28/01/2026 - 16:56

“Da parte del governo servono parole di verità sulla situazione drammatica in Sicilia, Sardegna e Calabria dopo la devastazione che ha portato il ciclone Harry. Quelle parole che non sono state ancora pronunciate dalla presidente Meloni ma solo dal capo della Protezione Civile: tutta la collina su cui si poggia la città di Niscemi sta franando sulla piana di Gela e serve garantire certezze ai cittadini coinvolti. Mentre nel governo Meloni e in quello della Regione Sicilia regna la confusione, occorre chiarezza sulle misure da intraprendere e sulle risorse da finanziare. Gli stanziamenti al momento sono a dir poco irrisori per un danno che si aggira attorno a 2 miliardi e il governo non ha ancora provveduto a bloccare i contributi e differire le scadenze fiscali a persone e imprese. Due provvedimenti da varare subito”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo durante il Question Time con il ministro Ciriani sul maltempo che ha devastato Sicilia, Sardegna e Calabria.
“Stigmatizziamo l'assenza in Aula del ministro Musumeci che avrebbe dovuto essere qui alla Camera a rendere conto al Paese. Sono ore drammatiche per il Sud e la Sicilia in particolare. In questo momento non è importante trovare i colpevoli ma dare soluzioni. L'inerzia del governo non è consentita”, conclude Barbagallo.

 

28/01/2026 - 16:38

“Ci aspettavamo che oggi la presidente Meloni a Niscemi e il governo in Aula si presentassero con un nuovo decreto. Una cosa seria, perché stanziare 33 milioni per oltre 2 miliardi di danni nella solo Sicilia non è serio. Ma non fa ridere. Oggi il ministro Musumeci dà la colpa al fato, ai mali storici della Sicilia, al comune di Niscemi e in definitiva ai cittadini. Ma lui non è un modesto epigono di Verga. É stato presidente della Regione e ora ministro da 3 anni e mezzo. Noi avevamo stanziato miliardi contro il dissesto idrogeologico, voi li avete tagliati e sul piano di adattamento climatico non avete messo un euro”. Lo dichiara il deputato siciliano del PD, Peppe Provenzano in replica al ministro Ciriani durante il Question Time alla Camera.
“In Sicilia se piove frana, se non piove è siccità – sottolinea il parlamentare dem – e Musumeci non se la deve prendere con il fato ma con la cattiva politica della Regione Sicilia, che quelle risorse non le ha spese mentre distribuisce mancette. Una regione immobile, sommersa dalle inchieste, che non ha le carte in regola neanche per gestire l'ordinario, figuriamoci lo straordinario”. “Serve un’assunzione dì responsabilità nazionale. Fin qui è mancata. Si metta da subito uno stop ai tributi per i cittadini e imprese colpite – continua Provenzano - ristori veri, una gestione efficace dell'emergenza e della ricostruzione con un trattamento specifico a Niscemi, servono competenze altissime. Si usino le risorse del Ponte sullo Stretto stanziati per il 2026 perché, al di là di quello che si pensa su un progetto inutile e dannoso, non verranno mai spese. Non è benaltrismo, è serietà. Non si tratta di prendere soldi dai siciliani, ma di restituirli per le vere priorità. E restituite anche i 4 miliardi sottratti della decontribuzione o i 2,5 miliardi tagliati ai comuni del Sud o i 3,5 miliardi tagliati dal fondo perequativo. Questo governo ha abbandonato il Sud e ridotto la Sicilia alla marginalità. Non è la natura che presenta il conto. È il prezzo che stanno pagando i siciliani per carenze di anni. Noi non li lasceremo soli e ve ne chiederemo conto”, conclude Provenzano.

28/01/2026 - 14:53

“Giorgia Meloni è stata sconfessata dalla sua stessa maggioranza. Questa notte, nel segreto dell’urna, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato un ordine del giorno che parla chiaro e che chiede al Governo di spostare le risorse del Ponte sullo Stretto per la ricostruzione dei territori colpiti dai gravi danni causati dal ciclone di maltempo Henry. Un atto politico inequivocabile, che certifica come anche all’interno della maggioranza che governa la Regione non ci sia alcuna condivisione rispetto alle scelte dell’esecutivo nazionale e alle sue priorità.

Oggi la presidente del Consiglio dichiara di essere vicina alla Sicilia. Ma la Sicilia non avverte questa vicinanza. Al contrario, vede un Governo distante che utilizza il territorio come strumento per fare cassa e per portare avanti politiche esclusivamente propagandistiche, lontane anni luce dalle vere emergenze che i siciliani stanno vivendo. La Sicilia ha bisogno di risposte concrete, immediate e coerenti con i bisogni reali delle comunità colpite, non di annunci e slogan e fondi del tutto inadeguati” così il deputato democratico, segretario regionale in Sicilia, Anthony Barbagallo.

 

28/01/2026 - 13:01

«La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per i territori colpiti dal ciclone “Harry” è un atto necessario e dovuto. Siamo stati i primi a chiederlo, ma la dotazione iniziale di 100 milioni di euro complessivi è palesemente insufficiente rispetto all’entità dei danni che stanno emergendo in Sardegna, Sicilia e Calabria».

Lo dichiara Silvio Lai, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Sardegna.

«Le ricognizioni in corso da parte dei Comuni e delle strutture di Protezione civile restituiscono un quadro molto più grave di quanto coperto dalle risorse finora stanziate - se ne sarà reso conto anche il ministro Musumeci - : infrastrutture stradali e idrauliche danneggiate, opere di difesa costiera compromesse, abitazioni e attività produttive colpite, con conseguenze rilevanti anche sul piano sociale ed economico. Per la sola Sardegna è realistico prevedere un fabbisogno nell’ordine di diverse decine di milioni di euro, destinato a crescere con il consolidarsi delle stime».

«Per questo – prosegue Lai – il Governo deve integrare rapidamente le risorse nazionali e, parallelamente, attivare senza indugi gli strumenti europei previsti per le grandi calamità naturali, come indicato anche dall’europarlamentare Giuseppe Lupo. A partire dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea, che consente di sostenere gli interventi di emergenza e il ripristino delle infrastrutture essenziali, e dal regolamento RESTORE, che permette una riprogrammazione flessibile dei fondi europei per la ricostruzione e l’assistenza alle comunità colpite».

«RESTORE è uno strumento che è scaduto il 31 dicembre 2025 ma che può e deve essere immediatamente prorogato e riattivato, su richiesta del Governo italiano alla Commissione europea. Non si tratta di nuove risorse, ma di fondi già disponibili che rischiano di andare perduti e che possono invece essere rapidamente riprogrammati a favore dei territori colpiti».

«I nostri territori stanno pagando un prezzo altissimo agli eventi climatici estremi: una risposta sottodimensionata finirebbe per scaricare i costi dell’emergenza su amministrazioni locali, imprese e famiglie, aggravando ulteriormente una situazione già critica».

«Ho depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo tempi certi sull’integrazione delle risorse, criteri trasparenti di riparto e l’attivazione immediata del canale europeo. Bene l’emergenza, ora serve la ricostruzione: adeguata, coordinata e all’altezza della gravità degli eventi».

 

27/01/2026 - 19:03

Domani alla Camera dei deputati si terrà il question-time promosso dal Partito Democratico, che ha chiesto al Governo e in particolare al ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, di riferire sulle risorse, sui tempi e sugli strumenti previsti per il ripristino e la ricostruzione dei territori di Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dai gravi eventi meteorologici riconducibili al ciclone “Harry”.

“I danni provocati dal maltempo – scrivono i deputati -  risultano ingenti e diffusi: infrastrutture, viabilità, reti di servizi essenziali, abitazioni, attività produttive e agricole sono state duramente colpite, determinando una situazione di eccezionale gravità che colpisce famiglie, imprese e interi comparti economici. Accanto ai danni immediati, il maltempo rischia di compromettere la continuità produttiva di numerose attività economiche e la prossima stagione lavorativa, con pesanti ricadute occupazionali. Per questo sono indispensabili interventi rapidi, mirati e non rinviabili. L a risposta del governo appare del tutto inadeguata. Secondo le prime valutazioni disponibili, l’ammontare complessivo dei danni risulta estremamente elevato e, per la sola Sicilia, ampiamente superiore al miliardo di euro, delineando un quadro che va ben oltre la dimensione degli interventi di prima emergenza. A fronte di ciò, lo stanziamento iniziale di 100 milioni di euro deliberato dal Governo, destinato peraltro a coprire esclusivamente le spese già sostenute dai comuni, appare manifestamente insufficiente rispetto all’entità reale dei danni. Nel corso del question time di domani, il Partito Democratico chiede al Governo di chiarire quali risorse aggiuntive, entro quali tempi certi e attraverso quali strumenti normativi straordinari, comprese le necessarie semplificazioni, intenda garantire il ripristino e la ricostruzione dei territori colpiti, assicurando al contempo interventi immediati a sostegno di famiglie, imprese e occupazione.

 

27/01/2026 - 15:59

“Il governo Meloni non può e non deve abbandonare la Sicilia. I fondi stanziati non sono sufficienti a ricostruire tutte le infrastrutture distrutte dall’uragano Harry. Chiediamo un intervento immediato e maggiori fondi. Il governo Meloni quando vuole i fondi li trova. Basti pensare al ponte sullo stretto”. Lo dichiara la deputata siciliana del Pd, Stefania Marino, la quale aggiunge: “Stupisce che il governo non abbia nemmeno predisposto un conto corrente pubblico in caso in cui i cittadini vogliano fare delle donazioni in favore dei territori colpiti, cosa che in altre catastrofi invece è avvenuta. Per il governo la Sicilia è come al solito l’ultima ruota del carro”.

27/01/2026 - 15:57

“Il governo Meloni non può e non deve abbandonare la Sicilia. I fondi stanziati non sono sufficienti a ricostruire tutte le infrastrutture distrutte dall’uragano Harry. Chiediamo un intervento immediato e maggiori fondi. Il governo Meloni quando vuole i fondi li trova. Basti pensare al ponte sullo stretto”. Lo dichiara la deputata siciliana del Pd, Stefania Marino, la quale aggiunge: “Stupisce che il governo non abbia nemmeno predisposto un conto corrente pubblico in caso in cui i cittadini vogliano fare delle donazioni in favore dei territori colpiti, cosa che in altre catastrofi invece è avvenuta. Per il governo la Sicilia è come al solito l’ultima ruota del carro”.

27/01/2026 - 15:40

“Chiediamo alla presidenza della commissione Ambiente della Camera che vengano auditi tutti i sindaci dei comuni colpiti dal maltempo.
Riteniamo la risposta del governo di ieri in cdm del tutto insufficiente. Per questo vogliamo ascoltare direttamente gli amministratori locali per capire realmente l’entità del danno e trovare delle soluzioni possibili”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd della commissione Ambiente della Camera unitamente ai deputati Pd eletti nelle regioni colpite dall’uragano Harry, Sardegna, Sicilia, Basilicata e Calabria, che hanno scritto una lettera alla presidenza della commissione Ambiente per chiedere l’audizione di tutti i sindaci e amministratori locali delle regioni colpite dall’uragano Harry.

 

27/01/2026 - 10:35

“Il governo Meloni stanzia una cifra ridicola per la Sicilia rispetto all’entità del danno. Abbandona famiglie, comunità che hanno perso tutto: case distrutte, strade distrutte. 100 milioni è nulla rispetto ad un danno che ammonta ad oltre 1 miliardo di euro. Il Governo Meloni intervenga seriamente. Qui non abbiamo bisogno solo di slogan, ma di interventi strutturali immediati.
Fin da subito abbiamo chiesto procedure semplici e veloci. Non possiamo attendere tempi biblici perché abbiamo persone senza casa e strade inagibili. La Sicilia è completamente bloccata”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera e segretario del Pd Sicilia.

27/01/2026 - 10:34

“L’impatto dell’uragano Harry è stato devastante per la Sicilia. Speriamo che il Governo Meloni se ne renda presto conto e stanzi delle cifre congrue all’entità del danno. 100 milioni per un danno da 1 miliardo di euro è un’offesa al popolo siciliano che è ridotto in miseria. Serve una ricostruzione immediata dei territori colpiti, le comunità non possono aspettare, c’è gente senza casa”. Lo dichiara Giovanna Iacono, deputata siciliana del Pd.

26/01/2026 - 18:46

“I 100 milioni stanziati dal Governo per le tre regioni colpite dal ciclone Harry sono del tutto insufficienti rispetto ai danni provocati dal maltempo. Nella sola Sicilia i danni stimati sono di oltre un miliardo, a cui va aggiunto il dramma della frana di Niscemi che avevamo chiesto venisse specificamente affrontato con lo stato di emergenza. Evidentemente la Presidente Meloni sta sottovalutando una situazione gravissima. Servono interventi importanti, sospensione dei tributi, risorse adeguate e procedure efficaci per l’emergenza e la ricostruzione che deve partire immediatamente. In questi casi la paura più grande delle popolazioni colpite è il senso di abbandono. E no, questa non è una risposta all’altezza della situazione”, così il deputato democratico Peppe Provenzano, che nei giorni scorsi aveva effettuato i sopralluoghi nelle aree colpite, commenta quanto emanato oggi dal Cdm.

26/01/2026 - 17:08

“Quanto deliberato dal Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per la Sicilia è del tutto insufficiente e dimostra che il Governo non ha compreso la reale gravità della situazione”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti della Camera. “Stiamo parlando di un territorio duramente colpito dal ciclone Harry, con danni enormi a infrastrutture, viabilità, abitazioni e attività produttive, per cifre che sono nettamente superiori ai 100 milioni annunciati dal Governo. Una somma che rischia di essere poco più che simbolica di fronte a un’emergenza di questa portata. Ancora più grave – prosegue Barbagallo – è che dal Consiglio dei ministri non arrivino norme chiare per garantire interventi rapidi, procedure semplificate e una ricostruzione veloce e tempestiva. Senza strumenti straordinari, lo stato di emergenza rischia di restare uno slogan. Il Governo smetta di fare propaganda e ascolti davvero i territori colpiti. La Sicilia ha bisogno di risorse adeguate, certezze sui tempi e di un piano serio di intervento. Il Partito Democratico continuerà a incalzare l’esecutivo affinché assuma decisioni all’altezza di una situazione la cui gravità è sotto gli occhi di tutti. Così Anthony Barbagallo deputato e segretario regionale PD in Sicilia che sottolinea come “solo per la Sicilia si parla di stime dei danni che superano il miliardo di euro”.

23/01/2026 - 14:25

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Protezione civile, delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave frana che il 16 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza di cittadine e cittadini”.

Così i deputati democratici, Peppe Provenzano e Giovanna Iacono.
“La vicenda di questi giorni - aggiungono - riporta drammaticamente alla memoria quanto già accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì Niscemi causando ingenti danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Nonostante allora fossero state adottate misure straordinarie di protezione civile, il versante ovest – oggi nuovamente interessato dal dissesto – presentava già evidenti condizioni di instabilità.
Con l’interrogazione chiediamo al Governo di chiarire se esistano progetti esecutivi per la stabilizzazione dei versanti, se siano state richieste o ottenute risorse finanziarie e se siano stati effettuati studi geologici aggiornati. E, soprattutto, quali interventi urgenti si intendano mettere in campo per il ripristino in sicurezza della Strada provinciale 12, arteria fondamentale per il territorio. La sicurezza delle persone non può dipendere da interventi tampone o da promesse rimaste sulla carta. È indispensabile conoscere lo stato reale della programmazione e delle risorse disponibili, e soprattutto, avviare finalmente opere strutturali di messa in sicurezza. Niscemi non può continuare a vivere nell’emergenza permanente. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e l’iter della nostra interrogazione - concludono - mantenendo costante il confronto con le istituzioni preposte e con la Protezione civile”.

 

21/01/2026 - 17:25

“La provincia di Agrigento è stata duramente colpita dal ciclone Harry, che nelle ultime ore ha provocato ingenti danni, paura e pesanti disagi per le cittadine e i cittadini, le imprese e le amministrazioni locali. Litorale devastato, strade allagate o interrotte, campagne distrutte, edifici pubblici e privati danneggiati: un colpo durissimo per un territorio già segnato da fragilità strutturali e che fonda gran parte della propria economia sull’agricoltura e sul lavoro stagionale. Da deputata agrigentina sento il dovere di essere al fianco della mia comunità. Ho già avviato le necessarie interlocuzioni istituzionali affinché venga riconosciuto lo stato di calamità naturale e siano attivati ristori rapidi e adeguati per famiglie e imprese colpite”.
Così la deputata dem, Giovanna Iacono, esprimendo il proprio ringraziamento a Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e volontari impegnati senza sosta per garantire sicurezza e assistenza alla popolazione.

“Ora - ha aggiunto - è il tempo della concretezza. La provincia di Agrigento non può essere lasciata sola. Servono interventi immediati, ma anche una strategia seria di prevenzione e messa in sicurezza del territorio, perché eventi estremi come questo non possono più essere considerati eccezionali. La situazione - ha concluso - continuerà a essere seguita passo dopo passo nelle sedi istituzionali competenti, per garantire risposte rapide e adeguate al territorio”.

 

 

21/01/2026 - 17:01

“Il ciclone Harry si è abbattuto nel Meridione e in particolare in Sicilia. I danni sono ingenti, si stima intorno al mezzo miliardo di euro. Da stanotte non esiste più la marineria di Aci Castello, narrata da Giovanni Verga, ne ‘I Malavoglia’. Così come il porto Rossi a Catania, di Riposto, quello di Ortigia, i borghi Acesi, il lungomare di Mascali, Giardini, Taormina, Sant’Alessio, Furci e Santa Teresa. Distruzione e danni enormi anche a Marzamemi, il borgo reso celebre da Salvatores con la pellicola ‘Sud’, che oggi è stato evacuato e sommerso. Per non parlare dei luoghi di Montalbano colpiti anch'essi. Una Sicilia spezzata in due, con la linea ferroviaria Messina-Catania-Siracusa interrotta e devastata e strade statali sprofondate. In un territorio già fragile e arido di finanziamenti per grandi infrastrutture, in cui la politica regionale si caratterizza per mance e mancette e dove il dirigente del dipartimento regionale della protezione civile è citato più volte nelle pagine delle inchieste sulla correzione in Regione, servono risorse certe, immediate e procedure semplici e veloci per garantire credibilità alle istituzioni”.

Così il deputato dem, Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula per chiedere un’informativa urgente al governo e, in particolare, al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, sui danni causati in Sicilia dal ciclone Harry.

 

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