“Questa struttura dal di fuori sembra un carcere di massima sicurezza in mezzo alle montagne, con muri alti 4 metri. All'interno ci sono rinchiusi 7 richiedenti asilo che non hanno commesso alcun reato, neanche quello di immigrazione clandestina perché sono stati intercettati in acque internazionali. E per 7 persone, all'interno di questa struttura carceraria, ci sono centinaia di lavoratori e rappresentanti delle Forze dell'ordine che non hanno nulla da fare. È una situazione surreale”. Così la deputata dem Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo in visita al centro di detenzione di Gadjer in Albania.
“Questa è la storia di un grande fallimento. È la storia dell’incapacità di gestire il fenomeno migratorio a vantaggio della propaganda del governo Meloni. Si vuol far credere che con questa struttura, vuota, si risolva il problema dell'immigrazione, quando a Lampedusa continuano ad arrivare centinaia di migranti e il centro è pieno. Spero che Giorgia Meloni viva quantomeno un grosso imbarazzo nell'aver fatto spendere tantissimi soldi pubblici in questo modo scriteriato e nell'usare richiedenti asilo come fossero palline da ping pong, come marionette nelle mani di chi deve fare il suo spettacolo di propaganda. Questa ‘trovata’ che doveva diventare un modello da seguire in Europa, si sta trasformando in un boomerang”.
Solidarietà alla giudice Silvia Albano minacciata di morte per il suo lavoro nella sezione del Tribunale specializzata in immigrazione. Gravissime intimazioni che colpiscono un magistrato nelle sue funzioni e alimentate da uno scontro irresponsabile tra poteri dello Stato.
Lo ha scritto su X Debora Serracchiani, deputata Pd e responsabile Giustizia
"Se fossero confermate le indiscrezioni, ci troveremmo di fronte a un decreto in netto contrasto con l’Unione Europea, che, con la recente sentenza della Corte di Giustizia, ha posto la definizione dei 'paesi sicuri' sotto la disciplina europea". Così in una nota la responsabile nazionale giustizia del PD, la deputata Debora Serracchiani commenta la decisione del governo di approvare un nuovo decreto legge per elevare a norma di legge di rango primario l’attuale decreto interministeriale che stabilisce l’elenco dei Paesi di provenienza di migranti che per l’Italia sono sicuri. "La sovranista Meloni attacca frontalmente le regole comunitarie – continua Serracchiani - con l’intento di mettere paletti alla nuova Commissione europea e presidiare, in Europa, la leadership dei gruppi anti-europei, cercando anche di arginare la concorrenza interna di Matteo Salvini sui temi dell’immigrazione. Se questa sera il Consiglio dei Ministri dovesse varare un nuovo decreto – conclude Serracchiani – avremmo due conseguenze chiare: l’ennesima dimostrazione della correttezza delle decisioni dei giudici del Tribunale di Roma, poiché il fatto stesso che si renda necessaria una nuova legge dimostra che l'attuale normativa non prevede il percorso immaginato dalla Presidente del Consiglio. In secondo luogo, nasce un problema piuttosto grande per Ursula von der Leyen e per i popolari europei, sotto scacco della politica populista e sovranista".
"La sentenza della sezione immigrazione del tribunale di Roma, che non ha convalidato il trattenimento dei migranti all’interno del CPR di Gjader in Albania, è perfettamente coerente con i pronunciamenti della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sul tema, ed esplicita chiaramente che i migranti vanno riportati immediatamente in Italia. Io sono ancora in Albania e vi rimarrò finché la sentenza non verrà fatta rispettare e queste persone rimesse su una nave per rientrare in Italia, dove hanno diritto ad essere trattati con la dignità e le procedure degne di uno stato di diritto". Così la deputata dem Rachele Scarpa.
"Questa sentenza conferma la totale insostenibilità giuridica dell’ignobile teatrino messo in campo dal governo in questi giorni e in generale con la costruzione dei centri in Albania. Un’operazione di pura propaganda fatta sulla pelle delle persone migranti pagata con milioni di euro dei contribuenti per concludersi in un fallimento totale", conclude la parlamentare Pd.
“È stata accolta, dopo diverse segnalazioni alla Asl, al Garante e a seguito di una mia interrogazione parlamentare, l’istanza di riesame dell’idoneità alla vita ristretta di D. Fouad, 22 anni, detenuto nel Cpr di Palazzo San Gervasio dal 24 settembre scorso. Le condizioni di salute di Fouad, denunciate nelle scorse settimane, erano critiche: condotto molte volte presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Melfi, riportava lesioni riconducibili sia ad aggressioni che a una caduta dall’alto con perdita di coscienza, dopo che era riuscito a salire sul tetto del modulo abitativo e a lasciarsi cadere da un’altezza superiore ai 2 metri. Un episodio sintomatico del suo stato psicologico, già evidente dalla presenza di numerosi segni di autolesionismo presenti sul corpo del ragazzo. Ciononostante, finora non era mai stato sottoposto ad una revisione dell'idoneità alla detenzione amministrativa, ed era stato comunque sempre riportato al Cpr”. Così in una nota la deputata dem Rachele Scarpa.
“Giornalmente – ha aggiunto l’esponente Pd - le sue condizioni erano peggiorate, mentre rimaneva costretto a permanere nel Centro nonostante avesse necessità di portare un catetere. In questo stato è stato abbandonato per giorni all'addiaccio, soffrendo dolori atroci, con una grave negligenza da parte del personale sanitario dell’ente gestore. Oggi, tuttavia, il Giudice di Pace di Melfi ha accolto l'istanza di riesame contro il trattenimento di Fouad, presentata dai suoi legali, e verrà trasferito. È vergognoso che sia stato necessario l'uso di ispezioni, di un'interrogazione parlamentare e la richiesta di riesame. È vergognoso che non sia stato automatico rivedere l'idoneità di Fouad viste le sue condizioni di salute fisica e psicologica: una mancanza che accomuna in modo sistematico tutti i Cpr d’Italia. È un bene che possa uscire da quell'inferno, ed è fondamentale che ora gli sia assicurata un’adeguata assistenza medica e un monitoraggio delle sue condizioni di salute anche fuori dal Cpr”.
“Quello di Fouad – ha concluso Scarpa - è l’ennesimo caso che dimostra puntualmente l’incompatibilità con lo stato di diritto della detenzione amministrativa e la patogenicità sistematica dei Cpr. Un sistema di gestione dell’immigrazione sbagliato e violento, che produce solo malattia, sofferenza e morte, e che va superato al più presto”.
Tajani attacca il Presidente Sanchez sulle politiche migratorie senza avere argomenti.
Sanchez ha giustamente criticato la norma anti-Sim del ddl sicurezza. Cioè quella che impedisce agli stranieri a cui è stato rifiutata la protezione internazionale in Italia di poter acquistare una sim. Compresi quelli che non possono essere rimpatriati. Gli argomenti che usa il Presidente spagnolo sono umanitari e razionali.
Ma evidentemente lo slancio umanitario e la razionalità non sono i punti forti del Ministro Tajani. Che infatti - dal lontano Brasile - risponde al Premier spagnolo senza entrare nel merito ma usando il solito disco rotto della propaganda. Che si vanta di aver ridotto gli arrivi, che erano quasi raddoppiati nel loro primo anno di governo.
Invitiamo il Segretario di Forza Italia a riflettere sul fatto che c'è poco da vantarsi di leggi che fanno crescere in prigione i bambini, che mettono i minori stranieri in situazioni di promiscuità nei centri di accoglienza per adulti, che tolgono forme di protezione ai migranti o che limitano le libertà di espressione del dissenso.
Ma ci rendiamo conto che sarà stato richiamato al dovere da qualcuno. Come quando era stato costretto a venire in Aula alla Camera a illustrare l'accordo con l'Albania per i centri immigrazione, di cui sapeva poco e che era stato stretto dalla Presidente Meloni senza nemmeno avvisarlo.
La propaganda e la demagogia sono le caratteristiche principali di questo Governo. Che provano a esportare nel mondo sulla pelle dell'Italia.
Così in una nota l’on. Matteo Mauri, responsabile nazionale sicurezza del Pd.
Servirebbero risorse per enti locali e forze dell’ordine.
“Il Ddl Sicurezza è una legge disastrosa per quello che c’è e per quello che non c’è. Ci sono delle norme inumane, come quella delle mamme in carcere con i bambini piccoli o liberticide come quella del blocco stradale col corpo che viene punito, per la prima volta, con due anni di galera o quella della resistenza passiva in carcere. Sono norme che non servono a nulla per garantire la sicurezza, ma proprio a nulla, ma che attaccano in profondità il sistema liberale e democratico, perché cercano di impedire e comprimere il dissenso. Questa è una cosa molto grave in democrazia. Inoltre in questa legge non ci sono i soldi. Come al solito fanno tutto senza mettere un euro. Servirebbero risorse per gli enti locali per favorire la prevenzione, attraverso la sicurezza urbana e la vivibilità delle città, e servono soldi per le forze dell'ordine, per fare nuovi arruolamenti, per fare finalmente un contratto adeguato atteso da molti anni, per pagare gli arretrati e per la pensione integrativa". Lo ha detto il deputato dem Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, intervistato per la rubrica "Accade alla Camera" trasmessa dal canale YouTube dei deputati dem.
“Noi – ha concluso Mauri - abbiamo fatto di tutto e viviamo anche un po' la frustrazione per l'assoluta impossibilità di modificare questo testo in nessuna parte. Perché di fronte ci siamo trovati, come al solito, un muro di gomma. Per loro l'importante sono i rapporti di forza all'interno della maggioranza e il tentativo continuo di superarsi a destra su immigrazione e sicurezza da parte soprattutto di Fratelli d'Italia e della Lega. Con Forza Italia che finge di dire cose diverse e poi invece vota come tutti gli altri, facendo anche un po' di tristezza. Noi abbiamo fatto una forte opposizione in commissione. Abbiamo tenuto questa legge per mesi in ballo e in discussione, poi ovviamente la prevalenza dei numeri, purtroppo, ha fatto il suo corso”.
Il Governo ha paura delle critiche e comprime la libertà di rappresentanza
“La maggioranza di centrodestra, dopo mesi di stop nelle commissioni, approva il DL sicurezza che interviene pesantemente su materie sensibili, con norme pericolose per l’impatto che possono determinare nel nostro ordinamento giuridico, anche per le limitazioni che possono esplicare su talune libertà fondamentali, nel campo del diritto penale, del diritto dell’immigrazione e del diritto penitenziario.”
Con questa norma il centrodestra illude i cittadini che aumenterà la sicurezza grazie all’aumento delle pene di alcuni reati con aggravanti le più fantasiose e inapplicabili come quella per i reati effettuati nelle “vicinanze” delle stazioni, come fosse meno grave di un reato compiuto in un parco, che non avrà nessun effetto come non lo ha avuto l’aggravante dei reati nei confronti dei medici e dei sanitari di un anno fa, come dimostrano le cronache di questi giorni o quelle dei reati compiuti dai minori con l’effetto Caivano.
In realtà è solo un grande bluff, con la volontà di creare una illusione ottica, di minacciare pene più gravi inapplicabili e quindi inefficaci, per far passare invece le vere norme liberticide: quelle che impediscono le manifestazioni, che trasformano i blocchi stradali in reati penali, (pensate alle manifestazioni dei trattori in Lombardia o quelle dei pastori sardi sul prezzo del latte), che spingono verso le manifestazioni violente nelle carceri, rendendola uguale alla non violenza e rendono possibile l’incarcerazione di mamme con bambini.
Si è deciso infatti di fare una norma ad hoc per una situazione che riguarda una decina di detenute madri con figli minori di un anno o incinte, per stabilire che non è più obbligatorio bensì facoltativo, il rinvio dell’esecuzione della pena (art. 15), violando così il bene superiore del minore e il suo diritto a nascere e vivere fuori dal carcere.
Per non parlare della distruzione della filiera della Canapa indiana che sarà, per i suoi utilizzi industriali e farmaceutici, importata dai paesi della Ue, nel furore ideologico del tutto sconnesso dalla realtà: aziende che producevano materie prime senza thc trasformate in produttori di sostanze da dipendenza.
Insomma è il decreto manifesto (per noi incostituzionale) di un governo che teme il dissenso e comprime la libertà di critica e di rappresentanza.” Così il deputato sardo del PD Silvio Lai.
“Le politiche di accoglienza di questa destra sono inaccettabili e indegne di un paese civile. Nessuna risorsa per i territori, nessuna organizzazione logistica, nessun soccorso efficace per i migranti, spesso donne e minori ed in condizioni fisiche e psicologiche devastanti. Ringraziamo oggi la Regione Toscana ed i comuni interessati, i volontari e le associazioni coinvolte, per aver soccorso le 226 persone sbarcate oggi a Livorno dalla nave Geo Barents”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Il Governo Meloni criminalizza da sempre l’immigrazione come strumento di propaganda, dimenticando che dietro ogni persona c’è una vita difficile e spesso drammatica. La strage di Cutro, i lager in Albania, le norme contro le navi Ong che salvano vite in mare sono le uniche risposte di Giorgia Meloni a chi cerca un futuro migliore”: conclude Emiliano Fossi.
“Il Pd ha presentato una pregiudiziale di merito perché riteniamo che questo decreto sia una scatola vuota, senza norme di sostanza e interventi strutturali. Un provvedimento mirato a distruggere il Ssn e a favorire il sistema privato che non inciderà per niente sulle lunghissime liste d'attesa e ce lo confermano le parole di ANAAO ASSOMED, la sigla principale dei medici ospedalieri. Il dramma delle liste d'attesa lo volete risolvere con la frase ricatto 'o ti curi pagando di tasca tua, oppure rischi la vita' mentre ogni giorno 4 milioni di persone rinunciano alle cure e restano inevase 10 milioni di prestazioni. La cura non è più un diritto, è un privilegio”. Lo dichiara il deputato dem Marco Furfaro intervenendo in Aula sulla pregiudiziale di costituzionalità del Dl Liste d'attesa.
“Avete ridicolizzato e affossato la legge Schlein – continua Furfaro - dimostrando che non avete a cuore la salute degli italiani e ad un problema urgente avete risposto con un decreto fuffa che a sua volta prevede ulteriori sette decreti attuativi. Siete celeri nel fare condoni ma rimandate a data da destinarsi persino le poche misure che avete previsto per la Sanità”. “Finanziate appalti dell'immigrazione all'Albania, società di calcio ed evasori - conclude il deputato dem - ma non riuscite a dare un euro per le persone che soffrono né per il personale medico”.
“FdI e la presidente del Consiglio Meloni provano a fare propaganda sulla diminuzione di sbarchi rispetto allo scorso anno. È successo in queste settimane e anche oggi in Aula. Vorrei ricordare però alla presidente Meloni che lo scorso anno, quando si è registrata un'impennata degli sbarchi, governavano sempre loro. E se invece confrontiamo i dati degli sbarchi del 2024 con quelli equivalenti del 2022 scopriamo che sono sostanzialmente identici. Nel 2022 c'era il Governo Draghi, con Luciana Lamorgese al Ministero dell'Interno, che l'allora capo dell'opposizione Meloni attaccava aspramente ogni giorno. Se vuole essere coerente perciò adesso dovrebbe attaccare se stessa!
Alla Presidente del Consiglio, che si è soffermata anche sugli arrivi irregolari e che ha messo in luce alcuni problemi legati ai decreti flussi, vogliamo ricordare che il problema principale che ha l'Italia è che a oggi non c’è una legge che permetta gli arrivi regolari, organizzati, coordinati e che incrocino domanda e offerta. È venuto il momento di rottamare la Bossi-Fini, come tra l'altro lo stesso Fini ha detto più volte.
Questa destra usa il tema dell’immigrazione solo ed esclusivamente a fini elettorali, senza alcuna intenzione di intervenire con politiche migratorie adeguate”. Lo dichiara Matteo Mauri deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
"La presidente Meloni ha tre grossi problemi quando rappresenta l'Italia in Europa. Il primo è un alleato di governo, si chiama Matteo Salvini, che continua a strizzare l'occhio a Vladimir Putin; il secondo è una famiglia politica europea e amici europei in contrasto con l'idea di Europa solida integrata e fedele ai suoi valori fondativi, Le Pen, Abascal, Orban; il terzo è un alleato americano che osteggia l'Unione europea e che non difende il patto Atlantico. Come si tengono insieme queste cose senza ambiguità?". Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Marianna Madia, intervenendo in discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo.
"Presidente Meloni dove schiera l'Italia in Europa? Dove schiera l'Italia la premier Meloni che è una donna di stato, tra gli euroscettici o tra i sistemi democratici ed europeisti? Sullo stato di diritto - ha incalzato Madia - è d'accordo alla condizionalità sui fondi europei, per cui 'no risorse europee' a chi incatena i detenuti? Dove schiera l'Italia nella transizione ecologica tra chi vuole arretrare dagli obiettivi che ci chiedono le nuove generazioni o tra chi considera quegli obiettivi degli obiettivi comuni su cui cercare delle risorse comuni con un'azione politica all'altezza del voto delle nuove generazioni? Dove schiera l'Italia sull'immigrazione? Ha detto che è d'accordo con Viktor Orban, quindi presidente Meloni è d'accordo sull'ognuno faccia per se, isolando l'Italia che per i suoi confini geografici è naturalmente un Paese di prima accoglienza? In politica estera dove schiera l'Italia? Con chi cerca le alleanze per sostenere il popolo e il governo ucraino?".
“Il ministro Lollobrigida conferma quanto diciamo da tempo. Un gesto criminale non può infangare la correttezza e la trasparenza della stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli. Resta un fatto però sul quale, come al solito, il ministro sorvola. Nelle campagne italiane, come ci ricorda l'Osservatorio Placido Rizzotto della Flai CGIL, ci sono 230mila lavoratori senza contratto e senza diritti. Di questi, 55mila sono donne e il 30% non sono migranti extra-comunitari, ma cittadini italiani o della Ue. Un bracciante su quattro lavora in nero e la paga media di una giornata di oltre 10 ore è di 20 euro. Come intende intervenire il governo su queste palesi violazioni della legalità? Come intende concretamente applicare la legge sul caporalato? Basta ipocrisia. Il caporalato esiste perché è il braccio armato di padroni senza scrupolo alla ricerca esasperata del profitto. E le misere paghe a nero servono per tenere bassi i prezzi dei prodotti. Serve cambiare il sistema. Via la Bossi-Fini e si faccia una legge che consideri l’immigrazione una risorsa programmando flussi e rapporti bilaterali. Lavoratori formati e con paghe dignitose, sicurezza e tutele sanitarie, contrasto al lavoro irregolare, intolleranza verso l'evasione fiscale, giusto prezzo per il cibo pulito e di qualità. Questa la strada maestra dalla quale il governo rimane costantemente lontano. Intanto però si continua a morire in campagna. Non bastano più le grida di dolore”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Mentre Inps e Ministero del Lavoro, con la squallida supervisione dei fedelissimi di Giorgia Meloni, litigavano sulle nuove poltrone da assegnare ai dirigenti dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, nella campagne di Latina si consumava una delle pagine più terribili del caporalato omicida del nostro paese. Quando un governo ormai di estrema destra giustifica assalti squadristi anche in Parlamento, mistifica la realtà togliendo sussidi ai poveri, taglia i fondi per i controlli nei luoghi di lavoro, criminalizza ogni forma di immigrazione nonostante la richiesta di manodopera delle imprese, dimentica i diritti dei lavoratori fragili e affossa ogni forma di salario minimo, finisce per prevalere la logica delle minacce, della violenza e dello sfruttamento. Noi ci opporremo sempre a questi modelli di società perché gli italiani sono migliori di chi li governa".
E‘ quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Appena posso con piacere partecipo agli incontri mensili della GIA, l’associazione di volontari
supporta i giovani italiani in Australia che hanno come obiettivo quello di rafforzare la comunità italo-australiana attraverso eventi sociali, professionali, sportivi e istituzionali. Offrono una rete di supporto e opportunità per l’integrazione dei giovani italiani nella società australiana, fornendo informazioni essenziali e assistenza. Le serate nei locali italiani della città sono uno stimolo per un confronto attivo e una gioia spendere del tempo con coloro che hanno in comune un unico obiettivo, rafforzare l’identità italiana fra le prime, seconde e terze generazioni. E’ stato un incontro proficuo e interessante con il presidente Domenico Stefanelli, i componenti del comitato direttivo e il mio grande amico, il patron Felice Montrone. Abbiamo parlato dell’insegnamento della lingua italiana, dell’importanza dell’integrazione delle nuove generazioni di italiani soprattutto a livello dei diritti lavorativi, e di una più proficua interazione tra quest’ultimi e le seconde e terze generazioni per uno più grande scambio culturale. Sono orgoglioso del lavoro di questi ragazzi, onorato di essere al loro fianco.” Così Nicola Carè, deputato eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.