24/03/2025 - 11:45

"L’intervista di Piantedosi certifica il fallimento del progetto Albania. Di fronte a questo evidente insuccesso, il governo tenta adesso di riconvertirlo per evitare il danno erariale, ma il risultato è solo un ulteriore spreco di risorse pubbliche, peraltro con soluzioni del tutto estranee all’accordo siglato con l’Albania e alla sua legge attuativa. Il costo per le casse dello Stato italiano è già enorme: circa un miliardo di euro, che poteva essere investito in sanità, istruzione o sicurezza. Il governo ponga definitivamente fine a questa operazione, nata sotto il segno della propaganda e destinata a trasformarsi in un vero e proprio disastro finanziario".
Così in una nota le deputate e i deputati democratici Chiara Braga, Enzo Amendola, Simona Bonafè, Matteo Mauri e Matteo Orfini, che aggiungono: "Meloni dovrebbe prendere atto della gravità della situazione, con un governo in cui i ministri degli Esteri e dell’Interno, per usare le parole dalla stessa maggioranza, sono in evidente difficoltà".

 

18/03/2025 - 13:53

“I dati Istat certificano la crescita delle diseguaglianze educative per gli studenti con disabilità in Italia. Aumenta la necessità di assistenti all’autonomia e alla comunicazione, soprattutto al sud, a cui lo Stato non è in grado di rispondere. L’Istat certifica l’aumento degli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane e la crescita della domanda di assistenza che non è soddisfatta, sono dati allarmanti. Il 4,5 per cento degli studenti con disabilità non ha un assistente, un dato che cresce di un punto percentuale nelle regioni del Mezzogiorno. Non c’è bisogno di altro per chiedere al Governo un intervento urgente. Sto depositando un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione e alla Ministra per le disabilità affinchè si attivi

17/03/2025 - 18:59

"Il PNRR rappresenta un'opportunità unica per il rilancio economico e sociale del nostro Paese, ma il Governo continua ad accumulare ritardi e rinvii preoccupanti. L'Italia è il principale beneficiario del Piano, ma solo un terzo delle risorse totali è stato speso, mentre restano ancora 284 obiettivi da raggiungere entro il 2026. I settori chiave, come sanità, istruzione e inclusione sociale, registrano avanzamenti minimi, e il rischio di perdere questa occasione storica è concreto. Chiediamo trasparenza e un’informazione puntuale al Parlamento e al Paese. Il Governo non può limitarsi a rimodulare e tagliare progetti strategici come asili nido, case di comunità e investimenti nella transizione ecologica e digitale. Serve un cambio di passo immediato, perché dal successo del PNRR italiano dipende anche il futuro di un’Europa solidale e inclusiva. Non possiamo permettere che l’inerzia dell’esecutivo metta a rischio il futuro del Paese." Così in aula alla camera il capogruppo democratico nella commissione affari europei, Piero De Luca che ha chiesto “al governo di fare un’operazione verità sul Pnrr”.

 

 

17/03/2025 - 16:58

Ricordate la “protesta delle tende”? Era il 2023 quando, in tantissime università italiane, studenti e studentesse si mobilitarono per contrastare il caro affitto e chiedere investimenti sugli studentati pubblici.

“Una protesta giusta, che appoggiamo, perché riguardava un argomento fondamentale all’interno del diritto allo studio. Anche per questo nella stesura del PNRR prevedemmo 60mila nuovi alloggi entro il giugno 2026.

“Oggi un report dell’Unione degli Universitari ci informa di come il Governo Meloni, che all’epoca non ascoltò gli studenti liquidandoli con le solite frasi di circostanza che la destra usa per delegittimare ogni protesta, abbia effettivamente finanziato solamente 11.275 posti letto. Circa 228 milioni di euro a fronte di 1,2 miliardi di risorse complessive stanziate.

“In sostanza, denuncia l’associazione studentesca, dopo il PNRR si avrà solo lo 0,5% in più di copertura reale di posti pubblici. Il report, che vi invito a leggere e vi metterò nelle storie appena disponibile online, affronta anche temi su a chi vanno, effettivamente, i soldi stanziati. Insomma, come dicono loro stessi, “è tutto sbagliato”.

“Non vederci una chiara scelta politica sarebbe miope. Questa è la destra. Oltre alla sanità favoriscono la privatizzazione dell’istruzione: nell’Italia di Meloni si cura e studia solo chi può permetterselo.”

Lo dichiara in un post sui social network Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.

 

13/03/2025 - 17:46

“Si apprende dal viceministro Leo che sarebbe pronta l'ennesima lenzuolata di condoni. Il PD rimane fermamente convinto che questa non sia la strada giusta. La politica delle rottamazioni e il continuo via libera all'evasione fiscale minano la credibilità del sistema, riducono il tasso di adesione spontanea e sottraggono risorse fondamentali per garantire un welfare universale, dalla sanità all’istruzione, fino all’assistenza per tutti i cittadini.”

Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, commentando l’ipotesi di una nuova riapertura dei termini per aderire al concordato preventivo biennale e l’estensione della conciliazione giudiziale anche ai ricorsi pendenti in Cassazione prima del 5 gennaio 2024.

13/03/2025 - 13:20

“È stata depositata oggi alla Camera dei Deputati una mozione per il riconoscimento del “Diritto a Restare” a prima firma dalla deputata democratica, Giovanna Iacono (PD), con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento delle aree interne del Sud e del Nord, promuovendo uno sviluppo equo ed inclusivo nei territori più fragili del Paese.

“La mozione è il risultato di mesi di confronto con colleghe e colleghi di Camera e Senato, associazioni, e realtà locali tra cui il Centro Studi Giuseppe Gatì, che hanno offerto un contributo prezioso nella stesura di questo testo – dichiara Iacono - che presiede l’Intergruppo per il Diritto a Restare. Il fenomeno dello spopolamento, unito al calo demografico, sta creando una frattura sempre più ampia tra diverse aree del Paese, con conseguenze drammatiche per la coesione sociale ed economica.”

I dati recenti sono allarmanti: negli ultimi dieci anni, le aree interne hanno registrato un calo demografico medio del 10%, con punte del 20%, mentre il Mezzogiorno ha visto la fuga di 200.000 giovani laureati. Il divario nei servizi essenziali, dall’istruzione alla sanità, costringe migliaia di cittadini a spostarsi per ricevere cure adeguate o trovare opportunità lavorative.

“Lo Stato non può abbandonare intere comunità – prosegue Iacono –. È necessario un intervento strutturale che garantisca ai cittadini il diritto di poter costruire il proprio futuro nel territorio in cui sono nati, senza dover emigrare per necessità e dando loro l’opportunità di tornare.”

La mozione impegna il Governo, tra le altre cose, a istituire un Osservatorio Nazionale per il Diritto a Restare, a potenziare le politiche giovanili e gli investimenti in infrastrutture, sanità e trasporti, a incentivare le imprese che assumono giovani laureati e a promuovere il recupero di aree inutilizzate per creare opportunità abitative e lavorative.

“La lotta allo spopolamento deve diventare una priorità per le istituzioni – conclude Iacono –. Vogliamo garantire a tutti i cittadini la possibilità di scegliere se restare nel proprio territorio senza essere costretti ad abbandonarlo per mancanza di opportunità.”

 

06/03/2025 - 11:44

“Per quanto tempo ancora l’Europa assisterà passivamente al conflitto in atto in Congo con l’occupazione di interi territori da parte del gruppo paramilitare M23? Eppure i dati sono allarmanti. Si registrano già 7000 morti, gran parte dei quali seppelliti senza essere identificati. Intere comunità sottoposte al controllo, economico e sociale, delle truppe occupanti, sostenute dal vicino Ruanda, a fronte di feroci combattimenti. Una guerra che nasce dall’obiettivo di sfruttare le miniere congolesi ricche soprattutto di coltan , un minerale necessario per produrre i microchip degli smartphone e di altri dispositivi digitali. Risorse minerarie vendute al Ruanda per la successiva trasformazione. Le Nazioni Unite hanno paragonato il controllo dell’M23 sulla città a quello di un apparato statale e vi è il fondato rischio che possa scatenarsi, tra l’altro, come denuncia la Croce Rossa, con ‘conseguenze inimmaginabili’, una grave epidemia di Ebola e di altri agenti patogeni attualmente conservati in alcuni laboratori dove si stanno svolgendo i combattimenti”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“A metà febbraio - aggiunge - è stata approvata una risoluzione del Parlamento europeo che esorta le istituzioni europee a sospendere il sostegno finanziario diretto al Rwanda, fino a quando il Paese non romperà i legami con i ribelli del gruppo M23 e non garantirà l'accesso umanitario alle aree della Repubblica democratica Congo da questo occupate.
Al momento non è stato dato seguito alla risoluzione. Per questo, insieme ai colleghi del Pd, Amendola, Ferrari, Scotto, Ghio, Manzi, Lai, Fornaro, Gianassi, Roggiani, Ricciardi, Simiani, abbiamo presentato una interrogazione al ministro degli Affari Esteri per chiedere che l’Italia chieda formalmente all’Ue di sospendere il sostegno finanziario al Rwanda e per sostenere la necessità che il nostro Paese adotti misure adeguate per garantire la collaborazione con la Repubblica democratica del Congo nel contesto di una strategia di investimento che consentano, al Congo e al suo popolo, di affrontare le sfide in atto e promuovere la pace, le infrastrutture, l'istruzione e l'autodeterminazione”.

 

04/03/2025 - 18:42

"La posizione militarista di Ursula Von der Leyen, che vuole esporre l'Unione Europea a un enorme debito per permettere ai singoli stati di acquistare più armi è sbagliata e vista dalla conferenza sul Trattato per l'abolizione delle armi nucleari di New York appare ancora più pericolosa. Una prospettiva di guerra che coinvolge potenze nucleari può portare alla distruzione dell'umanità come ci stanno dicendo in questi giorni scienziati e premi Nobel, non certo riportare il mondo sulla strada della pace.
Serve una difesa comune dell'Europa e, con essa, una politica estera comune, non certo la corsa agli armamenti di ogni stato membro. Fare debito comune per le armi e non per la salute delle cittadine e dei cittadini europei  è una scelta autolesionista che tradisce il progetto europeo. L’UE non è nata per fare la guerra ma per affermare la pace, per dirimere le controversie tra Stati attraverso strumenti alternativi all’uso della forza. Questa è la missione dell’Ue in cui abbiamo creduto e vogliamo continuare a credere". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per il disarmo nucleare, a margine della seconda giornata di lavori della terza conferenza degli stati parte del Trattato per la proibizione delle armi nucleari in corso a New York.

17/02/2025 - 15:27

*"Nuovo intervento legislativo sarebbe solo un inutile accanimento"*

"Mentre Giorgia Meloni annuncia con ostinazione di voler portare avanti il protocollo Italia-Albania, la realtà dei fatti racconta un'altra storia: il progetto si sta rivelando un fallimento sotto ogni aspetto. Continuare a insistere, ignorando le evidenti criticità emerse, significa solo perseverare nell’errore e continuare a sprecare somme ingenti di denaro pubblico, già oltre il miliardo di euro". Lo dichiarano i deputati democratici della Commissione Affari Costituzionali alla Camera, Simona Bonafè, Gianni Cuperlo, Federico Fornaro, Matteo Mauri e Matteo Orfini
"La premier rivendica il 'diritto della politica di governare', ma governare significa anche assumersi la responsabilità di riconoscere quando un’operazione non funziona e soprattutto rispettare la legge. Il miliardo di euro investito nel progetto avrebbe potuto rafforzare servizi essenziali come sanità, istruzione e welfare, invece viene impiegato per un’iniziativa che sta mostrando tutti i suoi limiti".
"La notizia dei licenziamenti nei centri di Shengjin e Gjader - concludono - certifica ulteriormente la fragilità di questo sistema. Il governo prenda atto della realtà e non insista con nuove forzature legislative per tenere in piedi un’iniziativa ormai compromessa".

 

13/02/2025 - 16:11

Oggi con due emendamenti a firma PD e Noi moderati - e dopo le nostre proteste per il mancato finanziamento in legge di bilancio - è stato finalmente ripristinato il fondo al contrasto della povertà educativa fino al 2027. Dopo la grave decisione di cancellare un fondo così fondamentale, che ha raggiunto più di mezzo milione di bambini e ragazzi fragili, finalmente il governo fa marcia indietro. La battaglia ora è fare in modo che diventi finanziato stabilmente: è uno strumento essenziale nella lotta alle diseguaglianze e alle marginalità, frutto del lavoro di sincrono tra fondazioni di origine bancaria, terzo settore e istituzioni. Un fondo che ha garantito la realizzazione di progetti importanti sia nelle periferie metropolitane più complesse sia nelle aree interne. Per questo noi come partito Democratico abbiamo anche depositato un disegno di legge sul rafforzamento della comunità educante e lavoreremo affinché alla camera e al senato prosegua il suo iter. Il contrasto alla povertà per noi passa inevitabilmente dagli investimenti in welfare, educazione e istruzione che sono l'unico strumento da rafforzare per non lasciare indietro nessuno. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.

 

13/02/2025 - 13:17

Nuovo intervento legislativo sarebbe inutile accanimento

"La notizia dei licenziamenti di massa operati dalla cooperativa incaricata della gestione dei centri di Shengjin e Gjader conferma la debolezza e l'inadeguatezza di un progetto che fin dall'inizio ha mostrato evidenti criticità". Così la capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Costituzionali della Camera, Simona Bonafè, commenta la decisione della cooperativa Medihospes di interrompere i contratti della maggior parte dei dipendenti assunti per la gestione delle strutture in Albania.
"Il cosiddetto 'Progetto Albania', voluto dalla premier Giorgia Meloni per la gestione dei migranti, si sta rivelando un'iniziativa fallimentare e dannosa per le casse dello Stato. Si tratta di uno spreco di denaro pubblico che supera il miliardo di euro, risorse che potevano essere investite in servizi essenziali per i cittadini italiani, come sanità, istruzione e welfare".
“Il governo prenda atto del fallimento del progetto e non insista con ulteriori strappi istituzionali e interventi legislativi che rappresenterebbero solo un accanimento nel tentativo di mantenere in vita un'iniziativa ormai compromessa”

11/02/2025 - 18:05

“Nei primi 11 mesi del 2024 le morti sul lavoro sono state 1418, di cui 1055 sul luogo di lavoro e il resto in itinere. Una contabilità tragica e drammatica per cui non bastano ne’ le commemorazioni ne’ le parole di sdegno. Perché non sono una tragica fatalità ma eventi che si possono e si debbono evitare. Oggi dopo il passaggio al Senato, discutiamo della disposizione che introdurrà l’insegnamento dei principi in materia di sicurezza sul lavoro a scuola, nell’ambito dell’educazione civica. Ma nessuna norma come questa sarà sufficiente se prima non si sarà garantito un quadro normativo generale di tutele della sicurezza dei lavoratori”. Lo ha detto in Aula alla Camera Irene Manzi, capogruppo dem in commissione Cultura, annunciando il voto di astensione del Partito Democratico alla proposta di legge sull’introduzione delle conoscenze in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica.

“La scuola – ha proseguito l’esponente Pd - serve a diffondere sempre di più la consapevolezza dei diritti e dei doveri, dei principi irrinunciabili della cittadinanza responsabile e dei diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini. E’ importante che gli studenti e le studentesse possano, sin dai primi gradi di istruzione, conoscere ed essere consapevoli dell’importanza e della centralità del tema della sicurezza sul lavoro. Perché questa sarà una consapevolezza che li accompagnerà per tutta la vita. Ma questa disposizione, se non inserita in una cornice complessiva che riguarda il lavoro e gli interventi per la sicurezza sul lavoro, rischia di essere soltanto un provvedimento episodico”.

“L’istruzione – ha concluso Manzi - è un settore troppo importante per il futuro del Paese e non necessita di interventi spot spesso frutto della notizia di cronaca del momento. Non siamo all’anno zero, va anzi  valorizzato quanto di positivo si è realizzato nelle scuole grazie agli strumenti offerti dall’autonomia scolastica. La disposizione approvata oggi a invarianza finanziaria rischia di essere solo un intervento episodico, poco efficace rispetto alle esigenze di ascolto e protagonismo del mondo della scuola. La scuola va ascoltata, va resa protagonista”

 

09/02/2025 - 09:17

“In tutta la Toscana, i mancati finanziamenti del Governo Meloni impediscono l’assistenza scolastica agli studenti disabili. Negli ultimi anni, l’aumento esponenziale di alunni fragili (dal 2021 oltre 1.500) non è stato compensato da adeguate risorse: si tratta di una situazione insostenibile che causerà disagi agli alunni, alle loro famiglie e ai lavoratori impegnati nei servizi di assistenza specialistica. Solo per fare alcuni esempi: ad Arezzo la crescita di studenti con problematiche è stata del 45 per cento, a Pisa del 43 per cento, a Lucca del 30 per cento, a Livorno del 27 per cento, a Prato e Siena del 25 per cento, a Massa Carrara del 13 per cento, a Pistoia del 13 per cento, a Grosseto del 3 per cento mentre a Firenze si è registrata una sostanziale stabilità. Per questi motivi, abbiamo presentato un’interrogazione a Montecitorio”: è quanto dichiarano i deputati Pd Emiliano Fossi segretario Dem Toscana, Irene Manzi capogruppo in Commissione Cultura, Marco Simiani capogruppo Commissione Ambiente e la Responsabile scuola del Pd Toscana Simona Querci.

“Il diritto all’istruzione è sancito dalla Costituzione, ma le risorse stanziate dal governo sono minori del fabbisogno dei fondi necessari. Se questi finanziamenti non verranno integrati rapidamente, nonostante la già cospicua quota messa ogni anno dalla Regione Toscana, il percorso formativo e scolastico di centinaia di studenti fragili rischia di essere compromesso per sempre. Il nostro sostegno va anche agli educatori professionali, costretti a scioperare, come ad esempio a Livorno, per vedere riconosciuti i propri diritti”: conclude la nota.

 

02/02/2025 - 17:52

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd

Negare l'evidenza è ancora peggio dell'ammissione dei ritardi di applicazione di tutte le norme che propagandisticamente la destra ha fatto approvare dal Parlamento per dare l'illusione di voler arginare la crisi in cui versa la sanità pubblica. Il problema non è dunque la denuncia della Fondazione Gimbe per la mancata approvazione da parte del governo dei decreti attuativi per il taglio delle liste di attesa ma le volgari accuse che i parlamentari di destra rivolgono alla stessa Fondazione per aver fatto emergere la verità.
Tagli alle risorse per il sistema sanitario nazionale, corsie senza infermieri e medici, prenotazioni visite specialistiche impossibili anche per patologie gravi: questa è la triste realtà che si presenta davanti ai cittadini per l'incapacità (ma anche per una volontà) del governo e della destra che ha nella testa, così come per altri settori, come scuola ed istruzione, la necessità di favorire i grandi interessi privati.
La latitanza della Meloni è ormai cronica e difendere l'indifendibile è lo sport preferito. A rimetterci gli italiani, soprattutto le fasce più deboli, ai quali viene meno un diritto costituzionale.
Piena solidarietà alla Fondazione Gimbe per il coraggio e la determinazione nel portare avanti battaglie di interesse generale. Lo dichiara il deputato del PD, Silvio Lai

28/01/2025 - 12:36

“Oggi riconfermiamo con forza il sostegno all'Ucraina e al suo diritto inalienabile di resistere ad una aggressione brutale. La guerra con la sua scia di morte e distruzione è una ferita aperta che riguarda tutta l'Europa e il mondo: l'ordine mondiale è sotto attacco da potenze che non rispettano il diritto internazionale e siamo allarmati dalla retorica di leader che giustificano l'espansione territoriale attraverso la forza. Non possiamo rimanere silenziosi davanti a questa deriva”. Così il deputato dem Nicola Carè intervenendo in Aula durante il dibattito sulla proroga degli aiuti all'Ucraina.

“Gli aiuti umanitari che abbiamo inviato finora – continua il parlamentare - sono stati legati al fatto che l'Ucraina potesse arrivare al tavolo dei negoziati in una posizione di forza anche se sappiamo che non sarà semplice e tutti noi dovremo pagare un prezzo”. “È essenziale che l'Europa non rimanga spettatrice, che sia protagonista investendo in una diplomazia attiva e in una politica estera comune che metta al centro la ricerca della pace e non una semplice tregua”, conclude Carè.

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