"Sull'immigrazione il governo italiano e' ormai piu' che imbarazzante e sta trascinando il Paese in un vicolo cieco: liti continue con i partner europei, toni minacciosi nei confronti di chi e' in disaccordo, accanimento contro le Ong che salvano vite in mare e ora anche contro i presunti "falsi minori". Come ha detto la ministra tedesca Annalena Baerbock "ogni vita umana conta, ogni persona che annega durante la traversata nel Mediterraneo non e' solo una morte di troppo perche' si tratta sempre anche di un padre, una figlia, un amico". La ministra ha anche parlato di rivedere il regolamento di Dublino che penalizza i paesi di primo approdo dei migranti come l'Italia. Questa a mio avviso e' l'unica posizione politica, giuridica e umana da tenere, che denota la statura di un Paese e non si sottrae alle proprie responsabilita': salvare vite umane in mare e condividere a livello europeo la gestione dei richiedenti asilo. A questa posizione il governo italiano e i partiti di maggioranza rispondono in modo dissennato. Esponenti della Lega sostengono che la Germania, finanziando l'attivita' del salvataggio di alcune Ong, commette "un atto ostile verso l'Italia". Mentre in FdI c'e' chi dice che il governo vuole "dissuadere" i soccorsi pensando che cosi' si contengano gli arrivi. E contemporaneamente il governo si accanisce contro i presunti "falsi minori", cancellando le principali garanzie previste dalla legge Zampa. Secondo le nuove regole, i ragazzi di 16 anni che sono arrivati soli, saranno costretti a stare nei centri insieme agli adulti, esposti cosi' a rischi di abusi. Anche questa e' solo becera propaganda sulla pelle dei piu' fragili. I minori arrivati quest'anno sono meno di quelli arrivati lo scorso anno. Non c'e' alcuna emergenza se non la carenza di strutture di accoglienza a cui il governo dovrebbe provvedere e non lo fa. Nessuna di queste misure ha effetti reali sulla gestione dei flussi: e' solo crudele repressione utile a mostrare il pugno duro agli occhi, soprattutto, dell'elettorato di destra deluso. Un quadro desolante e preoccupante rispetto al quale Meloni, se fosse lungimirante, dovrebbe riflettere e cambiare rotta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui ditti umani nel Mondo.
“In sede parlamentare durante la trattazione del dl immigrazione il Partito Democratico, con un emendamento a mia firma, ha posto in modo deciso il tema delle risorse per il comune di Lampedusa e il tema del risarcimento dei danni per le imprese locali. Il continuo stato di emergenza impedisce la programmazione di investimenti e l'esercizio ordinario di alcune attività imprenditoriali. Serve anche un tavolo condiviso con i rappresentanti del territorio per la programmazione e distribuzione delle risorse. Lampedusa e i lampedusani non possono essere lasciati soli”. Lo dice il deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, che ieri proprio da Lampedusa ha dato il via alla Festa regionale dell’Unità con un convegno dal titolo “SOS Europa”. Presenti, tra gli altri, il capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia, la deputata dem Giovanna Iacono, il capogruppo Pd all’Ars, Michele Catanzaro e il capogruppo Pd al comune di Lampedusa, Totò Martello.
“L'emergenza migranti ha avuto in questi mesi picchi di presenze mai viste prima. E' stato possibile fronteggiare l'emergenza - ha concluso Barbagallo - grazie alla disponibilità dei lampedusani e allo sforzo delle forze dell'ordine e dei volontari. Certamente è sotto gli occhi di tutti il fallimento del governo Meloni nelle politiche di accoglienza”.
“Sta diventando come l’araba fenice”
“Ministro, oggi lei ha un’occasione quasi storica: far luce su quello che sta diventando uno dei più grandi misteri italiani: il Piano Mattei. La Presidente del Consiglio ne aveva parlato un anno fa nel suo discorso di insediamento alle Camere. Da allora, non abbiamo saputo nulla. Se non che avete scomodato un grande antifascista per un piano che evidentemente non c’è. Perché questo Piano Mattei sta diventando un po' come l'araba fenice: “che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Gli unici luoghi in cui non ne avete parlato, sono proprio quelli in cui avreste la responsabilità di farlo: il Consiglio dei Ministri e il Parlamento. Azioni, progetti, risultati attesi, cifre. Questo sarebbe un Piano. Non lo pretendiamo. Ma almeno un sito, un volantino, qualcosa da leggere, uno straccio di idea, quello sì. Invece, anche oggi ministro Tajani non ci ha dato nessun elemento concreto, nessun impegno reale.
Ha solo confermato tutti gli errori di impostazione che sospettavamo. State piegando tutta la politica estera al contenimento dei flussi migratori, esponendoci al ridicolo di fronte al consesso della Nazioni, a quei paesi africani che subiscono la pressione di milioni di profughi di guerra, sete e fame ai loro confini e ai quali parlate di “emergenza immigrazione” per le poche decine di migliaia di persone che la vostra scelleratezza ha concentrato a Lampedusa. Gli unici progetti e investimenti reali sono legati all’energia fossile, secondo un modello “estrattivo” che è l’esatto contrario dello spirito di cooperazione paritaria. Allora basta menzogne. Mentre parlavate di Mediterraneo e Africa avete tagliato 50 milioni alla cooperazione allo sviluppo, marginalizzando tutti gli operatori coinvolti. Ma pensate davvero di competere, da soli, con potenze come Cina, Russia e Turchia? Serve l’Europa. E con voi manca l’Europa. La Francia dice non saperne nulla. La Repubblica federale tedesca è stata paragonata dal partito del suo collega vice premier alla Germania nazista. Non la invidio, domani, quando incontrerà la sua omologa a Berlino.
Su priorità strategiche come il Mediterraneo e l’Africa, ci dovrebbe essere se non condivisione, almeno un confronto. Accettate di farlo in Parlamento, di fronte al Paese. Perché vi negate? Cosa avete da nascondere?”
Così Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri della segreteria nazionale del Pd, nella replica in Aula al ministro degli Esteri durante il Question Time.
“Un governo forte con i deboli e debole con i forti. Lo abbiamo visto in queste ore, cambiando in tutta fretta le norme che tassano le banche ma ipotizzando, nel Consiglio dei Ministri di oggi, il pugno duro contro gli adolescenti stranieri che arrivano in Italia. Mai un governo aveva messo in discussione la presunzione della minore età per i migranti, ma l’esecutivo di Giorgia Meloni ora sta valutando questa decisione insieme a nuove regole sull'accoglienza che smantellano le garanzie per i più giovani”. Lo afferma in una nota la deputata dem Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“Un messaggio ribadito con chiarezza oggi anche dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Carla Garlatti. E' impensabile - sottolinea l'esponente Pd - che nei casi dubbi debba essere il minore straniero a dover dimostrare la propria età".
"Si aggiunga - conclude Di Biase - che la bozza del decreto prevede modifiche alla legge 47, introducendo promiscuità nel sistema di accoglienza tra adulti e minori. C'è tempo per ripensarci, per conservare umanità nelle decisioni e non usare i minori stranieri come simbolo delle politiche contro l'immigrazione".
"Non bastavano le polemiche imbastite da alcuni ministri, Crosetto in primis. Ora Meloni chiede ufficialmente al governo tedesco chiarimenti sulla decisione di sostenere le ONG che salvano i migranti in mare, manifestando così tutta la debolezza dell'esecutivo italiano sul tema dell’immigrazione.
Soccorrere è un dovere di chiunque operi in mare, oltre che degli Stati come previsto dalle convenzioni internazionali. È anche un gesto di umanità e un principio mai messo in discussione nella storia della navigazione. E, esattamente come succede in altri settori, è del tutto normale che uno Stato finanzi associazioni e ONG, che svolgono attività umanitarie.
Il governo italiano ha deciso, invece, di fare la guerra alle ONG e di usarle come capro espiatorio, nonostante sia ormai chiaro a chiunque che non è certo il lavoro delle ONG a incentivare gli sbarchi.
La Guardia Costiera fa un gran lavoro, ma è evidente che da sola non basta.
Continuare ad attaccare le Ong e, con esse, prendersela con il governo tedesco, è indecente ed è un modo per tentare di nascondere l'incapacità di questo governo che, invece di cercare accordi in sede europea per trovare una soluzione condivisa, attacca gli Stati più determinanti in questa sfida e si isola. Crosetto e gli altri dovrebbero ringraziare la Germania che sostiene le ONG e Meloni dovrebbe farsi promotrice di una missione europea per il salvataggio in mare.
E invece dobbiamo sentire Salvini che pensa sia scandaloso che i migranti arrivino con le scarpe ai piedi. Un'affermazione vergognosa per chiunque, a maggior ragione per un ministro della Repubblica. Un quadro veramente desolante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata del PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Il deputato e segretario del Pd toscano: “Presenterò una interrogazione parlamentare sul decreto che fissa a 4938 euro l'importo della garanzia finanziaria che dovrà essere versata dai richiedenti asilo per evitare l’ingresso in un Cpr”
“Sull’immigrazione il Governo aveva già perso la faccia, ora perde anche la dignità facendo cassa sulla pelle e la disperazione delle persone”.
Così il deputato segretario del Pd toscano Emiliano Fossi commenta il decreto del ministero dell'Interno, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, che fissa a 4938 euro l'importo della garanzia finanziaria che dovrà essere versata dal richiedente asilo che non vuole essere trattenuto in un Centro fino all'esito dell'esame del suo ricorso contro il rigetto della domanda. Sul tema Fossi presenterà un'interrogazione parlamentare.
“È una misura inquietante – dice Fossi -. Di fatto il Governo chiede una cauzione a persone disperate, che hanno fatto una traversata di ore e ore, rischiando la vita, per scappare da guerre e povertà. Forse nel centrodestra hanno visto troppi polizieschi americani, ma purtroppo c’è poco da ridere: oltre all’incompetenza, questo Governo dimostra una insensibilità fuori dal comune”.
“A quasi un anno dal suo insediamento possiamo dire che quello della Meloni è stato un Governo fallimentare da tutti i punti di vista. Un disastro per il Paese. La destra ha agito sempre in via emergenziale, seguendo l’onda dei principali fatti di cronaca. Nessun problema è stato affrontato in senso strutturale. Penso al taglio delle accise sulla benzina, così come a misure in grado di sostenere il potere di acquisto delle famiglie e combattere l’inflazione. Per non parlare de fallimento totale nella gestione del Pnrr, fermo al palo con l’aggravante di aver fatto perdere agli italiani ben 16 miliardi di investimenti. Sul tema immigrazione poi stiamo assistendo all’incapacità organizzativa e al fallimento clamoroso della becera propaganda fatta dalla destra negli anni passati. I sindaci peraltro sono stati lasciati soli; l’accoglienza diffusa è stata smantellata per creare dei maxi centri in cui il rispetto dei diritti umani è a rischio. Infine, l’Autonomia differenziata targata Calderoli che aumenta le distanze e le diseguaglianze tra il Nord e il Sud del Paese. Come Partito democratico denunciamo l’inefficienza e l’inadeguatezza del Governo, ma allo stesso tempo stiamo lavorando per costruire proposte serie e concrete in grado di dare risposte alle difficoltà delle nostre famiglie e mettere in campo un’alternativa credibile che possa essere maggioranza tra i cittadini”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, in un’intervista a tag24.it.
"È francamente insostenibile che un presidente del Consiglio dopo un anno di governo e dopo aver vinto le elezioni con promesse demagogiche e nemmeno in parte attuate - dallo stop agli sbarchi alle pensioni, dal taglio delle accise al sostegno alle famiglie in difficoltà - continui a difendere i suoi fallimenti ricordando che 'lei ci mette la faccia'. Cara Premier con la sua faccia i cittadini non ci pagheranno le bollette e i sindaci non risolveranno il problema dell'immigrazione. Abbia almeno la dignità di riconoscere i suoi errori". Così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“In questi giorni Giorgia Meloni e Matteo Salvini non sanno più cosa dire per coprire il fallimento del governo sull'immigrazione. Come nella famosa scena del film ‘The Blues Brothers’ dove John Belushi racconta alla fidanzata abbandonata sull'altare ogni scusa possibile: ‘non è stata colpa mia ma c’è stato un terremoto’, ‘una tremenda inondazione’, ‘le cavallette’ e via dicendo”.
Così il deputato Pd, Matteo Mauri, ex viceministro dell’Interno in un post su Facebook.
“Da una parte abbiamo Salvini - aggiunge Mauri - che di fronte ai record di sbarchi a Lampedusa parla di atto di guerra, di regia straniera, di mettere in campo la Marina. Idee folli, sparate quando non sai più cosa inventarti di fronte al fallimento. Dall’altra parte, abbiamo la premier che va da Orban a discutere di risposta collettiva dell'Ue: i due sovranisti nemici dell’Europa che ora chiedono l'unità granitica dell’Unione. La verità - conclude l’ex viceministro dell’Interno - è che Meloni e Salvini sono allo sbando e non sanno più cosa dire di fronte a un fallimento conclamato che inizia a creare malumori anche tra i loro elettori”.
“La situazione dei minori stranieri non accompagnati in Italia si aggrava di giorno in giorno. I numeri sono già arrivati a 21mila in pochi mesi e, secondo i dati dello stesso Viminale, i posti a disposizione nel sistema di accoglienza sono meno della metà. Come Partito Democratico siamo preoccupati per le condizioni in cui molti di questi bambini e bambine sono costretti a vivere. Costretti spesso a stare in strutture per adulti in una condizione di promiscuità. E siamo vicini ai sindaci di tutti i comuni italiani, lasciati soli ad affrontare le difficoltà drammatiche, anche economiche, che incontrano nell'organizzare l'accoglienza. Con numeri che in molti casi sono sproporzionati rispetto alle dimensioni e alle capacità economiche di quei comuni. È evidente a tutti che il governo non ha messo in campo lo sforzo necessario per dare una risposta adeguata. E tutto questo non potrà che peggiorare in prospettiva visto l'aumento molto significativo degli arrivi sulle coste italiane. Il governo non solo non ha messo in campo iniziative adeguate a fronteggiare la situazione oggi, ma non sta predisponendo soluzioni per il prossimo futuro. Mentre sarebbe invece necessario un vero e proprio piano straordinario che pensi sia all’oggi che al domani. D'altronde stiamo parlando di un governo che ha fatto molte promesse elettorali sull'immigrazione. Ma che oggi registra impotente il raddoppio degli arrivi via mare, che ieri hanno raggiunto il dato record di 5.112 persone in un solo giorno a Lampedusa. Le bambine e bambini di cui stiamo parlando sono persone fragili, fragilissime, che resteranno nel nostro Paese per anni. Nessuna polemica politica, ma occorre dare risposte adeguate e subito”.
Così il deputato del Partito Democratico, Matteo Mauri, vicepresidente della Prima commissione della Camera e già viceministro dell’Interno, che oggi è intervenuto in Aula nel corso del Question Time, con il ministro dell'Interno Piantedosi, di cui è primo firmatario e sottoscritto tra gli altri dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, e dalle vicepresidenti del Gruppo, Simona Bonafè e Valentina Ghio.
Governo Meloni, da immigrazione a banche, solo demagogia e approssimazione
“Proteggere i cittadini e gli stati nelle transizioni della nostra epoca, prima fra tutte quelle ambientale e digitale. E continuare nella lotta alla crisi climatica, mantenendo altro il livello di ambizione del Green Deal. Questo il messaggio più importante che viene oggi dall’Europa”.
Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, commentando a Sky la relazione sullo stato dell’Unione della Presidente Ursula Von der Leyen.
“Parole molto chiare sui diritti, a cominciare da quelli delle donne e contro la violenza di genere che noi crediamo debbano essere al centro della dimensione europea anche nella prossima legislatura. Così come al centro dovrà essere il tema dell’immigrazione – ha proseguito Braga – anche alla luce delle difficoltà della gestione del Governo Meloni. Dalla lotta alle ong al decreto Cutro, nessuna iniziativa dell’Italia ha dato risposte efficaci. Si è affrontato in modo demagogico e senza lavorare convintamente alla revisione dei trattati di Dublino, isolando il nostro paese e caricandolo di un fenomeno epocale.
Il metodo del governo è sempre lo stesso – ha concluso la capogruppo Pd – propaganda e approssimazione, la stessa con cui ha avanzato la proposta di tassazione degli extraprofitti delle banche che pure può avere un senso redistributivo importante. Tuttavia sarebbe più efficace una seria lotta all’evasione e soprattutto avere una legge di bilancio che dica chiaramente come intende affrontare a proteggere il potere di acquisto delle famiglie e abbassare l’impatto dell’aumento dei tassi dei mutui”.
La Meloni e Salvini avevano promesso che con loro ci sarebbe stata una svolta sull'immigrazione. E infatti sono riusciti a stabilire un nuovo record, quello del numero degli sbarchi però. A metà pomeriggio di oggi sono già state 2.500 le persone sbarcate a Lampedusa. Cioè quasi 150 all'ora. Non era mai successo.
Invece di continuare a raccontare le favole agli italiani sarebbe il caso che il centrodestra facesse due cose. Ammettere che le loro "ricette" sono sempre state completamente sbagliate.
E impegnarsi per rafforzare tutto il sistema di accoglienza, che è ormai al collasso. Perché la demagogia può pagare quando si urla dall'opposizione ma non serve ad affrontare i problemi quando si è al governo.
Se vogliono iniziare a parlare di cose serie, come l'accoglienza di qualità e il superamento della Legge Bossi-Fini, ci troveranno qui a discuterne seriamente. Altrimenti continueremo a denunciare questi scempi, in Parlamento e in giro per l'Italia.
Così il deputato del Pd Matteo Mauri, ex viceministro dell’Interno.
“Mentre la destra accentra e cambia per decreto la governance delle Zes istituendo nel Sud Italia una unica Zona Economica Speciale la cui efficacia è ancora tutta da verificare, ci sono territori in tutta Italia che aspettano da mesi l'istituzione delle Zone logistica semplificate, già individuate dalle singole Regioni, ma colpevolmente ancora non ratificate dal governo: stiamo parlando della Toscana, della Lombardia, del Lazio, della Liguria, del Friuli e dell’Emilia Romagna. Si tratta di aree vaste però private di strumenti normativi e fiscali che garantirebbero il rilancio sociale, occupazionale ed economico di zone oggi in crisi”. Così Marco Simiani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, sul provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri.
“Quello che colpisce di più di questa maggioranza non è soltanto l’incapacità e la confusione, già manifestata dai ritardi del Pnrr, dall’inflazione che sale, dal caro carburante, dall’immigrazione incontrollata, ma l’arroganza con cui governa: dichiara di volere l’autonomia ma poi accentra la governance, chiede tempo per attuare le riforme ma poi smantella quelle appena varate, è incapace di rispettare gli impegni comunitari ma accusa il Commissario Gentiloni. Sui ritardi delle Zls non ancora istituite nel centro e nel nord Italia abbiamo da tempo presentato numerosi atti parlamentari ancora senza risposta”, conclude Marco Simiani.
Nostra proposta alternativa su lavoro, sanità e lotta a carovita
“Dopo mesi di proclami positivi, il governo Meloni si accorge adesso che la situazione economica è difficile. Finora le loro scelte hanno peggiorato le cose: ritardi nella attuazione del Pnrr, condoni senza lotta a evasione fiscale, retromarcia sulle accise per la benzina, mancano ancora risorse per i danni dell’alluvione, salario minimo senza risposte. E l’inflazione che si mangia i salari, mentre sulla sanità aumentano liste di attesa e ricorso al privato per chi può. E in Europa siamo isolati a causa delle posizioni degli alleati della destra che negano aiuti per l’immigrazione e per cambiare il Patto di stabilità… Siamo al dunque, dopo tante promesse avanza la realtà di un governo inadeguato. Su lavoro, sanità e lotta contro il carovita, presenteremo una proposta di bilancio alternativa”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Finanze alla Camera, Virginio Merola.
“Governo debole coi colossi energetici, senza politica sull’immigrazione, dalla parte di chi evade il fisco, contro i Comuni e gli enti locali. Le parole della Meloni sono acqua che scivola sul marmo. Il governo non reggerà a lungo”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.