie. Cosi come non è stato affrontato in modo più strutturale il tema energetico per andare oltre il 31 marzo con i sostegni alle spese energetiche o le proroghe, anche parziali, al taglio delle accise su benzina e gasolio. E l’elenco potrebbe continuare. In definitiva – ha concluso Ghio- una occasione persa per dimostrare di essere connessi con i bisogni reali dei cittadini e per dimostrare di avere una rotta salda, una visione chiara delle priorità sociali, economiche e ambientali necessarie a far crescere il Paese”.
“Solo lo 0,3 per cento delle truffe in edilizia ha riguardato il Superbonus 110 per cento. Quindi 166 milioni dei 3,7 miliardi di sequestri effettuati. Il dato fornito dalla Guardia di Finanza sgombra il campo da un’argomentazione utilizzata con insistenza per colpire questo strumento e dimostra come le regole introdotte per accedervi evitando truffe abbiano funzionato. Ora sarebbe opportuno, anche alla luce di queste informazioni, rivedere il modo sbagliato e maldestro con cui il governo è intervenuto con l’ultimo decreto ed evitare di mettere in ginocchio un settore che anche grazie al superbonus è uscito da una crisi profonda e contribuito alla crescita del Pil del nostro Paese”.
Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Bilancio Ubaldo Pagano
“Non ammettere che la maggioranza di Governo abbia profonde divisioni interne in merito al conflitto in Ucraina significa nascondersi dietro a un dito e negare la realtà. Le esternazioni di Berlusconi e della Lega non possono essere derubricate a semplice dialogo politico. Pesano come macigni sulla credibilità del Governo e del nostro Paese. E i fatti lo dimostrano con un’Italia isolata ed esclusa da importanti incontri internazionali, al contrario di quanto accadeva in passato. Basta ricordare la foto storica del viaggio in treno di Draghi con Macron e Scholz dello scorso anno che a nome di un’Europa unita portavano il loro sostegno a Zelensky. In questo contesto, peraltro, anche la visita del Presidente Meloni a Kiev è stata offuscata dalle polemiche innescate da Belusconi, le cui esternazioni sono state criticate dallo stesso PPE. Insomma è indispensabile per l'affidabilità del Paese che tutta la maggioranza del Governo faccia chiarezza una volta per tutte sul proprio indirizzo politico rispetto al conflitto in Ucraina”. Così Piero De Luca, vice capogruppo Pd alla Camera intervenendo a SkyTg24.
“‘Il fascismo è nato sui bordi di un marciapiede’. Sono le parole con cui si apre la lettera rivolta dalla dirigente scolastica del liceo Da Vinci ai suoi studenti dopo le inquietanti violenze compiute sabato scorso proprio a Firenze da un gruppo di estrema destra contro gli studenti del liceo Michelangelo. Un appello civile a non essere indifferenti, ad impegnarsi con fiducia nel futuro, condannando violenza e prepotenza. Avremmo voluto che anche il governo non fosse indifferente di fronte a quelle violenze. E invece, dopo giorni di silenzio, oggi il ministro dell’istruzione prende la parola non x condannare la violenza, ma per minacciare la dirigente del Liceo Da Vinci. Su questo vorremmo chiarezza. Cosa pensa di quelle parole il ministro? Che l’indifferenza non sia un pericolo? Che non si debba invitare i giovani ad avere fiducia nel futuro condannando la violenza - ogni tipo di violenza - e aprendoci al mondo?”.
Così la capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi.
“Avremo voluto sentire dal ministro - aggiunge la deputata dem - parole chiare di condanna delle violenze compiute, con parole chiare di solidarietà agli studenti colpiti. Avremmo voluto parole chiare contro una violenza di estrema destra che emerge pericolosamente nel Paese. Affermare, invece, che di questa lettera non sa cosa farsene. Arrivare a minacciare futuri provvedimenti dice molto. Anzi dice tutto”.
Il Governo non ha detto nulla sull’aggressione neofascista contro gli studenti di Firenze. Oggi il ministro Valditara minaccia una dirigente che ha ricordato e difeso i valori della Costituzione. Un’altra vergogna che richiede unità per difendere i valori della Repubblica”. Lo scrive su Twitter il deputato dem Nicola Zingaretti.
Dichiarazione di Maria Cecilia Guerra, deputata gruppo Pd-Idp
“Questo milleproroghe è in primo luogo un’occasione mancata, un provvedimento che tradisce ancora una volta l’improvvisazione e l’insufficienza di questo governo a cui noi del gruppo Partito democratico Italia progressista oggi confermeremo con convinzione la nostra non fiducia”. Così Maria Cecilia Guerra, nella dichiarazione voto al decreto milleproroghe per conto del suo gruppo. Per Guerra, “sono molteplici le criticità e le occasioni mancate, a cominciare dal sottofinanziamento della sanità al nodo dell’energia, per la quale si è adottata una prospettiva di brevissimo respiro. Ricordo infatti – ha proseguito Guerra- che le risorse stanziate in legge di bilancio finiscono il 31 marzo, e dal 1 aprile non si sa cosa succederà. Penso poi – ha proseguito l’esponente del Pd-Idp - al superamento della pesante ingiustizia operata su opzione donna, una misura già molto penalizzante per le donne, che sono state ulteriormente castigate dalle decisioni discriminatorie adottate in legge di bilancio.” “E’ un decreto – ha sottolineato Guerra- che crea discriminazioni, come è accaduto per il percorso di stabilizzazione dei lavoratori del comparto sanitario da cui è rimasto escluso il personale tecnico e professionale. E’ vero, abbiamo scampato qualche pericolo, come la proroga dei diritti televisivi sul calcio da 3 a 5 anni, su cui si è poi dovuto fare marcia indietro, ma si è invece deciso di non decidere su un tema rilevante come le concessioni balneari, congelando la situazione in essere per un ulteriore anno, lasciando così gli operatori in una situazione di incertezza sulla propria attività e quindi sulla possibilità di investire”. “Siamo di fronte -ha concluso Guerra- a un provvedimento che si è dedicato più ai 1000 rivoli di interessi particolari che ad affrontare in termini trasparenti, equi ed efficienti, il tema delle proroghe.”
I problemi legati alle decisioni del governo sul Superbonus sono stati al centro di un incontro tenutosi oggi presso la Sala Berlinguer del Gruppo del Partito Democratico alla Camera tra una delegazione dei deputati dem guidata dalla presidente, Debora Serracchiani, e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, rappresentata dal vicepresidente Stefano Betti.
Nella riunione sono emerse tutte le criticità del provvedimento voluto dall’esecutivo, che anziché risolvere i problemi li acuisce, con rilevanti effetti distorsivi per le aziende e le famiglie meno abbienti. Al centro del confronto soprattutto la questione del come risolvere l’emergenza sui crediti incagliati e la reintroduzione della possibilità di cessione del credito e sconto in fattura, lavorando su due piani: affrontando con determinazione un’urgenza che rischia di provocare pesanti ricadute su lavoro ed economia; e predisponendo per il futuro chiare direttive legislative attraverso un piano pluriennale predisposto grazie ai dati emersi dalle indagini conoscitive richieste dal Pd in commissione Bilancio e Ambiente e dalla predisposizione di un codice, un testo unico, degli incentivi fiscali edilizi, capace di dare certezze alle imprese e sostegno economico all’iniziativa green delle famiglie.