E tre. Dopo il salario minimo e la settimana corta, oggi è toccato al congedo paritario. La maggioranza ha deciso di affossare la proposta di legge a prima firma Schlein e sottoscritta da tutte le opposizioni: cinque mesi di congedo per entrambi i genitori alla nascita di un figlio. Niente emendamenti, nessuna proposta alternativa, nessuna apertura all’appello di tutte le opposizioni di trovare una strada condivisa per tutelare milioni di lavoratrici e lavoratori. Si usa la scusa della copertura per sottrarsi a un qualsiasi confronto. Solo un no ideologico e arrogante, che viene da una maggioranza retta dalla prima premier donna e per questo ancora più grave. Respingere questa proposta vuol dire ignorare un problema reale: il divario occupazionale di genere, il calo demografico, la difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro. Tutti temi su cui servono risposte strutturali, non slogan.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“La bocciatura in Commissione Bilancio alla Camera della proposta sul congedo parentale paritario è un atto grave contro le donne, contro il lavoro femminile e contro un sostegno concreto alle famiglie italiane”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia, commentando il parere soppressivo approvato dalla maggioranza.
“Dietro il paravento dei rilievi tecnici sulle coperture – prosegue – si consuma una scelta politica precisa: impedire che il Parlamento discuta e migliori una proposta che punta a redistribuire in modo più equo i carichi di cura e a rafforzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Avevamo chiesto di riaprire i termini, la maggioranza ha invece scelto la strada più semplice e più miope: cancellare tutto”.
“Il congedo paritario non è una bandiera ideologica, ma una misura strutturale per contrastare il divario occupazionale di genere, sostenere la natalità e garantire alle famiglie strumenti reali di conciliazione. Bocciarlo – conclude Di Biase - significa dire alle donne che il loro lavoro può aspettare, che le diseguaglianze di genere continueranno a crescere e che la condivisione delle responsabilità familiari non è una priorità”.
“La fotografia che il rapporto ci restituisce è chiara: in Italia il lavoro deve conciliarsi meglio e di più con le vite delle persone. Le aziende possono fare molto, e spesso lo fanno, ma è compito innanzitutto dello Stato farsi carico dei bisogni delle persone. Questi dati ci servono per poter intervenire dal punto di vista normativo e legislativo, occupandoci di quello che serve al Paese”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratica, durante la presentazione del nono rapporto Censis-Eudaimon avvenuta a Roma questa mattina.
“Stiamo vivendo un cambiamento epocale, tra intelligenza artificiale e rilevanza del benessere delle persone in un contesto di lavoro, che non può distaccarsi dal bisogno di crescita economica e dal coinvolgimento delle aziende - ha proseguito la deputata dem - Serve un salto di qualità e soprattutto occuparci del dato salariale: non si potrà mai supplire con un buono pasto al non arrivare a fine mese e per questo serve inserire il salario minimo, valorizzare la nostra Costituzione e una misurazione della rappresentanza attraverso una legge”.
“C’è una consapevolezza sul tema del benessere generale, che attraversa e riguarda tutte e tutti noi in modo diverso dal passato. Dobbiamo lavorare su questo, ciascuno con le proprie competenze ma insieme, per fare gli interessi del Paese” ha concluso Gribaudo.
“Più che occuparsi della scaletta del prossimo Festival di Sanremo e parlare di fantomatici agguati e atti riparatori, il Presidente del Senato dovrebbe garantire il corretto funzionamento degli organi parlamentari di garanzia. Le parole pronunciate ieri da Ignazio La Russa risultano improprie e preoccupanti, perché evocano un’ingerenza politica su scelte editoriali che non competono alla seconda carica dello Stato”. Lo dichiarano in una nota i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza RAI. “Ci saremmo aspettati dal Presidente del Senato – prosegue la nota – un impegno concreto per superare la situazione anomala che dall’inizio della legislatura sta impedendo alla Commissione di Vigilanza Rai di svolgere il proprio lavoro, a causa dell’ostruzionismo della maggioranza. Un blocco che di fatto paralizza un organismo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza del servizio pubblico. Registriamo invece un silenzio assordante su questo tema. Difendere l’autonomia e l’indipendenza della Rai significa rispettare le prerogative del Parlamento e assicurare ai cittadini un’informazione libera e plurale” concludono i parlamentari dem della Vigilanza Rai.
“Il governo ha scelto di non presentarsi in commissione Lavoro alla Camera per rispondere alla nostra interrogazione su quanto sta accadendo in Trasnova. Una decisione grave e ingiustificabile. Parliamo infatti di lavoratrici e lavoratori che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento, persone che oggi vivono nell’incertezza più totale e che si sentono abbandonate da un esecutivo che continua a gestire le vertenze aziendali con sciatteria e superficialità, senza alcun rispetto per chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro”.
Così i deputati democratici della commissione Lavoro alla Camera, Marco Sarracino, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Emiliano Fossi e Mauro Laus.
“Disertare la Commissione - aggiungono - significa sottrarsi al confronto istituzionale e voltare le spalle a chi chiede risposte, tutele e soluzioni. È uno schiaffo non all’opposizione, ma a centinaia di famiglie che attendono chiarezza sul proprio futuro. Noi non accetteremo questo silenzio. Continueremo a portare la loro voce nelle istituzioni - concludono - e a pretendere che il governo si assuma fino in fondo le proprie responsabilità a partire dal coinvolgimento di Stellantis”.
“La maggioranza e il governo non si nascondano dietro rilievi tecnici o procedurali per evitare una decisione politica. Sul congedo paritario serve una scelta chiara, e tutte le forze politiche devono assumersi fino in fondo la responsabilità: in gioco c’è la modernizzazione del nostro sistema di welfare, ancora troppo fondato sul lavoro di cura prestato dalle donne, un cambiamento drastico di paradigma a favore di una migliore conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro per uomini e donne, e una equa ripartizione fra di loro delle responsabilità familiari ”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo del Pd in commissione Bilancio alla Camera. “Il Partito democratico è pronto a valutare tutte le possibili forme di copertura economica, con serietà e spirito costruttivo, perché si tratta di una legge che rappresenterebbe un passo decisivo per il nostro sistema di protezione sociale e di una vera rivoluzione culturale. Non è una misura simbolica, ma una riforma strutturale che redistribuisce il lavoro di cura, sostiene l’occupazione femminile e investe sul futuro del Paese. Se c’è volontà politica, le soluzioni si trovano. Il governo scelga di non rinviare oltre e dia finalmente alle famiglie italiane una risposta concreta”.
“Sul congedo paritario non servono tatticismi né rinvii. Serve una scelta politica chiara. La proposta a prima firma Schlein indica una direzione netta: riconoscere che la cura dei figli è responsabilità comune e lo Stato deve sostenerla con strumenti concreti”. Lo dichiara Irene Malavasi, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali alla Camera. “Non è una bandiera di parte, ma una misura strutturale che interviene sulle disuguaglianze che ancora penalizzano le donne nel lavoro e nella carriera. Rendere obbligatorio e paritario il congedo per entrambi i genitori significa cambiare l’organizzazione sociale della cura, non aggiungere un bonus. Il Parlamento si assuma fino in fondo questa responsabilità: investire su cinque mesi di congedo per madre e padre è una scelta che guarda al futuro del Paese, alla natalità e alla qualità dell’occupazione. La maggioranza e il governo smettano di scappare e rinviare e si assumano le proprie responsabilità”.
“Quanto accaduto è stato oggetto di una vergognosa strumentalizzazione politica da parte di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni.
Di fronte a una vicenda drammatica, con un’indagine ancora in corso e una comunità scossa, hanno scelto di usare quelle ore per raccogliere consenso, per piegare i fatti alla propaganda, per marcare una presunta superiorità nel sostegno alle forze dell’ordine o per alimentare una battaglia politica legata al referendum. Questo è inaccettabile. Le forze dell’ordine si difendono davvero sostenendo chi opera ogni giorno con dignità, professionalità e rispetto della legge. Non si difendono con la propaganda o presentando norme sbagliate come “scudo penale”, che rischiano invece di isolare proprio quegli operatori corretti che si vorrebbe tutelare.
Se c’è rispetto per le istituzioni e per il lavoro della magistratura, Salvini deve chiedere scusa e ritirare il decreto sicurezza e quelle norme che sono state utilizzate come bandiera ideologica. La sicurezza non si costruisce contrapponendo le istituzioni tra loro né mettendo in discussione l’equilibrio tra poteri dello Stato. Ancora una volta assistiamo a un governo che usa le istituzioni come palcoscenico elettorale, alimentando divisioni invece di rafforzare la coesione e la fiducia dei cittadini.”. Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza e deputato del Partito Democratico intervenendo in aula alla camera.
“A nome del PD, chiedo che la Ministra del Lavoro Calderone venga in Aula per riferire sullo stato di salute dell’INPS, sulle proiezioni di lungo periodo, sull’impatto dei bassi salari e della precarietà sulle future pensioni, e sulle riforme necessarie per garantire sostenibilità ed equità tra generazioni. Mentre in Aula si discute di pensioni e sostenibilità, non c'è nessun quadro organico e aggiornato che dica con precisione quale sarà il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati, quale equilibrio tra entrate e uscite del sistema, quale impatto avranno precarietà, bassi salari e discontinuità contributiva”. Lo dichiara il deputato Pd, Mauro Laus, intervenendo in Aula di Montecitorio.
“Con l'assenza di un salario minimo – sottolinea il parlamentare dem - milioni di lavoratori, soprattutto giovani e donne, costruiscono carriere contributive fragili che rischiano di tradursi in trattamenti pensionistici insufficienti. Il tema previdenziale non è solo demografico: è profondamente legato alla qualità e al livello delle retribuzioni. Senza una visione certa sul futuro dell’INPS non esiste una vera politica del lavoro”.
“Le scelte su salari, stabilità occupazionale, inclusione di giovani e donne incidono direttamente sulla sostenibilità del sistema previdenziale. E ignorare questo nesso significa spostare semplicemente in avanti problemi che diventeranno più gravi”, conclude Laus.
"Dopo avere speculato, come sono soliti fare, sui fatti di Rogoredo, dando per scontato che il ragazzo ucciso fosse colpevole e il poliziotto innocente, Meloni e Salvini dovrebbero chiedere scusa alla famiglia di Abderrahim Mansouri. Indossare una divisa non mette nessuno sopra la legge. Anzi! Chi è preposto a farla rispettare, dovrebbe essere d'esempio.
Questa vicenda dimostra senza alcun dubbio che il tanto decantato "scudo penale" non servirebbe in alcuno modo né alla giustizia né a permettere a poliziotti e carabinieri di svolgere serenamente il loro lavoro. Sarebbe solo una discriminazione tra chi ha una divisa e chi no. Ma in Italia, fino a prova contraria, la legge è uguale per tutti.
E dimostra anche quanto siano fuori luogo e del tutto propagandistiche le alzate di scudi che certuni sono soliti fare tentando di interferire con il lavoro della magistratura nella cui indipendenza e autonomia noi abbiamo piena fiducia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La memoria di Valerio Verbano non può e non deve essere terreno di propaganda politica. Tentare di trasformare una giornata di ricordo in uno scontro ideologico è un errore grave e irrispettoso verso la città e verso una famiglia che da oltre quarant’anni chiede verità e giustizia”. Lo dichiara in una nota Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico.
“Le polemiche sollevate da esponenti di Fratelli d’Italia mistificano la realtà e rischiano di avvelenare un momento che dovrebbe unire, non dividere.
Voglio esprimere piena solidarietà a Paolo Marchionne, presidente del Municipio III, per il lavoro serio e responsabile che sta svolgendo. Marchionne ha operato con equilibrio e correttezza, nel solco dei valori democratici e della memoria condivisa. Questo momento di ricordo merita rispetto, non polemiche costruite ad arte”, conclude Di Biase.
“La tecnica della destra è sempre la stessa: scappare davanti alle proposte dell’opposizione. La legge Schlein sui congedi paritari obbligatori porta l’Italia finalmente in Europa, togliendo le donne dal ricatto inaccettabile tra lavoro e maternità. Noi chiediamo che si fissi il principio che la genitorialità deve essere condivisa e per farlo servono investimenti. Piuttosto che le mancette di questi anni, chiediamo alla maggioranza e al governo di dire Si’ alla nostra legge. E stabiliamo insieme come arrivare all’obiettivo dei cinque mesi di congedi obbligatorio per padre e madre”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Questa settimana la Camera discuterà in Aula la proposta sul congedo paritario per entrambi i genitori, a prima firma Schlein e sottoscritta da tutte le opposizioni. Ci rivolgiamo alla maggioranza: votiamo insieme una legge per migliorare la vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Lo diciamo subito: se il problema sono le coperture siamo pronti a confrontarci in Parlamento con Governo e maggioranza per trovare la soluzione migliore. Quello che non possiamo accettare è la fuga da un tema che riguarda le famiglie di questo paese. Lo dicono i dati: il congedo paritario è una misura che potrebbe mettere fine all’insopportabile condizione dell’occupazione di migliaia di donne, costrette a scegliere tra avere un figlio e poter contare su un lavoro di qualità, adeguatamente retribuito. Parliamo di una riforma di civiltà, che promuove la condivisione delle responsabilità di cura, sostiene l’occupazione femminile e investe sul futuro del Paese.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
La decisione della Corte Suprema statunitense, che ha richiamato l’amministrazione al rispetto della Costituzione, conferma un principio fondamentale: nessun leader è al di sopra delle regole. Le misure commerciali volute da Trump sono illegittime.
Ora è il momento della chiarezza. Giorgia Meloni intende continuare a giustificare scelte che penalizzano le nostre imprese e mettono a rischio posti di lavoro, oppure vuole finalmente tutelare l’interesse nazionale? Nel video di stasera chiederà alle toghe rosse della Corte suprema di presentarsi alle elezioni?
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati
Imprenditore capace di costruire sviluppo e lavoro
"La scomparsa di Ubaldo Corsini è una perdita profonda per tutta l’Amiata e per la Toscana. Con lui se ne va un imprenditore capace di costruire sviluppo e lavoro restando fedele alla propria terra, trasformando una tradizione familiare in un’eccellenza conosciuta ben oltre i confini locali. A Castel del Piano, come in tutta la montagna, lascia un segno concreto: un’idea di impresa legata alle radici, alle persone e alla comunità. Alla famiglia e a tutti i suoi cari va il mio più sincero cordoglio": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd sulla moe dell'imprenditore toscano dei prodotti da forno.