“La scelta di aggiungere alla definizione del Ministero dell’Istruzione la parola merito ha aperto una rosa di prese di posizione e, soprattutto, di controdeduzioni. Le seconde devo dire abbastanza superficiali e discutibili perché partono dall’errata contrapposizione tra chi sarebbe favorevole al merito e chi no. Ma non è questo in discussione”. Lo dichiara in un’intervista a La Tecnica a Scuola, Irene Manzi, responsabile Pd scuola e deputata.
“A che serve il nome di un Ministero? La risposta è che il nome deve far comprendere quale obiettivo si persegue, ad esempio -prosegue la deputata dem. Credo che aggiungere quella parola sia stato fatto per marcare una posizione che peraltro è nota. Ed è, da sempre, una battaglia politica della destra. Quella di volere una scuola che “finalmente valorizzi quelli bravi” invece di quella della sinistra sessantottina che vorrebbe il “sei” politico ed un generale livellamento al ribasso. Ma questa è solo un leggenda metropolitana -dice Manzi- che si autoalimenta e che diventa oggi un forzoso orpello propagandistico nella testata del Ministero. Un orpello che, nei fatti, potrà rivelarsi inutile, o, al contrario, dannoso. Per noi la scuola è quella che aveva in testa don Milani. Diversa per ciascuno per produrre uguaglianza. E quindi concentrata sul ridurre le disparità alla nascita, sull’aiutare chi ha più bisogno di aiuto. Per contrastare le diseguaglianze e le disparità territoriali e non solo. Si tratta di priorità. E come la destra fa il suo nello sventolare le bandiere (anche se sarebbe preferibile con atti di indirizzo e di governo più che con cambi di denominazione) a noi spetta il compito di dire che la pensiamo diversamente e che proponiamo altro. E di essere credibili e coinvolgenti nel farlo”. Così conclude la deputata e responsabile scuola del Pd.
"Mentre il premier Draghi riesce ad ottenere in Europa uno storico accordo sul tetto del gas, il sindaco di Fratelli d'Italia di Piombino annuncia il ricorso al Tar sulla realizzazione del rigassificatore che ha appena avuto il via libera dalla conferenza dei servizi: tutto questo nell'assoluto silenzio ed indifferenza da parte del presidente del consiglio designato Giorgia Meloni che potrebbe bloccare l'opera ma che ha mantenuto fino ad oggi una opportunistica ed ambigua posizione sulla vicenda. Le contraddizioni e l'incapacità di governo della destra sta purtroppo emergendo in maniera evidente e drammatica".
Lo dichiara Marco Simiani, deputato Pd, sull'annuncio del via libera all'impianto da parte del Governatore della Toscana e del Commissario straordinario dell'opera Eugenio Giani.
"Il rigassificatore di Piombino é oggi indispensabile per salvare migliaia di imprese e posti di lavoro in Toscana ed in Italia. Invece di perdere tempo in polemiche controproducenti è oggi necessario definire in tempi brevissimi le ricadute positive, economiche, occupazionali ed ambientali, che Piombino ed il territorio devono necessariamente ottenere con la presenza dell'impianto": conclude Marco Simiani.
"Il Pnrr è una straordinaria occasione di sviluppo per il Paese se le risorse a disposizione consentono di unire i territori e le comunità. Le graduatorie sui bandi sulla rigenerazione urbana che hanno riguardato anche i piccoli comuni, di contro, hanno prodotto disparità poiché i criteri adottati, tra i quali l'indice di vulnerabilità sociale, non sono più oggettivi per rappresentare la realtà. Sono stati pertanto esclusi molti comuni ed intere aree geografiche che peraltro avevano presentato progetti importanti ed ambizioni finalizzati alla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e di degrado sociale. Il Parlamento e il nuovo governo intervengano con immediatezza per risolvere la disparità determinatasi."
Lo dichiara il deputato del PD Stefano Vaccari
“Nel 2022 il governo Draghi ha stanziato oltre 20 miliardi di euro a trimestre per calmierare i costi energetici di famiglie ed imprese: mi auguro che in nuovo esecutivo di destra, dopo aver causato la crisi, sia realmente in grado di rispettare le promesse fatte in campagna elettorale; è infatti in gioco la tenuta sociale, occupazionale ed economica dell’intero paese”.
Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani, a margine dell’iniziativa 'One Lem' organizzata oggi, venerdì 21 ottobre, ad Arezzo in collaborazione con Confindustria Toscana Sud.
“Migliaia di aziende (ben trecento nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto) rischiano di chiudere per l’aumento dei costi energetici. In questo scenario i partiti di maggioranza, a livello nazionale, litigano sui posti di governo, inneggiano a Putin e screditano l’Italia in Europa nel mondo; a livello locale esponenti di Fratelli d’Italia cavalcano addirittura l’onda populista strumentalizzando il rigassificatore di Piombino che rappresenta attualmente un impianto necessario per garantire l’approvigionamento energetico della Toscana e di gran parte del Paese”: conclude Marco Simiani.
“Whirlpool sieda quanto prima al tavolo con i sindacati per avviare una indispensabile interlocuzione di merito sul futuro degli stabilimenti e la tutela dei lavoratori. Ogni trattativa con potenziali acquirenti per le attività europee deve essere preceduta da doverose interlocuzioni e confronti con le Istituzioni e le parti sociali. Stiamo parlando della vita di tanti lavoratori e di intere famiglie che sono in attesa di risposte da cui dipende il loro futuro. Nell'atteggiamento spregiudicato tenuto finora dalla multinazionale non vi è alcun riguardo per il nostro Paese. Per questo è necessario che Whirlpool si sieda al tavolo, dimostrando rispetto per le istituzioni italiane. Il governo che tra poco sarà incaricato utilizzi tutti gli strumenti a disposizione e mandi un segnale forte e chiaro. Dobbiamo pretendere dalla multinazionale una reale disponibilità”.
Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati marchigiani del Pd, Irene Manzi e Augusto Curti.
“La destra è in bilico sulle montagne russe. Il futuro Governo è già in crisi prima ancora di nascere. Il patto elettorale si sta sciogliendo come neve al sole su un elemento decisivo come la tenuta internazionale del Paese. Nessuno pensi di discutere collocazione UE e Nato”. Così il deputato Pd Piero De Luca su Twitter
“Come evidenziato dall’analisi dell’Ires CGIL sui dati ISTAT, nelle Marche i posti disponibili in asili nido, micro-nidi o sezioni primavera sono davvero troppo pochi e tra i più costosi in Italia. Solo il 28,4% dei bambini marchigiani è incluso nel circuito dei nidi e le famiglie partecipano alla spesa complessiva con il 20,8% della compartecipazione. Ed è molto grave, in questo quadro di estrema fragilità dei servizi per l’infanzia, che la spesa media per utente continui a diminuire con un conseguente aumento di quella delle famiglie”.
Lo scrive in un post su Facebook la deputata marchigiana del Pd, Irene Manzi.
“Il Pd, consapevole della necessità di intervenire con forza sulle politiche per l’infanzia e la scuola, ha proposto nidi gratuiti per nuclei familiari a basso Isee, oltre al potenziamento e gratuità della scuola dell'infanzia nel sistema integrato, disciplinato dal decreto legislativo 65 del 2017. Vorremmo sapere cosa intende fare la destra che si appresta a governare. Quali proposte ha per potenziare i servizi?”
“Perché mi pare evidente - prosegue Manzi - che l’attuale governo dovrà impegnarsi per aumentare le risorse destinate alla scuola. Tutte le bambine e i bambini devono avere pari opportunità di futuro: investire sul sistema educativo integrato da zero a sei anni è una leva efficace contro la povertà educativa, la diseguaglianza sociale, per promuovere lo sviluppo della persona e favorire l’occupazione femminile. Grazie alle risorse stanziate dal Pnrr per i nidi e le scuole dell'infanzia (nelle Marche 63 interventi finanziati a favore dei nidi e 6 per i poli dell’infanzia per un importo di quasi 88 milioni di euro) possiamo intervenire per colmare i divari ma serve un impegno concreto da parte dei territori che devono mostrare maggiore e migliore capacità di spesa ed è necessario che la destra non metta a rischio le risorse europee. Assicurare il diritto all'istruzione per tutte le bambine e i bambini, su tutto il territorio nazionale, è un elemento fondamentale per sostenere le famiglie con azioni concrete”.
Secondo la Commissione europea il regalo delle 20 bottiglie di vodka da Putin a Berlusconi è una violazione delle sanzioni. Presenterò una interrogazione parlamentare per chiedere al governo italiano come intende reagire a questa violazione delle sanzioni contro la Russia”.
Lo scrive sul suo profilo Twitter Lia Quartapelle, responsabile Esteri del Pd.
“Da giovane neo eletto in Parlamento sono stato subito colpito da tre elementi: da quanto il centrodestra sia sovrappresentato in termini numerici in Aula, da come sia invece sotto rappresentato il Sud e, ovviamente, in negativo, dall’atteggiamento tenuto dalle destre nelle loro prime scelte, partendo dalle elezioni dei presidenti La Russa e Fontana. Mi aspetto però, allo stesso tempo, che emergeranno tutte le loro contraddizioni, proprio come sta già accadendo in queste ore. Perché è un centrodestra che si è messo insieme per vincere le elezioni, ma che ha al suo interno delle differenze molto sostanziali. Il caso delle gravissime dichiarazioni di Berlusconi e dell’altrettanto grave applauso dei parlamentari di Fi lo testimonia. Quanto accaduto deve farci preoccupare su quelli che saranno i futuri assetti di governo, perché alcuni paletti, come la collocazione del nostro Paese a sostegno dell’Europa e del popolo ucraino, non possono essere toccati. È inimmaginabile. Non può passare il messaggio che non ci sia un aggressore, la Russia di Putin, e una nazione aggredita, l’Ucraina”.
Così il deputato del Partito Democratico, Marco Sarracino, intervistato da Radio Immagina.
"Se le parole di Giorgia Meloni non sono vuote la strada è tracciata, per Berlusconi ed il suo partito, chiaramente schierati a fianco di Putin contro l'Europa e l'alleanza euroatlantica, non ci può essere posto nel prossimo governo. Diversamente le parole di stasera della Presidente di Fratelli d'Italia saranno considerate un mero esercizio di ipocrisia".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
“Meloni vuole abolire il ministero delle Pari opportunità. Lo avevamo detto, non bisognava lasciarsi ingannare: non è sufficiente essere donna per promuovere politiche che favoriscano la piena partecipazione femminile alla vita economica e sociale del Paese. Che sia una donna a fare questa scelta dimostra quanto poco interessino le politiche di genere al suo partito e alla destra: sono contro le donne. Non è un caso che FdI sia alleata o vicina a Paesi come la Polonia e l'Ungheria dove le donne vengono spinte a stare dentro casa, a non studiare e lavorare. Noi vogliamo un Paese dove le donne siano protagoniste. Mi pare -purtroppo- che la destra abbia in mente un modello molto diverso”.
Lo dichiara in una nota la deputata dem, Irene Manzi.
“Per il Partito democratico l’agenda sociale è la priorità assoluta. I dati diffusi oggi dalla Caritas ne sono, purtroppo, la conferma. In Italia quasi due milioni di famiglie, oltre 5 milioni di persone, vivono in povertà assoluta. Solo il 44% di queste è raggiunto dal reddito di cittadinanza. Questo vuole dire che bisogna spingere l’acceleratore su misure di sostegno al reddito più mirate ed efficaci, affiancate da politiche sociali e fiscali più strutturate e da interventi decisi soprattutto sul lavoro, per far sì che non siano i più fragili a pagare il prezzo più alto di questa grave crisi. Ci auguriamo che il centrodestra tenga a mente questa emergenza e intervenga subito, sbrigandosi a dare al Paese un Governo, mettendo da parte manovre di bassa bottega solo su posti e poltrone”, così Piero De Luca, deputato del Pd.
“Cronaca del primo giorno al parlamento: Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana alla guida delle Camere. Uno di destra destra e uno filo Putin e omofobo. Berlusconi fuori. Governo con la maggiorana già zoppa e qualcuno già pronto a entrare per sostituire Berlusconi. Insomma un’idea di Paese chiara ma che ci porta indietro e ci condanna all’isolamento”.
Lo dichiara il deputato democratico Stefano Graziano.
CRISI ENERGETICA, MORASSUT: OTTIMA INIZIATIVA COOP ABITAZIONI TRANVIERI A ROMA
“L’iniziativa della cooperativa abitazioni dei tranvieri è un esempio da seguire in tutta Roma e direi in tutta Italia. Esempio di mutualismo e solidarietà. Bene ha fatto il vicepresidente Maurizio Campagnani a lanciarla coi suoi soci. Qualche ora di riscaldamento in meno per aiutare chi resta di restare al freddo perché non può pagare. Chiederemo al prossimo governo di estenderla all’intero paese con norme adeguate”. Così in una nota il deputato Pd, Roberto Morassut.