“Coraggio, perseveranza, sorellanza. Un Premio Nobel a Narges Mohammadi e attraverso lei a tutte le donne e gli uomini dell’Iran che usano la non violenza per la propria libertà e per cambiare il proprio paese”. Lo scrive su X la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri.
"Il Nobel per la Pace a Narges Mohammadi per la sua lotta contro l'oppressione delle donne in Iran, è una bellissima notizia che rafforza la battaglia delle donne e del popolo iraniano per il rispetto dei diritti umani, per la libertà e per la democrazia in Iran.
Mohammadi è un'attivista iraniana imprigionata e torturata più volte per il suo impegno contro un regime totalitario e repressivo. Lo scorso anno è stata condannata a otto anni e due mesi di reclusione, due anni di esilio e 74 frustate.
Il Nobel per la Pace assegnato a lei è un riconoscimento che si estende a tutte le persone che, soprattutto dalla morte di Mahsa Amini, stanno protestando contro il regime di Teheran e al movimento "Donna, vita, libertà" che pochi giorni fa abbiamo audito nella prima seduta del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo che presiedo.
Continuiamo a sostenere la lotta delle donne e dei movimenti iraniani per la libertà.
Faccio mie le parole di Narges Mohammadi: "Più ci rinchiuderete, più diventeremo forti". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Sull'immigrazione il governo italiano e' ormai piu' che imbarazzante e sta trascinando il Paese in un vicolo cieco: liti continue con i partner europei, toni minacciosi nei confronti di chi e' in disaccordo, accanimento contro le Ong che salvano vite in mare e ora anche contro i presunti "falsi minori". Come ha detto la ministra tedesca Annalena Baerbock "ogni vita umana conta, ogni persona che annega durante la traversata nel Mediterraneo non e' solo una morte di troppo perche' si tratta sempre anche di un padre, una figlia, un amico". La ministra ha anche parlato di rivedere il regolamento di Dublino che penalizza i paesi di primo approdo dei migranti come l'Italia. Questa a mio avviso e' l'unica posizione politica, giuridica e umana da tenere, che denota la statura di un Paese e non si sottrae alle proprie responsabilita': salvare vite umane in mare e condividere a livello europeo la gestione dei richiedenti asilo. A questa posizione il governo italiano e i partiti di maggioranza rispondono in modo dissennato. Esponenti della Lega sostengono che la Germania, finanziando l'attivita' del salvataggio di alcune Ong, commette "un atto ostile verso l'Italia". Mentre in FdI c'e' chi dice che il governo vuole "dissuadere" i soccorsi pensando che cosi' si contengano gli arrivi. E contemporaneamente il governo si accanisce contro i presunti "falsi minori", cancellando le principali garanzie previste dalla legge Zampa. Secondo le nuove regole, i ragazzi di 16 anni che sono arrivati soli, saranno costretti a stare nei centri insieme agli adulti, esposti cosi' a rischi di abusi. Anche questa e' solo becera propaganda sulla pelle dei piu' fragili. I minori arrivati quest'anno sono meno di quelli arrivati lo scorso anno. Non c'e' alcuna emergenza se non la carenza di strutture di accoglienza a cui il governo dovrebbe provvedere e non lo fa. Nessuna di queste misure ha effetti reali sulla gestione dei flussi: e' solo crudele repressione utile a mostrare il pugno duro agli occhi, soprattutto, dell'elettorato di destra deluso. Un quadro desolante e preoccupante rispetto al quale Meloni, se fosse lungimirante, dovrebbe riflettere e cambiare rotta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui ditti umani nel Mondo.
“In Iran è in corso una vera e propria apartheid nei confronti delle donne che iniziata 44 anni fa con la cosiddetta rivoluzione islamica”, ma che nell'ultimo anno ha visto un'escalation di violenza e repressione anche verso le persone LGBTQIA+, gli attivisti ambientalisti, le minoranze, i dissidenti che sono scesi in piazza subito dopo la morte di Mahsa Amini e nei mesi successivi. Studenti, studentesse, oppositori politici, intellettuali vengono definiti "nemici" dal regime, ma le donne rimangono il nemico pubblico numero uno. Contro di loro vengono rivolte accuse di "incitamento alla prostituzione e corruzione morale" se si rifiutano di coprirsi il capo.
E’ il racconto emerso oggi, durante la prima seduta del Comitato permanente della Camera sui diritti umani, delle attiviste del movimento “Donna, vita, libertà”. Ad essere audite Parisa M. Nazari, Pegah Moshir Pour, Shady Alizadeh, la Dottoressa Zahra Toufigh Asri e Elham Talaee Mahani.
“Abbiamo appreso che l’Iran è stato chiamato a presiedere il Social Forum 2023 del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, nella persona di Ali Bahreini, ambasciatore della Repubblica islamica e rappresentante permanente presso le Nazioni Unite. Il tema del Social Forum, che si terrà, il 2 e il 3 novembre prossimi, è il contributo della scienza, della tecnologia e dell'innovazione alla promozione dei diritti umani. Una scelta inspiegabile alla luce delle gravissime violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Repubblica Islamica e della gestione politicizzata della pandemia durante la quale sono stati rifiutati i vaccini causando la morte di centinaia di persone.
Le attiviste hanno riferito anche di difficoltà ad ottenere il visto di ingresso in Italia, anche per motivi di salute, per coloro che sono stati accecati dai proiettili di gomma durante le proteste e per chi le attiviste e le attiviste che scappano dalla repressione. Inoltre, l'Iran non rinnova i passaporti a chi ha ottenuto un visto per l'Italia anche per motivi di studio e, soprattutto, per chi partecipa alle manifestazioni che si svolgono in Italia a sostegno della protesta in Iran.
Chiederemo al governo che venga rivista la nomina al Social Forum e chiederemo chiarimenti alla Farnesina sulla difficoltà ad ottenere i visti per chi scappa dal regime”, dichiara Laura Boldrini, presidente del Comitato.
"Esprimo tutta la mia solidarietà alla signora Francesca Antinucci, a suo figlio e alla famiglia di Khaled El Qaisi che dal 31 agosto è detenuto in un carcere israeliano.
El Qaisi, cittadino italiano e palestinese, è stato arrestato al valico di Allenby mentre accompagnava la sua famiglia nel viaggio di ritorno da una vacanza a Betlemme. Nè in quel momento, né durante gli interrogatori che ha subito in carcere gli è stato detto su che basi era stato arrestato, con quali prove, per quale presunto reato. E in quelle sedi non è stato assistito da un avvocato.
Tutto questo avviene in violazione non solo di quanto previsto dal nostro ordinamento in tema di diritto alla difesa e di giusto processo, ma anche dalla Cedu e dal Patto internazionale sui diritti civili e politici dell'Onu.
Il ministro Tajani ha detto che non possiamo interferire con attività giudiziarie di un altro paese. Ma sono parole che non hanno senso e sono del tutto inopportune. Qui c'è in ballo la tutela dei diritti fondamentali di una persona, ritenuti tali a livello internazionale e su questo si deve intervenire. Parliamo, per altro, di un cittadino italiano.
Il governo si è vantato, a mio avviso a sproposito, della grazia a Patrick Zaki facendoci intendere che, in quel caso, ha interferito. Anche per la liberazione di Alessia Piperno, vittima anche lei di un arresto arbitrario in Iran, il governo è intervenuto.
Perché non si può fare lo stesso per Khaled El Qaisi? Ci aspettiamo una risposta chiara, su questo.
Come Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina, abbiamo scritto al ministro Tajani. Io ho presentato un'interrogazione in Commissione esteri, ma non basta. Dobbiamo esercitare una pressione più forte sul governo. Il governo ha il dovere di fare di più.
A meno che non ci siano motivi, che non si rendono espliciti, per cui non si vuole intervenire. E sarebbe molto grave.
Continueremo a stare vicini alla famiglia e ci impegneremo al massimo per rompere questo muro di indifferenza: non può prevalere il pregiudizio. Si affermerebbe un doppio standard che non sarebbe accettabile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, a margine della conferenza stampa che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati sul caso di Khaled El Qaisi.
Si insedia domani il Comitato Permanente della Camera per i diritti umani nel Mondo. Lo presiede Laura Boldrini.
Saranno audite attiviste per la difesa dei diritti umani in Iran. Lo riporta una nota. "All'ordine del giorno l'impegno dell'Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni. Questa prima seduta è dedicata all'Iran e, particolarmente, ai movimenti delle donne nati a seguito della violenta morte della giovane Mahsa Amini e agli altrettanto violenti tentativi di repressione dal parte del regime iraniano. Saranno audite attiviste impegnate nella difesa dei diritti umani in Iran: la dottoressa Parisa M. Nazari, mediatrice interculturale, rappresentante della "Woman Life Freedom Italy Community"; la dottoressa Pegah Moshir POUR, consulente e attivista per i diritti umani e digitali; l'avvocata Shady Alizadeh, rappresentante dell'Unione Italo-Iraniana per donna vita libertà; la dottoressa Zahra Toufigh Asri, rappresentante dell'Associazione Donne Libere Iraniane; la dottoressa Elham Talaee Mahani, rappresentante dell'Associazione Donna Vita Libertà. La seduta avrà inizio alle ore 13.45 e sarà trasmessa in streaming sulla webtv della Camera dei Deputati", si spiega.
"Il governo mantenga gli impegni presi in Parlamento e promuova concretamente il progetto di reindustrializzazione di Gkn portato avanti dalla cooperativa dei lavoratori": è quanto dichiara il deputato Pd e segretario regionale del Partito Democratico della Toscana Emiliano Fossi presentando sulla vicenda una nuova interrogazione a Montecitorio.
"La recente lettera che preannuncia il licenziamento degli addetti da parte della società Qf Spa certifica dopo quasi due anni un vergognoso bluff ormai chiaro a tutti. I lavoratori sono stati gli unici che hanno provato a rilanciare il sito produttivo attirando risorse di investitori esterni, nel completo disinteresse della proprietà e del Ministero del Made in Italy che ormai da mesi non convoca il tavolo ministeriale sulla vertenza nonostante le rassicurazioni ufficiali espresse alla Camera pochi mesi fa. Chiediamo oggi al governo serietà e coerenza affinché la cooperativa dei lavoratori, che rappresenta ad oggi l'unica possibilità reale di garantire la continuità occupazione e produttiva, sia adeguatamente supportata in questo complesso percorso": conclude Emiliano Fossi.
Addio a Giorgio Napolitano. Precursore di analisi storiche e politiche, uomo coltissimo, europeista convinto, ha guidato il paese con determinazione e lucidità. Un uomo di sinistra, moderno e lungimirante.
Esponente di quella generazione che ha costruito la Repubblica e difeso i principi democratici in momenti difficili.
Non ha mai risparmiato critiche alla politica, anche alla sua parte politica sempre nell’interesse supremo del paese.
Alla moglie Clio e alla famiglia, le condoglianze del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Quindi, ricapitoliamo: i flussi migratori non si fermano, anzi aumentano, perché, guarda un po’, né il blocco navale, né la guerra alle Ong, né gli accordi con i dittatori dei Paesi nordafricani funzionano; i centri di accoglienza, su cui da decenni non facciamo altro che disinvestire, sono sovraffollati e sotto stress; tra dichiarazioni deliranti e dati falsi, il Consiglio dei ministri approva con grande urgenza una misura che aumenta e prolunga lo stress a cui sono sottoposte quelle strutture: le persone potranno essere trattenute fino a 18 mesi in grandi hub senza poter fare o imparare nulla, in un’attesa che somiglia molto alla detenzione (anzi, proprio oggi il coordinatore regionale di forza Italia Tosi parlava con gioia di veri e propri ‘carceri’), in vista di un rimpatrio che probabilmente non avverrà, perché l’esperienza di anni ci ha insegnato che rimpatriare costa ed è spesso più complesso di quello che sembra. Il tutto ciò senza stanziare un solo euro per rendere la situazione vivibile da un punto di vista gestionale e di tutela dei diritti umani. Mi sembra il piano perfetto per riempire le nostre strade di fantasmi e miseria. Come fa comodo a chi su queste cose fa propaganda e cerca consenso”.
Così la deputata del Pd, Rachele Scarpa.
“Il Pd - aggiunge - ha un’altra visione. Una visione che rispetta i diritti umani e che allo stesso tempo vuole gestire un fenomeno che non ha più senso chiamare emergenza. Abbiamo elaborato 7 punti: 1) chi riceve lo status di rifugiato in un Paese Ue deve essere libero di spostarsi in tutti gli stati dell’Unione; 2) rilanciare la missione Mare Nostrum; 3) mettere in campo un piano Ue di cooperazione e sviluppo rivolto ai Paesi di provenienza, senza semplicemente dare mance ai dittatori di turno; 4) aprire canali legali sicuri di ingresso; 5) realizzare un grande piano per l’accoglienza diffusa, coordinato con i comuni, che preveda la chiusura di maxi hub a favore di piccole strutture finanziate con fondi governativi messi a disposizione dei comuni; 6) riforma della Bossi-Fini per aprire nuovi canali legali di ingresso; 7) attenzione ai minori non accompagnati - conclude - la cui cura non va lasciata solo ai comuni, ma che deve essere presa in carico dallo Stato”.
Donna, vita, libertà. A un anno dalla morte di Mahsa Amini assassinata dalla polizia morale in Iran siamo ancora in piazza a Roma, come nel resto del mondo, per sostenere il coraggio delle donne iraniane e di tutte e tutti coloro che ogni giorno si battono per i diritti e per la libertà. Restiamo sempre al loro fianco e non ci stancheremo mai di esserlo #MahsaDay #IranianWomen
Così sui social il deputato del PD Andrea Casu.
"Esattamente un anno fa moriva Mahsa Amini, dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa iraniana perché il suo velo lasciava intravedere i capelli. Oggi, è suo padre a essere arrestato dopo che gli è stato vietato di commemorare la figlia. In Iran continua la repressione spietata, ma anche la coraggiosa resistenza di donne e uomini. Mahsa vive nella lotta per la libertà e l'uguaglianza di ognuno di noi". Lo afferma in una nota Laura Boldrini, deputata del Partito democratico e presidente del comitato permanente della Camera sui Diritti umani nel mondo.
Grazie a "Donna, vita, libertà" e alle amiche iraniane per averci riunite alla vigilia del primo anniversario della morte di Mahsa Amini. Ringrazio il movimento perché ha fatto tanto, in questo anno. Con poche risorse, ma con passione, coinvolgimento e tanto dolore. Oggi che è la Giornata Internazionale della democrazia stare nella sede nazionale della CGIL ha un significato profondo. Questo luogo è stato vandalizzato da un attacco fascista, quasi due anni fa. Ma il sindacato ha trovato nuova energia nel rilanciare la battaglia democratica. Questo è e rimarrà un presidio di democrazia. Non se ne parla più tanto, ma la situazione in Iran continua a essere drammatica. Ben 67 minori uccisi quest' anno in una macabra escalation di violenza del regime. Ma non c'è stato, purtroppo, da parte dei governi europei quel salto di qualità necessario nel sostenere "Donna, vita, libertà". Non bastano le dichiarazioni una tantum. Servono i fatti. Io stessa ho chiesto molte volte al ministro Tajani di promuovere un'iniziativa europea e chiedere a tutti i rappresentanti diplomatici presenti a Teheran di visitare le prigioniere e i prigioneri politici in carcere e assistere alle loro udienze. Non abbiamo visto nulla. Quante volte gli abbiamo chiesto di incontrare la comunità iraniana in Italia, il movimento Donna, vita libertà. Non ha trovato mezz'ora di tempo. È chiaro che non c'è la volontà di sostenere il movimento. Mi auguro che il premio Sakharov dell'Unione Europea per la libertà di pensiero, quest'anno, vada a Donna, vita, libertà, perché è un riconoscimento giusto per chi lotta contro il regime di Teheran rischiando la vita. Continueremo a stare accanto a chi resiste e a sostenere Donna, vita, libertà". Questo il testo di una comunicazione sulle pagine social di Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e Presidente del Comitato Permanente della Camera sui Diritti umani nel mondo, in merito al suo intervento all'assemblea dedicata all'Iran tenutasi oggi pomeriggio presso la sede nazionale della CGIL.
"La scelta della Giunta del Comune di Grosseto, autorizzata dalla Prefettura, di intitolare una via a Giorgio Almirante è inaccettabile. Segno di un tentativo sempre più evidente di riscrivere la storia del Paese. Le comunità ebraiche hanno giustamente stigmatizzato il ruolo di Almirante nelle politiche razziali e nella persecuzione degli ebrei. Si potrebbe ricordare il suo ruolo nella Repubblica Sociale Italiana ma anche le ambiguità del MSI nel rapporto con le istituzioni democratiche. Il tentativo evidente poi di equiparare Berlinguer ed Almirante rappresenta un falso storico e una strumentalizzazione davvero offensiva. Abbiamo presentato già ad inizio legislatura una proposta di legge per vietare l' intitolazione di vie e piazze e altri luoghi o edifici pubblici, la cui denominazione è di competenza della pubblica amministrazione, a esponenti del partito o dell'ideologia fascista".
Così Sandro Ruotolo della Segretaria nazionale del PD ed Andrea De Maria della Presidenza del gruppo PD della Camera
“I rischi denunciati da Bankitalia nelle osservazioni alla terza Relazione sullo stato di attuazione del Piano sono seri e preoccupanti. Da un lato, emerge con chiarezza la criticità legata alla rimodulazione dei progetti del Pnrr e lo stiamo ripetendo da mesi ormai: la modifica dei progetti in atto significa in realtà mettere in pericolo i fondi stessi perché le difficoltà amministrative conseguenti impediranno il rispetto del cronoprogramma stabilito e quindi l'utilizzo stesso delle risorse. Lo stesso vale per i progetti definanziati e cancellati dal Piano, ad oggi privi di coperture alternative. Serve un quadro finanziario affidabile per le amministrazioni già impegnate nella realizzazione di questi investimenti. È arrivato per il Governo il momento di assumersi le proprie responsabilità e dire al Paese come intende scongiurare i rischi drammatici che stiamo denunciando da mesi e che anche Bankitalia conferma con nettezza”. Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue.
Su Via Almirante a Grosseto la Prefettura doveva dimostrare una maggiore sensibilità: avrebbe dovuto valutare con maggiore obiettività ogni aspetto della vicenda e prendere in considerazione il parere negativo della’ Deputazione di storia patria per la Toscana’, come indicato peraltro nella risposta alla interrogazione parlamentare. La Pacificazione non si impone con la toponomastica ma con il rispetto di tutte le posizioni politiche e non dimenticando fatti tragici causati dalla violenza nazista e fascista. E’ infatti inevitabile che questa indicazione finirà con alimentare polemiche e divisioni tra la comunità cittadina creando ripercussioni di carattere sociale e politico. Siamo rimasti francamente delusi da questa decisione contro la quale continueremo a batterci: presenteremo a tutti i livelli istituzionali atti per impedire che la storia venga riscritta con l’avallo dei rappresentanti territoriali di governo e ministero dell’Interno”, così il segretario del PD Toscana e deputato Emiliano Fossi, il deputato Marco Simiani, il segretario provinciale di Grosseto Giacomo Termine, il presidente della provincia Francesco Limatola, il segretario dell’Unione comunale Demetrio Cozzupoli, l’assessore Leonardo Marras, il capogruppo in consiglio comunale Davide Bartolini.