“Con il ddl Valditara questo Governo continua a trattare la scuola come una voce di spesa da tagliare, non come una comunità da valorizzare. Ancora una volta si interviene a colpi di decreti legge, senza confronto e senza visione. Cambiare nome all’esame di Stato e ridurre i commissari non è una riforma pedagogica, ma un taglio mascherato da semplificazione, che vale quasi trenta milioni di euro in meno per l’istruzione.
Dietro la retorica del merito si nasconde un modello di scuola sempre più verticistica e dove la partecipazione democratica degli organismi collegiali perde valore.
Il Partito Democratico dice no a un modello che accentra poteri e taglia risorse, che ignora la voce di studenti e docenti. La scuola non ha bisogno di maquillage o propaganda, ma di investimenti veri, stabilità e fiducia.
Il Governo non può continuare a trattare l’istruzione come un costo o un adempimento burocratico: la scuola è il cuore della Repubblica e come tale merita dignità ”. Lo ha detto in Aula Valentina Ghio, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, in discussione generale sul ddl Valditara.
"Le conseguenze delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki sarebbero uno scherzo al confronto di quelle delle armi nucleari disponibili oggi. Se venissero usate, segnerebbero la distruzione dell'umanità per come la conosciamo". E' questo l'accorato appello che l'associazione Nihon Hidankyo, Premio Nobel per la pace nel 2024, rappresentata da Masashi Ieshima, e ICAN, campagna internazionale promotrice del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), premio Nobel nel 2017, rappresentata da Florian Eblenkamp, hanno rivolto al Comitato diritti umani della Camera, che presiedo, durante l'audizione di questa mattina. Ieshima e Eblenkamp erano accompagnati da Alessja Trama, responsabile delle Relazioni esterne del progetto “Senzatomica”, e da Francesco Vignarca, coordinatore Campagne della Rete Italiana Pace Disarmo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidene del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Le armi nucleari oggi disponibili sono esponenzialmente più potenti di quelle usate dagli Usa sul Giappone 80 anni fa. E, in questo momento, a possederle non è più un solo Paese come allora, ma ben nove. L'allarme lanciato da Ieshima ed Eblenkamp ha basi solide: più volte, in passato, il mondo si è avvicinato molto alla possibilità che queste armi di distruzione di massa venissero usate - sottolinea Boldrini -. Un pericolo scampato solo in extremis, ma che non possiamo permettere si ripeta perché, come ha detto Ieshima, "l’uso di queste armi è un pericolo esistente e l'unica cosa da fare per mettere in sicurezza l’umanità è abolirle".
"La Commissione esteri ha già approvato nel 2023 all'unanimità una risoluzione a mia firma che impegnava il governo a partecipare come osservatore alla scorsa Conferenza del TPNW. Ma a quell'impegno non c'è stato alcun seguito. Continueremo convintamente a lavorare perché l'Italia si avvicini al Trattato e si impegni concretamente per l'abolizione delle armi nucleari" conclude la presidente del Comitato.
Dopo una prima giornata ricca di spunti e di dialogo, mercoledì 22 ottobre proseguono gli Stati Generali sulla Salute e la Sicurezza sul Lavoro, organizzati dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di lavoro della Camera dei Deputati presieduta dall’onorevole Chiara Gribaudo, in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.
L’appuntamento è alle 9.30 a Montecitorio, nella Sala della Lupa, dove si terrà il panel sulla formazione e sugli infortuni nell’ambito scolastico, con un saluto della Vicepresidente della Camera dei Deputati Anna Ascani e un intervento introduttivo di Patrizia Marrocco, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta. Gli interventi saranno di Nunzia Catalfo (INAIL), Alessia Rosolen (assessora al Lavoro della Regione Friuli-Venezia Giulia), Mariaelena Dentesano e Dino Parelli che presenteranno la Carta di Lorenzo, Chiara Marciani (Assessora alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli) che racconterà Percorsi Sicuri. Educazione alla salute e sicurezza sul lavoro nei percorsi di formazione scuola-lavoro, Marco Ferro (fondatore Mindful safety), Raffaella Briani (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), Massimiliano Sonno (Formedil).
Alle 11.30 si prosegue parlando di tecnologie nell’ambito della salute e la sicurezza sul lavoro, con un intervento introduttivo di Marco Cerreto (Deputato componente della Commissione parlamentare di inchiesta), con la presentazione del progetto Start da parte di Vincenzo Cangemi, Melania Talarico e Patrizia Agnello, con Stefano De La Torre (Safety on Chain Srl), Matteo Vellone (Antea Studio Srl), Giovanni Maria Riccio (Università di Salerno). Nel pomeriggio, dalle 14.30, si discute di Intelligenza Artificiale con uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che analizza le pratiche più virtuose adottate dalle imprese italiane in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con Tiziano Treu e Michele Faioli, mentre a seguire ci saranno tre tavoli su patente a crediti e il nuovo accordo stato-Regioni sulla formazione, logistica e benessere mentale.
“Il gruppo del Partito democratico in Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e violenza di genere ha scritto una lettera alla presidente della Commissione Martina Semenzato, per chiedere l’audizione urgente dei ministri Valditara e Roccella, per riferire sulla cancellazione dei percorsi di educazione antiviolenza nelle scuole dopo l’approvazione dell’emendamento della Lega alla Camera.
“Questa modifica normativa - si legge nel testo della lettera - qualora fosse confermata nel voto assembleare della Camera, introdurrebbe un gravissimo ostacolo ai percorsi educativi che rappresentano il principale strumento di contrasto al fenomeno della violenza contro le donne e ai femminicidi”.
Ecco il testo della lettera inviato dalla Capogruppo democratica in Commissione Femminicidio, Sara Ferrari.
“Egregia Presidente,
in considerazione di quanto accaduto nei giorni scorsi in commissione istruzione alla Camera dei Deputati, con l’approvazione di un emendamento della deputata Latini al ddl Valditara, con il quale si introduce di fatto il divieto di svolgere “attività didattiche e progettuali, nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità” non solo nella scuola primaria ma anche nella secondaria di primo grado, sono a chiederla a nome del gruppo del Partito Demicratico una convocazione plenaria della commissione con una audizione urgente del ministro Valditara e della ministra Roccella. Questa modifica normativa, qualora fosse confermata nel voto assembleare della Camera, introdurrebbe un gravissimo ostacolo ai percorsi educativi che rappresentano il principale strumento di contrasto al fenomeno della violenza contro le donne e ai femminicidi. Nelle numerosissime audizioni che la Commissione Femminicidio ha potuto compiere in questi due anni di lavoro, infatti ci è sempre stata rappresentata, da qualsiasi associazione, da soggetti pubblici e privati, dalle categorie economiche, da singoli specialisti e specialiste e professionisti che a vario titolo hanno a che fare col fenomeno della violenza maschile sulle donne, la necessità di promuovere e rendere strutturale all’interno dei luoghi formativi ed educativi, in primis nella scuola, l’educazione all’affettività e alla sessualità, alle relazioni corrette e rispettose, alla parità, al superamento degli stereotipi di genere, ai pregiudizi, alle discriminazioni, come azione primaria di contrasto a questa terribile piaga sociale.
La responsabilità pubblica che ci siamo assunte e assunti nel partecipare e condividere spesso all’unanimità il lavoro di questa commissione, richiede oggi che non ignoriamo quanto grave possa essere il danno che deriverebbe a studenti e studentesse se non solo non dessimo seguito a quella richiesta di promozione di educazione, ma addirittura venisse frenato quello che oggi a macchia di leopardo viene fatto nelle scuole del nostro Paese su base volontaria. Riteniamo dunque indispensabile e urgente che il ministro all’istruzione e la ministra alle pari opportunità riferiscano alla commissione di indagine su femminicidio e violenza, come intendano agire per scongiurare il rischio di questo danno non solo per le giovani generazioni, ma anche per garantire l’efficacia delle azioni di prevenzione, fondamentali per il contrasto alla violenza e il cui studio e ricerca rappresentano parte essenziale del mandato della nostra commissione”.
“Da due anni a questa parte nei lavori della Commissione Femminicidio e violenza udiamo professionisti e associazioni che unanimemente individuano nell’educazione affettiva la chiave della prevenzione della violenza contro le donne. Ci chiediamo come sia possibile che le stesse forze politiche di maggioranza, che siedono in quella commissione, possano contemporaneamente approvare nella commissione istruzione la cancellazione delle pochissime esperienze di educazione sessuale che si fanno nelle scuole medie d’Italia. Siamo sconcertati da tanta ipocrisia e chiediamo che la destra dimostri di agire seriamente per il contrasto a questa terribile piaga sociale che conta già 70 vittime quest’anno. Si lavori sulla prevenzione, non eliminando ma rendendo strutturale quel che viene fatto su base volontaria dagli istituti scolastici. Non possiamo lasciare soli i giovani ad informarsi attraverso il web, va assunta una responsabilità pubblica, colmando anche la distanza con gli altri paesi europei”. Lo dicono i parlamentari del Pd nella Commissione Bicamerale Femminicidio Cecilia D’Elia, vicepresidente, Sara Ferrari, capogruppo dem, Filippo Sensi, Valeria Valente, Antonella Forattini, Valentina Ghio che chiedono alla maggioranza di ‘ intervenire con efficacia per prevenire e fare marcia indietro sull’emendamento della Lega approvato ieri alla Camera’.
"Tajani ha ribadito più volte che il governo è concentrato da tempo sulla ‘ricostruzione’ di Gaza. Bene, ma è consapevole che questo governo non ha fatto nulla per fermare invece la sistematica distruzione di Gaza in questi due anni? Il Ministro avrebbe dovuto usare la propria voce diplomatica per prevenire e fermare l’escalation, non limitarsi a commentarla a posteriori. Così come ancora nessun impegno concreto per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per sostenere gli organismi internazionali nel lavoro con cui tentano di perseguire i crimini di guerra commessi. Evidentemente il lavoro nascosto decantato da Tajani non è stato nascosto, ma del tutto invisibile.” Lo dichiara la Vicepresidente del Gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio a margine dell'informativa di Antonio Tajani alla Camera.
"Come al solito, il ministro Tajani pattina. E' venuto oggi alla Camera a riferire sulla situazione a Gaza senza proposte concrete. E lo ha fatto con i banchi della maggioranza semi vuoti.
Ha detto che l'Italia sarà parte del processo per trasformare la tregua in pace, ma non ha detto come. Ha detto che il governo è pronto a inviare contingenti militari senza dire con quali regole di ingaggio. Ha parlato di ricostruzione, ma non ha specificato in che termini e con che ruolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'informativa del ministro Tajani.
"Fedele al "piano Trump" non ha neanche lontanamente accennato alla situazione in Cisgiordania dove proliferano le colonie illegali, le violenze, gli sfollamenti, la distruzione delle case, delle infrastrutture, dei campi palestinesi - evidenzia Boldrini -. Continua a dire che il riconoscimento dello Stato di Palestina arriverà. Quando? La condizione non era la liberazione degli ostaggi e l'esclusione di Hamas dal governo della Striscia? Ci siamo: cosa aspettano ancora?".
"Come pensa di lavorare alla costruzione di uno Stato di Palestina senza che i palestinesi siano protagonisti, senza continuità territoriale e senza che venga liberato l'unico in grado di dare una leadership solida al popolo palestinese, cioè Marwan Barghouti - incalza la deputata dem -? Come pensa di lavorare alla pace senza che ci sia giustizia per i crimini commessi dal governo Netanyahu? Altro che "Israele non ha voluto adottare quelle attenzioni e cautele imposte dal diritto internazionale", come ha detto Tajani. Israele ha commesso un genocidio che non può restare impunito".
"Tutti temi cruciali e fondamentali a cui il ministro Tajani non ha dato risposta. Aspetta che Trump dia la linea a cui, come sempre, assoggettarsi acriticamente" conclude Boldrini.
"Il racconto che le dottoresse Tanya Haj-Hassan, pediatra statunitense, e Deirde Nunan, chirurga ortopedica canadese, entrambe da poco rientrate da Gaza, è drammatico e sconvolgente. Nonostante sia l'una che l'altra abbiano esperienza di interventi in teatri di guerra, entrambe hanno parlato di ferite sui bambini "di gravità mai vista". Le bambine e i bambini sono particolarmente colpiti dalle azioni dell'esercito israeliano a Gaza. Molti arrivano con ferite di arma da fuoco alla testa, arti smembrati, volti bruciati e fortemente denutriti. E la continua, costante distruzione degli ospedali e dei macchinari rende difficile quando non impossibile, curarli come sarebbe necessario fare". Lo riferisce la Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini, a margine dell'audizione di oggi pomeriggio delle due dottoresse al Comitato stesso.
"Le dottoresse sono state costrette a inventarsi nuove categorie per classificare i bambini. Molti di loro sono "bambini sopravvissuti senza famiglia" perché quando arrivano in ospedale, non ci sono adulti che li possano assistere dato che spesso le loro famiglie sono state sterminate e questo rende anche difficile risalire alla loro identità. Che fine fanno questi piccoli, una volta curati - si chiede Boldrini -?
A Gaza nessun ospedale è più completamente operativo e l'Idf impedisce a respiratori e a incubatrici di entrare nella Striscia e a quei pochi rimasti nella zona nord, quasi del tutto evacuata, di essere trasferiti al sud. I medici vengono arrestati con l'accusa di curare i miliziani di Hamas, torturati e poi rilasciati. Nonostante questo tornano a lavorare senza sosta".
"Ma nessuno è più in grado di assistere i piccoli le cui ferite e i cui traumi richiedono cure prolungate nel tempo - prosegue -.
"Ogni struttura di tutela dei bambini è stata distrutta, vivono nelle tende che non sono sicure" hanno detto Tanya Haj-Hassan e Deirde Nunan. In una situazione tanto disastrosa, le evacuazioni mediche salvano vite, ma solo pochissime persone riescono ad accedervi - sottolinea Boldrini -. "Vi imploro di fermare le bombe, non solo di condannare - ha concluso Nunan -. Questa forma di impunità si diffonderà ovunque, il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario sono a rischio".
“Il quadro economico e sociale del Paese è molto preoccupante: abbiamo un Pil quasi fermo, un’inflazione che continua a mordere i redditi e una pressione fiscale che cresce, mentre la spesa per sanità e istruzione è ai minimi storici. Eppure, invece di affrontare queste emergenze, il governo concentra il dibattito della legge di bilancio su temi come la rottamazione delle cartelle esattoriali. È semplicemente lunare”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.
Secondo l’esponente Pd, “la vera priorità deve essere restituire il fiscal drag, perché milioni di cittadini, in particolare il ceto medio, hanno visto erodere il proprio reddito dall’inflazione senza alcun intervento di compensazione. È un atto di giustizia sociale che va fatto in modo sistematico”.
Al centro delle proposte dei dem ci sono la difesa dei salari – “a partire dal salario minimo” – e il rilancio del Servizio sanitario nazionale: “Non è solo un problema di risorse, ma anche di vincoli assurdi che impediscono nuove assunzioni. Così si spendono più soldi per acquistare servizi esterni, mentre i cittadini pagano prezzi sempre più alti anche per i farmaci”.
Infine, Guerra sottolinea la necessità di sostenere il sistema produttivo: “Le esportazioni sono in calo, le imprese sono in difficoltà e il programma Transizione 5.0 si è rivelato un fallimento. Servono interventi veri e strategie per la crescita, non slogan e promesse irrealizzabili”.
"Il popolo palestinese subisce da due anni un vero e proprio genocidio, un martirio senza precedenti. Quindi la prospettiva di una tregua che almeno allevi le sofferenze degli abitanti di Gaza, che apra agli aiuti umanitari, che ripristini almeno le condizioni essenziali di vita, va accolta con favore". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un'intervista rilasciata oggi a "L'Unità"
"Quel piano è una base di partenza su cui ragionare, ma non possiamo non evidenziare come sia sbilanciato verso Israele e non coinvolga i palestinesi nella fase di transizione, come hanno fatto notare alcuni esponenti politici palestinesi - sottolinea -. Il che è abbastanza significativo: come si può decidere del futuro dei palestinesi senza includerli a pieno titolo? Inoltre non è lungimirante imporre a Gaza il controllo di un organismo presieduto da Trump e Blair senza includere a pieno titolo i palestinesi. E’ un approccio da più parti definito coloniale".
Secondo Boldrini "ha ragione Mustafa Barghouti che alla CNN, pur restando molto critico sul piano, ha dichiarato che l’urgenza in questo momento è fermare il genocidio e se il piano, come sembrerebbe, sancisce il fallimento del piano di Netanyahu della pulizia etnica della Striscia, è un fatto positivo. Il punto vero sono tutte le insidie che si nascondono in questo piano, come la possibilità lasciata a Netanyahu di ricominciare la guerra per qualsiasi ragione. Ad esempio, chi garantisce che, una volta rilasciati gli ostaggi, l’Idf non riprenda con la sua opera di distruzione"? "Dopo il vertice con Trump, Netanyahu ha dichiarato che il ritiro delle truppe sarà molto lento e graduale - conclude Boldrini -. Il giorno dopo aveva già cambiato idea: l’Idf controllerà la maggior parte della Striscia. Capisce che è un equilibrio molto precario e che può saltare con qualsiasi pretesto".
Invece di attaccare un’iniziativa umanitaria Meloni avrebbe potuto esercitare il suo potere nei momenti opportuni. Al contrario ha schierato l’Italia con Netanyahu l’artefice della distruzione di Gaza, ha boicottato tutti i tentativi di sanzioni e ora se la prende con chi vorrebbe poter fare avere cibo medicinali e beni di prima necessità a chi non ha più nulla. La Flotilla è partita grazie all’impegno di migliaia di cittadini e i parlamentari coinvolti lo sono perché credono nelle azioni dal basso. Screditare Flotilla significa non aver capito da che parte sta il popolo italiano.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
“L’Assestamento 2025 viene presentato come una manovra tecnica, ma in realtà fotografa la paralisi del governo: rafforza stanziamenti per difesa e incentivi alle imprese; non destina risorse straordinarie alla sanità; e congela Poste in attesa della Legge di bilancio 2026. Ci troviamo di fronte a un atto difensivo, che rinvia ogni scelta, scaricando i problemi sulle prossime sessioni di bilancio”.
Così il deputato democratico della commissione Bilancio, Silvio Lai, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo.
“Il Partito Democratico - ha aggiunto - nel denunciare queste criticità, chiede una chiara e netta inversione di rotta: sulla sanità, occorre portare la quota statale almeno a 100 miliardi per coprire davvero i Lea; su istruzione e ricerca, è necessario invertire i tagli e finanziare stabilmente scuola, università e giovani ricercatori; sul debito, servono politiche di gestione attiva, per ridurre la spesa per interessi; sull’Europa, sono necessarie risorse certe per i programmi comunitari, evitando crolli come quello della missione ‘Italia in Europa e nel mondo’; sul metodo, dobbiamo affrontare i ritardi nei pagamenti della Pa, perché ogni giorno di ritardo è un costo per imprese e lavoro. Il Rendiconto 2024 certifica una verità: i conti tornano solo sulla carta, non nella realtà. L’Assestamento 2025 non corregge nulla: ma rinvia e difende l’indifendibile. Noi diciamo con chiarezza: non serve un bilancio che vive di inflazione e scarica i costi sui cittadini. Serve un bilancio - ha concluso - che investa su sanità, scuola, ricerca, lavoro e che riporti trasparenza nel sistema bancario”.
“È inaccettabile che l’Italia, che pure ha promosso e sostenuto il programma IUPALS insieme alla CRUI, rischi di lasciare indietro questi giovani. Non possiamo permettere che studenti e studentesse selezionati dalle nostre università restino prigionieri di Gaza, mentre altri Paesi europei ed extraeuropei sono riusciti a garantire corridoi umanitari e visti. Il Governo italiano si attivi subito, in coordinamento con le istituzioni europee e internazionali, per garantire che questi ragazzi e ragazze possano arrivare in Italia, studiare e costruire un futuro di pace e dignità”. Lo dichiara Giuseppe Provenzano, deputato Pd e responsabile nazionale Esteri, primo firmatario insieme ai colleghi Laura Boldrini e Fabio Porta, di una interrogazione ai Ministri degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dell’Istruzione, Università e Ricerca per denunciare la situazione drammatica in cui si trovano oltre 150 studenti palestinesi di Gaza, vincitori di borse di studio in Italia, ancora privi dei visti necessari per poter raggiungere scuole e università del nostro Paese.
“Da mesi abbiamo assicurato al Governo la massima discrezione sulle trattative in corso, ma ora si sta facendo troppo tardi. A Gaza muore ogni diritto, ma far vivere quello di questi studenti dipende anche da noi. Non si può perdere altro tempo. A Gaza ogni giorno potrebbe essere l’ultimo”, ha aggiunto Provenzano.
“Le parole della Presidente Meloni sul Sud sono ancora una volta improntati ad una propaganda del tutto fuori luogo. I dati Istat non possono essere usati in maniera strumentale per giustificare e camuffare una realtà complessiva molto diversa purtroppo. Questo Governo si è rivelato finora nemico del Mezzogiorno. Anzitutto ha tagliato risorse fondamentali: 3,7 miliardi tolti al fondo perequativo infrastrutturale, oltre 1 miliardo sottratto al credito d'imposta della Zes Unica e relativa cancellazione del dimezzamento IRES per le nuove attività economiche, 5,3 miliardi venuti meno con la cancellazione di “Decontribuzione Sud”. Alla lista, che sarebbe ancora più lunga, aggiungiamo i ritardi drammatici nella spesa degli interventi PNRR, in settori strategici come infrastrutture, sanità, lavoro, istruzione, agricoltura, destinati in particolare al Sud. Senza considerare le numerose crisi industriali che non ricevono risposta e l'impoverimento reale delle famiglie per l'aumento drammatico del costo della vita e la riduzione costante dei salari reali. Altro che fine dell’assistenzialismo, il Governo sta mettendo fine al futuro del Mezzogiorno”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“D’altronde, l’antimeridionalismo è uno dei caratteri distintivi del programma di questo Governo e la Riforma sull’autonomia differenziata ne è la testimonianza più viva.
Questo progetto puntava a dividere e spaccare letteralmente in due l'Italia, cristallizzando per legge diseguaglianze e disparità oggi esistenti, violando il principio di unità, solidarietà e coesione nazionale, fondamento essenziale della nostra Costituzione.
Il Sud non ha bisogno di slogan su dati pur incoraggianti, che non riflettono però la reale condizione di vita nel Mezzogiorno – aggiunge De Luca – ma di un'attenzione concreta e di interventi strutturali seri per ridurre i divari e garantire pari opportunità a tutti i cittadini Non accettiamo narrazioni di comodo: il Mezzogiorno merita verità, non propaganda”.
“Mentre le famiglie italiane si trovano ad affrontare un costo medio di oltre 1.300 euro a studente per far fronte alle spese scolastiche, il ministro Valditara ancora una volta si nasconde dietro la propaganda dileggiando le proposte del Partito Democratico contro il caro scuola e a favore di mense e trasporti gratuiti. Chiediamo che le misure a sostegno del diritto allo studio, già sperimentate positivamente in Emilia Romagna e Toscana, diventino strutturali e rispondano alla perdita del potere di acquisto delle famiglie italiane”. Così la deputata Irene Manzi, Capogruppo Pd in Commissione Cultura, in replica al ministro Valditara durante il question time sul caro-scuola.
“È il momento che il governo esca dalla propaganda - continua la parlamentare dem - perché tutte le promesse che ogni anno fa in vista della legge di bilancio che annunciano misure a favore del diritto allo studio, alla prova dei fatti non vengono mai realizzate. Serve allargare la platea di chi può usufruire delle misure di sostegno al diritto allo studio. Serve un sistema di welfare studentesco strutturato, che possa garantire l'accesso gratuito o agevolato a servizi essenziali”. “Le proposte il Pd le ha presentate in Parlamento, ora servono risposte e non promesse vuote, utili a scrivere qualche titolo di giornale, ma che puntualmente non vengono mantenute”, conclude Manzi.