“Serve un incremento del Fondo Sanitario Nazionale per oltre 4 miliardi nel 2023, 3,3 mld nel 2024 e per altri 3 mld nel 2025. La sanità pubblica non può essere colpita come il governo dimostra di voler fare con la legge di Bilancio. Al contrario, deve essere rafforzata e migliorata. Per questo interveniamo con i nostri puntuali emendamenti che indicano queste cifre e la cui copertura è data dallo stop alla flat tax e ai condoni. Proponiamo anche un Fondo di 400 milioni per l’abbattimento delle gravi criticità sulle liste di attesa e la soppressione del tetto di spesa per il personale, anche a garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Altro tema fondamentale per l’efficacia della sanità pubblica riguarda l’assunzione di medici di base, specialisti e pediatri: per questo presentiamo emendamenti che mirano a maggiori finanziamenti per le borse di studio. Queste, solo alcune delle nostre proposte per evitare i rischi di collasso del nostro sistema sanitario a cui le miopi scelte del governo ci stanno indirizzando, al di là dei goffi tentativi propagandistici della maggioranza che cercano di nasconderlo”. Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Affari sociali alla Camera Marco Furfaro, presentando alcuni degli emendamenti Pd alla manovra.
Sono inaccettabili le dichiarazioni di Sgarbi dopo l’appello di Legambiente, WWF e Fai a favore di uno sviluppo equilibrato e rispettoso del paesaggio delle energie rinnovabili. Ancora più inaccettabile che a dire queste cose sia un sottosegretario del governo del nostro Paese che dovrebbe avere tra i suoi obiettivi prioritari proprio lo sviluppo delle rinnovabili, per aumentare la sicurezza energetica e superare la dipendenza dal gas russo. Tutto ciò nel silenzio imbarazzante del ministro della Cultura. Non è certo la prima volta che da Sgarbi arrivano parole così violente, che tradiscono, oltre a un pregiudizio inquietante, una totale ignoranza di cosa siano le rinnovabili e dell’urgenza di affrontare la crisi climatica. L’unico suo merito è rendere ancora più evidente la linea di questo governo: contro le rinnovabili, a favore delle fonti fossili. Una scelta fuori dal tempo e dannosa non solo per le generazioni future, ma prima di tutto per la nostra economia e per i cittadini italiani alle prese con il caro energia.
Così Chiara Braga, deputata e responsabile Transizione Ecologica del Partito Democratico.
Emendamento per abolire norma su ‘responsabilità solidale’
“Ho presentato un emendamento per sopprimere la norma della Legge di bilancio che introduce una nuova sanzione di 3mila euro a carico dei professionisti: confido che sia votato anche dalla maggioranza. Il governo, nel disciplinare l’iter dell’attribuzione del numero di partita Iva, intende introdurre la responsabilità solidale dei professionisti intermediari nei casi in cui, all’esito dei controlli dell’Agenzia delle Entrate, venga successivamente emanato un provvedimento di cessazione. Si tratta di una sanzione assolutamente arbitraria poiché il professionista non può disporre degli strumenti dell’Agenzia delle Entrate per verificare l’affidabilità di chi richiede l’attribuzione della partita Iva. E, in ogni caso, va fermata la deriva di attribuire ai professionisti responsabilità, peraltro non retribuite, che dovrebbero essere proprie della pubblica amministrazione. Il governo Meloni contraddice nei fatti quel che annuncia a parole: ai professionisti si promettono tutele e si affibbiano sanzioni. Nella Legge di bilancio come in quella sull’equo compenso, che guarda caso porta proprio il nome della presidente del Consiglio”.
Così la deputata del Pd, Chiara Gribaudo, vicepresidente della commissione Lavoro.
“Lo scaricabarile del governo sulla misura parlamentare che cancella 18APP è imbarazzante. A questo punto, dopo le parole di Sangiuliano, siamo certi che il governo non darà parere favorevole alla cancellazione di una misura importante che ha funzionato, stimolando i consumi culturali. Suggerirei di approfondire dopo la legge di bilancio per verificare eventualmente come migliorarla attraverso una commissione di lavoro - condivisa con le commissioni parlamentari competenti - con un mandato di tre mesi.
Ma non si rinuncia a uno strumento così importante di incentivo dei consumi culturali. Non si tolgano risorse e opportunità di crescita ai ragazzi. Spiace constatare, anche in questo caso, l’improvvisazione permanente che affligge questa maggioranza. Per questo, ci auguriamo che Sangiuliano accolga la nostra proposta”. Lo dice Irene Manzi, capogruppo dem in commissione Cultura.
Ci auguriamo che il governo dia un segnale di responsabilità, adesso che la Corte costituzionale tedesca ha respinto il ricorso sul Mes, dando così il via libera alla ratifica della riforma anche in Germania. Resterebbe infatti solo l'Italia a bloccare l'iter di modifica del Trattato istitutivo del Fondo salva Stati e questo comprometterebbe gravemente sia la credibilità internazionale del Paese che la stabilità della Zona euro. Auspichiamo dunque chiarezza dopo la contraddizione riscontrata nei giorni scorsi tra la posizione del ministro Giorgetti, che ha dato rassicurazioni all’Europa sul punto, e quella della sua stessa maggioranza che ha votato una mozione in cui impegnava l'esecutivo a non approvare il disegno di legge di ratifica del Mes alla luce della situazione in altri Stati. Non possiamo permetterci di rimanere isolati o dare prova di inaffidabilità in Europa.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del PD alla Camera.
“Il governo dica esplicitamente se vuole cambiare la governance del Pnrr e come intende dare attuazione a tale Piano. I provvedimenti approvati finora hanno creato enorme confusione operativa e si accompagnano alle fughe di notizie, che si sono susseguite nelle ultime settimane su ipotetiche modifiche al Piano. Tutta questa situazione sta creando un'enorme incertezza e mette in pericolo sia l'erogazione dei fondi comunitari che la realizzazione stessa dei progetti”: è quanto chiedono in una interrogazione al Presidente del Consiglio, i vicepresidenti del Gruppo Pd alla Camera Simona Bonafè e Piero De Luca.
“L’esecutivo Draghi ha rispettato i tempi previsti fino a quando è stato in carica, ci auguriamo che la Premier Meloni chiarisca il prima possibile eventuali cambiamenti al modello di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, dichiarano Simona Bonafè e Piero De Luca.
"Solidarietà a Pina Picierno. Inaccettabile l'attacco via stampa contro la vicepresidente del Parlamento Europeo. È tempo che anche il governo italiano faccia sentire la sua voce contro la repressione del regime. Con le donne e gli uomini iraniani che lottano per la libertà". Lo scrive su Twitter Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera.
Il deputato dei Democratici ha presentato due emendamenti in Commissione Lavoro: “La contraffazione sottrae 17 miliardi di euro all’anno all’economia reale”“Servono risorse a sostegno di imprese e comuni per contrastare il fenomeno della contraffazione che, stando a dati recenti, sottrae ben 17 miliardi di euro ogni anno all’economia reale causando una perdita di 4,8 miliardi per le casse statali”.
A dirlo è il deputato del Pd Emiliano Fossi che, in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha presentato due emendamenti alla manovra economica, che verrà discussa a Montecitorio a partire dalla prossima settimana.
“Il primo emendamento intende istituire un fondo, di 30 milioni di euro all’anno, a favore delle imprese che vogliono dotarsi di sistemi tracciabili con codici multidimensionali e non replicabili per prodotti industriali e agroalimentari - spiega Fossi -. L’altro vuole destinare risorse specifiche agli enti locali che hanno stipulato accordi territoriali anticontraffazione. Sarebbe a dir poco singolare che il nuovo Governo, dopo aver cambiato nome al Ministero dello Sviluppo economico aggiungendo la denominazione Ministero del Made in Italy, non sostenga poi queste proposte concrete a sostegno del nostro tessuto economico-produttivo”.
“È grave l’emendamento a firma di importanti esponenti della maggioranza con cui si abolisce la misura '18App'. Una misura importante che ha avvicinato tanti giovani ai consumi culturali e che è stata imitata e copiata con successo da altri paesi. È già operativa in Francia e Spagna, è stata appena approvata in Germania ed è in via di approvazione in Portogallo, UK e Finlandia, oltre ad essere in discussione in molto Paesi extra UE". Lo dichiara la deputata dem Irene Manzi, capogruppo Pd commissione Cultura della Camera.
Così - conclude Manzi - si colpiscono i consumi culturali e, in particolare, l’editoria. Questo è un governo che non solo non investe un euro in cultura, ma taglia anche misure importanti che hanno favorito la crescita dei ragazzi e promosso cultura nel Paese. L'acquisto di un libro, la visita a un museo, un concerto, uno spettacolo teatrale devono avere un valore per le Istituzioni, evidentemente per la maggioranza che sostiene il governo Meloni, no”.
Vicinanza e solidarietà alla vice presidente del Parlamento europeo Pina Picierno. Le gravi minacce rivoltele dal governo iraniano per aver condannato l’esecuzione di Mohsen Shekari sono un atto grave e inaccettabile. Mi auguro che Pina, che ha dimostrato fermezza e coraggio nel difendere i diritti di chi sta lottando in Iran, sia adeguatamente protetta e le sia garantita la libertà di continuare le sue battaglie politiche in sicurezza.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Difesa Stefano Graziano
“Si registra purtroppo, come in occasione di ogni festività, un incremento esorbitante dei costi dei biglietti aerei che determina un aggravio per i siciliani che vivono fuori per lavoro e studio. Rientrare in Sicilia da Milano o da Roma sta raggiungendo cifre abnormi anche di 600 euro. Cittadini, Associazioni dei consumatori, sindacati, hanno denunciato questa escalation dei prezzi con il formarsi di fatto di un ‘cartello’ da parte delle compagnie, che mantiene i prezzi dei biglietti per i vettori sulle rotte da e per Sicilia su cifre davvero insostenibili. In questa maniera si lede il principio della accessibilità alla mobilità penalizzando ancora una volta la Sicilia. A questa dinamica non fa eccezione neppure Ita la compagnia di fatto finanziata con risorse pubbliche. Lo stesso principio di continuità territoriale risulta compromesso a discapito dei viaggiatori. A tal proposito, si chiede di conoscere quali iniziative intenda assumere il governo, con la massima urgenza, per promuovere un incontro con le compagnie aeree al fine di riportare i costi dei biglietti a livelli di congruità e di accessibilità per tutti garantendo il diritto alla ‘raggiungibilità’ della Sicilia”. Lo dichiarano le deputate e i deputati del Pd siciliani Maria Stefania Marino, Giovanna Iacono, Giuseppe Provenzano e Anthony Barbagallo firmatari dell'interrogazione a risposta depositata in commissione al ministro degli Affari Europei, il Sud e Pnrr Raffaele Fitto e al ministro delle infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini.
“La chiusura delle sezioni di distaccate dei tribunali delle Eolie e dell’Isola d’Elba va assolutamente evitata. Si tratta di sedi di particolare importanza per la funzionalità della giustizia. Le sezioni di Lipari e di Porto Ferraio interessano infatti rispettivamente gli altri comuni e delle Eolie e gli 8 comuni dell’Elba. Ci saremmo aspettati, dopo vari annunci, un intervento del governo che però non c’è stato. Per questo abbiamo presentato un emendamento alla legge di Bilancio con l’obiettivo di prorogarne per il momento di un anno la chiusura. Emendamento di cui sono primo firmatario e sottoscritto dai colleghi dem della commissione Giustizia e dagli eletti in Toscana e in Sicilia”. Così il capogruppo democratico in commissione Giustizia Federico Gianassi.
“Se si è genitori in un Paese europeo lo si è in ogni Stato dell’Unione. Dalla commissione Ue una importante proposta per l’affermazione e la tutela dei diritti dei figli di coppie dello stesso sesso. Il regolamento per il riconoscimento della genitorialità in tutti i Paesi presentato oggi, dà una traccia chiara del percorso da seguire e a cui dovranno adeguarsi tutti gli Stati membri, Italia compresa. Se il regolamento verrà approvato in via definitiva, il governo Meloni dovrà adeguarsi, mettendo da parte la sua visione oscurantista della società, allineando il diritto italiano a quello internazionale”.
Ad affermarlo Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
“La manovra del governo della destra è contro il Sud. Nella Legge di bilancio c’è una totale assenza di misure e politiche per il Mezzogiorno”. Così il Gruppo Pd che ha depositato alla Camera una mozione che invece mette al centro lo sviluppo e il rilancio del Sud.
L’iniziativa parlamentare impegna in particolare il governo: a sostenere il negoziato in sede Ue per la fiscalità di vantaggio sul lavoro e a rilanciare le misure di politica industriale regionale, a partire dalla decontribuzione per gli investimenti e dagli incentivi fiscali delle aree Zes; a incrementare le risorse contro il dissesto idrogeologico e per la transizione ecologica; a sbloccare l’erogazione dei 22 miliardi del Fondo sviluppo e coesione; a garantire il rispetto della quota Sud del 40% del Pnrr, sostenendo gli enti territoriali con le competenze necessarie; a determinare i livelli essenziali delle prestazioni, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Costituzione, a prescindere dalla realizzazione dell'autonomia differenziata, assicurando il pieno coinvolgimento del Parlamento e la previsione delle risorse necessarie a colmare i divari di cittadinanza che dividono il Paese.
“Il governo si fermi e cambi rotta - aggiunge il vice segretario del Partito Democratico, Peppe Provenzano, e primo firmatario della mozione - Di tutte le misure necessarie per contenere l’impatto della crisi nel Mezzogiorno e promuovere la ripartenza dell’area nella manovra non c’è traccia. E lo smantellamento del ministero per il Sud è la conferma di questa assoluta mancata di attenzione della destra”. Il vicepresidente dei deputati dem, Piero De Luca, annunciando anche un apposito pacchetto di emendamenti sul Mezzogiorno alla Legge di Bilancio, per accompagnare l’iniziativa del Gruppo, ha rimarcato la forte preoccupazione per l'azione del Governo considerato che “al vuoto drammatico di proposte per il Sud nella manovra, si affianca la proposta incostituzionale di autonomia differenziata avanzata nei giorni scorsi dal ministro Calderoli, che aumenterebbe i divari e le diseguaglianze territoriali ai danni del Meridione”.
"La relazione del ministro della Salute, Orazio Schillaci, questa mattina in commissione Affari sociali della Camera, fa emergere con chiarezza che non esiste, come sbandierato, in materia di più fondi per la Sanità, alcuna inversione di tendenza. Non ci sono risorse per far fronte alle esigenze del servizio sanitario nazionale, alle difficoltà delle Regioni, alle aspettative dei professionisti e al diritto alla salute dei cittadini. Dal 2020 al 2022, le risorse destinate alla sanità sono state sempre sopra il 7% del Pil, mentre il governo Meloni ridurrà la spesa fino al 6,1% del Pil nel 2025, un valore inferiore anche rispetto al periodo pre-pandemia (6,4% nel 2019, rispetto a una media Ue del 7,9%). Ad esempio, l'investimento previsto in legge di bilancio è totalmente insufficiente a fronteggiare la carenza di medici e infermieri. A fine novembre abbiamo raggiunto il numero di accessi massimo nei pronto soccorso per il 2022: i numeri di dicembre, quindi, costituiranno un surplus che andrà a gravare su una mole di lavoro ospedaliera già pesantissima. Con questa manovra, la destra sta semplicemente gettando benzina sul fuoco su un settore i cui problemi erano già stati aggravati dalla pandemia. Inoltre, abbiamo chiesto al ministro se intende sostenere i nostri emendamenti che proveranno ad aumentare i fondi, dimezzare le liste di attesa, assumere nuovi medici e pediatri (la cui carenza è determinata tra l'altro non solo dal numero in organico, ma anche dal dumping salariale creato dall'estensione della flat tax e quindi dalle scelte di questa legge di bilancio). Abbiamo chiesto al ministro di dare seguito ai buoni propositi enunciati, dando battaglia contro il governo di cui fa parte affinché la sanità pubblica sia finanziata e non svilita".
Lo dichiarano i deputati dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociale a Montecitorio e Gianni Girelli della commissione Affari sociali della Camera, a margine dell'audizione in commissione del ministro Schillaci.