“Piena solidarietà alla procuratrice per i minorenni di Palermo, dottoressa Claudia Caramanna, che ha subito l’ennesimo vile atto intimidatorio. Certo che porterà avanti con determinazione l’opera di lotta alla mafia e tutela della legalità attraverso il contrasto alla devianza minorile, confido che le sia garantita piena sicurezza affinché possa svolgere serenamente il suo prezioso lavoro a servizio dello Stato di diritto e del bene comune”. Così in una nota, il deputato Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Partito democratico e componente della Commissione nazionale antimafia.
“Siamo al fianco dei rappresentanti sindacali che stanno contestando la decisione di vietare assemblee nei luoghi di lavoro di Poste Italiane con fissato all’ordine del giorno il tema autonomia differenziata”. Lo dichiara il deputato dem Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente commissione trasporti, poste e telecomunicazioni.
“Fino a oggi – continua Casu - nemmeno il più accanito sostenitore della riforma Spacca Italia si era mai permesso di dire che è tema che non riguarda il lavoro e di cui i sindacati non devono occuparsi, se non sarà subito cancellata la comunicazione inviata alla Slc Cgil dall’ufficio Risorse Umane della Filiale di Venezia saremo costretti a portare anche in Parlamento la questione”. “Non permetteremo nessun passo indietro sul rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori” conclude Casu.
Italia unico paese dove salari non crescono
Consiglierei alla presidente Meloni meno trionfalismi sui dati OCSE. L’incremento del primo trimestre 2024 del reddito reale delle famiglie non risolve il tema sollevato dalla stessa OCSE appena due settimana fa: l’Italia è l’unico paese dell’area Ocse che non ha visto crescere i salari reali rispetto all’inflazione dal prepandemia. Sette punti ancora sotto. A differenza di Germania, Francia e Spagna. Vuol dire che servono misure più nette e incisive per garantire una ripresa reale del potere d’acquisto dei lavoratori. A partire dal rinnovo di tutti i contratti - pubblico impiego compreso - garantendo il recupero di quello che l’inflazione si è mangiato nel corso degli anni, da un cuneo contributivo strutturale e non una tantum e dal salario minimo che la destra ha colpevolmente affossato. Con meno di questo, dubito che l’Italia tornerà a crescere. Una rondine - senza misure strutturali - non fa primavera. Altrimenti è solo propaganda.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
"I licenziamenti annunciati dall'azienda Biancoforno nel Comune di Calcinaia in Provincia di Pisa a ridosso delle ferie estive e che coinvolgono anche rappresentanti sindacali sono un atto gravissimo ed intollerabile. Soprattutto se messi in relazione alle note vicende dei mesi scorsi con la proprietà che avrebbe penalizzato la corretta attività delle organizzazioni sindacali, attuato l’imposizione unilaterale dei turni di lavoro e perpetrato minacce verso dipendenti scomodi. Sulla vicenda presenterò una nuova interrogazione parlamentare".
Lo dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana, Emiliano Fossi, confermando la solidarietà ai lavoratori dello stabilimento che per oggi, venerdì 9 agosto, hanno proclamato uno sciopero.
"In questa situazione altrettanto emblematica è la posizione del Ministro del Lavoro: la settimana scorsa è venuto a rispondere alla Camera ad una mia precedente interrogazione promettendo di intervenire per verificare il rispetto dello Statuto dei lavoratori e la salvaguardia dei diritti degli operai nello stabilimento Biancoforno. Dopo pochi giorni l'azienda licenzia i dipendenti; di due l'una: o il dicastero non conta niente o certi imprenditori con questo governo di destra possono permettersi tutto": conclude Emiliano Fossi.
"Oggi ho partecipato al tavolo del Ministero delle imprese e del made in Italy sulla Marelli. Oggi si è chiuso molto positivamente un percorso virtuoso ed esemplare che ha salvato il presidio produttivo ed i posti di lavoro. Un successo della mobilitazione dei lavoratori e delle loro Organizzazioni Sindacali, dell' impegno della Regione Emilia-Romagna, della Città Metropolitana di Bologna e del Comune di Crevalcore, del lavoro comune di tutte le istituzioni dal Governo, alla Regione, agli Enti Locali. Un percorso che ho seguito anche con specifiche iniziative parlamentari. Davvero oggi è grande la soddisfazione". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Il governo Meloni abbandona all'incertezza centinaia di lavoratori con la decisione di non intervenire sulle ‘targhe prova’, nonostante l’approvazione di uno specifico Odg del Partito Democratico al decreto Infrastrutture. Nel comunicato dell'ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, non c'è traccia del provvedimento che avrebbe dovuto sanare il pericolosissimo cortocircuito normativo che preoccupa lavoratori e imprese. Questo atteggiamento irresponsabile rischia di provocare uno tsunami occupazionale, compromettendo anche la piena funzionalità dei porti italiani, con gravi conseguenze per Livorno, Ravenna, Genova e Civitavecchia. Le promesse e le attese sono state tradite da un governo sempre più in confusione, che ha ignorato anche l'indicazione unanime del Parlamento, che si era espresso sul tema approvando un ordine del giorno a prima firma Pd. Ora è necessario che il governo ritrovi un briciolo di dignità politica e corra ai ripari, sanando questo nuovo e clamoroso errore di valutazione. Chiediamo con forza che sia direttamente il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a intervenire e trovare una soluzione. Serve un provvedimento immediato perché non c'è più tempo da perdere. Lavoratori e imprese meritano rispetto e, soprattutto, servono atti concreti per mettere in sicurezza posti di lavoro e imprese”.
Lo dichiarano i deputati democratici Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo, Marco Simiani, capogruppo in commissione Ambiente, e Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali, Andrea Casu, Roberto Morassut, della commissione Trasporti.
“Abbiamo apprezzato la scelta della maggioranza in commissione Lavoro di accantonare, su nostra richiesta, l’emendamento al Collegato presentato da Cecilia Guerra e firmato da Pd, M5s e Avs. L’emendamento reintroduce l’obbligo di badge nei cantieri in appalto e subappalto. Chiediamo al governo di ritornare sui suoi passi e accogliere la nostra proposta. Dietro il mantra della semplificazione normativa talvolta si aprono praterie per un Far West delle regole che rischiano di danneggiare la parte più debole ovvero i lavoratori e le lavoratrici. La sicurezza sul lavoro è un’emergenza che non può essere oggetto di forme di deregolamentazione”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Presidente del Consiglio Meloni pochi giorni fa ha affermato di aver voluto portare sua figlia in viaggio istituzionale in Cina per dire che «non ci sono più scuse per quelli che usano la maternità come pretesto per non far avanzare le donne sul posto di lavoro». Probabilmente però la Presidente del Consiglio non ha letto i dati del rapporto annuale sull’equilibrio lavoro - vita da cui risulta che l’Italia è quartultima in Europa”. Così Chiara Gribaudo vice presidente della commissione lavoro commentando la ricerca della piattaforma Remote che tratta tematiche e servizi attinenti al capitale umano su scala globale.
“Perché la Ministra Roccella non ha dedicato un po’ di tempo di questi ultimi giorni a leggere i dati del rapporto piuttosto che a commentare le Olimpiadi?” si domanda la deputata del Partito Democratico.
“Per questo motivo” prosegue Gribaudo “oltre al salario minimo vogliamo occuparci anche di congedo parentale obbligatorio retribuito. Questo provvedimento mira a garantire che entrambi i genitori possano prendersi cura dei propri figli senza rinunciare alla propria carriera, contribuendo a una distribuzione più equa delle responsabilità familiari e lavorative. E anche i temi del welfare e dei salari non possono essere relegati a materia di Legge di bilancio”
“È tempo di agire. È tempo di mettere al centro le persone e il loro lavoro. L’obiettivo comune è che ogni persona possa avere un lavoro con una paga dignitosa, che possa trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata, senza dover sacrificare la propria esistenza” conclude Chiara Gribaudo.
“Chiediamo da tempo che si apra una stagione di lotta al caporalato seria, al di là degli slogan del governo. Innanzitutto va fatto funzionare il tavolo sul caporalato e coinvolge seriamente le parti sociali. Leggiamo che Coldiretti nell’incontro con i ministri Calderone e Lollobrigida propone di superare nei fatti il decreto flussi e garantire al lavoratore che denuncia il caporale il permesso di soggiorno. Un passo in avanti. Si faccia un decreto che dia un reale segnale di svolta. Noi proponiamo di superare la legge Bossi-Fini che produce clandestinità e vere e proprie forme di schiavismo. Senza una svolta netta avremo altri Satnam Singh”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Abbiamo partecipato al tavolo convocato al Ministero per l' impresa ed il made in Italy per La Perla. Bene si sia definito un percorso di successivi incontri per accompagnare un contesto oggettivamente complesso. Bene si lavori con il massimo di sintonia fra i diversi livelli istituzionali. Importante si dia risposta alle criticità che hanno giustamente segnalato le Organizzazioni Sindacali. Se si vuole salvare un presidio produttivo di così grande importanza, e con esso le professionalità di altissimo profilo di lavoratrici e lavoratori de La Perla, davvero non c' è tempo da perdere".
Così Andrea De Maria e Virginio Merola, deputati PD
"Oggi in Commissione alla Camera, nel corso dell’esame del ddl sicurezza, la maggioranza e il governo hanno bocciato l’emendamento presentato dal Partito Democratico che proponeva di destinare risorse economiche alle Forze dell'Ordine".
Lo dichiara l'Onorevole Matteo Mauri, responsabile nazionale sicurezza del Pd.
"La destra getta la maschera. E dimostra una volta per tutte che la sicurezza per loro è solo propaganda a favore di telecamere. Ma quando c'è da mettere mano al portafoglio si squaglia".
"Non abbiamo chiesto l'impossibile con il nostro emendamento" - continua l'ex Viceministro dell'Interno Mauri.
"Abbiamo semplicemente chiesto di fare le assunzioni necessarie per integrare gli organici sottodimensionati, di ampliare il numero delle scuole per gli agenti, di pagare gli straordinari arretrati alla Polizia, che ammontano ormai a quasi un anno e mezzo di ritardo, e rinnovare adeguatamente il contratto di lavoro del comparto Sicurezza e Difesa, per andare oltre al solo recupero dell'inflazione degli ultimi anni".
"Il Governo non ha voluto spendersi nemmeno su una sola delle nostre richieste. Richieste che non abbiamo avanzato per fare i nostri interessi ma per fare quelli degli operatori del settore e dei cittadini.
Si riempiono la bocca di ordine e sicurezza ma all’atto pratico non fanno nulla per permettere alle forze dell’ordine di operare in un ambiente sicuro, efficiente e rispettoso dei diritti dei lavoratori del comparto.
In questo disegno di legge - conclude l'On. Mauri - sono stati capaci di mettere solo nuovi reati e alzare le pene. Tutte cose che non costano niente e che possono far mettere nei titoli dei TG. Ma che non risolvono nemmeno un problema delle italiane e degli italiani.
“Tre suicidi in sette mesi. Blatte, celle senza docce e temperature roventi. Personale sottoorganico e mancanza di ruoli apicali. Una situazione terrificante che fa vergognare Prato in tutta Italia. Basterebbe questo per dire che il carcere della Dogaia è in una situazione emergenziale, come confermato da tutti gli addetti ai lavori. Invece, Mazzetti di Forza Italia parla di una fantomatica ‘campagna di parte contro il governo’. Lo fa dopo aver pronunciato parole inaccettabili per chiunque conosca la situazione che quotidianamente vivono i reclusi e gli operatori carcerari di Prato. Non solo, sostiene che il governo si sta occupando di carceri. Certo, ma in modo opposto a quello che serviva. Il dl carceri era ino dei pochi decreti legge che aveva ragioni di urgenza vista la tragica situazione delle carceri. Ma rappresenta un’occasione sprecata. Tanto è vero che è in vigore già da un mese e non c’è stata alcuna inversione di tendenza. Nessuna misura contenuta nel decreto alleggerirà le problematiche del carcere. Resta sovraffollamento, restano scoperture di organico, restano le disastrose condizioni dell’edilizia carceraria. Spiace per Prato e per l'Italia che Mazzetti arrivi a negare l’evidenza. Le consiglio di abbandonare il vittimismo, tanto in voga tra i suoi colleghi di governo, e di mettersi a disposizione della città. Se farà questo passo, riscoprendo anche quei valori liberali che Forza Italia vorrebbe rappresentare, ci troverà disponibili al dialogo, pronti a condurre insieme tutte le battaglie necessarie per cambiare in meglio le condizioni di vita e di lavoro all’interno della Dogaia”. Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria nazionale del PD, sul dl carceri.
“Il Ministro Urso intervenga per affrontare la grave crisi occupazionale del Gruppo NOVA e tutelare i lavoratori coinvolti per evitare ulteriori licenziamenti. In Lombardia la situazione è drammatica, con la chiusura di diversi punti vendita e centinaia di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, in alcuni casi senza nemmeno ricevere lo stipendio di giugno”.
E’ quanto chiedono i deputati Silvia Roggiani, Segretaria regionale Pd Lombardia, i capogruppo Pd in Commissione Attività produttive e Lavoro Vinicio Peluffo e Arturo Scotto e tutti deputati lombardi del Partito Democratico in una interrogazione rivolta al Ministro delle Imprese e del Made in Italy riguardo la grave crisi occupazionale che sta colpendo il Gruppo NOVA, operante sotto il marchio Euronics, con una significativa presenza in Lombardia.
“Chiediamo se il Ministro – aggiungono i deputati lombardi del Partito democratico - intenda promuovere un tavolo di confronto tra le parti interessate per discutere soluzioni alternative ai licenziamenti e se intenda attivarsi per fornire incentivi e forme di sostegno economico immediato ai lavoratori. Il Partito Democratico non può accettare che il governo di destra continui a ignorare le difficoltà dei lavoratori, scaricando sulle famiglie le conseguenze di una crisi gestionale e industriale. È tempo che il Ministro delle Imprese e del Made in Italy assuma le proprie responsabilità e agisca con maggiore decisione per proteggere i posti di lavoro e sostenere le famiglie colpite da questa crisi”.
“5 dicembre 2023 la Camera boccia il salario minimo, trasformandolo in delega al Governo. Scadenza: sei mesi. Oggi è 5 agosto. Trascorsi esattamente 8 mesi e la delega persa nel porto delle nebbie. Mai incardinata al Senato. Obiettivo chiaro: non parlarne più. Non ci riusciranno”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.