L'alleanza con il M5S è "possibile e necessaria per rappresentare l'alternativa alla destra peggiore di sempre". “Elly è bravissima a non cadere nelle provocazioni mostrando lungimiranza, saggezza e senso di responsabilità. Invito Conte a non continuare a sbagliare bersaglio: Giuseppe, l’avversario è la destra e il Pd esige rispetto". E' quanto dichiara, in un'intervista a Repubblica, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo. "Dire che il Pd è bellicista è sbagliare proprio tiro - aggiunge-. Bellicista vuol dire guerrafondaio, che crede nella guerra come valore. E’ totalmente falso". “Io, a differenza del M5S, non ho mai votato a favore dell’invio di armi in Ucraina. Nel 2022 il M5S era nel governo Draghi che votò un decreto legge e ben due risoluzioni a favore dell’invio di armi all’Ucraina. Prendo atto che la linea del M5S poi è cambiata, ma respingo al mittente e rifiuto l’accusa di Pd bellicista". "Ma lo dico a Conte: non si può fare polemica sul passato. Elly Schlein non può essere chiamata a rispondere di politiche del Pd di un tempo in cui non c’era, tanto più perché è stata eletta per cambiare - prosegue Boldrini -. Io non rinfaccio a Conte le invettive volgari di Beppe Grillo nei miei confronti o i decreti Salvini contro i migranti da lui stesso firmati. A procedere guardando nello specchietto retrovisore si va a sbattere: è immaturità politica".
"Lo stupro come arma di repressione del dissenso e della protesta di donne, uomini e perfino minori che in Iran, da tempo, si battono per la libertà e i diritti di tutte e tutti contro un regime teocratico e totalitario. Oggi, al Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo che presidi, abbiamo audito la dottoressa Annunziata Marinari, coordinatrice campagne per Amnesty International Italia e la dottoressa Francesca Loffari, institutional affairs senior officer per la stessa Amnesty International Italia.
Entrambe ci hanno riferito i contenuti del rapporto di Amnesty Italia che raccoglie le testimonianze, dettagliate e terribili, di chi quelle violenze le ha subite dopo essere stato arrestato in seguito ad una manifestazione. Le ragazze trascinate per i capelli dentro i furgoni e stuprate direttamente nei veicoli con qualsiasi cosa a disposizione: manganelli, tubi di gomma, bottiglie. E ai ragazzi non tocca una sorte diversa. Le torture continuano poi nei luoghi di detenzione senza che le vittime possano in alcun modo difendersi. La vittima più giovane di cui è stata raccolta la testimonianza ha 12 anni. Un orrore davanti al quale non si può restare in silenzio se non se ne vuol essere complici.
Il Comitato diritti umani si è già occupato di quello che accade in Iran con le audizioni delle attiviste di Donna, vita, libertà e di Taghi Rahmani, marito del premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, più volte arrestata e tuttora detenuta a Teheran con una condanna a 11 anni di prigione per essersi ribellata al regime.
Come Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ci siamo impegnati a lavorare ad un atto parlamentare tale da spingere il governo a impegnarsi per rimettere in discussione i nostri accordi commerciali con l'Iran, la vendita di armi alla repubblica islamica e a non normalizzare, di fatto legittimando, quello che accade in quel paese.
Come si possono intrattenere regolari rapporti davanti a questa situazione? Ogni Stato deve fare la sua parte perché i diritti umani fondamentali, e tra questi quello di espressione e di manifestazione pacifica, vengano rispettati e perché si metta fine agli stupri, alle torture e alle detenzioni arbitrarie". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Speravamo che, dopo più di un anno di annunci vuoti, la creazione di una struttura con i relativi incarichi e di plurime richieste di chiarimenti in Parlamento, almeno nella conferenza di inizio anno la presidente del Consiglio ci dicesse in cosa consiste questo fantomatico "Piano Mattei". Ma non è avvenuto. Anzi, ci ha detto che lo illustrerà prima ai potenziali partner africani e solo dopo in Parlamento - com'è già successo con l'accordo con l'Albania. Ha sottolineato anche che i progetti ci sono, ma non ce li dice. Probabilmente invece non ci sono affatto ed è solo velleitaria propaganda. Come lo è stata tutta la conferenza stampa in cui Meloni ha parlato tanto, tantissimo, senza mai rispondere nel merito su niente. Niente. Anzi, appellandosi in continuazione alla speranza che prevalga il buon senso e alla collaborazione dell'Europa, la stessa Europa per la quale, in campagna elettorale, era "finita la pacchia". Prendiamo atto che, almeno, ha riconosciuto lei stessa il fallimento delle sue politiche sull'immigrazione. Dopo ben quattro decreti, la promozione del memorandum con la Tunisia, l'accordo con Tirana, ha dovuto ammettere che non ci sono risultati.
E non solo non ci sono risultati, ma la situazione è drammaticamente peggiorata, specialmente in termini di morti in mare.
Una linea inefficace e deleteria che, però, Meloni, nonostante il flop, continua incredibilmente a perseguire". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Dopo il terribile attacco di Hamas del 7 ottobre e la reazione indiscriminata del governo di Israele che da quasi 3 mesi continua a bombardare la Striscia di Gaza, con oltre 22 mila morti di cui il 70 per cento donne e bambini, in tante e tanti abbiamo denunciato il rischio di un'escalation.
Oggi quel rischio sta diventando una tragica realtà: dagli scontri tra le navi degli Houti, quelle israeliane e quelle Usa in Mar Rosso, i raid a Damasco e poi l'attacco a Beirut da parte di Israele per uccidere il numero due di Hamas, i bombardamenti della Turchia nella regione del Rojava, nel nord della Siria, e ora l'attentato al cimitero di Kerman in Iran, non ancora rivendicato, con almeno 103 morti tra la folla radunata per commemorare Qassem Soleimani, la guerra potrebbe davvero dilagare in tutta la regione.
Una situazione molto più che tesa, che dovrebbe mettere il mondo intero in allarme e che va disinnescata immediatamente. Sono d'accordo l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Josep Borrell quando dice che "la soluzione deve essere imposta dall'esterno perché le due parti non riusciranno mai a raggiungere un accordo", prima che l'intero Medio Oriente finisca in fiamme". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo
“Se il ministro Lollobrigida vuole sul serio affrontare il tema dell'aggiornamento della legge 157 sulla caccia, presenti in Parlamento, come impone la stessa norma, la relazione sullo stato di applicazione. Sulla base dei dati tecnici che ci forniranno le regioni, gli ambiti territoriali di caccia e i comprensori alpini, e l'Ispra potranno essere evidenziate le criticità da affrontare e le positività da rafforzare. Il resto è solo propaganda come il disegno di legge presentato dal collega di partito Amidei al Senato, al quale il ministro ha chiesto di ritirarla, che avanza proposte demagogiche che fanno del male allo stesso mondo venatorio. Una cosa è certa, almeno per noi, qualsiasi modifica non dovrà mettere in discussione il sistema pubblicistico attuale che nel tempo la stessa destra ha tentato di scardinare per ragioni privatistiche e consumistiche. Le priorità sono la tutela della biodiversità, la corretta gestione del territorio unitamente alla sua programmazione in raccordo con la legge sui parchi, le indicazioni della scienza per tempi e specie cacciabili, il prelievo venatorio sostenibile, il rispetto delle direttive comunitarie. Su questo terreno si potrà discutere ed approfondire. Intanto la destra getti nel cestino la proposta Amidei”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Un'ottima notizia per finire il 2023: il giudice ha dichiarato illegittimi 180 licenziamenti della ex GKN di Campi Bisenzio, arrivati via email come una doccia fredda. Il sindacato aveva ragione: ora 180 lavoratrici e lavoratori tirano un sospiro di sollievo. Una battaglia lunga, durante la quale il sindacato e i lavoratori non si sono mai arresi facendo diventare il caso GKN di rilievo nazionale, mobilitando le piazze, raccogliendo attorno a sé solidarietà e sostegno da personalità pubbliche che hanno impedito che calasse il silenzio. Una vertenza che anche noi, come PD, abbiamo seguito portandola anche in Parlamento.
Capodanno sarà ancora davanti ai cancelli, perché ora si tratta di guardare al futuro, alla ripartenza dell'azienda, al piano industriale scritto dalla cooperativa di lavoratori.
Tenacia, compattezza, alleanze: una storia di difesa della dignità del lavoro che ha molto da insegnare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Abbiamo davanti una manovra che ignora le condizioni del Paese; che trascura la crescita e sovrastima le previsioni, che vive alla giornata limitando le poste principali, come il rinnovo del taglio del cuneo fiscale ad un anno soltanto, che soffia sul fuoco delle disuguaglianze colpendo le donne, i giovani, le persone e i territori che hanno meno possibilità.
Una manovra che lascia chi non ce la fa al proprio destino.
Una manovra iniqua, che non considera più la mobilità come un diritto dei cittadini: il rifinanziamento del trasporto pubblico locale risulta largamente insufficiente alle necessità della transizione ecologica. Non sono presenti interventi adeguati sulla continuità territoriale e soprattutto viene abbandonato completamente il concetto di mobilità sostenibile, riducendo gli investimenti su ciclabilità e sostenibilità e abdicando ad una idea di città e di territorio differente, ad un’aria più respirabile, a città più vivibili, alla promozione di stili di vita più sani.
Una manovra che non sostiene la portualità e non accoglie il nostro emendamento per il rinnovo del sostegni al lavoro portuale: gli effetti di questa decisione la pagheranno i lavoratori sulla loro pelle, se il Governo non rimediera' nell'ultima occasione utile con il Milleproroghe.
Una manovra iniqua sulla sanità, sulle scuola, sui lavoratori poveri e sui giovani. La priorità della maggioranza è stata quella di erogare mancette dallo sci nautico ai golf club, mentre solo grazie alle opposizioni unite verranno destinati 40 milioni per affrontare la violenza maschile contro le donne, finanziando i centri antiviolenza, il reddito di libertà, la formazione degli operatori e delle operatrici. Questa manovra evidenzia che le priorità di questa maggioranza e questo governo non sono le priorità del Paese. Non servono mancette, ma lungimiranza ed equità, che in questo provvedimento sono totalmente assenti". Lo ha detto in Aula Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, intervenendo sulla legge di bilancio.
"Il regime della Repubblica islamica iraniana ha ucciso, impiccandola, Samira Sabizian. Samira si era ribellata alla violenza dell'uomo che era stata costretta a sposare a soli 15 anni: sposa bambina e vittima dei soprusi del marito. L'Iran si conferma un paese che attua una repressione brutale, soprattutto contro le ragazze e le donne, e che viola costantemente i diritti umani.
Per questo il Parlamento e questa Camera devono continuare a sostenere il movimento "Donna, vita, libertà" che tanto sta facendo in Iran e anche in molti altri paesi incluso il nostro. Ma dobbiamo anche incalzare il governo affinché prenda provvedimenti concreti. Le relazioni diplomatiche, gli scambi e gli accordi commerciali con l'Iran non sono mai stati messi in discussione. E' il momento di cambiare gli assetti. Su questo serve una decisione chiara: dobbiamo dimostrare concretamente che siamo disposti a rinunciare a qualcosa in nome dei diritti umani". Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, intervenendo oggi in aula.
“La conferenza Onu sui cambiamenti climatici (COP28) si sta concludendo e sul rush finale si è raggiunto un accordo sulla fuoriuscita dall’era dei combustibili fossili. Non certo un accordo storico come si sta tentando di definirlo ma solo un compromesso al ribasso che prevede l’uscita graduale al 2050 per l’utilizzo del petrolio e dei suoi derivati. Ha ragione il segretario generale dell’Onu Guterres che commentando l’esito del vertice ha ammonito i Paesi presenti sul fatto che il mondo non può permettersi ritardi o mezze misure su queste scelte. Il quadro è piuttosto desolante, ma del resto non ci si poteva aspettare nulla di diverso quando il Presidente della COP28 stessa è uno dei principali sostenitori e azionisti dell’industria petrolifera araba, e “negazionista climatico” convinto. Il tema degli impatti dell’agricoltura e dell’allevamento sull’insieme delle emissioni climalteranti sono stati ovviamente al centro della COP di Dubai, e le presenze dei lobbisti presenti nelle delegazioni nazionali, provenienti da alcune delle più grandi aziende agroalimentari del mondo, quasi il triplo del numero registrato alla Cop 27, testimoniano l’attenzione a questo ambito così come le contraddizioni che porta con sé. In agricoltura, come per altri settori produttivi sono i Paesi del nord del mondo a procurare le emissioni e dunque i danni che portano i cambiamenti climatici e quelli del sud del mondo a pagarne le maggiori conseguenze. Si stima in 8 miliardi il danno. E a poco serviranno le briciole stanziate nel Fondo di Solidarietà per i Paesi terzi, già previsto fin dalla COP21 di Parigi ma mai finanziato adeguatamente, per consentire di accompagnarli nel processo di sviluppo sostenibile diverso da quello dei Paesi sviluppati. Il tema centrale della COP28 doveva essere quindi il riequilibrio tra nord e sud del mondo, la COP doveva servire a questo. Fino ad ora, tuttavia, l’Onu non si è misurata col problema fino in fondo indicando in dettaglio come il mondo potrà soddisfare i bisogni nutrizionali di una popolazione mondiale in crescita, che si prevede raggiungerà i 10 miliardi entro il 2050, e ridurre nello stesso tempo i gas serra globali e quindi la temperatura del pianeta. La COP28 doveva riequilibrare e regolare la produzione mondiale, confrontando bisogni ed esigenze diverse tra le parti del mondo e non fare piccole operazioni di greenwashing per lavarsi la coscienza. Se come ha detto il sultano AL Jaber ‘il fallimento non è un’opzione’, ciò che riguarda l’agricoltura e la produzione e distribuzione di cibo non può essere un tema gestito dalle multinazionali e dai lobbisti del settore. Ci vuole la politica e anche il nostro Governo su questo doveva e deve essere più chiaro e incisivo. Non si può più aspettare, parliamo di presente e soprattutto di futuro di un settore strategico per la nostra economia che cuba 220 miliardi, parliamo del mondo e parliamo di noi. Perché se c’è una cosa chiara e lampante è che i problemi e le soluzioni sono glocali, globali e locali insieme. Se non si risolve nulla a livello globale, le conseguenze le vedranno i contadini e gli allevatori emiliani, padani, toscani. E questo dovrebbe importare a Lollobrigida, a Meloni e a ciascuna e ciascuno di noi”.
Lo scrive il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, in un commento pubblicato dall’Unita’.
Un nuovo fallimento per il governo Meloni
Tariffe alle stelle per i voli da e per la Sardegna durante le festività natalizie. Aumenti indiscriminati che visti i prezzi, fino a 1500 euro andata e ritorno, non consentiranno a molte famiglie di riunirsi vista l’impossibilità di poter disporre di cifre così importanti che, verso altri luoghi, ricomprenderebbero anche vitto e alloggio per più giorni.
Da tempo segnalo questa aberrante situazione sia all’autorità garante e sia al parlamento e al governo attraverso missive ed interrogazioni. Nulla fino ad ora è successo e men che mai un impegno diretto della Giunta regionale della Sardegna che si limita alla consueta fiera della lamentazione senza assumere iniziative conseguenti sul piano istituzionale. D’altronde il presidente della Regione e il ministro dei traporti sono sodali di partito e verrebbe da pensare che il presidente Solinas non voglia disturbare il manovratore Salvini pur di portare a casa la ricandidatura in regione.
Per di più il Ministro Urso, dopo il flop di agosto, aveva avuto l’ardire di comunicare che avrebbe dotato l’autorità della concorrenza di nuovi poteri. Come al solito il Governo è bravo solo a chiacchiere e i cittadini li lascia a piedi, nel vero senso della parola. Come per le banche e le grandi aziende, anche nel caso delle compagnie aeree il Governo fa il debole con i forti e il forte con i poveri. Anche su questo nessun risultato, sardi e siciliani lasciati soli e isolati. Il turismo e le vacanze gli italiani le faranno in altri luoghi e molte famiglie non potranno ritrovarsi per trascorrere qualche giornata di festa e serenità.
Lo dichiara il deputato del PD Silvio Lai, della commissione bilancio della Camera.
"L'ho già detto, siamo seduti su una polveriera. L'ho ripetuto nel mio intervento, qui al Palazzo di Vetro di New York, alla Conferenza del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari, sottolineando quanto la minaccia nucleare si faccia sempre più grave e come, nonostante questo, molti governi continuino a ignorarla. Tra loro, il governo italiano che ha scelto di non partecipare come osservatore alla Conferenza.
Come se non ci fossero, alle porte dell'Europa, due guerre che coinvolgono altrettanti paesi che detengono armi nucleari, la Russia e Israele. Come se la Russia non avesse sospeso la sua firma dal Trattato New Start, non avesse annunciato di voler trasferire armi nucleari in Bielorussia e non avesse revocato la messa al bando dei test. E come se il Pentagono non avesse annunciato di avere in corso una ricerca che punta alla realizzazione di una bomba 24 volte più potente di quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Come se non ci fossero in atto, in Europa, le esercitazioni Nato proprio in caso di guerra nucleare. Come se il ministro della Cultura israeliano non avesse proposto di sganciare la bomba nucleare su Gaza e come se, infine, non avessimo sul suolo italiano due basi militari, ad Aviano e Ghedi, dove sono conservate decine di potentissime bombe nucleari B61-12.
Sembra quasi di assistere ai preparativi per una guerra nucleare globale.
E davanti alla minaccia più grande dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi, il mondo non è in allerta.
E' grave che, davanti a un quadro del genere, il nostro governo abbia scelto di non dare seguito alla risoluzione approvata in Commissione Esteri, a luglio scorso, con il voto unanime di maggioranza e opposizione e di non mandare un osservatore. Ho dovuto sollecitare una risposta con un question time e, quando è arrivata, è stata un "no" con motivazioni inconsistenti e contraddittorie. Da una parte si sostiene che l'Italia è impegnata per il disarmo nucleare e dall'altra che, dato che ci sono paesi come l'Iran, la Corea del Nord e la Cina che stanno implementando i loro arsenali, "a seguito di approfondite valutazioni e consultazioni con gli alleati, il governo ha deciso di non partecipare".
Dovrebbe essere esattamente il contrario! Proprio per questo bisognava essere nell'unico luogo in cui si parla concretamente di disarmo nucleare, insieme ad altri paesi Nato come la Norvegia, il Belgio e la Germania che, invece, sono presenti.
Noi andremo avanti con il nostro impegno perché non è certo il momento di fare passi indietro o di rallentare su un tema così urgente. Lo faremo come parlamentari, per spingere il governo a fare di più. E lo faremo anche con grandi eventi per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Il TPNW, il trattato Onu per il disarmo nucleare, nasce grazie a una grande mobilitazione della società civile che ha dato vita alla campagna ICAN, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2017. Ed è anche dalla società civile che può arrivare la spinta per costingere i governi a intraprendere la strada giusta.
Se mai si dovesse arrivare a una guerra nucleare, sarebbe la distruzione totale per il genere umano intero e per l’ambiente. Non ci sarebbe una seconda possibilità". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
“Ancora una volta la presidente Meloni ripete il maldestro tentativo di scaricare sui territori la responsabilità dei ritardi. Complimenti a lei e al commissario Figliuolo: domani li incontreremo entrambi e faremo un po’ di mea culpa per non aver sempre confidato in rapide puntuali e soddisfacenti risposte che invece ci sono state. Le strade sono state ripristinate. Le frane non erano poi così frane. Le imprese e i cittadini domani restituiranno, con bonifici, le troppe risorse che sono state date a loro. Vogliamo anche tranquillizzare Meloni e Figliuolo e tutta la struttura che siamo a disposizione, nel senso della più alta collaborazione istituzionale, per metterci a disposizione di una candidatura della destra per le prossime elezioni regionali in Emilia Romagna. O in alternativa siamo a disposizione della stessa struttura commissariale così veloce efficiente e non burocratica che potrebbe sostituirsi in modo permanente a comuni e regioni, non perdendo tempo con le elezioni per gli stessi enti”.
Ps Il Governo e la Struttura facciano arrivare risorse a imprese e cittadini e strumenti per la messa in sicurezza del territorio. Delle scuse, degli alibi per coprire mancanze gli emiliani romagnoli non ne possono più!
Lo dichiarano i parlamentari democratici dell’Emilia Romagna Andrea Gnassi, Ouidad Bakkali, Graziano Delrio, Andrea De Maria, Paola De Micheli, Maria Cecilia Guerra, Ilenia Malavasi, Daniele Manca, Virginio Merola, Andrea Rossi e Stefano Vaccari.
"Finalmente il governo ha capito che non può continuamente calpestare la Costituzione e il Parlamento. L'annuncio, in aula, da parte del ministro Tajani che il governo presenterà una legge di ratifica dell'accordo con l'Albania, smentisce quanto affermato dallo stesso Tajani e da altri ministri e conferma la richiesta che noi avevamo fatto fin da subito. E non è una gentile concessione, sia chiaro. E' il rispetto delle regole democratiche: sarebbe bastato che i ministri avessero letto l’art 80 della Costituzione prima di rilasciare dichiarazioni improvvide e di ritrovarsi, oggi, a dover fare questa imbarazzante marcia indietro.
Nel merito, l'accordo con l'Albania rimane una mossa propagandistica che vorrebbe nascondere il fallimento del governo Meloni in tema di immigrazione, con una spesa elevatissima e in violazione del diritto d'asilo come previsto dalla Costituzione.
Prima la guerra contro le ONG, poi i decreti contro “i falsi richiedenti asilo” e quello contro “i falsi minori”, poi il memorandum fallimentare con la Tunisia, ora quest'ultima trovata dei centri in Albania che si rivelerà presto l’ennesimo flop". Lo ha detto, nella sua dichiarazione di voto in aula, Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera per i diritti umani nel Mondo.
"Un abbraccio a Elena Cecchettin per l’oltraggioso e delirante attacco del leghista Valdegamberi. È inconcepibile che al dolore si aggiunga violenza istituzionale per aver ribadito la sacrosanta verità che a quanto pare destabilizza chi alimenta questo sistema tossico patriarcale". Lo scrive su X il deputato dem Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico.
Dichiarazione di Andrea Gnassi, deputato Pd
“Altro bluff del governo e di Salvini sulle concessioni balneari. La procedura d‘ infrazione dell’Europa chiarisce l‘ ennesimo tentativo di aggirare la questione da parte del
Governo italiano . Dopo una procedura d’infrazione europea e una sentenza definitiva del Consiglio di Stato la questione Bolkestein andava affrontata e risolta. Emanando i decreti attuativi della legge sulla concorrenza e individuando i criteri per la definizione dei bandi . Al contrario, il governo ha persino ventilato l’insostenibile e surreale ipotesi di proporre all’Europa di mettere a bando nuove concessioni per coste, aree marine e spiagge libere. Pensando di lucrare consenso, in realtà il governo affossa e lascia un intero comparto, quello del turismo balneare, senza prospettive e certezze , senza norme che indirizzino verso la riqualificazione ambientale e progetti integrati e di riqualificazione delle coste e delle spiagge sostenendo la programmazione dei territori che vanno in quella direzione. Si piccona un settore nevralgico dell’economia italiana , il turismo. E Si apriranno contenziosi legali sulle concessioni già dal 1 gennaio del 2024 creando un caos ingovernabile per comuni e regioni ed esponendo questi a contenziosi legali .