“Le modifiche alla par condicio proposte dalla maggioranza mirano a ridurre gli spazi delle opposizioni nell’informazione pubblica. L’intenzione è chiara, così come è chiaro l’ormai quotidiano “utilizzo” dei tg della Rai come megafono per la propaganda del governo e della maggioranza. Il caso della notizia dell’arresto di un esponente di Fdi a Palermo per mafia, “affogata” tra le tante notizie, è l’ennesima conferma”. Così la democratica Ouidad Bakkali, componente della commissione bicamerale di vigilanza Rai
“Le risposte del governo a questa che possiamo ormai definire pandemia di peste suina non ci soddisfano. Occorre fare presto e meglio, perché fino ad oggi si è prodotta tanta carta, tanti piani, ma i risultati restano esigui o scarsi. Mentre la diffusione del fenomeno rischia di raggiungere anche il distretto di Langhirano e tutti gli operatori sanno bene cosa potrebbe significare per il comparto. Parliamo di un valore della produzione da un miliardo di euro. Serve maggiore impegno, una gestione efficace delle risorse, invece ci troviamo di fronte addirittura alla mancanza dell’atto formale di proroga del commissario straordinario, ai ritardi nell’implementazione della filiera degli abbattimenti, ad Asl locali non in grado di effettuare i controlli necessari. I dati ci dicono che la strategia fin qui adottata non è stata utile ad arginare la diffusione della peste suina, nonostante le sollecitazioni e le proposte giunte dalle Regioni, a cominciare dall’Emilia Romagna, e dalle associazioni venatorie. Gli interventi previsti dal piano straordinario vanno sburocratizzati e occorre mettere i territori nelle condizioni di agire. Non c’è più tempo da perdere”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, replicando in Aula a Patrizio La Pietra dopo la risposta del sottosegretario all’interpellanza sottoscritta anche dai deputati democratici, Antonella Forattini, Maria Marino e Andrea Rossi.
“Il presidente Mollicone tenta una disperata difesa dell’azione del governo sul settore dell’audiovisivo che, numeri alla mano, ha visto tagli significativi e continua a vivere l incertezza per colpa della studiata inattività del ministro Sangiuliano. E sono le stesse parole di Mollicone a confermarlo, dopo più di un anno, il ritornello è sempre lo stesso: arriverà la revisione del tax credit. Ad oggi non c’è e quanto annunciato dalla sottosegretaria Borgonzoni - che cerca di mantenere il dialogo con un settore, ormai in rivolta - è molto preoccupante: il nuovo tax credit sarà politicizzato, ingarbugliato e definanziato. Invece di migliorare una misura certamente migliorabile la maggioranza l’affossa a scapito di grandi investimenti, che stanno virando in altri paesi e dei lavoratori del settore” così una nota dei deputati del Pd della Commissione Camera della Camera.
MiC taglia 50 milioni al fondo cinema e politicizza funzionamento Tax credit
“Il governo è responsabile della brusca frenata dell’audiovisivo italiano. È più di un anno che il settore chiede chiarezza e certezza normativa ma riceve solo rinvii, tagli alle risorse e un groviglio di nuove norme che complicano e politicizzano le modalità di finanziamento. Il ministro Sangiuliano ha una grave responsabilità: la costante mortificazione di questo settore industriale, che il governo percepisce come ostile, sta allontanando importanti investimenti esteri che stanno virando verso altri paesi con gravi ripercussioni economiche e occupazionali in Italia”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, insieme al deputato dell’Ufficio di presidenza del gruppo parlamentare del Pd, Andrea Casu, che ha partecipato oggi all’incontro promosso dalle associazioni del settore. “È molto grave che per ragioni tutte ideologiche e politiche, il governo depotenzi il Tax Credit Cinema, che ha effetti moltiplicativi sorprendenti, e limiti gli automatismi dei finanziamenti, reintroducendo le modalità selettive con nuove commissioni nominate dalla politica senza alcun criterio di competenza che potranno mettere becco anche sulle scelte autoriali, nel nome della promozione dell’italianità. Sono soluzioni che avevamo per fortuna abbandonato - concludono - e che ci riportano indietro di decenni allontanando l’Italia dal mercato internazionale”.
“Un anniversario ricco di significato per l'Alleanza Atlantica.”Nicola Carè, deputato eletto nella assemblea parlamentare della NATO e vicepresidente della sottomissione difesa e sicurezza, si unisce alla celebrazione dei 75 anni di impegno per la pace e la sicurezza globale. Un tributo alla determinazione e alla solidarietà che hanno caratterizzato questa straordinaria alleanza, ispirando speranza e collaborazione per un futuro luminoso. Insieme - conclude- possiamo superare le sfide e costruire un mondo migliore per tutti.
Questa lunga strada percorsa insieme, caratterizzata da determinazione e unità, ci ispira a guardare al futuro con ottimismo. Con la collaborazione e il sostegno reciproco, possiamo affrontare le sfide che ci attendono e costruire un mondo migliore per le generazioni future.“
“L’esclusione dal Dl Superbonus delle regioni colpite da terremoti come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, è una discriminazione vergognosa. Una decisione incomprensibile che ignora le richieste di sindaci e amministratori locali, di ogni colore politico, e che colpisce in particolare quelle famiglie che stanno completando la ricostruzione delle proprie case, e che vengono abbandonati, con un incomprensibile cambio in corsa delle regole in corsa. Perché vengono esclusi solo i Comuni del cratere dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto? Non si comprendono le ragioni che hanno portato il Governo a riservare alla Regione Emilia Romagna un trattamento diverso dalle altre regioni come Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Un mistero che intendiamo svelare con l'interrogazione rivolta al ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, che abbiamo presentato”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, primo firmatario dell’interrogazione, insieme alla presidente dei deputati democratici, Chiara Braga, e ai colleghi Guerra, De Maria, Rossi Andrea, Malavasi, De Micheli, Gnassi, Bakkali, Merola, Forattini, Roggiani, Girani, Peluffo, Cuperlo, Guerini, Mauri, Quartapelle.
"Dopo aver ucciso 171 operatori dell’Unrwa, l'agenzia dell'Onu che si occupa dei profughi palestinesi dal 1949, ieri sera l’esercito israeliano ha freddato 7 operatori umanitari di diverse nazionalità - polacca, inglese, australiana, palestinese, statunitense e canadese - in forze alla ONG World Center Kitchen che distribuisce pasti e generi alimentati. Il convoglio, i cui spostamenti erano concordati con l'IDF, è stato colpito mentre lasciava il magazzino di Deir al-Balah, dove la squadra aveva scaricato più di 100 tonnellate di aiuti alimentari umanitari portati a Gaza lungo la rotta marittima, come riferisce la stessa WCK. E intanto la Knesset - il parlamento israeliano - ha votato una legge per oscurare Al Jazeera, l’unica emittente internazionale che trasmette da Gaza e mostra al mondo il livello di morte e distruzione nella Striscia. Una censura gravissima che si aggiunge al divieto di ingresso nella Striscia che il governo di Tel Aviv impone agli altri media, in violazione del diritto di informare e di essere informati che è alla base di qualsiasi democrazia. Nelle stesse ore l’aviazione israeliana colpiva in Siria il consolato iraniano e poco prima bombardava in Libano, colpendo osservatori dell'Onu che collaborano con Unifil, fino alla valle della Bekaa. Netanyahu sta destabilizzando l'intera regione portando l'area verso un'escalation che rischia di trasformarsi in una guerra su vasta scala. La stessa società civile è tornata a riempire le piazze per chiedere le dimissioni del governo israeliano. Chi può, in buona fede, sostenere che l'obiettivo di Natanyahu sia liberare gli ostaggi o combattere il terrorismo?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L' ufficio di presidenza della Camera ha votato la proposta di costituzione di una nuova societa' in house di Montecitorio, con il voto contrario dei rappresentanti del Partito Democratico. I fondi che serviranno per finanziare la costituzione della nuova società in house sono ingenti, sarà necessaria a breve l'approvazione di una variazione del bilancio della Camera di oltre 1,5 milioni di euro, e rappresentano una spesa non prevista in un bilancio che in questi anni invece è stato caratterizzato da grande attenzione alla realizzazione di risparmi e dal rigore delle previsioni. Si potevano invece, da subito, dare maggiori garanzie e risorse ai lavoratori in somministrazione a partire dal rinnovo dei contratti di appalto. Si e' scelta invece una strada incerta anche in merito alle future retribuzioni e tutele per i dipendenti della nuova società. Una scelta fatta senza l'accordo di tutti i gruppi parlamentari, rompendo una consuetudine di condivisione su scelte come questa. Auspico che si torni a riflettere su questa decisione e comunque, se si arriverà al voto in Aula della variazione di bilancio, siamo pronti a riproporre tutte le nostre perplessità".
Così Andrea De Maria, deputati e tesoriere del Gruppo del PD della Camera dei Deputati
“I componenti del gruppo parlamentare del Pd nell’ufficio di presidenza della Camera hanno votato contro la proposta di costituzione della nuova società in house di Montecitorio esprimendo molte perplessità e dubbi sulla scelta sia da un punto di vista giuridico che economico”. Così il segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari, che sottolinea: “i fondi che serviranno per finanziare la costituzione della nuova società in house - per cui sarà necessaria a breve l’approvazione di una variazione del bilancio della Camera di oltre 1,5 milioni di euro - potevano essere utilizzati, da subito, per dare maggiori garanzie e risorse ai lavoratori in somministrazione a partire dal rinnovo dei contratti di appalto. Si è scelta invece una strada incerta anche in merito alle future retribuzioni e garanzie per i dipendenti della nuova società. Peraltro – sottolinea Vaccari - il perimetro dell’investimento non è ancora chiaro, così come saranno tutte da verificare le future scelte sulla governance. È inoltre molto grave – prosegue - che su una scelta così fondamentale per gli assetti e la gestione dei servizi della Camera non vi sia stata la volontà di trovare un’unanime convergenza nell’Ufficio di presidenza e nel Collegio dei questori, che si sono invece divisi. Quando – sottolinea - sulle scelte di bilancio c’è sempre stata storicamente un’unanime condivisione. Siamo davanti a una forzatura e un pericoloso precedente, che politicizza il normale funzionamento di un’istituzione super partes come la Camera e rischia di condizionare anche le scelte sui prossimi passaggi sul bilancio interno”.
“Non solo facce, smorfie e meme parlamentari, ormai la premier non sa più cosa sia il garbo istituzionale. In piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, come ormai di consueto, la presidente Meloni si presenta in Basilicata per siglare una intesa con un governo regionale fuori tempo massimo. Preludio di quanto accadrà nelle prossime settimane quando seguiranno le finte visite istituzionali di tutti i componenti del governo che annunceranno dati economici strabilianti e false promesse elettorali. I lucani sapranno non farsi abbindolare da questa grossolana sgrammaticatura istituzionale e sapranno legittimamente difendersi dalla pubblicità ingannevole di questa destra." così il deputato democratico, responsabile Mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino.
"La voce di Ilaria Alpi era diventata, nei primi anni '90, la voce della Somalia, così come le immagini di Miran Hrovatin ci avevano fatto conoscere un Paese messo in ginocchio dalla guerra fratricida, dalla fame e dalla povertà.
Oggi, alla Camera, ho avuto l'onore di ricordarli nel trentesimo anniversario della loro uccisione.
Molti di noi ricordano bene quel giorno, il 20 marzo 1994.
Io ad esempio ero in Mozambico con il World Food Program delle Nazioni Unite.
Ci occupavamo del rientro in patria di cinque milioni di persone che si erano rifugiate nei Paesi confinanti a causa della terribile guerra civile che era durata 13 anni e aveva causato un milione di morti.
Con me c’erano anche i giornalisti Giuliana Sgrena e Alberto Negri. E fu proprio Negri a ricevere sul suo satellitare la notizia dell’uccisione di Ilaria e Miran.
Una notizia che ci sconvolse terribilmente.
Ilaria era una bravissima giornalista. Una inviata di primordine.
Una donna colta e coraggiosa.
Da quel giorno è iniziata una intensa battaglia per conoscere la verità sugli assassini e sui mandanti di quella che venne giustamente definita “un’esecuzione” progettata fin nei dettagli.
Così come fin nei dettagli furono predisposti tutti gli ostacoli al raggiungimento della verità e i depistaggi.
Da Presidente della Camera decisi che anche il Parlamento poteva dare un contributo alla ricerca della verità.
Perché era doveroso e anche per riparare al torto fatto da chi nel passato, presiedendo la Commissione d’inchiesta a Montecitorio, ebbe la sfacciataggine di dire che Ilaria e Miran erano in Somalia in vacanza.
Così a marzo del 2016 riuscimmo a desecretare circa 208 documenti, per un totale di 13.614 pagine che, insieme agli atti allora consultabili solo andando all’archivio storico della Camera, diedero vita all’ “archivio digitale Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”, accessibile dal sito della Camera. Una scelta che puntava a mettere quei documenti alla portata di tutte e tutti.
La Rai contribuì con video e servizi realizzati da Ilaria e Miran.
Sono documenti che ci fanno entrare nel mondo di Ilaria, che ci fanno scoprire com'era e come lavorava; fanno emergere il profilo di una donna appassionata e di una giornalista di talento.
Della strenua lotta per la verità sull’assassinio di Ilaria e Miran il grande merito va innanzitutto ai genitori di Ilaria, a Giorgio e Luciana Alpi, ormai scomparsi e che voglio ricordare con gratitudine e affetto.
Insieme a loro va il nostro grazie a Mariangela Gritta Grainer, alla Federazione Nazionale della Stampa, all’Ordine dei giornalisti, all’associazione Articolo 21.
Dobbiamo impegnarci ancora al loro fianco perché a 30 anni di distanza la verità giudiziaria è ancora una meta da raggiungere.
Come recita lo slogan scelto per le commemorazioni di oggi, “noi non archiviamo”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Il giornalismo, la ricerca di verità che è poi libertà. Questo ci ha lasciato Ilaria Alpi. Quella verità sulla sua morte che dopo 30 anni chiediamo ancora. Per lei e per i genitori che ne fecero sopravvivenza al dolore più grande. Con lei Miran Hrovatin grande professionista.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Noi non archiviamo. Verità e giustizia per Ilaria e Miran
Si svolgerà oggi, martedì 19 marzo, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il trentesimo anniversario dell’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo del 1994.
Partecipano: Mariangela Greiner, portavoce del cartello Noi non archiviamo; Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi; Daniele Macheda, segretario Usigrai; Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei giornalisti; Beppe Giulietti e Giulio Vasaturo, rispettivamente presidente e avvocato di Articolo 21; Walter Verini, capogruppo del Partito Democratico in commissione Antimafia.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di rilanciare l’impegno a non archiviare la vicenda, di rinnovare la battaglia per la verità e la giustizia, di dare impulso alle nuove indagini avviate dalla Procura di Roma e di tutelare il giornalismo d’inchiesta.
“Ciao Lino. Te ne sei andato in silenzio. Amavi lavorare con competenza, passione, lungimiranza per far girare al meglio ‘la macchina’ e innovarla il più possibile. Le feste dell’Unita’ come baluardo del nostro rapporto con i militanti, i cittadini, i territori. Insieme abbiamo dovuto cambiare le modalità organizzative delle Feste durante e dopo il Covid per non farle mancare mai come occasione di incontro e scambio. Mi mancherà la tua presenza certa e rassicurante, per gestire e cambiare il partito e la politica”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo del Partito Democratico in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
Noi non archiviamo: verità e giustizia per Ilaria e Miran
Si svolgerà martedì prossimo, 19 marzo, alle ore 11.30, presso la Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il trentesimo anniversario dell’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo del 1994.
Partecipano: Mariangela Graimer, portavoce del cartello Noi non archiviamo; Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi; Daniele Macheda, segretario Usigrai; Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei giornalisti; Beppe Giulietti e Giulio Vasaturo, rispettivamente presidente e avvocato di Articolo 21; Walter Verini, capogruppo del Partito Democratico in commissione Antimafia.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di rilanciare l’impegno a non archiviare la vicenda, di rinnovare la battaglia per la verità e la giustizia, di dare finalmente nuovo impulso alle indagini della Procura di Roma (anche in presenza di fatti ed elementi di cui tenere conto) e di tutelare il giornalismo d’inchiesta.