“Ci apprestiamo a votare l’ennesimo decreto legge che è parte di un disegno che sta lentamente ma costantemente restringendo lo spazio dei diritti, concentrando il potere decisionale nell’esecutivo e mortificando il ruolo del Parlamento. È pura propaganda. Ma tra la propaganda e la realtà c’è una grande differenza. Così il deputato Paolo Ciani, vicecapogruppo Pd-Idp e segretario di Demos intervenendo in Aula durante le dichiarazioni di voto sul Dl sicurezza.
“In Italia – ha proseguito l’esponente Pd-Idp - esiste un tema di sicurezza: la violenza sulle donne, le morti sul lavoro, il lavoro povero, la lotta alla criminalità organizzata, grande assente di questo ‘pacchetto sicurezza’, le morti in mare, i suicidi in carcere. Invece la destra colpisce il diritto di manifestare, si inventa norme etniche che mettono i bambini in carcere, equipara la resistenza passiva non violenta alla rivolta, interviene sui servizi segreti, che su autorizzazione del presidente del Consiglio, potranno avere un ruolo attivo nella direzione o organizzazione di associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, e purtroppo non è uno scherzo. Ad una società complessa questo governo ha un’unica risposta, più carcere, più pene, più repressione: infatti crea 14 nuove fattispecie di reato e 9 nuove aggravanti”.
“Ma – ha concluso Ciani - il carcere in Italia, secondo la Costituzione, non dovrebbe avere un ruolo repressivo, ma di rieducazione; invece in carcere si soffre e si muore, con un sovraffollamento del 150%, carenza di personale, strutture fatiscenti e attività minime. L’ultimo suicidio è di due giorni fa, a Varese in un carcere che per le norme italiane è ‘dismesso’ dal 2001 e invece ospita il doppio delle persone previste. Questa è la realtà. E smettetela di dire che voi sareste dalla parte delle forze dell’ordine e noi no. Chi protesta, lo fa contro di voi e le vostre politiche, non contro le forze dell’ordine, di cui voi vorreste snaturare le funzioni. Noi siamo qui da giorni utilizzando ogni mezzo democratico per dire che non ci stiamo. Che la sicurezza non si costruisce con più carcere, ma con più scuola, più casa, più lavoro, più cultura, più solidarietà. E continueremo, insieme a tanti, a difendere la nostra democrazia, i suoi valori, la sua umanità. Perché è da lì, e solo da lì, che può venire una sicurezza vera, condivisa, profonda, per tutti”.
“La storia della rana bollita viene spesso usata per raccontare il pericolo del riscaldamento del pianeta, la temperatura sale lentamente, il pianeta si scalda sempre di più e senza nemmeno accorgercene finiamo stecchiti come la rana nella pentola. Ma questa storia si presta a descrivere piuttosto bene anche quello che può accadere quando da democrazia liberale ci si trasforma in democratura. Al posto della temperatura che sale mettiamo i diritti che scendono, che si comprimono e vengono lentamente cancellati”.
Così la deputata del Pd, Eleonora Evi, intervenendo in Aula in dichiarazione di voto sul Dl Sicurezza.
La libertà di dissentire e manifestare - aggiunge - viene a poco a poco soffocata. Si creano nuovi reati, si aumentano le pene, si puniscono con il carcere anche le azioni di disobbedienza civile. Dal reato di blocco stradale che diventa penale e punisce con il carcere chi protesta in modo pacifico e con il proprio corpo, penso agli ecoattivisti per il clima o ai lavoratori a cui questo governo sta dicendo, ‘state zitti’, ‘non disturbate’. O ancora la misura del daspo urbano che può scattare con una semplice denuncia, per arrivare alla norma oscena che manderà dietro le sbarre donne incinte e neomamme accanendosi così sui bambini, altro che difesa dell’interesse superiore del minore. E poi un capolavoro di pura propaganda. Azzerate il comparto della canapa made in Italy. Per la vostra ottusità - conclude - migliaia di agricoltori e imprese dall’oggi al domani sono senza lavoro. Tutto per portare avanti la vostra crociata basata su fake news e pregiudizi. Complimenti”.
“Il dl Sicurezza è il manifesto del cinismo, del sadismo e dello strabismo della destra. Un passo verso Orban. Sono giustizialisti con i giustiziati dalla vita e garantisti con i garantiti da una vita grazie al cognome che portano e dal conto in banca che hanno. Tant’è che la loro linea politica è condoni agli evasori e manette ai poveracci. Il reato di blocco stradale porta l’Italia a un passo da Orban. Si criminalizza il dissenso degli studenti e dei lavoratori. Per 48 ore li abbiamo bloccati in Parlamento. Continueremo a farlo oggi e nel Paese nelle prossime settimane. Stanno trasformando l’Italia in una democrazia autoritaria”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il dl Sicurezza è il manifesto del cinismo, del sadismo e dello strabismo della destra. Un passo verso Orban. Sono giustizialisti con i giustiziati dalla vita e garantisti con i garantiti da una vita grazie al cognome che portano e dal conto in banca che hanno. Tant’è che la loro linea politica è condoni agli evasori e manette ai poveracci. Il reato di blocco stradale porta l’Italia a un passo da Orban. Si criminalizza il dissenso degli studenti e dei lavoratori. Per 48 ore li abbiamo bloccati in Parlamento. Continueremo a farlo oggi e nel Paese nelle prossime settimane. Stanno trasformando l’Italia in una democrazia autoritaria”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La sicurezza in questo decreto viene vista attraverso il vostro storytelling come un elemento di paura, come elemento di grave emergenza nazionale, dove ogni volta lo scontro è fra cittadini ed istituzioni.
E invece il significato della parola sicurezza lo dà proprio la costituzione della Repubblica che nell’articolo due riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali.
La sicurezza è parte di noi e della nostra quotidianità. E non è solo aumentare i presidi delle forze dell’ordine che ringrazio per il loro lavoro e impegno quotidiano, ma anche un’azione di proposta, attraverso la costruzione di infrastrutture sociali, di scuole aperte tutto il giorno, di dare una risposta diversa alle difficoltà sociali, con strumenti culturali, che creano una comunità consapevole e non una comunità divisa, non azioni repressive verso i cittadini. Ecco noi dobbiamo modificare questo storytelling, dobbiamo riuscire ad essere diversi e lo stiamo dimostrando, di essere diversi da voi”. Lo ha detto in Aula Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
“Se Salvini è stanco dei primati toscani, vuol dire che siamo sulla strada giusta”.
Così Marco Furfaro commenta la dichiarazione volgare attribuita al ministro Salvini sui toscani.
“Il problema – prosegue Furfaro – è che chi non si inchina alla propaganda del ministro, diventa subito un nemico da screditare. Ma non è con le battute da bar che si costruisce il futuro di un Paese. È con il lavoro e le idee”.
“Se non riesce a reggere il confronto con una regione piena di eccellenze, il ministro Salvini si prenda una pausa. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: pensare, creare, innovare. E a testa alta.
“Salvini è un ministro della Repubblica, non il protagonista di uno show da bar. Non può permettersi di insultare un’intera regione solo perché non in linea con la sua visione del mondo. Questo disprezzo verso i territori, questa arroganza di chi considera i cittadini solo se votano come vuole lui è inaccettabile”.
“Ma Ceccardi e Vannacci, che dei toscani dovrebbero almeno ricordarsi qualcosa, cosa dicono? Stanno zitti di fronte a un ministro che insulta la loro terra? Si sentono più leghisti o più toscani, oggi? Ah, li aspettiamo al varco per quando presenteranno le liste alle regionali: vedremo con che faccia si proporranno di governare una regione che il loro capo disprezza”.
“Questo decreto è inutile e non servirà a garantire la sicurezza del nostro Paese, ma è anche pericoloso per le libertà costituzionali. Questo decreto sicurezza è la vostra coperta di Linus per non occuparsi delle vere emergenze del Paese, che sono la produzione industriale in calo, i giovani laureati che scappano dall’Italia perché non trovano lavoro, i prezzi alle stelle dell’energia.
Sicurezza non è aumentare il numero dei reati, le pene, i bambini con le loro madri in carcere. La sicurezza è mettere nelle condizioni i nostri Comuni di far fronte ai problemi sociali ed economici, è una strategia di prevenzione. E invece voi avete tagliato risorse importantissime ai Comuni, e lo farete per i prossimi sette anni, risorse che sarebbero servite proprio ad affrontare tutti i problemi che riguardano la sicurezza, come la riqualificazione urbana, le politiche sociali. Voi avete fatto questo e altri decreti cavalcando la vostra furia ideologica ma senza fare assolutamente nulla di concreto per i cittadini”. Lo ha detto in Aula Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
"E' di oggi la notizia che la procura del tribunale per i minori di Genova ha chiesto il processo per uno studente di 16 anni accusato di avere stuprato una compagna di 15 anni a scuola. L'ennesimo caso di violenza contro una giovanissima donna che, al netto di cosa decideranno i giudici, deve richiamarci tutte e tutti all'urgenza di interventi concreti di nelle scuole. Interventi che prevedano l'educazione sessuale e all'affettività. Se vogliamo parlare di sicurezza e anche di sicurezza delle donne, dobbiamo parlare di formazione ed educazione.
Niente di tutto questo è previsto nel decreto repressione, che la maggioranza si ostina a chiamare "decreto sicurezza". Repressione del dissenso, repressione della protesta, repressione della resistenza passiva. C'è, invece, un ordine del giorno della Lega che rimette in campo la malsana idea della castrazione chimica. Come se lo stupro fosse il frutto di una disfunzione e non un esercizio di potere, una volontà di sottomissione e umiliazione, un esercizio di possesso del corpo della donna. Questa perversa mentalità non si supera certo con la castrazione chimica ma con un profondo lavoro culturale. Purtroppo l'idea di sicurezza della maggioranza è questa: reprimere quando i reati sono già avvenuti. Mai prevenire, mai educare, mai preoccuparsi di arrivare prima di avere una vittima e un carnefice. Solo l'ennesima bandierina ideologica: 14 nuovi reati e nuovi aumenti delle pene. Molto rumore per non risolvere alcun problema". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Oggi Brescia ricorda uno dei momenti più bui della nostra Repubblica: la strage di Piazza della Loggia. Un attentato durante una manifestazione antifascista, otto vittime, decine di feriti, un colpo inferto alla democrazia da chi voleva instillare la paura e sovvertire l’ordine democratico. Pochi giorni fa ho promosso alla Camera dei Deputati un confronto con Manlio Milani, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e della Casa della Memoria. Da quel 28 maggio 1974, Milani porta avanti un lavoro instancabile di ricerca della verità, di costruzione della memoria collettiva, di difesa dei valori democratici. Le sue parole ci richiamano a una responsabilità profonda: 'La strage è la totale disumanizzazione delle persone. Si usano le vittime come oggetti per trasmettere un messaggio di paura, nascondendo l’obiettivo finale: il sovvertimento dell’ordine democratico.' Essere davvero dalla parte delle vittime significa non fermarsi al ricordo, ma agire: vigilare sulla coerenza democratica, aprire gli archivi, rifiutare ogni forma di delega passiva alla magistratura o alla storia ufficiale. La memoria non è solo un esercizio del passato. È un impegno quotidiano per il presente e per il futuro. È un dovere civile e politico." Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.
"Serve sicurezza per i giovani e le famiglie, non spot sovranisti"
“I dati del Rapporto Annuale ISTAT 2025 confermano che l’Italia è un Paese fermo, bloccato da un Governo che preferisce fare propaganda invece di affrontare i problemi reali”, dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico.
“Sul piano economico – prosegue Lai – la crescita è tra le più basse d’Europa (+0,7% nel 2024, contro +3,2% in Spagna), la produttività continua a calare e la produzione industriale è in netto arretramento (-4% rispetto al 2023). E mentre il debito pubblico cresce ancora, manca una vera strategia per il lavoro e per lo sviluppo industriale. A pagare sono i giovani e le famiglie, sopratutto quelle giovani che si devono formare, che non trovano nessuna certezza sul loro futuro”.
“Anche i dati sociali sono allarmanti: la popolazione diminuisce, la natalità tocca i minimi storici (1,18 figli per donna), aumenta il disagio psicologico e la povertà assoluta colpisce quasi il 10% delle famiglie, con picchi drammatici tra le famiglie giovani con figli. Ma a queste emergenze il Governo non risponde con politiche concrete, preferendo inseguire la retorica della sicurezza e del sovranismo anziché offrire sicurezza vera a chi è più fragile. Anche la famiglia cambia lo dicono i dati sulla crescita della PMA, che mostra disuguaglianze tra regioni e la crescita delle famiglie di single”.
“Il PD propone invece politiche che diano fiducia e sicurezza sul futuro: un reddito minimo che contrasti il lavoro povero, la precarietà e l’incertezza, investimenti per la sanità pubblica e per l’istruzione, più sostegno alle giovani famiglie e alle donne. Solo così si può ridare speranza a un Paese che il Governo Meloni sembra avere abbandonato per inseguire slogan e spot che portano l’Italia in Ungheria e non in Europa”.
“Il Ministro Giorgetti prenda atto del danno che ha provocato e accolga la richiesta dei commercialisti di prorogare i termini dei numerosi adempimenti fiscali in scadenza alla fine del mese.
Il nuovo blocco informatico dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate sta causando disagi enormi a professionisti e contribuenti. È inaccettabile che, di fronte a un malfunzionamento così grave, il Governo resti fermo, scaricando sui cittadini le conseguenze della propria inefficienza.
Non si può chiedere rigore nei pagamenti e poi lasciare nel caos chi deve operare ogni giorno tra scadenze e burocrazia. Un altro segnale di sciatteria e disattenzione che colpisce il lavoro di migliaia di professionisti.
Il Governo intervenga subito.” Così una nota dei componenti democratici della Commissione Finanze della Camera dei Deputati.
Vogliamo vedere chiaro su nomina voluta da Calderone
“Dalle inchieste giornalistiche di questi giorni emergerebbe in maniera più inquietante la commistione tra la nomina voluta dalla ministra Calderone di Mario Pepe alla guida della Covip e gli interessi privati di grandi gruppi privati della sanità. Vogliamo vederci chiaro. Sono mesi che stiamo chiedendo al governo chiarezza sul curriculum di Pepe e le risposte sono state più che approssimative. Non si gioca con i fondi pensione di milioni di lavoratori. Presenteremo interrogazione e chiederemo immediata audizione del presidente della Covip”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Non è bastato metterlo al riparo di Raisport dopo i danni che ha inflitto a Rainews. E così Raisport ha bocciato a larga maggioranza il piano editoriale di Paolo Petrecca, con 51 voti contrari e 36 favorevoli. Il noto gaffeur, che nel curriculum vanta il solo titolo di affezionatissimo meloniano, non ha così la fiducia della sua nuova redazione, che ha capito subito che fine avrebbe fatto (vedi il crollo degli ascolti di Rainews). Per rispetto del lavoro dei giornalisti, del servizio pubblico e della dignità dell’informazione sportiva, Paolo Petrecca deve rassegnare le dimissioni. Un’altra battuta a vuoto di TeleMeloni che non azzecca una scelta che sia una, in quello che è ormai solo diventato un nominificio monocolore. In spregio degli ascoltatori” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.
“Ho partecipato questa mattina all’incontro presso lo stabilimento de La Perla, dove il Ministro Adolfo Urso ha annunciato che è stato individuato l' investitore e che la nuova proprietà assicurerà, iinsieme alla continuità produttiva, il mantenimento di tutti i posti di lavoro ed anche nuove assunzioni. Inoltre è in previsione un decreto per garantire la cassa integrazione, nella fase transitoria, alle 50 lavoratrici che oggi non sono coperte da ammortizzatori sociali.
Certamente andrà valutato, quando lo si conoscerà, il piano industriale. Oggi è una bella giornata per l’Italia. Un successo dovuto alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, alla competenza ed alla determinazione delle loro rappresentanti sindacali, all’impegno comune di tutte le Istituzioni. Per quanto mi riguarda, ho seguito fin dall’inizio lo sviluppo della vertenza, assumendo anche diversi atti parlamentari, in un impegno che ha sempre coinvolto tutto il gruppo del Partito democratico, a partire dalla nostra Segretaria Nazionale Elly Schlein.” Così il deputato Pd Andrea De Maria
Il segnale che arriva dalla tornata amministrativa dice che le forze progressiste quando si uniscono possono vincere ovunque con candidature forti, autorevoli e credibili, con coalizioni che lavorano insieme su le molte cose da fare per i cittadini.
Questo è un metodo che convince e ottiene fiducia, è quel terreno testardamente unitario su cui il partito democratico ha lavorato a partire dalla segreteria Schlein. E i risultati danno ragione perché con le altre forze ci uniscono battaglie importanti, come il lavoro, la sanità, il pessimo decreto sicurezza che stiamo discutendo in Parlamento. Abbiamo una responsabilità verso il paese che rischia con questo governo di arretrare sul piano sociale e internazionale. Nasce qui lo sforzo di ricerca dell’unità.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, a Radio anch’io.