01/05/2026 - 11:08
"La lotta vera alle diseguaglianze si fa alzando pensioni e stipendi di chi lavora e combattendo la precarietà.
Invece al governo ancora non è chiaro quanto la compressione dei salari contribuisca a frenare consumi, investimenti, produttività. Solo in Toscana ci sono 250mila lavoratori e lavoratrici che guadagnano meno di mille euro al mese. Ogni giorno si contano 1500 infortuni (di cui 2 mortali) e il governo non stanzia un euro sulla sicurezza sul lavoro. Nel decreto 1 maggio il governo s'inventa il "salario giusto" che è solo un modo per agevolare le aziende senza dare un euro in più a lavoratrici e lavoratori.
Quello che serve è il salario minimo, come hanno già fatto 30 dei 38 paesi dell’area Ocse.
Ed è quello che faremo quando sconfiggeremo questa destra e andremo al governo con un'idea di Paese diametralmente opposta, un’idea basata sul lavoro dignitoso e la giustizia sociale". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD, che oggi parteciperà al Primo maggio aretino organizzato dalla CGIL di Arezzo al Parco del Pionta.

 

30/04/2026 - 16:46

“Occorre urgentemente un tavolo di crisi presso il Ministero delle imprese e del made in Italy: quello che sta avvenendo allo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile è intollerabile e bisogna salvaguardare i 500 posti di lavoro a rischio”.

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione al ministro Urso sullo stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile, in provincia di Torino, e sulla decisione dell’azienda di trasferire la linea produttiva EWP in Cina.

 

“Il Governo è a conoscenza dei piani industriali della società? Immagino di no, considerato che anche i sindacati sono venuti a conoscenza di questa scelta solo a conti fatti, nonostante fossero presenti dei tavoli tra azienda e parti sociali - prosegue la deputata piemontese - Bisogna richiedere formalmente chiarimenti in merito alle prospettive produttive, agli investimenti programmati e alle eventuali ulteriori operazioni di delocalizzazione, perché l’automotive in Italia ha già perso a sufficienza”.

 

“Mi aspetto anche un chiarimento in merito agli obblighi di informazione e consultazione previsti dalla normativa vigente. Situazioni del genere vanno prevenute, la delocalizzazione è una realtà che ormai conosciamo troppo bene e non possiamo procedere senza un piano di politiche industriali serio e puntuale” conclude Gribaudo.

 

30/04/2026 - 15:05

“Questo documento di finanza pubblica che ci viene presentato dopo quattro manovre di bilancio e tre anni e mezzo di governo è un verbale di resa.
È la certificazione di un fallimento, perché in questo documento il governo è costretto a mettere nero su bianco che il paese è più fragile, cresce poco, produce meno, investe meno, consuma meno e i salari reali non recuperano ancora la grande inflazione.
Il dato sulla crescita è molto cupo. Meno della metà della media dei paesi europei.
C’è una specifica fragilità del nostro paese che viene invece negata dalle fantasiose narrazioni del governo che vedono un quadro macroeconomico positivo che non esiste.
Il governo fugge dalle proprie responsabilità e sbaglia perché è evidente che delle responsabilità ne ha, e il confronto con gli altri paesi è impietoso.
L’effetto snowball è chiaro in questo Dfp. Si abbassano i tassi di interesse ma si riduce anche il tasso di crescita, con l'effetto di fare aumentare il debito, che si vorrebbe invece controllare con avanzi primari sempre più alti. Insomma la politica di  controllo dei conti pubblici, non accompagnata da politiche industriali energetiche e da un lavoro di qualità si avvita su sé stessa: ci porta solo tasse più alte e spese più basse, per sanità, welfare e istruzione, e il Paese non cresce”. Lo ha detto Maria Cecilia Guerra capogruppo Pd in commissione bilancio della Camera, dichiarando il voto contrario del Pd alla risoluzione della maggioranza sul Dfp.

30/04/2026 - 14:07

“Chiediamo chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al Giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba.
I giornalisti svolgono un prezioso lavoro di informazione, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai a proposito della lettera di richiamo inviata dalla Rai al giornalista Ranucci in merito alle sue dichiarazioni sul ministro Nordio.

30/04/2026 - 12:50

“Il Governo è in carica da ormai quattro anni, però la responsabilità è sempre di qualcun altro. Dell’Istat a cui va tutta la nostra solidarietà, accusata di non saper fare i conti, alla Corte dei Conti che in audizione ha sottolineato come  l‘aumento del debito, ‘al di là del contributo ascrivibile al superbonus che era sostanzialmente noto, sia avvenuto per il determinante effetto della bassa crescita economica’. Crescita economica che nel documento del Governo non viene praticamente mai nominata. La pressione fiscale, le tasse, quelle che da 4 anni dicono di voler tagliare, sono al 43,1%, il record più alto da 11 anni. I salari reali si sono ridotti del 7,8%. Non c’è nulla per i 5,7 milioni di lavoratori e lavoratrici poveri a cui negano il salario minimo e a cui propongono l’ennesima presa in giro con il decreto primo maggio. Non c’è nulla per i 13 milioni di italiane e italiani che rinunciano a curarsi o per i 2 milioni che devono chiedere dei prestiti per potersi curare perché la sanità pubblica purtroppo non è più accessibile. Le risposte non ci sono nemmeno per le imprese, totalmente assenti in questo piano. Mentre la Spagna ha puntato sulla transizione green e ha abbassato il costo delle bollette, la maggioranza non crede nella transizione ecologica e nemmeno in quella digitale. Anche la grande potenzialità dell’intelligenza artificiale viene ignorata dal governo, come è stato sottolineato nelle audizioni. Ancora una volta, la destra costruisce un racconto che non regge alla prova dei fatti: scarica colpe, evita responsabilità e ignora i veri problemi del Paese. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo su questi nodi strutturali e a proporre misure concrete per crescita e sviluppo, lavoro dignitoso e diritto universale alla cura”.

Così la deputata Silvia Roggiani, della Presidenza del Pd alla Camera, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Dfp.

 

30/04/2026 - 11:18

“Il Dfp 2026 è la resa di un governo che ha smarrito la realtà, rifugiandosi in tecnicismi per nascondere un vuoto di visione”.

Così la deputata dem, Francesca Viggiano, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Dfp.
“I tagli di quattro miliardi a Transizione 5.0 e i costi energetici fuori controllo - aggiunge - condannano le Pmi alla marginalità. Sul sociale il quadro è drammatico: il programma Gol è una scatola vuota che ignora la povertà lavorativa e l’inflazione. State dimenticando giovani e donne, trasformando il welfare in un lusso per pochi eletti. Non accetteremo che il futuro dell’Italia sia sacrificato a una ragioneria senza anima. Questo non è un piano di crescita, ma un rinvio che esclude i fragili e smantella le filiere. Il PD si opporrà a questa Italia a due velocità per restituire centralità al lavoro vero. È tempo - conclude - di investire sul capitale umano, non di gestire il Paese come un liquidatore”.

 

30/04/2026 - 11:04

“Il ritiro delle lettere di licenziamento per i lavoratori Trasnova Logitech e Teknoservice e la conseguente attivazione degli ammortizzatori sociali è, alla vigilia di questo Primo Maggio, una grandissima notizia. I mesi di lotta di queste lavoratrici e di questi lavoratori hanno portato a questo risultato importantissimo. Ora però bisogna costruire le condizioni per una soluzione industriale e verificare se davvero è reale l'interesse manifestato da alcune aziende di voler rioccupare i lavoratori sulla base di un piano industriale serio. Noi, come PD, continueremo a sostenere la battaglia di lavoratori sindacati e territorio affinché non si perda un solo posto di lavoro”.

Così il deputato dem e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Sarracino.

 

29/04/2026 - 13:11

“Con questo ennesimo Decreto Primo Maggio il Governo arriva tardi e male, aggirando i problemi di chi lavora e rimane in povertà. Sono mesi che chiediamo il salario minimo subito, che agisce immediatamente per alzare gli stipendi. Perché non ci vogliono ascoltare?”

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, rispondendo alle domande delle tv fuori da Montecitorio.

 

“Ancora una volta non c’è nulla di utile per i rider: chiediamo l’approvazione della nostra norma che davvero aiuterebbe quei lavori, la proposta di Legge Griseri Prisco. Basta andare avanti a decreti legge: le proposte per delle leggi ad hoc, come quella sul salario minimo, ci sono, è ora che il Governo ci ascolti” conclude Gribaudo

 

29/04/2026 - 12:27

“A parole difendono la sovranità alimentare, nei fatti la indeboliscono. La bocciatura dei nostri ordini del giorno sul sostegno al comparto della pesca va esattamente in questa direzione: lascia sole le imprese e aumenta la dipendenza dell’Italia dalle importazioni”.

Lo dichiarano Antonella Forattini, capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera per il Partito Democratico, e i colleghi Marino, Romeo, Rossi, Vaccari, commentando il voto dell’Aula sul disegno di legge ‘Valorizzazione della risorsa mare’.
“Oggi - aggiungono - circa tre quarti del pesce che consumiamo arriva dall’estero. In questo contesto, scegliere di non sostenere la pesca italiana, già colpita dall’aumento dei costi energetici e dal calo delle risorse europee, significa accettare consapevolmente di perdere capacità produttiva. Abbiamo proposto una misura concreta: un credito d’imposta per compensare almeno in parte i maggiori costi di carburante. Una scelta pragmatica per evitare che molte imbarcazioni siano costrette a restare in porto. Il Governo ha detto no. È una decisione che pesa ancora di più se si guarda al quadro complessivo: nel prossimo ciclo europeo le risorse per la pesca scendono da oltre 6 miliardi a poco più di 2. Di fronte a questo scenario servirebbero interventi nazionali mirati. Invece si sceglie l’inerzia. Il risultato è chiaro: meno produzione nazionale, più importazioni, meno lavoro nei territori costieri. Altro che sovranità. Parliamo di circa 12 mila imbarcazioni e di centinaia di migliaia di lavoratori lungo tutta la filiera. Non intervenire significa mettere a rischio un settore strategico del nostro agroalimentare e intere comunità. Se davvero si vuole valorizzare la risorsa mare, servono scelte coerenti. Perché - concludono - senza sostegno alle imprese, la sovranità resta uno slogan”.

 

29/04/2026 - 12:26

“Il mare è una dimensione strategica per il Paese, ma il provvedimento in esame dimostra ancora una volta l’inadeguatezza del Governo di costruire una politica organica del mare.
Ci troviamo di fronte all’ennesimo contenitore eterogeneo, una somma di norme senza un filo conduttore, con una distanza evidente tra l’ambizione del titolo e la debolezza degli strumenti messi in campo.
Senza una tutela forte e chiara degli ecosistemi marini, parlare di valorizzazione è fuori luogo.
Ma il punto più grave è il lavoro, ancora una volta relegato sullo sfondo. A parte gli interventi sulla pesca che condividiamo nonostante siano con risorse non adeguate, si parla di economia del mare ignorando le condizioni concrete di chi lavora nei porti e nella logistica. Nessuna strategia sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza, sulla formazione, sulla stabilità occupazionale.
Sul lavoro portuale, in particolare, il silenzio è assordante: nessun riconoscimento della sua natura usurante, nessuna risposta per migliaia di lavoratori che attendono lo sblocco del fondo per l’esodo anticipato, nessuna attenzione a condizioni operative gravose e rischiose. È una rimozione politica, non una dimenticanza.
Limitato anche il coinvolgimento dei territori e troppo deboli le misure dedicate alle isole minori.
Il mare non può essere affrontato con interventi frammentati: serve una politica pubblica integrata, con visione, coerenza e risorse adeguate. Politica di sistema che non si trova in questo provvedimento e per questo ci siamo astenuti“. Lo ha detto in Aula Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, annunciando l’astensione del Pd sul provvedimento.

29/04/2026 - 12:25

"Il decreto Primo Maggio è un segnale timido, e in alcuni punti una vera e propria operazione manipolatoria. Nessun disboscamento della precarietà, è abusivo perfino chiamarlo decreto Primo Maggio. La destra finalmente arriva ad acquisire un principio costituzionale: bisogna applicare l'articolo 36, le retribuzioni devono essere giuste e dignitose, ma lo fa attraverso un meccanismo di incentivi limitati esclusivamente ai nuovi assunti, che non cambierà la vita della stragrande maggioranza dei lavoratori". Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

“Il decreto – sottolinea l’esponente dem - lascia fuori quattro milioni di lavoratori poveri. Chi è sotto la soglia dei nove euro l'ora ci rimarrà. Non si parla di salario minimo, non si va nella direzione del salario che consente di vivere dignitosamente. È un passo a metà. Vengono tagliati 500 milioni che erano previsti per la formazione. Sui rider c'è qualche operazione spot, nulla di più”.

"Il Partito Democratico – conclude Scotto - aveva chiesto un disboscamento dei contratti precari. Non c'è nulla di tutto questo. Restano la liberalizzazione dei contratti a termine, la liberalizzazione dei contratti somministrati, i subappalti a cascata. È addirittura abusivo parlare di decreto Primo Maggio, perché il Primo Maggio è la giornata della dignità del lavoro stabile e ben retribuito. La precarietà resterà ancora la bussola di vita per milioni di lavoratori, e quando il lavoro è precario anche i salari sono bassi”.

 

28/04/2026 - 15:59

“Dal Parlamento europeo arriva oggi un’indicazione chiara e non più rinviabile: il consenso deve essere al centro della definizione del reato di stupro. È una svolta di civiltà che anche l’Italia deve avere il coraggio di compiere”. Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.
“Alla Camera dei Deputati – prosegue – avevamo costruito una proposta unitaria, sottoscritta da tutte le forze politiche, che segnava un cambio di paradigma fondamentale: inserire il consenso nel codice penale. Un lavoro serio, condiviso, portato avanti con determinazione. Quella proposta – sottolinea Di Biase – è stata però affossata in Senato dal centrodestra, per una resa dei conti interna alla maggioranza, bloccando un passo avanti atteso da anni nel contrasto alla violenza di genere”.
“Oggi l’Europa indica con nettezza la direzione. Non ci sono più alibi: bisogna riprendere subito quel testo unitario e approvarlo. Perché serve una legge che dica con chiarezza che senza consenso è stupro” conclude la deputata Pd.

28/04/2026 - 14:52

“La cosiddetta ‘pista’ delle ragazze scomparse, che fa riferimento ad un elenco di 177 casi verificatisi a cavallo dell’estate del 1982 e di quella del 1983, non ha prodotto riscontri utili a sostenere l’esistenza di un’azione criminosa unitaria finalizzata alla sottrazione dal proprio ambito familiare di minorenni e non a Roma. Nessuno scomparve, in realtà. Pur tuttavia va rilevato che nella comprovata assenza delle 177 sparizioni albergano casi di ‘allontanamento volontario’ o anche presumibilmente forzato che si sono conclusi (quasi tutti tra agosto e settembre 83) senza scomparsa e le cui motivazioni restano ignote. Tali casi, evidenziati nelle tabelle allegate al documento, privi di spiegazioni, lasciano vive alcune riflessioni sulla possibilità che tale fenomeno criminoso esistesse pur senza giungere alle sue estreme conclusioni”. Così il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, Roberto Morassut.

“Credo che nella ricostruzione completa delle vicende in esame da parte della Commissione sia stato giusto segnalarle nella Relazione, benché il loro significato risulti in un certo senso ridimensionato rispetto alle iniziali ipotesi di lavoro e di indagine”, conclude.

 

28/04/2026 - 13:41

“I dati dell’Istat parlano chiaro: il mondo del lavoro dal 2021 ha perso il 7,8 per cento del potere d’acquisto. Quattro di questi cinque anni hanno visto un governo di destra alla guida. Purtroppo anche i segnali che arrivano oggi, decreto Primo Maggio compreso, restano ancora troppo timidi. Continuano a dire no al salario minimo per i lavoratori poveri, mentre tirano fuori il cosiddetto salario giusto. Eppure in questi mesi non sono riusciti nemmeno a proteggere i salari medi. Serve invece una linea diversa, a partire dal disboscamento dei contratti precari che comprimono il potere d’acquisto di chi lavora. Avanzeremo proposte molto nette quando il decreto sarà varato”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

28/04/2026 - 11:24

“Siamo al terzo decreto Primo Maggio, forse i precedenti non hanno funzionato così bene e questo non fa ben sperare?”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Rai3 a ReStart.

“Attendiamo il testo definitivo, mi auguro che siano centrali i temi dell’inflazione e dei salari - ha proseguito la deputata dem - Noi chiediamo da tempo un intervento immediato: il salario minimo. Consentirebbe di fissare un termine preciso subito”.“Abbiamo delle situazioni in Italia molto gravi e la risposta del Governo, finora, è stata quella della totale assenza di una visione di politiche industriali. Noi siamo a disposizione per ragionarci insieme, ma deve essere il Governo a convocare le parti sociali” ha concluso Gribaudo.

 

 

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