24/09/2025 - 15:17

"La direttiva anti-Slapp ormai ha vari mesi di vita ed è in scadenza a maggio del prossimo anno. Presenteremo un apposito emendamento per chiederne l'inserimento nella legge di delegazione europea 2025 perché altrimenti il rischio che l'Italia arrivi in ritardo con il recepimento della direttiva è reale.
Non c’è da attendere. La direttiva è chiara; prevede degli strumenti molto puntuali che non sono volti a impedire la possibilità di esercitare il proprio diritto di vedere tutelata la dignità e onorabilità delle persone che ritengono di aver subito una lesione, ma è volta ad evitare azioni strumentali per ostacolare, intimidire o limitare indebitamente l'esercizio della libertà di stampa. Il fatto che il Governo abbia deciso di non inserire nel testo originario questa direttiva per noi non è un elemento di serenità. Rircordiamo che questo governo ha il record di mancate conferenze stampa da parte del Consiglio dei Ministri. Il rapporto con la stampa di questo governo non sembra essere dei più lineari e dei più aperti. Se a questo aggiungiamo il fatto che la direttiva non sia stata inserita nel testo, il tutto è un elemento di grande preoccupazione. È un tema che va affrontato con grande serietà e senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, ma deve restare fermo il punto che la direttiva europea va recepita subito, anche per evitare di incorrere in procedure d'infrazione.
Chiediamo dunque al governo e alla maggioranza l'apertura di un confronto anche alla luce dei dati che sono stati forniti che non possono non preoccupare tutte le forze politiche e l'opinione pubblica del nostro Paese. Alla luce di tutto questo auspichiamo che si possa aprire un varco e recepire subito la direttiva anti-Slapp nell'ordinamento del nostro Paese". Lo ha detto Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e capogruppo Pd in commissione Affari europei di Montecitorio, nel corso del suo intervento in commissione in cui è stato audito l'ordine dei giornalisti.

16/09/2025 - 12:34

"Autodeterminazione del popolo iraniano e transizione verso la democrazia. Le parole della premio Nobel Narges Mohammadi, oggi in conferenza stampa alla Camera in occasione del terzo anniversario della nascita del movimento "Donna, vita, libertà", sono state forti e chiarissime". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, a margine della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina alla Camera.
"Dopo l'uccisione tre anni fa di Mahsa Amini, il movimento sta profondamente cambiando la società iraniana e ora la richiesta non è più di riforme, ma di un vero e proprio cambio di regime anche perché la Repubblica islamica ha dimostrato di non essere riformabile - sottolinea Boldrini -. L'obiettivo è far cadere la dittatura teocratica degli ayatollah e per questo il sostegno della comunità internazionale al movimento stesso e le pressioni dei governi sul regime sono fondamentali. Come lo sono per ostacolare le condanne a morte di attiviste e attivisti attualmente detenuti per essersi opposti al governo della Repubblica Islamica".
"Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere "Donna, vita, libertà" - ricorda la deputata dem -. Abbiamo dato seguito alla richiesta di Mohammadi di sostenere l'introduzione del reato di apartheid di genere nella Convenzione sui crimini contro l’umanità che si sta elaborando all'Onu con una risoluzione, a mia prima firma, approvata all'unanimità che impegna il governo italiano in questo senso". "Adesso - conclude - ci impegniamo ad appoggiare anche la richiesta di un referendum libero e monitorato da osservatori internazionali che permetta al popolo iraniano di autodeterminarsi e iniziare la transizione verso la democrazia, la pace, l'uguaglianza e la giustizia".

15/09/2025 - 19:00
"A tre anni dall'uccisione dell'attivista curdo-iraniana Mahsa Jina Amini, sono lieta di ospitare, martedì 16 settembre alle 10 presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4), la premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi. 
Una voce potente e autorevole del movimento "Donna, Vita, Libertà" nato in Iran proprio in risposta alla morte di Mahsa Amini. Mohammadi si trova momentaneamente fuori dal carcere di Teheran, dov'è detenuta per il suo attivismo per i diritti umani e i diritti delle donne e le sue posizioni contrarie al regime iraniano e si collegherà con noi dalla sua casa di Teheran. Ci racconterà com'è cresciuta la lotta di resistenza pacifica della società civile iraniana e delle donne che si battono per l'uguaglianza, la libertà e la giustizia.
Insieme a noi ci saranno anche Parisa Nazari, difensora dei diritti umani e dei diritti delle donne, Shady Alizadeh, avvocata ed esponente del Pd e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
 
Per accreditarsi e partecipare alla conferenza stampa inviare una email a stampa.boldrini@yahoo.com entro le ore 14 del 15 settembre, indicando nome, cognome, testata o organizzazione ed eventuale attrezzatura fotografica o da ripresa (videocamere, fotocamere, microfoni, treppiedi ecc)

Si ricorda che per gli uomini è obbligatorio l'uso della giacca.

 

02/09/2025 - 13:59

Il Partito democratico aderisce all’iniziativa organizzata dall’Ordine dei giornalisti del Lazio che, con Articolo 21 e altre associazioni, scenderà in piazza a Roma mercoledì prossimo per ricordare i nomi di tutti i giornalisti uccisi a Gaza. Perché nella Striscia è in corso anche una strage di reporter: secondo l’Onu dal 7 ottobre 2023 ad oggi sarebbero stati uccisi più di 247 giornalisti palestinesi, che stavano soltanto documentando al mondo l’orrore della guerra e svolgendo un lavoro indispensabile e prezioso. Il Pd sarà in piazza per difendere la libertà di stampa e chiedere che sia garantita la sicurezza di tutti gli operatori dell’informazione.

Così in una nota il deputato Stefano Graziano, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
 

 

02/07/2025 - 18:32

"Gli Usa scivolano verso un regime autocratico. E' questo il quadro drammatico che emerge dal rapporto presentato da Amnesty International sui primi 100 giorni dell'amministrazione Trump. "Caos e crudeltà: 10 aggressioni sempre più gravi ai diritti umani" è il titolo del report di cui oggi ho parlato con Paul O'Brien, direttore esecutivo di Amnesty Usa". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'incontro con O'Brien.
"Nei soli primi tre mesi di presidenza, Donald Trump ha instaurato negli Usa un regime basato su frequenti attacchi alla libertà di espressione e al diritto di protestare, allo stato di diritto, alla libertà di stampa, ai diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+. Ha licenziato decine di migliaia di dipendenti pubblici impegnati in settori considerati sgraditi - sottolinea Boldrini citando il rapporto -. Ha tentato in ogni modo di marginalizzare le comunità nere e latine, ha smantellato il sistema di promozione e sostegno dei diritti umani in altri paesi tagliano oltre l’80 percento dei fondi destinati alla cooperazione internazionale, ha demolito i sistemi di controllo sulla trasparenza delle aziende e, com'è noto, iniziato una repressione senza precedenti contro le persone migranti e richiedenti asilo con rastrellamenti, deportazioni e arresti arbitrari. Nell'America di Trump in Università e uffici pubblici esistono liste di parole vietate e se si manifesta in favore del popolo palestinese, si rischia di vedersi ritirare la laurea".
"Un quadro drammatico, quello dipinto da O'Brien - denuncia la deputata dem -. Preoccupa enormemente che la destra al governo in Italia consideri Trump un riferimento politico a cui ispirarsi e un alleato di cui fidarsi".
"Contro queste derive liberticide e autoritarie messe in atto dal presidente, però, ha sottolineato O’Brien, la società civile statunitense sta cominciando a reagire con grandi manifestazioni e organizzando iniziative pubbliche in tante città statunitensi. O'Brien racconta anche che nelle ultime settimane sono molto aumentate le persone che sostengono Amnesty Usa e il suo impegno quotidiano in difesa dei diritti umani, negli States e in tutto il mondo - conclude Boldrini -. No, non tutte le americane e gli americani applaudono Trump. Anzi, anche nel suo elettorato iniziano ad aprirsi delle crepe visibili. Opposizioni e società civile devono fare fronte comune, nelle istituzioni e fuori, per fermare questa deriva. Negli Usa come in Italia e in ogni luogo in cui le destre minacciano le nostre libertà".

30/06/2025 - 15:04

“Dal 28 giugno è iniziato un presidio pacifico, davanti al cantiere dell'azienda Bruzzese ad Arborio nel vercellese, per protestare contro la creazione di un allevamento intensivo da 280mila galline ovaiole. Al presidio 'pacifico' non è corrisposta la reazione delle forze dell'ordine che, da quanto si apprende dai mezzi di stampa, hanno sequestrato per 9 ore ombrelloni e acqua, insieme ai documenti delle presenti, lasciando le attiviste sotto il sole e senza viveri in una giornata che ha raggiunto anche più di 35°C, al punto che talune attiviste sono state condotte in ospedale in ambulanza”. Così si legge nell'interrogazione della deputata Pd, Eleonora Evi al ministro Piantedosi su quanto successo ad Arborio dove attiviste anti-allevamenti intensivi sono state privati di acqua, cibo e riparo dal sole.

“Per tutto il giorno – sottolinea l'esponente dem - le forze dell’ordine hanno minacciato lo sgombero, e soprattutto hanno bloccato le persone che giungevano a portare acqua e cibo a sostegno delle manifestanti. Oltre a ribadire la mia più sincera e profonda solidarietà e vicinanza alle attiviste di 'Galline in fuga' di Arborio, ritengo che quanto accaduto sia una grave violazione dei diritti umani e che il governo debba agire con urgenza affinché venga assicurata la libertà di manifestazione del pensiero così come previsto dalla nostra costituzione”, conclude Evi.

 

20/06/2025 - 15:03

“Siamo al fianco dei giornalisti della Rai, che stanno vivendo una pressione senza precedenti. In gioco non c’è solo la libertà di informazione, ma la dignità stessa della professione giornalistica, oggi minacciata da una strategia che punta a intimidire attraverso la messa in discussione dei posti di lavoro o minacciando spostamenti forzati al di fuori delle proprie regioni. Particolarmente gravi sono i casi che riguardano i giornalisti delle trasmissioni d’inchiesta e i lavoratori precari del servizio pubblico, a cui – con il ricatto del taglio di programmi e spazi – si tenta di imporre un'obbedienza politica inaccettabile.

Mai come in questo periodo abbiamo assistito a un’ingerenza così sistematica e sfacciata sulle scelte editoriali e professionali dei singoli giornalisti. Il servizio pubblico radiotelevisivo non può diventare uno strumento di propaganda di governo né un terreno di intimidazione per chi fa informazione con rigore e autonomia.

È altresì necessario che l’azienda Rai si impegni a riaprire il confronto con il sindacato dei giornalisti e le sue rappresentanze di base, dopo l’accordo firmato per l'assunzione di 127 giornalisti nelle sedi regionali: lo spostamento di professionisti formati in ambiti d'inchiesta,  mette in discussione la tenuta delle redazioni di approfondimento, che in questi anni hanno garantito un’informazione libera da condizionamenti e al servizio del Paese e lascia senza prospettiva decine di giornalisti che rischiamo di perdere il posto di lavoro .

Chiederemo in Vigilanza di fare luce su tutto questo per difendere la libertà di stampa, il pluralismo e il diritto dei cittadini a un’informazione libera, indipendente e di qualità” – così i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (IV), Peppe De Cristofaro (AVS).

 

20/06/2025 - 09:33

Oggi incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein

Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00
Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano

Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.
La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:
Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).
Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"
Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).
Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).
Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.
L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.
Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it 

 

19/06/2025 - 16:39

“Giornalisti spiati in Italia: non è solo un fatto grave, è una cosa allucinante, indegna di una democrazia che si voglia ancora definire tale. È inaccettabile che nel nostro Paese si possa mettere sotto controllo, con strumenti invasivi la vita privata e professionale di chi fa informazione. È un attacco diretto alla libertà di stampa e ai diritti costituzionali.” Così Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari costituzionali della Camera, commenta le notizie diffuse da Dagospia e confermate da fonti giudiziarie, secondo cui anche Roberto D’Agostino sarebbe stato oggetto di spionaggio, come già avvenuto per altri giornalisti, tra cui Francesco Cancellato di Fanpage. “Se la Presidente Meloni non è in grado di spiegare come tutto questo sia potuto accadere sotto il suo governo – prosegue Bonafè – abbia almeno il coraggio di chiedere scusa al Paese e di porsi qualche domanda. Perché qui non si tratta di un caso isolato o di una disfunzione tecnica. Siamo davanti a uno scandalo democratico, che si allarga ogni giorno nel silenzio assordante di chi dovrebbe garantire la trasparenza, la legalità e i diritti costituzionali. Chi ha autorizzato questo spionaggio? Chi ne ha beneficiato? E perché il governo non ha ancora promosso accertamenti rigorosi e indipendenti, come sarebbe doveroso in una Repubblica parlamentare? Chiederemo conto di tutto questo in Parlamento – conclude Bonafè – perché la libertà di stampa non è negoziabile e ogni ombra va rimossa”.

19/06/2025 - 14:12

Domani incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein

Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00

Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano

 

Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.

La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:

Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).

Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"

Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).

Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).

Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.

Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.

L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.

Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it 

 

17/06/2025 - 15:00

"L'Iran sarà libero, ma grazie alle sue figlie e ai suoi figli, non con la violenza esterna ma con la forza di una società civile che continua a resistere". Sono le parole di Parisa Nazari e Shady Alizadeh, attiviste iraniane del movimento "Donna, vita, libertà" in Italia in un appello pubblicato oggi su La Stampa
La democrazia è un processo politico e culturale: non si impone con le bombe e uccidendo civili innocenti. Ce lo insegna la storia recente: tutte le volte che il cosiddetto "Occidente" ha tentato di "esportare la democrazia" o ribaltare regimi autoritari con i bombardamenti i risultati sono stati disastrosi. Penso all'Iraq, all'Afghanistan, alla Siria, alla Libia.
L'aggressione arbitraria nei confronti del regime totalitario di Khamenei voluta dello stesso Netanyahu già accusato di crimini di guerra per lo sterminio in corso a Gaza, non solo destabilizza ulteriormente un'area, il Medio Oriente, già poco stabile, ma rischia di ricompattare la società iraniana che ora si sente minacciata oltre che dagli ayatollah anche dai missili israeliani. E' quello che ci stanno dicendo molto chiaramente, in queste ore, attiviste e attivisti iraniani e noi dovremmo ascoltare la loro voce. Se l'obiettivo è, davvero, un Iran libero e democratico, le bombe si devono fermare.
Ma l'obiettivo di Netanyahu non è questo e non è neanche la difesa di Israele, dato che le voci su una possibile arma nucleare iraniana si susseguono da 40 anni. Ha arbitrariamente scelto di bombardare l'Iran alla vigilia del sesto round di negoziati tra Teheran e Washington proprio sul nucleare e del vertice Onu per il riconoscimento dello Stato di Palestina facendo saltare entrambi gli appuntamenti e oscurando lo sterminio in corso a Gaza. Una scelta cinica a spese della popolazione civile iraniana e israeliana". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/06/2025 - 13:41

“Più che prendersela con il Partito Democratico, il sottosegretario Borgonzoni dovrebbe rivolgersi all’ufficio stampa del Ministero della Cultura, che ha fatto filtrare alla stampa l’irritazione del ministro Giuli per le sue prese di posizione e per la mancata convocazione agli incontri istituzionali sul cinema. Da quanto ci risulta, il ministro non ha ancora smentito né l’irritazione né l’esclusione. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma una cosa è certa: al Collegio Romano regna la confusione e i dissidi interni stanno minando la credibilità e l’operatività del Ministero. Giuli e Borgonzoni sembrano sull’orlo di una crisi di nervi”, dichiarano i deputati del Partito Democratico componenti della Commissione Cultura della Camera.

“Nel frattempo, il comparto cinematografico e audiovisivo vive una crisi reale e profonda. L’intera filiera – artisti, registi, produttori, distributori – non riceve risposte né rassicurazioni, ma solo rinvii, incertezze e un preoccupante clima di ostilità. Le quotidiane indiscrezioni fatte circolare su testate vicine alla maggioranza alimentano un’inaccettabile campagna denigratoria, trasformando il mondo del cinema in un bersaglio politico, come se appartenere alla cultura significasse militare in un campo avverso”.

“È un clima tossico – proseguono i deputati Dem – che danneggia la libertà espressiva e paralizza ogni confronto costruttivo. Il nostro auspicio è che si possa aprire un dibattito serio e trasparente sullo stato dell’arte del cinema e dell’audiovisivo in Italia. Per questo chiediamo ancora una volta al presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, di calendarizzare con urgenza una sessione di lavori parlamentari dedicata, con le audizioni dei principali soggetti del settore. Mollicone la smetta di far finta di non sentire: è in Parlamento che si discute di politiche culturali”.

 

03/06/2025 - 12:10

“Dobbiamo tenere alta la guardia rispetto all’inammissibile e ingiustificata guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Guai a dare segnali di stanchezza o di assuefazione di fronte al conflitto. Noi dobbiamo continuare ad aiutare con tutte le forze e gli strumenti necessari uno Stato ed un popolo barbaramente aggredito. Garantire la libertà e l’autodeterminazione del popolo ucraino peraltro vuol dire difendere questi princìpi anche a  livello europeo e internazionale; vuol dire difendere i valori su cui abbiamo costruito l’Europa unita. Le richieste avanzate in queste ore da Putin sono provocatorie ed irricevibili. Lavoriamo invece perché cessino subito le ostilità, per un immediato cessate il fuoco e l'apertura di un tavolo negoziale vero per una pace giusta, sicura, duratura e, soprattutto, condivisa e rispettosa della popolazione ucraina. L’Europa sia parte attiva di questo percorso diplomatico, facendo sentire la sua voce”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissioni politiche europee, nel corso dell’evento “Liberi di Pensare 2025 – Una poesia per la pace”, un incontro che unisce parole, poesia e riflessione in un momento storico che richiede attenzione alla cultura, al dialogo e alla convivenza, che si è tenuto presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

30/05/2025 - 09:23

Si terrà oggi, 30 maggio 2025 la conferenza stampa degli eurodeputati del gruppo Socialisti e Democratici (S&D) della commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni (LIBE) sugli ultimi sviluppi dello scandalo legato allo spyware Paragon.
L'appuntamento avrà luogo presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a partire dalle ore 17.30 e saranno presenti l’eurodeputato Sandro Ruotolo, con la partecipazione della vicepresidente del gruppo S&D Ana Catarina Mendes e della coordinatrice S&D nella commissione LIBE Birgit Sippel, gli eurodeputati dei Verdi Saskia Bricmont e Leoluca Orlando.

29/05/2025 - 16:50

“Questo dovrebbe essere chiamato decreto percezione. Non c'è nulla sul tema della sicurezza ma solo elementi che alimentano paura e deterrenza, un processo lento che immaginavo come insipienza politica, ma mi sbagliavo. Il governo Meloni, invece, è consapevole di quello che sta facendo: non vuole dare maggiore sicurezza ai cittadini o dare risposte su quello che non funziona, ma vuole smontare, pezzo per pezzo, il processo democratico. Pensa che il consenso elettorale sia al di sopra dello stato di diritto e uccide la democrazia gradualmente come nel principio di Chomsky della rana nell'acqua bollente”. Lo dice il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, intervenendo in dichiarazione di voto sul Dl Sicurezza.
“Tutti i provvedimenti – sottolinea l'esponente dem - dai rave party clandestini alla libertà di stampa, dalla delegittimazione della magistratura alla resistenza passiva come atto di violenza, sono disastrosi. Con voi anche Gandhi andrebbe in carcere. Quindi pongo di nuovo la domanda: ha ancora senso il ruolo del Parlamento o continuerete in maniera cieca fino a mettere in discussione anche l'Assemblea legislativa, perché luogo inutile?” “Questo governo pensa di scendere alle vallate con l'elmo con le corna immaginando di essere i barbari sognanti che hanno risolto i problemi della democrazia”, conclude Ricciardi.

 

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