06/11/2025 - 12:56

“Il Pil italiano è fermo da tre trimestri consecutivi e la produzione industriale ristagna da oltre due anni. In questo contesto, il governo Meloni approva una legge di bilancio che, secondo gli stessi documenti del MEF, non avrà alcun impatto positivo sulla crescita. È scritto nero su bianco: la manovra non farà aumentare i consumi interni e avrà effetti negativi sugli investimenti”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“La premier Meloni – spiega l’esponente dem - racconta un’Italia che non esiste, promettendo un rilancio che non arriverà. Se oggi non fossimo sostenuti dai fondi del PNRR, il Paese sarebbe già in recessione. Il problema non è solo economico ma politico: manca una strategia industriale capace di orientare la crescita e affrontare le sfide globali. Il Partito Democratico chiede al governo di unirsi a un’iniziativa comune in Europa per rafforzare le politiche su innovazione, energia e infrastrutture. Non possiamo competere da soli con giganti come Cina e Stati Uniti: servono investimenti di scala e una transizione tecnologica sostenuta a livello europeo”.

“Sul piano nazionale – conclude Guerra – è urgente intervenire sul costo dell’energia. Le nostre proposte mirano a sganciare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili, in modo da far scendere le bollette e migliorare la competitività delle imprese. Inoltre, il governo non può continuare a ignorare le conseguenze delle politiche economiche americane: i dazi di Trump impongono una strategia di sostegno alle esportazioni e alla manifattura italiana. Serve una politica industriale seria, non propaganda”.

 

06/11/2025 - 11:43

I dati Istat confermano un quadro preoccupante che colpisce le lavoratrici e i lavoratori italiani. A settembre 2025, le retribuzioni contrattuali in termini reali restano inferiori di oltre l’8% rispetto ai livelli del 2021. Significa, in parole semplici, che negli ultimi anni le famiglie italiane hanno perso l’equivalente di uno stipendio mensile ogni anno. I dati allarmanti, però, non preoccupano Meloni, che con la quarta manovra del governo ribadisce la sua volontà di non fare alcun passo avanti per sterilizzare Gli effetti della perdita del potere d’acquisto delle famiglie ne sul salario minimo, proseguendo invece la politica dei tagli al welfare”.

Così una nota del capogruppo democratico in commissione bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano.

 

06/11/2025 - 11:35

“I dati diffusi dall’Istat sono inequivocabili e certificano il fallimento delle politiche del governo Meloni sulle liste d’attesa. Nel 2024 quasi il 10% degli italiani – parliamo di 5,8 milioni di persone – ha rinunciato a curarsi. La prima causa? Le liste d’attesa troppo lunghe. È una situazione gravissima e senza precedenti nelle dimensioni”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico e membro della Commissione Affari sociali della Camera.

“Di fronte a questi numeri – prosegue Girelli – il governo continua a raccontare che i decreti sulle liste d’attesa funzionano. Ma la realtà fotografata dall’Istat è opposta: sempre più cittadini, soprattutto donne e anziani, sono costretti a rinunciare alle cure. È una frattura sociale che mette a rischio il nostro Servizio sanitario nazionale”.

“Non servono annunci o operazioni propaganda: servono soluzioni. Il diritto alla salute non può dipendere dalla fortuna o dal conto in banca, ma servono investimenti strutturali, assunzioni stabili e una programmazione reale dell’offerta sanitaria”, conclude Girelli.

 

06/11/2025 - 10:00

“Una legge di bilancio che ignora la crisi della sanità pubblica e scarica i costi sui cittadini”. Così Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Affari sociali, commenta i contenuti della manovra economica del governo. “Non ci sono – spiega Malavasi – le risorse necessarie per garantire il diritto alla salute ai 5,8 milioni di persone che oggi rinunciano a curarsi, né per sostenere le famiglie che nel 2024 hanno speso 41 miliardi di euro di tasca propria per accedere ai servizi sanitari. Dietro gli annunci di un incremento di 7,7 miliardi si nasconde, in realtà, un definanziamento del Servizio sanitario nazionale. Se fosse stato mantenuto il livello del 6,3 per cento del Pil del 2022 fino al 2028, oggi avremmo 17 miliardi in più, non 7,7”.

Per la deputata dem, “questo significa depotenziare la sanità pubblica, ridurre il fondo sanitario e trasferire meno risorse alle Regioni, costrette così a tagliare i servizi o ad aumentare la tassazione. È una scelta miope, che ancora una volta colpisce i cittadini. Il Partito Democratico, propone un piano straordinario di investimenti e assunzioni nel personale medico e sanitario. Servono nuove risorse, salari più equi rispetto alla media europea e condizioni di lavoro sostenibili, per contrastare la fuga dal pubblico e ridare dignità alla professione sanitaria”.

“Il governo Meloni – conclude Malavasi – favorisce i privati: nella legge di bilancio ci sono 900 milioni per le aziende private, molto più di quanto si investe per assumere nuovo personale sanitario. Una scelta che indebolisce la sanità pubblica e mina il diritto universale alla salute”.

 

05/11/2025 - 16:49

“Il ministro Lollobrigida snocciola tanti dati in Aula a Montecitorio ma non dà risposte su come intende a far fronte al tema dei dazi Usa sull'esportazione agricola italiana. I dati Istat parlano chiaro: -21,2% per l'export italiano e in manovra economica la parola 'dazi' risulta totalmente assente. I tanti numeri espressi dal ministro sconfessano le preoccupazioni delle Associazioni agricole nelle audizioni in Commissione Agricoltura. Ma di fatto sono dati poco veritieri, se l'export è diminuito come ci conferma anche Confindustria”.

Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini intervenendo in replica al ministro Lollobrigida durante il Question Time alla Camera.

“Insomma tante parole e nessuna misura concreta per difendere gli spazi di mercato e di redditività che le imprese italiane stanno cercando di conquistarsi. Neanche un euro!  Le imprese del vino, della pasta e dei formaggi, compresi i pecorini di cui nessuno parla mai, vivono nella incertezza”, sottolinea la parlamentare dem. “Era lo scorso 8 aprile quando Meloni annunciava un piano di recupero di 25 miliardi per
sostenere le imprese colpite dai dazi. Oggi il piano è scomparso insieme alle risorse. Quindi meno propaganda e più certezze”, conclude Forattini.

 

05/11/2025 - 14:18

“L’Italia è ormai in una fase di stagnazione tecnica, con il Pil fermo per il terzo trimestre consecutivo e i consumi in frenata. La legge di bilancio 2026, secondo le stime del Mef, non produrrà alcun effetto positivo sulla crescita”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.

L’esponente dem sottolinea come “perfino il Centro Studi di Confindustria riconosce che l’attuale, debole crescita è soltanto l’ultima coda degli investimenti del Pnrr. Senza quei fondi, l’Italia sarebbe già in recessione. La manovra del governo Meloni è la prima in molti anni a non avere alcun impatto sulla crescita: se si facesse o non si facesse, sarebbe esattamente la stessa cosa. Il Pnrr è stato usato per coprire spese ordinarie, sottraendo risorse a scuola, sanità, transizione digitale ed ecologica. Così si condanna il Paese a un futuro di bassa crescita e scarse opportunità”.

“Il Partito Democratico – conclude Lai - presenterà una contromanovra che punti davvero sullo sviluppo industriale, sulla ripartenza e sulle infrastrutture sociali. In Italia la povertà cresce, la disoccupazione aumenta e i giovani restano senza prospettive. Questo è un governo di pura propaganda, incapace di gestire l’economia di un Paese e di costruire una visione per il futuro. Serve un piano alternativo che rimetta al centro il lavoro, gli investimenti e la coesione sociale”.

 

04/11/2025 - 16:05

“La telecronaca della sottosegretaria Borgonzoni sul “recupero” (che allo stato non c’e) dei fondi per il cinema è semplicemente ridicola. Prima il governo di cui lei stessa fa parte infligge un taglio del tutto immotivato a un comparto strategico come quello del cinema e dell’audiovisivo, poi dobbiamo assistere al racconto minuto per minuto dei tentativi di “raccattare” qualche risorsa, raschiando il fondo del barile della finanza pubblica.
È desolante. Il governo dovrebbe fare marcia indietro: invece di tagliare, deve investire di più in un settore che è stato tra i più penalizzati dalle sue manovre. Lo dicono le associazioni di categoria, lo ripetono con forza gli operatori del settore: il cinema italiano è a un passo dal collasso. Altro che piccole buone notizie o recuperi parziali: la sottosegretaria Borgonzoni dimostri avere la forza politica per obbligare il suo compagno di partito Giorgetti a rimarginarsi il taglio e aumentare i fondi al settore. Se non è in grado dovrebbe tirare lei stessa le conclusioni” così una nota del componente democratico nella commissione cultura della camera, Matteo Orfini.

 

04/11/2025 - 14:59

“Le analisi Gimbe confermano ciò che denunciamo da mesi: dietro l’apparente aumento delle risorse per la Sanità contenuto nella prossima legge di Bilancio si nasconde un vero e proprio definanziamento strutturale. Il gap di 17,5 miliardi tra quanto sarebbe necessario per mantenere il livello di finanziamento al 6,3% del Pil e quanto realmente stanziato nel periodo 2023-2026 certifica una scelta politica chiara: continuare a indebolire il Servizio sanitario nazionale”.
Così commenta il deputato del Pd Gian Antonio Girelli la proposta di bilancio aggiungendo, inoltre che “non basta sbandierare aumenti nominali. In rapporto al Pil, dopo un breve rialzo nel 2026, il finanziamento tornerà a scendere fino al 5,93% nel 2028, toccando un minimo storico. È un segnale gravissimo: meno risorse significa liste d’attesa più lunghe, più spesa privata per le famiglie, maggiori diseguaglianze di accesso alle cure e un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno”.
“Il Governo – conclude Girelli - fermi questa deriva. Servono investimenti veri e strutturali, programmazione, personale e strumenti per garantire universalità, equità e qualità delle cure. La sanità pubblica è un pilastro della nostra democrazia: continuare a indebolirla significa mettere a rischio la coesione sociale e il diritto alla salute di milioni di cittadini”.

04/11/2025 - 11:50

“Confindustria conferma ciò che il Partito Democratico denuncia da settimane. La manovra è a saldo zero, nessun impatto sulla crescita del Paese. Il Governo parla di “responsabilità” e “prudenza”, la realtà è che non c’è un euro per la competitività, per gli investimenti, per il lavoro e per l’innovazione. Come ha ricordato Tarquini in audizione, la crescita allo “zero virgola” non garantisce il futuro dell’Italia, e infatti senza le risorse del PNRR oggi il nostro Paese sarebbe già in recessione. Per rilanciare il Paese serve una politica industriale e fiscale che premi chi investe, chi innova e chi crea lavoro stabile, non un bilancio di mera sopravvivenza.” Così in una nota il capogruppo del Partito Democratico, in commissione bilancio alla camera, Ubaldo Pagano.

03/11/2025 - 19:20

“Il costo delle case continua a crescere più dei salari e per tanti studenti e giovani lavoratori affittare o comprare casa è diventato impossibile. Sempre più famiglie vivono in spazi troppo piccoli o in condizioni difficili. Serve dunque una risposta immediata per aiutare le nuove generazioni  a costruirsi un futuro e per rendere gli affitti più accessibili. L’Europa si sta muovendo contro la crisi abitativa, e anche l’Italia deve fare la sua parte. Il Governo deve passare dalle parole ai fatti, con un piano casa reale e finanziato, che in questa manovra purtroppo non si vede. La casa è un diritto, non un privilegio, e il Partito Democratico continuerà a battersi perché nessuno resti indietro”.

Così in una nota la Deputata del Partito Democratico, Rachele Scarpa.
 

 

03/11/2025 - 16:20

“Il Governo indebolisce la sanità pubblica. Quest’anno la spesa sanitaria sarà intorno al 6% del PIL, il livello più basso degli ultimi decenni, e secondo le previsioni scenderà ancora, tanto da raggiungere il 5,93% nel 2028.

La riduzione dei fondi si traduce in meno investimenti negli ospedali, nel personale sanitario e nei servizi territoriali, con conseguenze che graveranno sui cittadini. Sempre più persone sono costrette a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure, e ampie aree del paese vivono grandi difficoltà, con servizi tragicamente sotto pressione.

La situazione è evidente a tutti: il Governo non interviene né per ridurre le liste d’attesa, né per aumentare gli stipendi di medici e infermieri, ma continua con coerenza a spostare risorse verso il privato.

Questa manovra è insufficiente su tutti i fronti, a partire dalla sanità. Del resto, ne prendono le distanze loro stessi, come conferma l’incapacità dei partiti di governo anche di indicare un relatore di maggioranza.”

Così in una nota la Deputata del Partito Democratico, componente della commissione Affari Sociali della Camera, Ilenia Malavasi.

 

03/11/2025 - 15:45

“Il governo vive nel caos. L’assenza di un relatore di maggioranza è la conferma della debolezza di una manovra da cui tutto i partiti che sostengono Meloni, in un modo o nell’altro, stanno prendendo le distanze. Siamo davanti al fallimento delle politiche economiche del governo Meloni che si confermano  modeste, sbagliate e prive di visione e capacità di incidere sulle emergenze sociali. Mentre il Paese chiede risposte su salari, servizi e welfare, il governo si limita a misure tampone e ad annunci propagandistici.
È un esecutivo che non guarda al futuro, ma certifica la propria incapacità preferendo le chiacchiere e i litigi interni”.
Così in una nota il Vice Capogruppo alla Camera del Partito Democratico, Toni Ricciardi.

31/10/2025 - 12:56

“Il 20 marzo è stato firmato un accordo chiaro tra governo, imprese e sindacati per garantire tutte le risorse necessarie a finanziare il rinnovo del contratto del Trasporto Pubblico Locale che riguarda oltre 100.000 lavoratori ogni giorno in prima linea per garantire il diritto alla mobilità di tutti noi. Ma come hanno denunciato le imprese del settore, la copertura attualmente prevista nella manovra economica è stimata in circa 150–180 milioni annui, a fronte di un costo complessivo pari a 270 milioni di euro nel 2025, 370 milioni nel 2026 e 510 milioni annui a regime dal 2027. Chiediamo al governo di ribadire l’impegno che ha sottoscritto non solo a parole in Aula ma anche nella manovra di Bilancio correggendo immediatamente il testo depositato al Senato per vincolare subito chiaramente tutte le risorse necessarie. Come Pd non permetteremo un nuovo rinvio: lavoratori, passeggeri e imprese meritano passi avanti, non passi indietro”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu in replica all’interpellanza urgente presentata oggi. “Il Partito Democratico ha già denunciato che nella manovra economica da poco bollinata – sottolinea il parlamentare - non è presente alcuna traccia di tutti gli interventi necessari per risolvere la crisi che sta vivendo il comparto dei trasporti ma solo incomprensibili tagli come quelli alla Metro C di Roma, alle metropolitane di Milano e Napoli e ai fondi per la mobilità sostenibile e le ciclovie urbane. La preoccupazione è ancora più alta perché il governo non solo non ha chiaramente vincolato le risorse promesse per il rinnovo del contratto ma non ha tenuto in alcun conto nemmeno dell'aumento dei costi dovuto all'inflazione nel TPL, prevedendo gli 800 milioni necessari per garantire l'adeguamento dei servizi.”, conclude Casu.

 

30/10/2025 - 10:36

"Il Ministro Giorgetti parla di fake news per i tagli alla Manovra sulle infrastrutture? Venga a spiegarlo ai cittadini della Toscana dove il suo governo ha tolto lo scorso anno centinaia di milioni di euro ad opere fondamentali come la Tramvia di Firenze e l'Interporto di Livorno mentre oggi ha cancellato ogni risorsa per la Tirrenica. Sicuramente non lo farà perché è ormai preoccupato soltanto di accreditarsi verso le agenzie internazionali di rating mentre ha completamente dimenticato i problemi reali delle famiglie e delle imprese": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sulle dichiarazioni del titolare del dicastero dell'Economia.

30/10/2025 - 09:08

“I dati della Ragioneria generale dello Stato, riportati oggi sulla stampa, fotografano una situazione impietosa: il Ministero della Cultura è tra i peggiori dicasteri italiani per capacità di utilizzo dei Fondi di Coesione 2021–2027.
Un risultato che conferma l’assoluta incapacità gestionale del ministro Giuli, che in un anno di mandato non è riuscito ad avviare una programmazione efficace né a spendere le risorse già assegnate: la Cultura rimane ferma, paralizzata da una gestione incerta e priva di visione.
Un ministero che dovrebbe essere motore di investimenti per tutto il Paese è invece bloccato, perché ogni iniziativa viene frenata o rinviata, in un clima di sospetto e di controllo interno che ha completamente immobilizzato l’amministrazione.
La situazione è aggravata dall’ennesima sforbiciata prevista nella manovra di bilancio: non solo il Ministero della Cultura dispone di fondi Fsc ridotti per sua irrilevanza politica (appena 170 milioni di euro contro 1,7 miliardi gestiti dal ministro Franceschini), ma non riesce nemmeno a utilizzare quelli disponibili che infatti gli vengono sottratti.
Un doppio fallimento che pesa sulle imprese culturali, sui lavoratori del settore e sulle comunità locali che attendono investimenti ormai da troppo tempo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Mic é guidato da un ministro commissariato di fatto, incapace di incidere sulle politiche culturali e territoriali.
L’Italia della cultura non può essere ostaggio dell’inerzia e dell’improvvisazione.
Serve un cambio di passo immediato: il patrimonio culturale del Paese merita una guida capace di programmare, investire e costruire futuro — non di restare immobile davanti alle proprie responsabilità”. Così la capogruppo democratica in commissione cultura della Camera, Irene Manzi.

 

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