08/11/2025 - 11:00

“Quest’estate era il caldo, ora saranno le piogge e le intemperie invernali: il lavoro dei rider va tutelato in ogni stagione. La proposta della legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata e discussa in Parlamento o diventare un emendamento alla Legge di Bilancio per individuare le risorse necessarie al periodo di sperimentazione dell'ammortizzatore. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata a Firenze il 12 novembre. L’appuntamento è alle ore 11 presso Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11. Insieme all’onorevole ci saranno Mattia Chiosi, membro della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil, l’assessore al Lavoro di Firenze Dario Danti e alcuni lavoratori.
“Anche a fronte del grande numero di incidenti che coinvolgono i rider, e uno dei motivi principali sono gli eventi climatici estremi, abbiamo un assoluto bisogno di tutele aggiuntive per far lavorare in sicurezza queste persone. Ora inizia il periodo delle piogge e a maggior ragione ci sarà bisogno di una regolamentazione chiara per garantire la sicurezza sul lavoro” dichiara Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil.

07/11/2025 - 18:58

“Giorgia Meloni ha usato il Cnel per affossare il salario minimo. Allora serviva per attaccare l’opposizione e il principale sindacato italiano. Adesso invece prende le distanze da Brunetta sull’aumento di stipendio. E’ la solita sceneggiata. Siamo stanchi delle faide all’interno di una destra che tutto fa tranne che governare il Paese se e fare le riforme che servono ai lavoratori. Chiediamo l’immediata convocazione del Presidente del Cnel in commissione Lavoro per capire cosa sta succedendo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

07/11/2025 - 13:41

Lavorano part time, hanno sulle spalle il peso della cura e le carenze del welfare familiare, guadagnano di meno e ora andranno pure in pensione più tardi. Le donne non hanno avuto alcun vantaggio dall’avere una donna premier. E la legge di bilancio è l’ennesimo colpo: spariscono Opzione donna e Quota 103, si riducono risorse per servizi di cura e welfare.
La redistribuzione annunciata dal governo resta solo sulla carta. Le politiche fiscali messe in campo sono parziali, temporanee e con effetti quasi nulli sul reddito delle famiglie. I salari restano fermi, i consumi non ripartono e le disuguaglianze continuano a pesare sul Paese. Ancora una volta, saranno i giovani e le donne a pagare il prezzo più alto per le scelte di un governo che non punta davvero su crescita, lavoro e sviluppo.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati,

 

07/11/2025 - 13:18

“Cara Presidente, forse non ti è chiaro come funziona. Un lavoratore che decide di scioperare paga di tasca sua. Ci rimette una parte di salario, che è già modesto. Difficile fare il week end lungo senza soldi. A differenza di tanti evasori che ricevono carezze dal tuo Governo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

06/11/2025 - 17:17

“Ai manager 408 € all’anno. Agli operai 23. Lo dice l'Istat. La destra è partita ‘underdog’, ma si è accomodata subito nel salotto buono. Danno di più a chi ha di più e non danno nulla a chi sta male. Quelli che non contano niente non sono in cima ai pensieri di Palazzo Chigi”.

Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

06/11/2025 - 15:12

Presentata interrogazione

"Il Decreto Flussi, così com’è, non funziona. Non solo non garantisce l’ingresso regolare di lavoratrici e lavoratori stranieri, ma li espone a truffe, irregolarità forzata e sfruttamento. È inaccettabile che persone arrivate in Italia con un visto regolare per lavoro finiscano senza permesso di soggiorno a causa di mancanze e inadempienze dei datori di lavoro. Lo Stato non può permettere che i lavoratori siano puniti per colpe che non hanno commesso". Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, annunciando il deposito di un’interrogazione al ministro dell’Interno e al ministro del Lavoro.

"I dati della campagna 'Ero Straniero' - spiega la deputata dem - sono impietosi: solo il 13 per cento delle quote 2023 e appena il 7,8 per cento di quelle del 2024 si sono tradotte in domande finalizzate, e i permessi effettivamente rilasciati superano appena il 7 per cento. La procedura è farraginosa, i controlli inesistenti, e il risultato è che né il fabbisogno delle imprese è soddisfatto, né i lavoratori riescono a essere assunti. È un sistema che genera precarietà, irregolarità e terreno fertile per lo sfruttamento".

Scarpa ricorda anche il grido d’allarme lanciato dalla comunità bengalese: "Lo scorso 29 ottobre a Roma, 800 cittadini bengalesi da tutta Italia hanno denunciato di essere arrivati con un visto regolare e di essere poi rimasti senza contratto e senza permesso per colpa dei datori di lavoro spariti, inesistenti o inadempienti. In queste condizioni, molti sono costretti a chiedere protezione internazionale solo per non finire nel sommerso. Una follia amministrativa che crea vulnerabilità invece di prevenirla".

L’interrogazione chiede al governo di intervenire subito, ripristinando una tutela già prevista in passato:

"Basta ipocrisie: è necessario reintrodurre il permesso per attesa occupazione nei casi in cui la mancata firma del contratto non sia imputabile al lavoratore. Esistono precedenti circolari del Viminale che lo prevedevano: è ora di ripristinare questa misura di giustizia minima. Noi continuiamo ad avanzare proposte in tal senso, anche sotto forma di emendamenti, che puntualmente la maggioranza non accoglie".

"Se il governo vuole davvero combattere il lavoro nero e la tratta di esseri umani - conclude Scarpa - deve cominciare da qui: smettere di trasformare un canale legale di ingresso in una trappola burocratica e di ricattabilità e superare finalmente la Bossi-Fini, che negli anni ha reso impossibile implementare delle politiche migratorie eque ed efficaci".

 

06/11/2025 - 12:56

“Il Pil italiano è fermo da tre trimestri consecutivi e la produzione industriale ristagna da oltre due anni. In questo contesto, il governo Meloni approva una legge di bilancio che, secondo gli stessi documenti del MEF, non avrà alcun impatto positivo sulla crescita. È scritto nero su bianco: la manovra non farà aumentare i consumi interni e avrà effetti negativi sugli investimenti”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“La premier Meloni – spiega l’esponente dem - racconta un’Italia che non esiste, promettendo un rilancio che non arriverà. Se oggi non fossimo sostenuti dai fondi del PNRR, il Paese sarebbe già in recessione. Il problema non è solo economico ma politico: manca una strategia industriale capace di orientare la crescita e affrontare le sfide globali. Il Partito Democratico chiede al governo di unirsi a un’iniziativa comune in Europa per rafforzare le politiche su innovazione, energia e infrastrutture. Non possiamo competere da soli con giganti come Cina e Stati Uniti: servono investimenti di scala e una transizione tecnologica sostenuta a livello europeo”.

“Sul piano nazionale – conclude Guerra – è urgente intervenire sul costo dell’energia. Le nostre proposte mirano a sganciare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili, in modo da far scendere le bollette e migliorare la competitività delle imprese. Inoltre, il governo non può continuare a ignorare le conseguenze delle politiche economiche americane: i dazi di Trump impongono una strategia di sostegno alle esportazioni e alla manifattura italiana. Serve una politica industriale seria, non propaganda”.

 

06/11/2025 - 11:50

“Sono sconcertato dalla notizia pubblicata oggi su Fanpage dove viene rivelato che anche Francesco Nicodemo, fondatore dell’agenzia di comunicazione Lievito Consulting, è stato vittima di spionaggio. Come già lo stesso direttore Cancellato, il giornalista Pellegrino, Don Mattia Ferrari ed attivisti come Luca Casarini. Mi aspetto che si faccia chiarezza sul perché un cittadino che non ha incarichi pubblici e che offre consulenza per le campagne di comunicazione di partiti di opposizione e di candidati alle elezioni si trovi in questa condizione. E’ un fatto molto grave che non va preso sottogamba”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

06/11/2025 - 11:02

“Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Capo di Stato Maggiore uscente per il lavoro svolto e rivolgere i migliori auguri di buon servizio al nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina. È un momento significativo per l’intera Forza Armata e il nostro Paese.

Possano continuare a guidare questa straordinaria realtà con visione, competenza e senso delle istituzioni”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio, che partecipa dalla nave Trieste alla cerimonia di avvicendamento del Capo di Stato Maggiore della Marina a Civitavecchia.

“La Marina Militare rappresenta ogni giorno un presidio di sicurezza, professionalità e dedizione. Le donne e gli uomini della Marina operano con competenza e coraggio nella difesa delle nostre acque, nella tutela degli interessi nazionali e nella salvaguardia della pace e della stabilità nel Mediterraneo e nelle acque internazionali.

Il loro impegno, spesso lontano dai riflettori, è fondamentale anche nelle missioni umanitarie e nelle operazioni di soccorso, dimostrando l’eccellenza del nostro Paese e dei suoi valori”, conclude Graziano.

 

06/11/2025 - 10:00

“Una legge di bilancio che ignora la crisi della sanità pubblica e scarica i costi sui cittadini”. Così Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Affari sociali, commenta i contenuti della manovra economica del governo. “Non ci sono – spiega Malavasi – le risorse necessarie per garantire il diritto alla salute ai 5,8 milioni di persone che oggi rinunciano a curarsi, né per sostenere le famiglie che nel 2024 hanno speso 41 miliardi di euro di tasca propria per accedere ai servizi sanitari. Dietro gli annunci di un incremento di 7,7 miliardi si nasconde, in realtà, un definanziamento del Servizio sanitario nazionale. Se fosse stato mantenuto il livello del 6,3 per cento del Pil del 2022 fino al 2028, oggi avremmo 17 miliardi in più, non 7,7”.

Per la deputata dem, “questo significa depotenziare la sanità pubblica, ridurre il fondo sanitario e trasferire meno risorse alle Regioni, costrette così a tagliare i servizi o ad aumentare la tassazione. È una scelta miope, che ancora una volta colpisce i cittadini. Il Partito Democratico, propone un piano straordinario di investimenti e assunzioni nel personale medico e sanitario. Servono nuove risorse, salari più equi rispetto alla media europea e condizioni di lavoro sostenibili, per contrastare la fuga dal pubblico e ridare dignità alla professione sanitaria”.

“Il governo Meloni – conclude Malavasi – favorisce i privati: nella legge di bilancio ci sono 900 milioni per le aziende private, molto più di quanto si investe per assumere nuovo personale sanitario. Una scelta che indebolisce la sanità pubblica e mina il diritto universale alla salute”.

 

05/11/2025 - 20:00

“Dal Governo ci spiegano che sapevano tutto. Riaccompagnarono Almasri in aereo di Stato per favorire il corso della giustizia libica. Il rischio è che credano persino alle frottole che raccontano. Un’autodifesa goffa di chi non sa che pesci pigliare. Basterebbe chiedere scusa”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

05/11/2025 - 17:30

“L’ondata di licenziamenti che sta colpendo gli Stati Uniti, con oltre 128 mila posti di lavoro tagliati in un solo mese e riconducibili allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. L’IA non sostituisce più solo il lavoro manuale, ma quello intellettuale: programmatori, impiegati, contabili, giornalisti e professionisti di ogni settore. Secondo il Censis, in Italia sei milioni di persone rischiano di perdere il lavoro entro il 2035, mentre altre nove milioni vedranno cambiare radicalmente le proprie mansioni”. E’ quanto dichiara Emiliano Fossi deputato Pd e segretario Dem dalla Toscana.
“Senza azioni e indirizzi chiari significa accettare che l’intelligenza artificiale diventi una macchina di disuguaglianza sociale. Il Governo Meloni ha buttato come sempre la palla in tribuna facendo approvare una legge che accentra i poteri a Palazzo Chigi senza stanziare un euro. Non intervenire significa però lasciare che la tecnologia decida chi lavora e chi no. Servono investimenti pubblici nella formazione, nella ricerca e nelle politiche di protezione del lavoro, altrimenti milioni di famiglie pagheranno il prezzo di una transizione senza guida.”
“La politica deve tornare a governare il cambiamento. L’innovazione può essere una grande opportunità, ma solo se al centro restano le persone. Il futuro del lavoro non può essere lasciato agli algoritmi o ai mercati: serve un patto sociale e industriale che metta al primo posto la dignità del lavoro umano”,  conclude il parlamentare dem .

05/11/2025 - 14:56

"Da tempo ricevo segnalazioni e leggo testimonianze di lavoratori marittimi e portuali del porto di Milazzo che denunciano abusi, licenziamenti ritorsivi e gravi violazioni delle norme sulla sicurezza. Per questo ho presentato un’interrogazione ai Ministri del Lavoro e delle Infrastrutture, chiedendo che venga fatta piena luce su questi casi". E’ quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino che trova “inaccettabile che le decisioni della magistratura restino disattese e le autorità di vigilanza non siano ancora intervenute con la necessaria fermezza, nonostante le sentenze di reintegro già pronunciate dai giudici. Chi lavora merita rispetto, sicurezza e tutele adeguate, non ritorsioni o contratti impropri. Ho chiesto ai ministri competenti di disporre un’ispezione straordinaria al porto di Milazzo e di adottare misure urgenti per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori e la piena applicazione della legge in un settore troppo spesso lasciato senza voce", conclude la parlamentare Dem.

05/11/2025 - 14:18

“L’Italia è ormai in una fase di stagnazione tecnica, con il Pil fermo per il terzo trimestre consecutivo e i consumi in frenata. La legge di bilancio 2026, secondo le stime del Mef, non produrrà alcun effetto positivo sulla crescita”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.

L’esponente dem sottolinea come “perfino il Centro Studi di Confindustria riconosce che l’attuale, debole crescita è soltanto l’ultima coda degli investimenti del Pnrr. Senza quei fondi, l’Italia sarebbe già in recessione. La manovra del governo Meloni è la prima in molti anni a non avere alcun impatto sulla crescita: se si facesse o non si facesse, sarebbe esattamente la stessa cosa. Il Pnrr è stato usato per coprire spese ordinarie, sottraendo risorse a scuola, sanità, transizione digitale ed ecologica. Così si condanna il Paese a un futuro di bassa crescita e scarse opportunità”.

“Il Partito Democratico – conclude Lai - presenterà una contromanovra che punti davvero sullo sviluppo industriale, sulla ripartenza e sulle infrastrutture sociali. In Italia la povertà cresce, la disoccupazione aumenta e i giovani restano senza prospettive. Questo è un governo di pura propaganda, incapace di gestire l’economia di un Paese e di costruire una visione per il futuro. Serve un piano alternativo che rimetta al centro il lavoro, gli investimenti e la coesione sociale”.

 

05/11/2025 - 14:03

ra dal Pd impegno costante in Parlamento

“Il tumore della prostata metastatico non è solo una patologia complessa, ma una sfida per l’intero sistema sanitario: una questione di equità, qualità delle cure e responsabilità pubblica. Dove esistono modelli organizzativi integrati, multidisciplinari e continui, i pazienti ricevono diagnosi tempestive, terapie appropriate e un accompagnamento lungo tutto il percorso. Dove invece prevale la frammentazione, chi ne paga il prezzo sono i cittadini”. Così il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali e Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Prevenzione e diminuzione del rischio”, commenta i risultati dell’incontro odierno alla Camera dedicato al tumore della prostata metastatico.

Nel corso della conferenza stampa sono emerse esperienze cliniche e organizzative che dimostrano come il modello delle Prostate Cancer Unit possa rappresentare la base per una rete nazionale capace di garantire uniformità e qualità dell’assistenza. “Non si tratta di creare qualcosa di estraneo al sistema – prosegue Girelli – ma di riconoscere, valorizzare e rendere replicabili le migliori pratiche già esistenti, mettendo a sistema competenze, strutture e risorse. La buona politica ha il dovere di costruire cornici che consentano al Servizio sanitario nazionale di offrire le stesse opportunità di cura ovunque, senza differenze geografiche”.
Per Girelli è necessario “assicurare continuità alle attività avviate oggi, definendo standard omogenei e sostenendo una rete nazionale integrata per la salute maschile che includa prevenzione, diagnosi precoce, qualità dei percorsi terapeutici e presa in carico globale dei pazienti”.
Il parlamentare ha annunciato che le indicazioni emerse dal confronto di oggi “diventeranno parte di un impegno politico stabile, attraverso iniziative parlamentari e atti di indirizzo. Il documento presentato non resterà sulla carta: sarà la base per un lavoro condiviso con istituzioni, professionisti e associazioni dei pazienti. I diritti alla salute non possono dipendere dal territorio di residenza. Trasformare le migliori evidenze scientifiche e organizzative in garanzie esigibili è il nostro compito”.
“Questa giornata non chiude un percorso – conclude Girelli – lo apre. Alla qualità clinica deve corrispondere la qualità delle scelte pubbliche. E su questo continueremo a lavorare con determinazione”.

 

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