26/09/2025 - 11:25

“Rivolgo un appello al governo Meloni: non ostacoli l'immediato recepimento della direttiva europea del 2024 a tutela dei giornalisti e della libertà di informazione”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“La direttiva – ricorda l'esponente Pd – introduce garanzie fondamentali per proteggere cronisti e reporter da azioni intimidatorie e cause temerarie, strumenti usati per limitare e condizionare l’attività giornalistica. Si tratta di una norma urgente e necessaria, che andava recepita nella legge di delegazione europea ora in discussione in Parlamento. Il governo ha scelto di non inserirla, dimostrando ancora una volta scarsa attenzione verso il lavoro dei giornalisti”.

“Secondo i dati dell’Ordine – aggiunge De Luca – nel nostro Paese le azioni vessatorie contro la stampa sono aumentate in misura preoccupante, fino a raggiungere livelli record rispetto ad altri Stati membri. Per questo presenteremo un emendamento mirato, affinché l’Italia non perda altro tempo e garantisca finalmente una cornice normativa coerente con i principi europei”.

Il deputato dem denuncia anche “il rapporto complicato tra governo e stampa, evidente nelle rarissime conferenze del Presidente del Consiglio. Meloni fugge dal confronto perché preferisce alimentare una narrazione di comodo, evitando le domande sui problemi realialari fermi, sanità sottofinanziata, costo della vita in crescita, Pnrr in affanno, mancanza di una politica industriale. Per noi la libertà di stampa è sacra, un presidio irrinunciabile della nostra democrazia. Faremo di tutto perché l’Italia recepisca questa direttiva senza ulteriori ritardi”.

25/09/2025 - 17:33

“Esprimiamo solidarietà alla giornalista Chiara Giannini e alla troupe di Porta a Porta per la grave aggressione subita a Padova. Un episodio inaccettabile che colpisce non solo chi svolge con professionalità il proprio lavoro, ma anche il principio fondamentale della libertà di informazione. Ai giornalisti e alla troupe va la nostra vicinanza e il sostegno convinto alla necessità di poter raccontare la realtà senza minacce né intimidazioni” così i componenti democratici della commissione di vigilanza rai.

 

25/09/2025 - 11:50

"L'unica irresponsabile, qui, è Giorgia Meloni che attacca parlamentari che sono a bordo della Global Sumud Flotilla pretendendo di spiegare loro come devono fare il loro lavoro. E' del tutto surreale che la presidente del Consiglio consideri una missione composta da delegazioni di 44 paesi del mondo come un modo per colpire il suo governo. Siamo al limite della mitomania e ad un'escalation del suo ormai mitologico vittimismo: tutto il mondo compie azioni contro di lei!". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine dell'informativa del ministro Crosetto. "Spiace deludere la premier ma i parlamentari italiani con le colleghe e i colleghi internazionali, avvocati e avvocate, giornalisti, attivisti, medici, semplici cittadini e perfino una nave di veterani statunitensi, hanno deciso di partecipare alla Flotilla per ben altri motivi - sottolinea -: portare aiuti vitali, rompere l’assedio illegale di Israele sulla Striscia e difendere il diritto internazionale che Israele viola quotidianamente. Quello che dovrebbero fare i governi e che non stanno facendo, tranne rare eccezioni che non includono l'Italia".
"Abbiamo sentito, oggi in aula, il ministro Crosetto dirci che non era necessario correre dei rischi per consegnare pochi aiuti a Gaza, che il governo lo fa già. Lo fa già? Ma le quantità di aiuti inviate dall'Italia sono talmente irrisorie per un paese del G7, visti gli immani bisogni della popolazione palestinese che sarebbe più dignitoso non menzionarli affatto - incalza Boldrini-. Noi parlamentari di opposizione a Rafah abbiamo visto migliaia di tir pieni di aiuti bloccati dalle autorità israeliane senza che i governi europei, incluso quello italiano, intervenissero per farli entrare nella Striscia, una inerzia colpevole che condanna centinaia di migliaia di persone di morire di fame e di stenti. Quello che il governo Meloni non fa e che la Global Sumud Flotilla, come le centinaia di migliaia di persone che riempiono le piazze di tutta Italia chiedono di fare è fermare il genocidio, mettere le sanzioni contro Israele, interrompere ogni cooperazione con il governo Netanyahu, rompere l'assedio illegale che Israele ha imposto a Gaza, impedire che un intero popolo venga cancellato e riconoscere lo Stato di Palestina".
"Su tutto questo, non una parola né dalla premier né da Crosetto -conclude-. Abbiamo sentito, invece, l'ennesimo tentativo di Meloni di criminalizzare dissenso e azioni pacifiche e attaccare, dalla sede dell'Onu, le opposizioni perché fanno opposizione.
Questo sì che è irresponsabile e inaccettabile".

24/09/2025 - 19:38

“L’Assestamento 2025 viene presentato come una manovra tecnica, ma in realtà fotografa la paralisi del governo: rafforza stanziamenti per difesa e incentivi alle imprese; non destina risorse straordinarie alla sanità; e congela Poste in attesa della Legge di bilancio 2026. Ci troviamo di fronte a un atto difensivo, che rinvia ogni scelta, scaricando i problemi sulle prossime sessioni di bilancio”.

Così il deputato democratico della commissione Bilancio, Silvio Lai, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo.

“Il Partito Democratico - ha aggiunto - nel denunciare queste criticità, chiede una chiara e netta inversione di rotta: sulla sanità, occorre portare la quota statale almeno a 100 miliardi per coprire davvero i Lea; su istruzione e ricerca, è necessario invertire i tagli e finanziare stabilmente scuola, università e giovani ricercatori; sul debito, servono politiche di gestione attiva, per ridurre la spesa per interessi; sull’Europa, sono necessarie risorse certe per i programmi comunitari, evitando crolli come quello della missione ‘Italia in Europa e nel mondo’; sul metodo, dobbiamo affrontare i ritardi nei pagamenti della Pa, perché ogni giorno di ritardo è un costo per imprese e lavoro. Il Rendiconto 2024 certifica una verità: i conti tornano solo sulla carta, non nella realtà. L’Assestamento 2025 non corregge nulla: ma rinvia e difende l’indifendibile. Noi diciamo con chiarezza: non serve un bilancio che vive di inflazione e scarica i costi sui cittadini. Serve un bilancio - ha concluso - che investa su sanità, scuola, ricerca, lavoro e che riporti trasparenza nel sistema bancario”.

 

24/09/2025 - 18:54

“Dietro i numeri del bilancio si nascondono scelte politiche profonde, e quei numeri ci parlano della vita concreta delle persone. La propaganda del governo non può nascondere la realtà: l’Italia non sta meglio, anzi famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà. I dati Istat ci dicono che quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta, e tra loro il 14% sono bambini e adolescenti. L’Eurostat certifica che oltre il 10% dei lavoratori sono poveri, anche a tempo pieno, mentre il governo ha cancellato la proposta di salario minimo e rinunciato a dare risposte concrete. Sul fronte della sanità, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi e le liste d’attesa sono sempre più lunghe”.

Così Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla discussione generale sul Rendiconto e Assestamento.

“Nonostante la propaganda - ha aggiunto - la spesa sanitaria in rapporto al Pil resta sotto la media europea e Ocse. La crescita economica è ferma: produzione industriale in calo da oltre due anni, previsioni di crescita ridimensionate allo 0,5% nel 2025 e 0,7% nel 2026. Anche il Pnrr è stato sprecato: sono stati tagliati più di 100mila posti nido, un’occasione persa per il Paese e un peso scaricato ancora una volta sulle donne. Mentre la pressione fiscale resta al 42,5%, record dal 2020, il governo continua con condoni e rottamazioni, arrivati ormai alla quarta edizione in tre anni. E mentre le banche registrano utili stratosferici, si rifiuta di introdurre una tassa sugli extraprofitti che potrebbe restituire risorse a cittadini e servizi. Questi sono i numeri che ci avvicinano alla prossima legge di bilancio. Dobbiamo dare un’anima ai numeri: l’anima di un Paese che si occupa di chi non ha lavoro, di chi lavora ma è sfruttato, di chi non riesce a pagare l’affitto, dei giovani che lasciano l’Italia e delle donne che rinunciano a una famiglia perché il peso della cura grava solo su di loro. Questo - ha concluso - è il vero senso della politica, e su questo il governo Meloni continua a mancare l’appuntamento”.

 

 

24/09/2025 - 17:25

“Il ministro Foti continua con il gioco delle tre carte sul Pnrr e a pochi mesi dalla scadenza, a causa dei gravi ritardi accertati, il governo rischia il più grande fallimento politico della storia del Paese. Uno strumento unico di quasi 200 miliardi per il rilancio dell'Italia, ottenuto grazie allo straordinario lavoro politico del Pd, dei governi precedenti e da figure eccezionali come il compianto David Sassoli, viene dilapidato dal governo Meloni”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in Commissione Affari esteri, in replica al ministro Tommaso Foti durante il Question time alla Camera.
“Il governo – continua il parlamentare dem – doveva attuare e non smontare il Pnrr con cinque revisioni che si sono confermate inadeguate. Il risultato finale è impietoso con una spesa totale pari al 40% di quello che andrebbe fatto e 110 miliardi che vanno ancora spesi. La spesa in sanità è ad un terzo, con 6 milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure. E sono già saltati posti per asili nido, case ed ospedali di comunità, infrastrutture strategiche”. “Non c'è nessun successo come dichiara Foti e alle prossime elezioni, a partire dalle regionali, il governo dovrà rispondere del perché ha bruciato investimenti fondamentali per le famiglie e le imprese”, conclude De Luca.

24/09/2025 - 16:42

Oggi in Commissione Lavoro alla Camera il Governo ha risposto alla mia interrogazione sul caso Cerence, multinazionale statunitense tra i principali fornitori mondiali di assistenti virtuali e soluzioni di intelligenza artificiale per veicoli a guida autonoma, che collabora con le maggiori case automobilistiche e ha avviato il licenziamento di 53 lavoratori a Torino, trasferendo altrove le attività di ricerca e sviluppo. Ho sottolineato che un tavolo di crisi non può limitarsi a gestire l’emergenza o a garantire ammortizzatori sociali. È indispensabile affrontare le cause profonde che spingono una grande azienda a non investire nel nostro Paese. Certezza delle regole, peso della burocrazia, tempi delle decisioni, capacità di attrarre e trattenere competenze. La vera politica industriale si misura qui, nella capacità di creare condizioni perché le imprese non solo arrivino, ma restino e crescano, salvaguardando lavoro, competenze e sviluppo.
Così Mauro Laus, deputato Pd componente della commissione Lavoro della Camera.

 

23/09/2025 - 17:01

“Povertà, umiltà e dialogo sono i veri punti di riferimento di San Francesco e non sono fatti banali. Se il Parlamento vuole 'ridare dignità' al santo restituendogli la titolarità di patrono d'Italia è necessario essere conseguenti e declinare concretamente l'azione politica. Quando però la politica si fa carico di restituire tale dignità, non dimentichiamoci l'insegnamento che San Francesco ci ha dato soprattutto sul tema ambientale quando oggi parte della maggioranza nega l'importanza vitale della preservazione dell'ambiente e la crisi climatica”. Così Gian Antonio Girelli, deputato e vicepresidente della commissione Covid alla Camera, esprimendo il voto favorevole del Pd all'istituzione della festa nazionale di San Francesco d'Assisi.
“Come si possono nascondere i temi del lavoro povero, dello sfruttamento e degli immigrati – sottolinea l'esponente dem - e al contempo commemorare San Francesco come festa nazionale? Come si può parlare di fraternità, dialogo e pace in tempi dove queste parole sembrano aver perso valore?” “Il principio di minorità invocato da San Francesco è complesso perché chiede addirittura di porsi al di sotto degli altri esattamente il contrario di quello che assistiamo in un'attualità fatta da presunzione ed esportazione del nostro concetto di democrazia come primi della classe”, conclude Girelli.

 

22/09/2025 - 16:16

“Esprimiamo piena solidarietà alla giornalista Giorgia Venturini, vittima di un vile atto intimidatorio mafioso. Colpire chi fa informazione libera e coraggiosa significa colpire la democrazia. Nessuna minaccia potrà zittire chi cerca la verità. Siamo e resteremo al fianco di Giorgia Venturini e di tutti i giornalisti che, ogni giorno, sfidano l’omertà e le mafie con il loro lavoro”. Così i componenti del Partito Democratico in Commissione Parlamentare Antimafia Walter Verini, Debora Serracchiani, Enza Rando, Peppe Provenzano, Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Franco Mirabelli, Valentina Valente nell’esprimere solidarietà alla giornalista di Fanpage. “Abbiamo subito telefonato a Giorgia Venturini perché il giornalismo d’inchiesta non deve essere lasciato solo. Le mafie minacciano perché temono che si accendano i riflettori sui propri affari. Ogni campanello d’allarme che suona deve essere ascoltato e non deve essere lasciato cadere nel silenzio”, concludono i democratici, sottolineando come questo risulti ancor più forte alla vigilia del 40° anniversario dell’uccisione per mano della camorra del giornalista Giancarlo Siani.

19/09/2025 - 18:20

“Vedo che dopo le boutade estive sulle pensioni ora si parla dell’Irpef, vedremo se davvero sarà un sollievo per il ceto medio. Forse occorrerebbe occuparsi delle bollette, del caro energia, dell’aumento degli affitti”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su SkyTg24 Economia.

“Ben vengano gli incentivi per le imprese legati a ricerca e innovazione - ha proseguito - ma tra le priorità dovrebbe esserci anche un’adeguata attenzione alla formazione e alla prevenzione per la sicurezza sul lavoro”.

“Anche oggi purtroppo in provincia di Caserta abbiamo assistito all’ennesima tragedia: serve più attenzione, più formazione. È ormai una piaga insostenibile quella delle morti sul lavoro” ha concluso Gribaudo.

 

19/09/2025 - 17:43

“Assistiamo all’ennesima tragedia di incidenti sul lavoro e il governo resta totalmente indifferente. Sono ancora assenti le misure strutturali per garantire la sicurezza sul lavoro.
Vorrei esprimere profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime del terribile incidente avvenuto oggi nello stabilimento ‘Ecopartenope’ di Marcianise.
Una tragedia che lascia sgomento l’intero territorio casertano e che impone di fare immediata chiarezza sulle cause dell’esplosione e, soprattutto, sul rispetto delle misure di sicurezza per chi quotidianamente lavora in impianti così delicati. La sicurezza sul lavoro deve essere sempre la priorità assoluta. Presenteremo una interrogazione in cui chiederemo al governo di fare chiarezza e di porre in essere misure strutturali per garantire la sicurezza sul lavoro, misure che ancora non vedono la luce”.

Lo dichiara in una nota Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

 

19/09/2025 - 15:13

Ho partecipato oggi al Quirinale alla Cerimonia che si è svolta in occasione della prima giornata dedicata alla memoria degli Internati Militari Italiani. Il Presidente Mattarella ha fatto un intervento di altissimo profilo. Con questa giornata viene ricordata la scelta di Resistenza di 650000 militari italiani, che rifiutarono di collaborare con la Repubblica Sociale Italiana e con il regime nazista. Affrontarono, per la loro scelta antifascista, condizioni terribili di detenzione e di lavoro forzato, 45000 persero la vita. Ho partecipato al percorso di discussione alla Camera del testo di legge, a prima firma dell' on. Mulè, che ha istituito questa giornata. In particolare ho lavorato ad emendamenti che evidenziassero le responsabilità del fascismo in questa tragedia. Camera e Senato hanno votato la legge all' unanimità. È stata una occasione, importante e oggi non scontata, in cui tutto il Parlamento si è unito nella memoria della lotta antifascista". Così Andrea De Maria, deputato PD.
 

17/09/2025 - 17:36

“Ora il Parlamento si assuma le sue responsabilità”
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la legge che disciplina procedure e tempi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. La Sardegna è la seconda Regione, dopo la Toscana, a dotarsi di una normativa attuativa delle sentenze della Corte costituzionale (n. 242/2019 e successive). “È una legge giusta e necessaria: accompagna il malato senza imporre nulla, nel pieno rispetto di dignità e libertà, seguendo rigorosamente i quattro requisiti fissati dalla Consulta”, dichiara Silvio Lai (PD), che sottolinea “il lavoro decisivo della Commissione Sanità e della sua presidente Carla Fundoni (PD), che hanno condotto l’istruttoria e rafforzato la tenuta giuridica del testo”.
Il provvedimento garantisce assistenza sanitaria gratuita, verifica delle condizioni tramite commissione multidisciplinare e Comitato etico territorialmente competente, oltre a un passaggio obbligato per le cure palliative e tempi certi per le aziende sanitarie.
“Ora un’altra Regione segue l’esperienza della Toscana—prima ad approvare una legge analoga l’11 febbraio 2025, poi impugnata dal Governo. Il testo sardo Peraltro recepisce le criticità emerse in Toscana e riduce il rischio di contenzioso con verifiche cliniche, tempistiche e ruolo dei Comitati etici più puntuali. Con questa approvazione il PD e il centro sinistra difendono i diritti e danno attuazione alle sentenze costituzionali. La maggioranza in Parlamento continua a eludere un vuoto legislativo che va colmato. Il Parlamento la smetta di rinviare e chiuda il cantiere nazionale: lasciare cittadini e servizi sanitari nel limbo è viltà politica e strumentalizzazione sulla pelle di chi soffre”, conclude Lai.

 

 

17/09/2025 - 15:23

«Ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri D’Urso e Calderone per fare piena luce sulla brutale aggressione avvenuta a Montemurlo, dove lavoratori in presidio sono stati picchiati a calci, e sul sistema di scatole cinesi che sta emergendo nel distretto tessile. È inaccettabile che chi chiede diritti finisca in ospedale e che un sistema di frodi e violenze continui a prosperare. Parliamo di 18 operai, in gran parte pakistani, afgani e bangladesi, che protestavano da giorni davanti alla fabbrica L’Alba Srl per condizioni di lavoro dignitose: straordinari non pagati, sabati obbligatori senza compenso, contratti applicati al ribasso. Il tutto in un quadro di aziende che si aprono e si chiudono a ciclo continuo. Ora servono chiarezza immediata, individuazione delle responsabilità e controlli seri. E sia chiaro: i grandi marchi della moda non possono chiamarsi fuori. Se i loro capi vengono prodotti sfruttando manodopera senza diritti e, addirittura, reprimendo chi protesta, la responsabilità riguarda anche loro.
Prato non può essere la terra dei diritti negati. Il Made in Italy diventa qualcosa di cui vergognarci se si regge sulla precarietà e sulla violenza. Per questo serve un’alleanza forte tra istituzioni, categorie, sindacati, partiti: tanti sanno, in troppi non intervengono. È il momento del salto di qualità. Perché Prato è già oggi un’eccellenza del lavoro di qualità nel mondo e deve esserlo anche nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Nessuno può più chiudere gli occhi o fare finta di non vedere». Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

16/09/2025 - 15:55

«A Montemurlo, nel cuore del distretto tessile di Prato, 18 lavoratori stavano semplicemente protestando per rivendicare condizioni di lavoro dignitose. Denunciavano straordinari non pagati, sabati di lavoro obbligatori senza compenso, contratti fittizi con inquadramenti inferiori alle mansioni reali. Per questo erano in presidio da giorni davanti alla fabbrica L’Alba Srl.
Questa mattina, invece di ascoltare le loro richieste, hanno ricevuto calci e pugni. Secondo la denuncia del sindacato, la titolare e persone a lei vicine hanno distrutto il gazebo e aggredito gli operai, tanto che uno di loro è finito in ospedale portato via in ambulanza. Scene documentate in un video che lascia senza parole.
Esprimo piena solidarietà ai lavoratori e al sindacato che li sostiene. È inaccettabile che nel 2025 in Italia chi sciopera per i propri diritti venga preso a botte. Non può esistere che il Made in Italy si regga sulla precarietà, sugli appalti senza regole e sulla violenza contro chi lavora.
Chiediamo chiarezza immediata, individuazione delle responsabilità e controlli rigorosi. Anche e soprattutto a tutela di chi ogni giorno lavora rispettando le regole e la dignità delle persone.
Il distretto di Prato è un simbolo di lavoro e dignità, non un far west dove chi protesta viene picchiato. Lo Stato deve esserci, con regole, legalità e rispetto delle persone. Senza diritti il Made in Italy perde non solo credibilità, ma anche la sua anima. Nessuno si sottragga a questa battaglia per la legalità ».

Pagine