26/03/2026 - 13:42

“Basta inerzia. Mentre negli Stati Uniti le corti iniziano a chiamare per nome le responsabilità delle grandi piattaforme digitali come Google (YouTube) e Meta, (Instagram) nella dipendenza dai social media, in Italia il Governo continua a voltarsi dall’altra parte. È inaccettabile che non si colga nemmeno l’opportunità concreta offerta dal lavoro parlamentare già avviato, a partire dall’emendamento Malpezzi nel DL Sicurezza in discussione al Senato. Sarebbe un atto di responsabilità verso milioni di giovani e famiglie”.

Lo dichiara il deputato PD, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.

“I dati - aggiunge - parlano chiaro. Oltre il 62% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni possiede un account social, spesso creato aggirando le regole; un terzo dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa quotidianamente lo smartphone; solo il 30% delle famiglie utilizza strumenti di parental control. Non è più un fenomeno marginale, ma una vera emergenza educativa, sociale ed economica. Le più recenti direttive europee indicano con chiarezza la strada: trasparenza, stop alle pratiche commerciali ingannevoli e predatorie, tutela rafforzata dei minori e principio di ‘protezione per impostazione predefinita’. Non recepirle pienamente significa lasciare i nostri ragazzi esposti a dinamiche assimilabili, in molti casi, a forme di dipendenza e di gioco d’azzardo mascherato. Per questo ho anche presentato alla Camera un disegno di legge specifico, in virtù della mia attività parlamentare sul gioco d'azzardo e riprendendo le scelte fatte dal governo Sanchez, che punta a rafforzare gli strumenti di tutela dei minori nell’ecosistema digitale e a responsabilizzare concretamente le piattaforme. Il governo smetta di nascondersi. Servono scelte chiare e immediate. La salute e il futuro dei nostri giovani - conclude - non possono più aspettare”.

25/03/2026 - 18:42

“L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia è una notizia politica di primo piano, che arriva dopo anni di negoziato e segna una scelta chiara: rafforzare la presenza dell’Europa nell’Indo-Pacifico, consolidare il rapporto con un partner strategico come l’Australia e aprire nuove opportunità per imprese, lavoro, ricerca e innovazione”.

Lo dichiara il deputato Pd, Nicola Carè, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.

“Non siamo davanti - aggiunge - soltanto a un’intesa commerciale. La conclusione del negoziato sul libero scambio, il nuovo partenariato su sicurezza e difesa e l’avvio del confronto sull’associazione dell’Australia a Horizon Europe compongono insieme un messaggio politico molto netto: l’Europa sceglie di investire in alleanze solide tra democrazie, nella cooperazione economica e nella sicurezza comune, in una fase internazionale segnata da instabilità, competizione strategica e ridefinizione degli equilibri globali. Per l’Italia questa intesa deve rappresentare una priorità concreta. Vuol dire più spazio per il nostro export, più occasioni per le imprese italiane, più collaborazione nei settori ad alto valore aggiunto, dalla transizione energetica all’innovazione, dalla ricerca alle materie prime strategiche. Vuol dire anche riconoscere il valore della presenza italiana in Australia, una comunità dinamica che da anni costruisce relazioni, opportunità e crescita. Chi guarda a questi accordi come a passaggi tecnici non coglie il punto politico essenziale: oggi rafforzare l’asse tra Europa e Australia significa difendere il ruolo delle democrazie aperte, sostenere regole condivise, investire in sviluppo e sicurezza in una delle aree più decisive del mondo. È una scelta giusta e lungimirante, che l’Italia deve accompagnare con visione, iniziativa e presenza politica. Perché il futuro dei nostri interessi economici e strategici - conclude - si gioca sempre di più anche nella capacità di costruire partnership forti, credibili e durature”.

 

25/03/2026 - 12:52

La scorsa settimana diversi quotidiani hanno riportato la notizia di un drone partito dalla base di Sigonella e utilizzato dagli Stati Uniti d'America per attività propedeutiche all'attacco dell'isola di Kharg del 13 e del 14 marzo scorso. Chiediamo quindi un’informativa urgente del ministro Crosetto perché queste operazioni non sono in linea con quanto riferito di recente proprio dal governo in quest'Aula e, per essere chiari, non sono state certamente attività relative ad operazioni di supporto ad attività della NATO. Ma si tratta di ben precise operazioni di protezione della flotta americana che in questo momento è impegnata nel Golfo Persico in una guerra criminale. Sono attività di acquisizione di dati strumentali come fotografie e individuazione di obiettivi sensibili militari per mirate operazioni belliche: radaristica avanzata e individuazione specifica degli obiettivi da colpire. La base di Sigonella in Sicilia e nessuna base italiana può essere utilizzata come attività di supporto alla guerra di Trump e di Netanyahu. Se il governo sapeva, ha mentito in quest'Aula e se non sapeva francamente vuol dire che non conta nulla. Crosetto venga a riferire al Parlamento come stanno veramente le cose perché il Paese ha diritto a riconoscere la verità.
Lo ha dichiarato in Aula il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Pd, Anthony Barbagallo per chiedere un informativa urgente del ministro Crosetto.

25/03/2026 - 10:50

"Tutta la mia solidarietà a Sohyla Arjomand, che da tutta la vita si batte per la libertà del popolo Iraniano contro il regime degli ayatollah. Sohyla è una cara amica e una cara compagna, esule in Italia a Bologna perché la sua famiglia è stata perseguitata in Iran, la sorella assassinata dal regime. Pochi giorni fa abbiamo partecipato  insieme a un dibattito sulla guerra in Medio Oriente.  Sohyla è stata offesa sui social ed ha sporto denuncia. Auspico che i responsabili siano individuati e che chi l'ha diffamata sia perseguito". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

25/03/2026 - 09:48

“Solidarietà e giustizia per SOHYLA ARJOMAND. Sohyla concittadina bolognese che conosco e stimo per la Sua incessante attività contro il regime iraniano e’ stata offesa e calunniata, definita come ‘terrorista ‘e complice del regime sui social da energumeni di tastiera che si arrogano il diritto di rappresentare la voce del popolo iraniano. Cittadina iraniana, la sua famiglia è stata perseguitata e una sua sorella è stata giustiziata 44 anni fa. Sohyla ha sporto querela contro i suoi diffamatori. Mi auguro che la magistratura verifichi al più presto l’identità e le responsabilità di quanti la offendono, perché sia fatta giustizia e reso onore a Lei e alla Sua famiglia”. Così il deputato democratico Virginio Merola.

 

23/03/2026 - 13:30

Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA.

“Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”. Così la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

 

20/03/2026 - 11:20

Quartapelle: non restiamo in silenzio

La deputata democratica, Lia Quartapelle, promuove una campagna di “adozione politica” di prigionieri e condannati a morte in Iran, a cui hanno aderito 28 parlamentari di diversi schieramenti, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione internazionale sulle gravi violazioni dei diritti umani nel Paese.
L’iniziativa nasce nel contesto del peggioramento della situazione iraniana, segnata da arresti arbitrari, processi senza garanzie e un crescente ricorso alla pena di morte, anche contro minori. Ogni parlamentare aderente si impegna a seguire un caso individuale, monitorarne gli sviluppi e promuovere iniziative istituzionali e diplomatiche per la tutela dei diritti fondamentali.
La campagna è stata definita anche attraverso un confronto con Amnesty International e Hrana, organizzazioni impegnate nel monitoraggio della situazione dei prigionieri politici in Iran. Avviata dopo le proteste di gennaio, oggi assume un’urgenza ancora maggiore alla luce della guerra in corso e delle recenti esecuzioni.
“La comunità internazionale - ha dichiarato Lia Quartapelle - non può restare in silenzio di fronte a violazioni così gravi e sistematiche. Dare un nome e un volto a queste persone significa stare dalla parte di chi rischia di pagare il prezzo più alto”.

 

19/03/2026 - 12:00

"Questo governo non ha una strategia energetica per il Paese. Non l'ha mai avuta. Da settimane famiglie e imprese pagano il prezzo pieno della crisi, con benzina e gasolio oltre i due euro al litro e aumenti di oltre trenta centesimi dall'inizio del conflitto. Il Partito Democratico ha proposto il taglio delle accise un minuto dopo lo scoppio della guerra in Iran. Il governo ha preferito stare alla finestra. Ora arriva un decreto che scade fra venti giorni. Nel frattempo il petrolio continua a salire. Il 7 aprile si torna al punto di partenza, senza nessuno strumento strutturale per contenere i prezzi. Non è una politica energetica. È un intervento di emergenza arrivato in ritardo, pensato per durare lo stretto necessario. L'Italia arriva a questa crisi già in difficoltà: salari fermi, inflazione che erode il potere d'acquisto, crescita tra le più deboli d'Europa. Servono risposte di lungo periodo. Un governo che naviga a vista, subisce gli eventi e tampona i disastri non è un governo che governa. È un governo che improvvisa".

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato del Partito Democratico e componente della
commissione Attività produttive.

 

19/03/2026 - 09:15

"Oggi è l'ultimo giorno della campagna per il referendum costituzionale sulla giustizia. Come tanti sarò impegnato in diverse iniziative per sostenere le ragioni del No. La riforma su cui siamo chiamati ad esprimerci è prima di tutto inaccettabile nel metodo. Si è voluto mettere mano alla Costituzione, peraltro imponendo un testo al Parlamento senza che sia stato approvato nemmeno un emendamento, e si è riaperta una ferita nel Paese sui temi della giustizia, di cui proprio non c'era bisogno. E poi nel merito, dalla scelta del metodo evidentemente debolissimo del sorteggio, alla divisione delle magistrature con i due CSM, alla previsione di un nuovo organismo per le procedure disciplinari, dove cambia il rapporto numerico fra togari e laici. Sono convinto che tanti italiani capiranno che votando No si difende l' equilibrio dei poteri previsto nella nostra Costituzione e si creano le condizioni per interventi legislativi più equilibrati ed efficaci". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

18/03/2026 - 16:30

"Questo governo continua a mostrarsi colpevolmente immobile di fronte alle conseguenze economiche drammatiche che il conflitto sta scaricando sulle famiglie e sulle imprese italiane. I segnali sono sotto gli occhi di tutti: il prezzo dei carburanti è alle stelle, le bollette aumentano, e a cascata cresce il costo del carrello della spesa. Una pressione insostenibile per milioni di cittadini, a cui l'esecutivo non ha ancora dato alcuna risposta concreta. E non si tratta solo di inerzia economica. Ci sono voluti dodici giorni alla Presidente del Consiglio per presentarsi in Parlamento e illustrare la posizione ufficiale dell'Italia sul conflitto illegale avviato da Trump insieme a Netanyahu in Iran e lo ha fatto dopo aver dichiarato in televisione, poche ore prima, di non condividere e non condannare quell'intervento. Una posizione non solo tardiva, ma politicamente inaccettabile. Il Partito Democratico con la segretaria Elly Schlein ha chiesto di assumere una posizione politica di netta contrarietà alla guerra e di indisponibilità all'utilizzo delle basi militari per sostenere gli attacchi. Ed ha avanzato anche una proposta chiara e immediatamente praticabile per aiutare famiglie e imprese: attivare il meccanismo delle accise mobili, utilizzando cioè l'extra gettito IVA generato dai rincari, per abbassare il prezzo della benzina e alleggerire il peso del carrello della spesa per famiglie e imprese. Dal governo non è arrivata alcuna risposta. Tante dichiarazioni, nessuna misura. Solo buone intenzioni, ma nessuna azione concreta. Un silenzio che ha un costo reale, e lo stanno pagando gli italiani". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a Tagadà su La7

18/03/2026 - 16:27

“Abbiamo depositato un’interrogazione urgente al Ministero del Lavoro e al Mimit per chiedere conto della scelta di invitare organizzazioni non rappresentative e firmatarie di contratti pirata ai tavoli. La decisione delle organizzazioni datoriali di disertare il tavolo di ieri non ha precedenti e segnala un disagio crescente rispetto ai tentativi continui del governo di rendere inutile il confronto con le parti sociali. Devono spiegare all’opinione pubblica se pensano che sia giusto tollerare chi fa dumping salariale e concorrenza sleale sul mercato riducendo i diritti di chi lavora. Per questo chiediamo quali siano i criteri che ispirano queste scelte”.

Così i deputati e le deputate Pd della commissione Lavoro, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Mauro Laus, Marco Sarracino, Emiliano Fossi e la responsabile Lavoro dem, Maria Cecilia Guerra.
 

 

18/03/2026 - 16:20

“Mentre la Presidente del Consiglio continua a mantenere una posizione ambigua sul piano internazionale, gli effetti della guerra si abbattono direttamente su famiglie e imprese italiane. L’aumento dei prezzi dei carburanti sta già trascinando verso l’alto il costo dei beni alimentari, aggravando una situazione economica già complessa. E le accise? Restano dove sono: le promesse di abbassarle sono rimaste nei video social della presidente Meloni”: Lo dichiara la vicepresidente dei deputati del Partito Democratico, Simona Bonafè.

“Come Partito Democratico continuiamo a proporre una misura semplice e immediata: abbassare le accise. Non una rivoluzione, ma almeno un segnale concreto. Perché, al momento, l’unica cosa che scende sembra essere il potere d’acquisto delle famiglie con gli stipendi al palo. Serve un intervento urgente e chiaro da parte del governo: meno immobilismo e più risposte concrete per cittadini e imprese”: conclude.

 

18/03/2026 - 16:20

“Tempo per Fedez si, quello per abbassare il costo del carburante no. Giorgia Meloni, dopo quasi 4 anni a Palazzo Chigi, non ha ancora capito che è la presidente del consiglio di tutti gli italiani e continua a comportarsi come una leader di partito, che però non è più all’opposizione. E che dunque deve prendere decisioni immediate e urgenti – le ricordo ancora una volta che lei aveva promesso di eliminarle le accise sui carburanti – per tenere sotto controllo i prezzi, aumentati vertiginosamente, anche a causa dell’ennesimo conflitto avviato dal suo amico Donald Trump, assieme ad Israele, contro l’Iran. Abbassi le accise, venga in Parlamento a confrontarsi con i deputati, saremo felici di fornirle supporto per andare incontro alle difficoltà degli italiani, delle famiglie che più di tutti stanno pagando i capricci americani e l’immobilismo del nostro governo”.  Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo.

18/03/2026 - 15:50

“Gli aumenti dei carburanti a causa della guerra in Iran voluta da Trump e Netanyahu stanno mettendo in crisi i bilanci delle famiglie italiane e di molte imprese.

Di fronte a questa grave situazione il governo balbetta e resta immobile, troppo distratto dalla campagna referendaria.

La via maestra è quella della sterilizzazione delle accise per dare sollievo ai consumatori.

Il governo Meloni si sbrighi perché ogni giorno che passa è peggio”.

Lo scrive in una nota Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

 

18/03/2026 - 15:40

Come PD, esattamente una settimana fa abbiamo interrogato il Ministro Pichetto Fratin, per sapere quali azioni urgenti intendesse mettere in campo il governo per sollevare cittadini, famiglie e imprese dal caro energetico e dall’esplosione dei prezzi della benzina, conseguenti allo sciagurato illegittimo attacco di Trump e Netanyahu all’Iran. Il Ministro ha risposto ‘eventuali misure sono all’esame dei ministeri’. A una settimana da quella risposta e ormai a tre dallo scoppio bellico nel Golfo, la premier europea più schierata al fianco del presidente americano e di quello israeliano, Giorgia Meloni, non ha ancora messo in campo nessuna azione concreta. Nemmeno la riduzione delle imposte sui carburanti, compensabile con le maggiori entrate che lo Stato incassa dall’Iva, come le abbiamo proposto per venire incontro agli italiani e alle italiane”. Lo dichiara la deputata PD, Sara Ferrari, segretaria dell'ufficio di presidenza.

“Ad oggi nessun intervento per la riduzione del costo della benzina e del diesel che influiscono sulle tasche e sulla vita di tutte e tutti i cittadini italiani, sui trasporti, sull’agricoltura, su ogni settore economico. Sperando che lasci in pace ‘la famiglia nel bosco’, ci aspettiamo che la premier Meloni si occupi urgentemente di quello che le compete davvero, come il caro vita per le persone”, conclude la parlamentare dem.

 

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