“Una misura al ribasso, senza visione, con gravissime dimenticanze come le pensioni e la questione salariale che non sono pervenute: pagheremo questa Manovra per i prossimi anni e a rimetterci di più saranno le fasce su cui invece dovremmo investire, i giovani”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla Legge di Bilancio in approvazione alla Camera.
“Non c’è nulla per combattere il lavoro povero, di cui questo Governo si ostina così duramente a negare l’esistenza - prosegue la deputata dem - Non basta mettere sotto il tappeto i problemi e fare finta che non ci siano, come è stato fatto con il Decreto Sicurezza sul lavoro: questo Paese si meritava infinitamente di più, e sicuramente non l’aumento della pressione fiscale che, tra fiscal drag, imposte e accise, rende inutile il micro intervento sui redditi medi”.
“Ancora una volta a destra dimostrano tutta la loro mediocrità, mascherata da buon senso e voler tenere in ordine i conti. Volevano salvare la faccia, si mostrano per quello che sono: interessati solamente ad arrivare alla fine del mandato, senza pensare ai reali problemi degli italiani” conclude Gribaudo.
Passo in avanti l’approvazione del nostro atto, monitoreremo gli sviluppi
"Tutti i dodicimila precari della Giustizia assunti con il Pnrr devono essere stabilizzati. Non è soltanto una questione di tutela del lavoro. Siamo di fronte a un problema di efficienza della Giustizia e di garanzia dei diritti dei cittadini. Senza questo personale molto qualificato, il rischio concreto è un rallentamento significativo dell’attività dei tribunali, con ricadute pesanti sui tempi della giustizia e sulla fiducia nelle istituzioni. Per questo motivo l'approvazione del nostro atto alla Legge di Bilancio sulla stabilizzazione dei precari rappresenta un segnale politico significativo, che va nella direzione di non disperdere competenze fondamentali per il funzionamento del sistema giudiziario": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia Federico Gianassi, promotore dell’atto approvato questa notte dall'Aula di Montecitorio.
"Non neghiamo che la strada sia lunga e difficile, ma consideriamo questo passaggio un primo segnale positivo da monitorare già nelle prossime settimane. L’obiettivo resta infatti quello di dare prospettive certe a migliaia di lavoratrici e lavoratori e garantire continuità a un servizio essenziale per cittadini, imprese e operatori della giustizia": conclude.
“In una manovra sbagliata e iniqua, il governo ha bocciato un odg semplice e giusto: nessuna risorsa pubblica può essere utilizzata per finanziare il lavoro povero. Gli appalti, i contributi e gli incentivi devono essere subordinati al rispetto di una soglia minima di dignità salariale pari almeno a 9 euro lordi l'ora lungo tutta la filiera. Un problema che resta sempre invisibile per il governo Meloni nonostante riguardi almeno un milione di persone che svolgono servizi per conto della Pubblica Amministrazione nella sicurezza, nella pulizia, nell'assistenza e nel funzionamento. Lavoratori pubblici di fatto, ma privati dei diritti del lavoro pubblico e che guadagnano meno di 9 euro l'ora”. Lo dichiara in una nota il deputato Pd, Mauro Laus.
“Queste persone – sottolinea l'esponente dem - vengono considerate fortunate per il solo fatto di avere un lavoro o perché lavorano in luoghi di prestigio. In realtà sono poveri lavorando, con part-time involontari, con orari spezzati, salari che non permettono di programmare una vita e una pensione a dir poco ridicola”. “Sottopagare chi lavora per lo Stato nuoce gravemente a un sistema democratico e non possiamo permetterlo. Lo Stato non può essere committente e carnefice”, conclude Laus.
"La bocciatura dell'ordine del giorno del Pd sulle pensioni è la dimostrazione che nel prossimo anno ci riproveranno. Chiedevamo che venisse definitivamente escluso l’azzeramento del riscatto della laurea e l’allargamento delle finestre ai fini dell’uscita anticipata, che avrebbe portato a un ulteriore vertiginoso aumento dell’età pensionabile, ma hanno detto No. Dunque, hanno smentito anche la Lega che promette a destra e manca cose che non può mantenere. Dicano la verità agli italiani: stanno tradendo tutte le promesse elettorali".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Legge di Bilancio del Governo è una manovra che rinvia le risposte e non affronta le vere priorità del Paese.”
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico.
“Mancano scelte strutturali sulla sanità pubblica e sulla prevenzione. Al di là degli annunci, non vi è un reale rafforzamento del Servizio sanitario nazionale: come evidenziato anche dalla Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria cresce in valori assoluti ma continua a ridursi il suo peso sul PIL, segno di un progressivo definanziamento.”
“Non ci sono risorse adeguate per il trasporto pubblico locale, che è una leva fondamentale per la coesione sociale, per il diritto alla mobilità e per la transizione ambientale. Così come risultano deboli e frammentari gli interventi su ambiente e politiche climatiche.”
“Preoccupa inoltre l’assenza di un vero sostegno agli investimenti produttivi e all’innovazione: le imprese, in particolare le piccole e medie, non trovano in questa manovra strumenti capaci di accompagnare la crescita e affrontare le difficoltà economiche.”
“Completamente dimenticate sono le aree interne e la montagna, che avrebbero bisogno di politiche dedicate per contrastare spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Una mancanza grave, che accentua i divari territoriali.”
“Sul fronte sociale, la manovra non offre risposte concrete alle famiglie, ai giovani e alle donne: non vi sono misure strutturali per la casa, per l’occupazione femminile e giovanile, né una visione chiara sul tema delle pensioni, su cui emergono peraltro evidenti divisioni all’interno della stessa maggioranza di Governo.”
“Il Governo ha accolto, seppur con una riformulazione, un nostro ordine del giorno sulla povertà alimentare: un segnale positivo, ma insufficiente se non inserito in una strategia complessiva che affronti lavoro povero, salari bassi e perdita di potere d’acquisto.”
“Questa Legge di Bilancio – conclude Girelli – manca di una visione di sviluppo equo e sostenibile. Servivano scelte coraggiose su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e coesione territoriale. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché queste priorità tornino al centro dell’agenda politica.”
“L’ennesima forzatura antidemocratica per provare ad anticipare la data del referendum. Con un ordine del giorno presentato da Fdi e approvato a notte fonda, dal contenuto del tutto incongruo durante la pessima sessione di bilancio, il governo si impegna a modificare il voto degli italiani all’estero. Con le procedure attuali, infatti, le operazioni di voto dovrebbero partire almeno 15 giorni prima che in Italia, con un lavoro preparatorio che renderebbe impossibile votare a marzo. Conculcare il diritto di voto di 6 milioni di nostri connazionali, alla vigilia di una consultazione referendaria, precludendo qualsiasi reale informazione sul quesito, rappresenterebbe l’ennesimo vulnus democratico di un Governo impaurito dal possibile esito elettorale e accecato dagli interessi di parte” così una nota del responsabile Esteri del Pd, il deputato democratico Peppe Provenzano.
“Mentre in Toscana chiudono supermercati e decine di lavoratrici e lavoratori in tutta Italia finiscono per strada senza dignità, il governo Meloni sceglie ancora una volta di non vedere e non intervenire. Con il voto contrario della destra è stato infatti respinto un ordine del giorno che chiedeva di affrontare la crisi del gruppo Pam-Panorama, a partire dalla chiusura del punto vendita Panorama ai Gigli di Campi Bisenzio e dai 45 licenziamenti annunciati: una decisione che certifica il totale disinteresse dell’esecutivo per le emergenze occupazionali reali”: così il deputato dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi, sulla discussione della Legge di Bilancio svolta alla Camera.
“Ancora più grave è il rifiuto di mettere un argine a pratiche aziendali discutibili, come il cosiddetto ‘test del finto cliente’, usato per colpire lavoratori anche con decenni di anzianità attraverso meccanismi vessatori e arbitrari; una pratica peraltro già ritenuta illegittima dalla stessa magistratura. Il governo ha scelto di non verificare, di non regolamentare, di non convocare un tavolo di crisi nazionale: così si lasciano soli i lavoratori, si legittima un modello di relazioni industriali basato sulla paura e si abdica completamente al ruolo pubblico di tutela del lavoro e della dignità delle persone. Il Pd continuerà a seguire questa vicenda per difendere la dignità ed i diritti dei lavoratori”.
"Il 2025 è stato senza dubbio un anno di lotte. Il piano della pace, dei diritti umani, della tutela del diritto internazionale e degli organismi sovranazionali è stato sicuramente il più impegnativo. Abbiamo visto minare alle sue fondamenta quel sistema di regole che ci siamo dati, volontariamente, dopo la Seconda Guerra Mondiale e che è stato un faro nella gestione delle tensioni e nella difesa dei diritti umani nel mondo. I tentativi di delegittimare la Corte penale internazionale e le sanzioni imposte ai suoi giudici, ne sono un esempio lampante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un'intervista a L'Unità.
"Il genocidio a Gaza, come la continua annessione di fatto dei territori occupati della Cisgiordania da parte di Israele, e la sostanziale complicità a tutto questo orrore di gran parte dei governi segnano un passaggio drammatico che non deve trasformarsi in un punto di non ritorno. Per questo le piazze di tutto il mondo, anche italiane, si sono riempite di milioni di persone che hanno protestato contro le azioni criminali del governo israeliano e contro l’inerzia dei nostri governi - sottolinea Boldrini -. Come Comitato diritti umani della Camera, abbiamo ascoltato testimonianze di associazioni e ong che si occupano dei diritti del popolo palestinese. Organizzazioni sia palestinesi sia israeliane, insieme a ong italiane che operano in quei territori da ben prima del 7 ottobre 2023.
Ma abbiamo portato alla Camera anche le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani in Iran, ascoltando la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, in Afghanistan, Egitto, Tunisia, Sudan e altri paesi.
Il prossimo anno l’impegno in solidarietà al popolo palestinese e per la sua autodeterminazione non cesserà". "Continueremo a batterci contro le violazioni dei diritti umani in ogni luogo dove questo accade - garantisce la deputata dem -. E per la pace, a partire dall’Ucraina dove le trattative, nonostante gli annunci del presidente americano, sembrano ancora arrancare, mentre l’Ue si accontenta di un ruolo marginale lasciando tutto nelle mani di Trump e Putin. Non staremo a guardare mentre il mondo alza vertiginosamente la spesa per il riarmo a scapito di sanità, scuola pubblica, welfare, pensando che la deterrenza la faccia la forza, come dice Meloni, e non la diplomazia, il dialogo, la mediazione com’è stato, almeno in Europa, per 70 anni".
"E continueremo a batterci per il salario minimo, la difesa dei posti di lavoro e una sanità pubblica che sia in grado davvero di rispondere alle esigenze di cura di chi ha bisogno perché la salute è un diritto, non un privilegio - conclude -. Insomma, nel 2026 il Pd sarà ancora in prima linea su tutti questi temi, in parlamento, nelle piazze e sui territori".
"La firma che porta la newco Sol-Tiox a rilevare lo stabilimento Venator di Scarlino e a far ripartire la produzione di biossido di titanio dal 2 gennaio è una notizia positiva: significa difendere un presidio industriale strategico e, soprattutto, dare continuità e prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, oltre all’indotto". Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
"Ora la sfida - conclude Simiani - è trasformare questo passaggio in un grande progetto industriale con garanzie ambientali e investimenti, a partire dall’accordo di programma al Mimit. Il sito deve tornare a produrre creando buona occupazione e riducendo progressivamente gli impatti. Un ringraziamento va alle maestranze, alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni locali e regionali per il lavoro svolto in questi mesi. Continueremo a vigilare perché agli impegni seguano risultati concreti per lavoro, salute e territorio".
“La Lega presenta un ordine del giorno per chiedere al Governo, di cui fa parte, di non aumentare l’età pensionabile. Nel frattempo si appresta a votare un Legge di Bilancio in cui è previsto che il 96 per cento dei lavoratori andranno in pensione più tardi di tre mesi. Colleghino la lingua con il cervello per una volta. La verità è semplice: siamo davanti a un imbroglio sulla pelle dei cittadini più deboli”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Salvini un tempo faceva le sceneggiate ai caselli per non pagare i pedaggi autostradali; oggi, invece, approva l’ennesimo rincaro: una fregatura bella e buona per milioni di italiani. Un capolavoro del peggior ministro dei Trasporti della Repubblica italiana, che ha tradito una per una tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Da quando siede al Ministero, i treni accumulano ritardi quotidiani e i pedaggi continuano ad aumentare: un vero e proprio accanimento contro le tasche dei cittadini. Come sempre, oggi la colpa viene scaricata sulla Corte Costituzionale. C’è sempre qualcun altro da incolpare, mentre la verità è sotto gli occhi di tutti: Salvini è politicamente incapace e sta facendo pagare il prezzo dei suoi fallimenti agli italiani con la Salvini-Taxi”. Così il capogruppo Pd nella commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
"Siamo contari alla impostazione complessiva della legge di bilancio. Che non sostiene lo sviluppo e non investe sul lavoro e sull'equità sociale. Per quanto riguarda le spese della difesa riteniamo si debba investire sulla sicurezza del Paese e sulle nostre forze armate, impegnate peraltro in tante missioni di pace. Siamo però nettamente contrari ad una corsa incontrollata al riarmo, che vedrebbe il nostro Paese ed i singoli Stati europei subalterni alle priorità della Amministrazione Trump. La strada deve essere un' altra: quella di una politica comune di difesa europea, che davvero garantisca la sicurezza e l'autonomia dell'Europa".
Così Andrea De Maria, deputato PD, intervenendo in dichiarazione di voto in Commissione Difesa alla Camera.
«Intervenire sulla parte agricola della legge di bilancio significa porsi una domanda semplice ma decisiva: questa manovra mette davvero il settore agricolo nelle condizioni di programmare il proprio futuro? La risposta, purtroppo, è no».
Lo dichiarano i componenti del Partito Democratico nella commissione agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi, Stefano Vaccari, esprimendo parere nettamente negativo sulla Legge di Bilancio 2026.
«L’agricoltura non vive di annunci né di misure spot – proseguono – ma di cicli lunghi, investimenti pluriennali e decisioni che richiedono certezze. Questa manovra, invece, continua a muoversi su interventi temporanei, fondi emergenziali e rinvii a strumenti futuri. Senza risorse pluriennali e tempi certi non siamo davanti a politiche strutturali, ma a una gestione dell’emergenza».
Secondo i democratici, anche le misure più condivisibili rivelano tutti i limiti dell’impostazione del Governo.
«Il rifinanziamento del fondo per l’acquisto dei beni alimentari risponde a un bisogno reale, ma non è una politica agricola. È una misura sociale emergenziale che non rafforza le filiere, non sostiene il reddito agricolo e non costruisce un legame tra produzione e accesso al cibo. Se ogni anno dobbiamo rifinanziare strumenti tampone, significa che il sistema non è governato».
Critica anche la scelta di rendere strutturale il lavoro agricolo occasionale.
«Normalizzare la precarietà è una scelta politica. In un settore già fragile si sceglie la scorciatoia, rinunciando a costruire lavoro stabile e tutelato».
“La legge di bilancio lascia irrisolto un problema serio che riguarda una parte significativa dell’emittenza televisiva locale. Le risorse recuperate dal Governo non bastano”.
Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera.
“Ci sono decine di emittenti locali - aggiunge - che garantiscono informazione, lavoro e pluralismo nei territori e che oggi si trovano di fronte a un rischio concreto di ridimensionamento o chiusura. Parliamo di centinaia di lavoratori e lavoratrici, tra giornalisti e operatori, che vivono una condizione di forte incertezza e che meritano risposte immediate. Il Governo e la maggioranza non possono ignorare questa situazione. Servono correttivi rapidi e mirati per sostenere tutta l’emittenza locale e tutelare l’occupazione. Il Partito Democratico - conclude - continuerà a chiedere interventi equi e strutturali, perché difendere le tv locali significa difendere il pluralismo dell’informazione e la coesione delle comunità”.
“Questo Governo si dimostra forte con i poveri e debole con chi ha di più. Rinnega tutti i capisaldi che la destra proclamava quando era all’opposizione: aumenta le tasse, innalza l’età pensionabile, disinveste sulla sanità pubblica. Altro che difesa dei ceti medi e popolari. La chiusura della procedura di infrazione europea viene usata come foglia di fico per una grande farsa politica, che rinvia i problemi reali del Paese e prepara il terreno a nuove spese elettorali tra un anno, nel mezzo della campagna elettorale. Nel frattempo, l’Italia perde competitività, le disuguaglianze crescono e il sistema produttivo viene lasciato solo. Meloni costringe il Paese a una rappresentazione ingannevole, evitando di affrontare le vere emergenze: lavoro, sanità, industria e giustizia sociale. Così non si governa, si galleggia. E il conto lo stanno già pagando cittadini e imprese”.
Così in una nota Silvia Roggiani, dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera.