08/02/2023 - 17:45

Il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive della Camera ha presentato al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin una interrogazione urgente

“Viste le condizioni favorevoli perché il governo ancora non agisce per rivedere al ribasso il prezzo dell’energia?” E’ quanto ha chiesto Vinicio Peluffo, capogruppo del Partito democratico in commissione Attività produttive della Camera, attraverso una interrogazione urgente  al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin. “Grazie anche all’andamento delle temperature non troppo fredde ed alla prospettiva di un riempimento più agevole degli stoccaggi per il prossimo inverno – scrive Peluffo nell’interrogazione- , il prezzo medio del gas mostra  oggi un trend di discesa, che già dai primi mesi di quest’anno comporta una forte differenza tra il prezzo a 210 €/MWh stabilito quando tale prezzo sul mercato era al picco delle quotazioni, ed il prezzo attuale, inferiore ai 180 €/MWh”. Secondo Peluffo, “sarebbe perciò opportuno, sulla base delle variazioni di costo derivanti da diverse e migliori condizioni di mercato riscontrate ora, che si dia seguito alla prevista variazione del prezzo di riferimento, agendo subito per portarlo almeno a quanto indicato dal “Price cap” in sede UE, 180 €/MWh, consentendo a settori così strategici per l’economia italiana un abbassamento dei costi dell’energia.”

08/02/2023 - 16:21

“L'esito del CIPESS di oggi è semplicemente imbarazzante. Approva tre progetti da 500 milioni di euro mentre continua a tenere bloccati 27 miliardi di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione destinati al Sud. Come abbiamo ribadito pochi giorni fa durante il question time al ministro Giorgetti, sono mesi che si attende lo sblocco di questi fondi già previsti tra l’altro nella programmazione 2021/2027 e già ripartiti a giugno tra le varie Regioni meridionali. Eppure ancora nulla si muove. Dal CIPESS nessuna delibera attuativa. E così restano arenate risorse importanti che spettano al Mezzogiorno e di cui il Mezzogiorno ha assoluto bisogno per investimenti fondamentali in servizi, scuole, sanità, infrastrutture, ambiente. Una scelta che non fa bene all’intero Paese. Oggi poteva essere l’occasione giusta ma il Governo di destra ha preferito continuare a lavorare contro il Sud e quindi contro lo sviluppo di tutta l’Italia. Siamo senza parole davvero ma continueremo la nostra battaglia con convinzione”.

Lo dichiara il vice capogruppo del Pd alla Camera Piero De Luca

07/02/2023 - 19:14

“Dispiace che il senatore Maurizio Gasparri quando parla dei conti della Regione Lazio e della gestione di Nicola Zingaretti prenda lucciole per lanterne, ma è tipico di questa destra di governo dalla memoria corta che non ne sta facendo una giusta, a cominciare dal caos sul caro carburante. Se Gasparri cerca i protagonisti del disastro nel Lazio, può trovarli tra i supporter di Francesco Rocca. Zingaretti grazie a 10 anni di buon governo ha risanato i conti e lascia il Lazio con in pancia 16 miliardi di investimenti per il futuro. Le destre avevano ridotto la sanità regionale sul lastrico ma grazie alla virtuosa gestione delle giunte di centro-sinistra guidate da Zingaretti e all’azione di Alessio D’Amato, il Lazio è uscito fuori dal commissariamento della Sanità e ha raggiunto traguardi importanti. Per i debiti che continuiamo a pagare dobbiamo ringraziare i governi della destra”. Così il deputato dem e segretario del Pd Roma, Andrea Casu, commentando quando dichiarato dal senatore Maurizio Gasparri sulla gestione del Lazio da parte del governatore uscente Nicola Zingaretti.

07/02/2023 - 13:14

“A che punto è la trattativa con gli altri Stati europei per la scelta di Milano quale terza sede del Tribunale per il brevetto unitario e quali azioni sta attivando il governo per garantire che all’Italia sia assegnata l’intera quota di competenze originariamente prevista per la sede di Londra?”.

E’ quanto chiedono i parlamentari dem eletti a Milano, Lia Quartapelle, Matteo Mauri, Silvia Roggiani, Vinicio Peluffo, Gianni Cuperlo, Bruno Tabacci e Antonio Misiani, il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova e la senatrice di Azione, Giulia Pastorella, in una interrogazione rivolta al ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

La preoccupazione dei parlamentari firmatari del Partito Democratico, di +Europa e di Azione, è che le difficoltà nelle relazioni diplomatiche fra il governo di Giorgia Meloni e la Francia possano danneggiare la candidatura di Milano. “Questo rischio - spiegano - toglierebbe un’opportunità importante all’Italia, uno dei Paesi membri dell’Ue con il maggior numero di brevetti registrati. Anche molte associazioni del settore industriale - aggiungono - hanno sottolineato l’importanza che l’Italia ospiti una sede del Tub che permetterebbe al nostro comparto di competere al meglio”.

07/02/2023 - 09:18

Avete scambiato il Governo del Paese per un’assemblea del Fuan? Volete trasformare l’Italia nell’incubo trumpiano di disuguaglianze e notizie false contro gli oppositori. Ora anche armi.
Lo dichiara in un tweet il vicesegretario del Pd e vicecapogruppo alla Camera Peppe Provenzano, che sul tema ha preannunciato una interrogazione parlamentare.

06/02/2023 - 15:09

Il governo Meloni continua a perseverare nell’errore. Mantiene l’obbligo del prezzo medio che ingenera soltanto maggiore confusione nei consumatori e livella i prezzi verso l’alto, come ha sottolineato chiaramente l’Antitrust in audizione alla Camera. Riduce le sanzioni per chi viola gli obblighi di comunicazione ed esposizione dei prezzi dei carburanti, ma meno dell’impegno che lo stesso governo si era preso con i gestori degli impianti nell'accordo raggiunto al Mimit. La strategia usata dall’esecutivo è ormai evidente, cerca lo scontro con l’opposizione e con le categorie per nascondere i propri fallimenti.

Lo afferma Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.

06/02/2023 - 09:08

l candidato alla segreteria regionale con Elly Schlein a Massa Carrara, Viareggio, Lucca, Pistoia e Prato: “Il partito riparta da lotta alle disuguaglianze”

“Il Pd deve ripartire dalla lotta alle disuguaglianze. Non possono esserci una Toscana di serie A e una di serie B nelle condizioni sociali e nelle opportunità per donne e uomini. Ci deve essere una sola Toscana, giusta, aperta e libera”.

A dirlo è stato Emiliano Fossi, candidato alla segreteria del Pd toscano per la mozione “Una nuova speranza”, durante l'intervento davanti alle 400 persone venute ad ascoltare la presentazione della sua candidatura e quella nazionale di Elly Schlein oggi a Massa. Stamani Fossi e Schlein hanno partecipato a due iniziative partecipate da centinaia di persone, a Massa come a Viareggio, mentre nel pomeriggio sono a Lucca, Pistoia e Prato.

“La costa e le aree interne della Toscana - dice Fossi - stanno scontando un ritardo intollerabile in termini di infrastrutture e di occasioni di crescita, un ritardo per gran parte dovuto al fatto che dal governo nazionale c’è stata poca attenzione a questi territori. Il nuovo Pd deve ripartire da qui, dall’ascolto di donne e uomini che da troppo tempo si sentono cittadini di serie B. Dobbiamo lavorare ad accorciare le differenze che ancora persistono tra la zona centrale della Toscana da una parte e la costa e le aree interne dall’altra. E nel farlo dobbiamo mettere in cima alla priorità il bene più prezioso, la salute: la sanità pubblica non va solo difesa ma sostenuta e finanziata, anche ricorrendo alla leva fiscale nei confronti di chi ha redditi alti”.

“Il Pd toscano - conclude Fossi - deve ritrovare una sua centralità, un suo protagonismo. La grande partecipazione e l’entusiasmo che stiamo vedendo nelle iniziative di oggi ne è la dimostrazione. La Toscana dei buoni amministratori non basta più… ognuno faccia il suo mestiere: il partito elabori e proponga politiche innovative, confrontandosi senza pudori e paure con la giunta regionale”.

05/02/2023 - 17:46

INTERVENTO IN AULA DI LAURA BOLDRINI, DEPUTATA DEL PARTITO DEMOCRATICO, SUL DECRETO CUTRO

Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico, è intervenuta in Aula sul “decreto Cutro”, «un insieme di misure affastellate tra loro che a tutto mirano tranne che a prevenire il ripetersi di tragedie come quella avvenuta il 26 febbraio 2023».

Il nome Cutro evoca innanzitutto il ricordo di quella strage in cui morirono più di cento persone, un terzo delle quali erano minori. Evoca poi lo spirito di solidarietà della popolazione che aiutò nei soccorsi e nell’accoglienza dei sopravvissuti. Evoca infine il comportamento cinico e ipocrita di un Governo che non ha mai voluto chiarire fino in fondo le ragioni che portarono a quella tragedia, rispondendo alla semplice domanda: perché si mosse la Guardia di Finanza e non la Guardia Costiera?

Dopo una strage di quelle dimensioni ci si aspettava come reazione un provvedimento volto a evitare che tragedie come quelle possano ripetersi, e a mettere in campo misure più forti e più estese per il salvataggio in mare, il rafforzamento delle vie legali di accesso in Italia, i corridoi umanitari per i richiedenti asilo e, per i migranti economici, un decreto flussi all’altezza delle richieste del mondo produttivo.

Il Governo prevede un decreto flussi molto sottostimato, di circa 80 mila persone quando solo Coldiretti per l’agricoltura ne chiede 100 mila. E oltre all’agricoltura c’è l’edilizia, il turismo, e il comparto dei servizi che avanzano richieste analoghe. Per pura propaganda, o per scongiurare la “sostituzione etnica” temuta dal Ministro Lollobrigida, invece di rispondere alle esigenze reali del Paese e del mondo produttivo si fa un decreto flussi sottostimato.

In questo decreto legge c’è poi la misura più grave di tutte: la mutilazione della “protezione speciale” che provocherà effetti assolutamente dannosi: migliaia di persone che oggi hanno un permesso di soggiorno, che vivono e lavorano regolarmente, che pagano le tasse, diventeranno immediatamente irregolari, non avranno più la possibilità di contribuire allo sviluppo e alla vita sociale del nostro Paese, e verranno lasciati ai margini. È questa l’essenza dei provvedimenti: in nome della lotta a quelli che l’esecutivo chiama “clandestini”, non fa altro che crearne di nuovi. È accaduto con la legge Bossi-Fini, con la cancellazione della protezione umanitaria voluta dall’allora ministro dell’Interno Salvini, accade ora con questo decreto.

È l’ennesima dimostrazione del fatto che sul tema dell’immigrazione questo è il governo dell’improvvisazione, del caos e della disumanità.

05/02/2023 - 10:09

Dichiarazione di Marco Simiani, deputato Pd

"Il congresso del Pd è iniziato con il piede giusto. L'affluenza è in crescita e dimostra che il partito, nonostante le difficoltà è plurale, vivo e vivace, capace di rigenerarsi attraverso la discussione ed il confronto interno. Sfugge infatti alle logiche padronali che caratterizzano la politica italiana fatta ormai di capi assoluti che monopolizzano ed indirizzano ogni decisione. Confermo il mio appoggio a Stefano Bonaccini, una figura esperta ed autorevole che sarà capace di coniugare cultura riformista e pragmatismo di governo": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, sul congresso del Partito Democratico.

03/02/2023 - 18:39

Andrea Delmastro e Giovanni Donzelli, esponenti di punta di Fratelli d’Italia e meloniani doc, si devono dimettere dai loro incarichi di sottosegretario alla Giustizia e vice presidente del Copasir: non è tollerabile la totale assenza di senso delle istituzioni da parte di questa destra, che utilizza i propri incarichi non a tutela della democrazia, ma come una clava per cercare maldestramente di colpire gli avversari politici. L’effetto finale è paradossale: divulgazioni di informazioni riservate, accuse scomposte all’opposizione e inutile bagarre creata sull’istituzione della commissione antimafia. Cosa ne pensa la premier Giorgia Meloni? Colpa del PD? Siamo seri e Fratelli d’Italia riporti la dialettica politica a un confronto dignitoso, facendo dimettere chi non è all’altezza del ruolo.

Lo dichiara la deputata dem Rachele Scarpa.

03/02/2023 - 16:09

“Che Delmastro e Donzelli, per quanto hanno combinato, siano inadeguati ad esercitare i loro delicati ruoli è ormai un fatto inequivocabile. Che il ministro Nordio non abbia ancora compreso di essere il guardasigilli e che non può limitarsi a fare il palo è altrettanto evidente. Ciò che è inspiegabile è l’atteggiamento della presidente Meloni. Silenzi e mezze frasi. Ma lei rappresenta il Paese anche nel contesto internazionale. Dovrebbe essere garante dell’unità nazionale su temi importanti come la sicurezza, la lotta alle mafie, i rapporti istituzionali. Parlamento e Tribunali si occuperanno del conflitto scatenato. Ci sono da fronteggiare violenze e intimidazioni. Insomma, presidente Meloni: intende fare il capo partito a difesa di due luogotenenti o il capo del governo a difesa della Nazione? Decida subito, lo richiedono la credibilità del Paese e la sicurezza degli Italiani”.

Così il deputato del Pd, Silvio Lai.

03/02/2023 - 14:56

Nordio non faccia Don Abbondio

Piena solidarietà e sostegno ai nostri colleghi deputati. Il partito della Meloni sta cercando di usare il manganello con attacchi pesanti, strumentali e infondati, per coprire l’operato illegale di Donzelli e Delmastro. Le notizie riservate non sono divulgabili e non possono essere usate per colpire gli avversari politici. Né tantomeno mandate in diretta in video, approfittando di un dibattito parlamentare. Fratelli d’Italia si vergogni: noi non ci inchiniamo ai mafiosi o ai terroristi. Procederemo con le denunce contro queste ingiurie e chiediamo ai presidenti di Camera e Senato di intervenire per invitare alle dimissioni Donzelli e Delmastro, e prima ancora alle loro scuse. Il partito di maggioranza relativa non può attaccare il principale partito di opposizione su fatti che riguardano l’onorabilità e il funzionamento democratico delle istituzioni. Meloni decida se è capo del suo partito o capo del governo, se è capace di distinguere. Il ministro Nordio faccia il ministro e non il Don Abbondio, siamo in una situazione di allarme democratico, abbia il coraggio di agire verso chi nel suo ministero diffonde notizie riservate e rompe il fronte unitario contro la mafia e il terrorismo, cercando di crimiminalizzare l’opposizione. Se si avalla la possibilità di divulgare informazioni riservate, si incrina il 41 bis e la sua efficacia contro la mafia e il terrorismo.

Così Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze della Camera.

02/02/2023 - 19:03

“Gli applausi del cdm all'approvazione dell'Autonomia Differenziata di Calderoli sono grotteschi. Un governo felice di spaccare il Paese, di isolare ancora di più le Regioni del Sud, di fare becera propaganda usando l'assetto istituzionale dello Stato. Ci opporremo con forza.”. Lo scrive su Twitter Enzo Amendola, capogruppo  del Pd in commissione Esteri della Camera.

02/02/2023 - 18:18

"Noi pronti alle barricate"

“Il Governo getta la maschera e approva in Consiglio dei ministri il testo sull'Autonomia differenziata proposta da Calderoli che rappresenta un colpo grave ai cittadini del Mezzogiorno. C’è poco da applaudire: qui l’unico risultato lo ha ottenuto la Lega, piantando la sua bandierina in vista delle prossime elezioni regionali in Lombardia. Il conto lo paga il Sud che sarà sempre più penalizzato in termini di risorse, servizi essenziali e diritti di cittadinanza. La Presidente Meloni, dopo aver glissato per settimane, ha sposato e condiviso alla fine l’idea di un progetto di Paese spaccato, diviso e diseguale. Noi faremo le barricate per unire e rendere più coesa l’Italia nel rispetto dei principi sacrosanti sanciti dalla nostra stessa Costituzione che la destra sta calpestando clamorosamente. In gioco c’è il futuro dell'intero Paese.”

02/02/2023 - 16:46

Chiediamo al governo di ritirare o rivedere profondamente il decreto sulla condotta delle Ong approdato oggi alla Camera. È un provvedimento che non migliora la sicurezza ma viola apertamente le convenzioni internazionali e si accanisce contro le organizzazioni no profit che salvano vite in mare. Crea confusione nei porti di sbarco e maggiori rischi di morti nel Mediterraneo. Molto esplicita è la condanna del Consiglio d'Europa, nella lettera al ministro Piantedosi della commissaria per i diritti umani, sulle disposizioni del decreto che ostacolando le operazioni di ricerca e soccorso delle ong sono in contrasto con gli obblighi dell'Italia ai sensi dei diritti umani e del diritto internazionale. Il governo Meloni ha scelto deliberatamente di usare il tema dei migranti come diversivo per nascondere la crisi economica che non sa affrontare, ma questa politica demagogica e disumana mette a rischio il nostro Paese e non è un buon viatico in Europa per lavorare ad una gestione strutturale e comune dei flussi migratori.

Così Piero De Luca, vicecapogruppo del Pd alla Camera.

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