"Il governo ascolti la voce dei sindaci che oggi hanno manifestato, in tanti, a Roma contro il progetto di autonomia differenziata. In questa fase storica, di fronte alle diverse crisi in atto, climatica, energetica, economica, c'è bisogno di unire il Paese e non certo dividerlo acuendo le differenze su servizi ed opportunità tra i cittadini del Nord e quelli del Sud e delle Isole". Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai.
"Invece il governo - conclude Lai - con una accelerazione senza senso, allarga la separazione con misure che tagliano risorse ai Comuni e negano servizi indispensabili a cominciare da scuola, mobilità ed istruzione. Un vero e proprio scippo su Pnrr, fondi europei e FSC che può diventare il preludio ad una vera e propria secessione".
Botta e risposta sui social tra ministro e deputata dem
“Anziché il ministro dell’istruzione abbiamo un questore mancato. E’ una vergogna sostituire la regola generale del nostro ordinamento (e di tutti i Paesi democratici) per cui si risponde dei danni solo per colpa o dolo con un regime di colpa presunta che è previsto solo in casi eccezionali, del tutto diversi da questo e che finisce per punire uno studente anche dei danni che non ha commesso” così la deputata democratica Michela Di Biase replica al ministro dell’istruzione che l’ha chiamata in causa sui social per una sua dichiarazione contraria all’introduzione “dell’onere della prova agli studenti che occupano”. “La scuola è il luogo dell’inclusione, del dialogo. Il primo compito del sistema di istruzione è la formazione degli studenti come cittadini responsabili. Ecco perché non si può rimanere in silenzio davanti alle parole del Ministro Valditara, che ogni giorno inventa un nuovo reato o una nuova punizione per gli studenti. L’idea del Ministro è trasformare le nostre scuole in luoghi di pena, aumentando ansie e disagi degli studenti”
"Questo governo vuole trasformare le scuole italiane in luoghi di ansia e di pena. Esistono già le leggi che consentono di perseguire chiunque si renda responsabile di atti vandalici o di danneggiamenti nelle scuole. Il delirio panpenalista del ministro Valditara però non sembra accontentarsi, arrivando a dire che chi occupa una scuola dovrebbe essere bocciato. Non soddisfatto, il ministro ha anche annunciato una proposta di legge che ribalta il diritto penale, trasformando la presunzione di innocenza in presunzione di colpevolezza nei casi di occupazione".
Così la capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, Michela Di Biase, in una intervista su il quotidiano Il Dubbio.
"Parole che ribaltano i valori su cui si fonda la scuola italiana, mettendo in primo piano la punizione a discapito dell’educazione. Una direzione repressiva - ha proseguito la deputata Pd sul quotidiano - che è emersa anche con la proposta di riforma del sistema di valutazione, che prevede inasprimenti delle sanzioni e uno sbilanciamento verso la condotta. La vera emergenza – ha aggiunto Di Biase - è il disagio neuropsichiatrico dei giovani. E’ questo il tema che ci aspettiamo sia messo al centro dell’agenda del ministro dell’Istruzione".
“La scuola è, prima di ogni altra cosa, una comunità educante dove si formano i cittadini di domani e non si può pensare di risolvere ogni problema che si verifica al suo interno introducendo nuovi reati e punendo indiscriminatamente gli studenti, tenuti addirittura all’onere della prova. Questo non significa essere buonisti o troppo permessivi ma, nel riconoscimento che eventuali responsabilità personali vanno sempre accertate e sanzionate se ci sono, rivendicare il ruolo principale della scuola che è quello di formare i cittadini di domani. E ogni eventuale sanzione all’interno della scuola deve avere questo obiettivo educativo davanti. Per questo si dovrebbe valorizzare sempre di più il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, rendendolo una elaborazione sempre più partecipata e collettiva con l’obiettivo di ricostruire il dialogo necessario tra scuola, studenti, genitori e rifondare la fiducia nella scuola. Si dovrebbe operare per costruire progetti di comunità educante. Non si può pensare che la repressione sia l’unico strumento efficace per il processo di maturazione e crescita degli studenti e per ripristinare un clima di reale e proficuo confronto all’interno della scuola. Chi danneggia già oggi viene punito: ciò che occorre, valorizzando l’autonomia che caratterizza ogni scuola, è lavorare per ripristinare un clima di dialogo e confronto reciproco, per la serenità della comunità scolastica, senza affidarsi a misure propagandistiche che cavalcano le notizie del giorno. Purtroppo per il ministro la risposta sanzionatoria sembra essere l’unica soluzione ad ogni problema presente nella scuola. Così davvero non si rende un buon servizio alla crescita del sistema di istruzione del nostro Paese”.
Così Irene Manzi, responsabile nazionale scuola Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera.
“Sono moltissimi i docenti e il personale ATA in supplenza che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi. I pagamenti sono tardivi e a macchia di leopardo. Il problema non è nuovo agli addetti ai lavori, che ogni anno si trovano a osservare la stessa situazione”. E’ l’allarme lanciato dal deputato Dem alla Camera, Anthony Barbagallo che sul tema ha presentato una interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, già il 9 gennaio, con cui si chiede di “spiegare le ragioni dei ritardi nei pagamenti al personale precario, che si aggravano se i lavoratori hanno subito periodi di malattia".
“I ritardi nel pagamento degli stipendi per il personale precario sembrano ormai- prosegue - una antipatica e sgradevole consuetudine e le organizzazioni sindacali, a più riprese, hanno espresso preoccupazione. Un ritardo incomprensibile visto che – continua - il governo ha per altro incrementato di 150 milioni di euro il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie con il Dl.179/2022. Erano stati annunciati pagamenti straordinari entro il 20 gennaio - conclude - ma in molti lamentano ancora di non avere ricevuto nulla".
“La destra ha preso di mira, dopo la sanità, anche l’istruzione pubblica, con un accanimento particolare nei confronti dei più fragili e dei cittadini del Mezzogiorno. Prova ne sono la mancanza di investimenti da un lato e i tagli operati, dall’altro, sulle sedi di tanti istituti scolastici, costretti ad accorpamenti che impattano negativamente soprattutto nelle aree interne e nel Sud. Una mannaia che si aggiunge alla scellerata riforma sull'Autonomia “Spacca Italia” - voluta dalla Lega - che non fa altro che aumentare il divario tra Nord e Sud del Paese, alle spalle del Meridione. La destra sta mettendo in discussione il diritto allo studio e dunque il futuro di migliaia di ragazze e ragazzi. Solo in Campania, per fare un esempio, il numero di autonomie per l’anno scolastico 2024/2025 passerà da 873 a 839, con 860 scuole rispetto alle 967 presenti oggi, comunque con grande riduzione rispetto alle 899 ricavabili sulla scorta degli accorpamenti già previsti dalla Regione. Per questo, chiediamo che il Ministro dell'Istruzione riconsideri i piani di dimensionamento imposti alle Regioni, anche attraverso l’individuazione di nuovi criteri condivisi con le Regioni stesse, per l’attribuzione degli organici del personale docente, dirigente, amministrativo e Ata di pertinenza di ciascun territorio regionale". Così Piero De Luca (PD) Michele Gubitosa (M5S), primi firmatari di un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro Valditara, depositata oggi insieme ai capigruppo in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Irene Manzi e Antonio Caso, nonché alle colleghe e ai colleghi campani di PD e M5S.
"L'accordo Italia-Albania è soltanto uno spot elettorale per Giorgia Meloni pagato con i soldi degli italiani. Si tratta di 670 milioni di euro di fondi pubblici stanziati inutilmente e sottratti da settori chiave come la sanità, la scuola, l'istruzione. Risorse che potevano essere utilizzate per rendere realmente efficace il Piano Mattei, che è soltanto una scatola vuota, o date ai sindaci che nonostante i tagli ai bilanci da parte del governo sono in prima linea per garantire politiche efficaci per accoglienza ed integrazione. Tra pochi mesi sarà evidente che l'accordo con l'Albania non fermerà né gli sbarchi né i trafficanti e che i migranti che avranno diritto di rimanere nel nostro paese dovranno essere riportati in Italia nonostante le centinaia di milioni di euro sperperati". Lo dichiara la deputata dem Simona Bonafè, vice presidente del Gruppo Pd alla Camera.
“Nella Giornata internazionale per l’Educazione è necessario prendere atto delle profonde diseguaglianze che ancora oggi attraversano l’Italia e condizionano la crescita e la formazione dei più giovani. Bisogna fare di più per contrastare la povertà educativa e rimuovere gli ostacoli economici che sono all’origine del deficit d’istruzione. Servono risorse per la scuola pubblica”. Lo afferma la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“E’ necessario accendere un faro su questi temi – prosegue Di Biase - proprio nei giorni in cui è in discussione una legge, l’autonomia differenziata, che avrà un impatto negativo sul diritto all’istruzione e sui programmi scolastici. La conoscenza per tutti – conclude - è un pilastro dell’inclusione sociale, deve essere il primo obiettivo delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza”.
“Il protocollo Italia-Albania è inutile e costoso perché fa le stesse cose che avremmo potuto fare nel nostro Paese a un costo completamente diverso ed inferiore. Con questo provvedimento la maggioranza e il governo sottraggono 650 milioni di euro alla sanità, alla cultura, all’istruzione, e ai comuni per le politiche di accoglienza”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Simona Bonafè, che aggiunge: “questo protocollo, che serve solo a fare propaganda elettorale, sarà peraltro sostanzialmente inapplicabile. Lo abbiamo detto più volte in commissione: è inapplicabile non solo perché ancora stiamo aspettando il parere della Corte costituzionale, ma perché ci sono tanti problemi di applicabilità concreta a partire da come e dove verrà fatto lo screening delle persone vulnerabili”.
“Gli impegni presi dal governo per le scuole e per il personale coinvolto sono ancora troppo generici e insoddisfacenti. Chiediamo - già in fase di conversione del decreto Milleproroghe - risorse certe per consentire la proroga dei contratti e certezza per i lavoratori che devono seguire i progetti del Pnrr e che invece al momento non si sono visti rinnovare il contratto”. Così Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione per denunciare le gravi criticità generate dalla distinzione prevista dal suo dicastero rispetto alle proroghe tra le diverse figure del personale Ata.
“La nota ministeriale – aggiunge Manzi - ha generato, di fatto, una gravissima disparità di trattamento tra le figure professionali: da un lato i collaboratori scolastici e dall'altro gli assistenti tecnici ed amministrativi prorogati solo teoricamente e rimasti senza lavoro e senza alcuna certezza. Gran parte delle scuole, di fronte alle incertezze circa le risorse a disposizione, ha scelto infatti di non rinnovare i contratti del personale tecnico e amministrativo e, molte altre, si trovano a vivere una situazione di estrema confusione. Chiediamo al governo di garantire le risorse necessarie perché tutte e tre le figure professionali siano gestite e tutelate equamente, essendo tutte necessarie al buon funzionamento degli istituti scolastici e all’espletamento dei progetti Pnrr”.
"Siamo dentro ad una grande farsa. Questa è una manovra costruita su piedi d'argilla. La misura più importante, la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, è finanziata per un solo anno e chiedendo i soldi in prestito. Noi invece crediamo che questa sia una misura estremamente importante, che va resa strutturale e che quindi non debba essere finanziata con il debito, ma riportando un poco di equità nel nostro sistema fiscale. Interventi provvisori, riforma fiscale e taglio del cuneo fiscale sono misure precarie in questa manovra. I soldi non vanno trovati tagliando sanità, spingendola verso il privato, istruzione e pensioni future, come avete già fatto in questa manovra. Per ora questa manovra di bilancio è solo un grande bonus una tantum che vale solo per un anno. Rinascono le clausole di salvaguardia nate con voi, con il ministro Tremonti e ora le riproponete e questo avrà conseguenze forti anche sulle manovre future. La maggioranza dice continuamente 'basta bonus', ma sta facendo esattamente l'opposto. Invece di proporre misure strutturali, propone bonus e misure provvisorie, con esiti casuali. Questa legge di Bilancio è il pasticcio di un governo che naviga a vista con misure senza futuro, o perché improvvisate, o perché finanziate per soli 12 mesi. Un quadro davvero preoccupante".
“Questa bellissima raccolta di esempi virtuosi è la dimostrazione che il territorio è sempre più avanti del legislatore ed è un enorme passo avanti per le proposte educative del Paese. Spero si trovi il modo di mettere questa mappatura a sistema, che possa avere la possibilità di espandersi in una rete, per farla diventare patrimonio di intelligenza collettiva a servizio di tutti. Mi entusiasma che all'interno di queste proposte ci sia sempre più spazio per lo sport come strumento educativo e d’inclusione, soprattutto in virtù della modifica dell’art. 33 della Costituzione, di cui sono stato relatore in Parlamento, votata all’unanimità affinché quel valore educativo diventi azione di politiche pubbliche che mettano quel diritto a disposizione di tutti”.
Così Mauro Berruto, deputato Pd della commissione Infanzia e Adolescenza, intervenendo alla conferenza stampa ‘Strade d’innovazione, percorrendo la trasformazione dell'educazione in Italia’, dove sono stati presentati i risultati dell’indagine ‘La mappatura dell’innovazione educativa’, condotta da Ashoka Italia e Indire insieme ad altri partner e sostenitori. Il report si propone di valorizzare e diffondere buone pratiche di cambiamento nell'istruzione in Italia e di offrire un profilo dell'innovatore educativo che contribuisce a un cambiamento di sistema e paradigma. Perché per formare una generazione di attori del cambiamento è necessario superare l'approccio individualista all'insegnamento e abbracciare una visione collaborativa e sistemica. “Siamo molto soddisfatti - ha aggiunto Federico Mento, direttore di Ashoka Italia - per questo lavoro straordinario di cucitura fatto con passione”.
Montecitorio, 14 dicembre, ore 11.30, Sala Stampa
Interviene: Mauro Berruto
Si svolgerà oggi la conferenza stampa dal titolo “Strade d’innovazione, percorrendo la trasformazione dell'educazione in Italia”. Saranno presentati i risultati dell’indagine “La mappatura dell'innovazione educativa”, condotta da Ashoka Italia insieme a 17 partner e sostenitori.
Il report si propone di valorizzare e diffondere buone pratiche di cambiamento nell'istruzione in Italia e offrire un profilo dell'innovatore educativo che contribuisce a un cambiamento di sistema e paradigma.
Interverranno: Mauro Berruto, deputato Pd della commissione Infanzia e Adolescenza; Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca di Indire; Federico Mento, direttore di Ashoka Italia; Ludovica Tramontin, responsabile programma Scuole di Ashoka Italia; Alfonso Molina, fondatore della Fondazione Mondo Digitale; Amanda Ferrario, dirigente di Ite ETosi, Busto Arsizio; Aurora Caporossi, giovane changemaker e fondatrice di Animenta.
É possibile seguire la diretta della conferenza stampa da remoto accedendo al sito: https://webtv.camera.it/
Montecitorio, 14 dicembre, ore 11.30, Sala Stampa
Interviene: Mauro Berruto
Si svolgerà domani la conferenza stampa dal titolo “Strade d’innovazione, percorrendo la trasformazione dell'educazione in Italia”. Saranno presentati i risultati dell’indagine “La mappatura dell'innovazione educativa”, condotta da Ashoka Italia insieme a 17 partner e sostenitori.
Il report si propone di valorizzare e diffondere buone pratiche di cambiamento nell'istruzione in Italia e offrire un profilo dell'innovatore educativo che contribuisce a un cambiamento di sistema e paradigma.
Interverranno: Mauro Berruto, deputato Pd della commissione Infanzia e Adolescenza; Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca di Indire; Federico Mento, direttore di Ashoka Italia; Ludovica Tramontin, responsabile programma Scuole di Ashoka Italia; Alfonso Molina, fondatore della Fondazione Mondo Digitale; Amanda Ferrario, dirigente di Ite ETosi, Busto Arsizio; Aurora Caporossi, giovane changemaker e fondatrice di Animenta.
É possibile seguire la diretta della conferenza stampa da remoto accedendo al sito: https://webtv.camera.it/
La revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano, proposta dal governo italiano ed approvata dalla Commissione Europea il 24 novembre ha definanziato molte opere, delle quali il Parlamento, così come le amministrazioni regionali e comunali interessate agli interventi del PNRR, che abbracciano anche i settori ambientali, sanitario e dell’istruzione, non hanno ad oggi notizia.
Non si comprende quale sia il motivo per cui le amministrazioni non hanno ricevuto alcuna informazione a luglio nel momento in cui il piano di definanziamento veniva proposto alla Commissione europea e ancora meno ora dopo che i tagli proposti sono stati in parte confermati e in parte ridimensionati dalla Commissione stessa. Le amministrazioni non possono essere lasciate all'oscuro rispetto alle opere definanziate così come non possono essere lasciate in balia delle sole dichiarazioni di nuovi finanziamenti senza che questi siano individuati con certezza, soprattutto se sia tratta di risorse europee che necessitano di essere rendicontate.
Le principali sforbiciate riguardano i comuni con progetti di resilienza di rigenerazione urbana per un totale di 8,8 miliardi. Pesanti ridimensionamenti sino al 25% anche per Ospedali e Case di Comunità unitamente al taglio del 30% dei posti per gli asili nido. Dubbi emergono anche sulle opere riguardanti le scuole che hanno utilizzato gli appalti integrati.
Per questo, con una interrogazione, ho chiesto al governo di scoprire le carte fornendo il dettaglio dell’operazione ridimensionamento e la lista delle opere soppresse, regione per regione. E’ intollerabile questo muro di silenzio da parte del governo Meloni dopo che la decisione è stata assunta dall’Europa sin dal 24 novembre.
Lo dichiara il deputato del PD Silvio Lai, della Commissione Bilancio della Camera.