05/03/2026 - 12:31

"Mentre i ministri Tajani e Crosetto erano alla Camera per le comunicazioni, interventi fotocopia di due giorni fa in commissione, la premier aveva da poco terminato una intervista alla radio in cui ha parlato del Medio Oriente. Si guarda bene Giorgia Meloni dal venire in Parlamento ad assumersi le sue responsabilità. Scappa. Perché sono disposti a  trascinarci in guerra, tanto sono appiattiti su Trump, anche se dicono il contrario.
Tajani e Crosetto sono riusciti nel raro capolavoro di non menzionare mai l’attacco militare di Israele e Usa contro l’Iran e a non esprimere, neanche oggi, una sola parola di condanna per quell'azione militare illegale che ha innescato la crisi in corso. Una crisi che si sta allargando di ora in ora, destabilizzando l'intera regione con conseguenze già gravissime e che possono diventarlo ancora di più.
Davanti a uno scenario drammatico, con conseguenze economiche pesantissime che impattano sulla vita quotidiana delle italiane e degli italiani, noi non sappiamo ancora quale sia la posizione del governo. Questo silenzio della presidente Meloni è espressione di un altro atto di vassallaggio nei confronti di Trump, a tutto svantaggio del nostro Paese. Un vassallaggio che, nonostante le rassicurazioni dei due ministri, rischia di portare l’Italia in guerra.
Con la risoluzione unitaria PD-M5S-AVS, abbiamo chiesto di lavorare attivamente per la de-escalation e il ritorno alla negoziazione sul nucleare iraniano che era in corso a Ginevra, di adoperarsi per il rilascio di tutti i prigionieri politici in Iran, di sostenere in sede europea la posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez contraria alla guerra e a favore del rispetto del diritto internazionale e di non autorizzare l'uso delle basi Usa in Italia. Sono scelte necessarie se si vogliono tenere l'Italia e l'Europa fuori dal conflitto e favorire una soluzione rapida della crisi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

05/03/2026 - 12:30

L'Italia rischia di rimanere isolata e fragile a livello europeo e internazionale.

"Continuare ad avallare l'attacco al diritto internazionale, avallare il diritto della forza invece di difendere la diplomazia e le sedi multilaterali, non rende più sicuro il contesto geopolitico globale e mette in pericolo anche la sicurezza del nostro Paese. Meloni ha evitato il confronto in Parlamento. È gravissimo. L'invito che facciamo al governo è innanzitutto quello di recuperare la tradizionale postura diplomatica e soprattutto la capacità di mediazione politica. L’Italia è ponte di cultura e dialogo in particolare con il Mediterraneo ed il Medio Oriente. Meloni deve evitare di schiacciarsi in modo subalterno sulle posizioni di Trump e Netanyahu, che peraltro sono privi di una reale strategia politica". Così il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei, commentando le comunicazioni del governo alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.

“Senza un cambio di postura – ha aggiunto l'esponente dem  - l'Italia rischia di rimanere isolata. Dovrebbe invece rilanciare gli impegni per costruire con protagonismo una risposta dell'UE che otti manca, coordinandosi con i partner europei al fine di affermare la forza del diritto internazionale e della diplomazia e di mettere in campo azioni comuni sulla difesa e sicurezza dei nostri cittadini. Questo vuol dire costruire una difesa europea: non una corsa al riarmo nazionale, non un semplice aumento delle spese militari dei singoli stati membri, ma un coordinamento reale con capacità operative comuni. Purtroppo una politica estera europea autorevole continua a mancare, anche per la presenza di governi come il nostro che indeboliscono l'Europa invece di rafforzarla".

"Il mondo di Trump si rivela meno sicuro, genera conflitti, guerre, caos, ed anche danni economici per famiglie e imprese – ha concluso De Luca - legati all'impennata del costo del barile e del gas che porranno problemi seri nel prossimo futuro".

 

05/03/2026 - 10:46

“C’è il rischio che la Sicilia si ritrovi tra i potenziali obiettivi nel conflitto israelo-statunitense e l’Iran. La crisi nel Golfo persico sta assumendo un livello preoccupante, espandendosi in modo vertiginoso. E in Sicilia ci sono impianti  - come la base americana di Sigonella ma anche il Muos, il sofisticato impianto di comunicazioni satellitari militari Usa e Nato – che non possono e non devono essere utilizzati come postazioni logistiche per condurre aggressioni o conflitti militari. Il governo questo non lo deve permettere”. Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Pd alla Camera, Anthony Barbagallo, a margine delle comunicazioni a Montecitorio dei ministri Tajani e Crosetto sulla crisi nei paesi del Golfo.
“La Sicilia è da sempre terra di pace, accoglienza e dialogo tra i popoli  - ha proseguito  - e alla luce anche degli ultimi eventi e col rischio che il conflitto si possa estendere coinvolgendo anche l’Ue ed in particolar modo l’Italia, vogliamo sapere – ha aggiunto  - quali siano i controlli in atto per monitorare il traffico aereo militare e prevenire rischi per la popolazione e per l’ambiente. Ma soprattutto quali iniziative – ha concluso -  - il Governo e il ministero della Difesa intendono adottare per garantire la sicurezza dei cittadini siciliani rispetto all’uso delle basi di Sigonella e MUOS di Niscemi”.

05/03/2026 - 10:41

“La Presidente Meloni dov’è?
Non ha nemmeno il coraggio di venire in aula e metterci la faccia. Lavora contro gli interessi dell’Italia stando attaccata alle posizioni di Trump invece di scegliere con nettezza l’Europa. Così mette in pericolo gli italiani”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, a margine dell’audizione dei ministri Tajani e Crosetto alla Camera.

04/03/2026 - 18:24

Trump ha violato il diritto internazionale scatenando un’altra guerra alle porte dell’Europa, Meloni invece continua a sottrarsi al confronto in Parlamento e nel Paese. L’Italia deve lavorare per un cessate il fuoco per fermare un’escalation che avrebbe ricadute gravissime su cittadini e imprese.

Così in una dichiarazione ai tg Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

04/03/2026 - 17:53

“I fatti delle ultime ore impongono una sola scelta: andare avanti verso il rafforzamento di una vera autonomia strategica europea. Questo deve essere il nostro obiettivo. E non possiamo raggiungerlo continuando a mantenere una dipendenza strutturale dai combustibili fossili di altre aree del mondo. I numeri parlano chiaro: con la crisi in medio-oriente il prezzo del petrolio supera gli 80 dollari al barile, il gas aumenta del 40%. E qual è la strategia del Governo? Nessuna, se non dipendenza da altri, in particolare da Trump.

Noi diciamo una cosa semplice: non possiamo essere subalterni alle scelte di altre potenze. Non possiamo piegare la nostra politica energetica agli equilibri internazionali del momento. Noi vogliamo un’Europa e un’Italia davvero indipendenti bisogna affrontare in via strutturale il tema del costo delle bollette e dell'approvvigionamento energetico. Il governo Meloni, invece, sceglie la subalternità rispetto alle azioni di Trump.

Del resto, il governo aveva promesso di abbassare il costo dell’energia elettrica. Aveva promesso di ridurre le accise su benzina e diesel. E invece ha aumentato le accise e oggi non c’è famiglia italiana che non si trovi a fare i conti con rincari al distributore rispetto a quando la destra non era al Governo. Un’altra grande promessa tradita.

E come al solito di fronte all'attuale crisi la destra resta immobile, non sta facendo nulla per aiutare le famiglie e le imprese che vedranno aumentare i costi dei prodotti, dei trasporti, dei servizi, delle materie prime e del carrello della spesa.

Autonomia energetica in questo senso non è uno slogan ideologico: significa abbassare i costi che gravano su famiglie e imprese. Significa ridurre le bollette, alleggerire il prezzo dei carburanti, evitare che l’aumento dell’energia si scarichi a cascata sul carrello della spesa. E significa anche affrontare seriamente la sfida ambientale. Per difendere famiglie e imprese, in Italia ed Europa, non serve la propaganda e la demagogia, ma investimenti, risorse concrete, una strategia industriale vera per una transizione energetica giusta. Per essere finalmente indipendenti. Davvero”. Così Piero De Luca, deputato Pd capogruppo in commissione politiche europee della Camera dei Deputati.

 

04/03/2026 - 16:52

L'Europa chiami gli Stati Uniti e Israele alle loro responsabilità.

"La guerra preventiva scatenata da Trump è fuori dalla logica del diritto internazionale e fuori da ogni logica politica. Non produrrà stabilità, ma allargherà il conflitto all'intera regione, scatenando fiamme in tutti i paesi coinvolti in quel quadrante. Sorprende il silenzio di questo governo, che forte di decenni di diritto internazionale e dei nostri valori costituzionali dovrebbe dire agli alleati della destra americana e israeliana che questa logica di guerra non produce alcun effetto. Né per il popolo iraniano, sotto l'assedio di un regime da decenni, né per la stabilità di quella regione del mondo. Così il deputato Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri.

"Quello che diciamo – sottolinea l’esponente dem - non è frutto solo del rispetto delle regole che ci salvano dalle barbarie, ma è anche un modo per contrastare l'idea delle destre nazionaliste che pensano che la guerra sia l'unico meccanismo per risolvere i conflitti. L'Unione Europea, che da decenni professa diritto, regole, negoziato e diplomazia, dovrebbe chiamare Stati Uniti e Israele alle loro responsabilità. Non è nell'interesse di nessuno, nemmeno di chi vuole portare diritti al popolo iraniano, scatenare un'escalation senza alcun progetto politico".

"I costi di questo conflitto per l'Europa – conclude Amendola - saranno enormi. Non solo rincari sul costo della vita, ma un'instabilità che pagheremo per molto tempo. Questo è un problema di autorevolezza dell'Unione Europea e di schiena dritta del nostro Paese, che proprio ai presunti alleati come Trump dovrebbe dire la verità: questo conflitto non ha un'uscita politica e i suoi costi ricadono prima di tutto sui civili sotto le bombe".

 

04/03/2026 - 11:00

“Apprendiamo a mezzo stampa che alcuni militari italiani del 51esimo Stormo di Istrana sarebbero stati colpiti dai missili che stanno raggiungendo il Kuwait. Chiediamo al Governo di fare chiarezza su quanto è emerso e se i nostri militari sono in sicurezza o meno”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.

03/03/2026 - 19:22

“Siamo l'unico Paese al Mondo che aveva un Ministro della Difesa in uno scenario di guerra a sua insaputa, e il caso Crosetto non è personale, ma è politico e istituzionale, e riguarda l'intero Governo. Riguarda l'intero Governo se, in mezzo a una guerra, abbiamo il Ministro degli esteri che ci dice: “Non so dov'è il Ministro della Difesa, spero che torni presto”. Riguarda il Governo se il Ministro Crosetto dice che i servizi non potevano non sapere e i servizi segreti dicono che non sapevano nulla. Se c'è un problema tra il Ministro della Difesa e l'autorità delegata ai servizi, in un frangente così delicato e drammatico, bisogna discuterne in Parlamento”. Così in aula alla Camera, il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.

03/03/2026 - 18:37

“Ieri l'audizione dei Ministri Tajani e Crosetto è stata inutile, perché si sono presentati come due osservatori, commentatori di fatti che conosciamo tutti: non hanno indicato una linea di politica estera. Ecco perché deve venire la Presidente Meloni a farlo in Parlamento, non al TG5, e dirci con chiarezza qual è il giudizio del Governo sul caos della guerra nel Mediterraneo, quali le conseguenze per il nostro Paese, quali le azioni che vuole compiere”. Lo ha detto intervenendo oggi in aula alla Camera il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.  “Nessuno – ha aggiunto - rimpiange il dittatore sanguinario Khamenei: noi siamo al fianco del popolo iraniano. E ci siamo sempre stati, non da oggi. Ma la destra crede che la democrazia si esporta con le bombe? Proprio la storia di quella regione ci racconta di drammatici fallimenti e crescita del fondamentalismo. Possiamo almeno discutere delle conseguenze, dei rischi per il mondo e per noi della guerra permanente di Trump e Netanyahu, il macellaio di Gaza? Meloni venga in Parlamento a chiarire dove vuole collocare l’Italia in questo frangente della storia. Cosa vuole fare? Offrire le basi per una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili? Vogliamo parole chiare”.

03/03/2026 - 12:03

Siamo di fronte a una delle crisi internazionali più gravi degli ultimi anni e il Governo resta nell’ambiguità. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta evitando un passaggio doveroso in Parlamento, mentre l’Italia non prende le distanze dalle ultime azioni unilaterali di Netanyahu e resta semplicemente schiacciata ancora una volta sulle posizioni di Trump, il quale peraltro non ha neppure informato preventivamente il nostro Governo degli attacchi. Questa non è una postura solida : è subalternità politica. Un grande Paese come l'Italia deve saper coniugare il rapporto atlantico con un ruolo diplomatico autonomo a livello internazionale e con i partner europei. Oggi, invece, vediamo un’Italia debole, isolata e silente". Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee. "Colpisce il contrasto tra la rapidità con cui la Premier interviene su vicende mediatiche come il festival di Sanremo e la sua timidezza di fronte a una crisi che coinvolge sicurezza energetica, stabilità regionale, tutela dei nostri connazionali e rispetto del diritto internazionale. Gli italiani hanno diritto di sapere quali impegni siano stati assunti, quali richieste siano arrivate dai nostri alleati e quali siano i limiti dell’azione del nostro Paese. Non basta elencare i rischi o rifugiarsi in formule generiche. Serve una linea politica chiara. Serve dire se l’Italia intende promuovere un’iniziativa diplomatica forte, se intende difendere con coerenza il multilateralismo, se e come intenda impegnarsi per una de-escalation. Per questo chiediamo che la Presidente del Consiglio venga immediatamente in Aula a riferire. È una questione di trasparenza, di rispetto delle istituzioni e di responsabilità verso il Paese". Così conclude il dem.

 

02/03/2026 - 19:00

I presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato hanno inviato una
lettera unitaria ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per chiedere di convocare con urgenza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per riferire in parlamento.
“La natura e la portata della crisi in atto - si legge nel testo - investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale.
In base all’articolo 95 della Costituzione, la Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la Presidente del Consiglio a chiarire in parlamento quale sia la posizione ufficiale del Governo.  Considerato che - si legge ancora nel testo - non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità”. La lettera è stata firmata dai capigruppo di Camera e Senato: Chiara Braga e Francesco Boccia (Pd), Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini (M5S), Luana Zanella e Peppe De Cristofaro (Avs), Matteo Richetti e Marco Lombardo (Azione), Mariaelena Boschi e
Raffaella Paita (Italia Viva), Riccardo Magi
(+Europa).

Ecco il testo integrale della lettera

“Signor Presidente,
alla luce dei gravissimi sviluppi intervenuti in Medio Oriente a seguito dell’attacco condotto dagli Stati Uniti d’America e dallo Stato di Israele nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, nonché della conseguente reazione iraniana e del rischio concreto di un’ulteriore escalation militare nell’intera area regionale, riteniamo doveroso un tempestivo e completo coinvolgimento del Parlamento.
In queste ore abbiamo ascoltato le comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro della difesa rese alle commissioni competenti. Pur apprezzando la disponibilità dei Ministri a riferire sugli aspetti di rispettiva competenza, riteniamo tuttavia indispensabile che a intervenire in Aula sia la Presidente del Consiglio dei Ministri.
La natura e la portata della crisi in atto investono infatti la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica, incidendo su profili che attengono alla collocazione internazionale dell’Italia, ai suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale e dai trattati, alla sicurezza energetica, alla tutela dei cittadini italiani presenti nell’area e alla stabilità dell’intero quadrante mediorientale.
In base all’articolo 95 della Costituzione, la Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantenendone l’unità di indirizzo politico e amministrativo. Proprio in ragione di tale responsabilità unitaria, appare necessario che sia la Presidente del Consiglio a chiarire dinanzi alla Camera:
– quale sia la posizione ufficiale del Governo italiano rispetto all’attacco statunitense e israeliano e alla reazione dell’Iran;
– quali valutazioni siano state compiute circa i rischi di allargamento del conflitto e le possibili ripercussioni sugli interessi strategici nazionali;
– quali iniziative diplomatiche e politiche l’Italia intenda promuovere in sede bilaterale, europea e multilaterale per favorire una de-escalation e il ripristino del rispetto del diritto internazionale;
– quali misure siano state adottate o siano in via di adozione per la tutela dei cittadini italiani e del personale civile e militare presente nell’area.
Considerato che non esiste neanche una dichiarazione ufficiale della Presidente del consiglio dei ministri, in un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’Esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità.
Per queste ragioni, Le chiediamo di voler attivare ogni iniziativa di Sua competenza affinché la Presidente del Consiglio dei Ministri riferisca con la massima urgenza all’Assemblea della Camera dei Deputati.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale rispetto al ruolo centrale del Parlamento in materia di indirizzo e controllo politico”.

 

 

02/03/2026 - 17:57

"Cosa pensa di fare l'Italia per favorire la fine di questo conflitto in Medio Oriente? Quali misure intende adottare per evitare una ulteriore escalation nella regione che avrebbe conseguenze imprevedibili? Non lo sappiamo.
I ministri Tajani e Crosetto, oggi in audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, non ce l'hanno detto. Sono ministri "osservatori" che vengono in Parlamento a riportare le posizioni altrui e fare il resoconto di quanto già noto. Quando gli è stato chiesto se il governo autorizzerà l’uso delle basi statunitensi in Italia, non l’hanno escluso: un'affermazione grave e preoccupante.
Il quadro che emerge è di un governo allo sbando.
Non una sola parola di condanna dell'attacco unilaterale di Trump e Netanyahu contro l'Iran, al di fuori del diritto internazionale. Siamo tutti d'accordo che i lanci di missili da Teheran verso gli altri paesi del Golfo devono finire, ma non succederà finché Israele e Usa continueranno a bombardare l'Iran e non si può sorvolare sul fatto che è proprio da loro che è partito questo ennesimo fronte di conflitto. Ancora una volta, l'esecutivo dimostra la sua totale subalternità a Trump e Netanyahu che non hanno neanche avuto l'attenzione di avvisare l'Italia di quello che stava per succedere.
Altro che rapporti privilegiati, altro che pontieri, altro che alleati: l'Italia di Meloni è irrilevante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine dell'audizione dei ministri Tajani e Crosetto.

02/03/2026 - 17:33

In Medio Oriente non siamo di fronte a un “intervento mirato”, ma a una vera e propria guerra, senza un “dopo” chiaro né per l’Iran né per l’intera regione. Non si vede una strategia politica, né un disegno di stabilizzazione.
Ipotizzare un coinvolgimento italiano significa esporre il Paese a rischi enormi senza un mandato politico chiaro e senza un passaggio parlamentare. O il Governo sceglie l’irrilevanza o sceglie il rischio: in entrambi i casi, senza trasparenza.
Sia chiaro: Khamenei era un dittatore responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. Ma proprio per questo non possiamo accettare che si violi il diritto internazionale e si scavalchino le sedi diplomatiche.
Le priorità sono chiare: sicurezza dei nostri connazionali, cessate il fuoco e riapertura di un canale politico e diplomatico, pieno coinvolgimento del Parlamento. La Presidente del Consiglio venga in Aula a chiarire quale posizione intende assumere l’Italia e quali impegni siano stati presi.
In gioco non c’è solo una crisi internazionale, ma la credibilità del nostro Paese e la sua capacità di essere un attore di pace. Su questo non accetteremo ambiguità né silenzi.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

02/03/2026 - 11:50

“La Presidente del Consiglio spieghi al Paese cosa ne pensa di questa operazione militare, in base al diritto internazionale, alla nostra Costituzione e alla logica politica che muove gli interessi nel Medio Oriente. E deve farlo a schiena dritta, in Parlamento: ci spieghi se è d’accordo con le ‘operazioni preventive’ di Trump e Netanyahu, se così si risolvono i conflitti e se questa è la linea di politica estera dell’Italia. Meloni spieghi anche le parole del ministro Crosetto che oggi in una intervista ha detto che il governo è pronto a operazioni congiunte, valutandole caso per caso, qualora Stati Uniti e Israele lo chiederanno” così il capogruppo del Pd in commissione  estero della Camera, Enzo Amendola ai microfoni di Sky tg24.

 

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