“Carico residuale”. Sì, il Governo ha chiamato proprio così le 35 persone che ha costretto a rimanere a bordo della nave Humanity 1: "Carico residuale". Come se nemmeno fossero essere umani. Barbarie che si somma alla barbarie. Perché selezionare arbitrariamente, come il ministro dell'Interno Piantedosi ha fatto, chi può scendere e chi no è non solo illegale ma cinico e disumano: "Tu sì, tu no", come se la vita fosse un gioco a premi.
I trattati internazionali e la Convenzione di Ginevra impongono che tutti i naufraghi debbano poter sbarcare nel porto più sicuro per poter fare domanda d'asilo. Tutti, non alcuni.
Davvero credete che il Governo voglia "proteggere i confini" da 35 persone che hanno affrontato i lager libici?
Davvero credete che 35 esseri umani possano rappresentare un problema per un Paese di 60 milioni di abitanti?Quella del Governo è solo e soltanto becera propaganda sulla vita delle persone, fatta solo per distrarre gli italiani dal caro vita. Anche basta”. Lo scrive sulla sua pagina facebook il deputato dem Marco Furfaro, responsabile movimenti e associazioni del Partito Democratico.
“Le azioni del Governo sono gravissime. Operare una selezione dei naufraghi da accogliere e tenere sotto sequestro collettivo 24 migranti per pura propaganda è vergognoso e contrario sia alle norme internazionali della convenzione di Ginevra, in particolare l'articolo 33, che ai principi della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo (CEDU), derivanti tra l'altro dall'articolo 4 del Protocollo Addizionale n. 4. Il Governo la smetta di calpestare umanità e diritti fondamentali”. Lo dichiara Piero De Luca, vicepresidente gruppo Pd alla Camera.
“Il governo deve rispondere di una gestione inaccettabile. In queste ore a Catania non si stanno seguendo le regole internazionali e nazionali, si sta agendo con procedure che non hanno precedenti nè giustificazione e che sono gravemente lesive dei diritti di persone che hanno la sola "colpa" di essere scappate dall"inferno. Ed anche di chi le ha soccorse, nel pieno rispetto delle norme internazionali.
La scelta del governo di distinguere arbitrariamente chi può sbarcare e chi no appare anch'essa priva di ogni fondamento giuridico. Come inoltre hanno potuto verificare alcuni nostri colleghi saliti sulla nave, i ragazzi sulla nave si trovano in serio stato di sofferenza, in alcuni casi anche grave. Chiediamo quindi al ministro Piantedosi di venire in Aula alla Camera a riferire sulle scelte fatte per lo sbarco della Humanite 1 a Catania. Scelte che sembrano illegittime, in violazione del diritto internazionale e inaccettabili dal punto di vista umanitario”. Lo dichiara la capogruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani.
“Lo sbarco selettivo in corso è una imposizione arbitraria del governo che viola le disposizioni internazionali di salvataggio in mare. Non si possono fare scelte ciniche e bieca propaganda sulla pelle delle persone. Fateli sbarcare e identificateli. Restiamo umani”. Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Stefano Vaccari, a proposito del mancato sbarco della nave Ong Sos Humanity.
Utilizzare risorse per aiutare i cittadini in difficoltà
“L’applicazione retroattiva del meccanismo di restituzione al Gse delle risorse economiche aggiuntive ottenute dai comuni grazie alla loro gestione virtuosa delle fonti rinnovabili è assurda. Così facendo vengono penalizzati proprio quegli enti locali che in maniera responsabile hanno installato su scuole, ospedali, edifici pubblici, i pannelli fotovoltaici che hanno permesso l’efficientamento energetico delle strutture e il risparmio di risorse economiche da poter poi utilizzare per il bene della collettività, come ad esempio i buoni spesa per le famiglie in difficoltà. Come si può definire ‘extraprofitti’ queste somme? Qualcuno pensa forse che i comuni siano paragonabili a un fondo speculativo? Il governo, qualunque governo, deve oggi atterrare sul mondo reale e a maggior ragione lo devono fare coloro che si sono presentati alle elezioni con il motto ‘la pacchia è finita ora pensiamo agli italiani’. Secondo l’Associazione dei Comuni Italiani saranno circa 1.200 i comuni di varie dimensioni, comprese le municipalizzate al 100 per cento e gli altri enti pubblici come le Asl, a vedere pericolosamente stravolti i loro bilanci. Per queste ragioni il Partito Democratico chiede ai ministri dell’Ambiente e della sicurezza energetica, e dell’Economia e delle finanze, immediate e urgenti iniziative per far fronte a questa emergenza, anche attraverso la sospensione e la revisione della normativa vigente. Permettendo agli enti che hanno accantonato le somme da restituire al Gse un utilizzo straordinario di tali entrate per far fronte ad esempio alle maggiori spese generali per l’aumento dell’energia o per permettere di far fronte ai bisogni di famiglie e cittadini in difficoltà per il pagamento delle bollette energetiche esplose in questi periodi. Il governo batta un colpo e dimostri di non vivere sul pianeta Marte”.
Così il deputato dem, Andrea Gnassi, che sulla materia ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti.
"Dubbi, ripensamenti, propositi di riscrittura anche profonda del testo nell’esame parlamentare della norma anti rave attraversano la maggioranza e da giorni esponenti del governo e dei partiti che lo sostengono sentono l’obbligo di spiegare, chiarire, limitare l’ambito della possibile applicazione del nuovo reato introdotto con decreto legge lunedì. Senza considerare la bocciatura di giuristi, avvocati, costituzionalisti. Togliere di mezzo questo obbrobrio giuridico dunque è solo un fatto di buon senso e del resto, come dimostrato a Modena, è già possibile intervenire. Per questo presenteremo al dl aiuti ter, attualmente all’esame della Camera, un subemendamento che abroga la norma così da eliminarla il prima possibile, chiedendo la sottoscrizione a tutti i gruppi parlamentari".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
“Meloni va a Bruxelles come leader del governo italiano, cioè di un Paese che ha sempre mantenuto una linea europeista e da fondatore dell’Europa, oppure come leader del Partito dei conservatori, che urlava dai palchi come quello di Vox che in Ue era ‘finita la pacchia’? Mi auguro che ci vada con lo spirito di voler rassicurare le cancellerie europee. Poi si tratterà di capire che cosa sarà in grado di portare a casa. Anche perché si trova una strada già aperta da Mario Draghi, che nell’ultimo consiglio europeo ha trovato l’accordo con gli altri Paesi dell’Unione, Germania compresa, per un tetto dinamico al prezzo del gas e sul disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia elettrica prodotta dalle rinnovabili e quella prodotta da gas. Sono questi i due grandi temi sui quali capiremo cosa andrà a dire Meloni alle istituzioni europee. Se invece va a chiedere la rivisitazione del Pnrr, non potremmo certo aspettarci molto”.
Così la vice capogruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè, intervistata da Radio Immagina.
“Dal primo consiglio dei ministri ci saremmo aspettati un’attenzione sulle misure che riguardano bollette e inflazione e magari sul tema degli stipendi molto bassi, che rischiano di non far arrivare alla fine del mese tante famiglie. Ce lo aspettavamo perché in campagna elettorale, proprio su queste emergenze, Meloni aveva attaccato il governo Draghi accusandolo di essere inconcludente. Invece, il consiglio dei ministri ha affrontato tutto tranne i temi che interessano gli italiani. Abbiamo capito che la priorità sono i rave party. Mi sono inoltre molto stupita per il fatto che, mentre Meloni si ritiene molto fiera e orgogliosa di questa normativa, il ministro della Giustizia si dice convinto che la norma dovrà essere sottoposta al vaglio del Parlamento, evidentemente si è convinto anche lui che si sono sbagliati”.
Così la vice capogruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè, intervista da Radio Immagina.
“Noi - aggiunge - siamo favorevoli a misure di contrasto ai rave illegali, ma occorre capire come lo si fa. Intanto bisogna dire che se il caso del rave di Modena è stato affrontato in modo ordinato è stato grazie alla normativa già vigente e non per l’introduzione di un nuovo reato. La norma introdotta va ritirata perché è ambigua, non distingue infatti tra un rave e una festa di compleanno in un parco, ed è sproporzionata nell’entità della pena: viene punita più l’organizzazione di un rave party che una rapina a mano armata o l’adescamento di un minorenne. Oggi - conclude - purtroppo la presidente del Consiglio italiana si presenta a Bruxelles, al vertice con le istituzioni europee, dopo aver approvato una norma liberticida”.
“Autonomia, no a fughe in avanti del governo che rompano unità nazionale.
Apprendiamo da notizie di stampa di incontri informali organizzati dal Ministro Calderoli su una fantomatica proposta di autonomia differenziata che starebbe predisponendo, di cui non si hanno notizie precise.
Il tema dell'autonomia va affrontato con coraggio, ma nell'ambito dei limiti costituzionali, pronti ad affrontare fino in fondo, anche al Sud, la sfida dell'efficienza amministrativa. I limiti entro i quali ragionare e innovare sono però chiari: il superamento del criterio della spesa storica; la definizione preventiva dei livelli essenziali di prestazioni e dei fabbisogni standard uguali per tutti i cittadini italiani; principio costituzionale di solidarietà e perequazione; carattere nazionale di scuola, salute e fiscalità.
La discussione è aperta, ma consigliamo a Calderoli di evitare fughe in avanti dannose per il Mezzogiorno. Faremo muro rispetto a proposte che rompano la coesione e l'unità nazionale”. Lo dichiara il vice capogruppo democratico alla Camera Piero De Luca.
"Ci voleva l'intervento del collega Mollicone contro lo spin time di Roma per avere l'interpretazione autentica del papocchio inserito all'articolo 5 del primo decreto del governo Meloni.
Il deputato di Fratelli d'Italia smentisce clamorosamente il ministro Piantedosi e le fonti del Viminale e conferma quello che tutti hanno subito compreso, si usano a pretesto i Rave illegali per varare norme che riduco la libertà associativa dei cittadini.
A questo punto ci aspettiamo un emendamento in aula che chiarisca a quale corrente di Fdi verrà attribuito il compito di dirimere la controversia interpretativa". Lo dichiara il deputato democratico Claudio Mancini.
“Il Tecnopolo di Taranto aspetta da troppo tempo il via libera per partire ufficialmente e operativamente. Dalla sua istituzione, avvenuta quasi tre anni fa, non si è mosso nulla o quasi per l’entrata a regime di quello che potrebbe diventare uno dei punti di riferimento a livello nazionale per la promozione dello sviluppo sostenibile. Taranto ha bisogno di questo hub, tanto quanto ne ha il Paese. Sono state stanziate risorse che non possiamo gettare al vento e che devono essere investite quanto prima per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie ad altissimo potenziale per la mitigazione degli effetti del climate change. Abbiamo presentato oggi un’interrogazione parlamentare al Governo per capire che fine ha fatto questo progetto e in quali tempi intendano portarlo effettivamente avanti. La destra ora al governo, che tanto ha sbandierato in campagna elettorale la volontà di rilanciare il Sud, faccia quanto prima tutto ciò che è necessario per dare concreta realizzazione al Tecnopolo. Perché è soprattutto attraverso queste iniziative che si può dare al Mezzogiorno crescita e prospettive di sviluppo”.
Lo dichiarano Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico e Antonio Misiani, senatore dem e Commissario del PD tarantino.
Avventure politiche personali, guerre intestine, visioni contrastanti persino sulla gestione dell’emergenza sanitaria, che in Lombardia oggi strizza l’occhio ai no vax. Le dimissioni di Letizia Moratti certificano che il sistema di potere del centro destra lombardo ha fallito ed è irrimediabilmente in crisi.
La risposta ai problemi dei lombardi non potrà venire dalla Lega, né da un modello di centrodestra imposto da Berlusconi vent’anni fa, di cui la Moratti è stata da sempre espressione e interprete.
Serve un progetto radicalmente alternativo, che guardi all’interesse pubblico - a cominciare dalla sanità - che dia valore alle comunità, che assuma l’ambiente come vero fattore di sviluppo sostenibile e di miglioramento della qualità della vita delle cittadine e dei cittadini lombardi.
Dopo le ferite della pandemia, c’è bisogno di cura e rammendo. Il Partito Democratico e tutte le forze che sono state all’opposizione di questa pessima destra in Lombardia sono chiamate a una grande responsabilità, per costruire insieme e con generosità una nuova stagione per il governo della Lombardia.
Lo ha dichiarato Chiara Braga, Deputata Pd, Segretaria dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati.
“Nel 2006 sostenni e partecipai all’occupazione dell’ex Teatro Gerini nella borgata di Ponte Mammolo da parte di un gruppo di associazioni che volevano impedirne la demolizione da parte dei Salesiani, intenzionati a realizzarvi un supermercato. Rimasi una notte con i ragazzi a discutere e a dormire. Dopo di allora giungemmo a una mediazione che salvò il Teatro e ridusse l’area del supermercato al solo campo sportivo attiguo, che purtroppo andò perduto. Senza quella iniziativa oggi il quartiere non avrebbe una struttura culturale importante che peraltro venne poi ceduta al comune diventando pubblica”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Attenzione quindi al tema delle occupazioni - continua - perché è una di quelle cose che va affrontata caso per caso avendo ben chiaro il valore delle iniziative che generano l’occupazione. Se sono finalizzate ad un obbiettivo pubblico giusto e sano e se rispettano persone e cose o se sono ispirate ad una finalità violenta, di mera appropriazione e attentano alla integrità delle cose e delle persone. Già oggi la legislazione è molto precisa. Se la norma proposta dal governo passerà, come parlamentare sosterrò con la mia presenza, come feci allora, tutte le iniziative che andranno nella direzione giusta”.
"L’inflazione al 12%, povertà e disuguaglianze in aumento, bollette alle stelle, ma la priorità del governo Meloni è l’introduzione di una norma che limita la libertà di riunione e che nulla c’entra con i rave, per i quali le norme già esistono e vanno applicate. Il nuovo reato è un obbrobrio giuridico ed è lesivo dei principi costituzionali, a cominciare dallo strumento del decreto legge. Per di più la fattispecie è così generica da poter essere applicata a qualsiasi mobilitazione dei cittadini e la pena è così elevata da consentire il ricorso alle intercettazioni. Ma il ministro Nordio non voleva depenalizzare ( e abbiamo un reato nuovo di larga applicazione) e non voleva ridurre le intercettazioni (e ne consentiremo di più)? È chiaro il messaggio che la destra al governo dà al Paese: non tollereremo il dissenso. Tutto ciò è molto grave e in Parlamento daremo battaglia contro questa inaccettabile deriva da Stato di polizia. La norma va ritirata".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
"Da oggi il personale sanitario No Vax sospeso sarà reintegrato, delineando così una pericolosa discontinuità con il passato; solamente le dichiarazioni del Presidente Mattarella hanno permesso un doveroso passo indietro sull'obbligo delle mascherine negli ospedali. È grave che una decisione del genere venga presa senza un confronto con le Regioni, è offensivo nei confronti di quei medici ed infermieri che hanno sacrificato la loro vita nel tentativo di salvare vite ed è un segnale di discredito verso la comunità scientifica internazionale, la ricerca e la fiducia nella scienza. Il Covid è stato gestito fino a ieri con metodo scientifico, è il governo Meloni ad affrontarlo da oggi con un populista approccio ideologico": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.