"Congratulazioni a Chiara Braga, nuova presidente del Partito Democratico a Montecitorio. Chiara è una figura autorevole e competente, che saprà guidare il gruppo parlamentare con passione e dedizione. Un grande in bocca al lupo anche a Francesco Boccia, eletto capogruppo Pd in Senato. Grazie a Debora Serracchiani e Simona Flavia Malpezzi per il grande lavoro fatto in questi anni". Lo scrive su Facebook Emiliano Fossi, deputato e segretario regionale del Pd della Toscana.
"L’utilità dell’intervento dell’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Pietro Quaresimale, nel replicare alla mia nota sul funzionamento dei Centri per l’impiego abruzzesi si comprende appieno se si considerano le domande specifiche riportate nel mio comunicato e soprattutto nell’interrogazione presentata al ministro del Lavoro, domande che per comodità ripetiamo: quante sono le risorse umane effettivamente assegnate ai servizi per l’impiego? Quante sono le risorse umane assunte effettivamente? Quante quelle distratte dagli uffici originari e programmate verso strutture a prevalente impegno politico? Quanti sono i cittadini che si sono rivolti ai CPI? Come procede il piano degli investimenti attivato dal ministero in Abruzzo? In quanto tempo prevedete di utilizzare e rendicontare le risorse del PNRR (21.673.588 euro) dedicate ai servizi per l’impiego? Nella sua fumosa replica l’assessore regionale in scadenza non dà risposte ma si limita ad induzioni del tipo: se nessuno ci ha detto che stiamo sbagliando, significa che stiamo agendo bene. Lasciamo Quaresimale alle sue mirabolanti certezze, in attesa di ricevere risposte puntuali ai quesiti sopra elencati". Lo afferma in una nota il deputato abruzzese del Pd, Luciano D'Alfonso.
"Rampelli si sciacqui la bocca prima di parlare. La destra attacca in modo sguaiato e offensivo un servitore dello Stato come Franco Gabrielli solo perché dice le cose come stanno su scelte fatte dal Governo. A lui la mia solidarietà e un grande grazie per il lavoro svolto". Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Stefano Vaccari.
“Chiedo al sindaco di Gamberale nonché neo-segretario provinciale della Lega, Maurizio Bucci, di rispondere a queste domande con un sì o con un no: 1. E’ vero che il cantiere della Fondovalle Sangro come da contratto doveva terminare nel 2022? 2. E’ vero che oggi, alla fine del primo trimestre 2023, il cantiere è stato completato soltanto per il 51%? 3. E’ vero che ci sono state due sorprese, una per il lavoro in galleria a causa della famosa sacca di metano, e l’altra per quanto riguarda il costo dei materiali? 4. E’ vero che siamo in attesa di una perizia di variante per almeno 20 milioni? 5. È vero che ci vorranno almeno altri 24 mesi di lavori rispetto alla scadenza iniziale? 6. C’è qualcuno che può escludere da oggi in avanti ulteriori sorprese?”.
Così il deputato dem, Luciano D’Alfonso.
“Su tutto questo - aggiunge - il materiale consegnato alla stampa da parte del sindaco di Gamberale (ma soprattutto dal neo-segretario provinciale della Lega) è un obolo non da cameriere della maggioranza regionale, ma uno sforzo di buona volontà. Poiché noi vogliamo incoraggiare gli sforzi di buona volontà, chiediamo al sindaco Bucci, ma soprattutto al neo-segretario provinciale della Lega, di rispondere a queste domande. Qualora avesse difficoltà, lo aiuteremo. Mi sono permesso di invocare attenzione e monitoraggio costante sul cantiere della Fondovalle Sangro - conclude - perché quest’opera l’abbiamo fatta finanziare noi come giunta regionale dalla A alla Z, l’abbiamo fatta progettare, l’abbiamo fatta esitare favorevolmente con tutti i pareri e mi dispiace che questa creatura adesso sia senza genitori e circondata da distrazione”.
“Ieri abbiamo partecipato a una bella assemblea organizzata dalla Fiom Cgil a Castellammare di Stabia sul futuro dell’area torrese-stabiese. A partire dalla difesa della vocazione industriale della città, il cui sviluppo della Fincantieri è centrale. Servono investimenti certi per il rilancio del cantiere come parte integrante della città e serve un tavolo tra governo, regione Campania, città di Castellammare, autorità portuale e azienda: bisogna dare continuità ai lavoratori e alle commesse. Allo stesso tempo, occorre che si sblocchi la vicenda drammatica della MeridBulloni: ci appelliamo all’assessore Marchiello perché convochi un tavolo per dare sostegno agli operai licenziati che sono arrivati al termine degli ammortizzatori sociali e tra un mese saranno privi di qualsiasi reddito. Le crisi industriali presenti in tutta la regione - da Dema a Whirlpool, passando per Jabil - necessitano di un tavolo permanente che affronti questa emergenza che rischia di depauperare il tessuto produttivo della nostra area”.
Lo dichiarano i deputati del Pd-Idp della commissione Lavoro, Arturo Scotto e Marco Sarracino.
“Lo spoil system subordinato a logiche familistiche non può essere mai accettato. I rapporti tra il ministero del Lavoro e l’Ordine dei consulenti del lavoro, guidati rispettivamente da moglie e marito, sollevano obiettivamente molti dubbi che il governo non ha ancora chiarito. Esistono evidenti zone d’ombra nella gestione dell’Ordine dei consulenti, per anni presieduto dall’attuale ministra Calderone e attualmente dal coniuge, Rosario De Luca. Non si tratta solo di mancanza di sensibilità politica e istituzionale, ma di un palese conflitto di interessi che riguarda un ente controllore e un ente controllato. Questa incertezza si ripercuote inevitabilmente sulla gestione delle risorse pubbliche che non può essere ricondotta nella sfera dei rapporti coniugali. Il Partito Democratico continuerà a monitorare attentamente la situazione”.
Lo dichiara il deputato del Pd della commissione Lavoro, Emiliano Fossi, nel corso della discussione dell’interrogazione presentata sulla vicenda
Il progetto è stato depositato dal deputato del Partito democratico: “Rendere maggiormente stringenti le norme vigenti e disincentivare le delocalizzazioni improvvise e non concertate”
Roma, 23 marzo 2023 – “Un progetto di legge contro le delocalizzazioni delle aziende”. Lo ha depositato il deputato del Partito democratico Emiliano Fossi alla luce delle varie crisi aziendali che hanno interessato, ad esempio, la piana tra Firenze e Prato, basti ricordare i casi dell'ex Gkn e della Gegè Italpizza di Prato.
“Con questo progetto di legge si vogliono rendere maggiormente stringenti le norme vigenti (Legge di Bilancio 2021 e Decreto Aiuti Ter 2022) e, compatibilmente con le norme e gli indirizzi comunitari, disincentivare le delocalizzazioni improvvise e non concertate - sottolinea Fossi -. Si vogliono aumentare gli attuali finanziamenti disponibili a favore delle imprese in forma di società cooperativa, costituite da lavoratori provenienti da aziende in liquidazione, specificando che tali risorse vadano anche ai progetti presentati da cooperative di dipendenti di società che delocalizzano. Così facendo si potrà facilitare, anche con il sostegno pubblico, la riconversione di stabilimenti produttivi altrimenti destinati alla chiusura. Va ricordato come ci siano già state, in Italia, esperienze significative di questo tipo di progetti collettivi”.
“Un’altra finalità della proposta di legge - spiega Fossi - è quella di elaborare una relazione ufficiale annuale sia sulle reali conseguenze, sul territorio nazionale, delle delocalizzazioni in termini occupazionali ed economici, sia sull’efficacia delle norme vigenti per disincentivare la delocalizzazione delle imprese, salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità degli stabilimenti la cui attività produttiva viene trasferita all’estero”.
"Le periferie, che comprendono aree della città più o meno densamente popolate, rappresentano sicuramente la situazione urbanistica e sociale più complessa e talvolta di maggiore criticità. Storicamente le periferie erano luoghi abitati da ceti bassi, ma negli ultimi anni abbiamo assistito allo sviluppo delle periferie con attività produttive, centri commerciali e industriali e grazie a politiche di urbanizzazione residenziale le periferie si sono sempre più popolate di residenti appartenenti al ceto medio.
Sicuramente sono delle realtà articolate e complesse, spesso caratterizzate da situazioni di degrado e criminalità e per questo è necessaria una riqualificazione di queste aree per migliorare la qualità di vita dei residenti offrendo loro servizi, un efficace controllo da parte delle Forze dell'ordine, scuole, aree verdi e palazzi condominiali. Inoltre è spesso rilevabile un degrado ambientale: discariche a cielo aperto, roghi di materiali e smaltimento illegale di rifiuti.
Per questi motivi all'inizio di questa legislatura ho ripresentato la proposta di legge per istituire una commissione parlamentare d'Inchiesta sulle periferie insieme al collega Morassut e con il sostegno del gruppo del Pd e questa volta registro, con grande soddisfazione, l’unità di intenti di tutto il Parlamento nella volontà di istituire tale commissione di inchiesta, seppure come Commissione Monocamerale.
Questa volta con il consenso di tutti i gruppi parlamentari potremo avviare un importante lavoro di riqualificazione delle periferie con rinnovi edilizi, interventi sociali e per la sicurezza dei cittadini". Lo ha detto il deputato del Pd, Andrea De Maria, dichiarando in Aula il voto favorevole del Pd, alla proposta di legge che istituisce la commissione di Inchiesta per le periferie.
Dichiarazione di Mauro Berruto, deputato Pd
“Il Pd vota a favore di questa proposta di legge contro la pirateria perché questo è un provvedimento giusto e perché la pirateria è un atto illegale e noi siamo per la legalità. Votiamo a favore perché riteniamo giusto difendere il valore del lavoro creativo e perché riteniamo doveroso difendere il diritto d’autore e riconoscerlo nella sua applicazione concreta in tutti gli ambiti: i libri, i giornali, il cinema, la televisione, il teatro, gli eventi musicali, gli eventi sportivi.” Così Mauro Berruto, nella dichiarazione di voto per conto del gruppo Pd, sulla proposta per la prevenzione e repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore. “Tutte espressioni di lavori, - ha proseguito Berruto - che già troppo spesso non trovano la dignità che meritano e che, a maggior ragione, sono minacciati dall’azione della pirateria in tutte le sue forme, che oltre a creare danni economici produce un disvalore educativo, che va misurato anch’esso”. Per Berruto, “non c’è dubbio, allora, che il Partito Democratico voglia tutelare e difendere i lavoratori e le lavoratrici del mondo della cultura, come non c’è dubbio sulla nostra forte attenzione, da sempre, al valore economico e culturale generato dalle professioni creative. E allora una buona legge, efficace, agile che possa agire in maniera tempestiva contro la pirateria è prima di tutto un modo per dare dignità e tutela a settori che se già erano storicamente esposti alla fragilità del sistema.”
“La pirateria – ha detto l’esponente Dem- altro non è che un sistema illegale che alimenta profondamente gli affari, non solo di imprenditori della furbizia, ma spesso della criminalità organizzata. “La pirateria pesa come un macigno sui conti della serie A” diceva l’ad De Siervo. Certo, la pirateria uccide il calcio, fa perdere posti di lavoro, è un danno economico. Ma se il calcio è un fatto di proprietà di un piccolo gruppo di Presidenti, che agiscono nel modo che ritengono più vicino ai propri interessi e al di sopra del bene comune - ha concluso Berruto- allora bisogna smetterla di agire chiedendo denaro pubblico per poi spartire esclusivamente profitto fra privati, infischiandosene di chi al calcio guarda con una prospettiva che è anche passionale e valoriale. La Supercoppa in Arabia Saudita, prestandosi al più bieco sportwashing, violenze e attività criminali delle tifoserie, cori antisemiti nelle curve sono iceberg sulla rotta del calcio italiano. Per Berruto, Il Pd vuole guardare anche a bordo del piroscafo del calcio italiano, perché temiamo che un po’ di pirati si nascondano anche lì”
“Istituzioni devono combattere sfruttamento, non incentivarlo”
AAA Cercasi esperti ad elevata specializzazione per lavoro-full time a titolo gratuito. Mentre in Parlamento discutiamo per istituire l'equo compenso, il Ministero dell'Università pubblica "per errore" un bando per cercare 15 esperti che lavorino gratis per 18 mesi. Le istituzioni devono combattere lo sfruttamento, le paghe da fame, il precariato: non incentivare pratiche ingiuste e disumane. Anche se il bando è ora stato ritirato, questa vergogna sottolinea quanto dobbiamo e dovremo combattere per l'equo compenso e il salario minimo perché anche nelle istituzioni, nei ministeri e in Parlamento c'è chi non è d'accordo.
Così il deputato del Pd Nicola Zingaretti.
“Questa legge nasce da una proposta approvata dal governo Draghi e con l'apporto fondamentale dei ministri Speranza e Orlando a cui va il nostro ringraziamento. La riteniamo una legge di civiltà e di maturità a cui ha dato un contributo fondamentale la forza politica a cui appartengo che ha sempre difeso la cultura del Welfare pubblico, della cura, dell'assistenza e del diritto a una vita dignitosa in ogni età della vita, una cultura del rispetto che trae origine e nutrimento dalla nostra Costituzione. Papa Francesco ha detto che un Paese si giudica da come gli anziani vengono trattati e da quale posto riserviamo loro nella nostra società”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari Sociali, nel suo intervento in dichiarazione di voto finale sul ddl Anziani ("Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane"), annunciando il voto di astensione del Gruppo del Pd.
“E’ importante garantire – ha aggiunto l’esponente Pd - la presa in carico della condizione di fragilità delle persone anziane in una cornice più generale di norme a tutela di tutti coloro che si trovano in una condizione di non autosufficienza che riguarda milioni di persone. Una riforma così importante deve mettere a sistema una vera integrazione tra il Servizio Sanitario Nazionale, il sistema sociale e socio assistenziale per rimettere al centro il diritto alla cura per tutti e garantire le stesse prestazioni in tutto il territorio nazionale, superando divari e ingiustizie. Purtroppo in questo disegno di legge manca la definizione della platea delle persone a cui ci rivolgiamo, mancano le risorse (una riforma di questo tipo non si può fare a risorse invariate), manca il riconoscimento della figura del caregiver, manca il riconoscimento del lavoro di cura e del valore della cura, mancano criteri chiari per l'accreditamento di soggetti publici e privati, terzo settore compreso, che erogano servizi domiciliari di cura e assistenza, manca una definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. Di tutto questo non c'è traccia. Avremo certamente preferito un confronto tra maggioranza e opposizione anche per apportare qualche miglioria che riteniamo necessaria, ma non c’è stata alcuna apertura. Non è un buon modo di lavorare”.
“Una riforma così importante – ha concluso Malavasi – ha bisogno di più risorse per attuare le misure previste dalla legge e garantire continuità di cure e di assistenza. Nessuna delega in bianco dunque ma una vigilanza ferrea. Ci saremo per dare il nostro contributo per una buona attuazione ai principi della delega e per verificare che ci siano le risorse necessarie e garantire l'uniformità e l'universalità dei diritti e l'unità del Paese”.
Il deputato del Partito democratico e l’audizione delle Rsu della fabbrica di Campi Bisenzio in Commissione Lavoro della Camera: “Sfatare la leggenda della fabbrica occupata”
“Finché il patron di Qf Francesco Borgomeo non toglierà la procedura di liquidazione non si potrà portare avanti il piano di reindustrializzazione del sito produttivo”. A dirlo è il deputato del Pd Emiliano Fossi che, in commissione Lavoro della Camera, ha assistito all’audizione delle Rsu dello stabilimento di Campi Bisenzio.
“I lavoratori delle Rsu dell’ex Gkn hanno presentato una ricostruzione sintetica ma puntuale della situazione dello stabilimento di Campi Bisenzio dal luglio di due anni fa sino ad oggi - spiega Fossi - insistendo sull’importanza del ruolo delle istituzioni, in particolar modo del Ministero per lo Sviluppo Economico. I lavoratori hanno confermato che è stata concessa una cassa integrazione retroattiva fino ad ottobre”.
“Da parte mia - dice Fossi - ho ribadito come sia da sfatare la ‘leggenda’ che vorrebbe lo stabilimento occupato dai lavoratori. Ho spiegato che è in atto un’assemblea permanente, ma che il sito è accessibile perché ci sono 32 lavoratori che, a rotazione, svolgono funzioni di manutenzione e di controllo”.
Interrogazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: “34 posti di lavoro a rischio nel laboratorio di Carrara”
“Alla Agrolab Ambiente di Carrara ci sono 34 lavoratori che rischiano il posto. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy convochi subito un tavolo con enti locali, sindacati e azienda per affrontare la crisi”.
A chiederlo sono i deputati del Pd Emiliano Fossi, Marco Furfaro e Arturo Scotto in una interrogazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Agrolab Group, holding tedesca, ha acquisito nel marzo del 2020 l’asset della società che si occupava delle analisi ambientali. Con le sue sedi di Carrara (Toscana), Pisticci (Basilicata), Priolo e Gela (Sicilia), completa la presenza di Agrolab nel territorio nazionale. I laboratori di Agrolab Ambiente gestiscono l’intero processo analitico, dal campionamento alle analisi, al reporting, con un rapido flusso delle informazioni. Le attrezzature e gli strumenti dei laboratori sono all’avanguardia - sottolineano i deputati Pd- Nello specifico le analisi che vengono effettuate nel sito produttivo di Carrara sono analisi ambientali, delle acque, servizi di consulenza, classificazione, campionamento e monitoraggio. I maggiori clienti che si rivolgono ad Agrolab ambiente sono: Eni, Eni Power, Enel spa, Sogin, Solvay Rosignano e Massa, Solvay Solution Livorno, Italferr Gruppo ferrovie dello stato, Scapigliato srl, Belvedere spa, Ecofor. Società di primo piano”.
“A settembre 2022 l’azienda, incontrando i sindacati, ha presentato il quadro di un'azienda sana, ben radicata sul territorio in termini di progettualità futura e ben lontana quindi da ipotesi di dismissioni della produzione -ricordano Fossi, Furfaro e Scotto -. Ma lo scorso gennaio l’azienda ha comunicato ai lavoratori e alle lavoratrici del laboratorio di Carrara che nel corso dell’anno ci sarà una ristrutturazione sulla base del business plan relativo al 2022 e che i reparti di laboratorio, in cui sono occupati 40 addetti, saranno chiusi con il conseguente trasferimento dei lavoratori. Durante un incontro dello scorso febbraio, alla presenza dell’assessore regionale Nardini e della sindaca di Carrara Arrighi, si è parlato per la prima volta di licenziamenti. Il 10 marzo l’azienda ha attivato la procedura di licenziamento collettivo per 34 lavoratori su 63. Secondo i sindacati, l’azienda sta smobilitando il lavoro al laboratorio di Carrara dirottando i campioni alla sede di Vicenza. Il Ministero deve occuparsene: è chiamato ad affrontare velocemente questa crisi aziendale difendendo i livelli occupazionali”.
"Maurizio Gasparri è senza vergogna, strumentalizza un episodio, peraltro già ampiamente chiarito e risolto da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione ‘Mezz'ora in più’ su Rai3 dopo un’intervista con la ministra alla famiglia e pari opportunita' Eugenia Roccella, per allungare le manacce sui vertici di Viale Mazzini e disvelando qual è l’unico interesse del centrodestra: occupare la Rai. Le sue frasi ‘la stagione di ricambio dei vertici Rai diventa urgente perché c'è un abuso costante di cui l'Annunziata è soltanto l'emblema più grave, più vetusto, più fazioso. Ora basta’, non lasciano dubbi ad altre interpretazioni. Il tutto dopo che l’Osservatorio di Pavia, così come l’Agcom, ha denunciato l’occupazione della maggioranza di centrodestra degli spazi informativi di Tg1 e Tg2. Anziché intimidire i giornalisti del servizio pubblico Gasparri convincesse i suoi sodali di centrodestra a lasciar convocare finalmente la commissione di Vigilanza Rai, che ha molto lavoro da svolgere per difendere il servizio pubblico dagli assalti della destra”. Lo dichiara il deputato dem Vinicio Peluffo, componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Con la riforma fiscale non si fa una lotta preventiva all’evasione bensì si permette la legalizzazione dell’evasione. Con il concordato preventivo sei autorizzato a non dichiarare il reddito che ottieni, è chiaro che non è più evasione. Così non combatti l’evasione ma dici ‘mi va bene che una parte del reddito non venga dichiarata’. Sui redditi da lavoro autonomo e piccole imprese c'è un gap di evasione del 70 per cento, ovvero il 67 per cento della base imponibile viene sottratta al fisco. Ovviamente si deve dichiarare il vero, ma tutto quello che viene dichiarato in più non viene tassato. Stiamo tornando a sistemi vecchi, che esistevano prima della riforma del 1974”. Lo ha detto la deputata del gruppo Pd- Idp, Maria Cecilia Guerra, economista ed ex sottosegretaria al Mef, ai microfoni di Radio Immagina, in merito alla riforma fiscale varata ieri dal governo.
“Ormai - ha concluso Guerra - abbiamo strumenti per poter conoscere i redditi effettivi e quindi fare un vero contrasto all'evasione. Non è una lotta contro il contribuente ma è una lotta a favore di quei contribuenti, e ce ne sono tanti anche nell'ambito del lavoro autonomo e della piccola impresa, che cercano di fare le cose nella legalità e che si trovano a subire una concorrenza sleale da coloro che non pagando le imposte possono vendere i prodotti e fare concorrenza a prezzi più bassi. Questo è un elemento fondamentale anche per la sicurezza sul lavoro perché quando c’è illegalità, c’è lavoro nero, c’è immigrazione non regolarizzata e ovviamente c’è corruzione. La battaglia all’evasione non è una lotta contro. Sono gli evasori che sono contro di noi perché non collaborano al finanziamento del bene collettivo. Se siamo una comunità ciascuno deve contribuire. E se contribuiamo tutti, paghiamo anche tutti un pochino meno”.