24/03/2026 - 11:32

“Siamo molto soddisfatti del risultato. Ora vogliamo sconfiggere Meloni alle elezioni. Il voto ha dimostrato sia nella partecipazione che nel risultato che i cittadini hanno a cuore la Costituzione, soprattutto i più giovani. Noi continueremo a sfidare il governo sui temi che toccano la vita quotidiana delle persone: sanità, lavoro, la scuola”.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, a Rainews 24.

“Il Partito Democratico è sempre stato compatto nei passaggi parlamentari sulla riforma e i nostri militanti si sono mobilitati con determinazione per raggiungere questo risultato sul cui esito ha pesato anche il contesto internazionale: Trump non spaventa solo per le guerre, per le scelte scellerate che influenzano la nostra economia, ma come modello di potere senza limiti. Un modello a cui guarda una parte della destra, da Meloni a Salvini, fino al sostegno a Orban. E i cittadini lo hanno capito” ha aggiunto Braga.

“La scelta della Segretaria Elly Schlein e del PD di fare della campagna una battaglia convinta a sostegno della Costituzione ha intercettato un sentimento profondo del Paese. Oggi il Partito Democratico è più forte ed è caricato di una responsabilità ancora maggiore. Per questo è una buona notizia che anche Conte si sia espresso positivamente sulle primarie: ora bisogna lavorare alle modalità e consolidare il lavoro fatto in Parlamento e fuori. C’è un patrimonio politico e umano che vogliamo portare al tavolo della coalizione, per rispondere alla domanda di partecipazione e di alternativa che c’è nel Paese” ha concluso la Capogruppo Pd. 

 

24/03/2026 - 10:05

“Il risultato del referendum conferma, semmai fosse ancora necessario, che la Costituzione è un patrimonio che i cittadini italiani difendono come baluardo di democrazia e convivenza civile. Il merito tecnico del referendum è andato via via scemando, per lasciare il posto ad una vera e propria resistenza civile contro un tentativo, peraltro maldestro, di ottenere un plebiscito utile, nel pensiero della presidente Meloni, a rafforzare il proprio potere e ad ottenere un via libera a modificare la Costituzione a maggioranza. È la sconfitta della Meloni e la vittoria delle forze che hanno, incessantemente spiegato con pazienza e determinazione quello che questo referendum realmente nascondeva. Ora è necessario un lavoro, davvero condiviso, per migliorare la giustizia e renderla più efficace e coerente con le aspettative dei cittadini. Ma questo, gli italiani lo hanno chiarito, potrà avvenire solo nella cornice della Costituzione vigente, nel rispetto assoluto dell’equilibrio e della divisione dei poteri che i nostri padri costituenti hanno saputo consacrare. L’idea che Meloni vagheggiava, di una Repubblica con il potere esecutivo immanente e legislativo e giudiziario al guinzaglio, rimarrà nei sogni della nostra presidente.” Così Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico.

23/03/2026 - 19:53

“Ha vinto la forza della Costituzione. Ogni volta che provano a toccarla, perdono. Milioni di cittadini hanno detto un NO netto alla volontà di sottomettere la Magistratura al potere del Governo. Se passavano ora, avrebbero preso tutto. Ora dobbiamo costruire l’alternativa. Perché questo è stato anche un No alla guerra, un No all’affossamento del Salario Minimo, un No al definanziamento di sanità e scuola.  Continueremo testardamente unitari come ha detto Elly Schlein a unire e rinnovare il campo progressista”.

Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

23/03/2026 - 19:15

“Il responso delle urne determina il trionfo della partecipazione consapevole di un popolo che ha saputo distinguere la necessità di migliorare il sistema dall'insidia di una riforma sbagliata. La vittoria del "No" è, prima di tutto, una vittoria della tenuta delle nostre istituzioni.

Ho esercitato con convinzione il mio impegno di rappresentante dei cittadini in questa campagna elettorale, percorrendo il territorio per spiegare — centimetro dopo centimetro — i torti di un impianto normativo che ritenevo privo di intelligenza ordinamentale. Una riforma che, sotto il velo della semplificazione, nascondeva il rischio di ferire l'unità della giurisdizione e di introdurre l'artificiosa bicefalia di doppi CSM, producendo più confusione che certezza del diritto.

Ora, però, occorre avere la forza di laicizzare il risultato e non trasformarlo in una rendita di posizione. Archiviata la stagione delle forzature e delle divisioni ideologiche, è il momento di innalzare il cantiere della giustizia giusta.

Dobbiamo edificare una riforma che non nasca dalla clava della contrapposizione, ma da una visione organica e fattuale, capace di garantire tempi certi ai cittadini e dignità agli operatori del diritto. La giustizia è l'infrastruttura immateriale più preziosa della nostra convivenza civile: per metterla in sicurezza servono costruttori di sintesi, non architetti di fratture. Mettiamoci al lavoro per una proposta che unisca il Paese che crede che la magistratura libera e indipendente sia una risorsa preziosa per garantire a tutti la giustizia” così il deputato democratico Luciano D’Alfonso.

 

23/03/2026 - 18:53

“La netta vittoria del No rappresenta prima di tutto una chiara bocciatura di massa che il popolo italiano ha inflitto al Governo Meloni. Gli italiani hanno ribadito che la nostra Costituzione non si tocca con colpi di mano o riforme pasticciate nate con l'unico scopo di sbilanciare l'equilibrio dei poteri. Siamo profondamente soddisfatti perché il Paese ha scelto con orgoglio la strada della stabilità democratica, respingendo con forza un progetto che avrebbe umiliato il ruolo centrale del Parlamento e soffocato quegli spazi di pluralismo che sono il cuore pulsante della nostra Repubblica.

In questa straordinaria mobilitazione civile, il Partito Democratico si è confermato il perno insostituibile della resistenza democratica, dimostrando di essere l'unico vero argine contro derive autoritarie e semplificazioni pericolose che minacciano le fondamenta della nostra libertà. Oggi non cade solo una proposta di legge sbagliata, ma crolla l'illusione di una destra che pensava di poter cambiare le regole del gioco a proprio piacimento. Il messaggio che arriva dalle urne è che la democrazia appartiene ai cittadini e non può essere piegata agli interessi di una maggioranza arrogante.

Prendiamo atto del risultato, rispettiamo chi ha votato sì, ma non ci fermiamo: il nostro lavoro è allargare il consenso attorno al campo largo per affrontare le elezioni politiche con la forza necessaria per vincere” così sui social il deputato democratico Stefano Graziano.

 

23/03/2026 - 18:30

"Il risultato che emerge dalla Sardegna rappresenta un segnale politico chiaro, forte e inequivocabile. La netta affermazione del No al referendum costituzionale nell’Isola, con quasi il 60% del consenso, testimonia una partecipazione consapevole e una presa di posizione determinata da parte delle cittadine e dei cittadini sardi.

La Sardegna respinge al mittente la pretesa del governo e della destra di modificare la Costituzione per piegare la Giustizia ai voleri del potere politico. Sconfitta politica per la presidente Meloni che ora non potrà modificare la legge elettorale per i suoi interessi e dovrà al contempo rinunciare a quell'autonomia differenziata che avrebbe diviso in Paese tra Regioni ricche e Regioni povere.

L'esito del referendum non può essere letto solo in chiave numerica, ma esprime un orientamento profondo: la volontà di difendere principi, equilibri istituzionali e una visione della democrazia che i sardi hanno ritenuto non adeguatamente garantita dalla proposta referendaria.

Desidero ringraziare tutte e tutti coloro che hanno partecipato al voto, contribuendo con senso civico e responsabilità a questo importante momento democratico. Il dato della Sardegna evidenzia una comunità attenta, vigile e capace di esprimere un giudizio autonomo e ponderato.

Per il Partito Democratico della Sardegna, questo risultato rappresenta uno stimolo ulteriore a proseguire nel lavoro politico e istituzionale, rafforzando il dialogo con i territori e ascoltando con ancora maggiore attenzione le istanze che provengono dalla nostra comunità.

Ora è necessario che a livello nazionale si apra una riflessione seria e rispettosa dell’esito referendario, evitando semplificazioni e valorizzando il messaggio che arriva dai territori, a partire dalla Sardegna.

Continueremo a lavorare con responsabilità e determinazione per costruire soluzioni condivise, nel rispetto dei valori democratici e dell’equilibrio istituzionale del Paese".

Lo dichiara il deputato Silvio Lai, segretario regionale del PD della Sardegna.

 

23/03/2026 - 17:35

“Il risultato del referendum sulla giustizia del 2026 segna una vittoria chiara e significativa: vince il NO, vince la democrazia, vince la Costituzione. L’alta affluenza dimostra quanto cittadine e cittadini credano nel valore del voto e nella partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. È una vittoria costruita grazie all’impegno diffuso del comitato per il NO, delle associazioni, del sindacato e di una rete civica ampia e plurale, che ha riportato al centro il confronto sui contenuti. Significativo è stato il contributo del Partito Democratico, dei parlamentari, degli amministratori locali e dei circoli, che hanno animato i territori con un lavoro costante di ascolto e mobilitazione.Un esito che rafforza i principi fondamentali della Repubblica e conferma la Costituzione come pilastro della nostra convivenza civile. Vince l’Italia, vince una democrazia viva e partecipata": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

23/03/2026 - 12:36

Un’altra morte sul posto di lavoro. Un’altra vita spezzata a 22 anni. Un pensiero di solidarietà e vicinanza alla famiglia e agli affetti dell’operaio ventiduenne che stamattina è rimasto incastrato nel cilindro di un macchinario sul posto di lavoro a Selvazzano dentro (PD). Attendiamo che sia fatta al più presto chiarezza sulla dinamica dell’incidente, ma una cosa è certa: la sicurezza sul lavoro è un’emergenza nazionale, un problema grave e strutturale, e come tale andrebbe trattato dalle istituzioni.

 

21/03/2026 - 11:09

“I consulenti del lavoro, così come i professionisti, svolgono una funzione essenziale nel Paese. Bisogna però fare ancora tanto per favorire il superamento del gender gap che nelle professioni è molto alto, oltre il 46%, e occorrono misure e sostegni adeguati ”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, questa mattina a Torino al Congresso interregionale del Piemonte e Valle d’Aosta dei consulenti del lavoro, dal titolo “Dentro il futuro”.

“É fondamentale in questo tempo in cui l’intelligenza artificiale impattata pesantemente riuscire a sostenere il loro lavoro - ha proseguito la deputata - Le loro professionalità e la qualità degli ordini professionali deve essere valorizzata non in modo conservativo ma multidisciplinare e avanzato”.

“Non basta la neutralità fiscale ma servono incentivi al lavoro di qualità e al sostegno al welfare dei professionisti, in modo particolare per le donne. In questa fase si discute di diverse riforme delle professioni e forse poteva essere utile un approccio più uniforme e razionale, anche per disegnare una traiettoria più lineare e trasparente, mentre attualmente ci troviamo con percorsi paralleli, velocità diverse, decreti con scadenza diverse”, ha concluso Gribaudo.

 

20/03/2026 - 19:12

“Meloni parla di ‘manina’ a proposito di Delmastro. Per lei la responsabilità non è di chi fa una società con la figlia di un prestanome del clan Senese. Ma piuttosto di chi ha rivelato questa vicenda grave all’opinione pubblica. Meloni evoca complotti perché ha paura di perdere”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

20/03/2026 - 15:50

“Ho assistito con un certo stupore al piccolo corteo di Napoli promosso dall’Ugl a difesa del contratto sottoscritto con Glovo. Peraltro l’Ugl è l’unico sindacato ad averlo siglato. Si attaccano le inchieste della magistratura di Milano che hanno scoperchiato lo sfruttamento di quarantamila lavoratori e si ribadisce che i ciclofattorini sono lavoratori autonomi e non dipendenti. E tali devono restare. Se fossero davvero  lavoratori autonomi non è chiaro per quale motivo i rider debbano essere del tutto eterodiretti dall’algoritmo, con un controllo costante e pervasivo e con procedure che non consentono di disconnettersi, pena l’applicazione di sanzioni, fino alla cancellazione dalla piattaforma. Infine, quella manifestazione ha preso di mira la Cgil con toni squadristici senza precedenti. Pensiamo che sia davvero incredibile che si difendano nei fatti dei contratti pirata, nonostante gli interventi della magistratura, e si chieda di continuare così come è senza porsi l’obiettivo di una stabilizzazione di chi lavora con turni massacranti e senza alcuna tutela”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

19/03/2026 - 17:00

“Delmastro è un caso da studiare. O è sfortunato o è un avventuriero. In ogni caso va cacciato dal Governo. Meloni non lo farà. Sapeva ma ha taciuto. Forse per paura del referendum. Una bistecca tricolore andata di traverso. Ma soprattutto un’idea proprietaria delle istituzioni”.

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

18/03/2026 - 16:27

“Abbiamo depositato un’interrogazione urgente al Ministero del Lavoro e al Mimit per chiedere conto della scelta di invitare organizzazioni non rappresentative e firmatarie di contratti pirata ai tavoli. La decisione delle organizzazioni datoriali di disertare il tavolo di ieri non ha precedenti e segnala un disagio crescente rispetto ai tentativi continui del governo di rendere inutile il confronto con le parti sociali. Devono spiegare all’opinione pubblica se pensano che sia giusto tollerare chi fa dumping salariale e concorrenza sleale sul mercato riducendo i diritti di chi lavora. Per questo chiediamo quali siano i criteri che ispirano queste scelte”.

Così i deputati e le deputate Pd della commissione Lavoro, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Mauro Laus, Marco Sarracino, Emiliano Fossi e la responsabile Lavoro dem, Maria Cecilia Guerra.
 

 

18/03/2026 - 15:37

“I quotidiani titolano che Delmastro era in società con la giovane figlia di persona sotto processo e poi condannata al carcere per avere agevolato un’associazione mafiosa. Stiamo parlando dello stesso Delmastro che accusava il Pd di “inchinarsi ai mafiosi”? Del sottosegretario alla giustizia con delega al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria? Del sottosegretario condannato per rivelazione di segreto di ufficio? Oggi una nuova puntata di questa serie tragicomica. Siamo davvero oltre ogni limite. Le sue giustificazioni, secondo cui avrebbe lasciato la società “per rigore etico e morale” quando ha capito con chi si era messo in società, sono una toppa peggiore del buco. Di fatto si scusa dicendo di non sapere con chi si mette insieme per fare affari. Il Paese merita trasparenza, coerenza e serietà. Non si può scherzare con la fiducia dei cittadini e con la credibilità delle istituzioni, soprattutto quando si parla di lotta alla criminalità organizzata. È il momento di fare chiarezza immediata. Come può il sottosegretario proseguire nel suo lavoro come se nulla fosse e come può Meloni fischiettare e fare finta di nulla?” così Federico Gianassi Capogruppo PD nella Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

 

18/03/2026 - 15:35

"I lavoratori italiani stanno pagando seriamente gli effetti della guerra di Trump e Netanyahu. L’impennata del costo del carburante ha effetti immediati sul carrello della spesa. Gli italiani sono costretti a contare i soldi per arrivare alla quarta settimana. Meloni aveva promesso di fermare qualsiasi operazione speculativa. Ma si è limitata a dirlo, senza fare praticamente nulla. Troppo impegnata a spacciare fake news sul referendum che ha paura di perdere. Schlein ha proposto una misura immediata sulle accise mobili per evitare effetti devastanti della speculazione. Chiediamo un provvedimento immediato che vada in questa direzione per salvare il potere d’acquisto dei salari di milioni di persone".

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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